Archive 10/06/2019

Agropoli-Brindisi termina 1-1: in Serie D vanno i pugliesi

Ribaltare il risultato dell’ andata ed accedere in Serie D: l’Agropoli oggi era alla caccia dell’appuntamento con la storia davanti al proprio pubblico, quello del “Guariglia”. Delfini senza Limatola, Pirone e Graziano. Brindisi dell’ ex Olivieri con il dubbio Quarta che ha attraversato tutta la settimana. Si ripartiva dall’ 1-0 per i pugliesi di sette giorni fa al “Fanuzzi” firmato Marino, Agropoli quindi costretta a vincere con due reti di scarto. Arbitrava l’incontro il signor Giuseppe Sassano di Padova, gli assistenti erano Lorenzo Giuggioli di Grosseto e Domenico Castro di Livorno.
La cronaca del match: al 3′ ci provava dalla trequarti Graziani, palla fuori bersaglio.
Al 6′ tiro di Procida deviato in corner.
Non accadeva nulla fino al 32′ quando un tiro a giro di Iaia terminava di poco alto sulla trasversale.
A cavallo del 35′ e del 40′ due conclusioni terminate abbondantemente a lato di Masocco e Quarta.
Al 42′ ospiti in inferiorità numerica per la doppia ammonizione a Iaia.
Il primo tempo non subiva ulteriori sussulti e terminava a reti bianche.
Nella ripresa subito la doccia gelata per i delfini: su palla inattiva cross per Pignataro che beffava Capone di testa.
Eravamo al 48′
Al 53′ rigore per i delfini per mano in area di Quarta. Dal dischetto Natiello fa 1-1, spazzando Pignataro.
Al 59′ ancora delfini alla ricerca del goal, ma il destro di D’Attilio finiva fuofi, stessa sorte due minuti più tardi per Graziani.
Agropoli che ci provava ancora al 65′ ma il destro di Masocco terminava alto.
Al 68′ ancora delfini in pressione con Capozzoli: destro alto di poco.
Al 79′ destro altro di Marino per il Brindisi.
All’ 81′ atterrato Capozzoli in area, ma l’arbitro lascia continuare.
All’ 83′ il fantasista di Aquara toccava un pallone a rimorchio per Natiello che terminava fuori di poco.
All’ 84′ Brindisi in nove uomini per l’ espulsione di Schirone. Un minuto più tardi pallonetto di D’Attilio raccolto da Pizzolato.
All’ 87′ gran sventola di Capozzoli che colpiva la parte inferiore della traversa.
Al 95′ tiro in porta di Natiello che terminava a lato.
Ma ormai era troppo tardi per i delfini. Stagione conclusa così: con quest’ultima amarezza per i cilentani, nonostante il coraggio dimostrato. Ad accedere in Serie D era il Brindisi.

Agropoli-Brindisi 1-1

Reti: 48′ Pignataro (B), 53′ Natiello rig. (A)

Agropoli: Capone 99; Imparato (86’Doto), Mustone (90′ Pascual), Giura, F.Russo, Masocco (84′ Di Lascio), Capozzoli, Manzillo (45’Tandara), D’Attilio, Natiello, Graziani 01. A disp: L.Russo 00, Maggio 01, Raimondi 99, Garofalo 00, Di Lascio 99, Doto 99, Toscano 01, Pascual, Tandara. All: Esposito

Brindisi: Pizzolato; Ruscigno 00, Schirone 00, Iaia, Ianniciello, Fruci, Procida (78’Zizzi), Quarta (56’De Pasquale), Pignataro (61′ Giunta), Marino, Acosta. A disp: Lacirignola 00, Zizzi, De Fazio 99, De Pasquale, Giunta 99, Lieggi 99, Salamina 00, Girardi, Merito. All: Olivieri

Ammoniti: Iaia, Imparato, Quarta, Capozzoli, D’Attilio

Espulsi: Schirone, Iaia

A.S. Bisceglie play out: Bisceglie in serie D

Dopo un primo tempo dominato, i padroni di casa passano in vantaggio grazie a un colpo di testa di Tateo su calcio d’angolo di Triarico, pericoloso due volte nei 5′ precedenti. La Lucchese ci prova ma non riesce a riprendere la partita, anzi sono sempre i pugliesi a sfiorare il 2-0, sempre sugli sviluppi di un corner di Triarico. Il risultato finale porta le due squadre ai supplementari e, ancora dopo, i calci di rigori. Dopo sei rigori parati da Falcone e Vassallo è decisivo l’errore di Longo per i nerazzurri, che spedisce all’inferno il Bisceglie e salva la Lucchese.

Il commiato alla stagione di Rodolfo Vanoli dopo Bisceglie-Lucchese

Dolore e rammarico per Rodolfo Vanoli al termine della partita con la Lucchese che ha sancito la retrocessione in D della truppa stellata: «Abbiamo fatto una partita straordinaria, con una squadra in crescita. Sono rammaricato per il risultato finale; il calcio è questo e cresceremo. Mi spiace moltissimo per la comunità, la stavo vivendo bene ed era bellissimo vivere con la gente a stretto contatto. Mi resterà il bellissimo rapporto intercorso con il presidente, tutta la società e col mio staff. Altro meraviglioso ricordo è stato vedere la grande crescita di questi ragazzi che avevano uno scarno minutaggio nelle gambe. Ho preso dei bambini e gli lascio uomini; infatti non ho voluto accusare nessuno dei rigori sbagliati. I penalty gli sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli e loro sono stati degli uomini veri. L’errore dal dischetto è stato lo specchio delle sfortune avute in stagione».

«Una partita perfetta, o quasi. Ci è mancata la fortuna in modo particolare sul tiro di Starita ma fa parte del gioco della vita. Bisogna rialzarsi subito e ricominciare. Rimpianti? Assolutamente no, tutto quello che ho fatto è stato per amore e rispetto del club in quanto sono le prime persone che ho conosciuto ed a cui ho creduto fortemente».

«Ringrazio tutto il popolo di Bisceglie che ci ha sostenuto ed incoraggiato» ha proseguito il trainer di Gavirate. «Per noi era importantissimo portare a casa il risultato che tutti speravamo; l’uno a zero non è bastato per raggiungere l’agognato scopo per noi professionisti, per la città e per i tifosi. Onore alla Lucchese che ha svolto un’ottima gara. Peccato che questa sfida ha coinvolto noi e loro; noi avevamo raggiunto già la salvezza con la Paganese».

Il tecnico conclude glissando sul futuro: «Non è il momento di pensare a questo, fra me e Canonico c’è un rapporto speciale e questo epilogo negativo lo dobbiamo prima smaltire per poter ripartire. Se troveremo i presupposti ed i punti di incontro potremmo valutare il prosieguo del rapporto ma già da oggi mi sento onorato nell’aver allenato questi meravigliosi ragazzi».

Bartolomeo Pasquale

Rigori fatali, il Bisceglie saluta la serie C. Lucchese salva

In serie D ma a testa alta, dopo aver lottato fino in fondo e con l’onore delle armi. Il Bisceglie ha chiuso dopo due anni la propria avventura nella terza divisione nazionale uscendo sconfitto dallo spareggio decisivo con la Lucchese la quale nel doppio confronto è riuscita ad impensierire la truppa nerazzurra. E tanti sono i rimpianti per una stagione iniziata in modo travagliato e che ha invertito tardivamente la rotta con l’avvento di Rodolfo Vanoli sulla panchina del sodalizio caro a Nicola Canonico.

Gli stellati hanno ritrovato Djoulou Zohoki dopo la squalifica patita al “Torre” di Pagani, partente dal primo minuto nel modulo 4-3-1-2 affiancato da Starita e Triarico sulla trequarti. Recuperi last minute di Scalzone e Cuppone in panchina nella prima frazione. La Lucchese di Giancarlo Favarin, notoriamente squalificato dopo i fatti di Lucchese-Alessandria e sostituito dal vice Langella ha schierato un 4-3-3 con il rientro di De Feo sulla destra del fronte offensivo.

Primo brivido speranzoso al settimo minuto con la morbida diagonale di Giron diretta sulla testa di Triarico, incornata troppo centrale. Al quarto d’ora si è notato un Bisceglie in pronta salita con la triangolazione Giron-Starita ma il controllo dell’attaccante ex Cesena e Pro Piacenza non è dei migliori; conclusione rigettata in angolo. Al ventesimo Bisceglie vicinissimo al gol con la punizione battuta da Triarico che ha sorvolato la traversa dopo il fallo subito da Starita a venti metri dalla porta.

Ancora Bisceglie che si è reso pericoloso dalle parti di Falcone con Djoulou che ha sovrastato e superato il diretto marcatore colpendo il cuoio di punta a tu per tu col portiere; la palla è terminata alta e il baluardo rossonero è graziato al ventottesimo di gioco.

I toscani in questa prima frazione sono stati guardinghi non pungendo la retroguardia nerazzurra se non con una debolissima punizione di Lombardo al trentanovesimo, decisamente facile per Vassallo. Un minuto più tardi ancora stellati in avanti a reclamare un calcio di rigore per palese contatto in piena area fra lo stesso Lombrado e Starita per l’ultima azione da riportare in taccuino in questo primo tempo.

Ad inizio ripresa primo avvicendamento per le pantere con De Feo rimpiazzato da Provenzano ma la musica non è cambiata con il Bisceglie sempre più pimpante: al cinquantesimo il neo entrato rossonero ha atterrato Djoulou Zohoki e l’arbitro ha comandato la punizione liftata di Triarico che ha sfiorato l’incrocio. Un minuto più tardi il Bisceglie è pervenuto al gol dopo la respinta di Falcone in corner sulla bordata di Vittorio Triarico. È lo stesso ex Matera a depositare di testa sul primo palo il pallone dell’uno a zero sugli sviluppi dell’angolo battuto da Giron.

La Lucchese ha reagito a gol che ha ristabilito la perfetta parità fra andata e ritorno sbottonandosi in avanti fino alla trequarti e guadagnando un calcio di punizione per fallo subito da Juan Mauri: il pallone battuto dallo stesso centrocampista argentino ha colpito la barriera.

Al settantesimo la prima, vera, ghiotta occasione da gol per i toscani con il tiro dalla distanza di Lombardo ma Brian Vassallo si è disteso respingendo la botta centrale; sulla ribattuta gioco fermo per posizione di fuorigioco da parte di Sorrentino.

Nell’ultimo quarto d’ora entrambe e formazioni sono sembrate affaticate e hanno abbassato i ritmi con lanci imprecisi che hanno portato notevoli segnalazioni di offside da parte del direttore di gara. Al settantottesimo Triarico avrebbe potuto chiudere i giochi se non fosse stato per una certa fretta nel calciare il pallone ben suggeritogli da Starita. In contropiede il tuttofare trentenne ha sparato alto la propria cartuccia senza avvicinarsi più di tanto all’area di rigore avversaria.

Il primo cambio nerazzurro è addirittura dell’ottantaduesimo, con l’obiettivo di centellinare le energie delle riserve nei supplementari, con Andy Bangu che ha rilevato un buon Giacomarro. A due minuti dalla conclusione dei tempi regolamentari il Bisceglie è stato ad un passo dal gol decisivo, prima con il tiro di Risolo dai venticinque metri respinto da Falcone e successivamente con il colpo di testa in avvitamento di Starita che ha lambito il palo più lontano per il portiere, spegnendosi sul fondo. Le ultime speranze per il Bisceglie di chiudere i giochi nei tempi regolamentari si sono infrante lì con la partita che è prolungata ai supplementari.

La Lucchese a testa bassa ha cercato così il gol della salvezza definitiva con la statuetta di Provenzano su traversone di Bortolussi ma Vassallo ha ben controllato. Le pantere rossonere hanno provato la conclusione dalla distanza ancora con Provenzano con un sinistro a giro finito alto sull’incrocio dei pali destro.

Bisceglie e Lucchese hanno provato ad inserire forze fresche in campo, rispettivamente con gli innesti di Longo per Calandra e Santovito per Bortolussi, allo scopo di mettere immediatamente in ghiaccio la partita. Al termine del primo extra time Giron ha concesso ancora a Djoulou l’opportunità di concludere a rete ma sul suo cross teso l’attaccante scuola Torino è arrivato in ritardo.

Nel secondo quarto d’ora extra giro palla che ha sembrato accomodare le due squadre, complice una tenuta fisica ormai venuta meno per l’eccessivo agonismo. La Lucchese ha provato solo un colpo di punizione calibrata da Lombardo sulla sinistra con il portiere di casa che ha accompagnato la sfera sul fondo ed il match si è avviato verso la fatidica lotteria dei rigori.

Nella sequela dagli undici metri sono stati i toscani ad avere la meglio. Gli errori di Scalzone, Triarico Starita hanno fatto da contraltare a quelli di Lombardo, Zanini e Sorrentino fino al penalty calciato alto da Leonardo Longo che ha spento definitivamente le speranze dei millesettecento tifosi biscegliesi accorsi al Gustavo Ventura.

BISCEGLIE-LUCCHESE 3-3 dcr (1-0 dts)

Bisceglie (4-4-2): 22 Vassallo, 2 Calandra (dal 99° 15 Longo), 5 Markic (dal 110° 3 Mastrilli), 8 Parlati, 9 Djolou (dal 106° 21 Scalzone), 10 Starita, 18 Triarico, 19 Risolo, 23 Giacomarro (dall’82° 24 Bangu), 26 Zigrossi, 28 Giron. Allenatore: Rodolfo Vanoli. A disposizione: 12 Addario, 4 Bottalico, 7 Dellino, 11 Cuppone, 14 Camporeale, 15 Longo, 17 Cuomo, 25 Casella, 27 Ndiaye.
Lucchese (4-3-3): 22 Falcone, 5 Martinelli, 6 Lombardo, 9 Sorrentino, 11 Bernardini, 16 Favale, 17 De Vito, 23 Bortolussi (dal 95° 13 Santovito), 26 Mauri, 28 De Feo (dal 46° 10 Provenzano; dal 106° 14 Di Nardo), 33 Zanini. Allenatore: Giovanni Langella. A disposizione: 1 Aiolfi, 15 Palmese, 20 Strechie, 21 Isufaj, 25 Fazzi, 31 Bacci.
Arbitro: Giacomo Camplone di Pescara.
Assistenti: Thomas Ruggieri di Pescara, Alessio Saccenti di Modena.
Quarto ufficiale: Ermanno Feliciani di Teramo.
Reti: 53° Triarico.
Sequenza rigori:
Lombardo parato; Scalzone parato; Santovito palo; Triarico parato; Mauri gol; Bangu gol; Di Nardo gol; Zigrossi gol; Sorrentino parato; Starita parato; Zanini gol; Longo alto.
Note: spettatori 1923, incasso 15600 euro. Ammoniti: Triarico (53°), Markic (101°), Risolo (112°). Calci d’angolo 9-4.

Bartolomeo Pasquale

Bisceglie-Lucchese, le formazioni ufficiali

Appena pervenute le formazioni della sfida decisiva per la permanenza in Serie C fra Bisceglie e Lucchese.

Inserimento nell’undici titolare per Djoulou Zohoki, rientrante in campo dopo la squalifica subita nella gara d’andata del primo spareggio con la Paganese. Per il resto tutti confermati rispetto alla sconfitta patita al Porta Elisa sette giorni fa. Nelle fila delle pantere rossonere dell’ex Giancarlo Favarin (squalificato e sostituito dal vice Giovanni Langella, ndr) torna il tornante di proprietà Milan Gianmarco De Feo.

Queste le formazioni che scenderanno in campo:

Bisceglie: 22 Vassallo, 2 Calandra, 5 Markic, 8 Parlati, 9 Djolou,10 Starita, 18 Triarico, 19 Risolo, 23 Giacomarro, 26 Zigrossi, 28 Giron. Allenatore: Rodolfo Vanoli. A disposizione: 12 Addario, 3 Mastrilli, 4 Bottalico, 7 Dellino, 11 Cuppone, 14 Camporeale, 15 Longo, 17 Cuomo, 21 Scalzone, 24 Bangu, 25 Casella, 27 Ndiaye.
Lucchese: 22 Falcone, 5 Martinelli, 6 Lombardo, 9 Sorrentino, 11 Bernardini, 16 Favale, 17 De Vito, 23 Bortolussi, 26 Mauri, 33 Zanini. Allenatore: Giovanni Langella. A disposizione: 1 Aiolfi, 10 Provenzano, 13 Santovito, 14 Di Nardo, 15 Palmese, 20 Strechie, 21 Isufaj, 25 Fazzi, 31 Bacci.
Arbitro: Giacomo Camplone di Pescara.
Assistenti: Thomas Ruggieri di Pescara, Alessio Saccenti di Modena.
Quarto ufficiale: Ermanno Feliciani di Teramo.

Bartolomeo Pasquale

Bisceglie-Lucchese, il momento della verità

Dopo lo 0-1 patito all’andata della finalissima play out con gol carambola di Sorrentino, il Bisceglie ha la possibilità di riscattare tutto in una notte una stagione travagliata.

La gara di ritorno con la Lucchese vale da sola un’intera annata, consolando però la buona condizione fisica e mentale che sotto la gestione Vanoli è andata in crescendo nelle gare interne.

Anche la Lega pro con un comunicato ufficiale, diffuso sui media sportivi nazionali, ha voluto augurare l’in bocca al lupo alle due squadre:«O dentro o fuori. Gli ultimi novanta del campionato giocato da chi deve salvarsi dalla retrocessione regalano un’ansia tutta da gestire per chi va in campo e per chi è sugli spalti. Bisceglie-Lucchese si gioca stasera alle 20.30 al ‘Ventura’. Andata 1-0 per i toscani con gol di Sorrentino. A Bisceglie arriveranno anche circa 300 tifosi della Lucchese: l’ultimo capitolo sportivo dei play out è come un giallo dove i colpi di scena possono essere all’ordine del giorno. I tifosi ci credono e vogliono esserci per incoraggiare le loro squadre in quello che è il momento della verità: o dentro o fuori e per chi non ce la fa è sempre un momento di grande sofferenza sportiva».

Per la gara prevista per le ore 20:30 il tecnico varesino ha potuto recuperare sia Cuppone che Scalzone, usciti per infortunio durante questi spareggi, ma partenti dalla panchina.

Arbitro della sfida il signor Giacomo Camplone della sezione di Pescara, sostenuto dagli assistenti Thomas Ruggieri di Pescara e Alessio Saccenti di Modena.

Bartolomeo Pasquale

Colpo Unione Calcio: Aldo Papagni è il nuovo responsabile dell’area tecnica

Biscegliese purosangue, Papagni approda nel sodalizio azzurro dopo l’ultima esperienza alla Vastese. Il nuovo responsabile dell’area tecnica sarà presentato lunedì 10 giugno alle ore 18.30 presso il ristorante “La Nassa”

Un colpo da novanta che segna l’inizio di un nuovo percorso. L’Unione Calcio Bisceglie si avvarrà della collaborazione del tecnico biscegliese Aldo Papagni per la stagione 2019/2020, con la dirigenza azzurra che gli ha affidato il delicato ruolo di responsabile dell’area tecnica.
Biscegliese doc, Papagni, dopo una lunga esperienza da calciatore, inizia la sua carriera da allenatore come coordinatore del vivaio del Bisceglie Calcio, dove resta per tre stagioni (1991-1994).
Nel novembre 1995, il 62enne tecnico biscegliese approda sulla panchina del Cerignola (serie D), mentre a gennaio del 1997 passa alla guida del Barletta, esperienza che precede l’annata alla guida del Bisceglie Calcio in serie C2 (ottavo posto finale).
Dopo le stagioni sulle panchine del Trapani e del Sora (1998-1999), nel 2000 Papagni ritorna in Puglia guidando il Tricase, esperienza che precede le stagioni tra C1 e C2 alla guida tecnica di Fasano e Fidelis Andria. Proprio ad Andria l’allenatore biscegliese conquista il terzo posto in C2, con conseguente approdo in C1.
Nell’estate 2004 Papagni firma per il Melfi (serie C2), mentre nel 2006 siede sulla panchina del Taranto, dove sfiora l’approdo in serie B, perdendo la semifinale playoff contro l’Avellino.
Nel gennaio 2008 il tecnico biscegliese passa alla Cavese (Prima divisione) conquistando il 10° posto invece, mentre nell’estate 2008 approda al Benevento.
Nel gennaio 2010 Papagni torna ad Andria, sempre in Prima divisione, stagione a cui fanno seguito le panchine de L’Aquila e del Sorrento.
Nell’ottobre 2013 l’allenatore biscegliese rientra a Taranto, conquistando un ottimo secondo posto nel campionato di serie D girone H. Due anni dopo firma per il Savoia (Lega Pro), prima del ritorno alla guida del Cavese (terzo posto nel girone I di serie D).
Nel maggio 2016 Papagni ritorna per la terza volta a Taranto, prima di conquistare la salvezza in serie C con l’Andria nella stagione 2017/18.
Nella stagione appena terminata Aldo Papagni è stato chiamato a marzo alla guida della Vastese (serie D), dove ha conquistato una miracolosa permanenza attraverso i playout.
Il lavoro dell’allenatore biscegliese, ora, si sposterà alla regia dell’area tecnica dell’Unione Calcio, ruolo in cui metterà a servizio della causa azzurra tutta l’esperienza acquisita.
“Siamo onorati di poter avvalerci della personalità e delle qualità di Aldo Papagni – commenta il presidente Enzo Pedone -. Abbiamo notato una grande motivazione da parte del nostro nuovo responsabile dell’area tecnica, atteggiamento che sposa appieno la nostra voglia di dare nuova linfa al progetto Unione Calcio”.
Aldo Papagni sarà presentato ufficialmente lunedì 10 giugno alle ore 18.30 presso il ristorante “La Nassa” (Via la Spiaggia, 8, Bisceglie).

-AMARCORD- 07/06/2003, il Lecce di Delio Rossi conquista la Serie A

La data del 7 giugno non potrà mai essere considerata come tutte le altre dai tifosi giallorossi perchè in questo giorno nell’ ormai lontano 2003 il Lecce di mister Delio Rossi conquistò, davanti al proprio pubblico, una storica promozione in Serie A al termine di una partita da dentro o fuori contro il Palermo di Nedo Sonetti, che disponeva di giocatori come Pippo Maniero, Lamberto Zauli e Antonino Asta, solo per citarne qualcuno. Una promozione arrivata dopo una cavalcata durata un intero campionato e che nella penultima partita, contro l’ Ancona, in casa stava quasi per sfumare se non fosse stato per il sinistro magico di Di Vicino.
Era un Lecce superstar, così come cantava la Curva Nord, con gli astri nascenti di Chevanton, Vucinic, Bojinov e Bovo, ma anche dai grandi uomini e calciatori come Tonetto, Gegè Rossi, Giacomazzi, Stovini, Piangerelli e Camorani e la lista potrebbe continuare a lungo. Il risultato finale di 3-0 ottenuto davanti a 40000 spettatori fu la meritata ricompensa a un gruppo che aveva tantissimo talento e che anche l’ anno dopo in Serie A riuscì a salvarsi. Una promozione che rimane sicuramente tra le più significative della storia leccese, probabilmente tra le tre più belle in assoluto.
I gol furono firmati da Alfonso Camorani, che più volte ha dichiarato che l’ esperienza leccese è stata tra le più significative della sua carriera tanto da essersi tatuata questa data storica, poi da capitan Guillermo Giacomazzi, che tutt’ ora vive a Lecce, e da Valeri Bojinov.
Una notte indimenticabile per tutti e ogni 7 giugno il pensiero non può che ritornare indietro facendoci rivivere quelle emozioni che in un modo o nell’ altro risultano essere ancora vive e qualcosa ci fa pensare che lo saranno per sempre.

TABELLINO

LECCE-PALERMO 3-0 (primo tempo 1-0)
LECCE (4-3-3): G. Rossi, Cirillo, Silvestri, Stovino, Abruzzese; Giacomazzi, Ledesma, Piangerelli; Camorani (32’st Donadel), Vucinic (18’st Bojinov), Tonetto . A disp.: Poleksic, Laspalles, Konan, Bovo, Cimirotic. All.: Delio Rossi.

PALERMO (4-4-1-1): Sicignano; Mutarelli, Pivotto (30’pt Ferri), Brevi, Accardi (40’pt Di Napoli); Asta, Morrone, Di Donato, Santana; Zauli; La Grotteria (6’st Maniero). A disp.: Santoni, Nastase, Pestrin, Modesto. All.: Nedo Sonetti.

ARBITRO: Trefoloni di Siena.
ASSISTENTI: Stevanato di Mestre e Pisacreta di Salerno.
QUARTO UOMO: Mitro di Potenza.
RETI: 12’pt Camorani, 2’st Giacomazzi, 33’st Bojinov.
AMMONITI: Accardi, Mutarelli, Brevi e Cirillo per gioco falloso; Camorani per proteste, Piangerelli e Bojinov per comportamento ostruzionistico.

Danilo Sandalo

L’ attesa è finita: parte oggi la campagna abbonamenti. Targa riconoscimento per il Presidente Sticchi Damiani.

A quasi un mese dalla matematica promozione in Serie A parte ufficialmente la campagna abbonamenti. Continuano i riconoscimenti per la società giallorossa che il 10 giugno riceverà una targa di riconoscimento dal movimento culturale “Valori e Rinnovamento”.

L’ Attesa è finita. Parte oggi la campagna abbonamenti dell’ US Lecce per il Campionato di Serie A 2019/20. In questa prima fase, che durerà fino al 7 luglio, potranno sottoscrivere l’ abbonamento i vecchi tesserati ed il settore interessato sarà quello dei Distinti che riapre i battenti proprio in concomitanza con la massima serie.

Il 10 giugno invece il Presidente Saverio Sticchi Damiani riceverà una targa dall’ Associazione “Valori e Rinnovamento” come riconoscimento per il raggiungimento della Serie A. La cerimonia avrà luogo presso la Parrocchia S. Lucia a Lecce con inizio alle 19:15 e interverrà il presidente dell’ associazione Wojtek PankiewiczVittorio Renna e il giornalista del “Corriere dello Sport” e leccese doc Elio Donno.

Nel frattempo sembra che il Ds Mauro Meluso sia in procinto di chiudere la trattativa con il Maribor per portare nel Salento l’ attaccante sloveno Luka Zahovic sulla base di 3 milioni. Se dovesse andare in porto sarebbe il primo vero colpo della società giallorossa in vista del prossimo campionato di Serie A.

Danilo Sandalo

Ufficiale: ecco la griglia dei ripescaggi in vista della prossima stagione sportiva

CAMPIONATO REGIONALE PROMOZIONE
Per l’eventuale ammissione al Campionato Regionale di Eccellenza in ottemperanza a quanto riportato sul C. U. n. 38 dell’08 novembre 2018 viene formulata la seguente primaria graduatoria di merito:
Al primo posto A.S.D. MARTINA CALCIO 1947
Al secondo posto A.S.D. DEGHI CALCIO
Al terzo posto A.S.D. SPORTING DONIA
Al quarto posto A.S.D. TERLIZZI CALCIO

CAMPIONATO REGIONALE PRIMA CATEGORIA
Per l’eventuale ammissione al Campionato Regionale di Promozione in ottemperanza a quanto riportato sul C. U. n. 38 dell’08 novembre 2018 vengono formulate la seguenti graduatorie di merito:
Graduatoria società vincenti Secondo Turno Play-Off
1) A.C.D. CASTELLANETA
2) SSDARL MANFREDONIA CALCIO 1932
3) U.G. MANDURIA SPORT
Graduatoria società perdenti Secondo Turno Play-Off
1) A.S.D. SAVA
2) A.S.D. VEGLIE
3) A.S.D. CANOSA
Graduatoria perdenti Primo Turno Play-Off
1) A.S.D. FOOTBALL CLUB CAPURSO
2) A.S.D. BORGOROSO MOLFETTA
Graduatoria Società non partecipanti al Primo Turno gare Play-Off (vedi distacco pari o superiore ai 7 punti)
1) A.S.D. VIRTUS LECCE
2) A.S.D. STORNARELLA CALCIO
3) A.S.D. CITTA´ DI MASSAFRA
4) A.S.D. COPERTINO CALCIO

CAMPIONATO REGIONALE SECONDA CATEGORIA
Per l’eventuale ammissione al Campionato Regionale di Prima Categoria in ottemperanza a quanto riportato sul C. U. n. 38 dell’08 novembre 2018 vengono formulate la seguenti graduatorie di merito:
Graduatoria società vincenti Secondo Turno Play-Off
1) POL.ZOLLINO A.S.D.
2) S.S.D. ATLETICO MARTINA 2012
3) REAL S.GIOVANNI
Graduatoria società perdenti Secondo Turno Play-Off
1) G.S. TROIA A.S.D.
2) F.C.D. SALVE
3) A.S.D. NOCI AZZURRI 2006
Graduatoria perdenti Primo Turno Play-Off
1) A.S.D. TRE COLLI
2) A.S.D. SAN GIORGIO CALCIO 2017
3) A.S.D. REAL ZAPPONETA
Graduatoria Società non partecipanti al Primo Turno gare Play-Off (vedi distacco pari o superiore ai 7 punti)
1) USD SPARTAK RUFFANO
2) POL.D. BAGNOLO
3) A.S.D. AUDACE CAGNANO

CAMPIONATO PROVINCIALE TERZA CATEGORIA
Per l’eventuale ammissione al Campionato Regionale di Seconda Categoria in ottemperanza a quanto riportato sul C. U. n. 38 dell’08 novembre 2018 vengono formulate la seguenti graduatorie di merito:
Graduatoria società vincenti Secondo Turno Play-Off
1) A.S.D. SAN CASSIANO ONLUS
2) A.S.D. GIOVENTU´ CALCIO SANSEVERO
3) U.S.D. RUVESE
Graduatoria società perdenti Secondo Turno Play-Off
1) A.S.D. CANUSIUM CALCIO
2) A.S.D. NUOVA ANDRANO
3) S.S.D. ASCOLI SATRIANO CALCIO
Graduatoria perdenti Primo Turno Play-Off
1) G.S.D. S.AGATA
2) A.S.D. TOP PLAYER MINERVINO
3) A.S.D. VERNOLE CALCIO 2017
Graduatoria Società non partecipanti al Primo Turno gare Play-Off (vedi distacco pari o superiore ai 7 punti)
1) A.S.D. RUFFANO CALCIO
2) POL. SAMMARCO
3) A.S.D. SPORTIVA TORRE A MARE

Si precisa che esaurite le previste gradauatorie di merito valide per l´eventuale ammissione ai campionati di Eccellenza, Promozione, Prima Categoria e Seconda Categoria – “tutte” – le società che avanzeranno domanda di completamento organico verranno selezionate mediante le sottoelencate graduatorie di merito:
SOCIETÀ RETROCESSE AL CAMPIONATO INFERIORE
N.B. la suddetta graduatoria tra le società retrocesse verrà formulata tenendo conto delle seguenti priorità:
1) Posizione di classifica; 2) anzianità federale come società di settore dilettantistico
SOCIETÀ NON AVENTI DIRITTO OVVERO NON RIENTRANTI TRA LE “PRIMARIE” GRADUATORIE DI MERITO
N.B. la suddetta graduatoria tra le società non aventi diritto ovvero non rientranti tra le “primarie” graduatorie di merito retrocesse verrà formulata tenendo conto delle seguenti priorità:
1) posizione di classifica; 2) anzianità federale come società di settore dilettantistico
PERSISTENDO ULTERIORE PARITÀ DI POSIZIONE NELLE GRADUATORIE SI PROCEDERÀ ALLA DETERMINAZIONE DELLE STESSE CONSIDERANDO IL SEGUENTE ED ULTERIORE PARAMETRO:
del miglior punteggio nella “Coppa Disciplina” al termine del Campionato di competenza 2018/2019.

Destinazione Serie B, con Gigi Simoni nel calcio di provincia e dei play-off di Lega Pro

È un giro d’Italia senza bici, ma con il pallone. Non si corre sulla strada ma negli stadi. Qui gli spalti si colorano con le sciarpe della squadra del cuore. In campo, come un tatuaggio sulla pelle, la maglia corre orgogliosa di portare su di sé i colori della provincia del nostro Belpaese.
Emozioni per grandi e piccini. Si chiamano play-off, nacquero 27 anni fa e assomigliano a un viaggio in treno che prevede soste in tutte le città dei club partecipanti. In questo 2019, sono state 28 le tappe previste: Piacenza, Pisa, Arezzo, Vercelli, Siena, Carrara, Busto Arsizio (VA), NovaraAlessandriaTriesteImola (BO)Salò (BS)MonzaBolzanoRavennaVicenzaSan Benedetto del Tronto (AP) e Fermo (AN). E, ancora, si corre sulle rotaie per arrivare a TrapaniCatanzaroCataniaPotenzaFrancavilla (BR)ReggioCalabriaMonopoli (BA)CasertaRende (CS) e Viterbo. La destinazione finale, da raggiungere il 16 giugno, ha un cartello ben in evidenza: due posti per la Serie B. Non si scende, come dalla carrozza, ma si sale verso il campionato cadetto.
I play-off sono come un libro da sfogliare: ogni pagina è intrisa di inchiostro e gesta, lacrime di gioia o di tristezza se non c’è il lieto fine, ma alla chiusura del sipario c’è la consapevolezza di dire: «Io c’ero».
O, ancora, sono come la favola che un nonno può raccontare al nipotino, che ascolta mentre con il piede accarezza il pallone. «Quando in giro per l’Italia presento la mia biografia e mi chiedono qual è la vittoria più bella della mia lunga carriera da allenatore non esito a rispondere che, se il trionfo in Coppa Uefa con l’Inter è stato il momento più alto, il successo nel campionato di C2 con la Carrarese nella stagione 1991-92 è quello a cui sono più affezionato». Gli occhi di Gigi Simoni, in passato alla guida di squadre come LazioNapoliInterPiacenzaTorinoCSKA Sofia in Bulgaria, si illuminano mentre ripercorre le sue tappe. «Non si può scordare – continua – neanche quello del 2010 da direttore tecnico del Gubbio con i play-off di Seconda Divisione, che mi hanno dato una carica e un entusiasmo indescrivibile».
A questo punto, l’interesse del nipotino sarebbe davvero alto: «Cosa sono davvero i play-off?», chiederebbe. «Per chi allena e per chi scende in campo – risponderebbe mister Simoni – sono passione, sfida, speranza, entusiasmo e voglia di abbracciare la squadra che ti ha permesso di realizzare un sogno».
«E come si fa a vincerli?», continuerebbe il bambino.
«Non c’è una formula magica, un segreto recondito, una ricetta infallibile per vincere le sfide che valgono una stagione. Nei momenti di difficoltà serve unità d’intenti nello spogliatoio. E tanta positività. La mia esperienza a Gubbio ne è un esempio. Quando hai una squadra giovane che si integra con tre o quattro giocatori esperti, grazie al lavoro, all’amicizia e seguendo con umiltà e rispetto lo staff tecnico, si taglia il traguardo. In quell’occasione riuscimmo a conquistare i play-off, trascinando un’intera comunità e ribaltando i favori del pronostico, e a ottenere un’insperata promozione in C1».
Si scende in campo l’8, 9, 15 e 16 giugno lo spettacolo delle final four.

Nasce l’ASD Team Orta Nova, società pronta al ritorno nel grande calcio regionale

Lo Sporting Donia cambia ufficialmente nome, a partire da ieri la società del presidente Mariano Tarantino e del vicepresidente Devis Grieco si chiamerà ASD Team Orta Nova. La fusione della scorsa stagione tra Sporting Ordona e Atletico Orta Nova, che diede vita allo Sporting Donia, lascia ora il testimone alla nuova denominazione, che sposta definitivamente il centro delle attività sportive nella città capofila dei Reali Siti. Restano i colori biancoazzurri, resta in bella vista sullo stemma societario il simbolo della città ortese, che potrebbe tra qualche giorno approdare nel massimo torneo regionale. La finale di Coppa Italia di Promozione nella scorsa stagione, la vittoria del Deghi nei playoff e la salvezza del Nardò in Serie D, hanno lasciato speranze ai biancoazzurri di poter approdare in Eccellenza. Domenica nel caso in cui il Brindisi dovesse avere la meglio sull’Agropoli nella finale nazionale playoff del torneo di Eccellenza, gli ortesi sarebbero praticamente nel massimo torneo regionale. A tal proposito la società del duo Tarantino-Grieco ha formulato nelle scorse ore i migliori auspici alla formazione messapica, con l’augurio di poter gioire domenica con essa di uno storico ed importante traguardo per il Brindisi e per il calcio ortese. Ad ogni modo la società, forte del rifacimento del terreno di gioco e dei prossimi lavori al Fanelli, è già al lavoro per preparare la prossima stagione, con la certezza di aver compiuto un altro importantissimo passo verso il ritorno del grande calcio regionale ad Orta Nova.

Casarano, ufficiale la riconferma di Pasquale De Candia

Un altro anno insieme dopo i successi della stagione appena conclusa. Il Casarano ufficializza la riconferma di Pasquale De Candia, che sarà l’allenatore dei salentini anche nella prossima stagione in Serie D.
Il tecnico molfettese è reduce da un’annata trionfale, terminata con il triplete: campionato di Eccellenza pugliese, Coppa Italia in versione regionale, poi il successo anche in quella nazionale.
Dopo due promozioni consecutive in Serie D con Omnia Bitonto e Casarano, De Candia accetta la sfida della quarta serie sulla panchina del Capozza.
Positivo l’incontro tra l’allenatore, il presidente Giampiero Maci e il direttore sportivo Marcello Pitino: gettate le basi per la nuova stagione da neopromossi, con il Casarano che adesso può già concentrarsi sugli sviluppi del prossimo calciomercato.
Nonostante i tre trofei portati nella bacheca rossoblù, la riconferma di De Candia è stata a lungo in dubbio: la dirigenza avrebbe monitorato altri profili di categoria superiore, con la suggestione Auteri in primis, ma poi ha scelto la linea della continuità, anche in nome di un progetto societario a lungo termine. Adesso è il momento di programmare la stagione.

Cerignola verso la serie C: tra ripescaggio e mercato

Comincia un mese fondamentale per l’Audace Cerignola. La vittoria nei playoff del girone H ha catapultato gli ofantini tra le favorite per un ripescaggio in Serie C e l’attesa per i verdetti federali si fa sempre più spasmodica.I criteri per la promozione d’ufficio sono tutti a favore del club dei Grieco: il Cerignola vanta un punteggio di 2,20, inferiore solo a quello del Matelica vincitore della Coppa Italia. I marchigiani, però, non formuleranno la domanda di ripescaggio perché il proprio stadio non risponde ai parametri richiesti dalla Serie C. L’Audace sarebbe al primo posto in graduatoria, vista anche l’assenza di seconde squadre della Serie A oltre alla Juventus. Al momento tutti i 60 posti sono occupati, ma le norme più rigide per iscrizione e fideiussione rischiano di tagliare fuori diverse compagini.Bisognerà aspettare il 24 giugno per conoscere meglio la situazione: entro tale data, i club aventi diritto dovranno formalizzare la propria iscrizione alla prossima Serie C e ottenere la Licenza Nazionale.Se dovessero esserci posti vacanti, il Cerignola potrà procedere con i contributi economici necessari all’accesso tra i professionisti: 300mila euro di contributo straordinario a fondo perduto per la FIGC, 350mila euro di tassa d’iscrizione e 105mila euro di contributo per chi proviene dalla Serie D, oltre alla documentazione che attesta l’assenza di pendenze economiche. La ratifica del Consiglio Federale della FIGC, previsto per il 12 luglio a Roma, esprimerà il parere definitivo sul futuro dell’Audace.I primi step per la Serie C sono già in corso d’opera: il restyling del Monterisi è già partito, con l’adeguamento delle dimensioni del terreno di gioco e il nuovo impianto di illuminazione in primo piano.La società, invece, guarda già al mercato: sempre meno probabile la riconferma di Dino Bitetto in panchina. I Grieco cercano un profilo adatto ad una Serie C da protagonisti, criterio valido anche per la riconferma dei calciatori in rosa. Loiodice e Allegrini potrebbero essere i primi elementi da cui ripartire, con l’obiettivo di costruire una squadra competitiva anche al primo anno tra i professionisti.

Unione Calcio, termina il rapporto di collaborazione con Renzo Ferrante

S’interrompe dopo sette anni il rapporto di collaborazione tra il responsabile del settore giovanile azzurro, Renzo Ferrante, e l’Unione Calcio. Il tecnico biscegliese, infatti, non sarà ai nastri di partenza della stagione 2019/20 con il sodalizio azzurro.Il binomio Unione Calcio – Ferrante è iniziato nel 2012 con la dirigenza che gli ha affidato le chiavi del proprio settore giovanile, vera e propria mission societaria.Nel corso di questi sette anni di collaborazione il lavoro simbiotico di Ferrante, dei tecnici del settore giovanile e della prima squadra ha portato all’esordio di molti giovani del vivaio nella squadra maggiore (gli esempi di Binetti, De Mango, Fata, Palumbo, Losacco, Sannicandro, Accettura e tanti altri). Non secondarie, poi, le manifestazioni di interesse pervenute per i giovani azzurri da società di spessore (ultime in ordine temporale Colella al Foggia ed Andrea Quacquarelli al Lanciano).Una crescita che ha dato i suoi frutti anche nelle esperienze internazionali con partecipazioni sempre proficue a tornei nazionali e non (vittoria del “Roma International Cup” nel 2014, il terzo posto al “XIII Torneo dell’Adriatico” nel 2015 e nel successivo “Abruzzo Cup ed Etna Sud”, ed ai recenti tornei pasquali “Sicily Football Cup” e “Neptuno Cup” in Belgio). Resteranno, poi, nel palmares societario le vittorie dei gironi provinciali e regionali conquistati grazie al lavoro di tecnici quali Giuseppe Albanese, Vito e Gaetano Fanelli, Gaetano Rosa, Giampiero Di Pierro, Antonio e Luca Rumma.Nella lunga esperienza azzurra, inoltre, mister Renzo Ferrante ha ricoperto il ruolo di traghettatore anche in prima squadra nel campionato di Promozione 2013-2014, subentrando nel febbraio del 2014 al tecnico Francesco Modesto.Un lavoro denso e fruttuoso che vale a Renzo Ferrante i ringraziamenti da parte di tutta l’Unione Calcio, per la dedizione e l’impegno profuso in questi anni, con il sincero augurio di un futuro ancor più ricco di soddisfazioni.

‘Giovani D valore’ 2018/2019: Città di Fasano prima del Girone H

Terminata la stagione regolare 2018/2019 è il momento per il Dipartimento Interregionale di tirare le somme per il settima anno di fila dell’iniziativa “Giovani D valore” e premiare le società virtuose che hanno schierato in campo i giocatori nati dal 1998 al 2002 oltre la soglia obbligatoria con il bonus a chi svolge tutta l’attività di settore giovanile. Sono esclusi i sodalizi che non hanno partecipato al Campionato Juniores e quelle squadre retrocesse in Eccellenza. I contributi verranno erogati al momento in cui sarà formalizzata da parte dei club l’iscrizione alla Serie D o Lega Pro 2019/2010. La prima classificata di ciascun girone riceverà 25.000 euro, la seconda 15.000 e la terza 10.000. Per conoscere tutti i particolari basta consultare il regolamento sul Comunicato Ufficiale n^12.

Queste le graduatorie definitive:

Girone A: Borgosesia punti 1061, Lavagnese 1009, Bra 878
Girone B: Pontisola 1630, Sondrio 1543, Virtus Bergamo 1337
Girone C: Belluno 2197, Montebelluna 1729, Cartigliano 1390
Girone D: San Marino 1204, Calvina 843, Crema 820
Girone E: Scandicci 2392, Aquila Montevarchi 1856, Sporting Trestina 1641
Girone F: Forlì 2238, S. Nicolò Notaresco 1582, Recanatese 1463
Girone G: Ladispoli 2527, Sassari Latte Dolce 1818, Ostiamare 1766
Girone H: Città di Fasano 1111, Sorrento 1091, Nola 1030
Girone I: Portici 1274, Marsala 1097, Città di Messina 1053

Final Four Serie C, stasera Pisa-Triestina

Mancano poche ore alla prima delle magnifiche quattro. Le Final Four iniziano stasera con Pisa-Triestina alle 20.30. All’Arena Garibaldi non ci saranno posti liberi ma tutto esaurito. E un tifoso d’eccezione come Paolo Conticini, noto attore televisivo, è in trepidazione: “Quando vedo la maglia del Pisa, il cuore va a mille. Esco dal teatro e, se la mia squadra ha giocato, la prima domanda è ‘Il Pisa che ha fatto?’. Se già vivo con ansia le partite del Pisa, per le finali aumenta la trepidazione”. Racconta che il tifo per il Pisa è una tradizione di famiglia. “È una passione nata quando ero piccolo, con babbo e nonno che mi portavano allo stadio. Dallo stadio sono passato al campo: ho giocato nelle giovanili del Pisa quando la prima squadra era in A con Anconetani. Ero un buon centrocampista”. Tra poche ore a scendere in campo saranno Pisa e Triestina. La posta in palio si chiama pass per la Serie B. Il tifoso Conticini è già carico d’adrenalina. “Ho fiducia nella mia squadra, perché è un gruppo coeso con il giusto mix di giocatori giovani e di esperienza con una grande guida come il nostro allenatore D’Angelo”.

Sul fronte Triestina la carica arriva dal capitano della squadra, Alessandro Lambrughi, che ha esperienza di palcoscenici importanti, essendo cresciuto nelle giovanili del Milan e avendo poi giocato nel Livorno per tanti anni e nel Miami di Alessandro Nesta: Lambrughi, 32 anni, difensore e capitano degli alabardati dove è arrivato nel gennaio del 2018, fa appello al pubblico, strizzando l’occhio già al ritorno di domenica, quando la Triestina ospiterà il Pisa: “Saranno due giornate bellissime dove le tifoserie insieme alle squadre saranno le protagoniste di queste finali. È bello vedere tante famiglie allo stadio e allo stesso tempo una curva calda e imponente. Non vediamo l’ora che arrivino le partite”.  Manca poco a stasera, si comincia.

Il programma:

-Gare di andata:
Finale B – Stasera Pisa-Triestina ore 20.30
Finale A  – Sabato 8 giugno Piacenza-Trapani ore 20.30

-Gare di ritorno:

Finale B – Domenica 9 giugno Triestina-Pisa ore 18.30
Finale A  – Sabato 15 giugno Trapani-Piacenza ore 20.30

Pol. Virtus Matino: presentati il nuovo tecnico Giuseppe Branà e il Ds Antonio Bruno. Le foto dell’ evento.

Si è tenuta ieri pomeriggio presso la sala riunioni del Silver Hotel di Matino la presentazione di Giuseppe Branà, nuovo tecnico della Polisportiva Virtus Matino. Ad affiancare il tecnico barese, ma neretino e salentino d’ adozione, sarà il direttore sportivo Antonio Bruno che insieme a Branà aveva fatto le fortune dell’ Avetrana nel campionato di Eccellenza 2017/18, arrivando a sfiorare addirittura la promozione in Serie D, svanita all’ ultima giornata contro il Fasano, vincitore finale di quel campionato.

Giuseppe Branà, nuovo allenatore della Polisportiva Virtus Matino

Mister Branà, che ritorna in panchina dopo quasi un anno, dopo le dimissioni dall’ Avetrana, si è detto entusiasta di sposare il progetto della presidentessa Cristina Costantino che in quanto ad ambizioni non è seconda a nessuno. Inoltre il mister si è dimostrato sin da subito determinato pur sapendo di star raccogliendo un’ eredità pesante come quella di Antonio Toma che come tutti sappiamo prima di arrivare a Matino, ha occupato panchine di Serie A, Serie B e LegaPro, come Atalanta, Bari, Pisa e Lecce, solo per citarne qualcuna. Branà ha rimarcato più volte nel corso del suo intervento quanto per lui sia fondamentale il lavoro sodo e che con lui gioca chi merita a prescindere che si tratti di under o meno.

La presidentessa della Polisportiva Virtus Matino, Cristina Costantino

L’ ingaggio e la presentazione del direttore sportivo invece ha rappresentato la vera sorpresa della giornata. Lo stesso DS si è detto molto “contento di far parte di questo progetto e di averlo accettato proprio per le ambizioni e l’ organizzazione che in queste categorie non è sempre facile trovare”.
A questo punto è evidente che il Matino si candida ad avere un ruolo da protagonista nel campionato di Promozione 2019/20 provando a continuare sulla scia dei risultati ottenuti nelle precedenti stagioni, rappresentati da tre vittorie consecutive in campionato con altrettante promozioni, dalla Terza Categoria fino alla Promozione.
In attesa del responso del campo si può tranquillamente affermare che il “Buongiorno si vede dal Matino”.

     

Danilo Sandalo

Play Off Serie C: quota 200mila

Colori, bandiere e maglie: 200mila sugli spalti per 400mila mani che applaudono l’ingresso in campo delle squadre.
A 21 giorni dall’inizio dei play off Serie C, si sono registrati numeri in crescita costante.
Gli stadi sono pieni e l’ultimo dato parla di oltre 30mila tifosi stasera negli stadi.
” In una giornata speciale che è una festa per l’Italia ed ha un significato profondo- spiega Francesco Ghirelli, Presidente Lega Pro- si scende in campo con partite di livello e di pathos, che sono l’esaltazione di un campionato che rappresenta l’Italia, le nostre radici, le nostre tradizioni e il nostro territorio e che si proietta con entusiasmo sull’oggi e nel futuro”.
I play off Serie C, intanto, hanno soffiato sulla candelina n.26. Nacquero nella stagione 1993-94.

Finale Playoff: al Brindisi il primo round contro l’Agropoli, decisivo Marino

In una straordinaria cornice di pubblico, il Brindisi supera l’Agropoli (1-0) nella gara d’andata della finale playoff per la promozione in Serie D. Vivacissima la partita andata in scena allo stadio Fanuzzi, davanti a quasi 5mila spettatori. Le due squadre si sono affrontate a ritmi forzennati per l’intero arco dei 90 minuti, regalando giocate degne di palcoscenici superiori.
Se si considera l’enorme mole di occasione da rete prodotte, fra cui due pali, gli uomini di mister Olivieri hanno meritato la vittoria, frutto di una rete messa a segno nel secondo tempo dal solito Marino, a segno già sette giorni fa conttro il Lavello. I salernitani di mister Esposito, con il loro pressing a tutto campo, sono stati un osso duro per il Brindisi. Anche sul fronte campano, del resto, le occasioni non sono mancate, incluso un legno compito nei primi 45 minuti.

Primo tempo

Come nelle previsioni, mister Olivieri conferma la stessa squadra che sette giorni ha superato il Lavello. Quindi, Pizzolato in porta. Linea difensiva a quattro con Ruscigno e Schirone sulle fasce e Fruci e Ianniciello al centro. Sulla linea mediana, capitano Marino in cabina di regia, affiancato da Iaia. Sulle corsie laterali, Quarta e Procida a supporto degli attaccanti Acosta e Pignataro.
Il Brindisi tenta subito di imporre il suo gioco. Al 3’ Quarta, dai 3’ metri, supera in slalom un paio di avversari e scocca unna conclusione centrale ma potente, che sfiora la traversa. L’Agropoli risponde al 5’ con un calcio di punizione di Capozzilli che di poco finisce sul fondo, alla destra di Pizzolato. I campani giocano a viso aperto, senza tatticismo. Al 12’ vanno vicinissimi al gol con una rasoiata di Tandara, che dalla linea corta dell’area biancazzurra fa partire una rasoiata che si stampa sul palo interno. Poi la palla passa davanti alla linea di porta, fino a spegnersi sul fondo.
Scosso dal pericolo corso, il Brindisi aumenta i ritmi. Al 21’, Pignataro, su un tiro da fermo, impegna Capone. Al 26’, Schirone va in sovrapposizione sulla fascia, arriva quasi fino al fondo e serve con un passaggio arretrato rasoterra Acosta, che dalla lunetta, di prima, calcia debolmente addosso al portiere Capone. L’Agropoli aggredisce gli avversari a centrocampo, con continui raddoppi di marcatura. Il Brindisi, con il palleggio orchestrato dai giocatori più tecnici, cerca di liberarsi dalla morsa dei campani.
I padroni di casa cercano inoltre di sfruttare la soluzione dei calci di punizione, come al 43’, quando Fruci svetta in area di rigore e indirizza la palla verso il bersaglio, ma la mira non è ‘precisa. Sempre al 43′ il Brindisi perde Quarta per infortunio. Al suo posto entra De Pasquale. Al 46’, ancora una occasione per il Brindisi, con Pignataro che recupera una palla sulla linea dell’out e serve in area di rigore Acosta; il sudamericano scavalca Capone, in uscita, tentando di passarla a Marino, ma il centrocampista, a porta vuota, viene anticipato. Con una conclusione senza pretese dell’Agropoli, al 49’, si chiude un primo tempo ricco di emozioni.

Secondo tempo

Dopo l’intervallo, il Brindisi parte a spron battuto. Neanche un minuto e Acosta spizza la palla di testa per Pignataro, che manca l’appuntamento con il pallone. Ma L’Agropoli continua a giocare a ritmi serrati. Al 16′, Capozzilli, approfittando di una ingenuità della difesa del Brindisi, entra in area di rigore dal versante destro e, indisturbato, manca clamorosamente il bersaglio. La gara non ha un attimo di tregua. Al 13′, viene annullato un gol ad Acosta, andato a segno di testa, per fuorigioco. Un minuto dopo, l’ottimo Masocco, padrone del cetrocampo, tira dal limite, sfiorando il palo alla destra di Pizzolato. I ribaltamenti di fronte sono continui. Al 17′, Pignataro fa tremare la traversa con una conclusione a botta sicura quasi dal limite dell’area piccola.
Al 25′, azione alla Franco Baresi di Ianniciello, che recupera la palla sulla tre quarti, avanza nella metà campo avversaria e serve sulla fascia Procida. Poi un traversone per Pignataro, ma l’attaccante la colpisce debolmente di testa. Si tratta delle prove generali del gol. Al 27′, dopo varie occasioni sciupate, Marino va a segno con un micidiale inserimento per le vie centrali che lo porta ad arrivare a tu per tu con Capone. E da lì, con freddezza, il capitano batte il portiere avversario. Il Brindisi continua ad attaccare. Al 36′, un episodio dubbio nell’area dell’Agropoli, quando un giocatore dell’Agropoli colpisce la palla di mano dopo un colpo di testa di Acosta, ma l’arbitro fischia un calcio di punizione a favore degli ospiti. Al 39′, Procida colpisce il secondo legno del Brindisi con un colpo da biliardo dei suoi. De Pasquale tenta il tap in, ma spara alto sulla traversa.
L’Agropoli, stremato, sembra accontentarsi della sconfitta di misura, in vista della gara di ritorno in programma fra settte giorni fra le mura amiche. Anche in Campania, c’è da scommetterlo, le due squadre daranno battaglia. Il Brindisi sarà accompagnato da centinaia di tifosi, verso un sogno chiamato Serie D.

Tabellino

Brindisi Fc – Agropoli 1-0

Brindisi: Pizzolato, Schirone, Fruci, Ianniciello, Ruscigno, Iaia, Marino, Quarta (De Pasquale dal 43′ pt), Procida, Acosta, Pignataro. A dispo. Lacirignola, Zizzi, De Fazio, De Pasquale, Giunta, Lieggi, Salamina, Palazzo, Merito. All. Olivieri

Agropoli: Capone, Imparato, Mustonei (Russo dal 33′ st), Giura, Masocco, Graziani (Garofalo dal 13′ st), Capozzoli (Doto dal 18′ st), Manzillo, Natiello (Di Lascio dal 37′ st), D’Attilio (Pascual dal 34′ st). A disp. Russo, Maggio, Russo, Garofalo, Di Lascio, Pappalardo, Toscano, Pascual, Dotto.

Marcatori: Marno (Br) al 27′ st
Arbitro: Gavini di Aprilia, coadiuvato daglo assistenti di linea D’Ilario di Tivoli e Marchetti di Trento
Note: Oltre 4mila spettatori sugli spalti del Fanuzzi

Colpaccio Sly United. Ecco Enis Nadarevic

La Sly United è pronta a parlare bosniaco. È un autentico colpo quello piazzato dal Direttore Generale Pierluigi De Lorenzis che si assicura le prestazioni sportive di Enis Nadarevic: l’esterno ex Bari e Trapani vestirà la maglia numero 26 della Sly. Oltre 200 gare disputate tra i professionisti, un mancino vellutato e una straripanza fisica che lo hanno sempre caratterizzato e consacrato in passato tra i migliori esterni della Serie B.

Enis Nadarevic, classe 1987, debutta in Italia nella Sanvitese in Serie D nella stagione 2006-2007, squadra in cui gioca per quattro stagioni: l’annata migliore per il bosniaco è nel campionato 2009-2010 quando i 30 gol con i friulani gli valgono la chiamata del Varese in Serie B. Poi il salto in Serie A e l’esordio in massima serie, con dieci presenze collezionate nella stagione 2012-2013; nel suo trascorso anche l’esperienza con la maglia del Bari, oltre che con la casacca di Novara e Trapani sempre in cadetteria. Dal 2016 Nadarevic si è spostato stabilmente in Puglia vestendo la maglia di Monopoli (2016-2017) e Fidelis Andria (2017-2018), per poi scendere in Serie D con Fasano e Audace Cerignola nella scorsa stagione.

Il presidente Danilo Quarto, soddisfatto della chiusura della trattativa, pone il mirino sul futuro e pensa già al rettangolo verde: «Non vediamo l’ora di rincominciare. Questo colpo dimostra ancora una volta la nostra ambizione e soprattutto la volontà di aprire un ciclo che non si fermerà al prossimo campionato di Promozione».

Per modalità burocratiche, Nadarevic verrà tesserato la prima settimana di luglio.

Lecce, Sticchi Damiani: “Un grazie ai tifosi, a chi c’è sempre stato e chi si è aggiunto dopo”

Con la sua inconfondibile eleganza e raffinatezza, il Presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, dalle pagine de La Gazzetta del Mezzogiorno, ha voluto ringraziare i protagonisti della promozione in Serie A dedicando una lettera dai grandissimi contenuti emotivi.
Del resto lo stile dimostrato per tutto l’ arco del campionato è stato sempre corretto e lineare, mai una parola fuori luogo, sempre attento a ringraziare ogni componente di questo magico progetto e addirittura pronto talvolta anche a scusarsi, dimostrando umiltà e senso di responsabilità. Tutto questo i tifosi e la gente lo hanno potuto non solo notare, ma pian piano apprezzare sempre di più, dal momento che i riscontri positivi dimostravano che quelle del presidente non erano solo parole frutto della circostanza, dovute al ruolo o alla carica, ma avevano un’ anima e un sentimento vivo.
Non è facile entrare nel cuore dei leccesi, ma sicuramente il Presidente ci è riuscito e lo ha meritato con i fatti, rendendo fiera di lui una città e un intero territorio.

Di seguito il testo della lettera del Presidente:

“Sento il bisogno di ringraziare tutti gli artefici di questa meravigliosa promozione in serie A che rappresenta un traguardo che va ben oltre la sfera sportiva. Tutti insieme, tifosi, dirigenti, staff e squadra, siamo entrati, in due anni, nella storia del club. Abbiamo sofferto con dignità in serie C, con grande umiltà ci siamo battuti ovunque. Abbiamo rispettato le regole, perché il Salento è terra di gente onesta che non ama le scorciatoie. Abbiamo perso a Caserta con un gol di un calciatore di nostra proprietà. La scorsa stagione, dopo il pareggio in casa con il Siracusa, eravamo distrutti, quasi depressi perché emotivamente troppo coinvolti.
So bene che non è professionale un simile trasporto interiore, ma è la verità. Abbiamo vinto un campionato già perso, con le gambe che tremavano a Reggio Calabria e il cuore che scoppiava con la Paganese. In serie B la pressione si è alleggerita per tutti ed ognuno è riuscito a dare il meglio di sé. Squadra costruita bene che da subito ha giocato un calcio spettacolare, organizzato, corretto. È stato un orgoglio vedere il Lecce affrontare l’avversario a viso aperto, senza paura, senza ostruzionismi o inutili perdite di tempo ancora così tollerate in Italia. Abbiamo giocato con il piglio di una squadra europea, ma con l’attaccamento e la grinta di una provinciale terribile. Abbiamo vinto tante partite, nelle poche perse abbiamo stretto la mano ai nostri avversari senza cercare scuse o alibi.
I nostri meravigliosi tifosi ci hanno seguito ovunque, ci hanno dato una forza incredibile sopratutto dopo le sconfitte, anche quelle dolorose come a Padova. Anche loro hanno scritto la storia di questo campionato: primi per numero di presenze nelle partite in casa e presenti in massa in trasferta con un tifo assordante. Un grazie di cuore a chi c’è sempre stato ma anche a chi si è aggiunto dopo, a condizione che capisca che non è la categoria a fare la differenza, ma la qualità del progetto, la buona fede di chi cerca di realizzarlo e sopratutto la passione e il cuore di tutti i protagonisti coinvolti. La serie A è un’opportunità per il club e per il territorio, da vivere con entusiasmo e serenità, accada quel che accada. Ci abbracceremo se sarà gloria, ripartiremo, dopo aver pianto, se sarà sconfitta, ma sempre con dignità e orgoglio”.

Danilo Sandalo