Manduria a Galatina, Cosma: mente sgombra e tanta pazienza

Decima giornata, biancoverdi in casa delle capolista Galatina per cancellare l’opaca prestazione di una settimana fa. Non saranno della partita Riezzo e Mancuso, squalificati, indisponibile anche Marinotti, mentre Olivieri resta in forte dubbio, riserve che saranno sciolte nel pre-gara.

Dopo il sorprendente ko contro il fanalino di coda Ostuni, i messapici dovranno far fronte ad un vero e proprio tour de force. Galatina, Leverano, Avetrana e Fasano, una fetta d’alta classifica da affrontante nel prossimo mese. Gianluca Cosma, tecnico del Manduria, ha analizzato il periodo delicato dei suoi, auspicandosi una pronta reazione del gruppo.

«Siamo sulla buona strada – sostiene Cosma – stiamo lavorando davvero tanto sul campo, ma al momento gli episodi non girano dalla nostra. Abbiamo creato una dozzina di palle gol nelle ultime due gare senza raccogliere ciò che realmente avremmo meritato».

Pensare partita dopo partita senza nessuna tabella fissa, per evitare inutili pressioni e sgomberare la mente da tensioni e paure, questo il diktat del mister biancoverde. «I ragazzi stanno recependo determinati movimenti in campo e sono convinto che ne usciremo. Ci sono tutte le intenzione di recuperare alcune lacune pregresse e se ci sarà da lavorare di più lo faremo. Questo non è il momento di guardare la classifica né il rendimento degli altri, dobbiamo – conclude – pensare a noi stessi ed avere pazienza. Tornare a tessere la nostra tela come abbiamo già dimostrato un anno fa».

Dirigerà l’incontro il signor Michele Lopez della sezione di Bari, coadiuvato dagli assistenti Marco Colaianni e Vincenzo Abbinante. Calcio d’inizio ore 14.30 al “G. Specchia” di Galatina.

Della partita si parlerà nel programma sportivo “Triplice Fischio”, in onda lunedì 16 novembre ore 21.00, canale 95 del digitale terrestre.

Mario Lorenzo Passiatore – LaVoceDiManduria

Lo Sporting Ordona domenica a Monte Sant’Angelo

Mr. Ricucci ed i suoi affrontano il loro passato

Dopo il pari a reti inviolate nel derby, ed il rammarico della società rossoblu a seguito di diversi episodi dubbi che hanno penalizzato lo Sporting Ordona, la formazione del tecnico Celestino Ricucci si rituffa nel campionato con la trasferta di Monte Sant’Angelo, gara valida per la decima giornata del campionato di Promozione. Non sarà una gara come tutte le altre per il tecnico foggiano, che nella città dell’arcangelo ha vissuto due splendide stagioni, sfiorando la promozione in Eccellenza. Oltre a Ricucci saranno diversi gli ex bianconeri ora in maglia Sporting, a partire dall’estremo difensore Fabio Saracino, autore di un buon inizio di stagione. Servirà continuare a giocar bene così come accaduto nelle ultime settimane, ma soprattutto servirà tornare alla vittoria dopo i due pari con Ascoli e Real Siti. I rossoblu dovranno però fare a meno del capitano Fabrizio Mascia, fermato per un turno dal giudice sportivo, probabilmente la difesa sarà quindi composta dagli ex Monaco e Sementino . Quest’anno le due formazioni si sono già affrontate in coppa, con la formazione del presidente Mariano Tarantino che ha avuto la meglio sui garganici, nel frattempo sono state rese note le date del prestigioso quarto di coppa contro l’Audace Cerignola, gara di andata giovedì 3 Dicembre al comunale di Ordona, ritorno al Monterisi giovedì 17 Dicembre, proprio tre giorni prima dell’ultima gara del girone di andata che vedrà i rossoblu proprio a Cerignola impegnati contro la capolista. Insomma un finale d’anno da brividi, ma prima servirà scalare la classifica, già a partire dalla gara di domenica a Monte Sant’Angelo.

Luca Caporale

Lo Sporting Ordona chiede maggior rispetto alla Federazione

Domenica due episodi ci hanno sfavorito, gli ultimi di una lunga serie

Lo Sporting Ordona non ci stà, dopo i tanti errori arbitrali che hanno compromesso la scorsa stagione, anche questo avvio di campionato è stato segnato da diversi episodi che rischiano di lasciare il segno nella stagione dei rossoblu. Due episodi netti, come testimoniano le immagini che vi riportiamo, hanno segnato anche il derby di domenica scorsa contro la Real Siti, entrambi nella ripresa. Il primo con un fallo netto in area ai danni di Piscopo, con il direttore di gara che ha assegnato solamente un calcio di punizione dal limite dell’area, e il secondo qualche minuto più tardi, con Lacerenza già ammonito, che ha trattenuto vistosamente Ciccone lanciato a rete. Anche qui le immagini testimoniano come si trattasse di fallo da ultimo uomo. Non è l’unica gara segnata da episodi sfavorevoli per la società del presidente Tarantino, che terminò la gara contro il Canosa in nove uomini, con una espulsione molto dubbia subita da Piscopo, oltre che ad un netto calcio di rigore non concesso su Terrone nella gara casalinga contro la Fortis Altamura, assieme all’epulsione sanzionata a carico di Montemorra nella trasferta di Polignano per un pallone colpito con il braccio dal terzino rossoblu, braccio però attaccato al corpo, un episodio analogo si è verificato domenica sera in Serie A con Vecino nella gara tra Sampdoria e Fiorentina, lì però non sanzionata dal direttore di gara dimostrando così difformità di giudizio tra massimo campionato e promozione. Da aggiungere anche la squalifica per un mese rifilata a Mr. Ricucci nella sfortunata gara contro il Canosa, lo stesso Ricucci si dice amareggiato per quanto sta accadendo anche in questa stagione: “Domenica scorsa si sono verificati ancora una volta degli episodi in cui il direttore di gara ha sbagliato clamorosamente, episodi che potevano cambiare le sorti dell’incontro e che rappresentano gli ultimi di una lunga serie che si verificano dall’inizio del campionato, e che puntualmente vanno a penalizzarci. Non chiediamo favoritismi, ma solo che sia fischiato il giusto” conclude Ricucci. Nel frattempo lo Sporting continua a mantenere un profilo leale e sportivo sia nei confronti dei direttori di gara che nei confronti della Federazione, ma questo non può e non deve passare per indifferenza e mancanza di tutela, persone serie e oneste come Tarantino e Ricucci non lo meritano, nè tantomeno l’intera famiglia della Polisportiva Sporting Ordona.

Luca Caporale

Asd Sport Lucera, parla il Capitano, Benito Ardore

Benito Ardore è un ragazzo dai modi gentili che parla con voce pacata e – nonostante l’espulsione per proteste nella partita interna con il Cagnano Varano – conosce bene i compiti del capitano di un gruppo che conta molti giovani, a cominciare da suo fratello Michele, uno degli elementi pregiati dello Sport Lucera. Benito Ardore, come tutti i suoi compagni, non sta vivendo bene questo primo periodo della stagione in cui il cammino della sua squadra sta conoscendo qualche pausa di troppo.
“I risultati tardano ad arrivare – ci dice -, perché il mister non ha mai potuto schierare, per infortuni, squalifiche e altri problemi, la squadra migliore. C’è, da parte nostra, tanta voglia di fare bene, ma è un momento negativo che speriamo finisca presto”.

C’è altro che è mancato, oltre alle cause che hai appena citato?
“Abbiamo dimostrato di saper mettere in pratica un buon gioco, ma siamo stati poco efficaci in fase realizzativa, per inesperienza e mancanza di freddezza negli ultimi metri; forse anche un po’ di sfortuna e qualche errore arbitrale di troppo hanno fatto sentire il loro peso. Abbiamo tanti under in campo ed è quasi naturale, nonostante il grande impegno che vedo, il verificarsi di situazioni che elementi più esperti solitamente gestiscono in maniera più redditizia. Però, c’è tempo per migliorare e per fare esperienza”.

Tuo fratello Michele ha sùbito dimostrato di essere essenziale per lo Sport Lucera, ma con i goal che ha realizzato sono arrivate anche due espulsioni con relative squalifiche.
“Michele è un giocatore che sa andare in goal ed è importante anche per come si muove senza la palla o per come smarca e lancia i compagni. La faccenda espulsioni e in genere il comportamento in campo, comunque, sono stati l’oggetto di un confronto che abbiamo fatto tutti insieme. Stando a quello che è venuto fuori, non dovrebbero più verificarsi certi episodi. Ci sarà molta più umiltà e maggiore attenzione alle esigenze della squadra”.

E’ un campionato con poche partite, lo Sport Lucera ha perso diversi punti, ritieni possibile una rimonta verso le posizioni migliori della classifica?
“E’ vero, sono poche le partite, perciò dobbiamo essere abili a non sbagliare ancora. Speriamo che un periodo del genere non si ripeta. Per il resto, ho fiducia in questa squadra e sono convinto che tutto il suo potenziale verrà fuori”.

Il prossimo turno prevede la visita qui al Comunale di Lucera della Squadra del Cuore che è seconda in classifica; come la vedi questa partita?
“Io non guardo alla posizione in graduatoria degli avversari. So che ora dobbiamo impegnarci al massimo, al di là del primo o dell’ultimo posto che possono occupare le compagini contro le quali giocheremo. Dobbiamo dare un bel segnale a tutti, alla Società e ai tifosi”

LuceraSport

Ultrattivi: a Bitetto si interrompe la serie positiva

Due episodi sfortunati condannano gli altamurani
Si interrompe il filotto di risultati positivi che aveva visto protagonisti gli Ultrattivi del mister Gianluigi Colonna. Lascia l’amaro in bocca la sconfitta subita in quel di Bitetto, condizionata da due episodi sfortunati contro un avversario di buon livello.
Il match è molto equilibrato e la tensione è palpabile da una parte e dall’altra. Nel primo tempo si contano almeno quattro occasioni da gol, equamente suddivise. Il Bitetto è il primo ad affacciarsi pericolosamente nell’area altamurana trovando, però, le pronte risposte del portiere altamurano Antonello Quaratino. La risposta altamurana non si fa attendere e vede protagonisti prima Bruscella, che perde l’attimo giusto per calciare a rete al centro dell’area di rigore, poi Filippo Dilerma che di testa alza sopra la traversa ed infine Zocco che centra il palo a portiere battuto.

Nella ripresa non cambiano gli equilibri e le squadre si alternano nelle azioni pericolose. La svolta, però, giunge attorno al 70′. Savoia intercetta di testa un cross dalla destra: la traiettoria del pallone è beffarda a tal punto da ingannare l’ottimo Quaratino, sino ad allora impeccabile in ogni suo intervento. Il vantaggio dei padroni di casa scuote gli altamurani che provano il forcing finale cercando inutilmente prima con Zocco e poi con Basile la via del gol. Nei minuti di recupero, con la squadra sbilanciata alla ricerca del pareggio, un contropiede orchestrato da Savoia regala al Bitetto l’occasione del raddoppio. Un cross dalla sinistra viene intercettato con un braccio in area da Casalino che, nell’occasione, riceve il secondo giallo e la conseguente espulsione. L’arbitro assegna il penalty che Iasparro trasforma chiudendo i conti.
Come detto, quindi, gli Ultrattivi escono fuori da questo match a testa alta, avendo dimostrato il proprio valore seppur con un gioco meno brillante rispetto alla scorsa gara. Domenica prossima seconda trasferta consecutiva per gli altamurani in quel di Bitritto contro il Barium, fischio d’inizio alle 16.
Perdono anche i Giovanissimi Regionali al “Cagnazzi” contro la LIberty Bari, una delle compagini meglio attrezzate del girone. Per loro domenica prossima impegno in trasferta sul sintetico di Ruvo.

Fortis Altamura ancora corsara

Dopo Modugno, la squadra altamurana va a vincere anche a Polignano
Seconda vittoria in trasferta consecutiva per la Fortis Altamura nel girone del campionato di Promozione pugliese. La squadra allenata da Piero Moramarco, dopo Modugno, riesce ad espugnare anche il campo della Polimnia. Identico il risultato, 1 a 2, con gol vittoria siglato dal solito Ardino.
Eppure l’avvicinamento alla partita non è ottimale con il tecnico altamurano che, oltre a dover fare a meno di Castoro per squalifica, perde nel riscaldamento anche Loiduce, facendo esordire da titolare il giovanissimo Lanzolla. I padroni di casa, dal loro, canto devono necessariamente salire la china e, quindi, partono a mille e dopo nemmeno un minuto sono già avanti grazie a un gol abbastanza rocambolesco: azione sulla fascia, cross al centro, serie di rimpalli sfortunati con protagonisti Tancredi, Cirrottola e Lanzolla, e per Caruso è un gioco da ragazzi superare Coretti. Dopo la fiammata iniziale, la partita perde subito di intensità con la Fortis Murgia che, senza un vero play maker, si affida costantemente a lanci lunghi. Intorno alla mezz’ora la prima occasione per gli altamurani con Grassani che, sugli sviluppi di una punizione di Marsico, colpisce la traversa, palla che poi ritorna in campo tra i piedi di Cappiello che, da due passi, tira debolmente.
La ripresa viaggia sulla falsa riga della prima frazione con una grossissima occasione per i padroni di casa: questa volta, però, Caruso, liberato ottimamente da Catalucci spreca malamente un rigore in movimento. Lo scampato pericolo sembra dare nuova forza alla Fortis che, infatti, al 10′ pareggia: lancio di Cappiello da destra verso sinistro, Proggi la stoppa di petto e, sotto misura, mette la palla in fondo al sacco, dedicando il gol a suo cugino, lo sfortunato Domenico Martimucci. La squadra altamurana insiste e, dopo aver perso anche Marsico per infortunio, riesce a portarsi in vantaggio con Ardino che, su rilancio della difesa, brucia in velocità Zaccaro, preoccupato più di controllare l’uscita del suo portiere che non il suo avversario, e dall’altezza del dischetto mette la palla in fondo al sacco. La Polimnia tenta l’assalto finale, ma la Fortis resiste. Finisce 2 a 1 per i falchi altamurani.
Insomma, la Fortis, nonostante tante difficoltà di formazione, con una squadra molto giovane, è riuscita a portare a casa una vittoria che le permette di stazionare nelle parti alte della classifica.
Domenica, intanto, esordio al “D’Angelo” per la Fortis che ospita il Real Noci. C’è da riscattare l’eliminazione in Coppa.

POLIMNIA – FORTIS ALTAMURA 1-2

POLIMNIA: Serrano, Carusi (19′ st Comes), Romanazzi, Azzariti, Zaccaro, D’Addato (32′ st Pugliese), Pellegrini, Barbati, Caruso, Catalucci, Semeraro (22′ st Antonicelli). A disposizione: Indiveri, Fiume, Antonicelli, Abbatepaolo. Allenatore: Di Spirito.

FORTIS ALTAMURA: Coretti, Lanzolla, Tancredi (32′ st Difonzo), Mele, Cirrottola, Grassani, Cappiello, Tresca, Marsico (15′ st Pellicciari), Ardino, Proggi. A disposizione: Goffredo, Tarullo, Lorusso, Loiudice, Colonna. Allenatore: Moramarco (squalificato).

ARBITRO: Barile di Foggia, coadiuvato da Galia di Foggia e De Nicolo di Molfetta.
RETI: 1′ pt Caruso (P); 10′ st Proggi (FA), 41′ st Ardino (FA).
AMMONITI: D’Addato, Catalucci (P); Tresca (FA).

Domenico Olivieri
www.altamurasport.it

Nuovo arrivo nelle file del Fasano:

Ingaggiato l’esperto Andrea Gaveglia.

L’U.S. Città di Fasano comunica ufficialmente l’acquisto di Andrea Gaveglia, giocatore svincolato che nella passata stagione ha indossato la maglia della Sammaurese in Eccellenza vincendo il campionato.
Mister Laterza, dunque, già dalla prossima sfida di campionato potrà contare sul nuovo arrivato alla corte biancoazzurra.
Terzino sinistro, all’occorrenza anche difensore centrale, abbina una buona tecnica ad ottime caratteristiche fisiche dotato di notevole velocità.
Un profilo d’esperienza entra a far parte della rosa fasanese. Classe 1984 il nuovo arrivato presenta un curriculum di tutto rispetto.
Originario di Napoli, muove i primi passi proprio nella società partenopea, collezionando la prima presenza in serie B con la maglia azzurra già a 18 anni. Dopo due stagioni nel capoluogo campano, la consacrazione giungerà nel S.S. Giugliano in serie C2, dove al primo anno realizza due goal in 16 presenze. All’età di 23 anni diverrà una presenza costante nel Messina in serie B, a fine stagione saranno 26 le presenze collezionate nel campionato cadetto. Un anno trascorso ad Avellino in serie B e presenza costante in serie C2  e in serie D arriva a Fasano con tanta voglia di dare il suo contributo alla squadra biancoazzurra.
Dalla società e da tutta la squadra un caloroso benvenuto al nuovo biancozzurro.

Parte con un pari l’avventura dello Stornarella Calcio in terza

Risultato che sta stretto alla formazione di Mr. De Martino

Finisce in parità la gara dell’esordio assoluto per lo Stornarella Calcio, che al debutto nel campionato di Terza Categoria impatta 2-2 al Comunale Scirea di Stornarella contro la Virtus Castelluccio. Un risultato che sta stretto alla compagine di Mr.Pino De Martino, passata in vantaggio nella prima frazione grazie ad un gol di Maurizio Cappiello, ma con gli ospiti che nella ripresa nel giro di pochi minuti ribaltano la gara, nel finale è di nuovo Cappiello ad andare in rete, trasformando un calcio di rigore, nei minuti finali poi il palo colpito da Marino Carchia che avrebbe potuto regalare i tre punti alla formazione bianco azzurra. Soddisfazione comunque a fine gara per la dirigenza stornarellese, che ha bagnato questo esordio assoluto con una buona cornice di pubblico, settimana prossima nuovo impegno casalingo contro il Sant’Agata, per via dell’indisponibilità dell’impianto di gioco degli ospiti, con la possibilità di conquistare la prima vittoria assoluta per la neonata società.

Luca Caporale

L’Ostuni batte il Manduria 2-1

L’Ostuni vince 2-1 e aggancia in classifica a 7 punti il Lizzano e il San Vito

Dopo la vittoria a tavolino, arrivano i primi tre punti sul campo. L’Ostuni del presidente Antonio Molentino e di mister Antonio Ciraci, supera 2-1 il Manduria e aggancia in classifica a 7 punti ilLizzano e il San Vito.

Partono benissimo i padroni di casa, che dopo appena centoventi secondo passano invantaggioGennari suggerisce dalla destra, Scarciglia si inserisce con i tempi giusti e di testa fa l’1-0. Al 34’  Mancuso calibra male la misura del retropassaggio, ne approfitta Schiavone che si fionda sulla palla e sigla la rete del pareggio. Occasione simile al 9’ del secondo tempo, difesa del Manduria in panne e ne approfitta ancora una volta Schiavone che piazza la sua doppietta personale.

L’Ostuni si porta a casa tre punti preziosi in vista del prossimo impegno casalingo contro il Fasano.

MANDURIA – OSTUNI 1-2
RETI
: 2’pt Scarciglia (M), 34’pt e 4’st Schiaone (O)

MANDURIA: D’Adamo, Massari, Olivieri, Erario (40′ st Mero), Calò, Mancuso, Riezzo (8′ st De Pascalis), Arcadio (35′ st Quaranta), Scarciglia, Gennari, Tripaldi. A disposizione: Di Giacomo, Piccione, De Gaetani, De Nitto. Allenatore: Cosma

OSTUNI: Comes, Messina, Cito, Pace, Carruezzo, Mignone, Parisi, Dialessio, Schiavone (49’ st Palmisano), Galetti (30′ st Candita), Di Cesaria (1′ st Galasso). A disposizione:Magazzino, Recchia, Lanzillotti, Montanaro. Allenatore: Ciraci

Arbitro: Nasca di Bari
Note: ammoniti: al 22′ pt Pace, 7′ st Arcadio, 10′ st Dialessio, 25′ st Messina, 34′ st Scarciglia, 38′ st Cito. Espulsi: all’11 st Mancuso e Galasso, 46′ st Messina per somma di ammonizioni, 47′ st mister Ciraci, 48′ st Riezzo direttamente dalla panchina

Flavio Cellie – ostuninotizie

Video Sintesi Nuova Molfetta – Canosa 1-1

Il Canosa conquista un pareggio in nove. Ancora un arbitraggio insufficiente Nuova Molfetta 1983 – A.S.D.Canosa 1-1

Nuova Molfetta 1983: Colagrande, Piergiovanni, Petruzzelli, Favia, Zaccheo(dal 4’ s.t. Costanza), Solimini, Belcore(dal 33’s.t.Tarantino), Foggetti, Pizzuto(dal 44’s.t. Zaccaro), Romito, Balenzano. A disposizione:Caravelli, Fariello, Iurlo L., Ruggiero. Allenatore: Ciccio Mongelli

A.S.D. Canosa: Camerino, Dattoli, Zitoli, Abruzzese A., Losito, Polichetti, Coppola(dal 12’s.t. Abruzzese V.), Cellamaro, Ardito(dal 22’ s.t. Caputo), Lombardi, Palmitessa (dal 33’ s.t. Nesta). A disposizione:De Blasio, Curci, Fusiello, Volpe. Allenatore : Giuseppe Scaringella

Arbitro: Alessandro Salvo della Sezione di Taranto, coadiuvato dagli assistenti Valentino Palazzo e Francesco De Pace della Sezione di Lecce

Reti: 1’Solimini, 28’ Palmitessa Ammoniti:Camerino, Dattoli, Abruzzese A.,Zaccheo, Polichetti, Pizzuto,Lombardi Espulsi: 36’ p.t.Abruzzese A., 11’s.t. Losito, 38’s.t.Tarantino

Video a cura di Sabino Mazzarella

Nuova Molfetta – Canosa 1-1

Pronti via e la partita al 1’ minuto di gioco vede protagonista  il Modugno con Solimini che pesca il jolly con un tiro da fuori area e passa in vantaggio. Il Canosa accusa il colpo ricevuto ed infatti nei primi minuti di gioco i padroni di casa sui calci piazzati si rendono più volte pericolosi. Successivamente il Canosa con calma appare sempre più sicuro e determinato sfiorando più volte la rete del pareggio. Nel frattempo l’arbitro inizia ad ammonire i giocatori rossoblu, per falli di gioco normali o per proteste. Ma al 28’ minuto Palmitessa recupera palla, entra in area dal lato sinistro e segna il gol del meritato pareggio. Purtroppo, al 36’ l’arbitro decide di diventare protagonista in negativo ed espelle A. Abruzzese per doppia ammonizione.

Nel secondo tempo, seppur in dieci, è sempre il Canosa a gestire la palla, ma al 54’ viene cacciato con il rosso diretto il capitano dei rossoblu Losito, per proteste. Da quel momento  il Modugno cerca di approfittare della doppia superiorità numerica, ma nella realtà dei fatti non riesce mai a preoccupare il portiere canosino Camerino. Infine  da segnalare a cinque minuti dal termine l’espulsione di un calciatore del Modugno per gioco falloso.

Termina la gara ed il Canosa porta a casa un punto che vale oro ed un plauso va a tutti i calciatori scesi in campo guidati dal mister Scaringella, perché con la loro grinta, con la rabbia e con il cuore sono riusciti a portare a casa il meritato punto.

Buona la prima per la nuova dirigenza del Canosa calcio guidata dalla neo Presidentessa Liliana Vitrani che ha visto una squadra desiderosa di far bene e di stupire tutti.

Giuseppe S. Tedeschi

Al “De Luca Resta”, il Real Noci travolge il Giovinazzo per 5-0

 Goleada biancoverde che, con questa vittoria, si porta in piena zona playoff ed esce dal campo senza subire gol.

La partita è un monologo nocese, con i padroni di casa che rompono gli equilibri dopo soli 5’ su rigore, per un fallo di mano, in area, di Losappio. Dal dischetto, Salvati non sbaglia e sigla il vantaggio dei suoi. Passano altri 5’ prima del raddoppio che porta ancora la firma di Salvati che, dalla sinistra, sul filo del fuorigioco, mette il pallone sul secondo palo. Doppietta per il numero nove biancoverde che, con questo gol, si laurea capocannoniere. Gli uomini di De Bellis subiscono il gioco nocese ma non riescono a reagire. È un Real Noci affamato che continua ad attaccare e, al 37’, trova il gol del 3-0 che potrebbe chiudere la partita: il giovane Salatino raccoglie un lancio lungo, si aggiusta il pallone con la testa e scarica un potente sinistro sul secondo palo, imprendibile dall’estremo difensore ospite.

Nella ripresa, la musica non cambia con il Giovinazzo Calcio troppo rinunciatario e il Real Noci mai sazio che, al 17’, cala il poker con un’inzuccata di Colella, sugli sviluppi di un calcio di punizione. Con il risultato al sicuro, la compagine biancoverde gioca senza affanni e senza pressione. Le emozioni, in questo match, non sono finite. Nell’ultimo quarto d’ora, Palasciano viene atterrato in area e l’arbitro assegna il secondo rigore del match. Dagli undici metri, Recchia D. spiazza il portiere e segna la cinquina biancoverde. Mister Ricci manda in campo D’onghia, al suo rientro dopo un lungo infortunio. A pochi minuti dal termine, è proprio il neo entrato a regalare l’ultimo brivido della partita con un gol che l’arbitro non convalida.

Netta vittoria del Real Noci che, dopo un inizio di stagione poco convincente, inizia a trovare continuità di risultati. 

REAL NOCI – GIOVINAZZO CALCIO: 5-0

Reti: 5’pt. Salvati (R), 10’pt. Salvati, 37’pt. Salatino, 17’st. Colella, 80’st. Recchia D. (R)

Real Noci: Netti, Lucia, Mangini A., Lippolis, Faccitondo, Clementini, Salatino (Sansonetti), Palasciano, Salvati (Recchia D.), Laera, Colella (D’onghia). A disposizione: Donatelli, Matarrese, Fortunato, Recchia A.. All. Ricci

Giovinazzo Calcio: Mongelli (Terlizzi), Losappio, Carofiglio, Desimini, Facchini, Vernice, Colella (Capriati), Marzella (Cittadino), Leonetti, Marzolla, Giovannielli. A disposizione: Rosselli, Mongelli, Sisto, Minervini. All. De Belli.

Arbitro: Giuseppe Doronzo (Barletta)

Assistenti: Antonio Conte – Alessandro Scrima (Taranto)

Note: Ammoniti: Lucia, Faccitondo, Palasciano, Recchia D. (RN) – Leonetti, Losappio (G)

Emanuela Miraglia

Nemmeno l’Apricena sfugge alla legge del “Monterisi”

L’Audace Cerignola, capolista indiscussa del campionato di Promozione, supera la Madre Pietra con una doppietta di Lasalandra, maturata nel primo tempo. Una gara che si presentava proibitiva alla vigilia, ma che gli uomini di Mimmo hanno interpretato bene, colpendo anche tre legni nel secondo tempo. L’avvio è di marca ospite: Salerno, pescato da un lancio di Valente, ha una ghiotta occasione dal limite dopo 3 minuti. Invece di calciare con forza appoggia una conclusione debole a Marinaro. Il vantaggio dell’Audace arriva al 17’ con gli ospiti momentaneamente in dieci per l’infortunio di Cercone, patito in uno scontro con Dipasquale., Lasalandra viene pescato in area da Russo e di testa supera Longo. Cercone esce in barella, tra gli applausi del “Montersi”, lasciando il campo a Melchionda. Al 25’ Mastromatteo ferma al limite un’incursione gialloblu. Per l’arbitro c’è azione fallosa. Lasalandra batte una punizione a giro che si infila dove Longo non può arrivare. Nella ripresa Mimmo inserisce subito Urbano per D’Errico, passando a tre punte. Al 51’ Valente salva sulla linea una conclusione di Colucci liberato fortunosamente in area da una sforbiciata di Lasalandra, diretta verso la porta, che si trasforma in assist.
Da questo punto in poi la Madre Pietra prende in mano le redini della gara, sfiorando tre volte il gol. Al 13’ Mastromatteo riprende una respinta da corner e scaglia un bolide dai 25 metri che si stampa sulla parte alta della traversa. Due minuti dopo Salerno, su punizione dal limite, scheggia l’incrocio dei pali a Marinaro battuto. Pochi minuti ancora e capitan Mastromatteo si esibisce in un altro tiro fotocopia del precedente con lo stesso esito: traversa piena. Le tre scosse risvegliano l’Audace che torna in avanti con un diagonale insidioso di Dipasquale. Al 35’ è invece Monopoli ad impensierire Longo, bravo a respingere. A cinque dal termine Di Pasquale e Grieco si scontrano con il primo che riporta una ferita al naso. Si riprende dopo cinque minuti con altre due occasioni per la Madrepietra. Il solito Mastromatteo sfiora il palo con la terza conclusione dalla distanza al 90’. Al 93’ Salerno viene pescato in area da una punizione e di testa manda di pochissimo alto. L’Apricena non sfigura, ma ora, per non perdere contatto con la parte sinistra della classifica, occorre riprendere la marcia e fare bottino pieno già dalla prossima gara casalinga contro il Bitritto.

 

Audace Cerignola: Marinaro, Grimaldi, Colucci S., Ciano, Colangione, Russo (Monopoli 55’), Grieco Giuseppe, Schiavone, Dipasquale, Lasalandra (74’ Pensa), Amoruso F. (88’ Grieco Gabriele). A disposizione: Vurchio, Amoruso Daniele, Borrelli, Matera. Allenatore: Massimo Gallo.

Madre Pietra Apricena: Longo, Valente (Scarano 68’), Villani, Piano, Ceccone (Melchionda 18’), Fiorentino, D’Errico (Urbano 45’), Mastromatteo, Salerno, Quitadamo, Potenza. A disposizione: Ruggiero, Campobasso, Faienza, Pasquandrea. Allenatore: Michele Mimmo.

La doppietta di Lasalandra liquida la pratica Apricena

Audace Cerignola da record
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Il campionato di Promozione pugliese Girone A, giunto alla sua nona giornata, ha visto l’allungo in classifica dell’Audace Cerignola, ancora vittorioso in casa contro il Madre Pietra Apricena, e sempre più capolista a +8 sulla seconda. Il netto 2-0, frutto di una doppietta di Lasalandra, ha testimoniato ancora una volta lo splendido stato di forma dei gialloblu. Il 3-4-3 di mister Massimo Gallo funziona bene soprattutto grazie al lavoro dei laterali (Colucci a sinistra e Russo a destra) e alla solidità difensiva degli esperti Colangione e Ciano e del giovane Grimaldi, a protezione del portiere Marinaro; in mediana Schiavone e Giuseppe Grieco, mentre in avanti il tridente pesante con Lasalandra, Flavio Amoruso e Dipasquale. Gli ospiti, di contro, propongono un solido 4-4-2, con Valente, Villani, Piano e Ceccone davanti all’estremo difensore Longo; un centrocampo robusto con D’Errico e il capitano Mastromatteo interni, Fiorentino e Potenza larghi; in attacco Quitadamo e Salerno completano l’undici titolare agli ordini di Michele Mimmo.
Il primo tempo vede l’Apricena molto intraprendente a metà campo, con un pressing deciso e organizzato che blocca il giro palla degli ofantini. Al quarto d’ora l’Audace prova a cambiare marcia sfruttando il gioco sulle fasce, ma l’imprecisione negli ultimi metri degli avanti di casa tiene il risultato ancora fermo sullo 0-0. Al 18’ si sblocca la partita: azione di Russo sulla destra che raggiunge il fondo e crossa al centro dell’area, la difesa avversaria si dimentica di Lasalandra, il quale tutto solo colpisce di testa per l’1-0. Parecchio lavoro per il fischietto di giornata Fabio Natilla della sezione di Molfetta -coadiuvato dagli assistenti Marco Colecchia (Bari) e Giuseppe Sicolo (Molfetta)-, costretto a fermare il gioco in più occasioni per interventi duri. Al 26’, però, cambia nuovamente il parziale: il capitano degli ospiti, Mastromatteo, commette fallo al limite dell’area e viene ammonito. Lasalandra si incarica di calciare la punizione: il tiro a giro sul palo lungo scavalca la barriera, siglando il 2-0. Seconda parte di frazione senza troppe emozioni, con il Cerignola che sfrutta le fasce ma con poca precisione negli ultimi sedici metri; l’Apricena, invece, prova a fare pressing nel tentativo di limitare le sortite offensive ofantine.
La squadra del patron Grieco parte subito forte nella ripresa: Russo al 51’ va via sulla destra e offre a Lasalandra il gol tripletta, ma la semirovesciata è imprecisa; la sfera  si impenna trasformandosi in occasione per Colucci, che a botta sicura si fa respingere il tiro da Longo. Il Madre Pietra, però, sembra più convinto e in dieci minuti colpisce tre volte i legni di Marinaro. Al 58’, infatti, Mastromatteo da fuori area, dopo la respinta della difesa su un corner, lascia partire un tiro potente che incoccia la traversa e si spegne sul fondo. Due minuti più tardi, è la volta di Salerno: il calcio franco centra la parte alta della traversa; al 68’, invece, ancora il capitano ospite e sempre dalla distanza, colpisce la trasversale. Gallo prova a cambiare schema e interpreti, nel tentativo di arginare le offensive dell’Apricena: Pensa sostituisce Lasalandra, bomber di giornata, per un 4-4-2 che crea più densità a centrocampo. L’Audace si fa pericoloso all’80’ con Monopoli (subentrato a Russo): la conclusione dell’esterno impegna nella presa in due tempi l’estremo difensore blugranata; tre minuti dopo, lo stesso Monopoli offre un tiro facile a Dipasquale che sbaglia la mira. Sugli sgoccioli del match, scontro violento -testa contro testa- in mezzo al campo tra due giocatori del Cerignola, Dipasquale e Giuseppe Grieco: ha la peggio l’attaccante, che riporta un taglio al naso. Dopo il cospicuo recupero, ben otto minuti, il direttore di gara fischia la fine dell’incontro.

AUDACE CERIGNOLA – MADRE PIETRA APRICENA 2-0

Audace Cerignola: Marinaro, Grimaldi, Colucci S., Ciano, Colangione, Russo (55’ Monopoli), Grieco Giuseppe, Schiavone, Dipasquale, Lasalandra (74’ Pensa), Amoruso F. (88’ Grieco Gabriele). A disposizione: Vurchio, Amoruso D., Borrelli, Matera. Allenatore: Massimo Gallo.

Madre Pietra Apricena: Longo, Valente (68’ Scarano), Villani, Piano, Cercone (18’ Melchionda), Fiorentino, D’Errico (45’ Urbano), Mastromatteo, Salerno, Quitadamo, Potenza. A disposizione: Ruggiero, Campobasso, Faienza, Pasquandrea. Allenatore: Michele Mimmo.
Reti: 18’, 26’ Lasalandra.
Ammoniti: Grimaldi, Giuseppe Grieco (AC); D’Errico, Mastromatteo, Scarano (MPA).
Angoli: 1-2. Fuorigioco: 2-3. Recuperi: 5’ pt, 8’ st.
Arbitro: Natilla (Molfetta). Assistenti: Colecchia (Bari)-Sicolo (Molfetta).

L’ASD San Marco vince ancora:

Anche l’Ascoli Satriano si arrende alla legge del ‘Tonino Parisi’

Vantaggio di Matteo Ramunno, raddoppio di Stefano Barbone e rete di Caggianelli su calcio di rigore per gli ospiti, rimasti in dieci.

Pur priva di Capitan Gualano squalificato, Nazario Nardella, Giuseppe Catalano e Raffaele Camillo infortunati – e con alcuni calciatori non al top – l’ASD San Marco compie l’ennesima impresa portando a casa tre punti contro un avversario ostico, ben messo in campo, mai domo e costituito da ottime individualità.

PRIMO TEMPO. A inizio gara i celestegranata del presidente Tommaso Martino si rendono pericolosi in più di una occasione grazie a un ottimo Camillo, che al 15esimo serve al centro una palla che Ramunno deposita in rete. Gli uomini del direttore generale Bruno Augello spingono alla ricerca del raddoppio che arriva grazie al colpo di testa di Barbone, che trasforma in oro un assist al bacio di Iannacone. L’Ascoli si rende pericoloso con diverse palle inattive, ma uno straordinario De Cesare fa buona guardia. Al quarantesimo Ramunno ha la palla per far scorrere i titoli di coda al match, ma il portiere avversario è bravo a chiudere la traiettoria. Il primo tempo termina sul risultato di 2 a 0.

SECONDO TEMPO . Al rientro in campo, dopo pochi minuti l’arbitro assegna un calcio di rigore agli ospiti tra le proteste dei padroni di casa. Caggianelli non sbaglia e rimette i gialloblù in carreggiata, che però, dopo pochi minuti, restano in dieci per un brutto fallo del numero 11 su Michele Coco, che gli costa la doppia ammonizione e l’uscita anzitempo dal terreno di gioco. I ragazzi dell’allenatore-giocatore Iannacone reclamano un penalty per una evidente trattenuta in area su Perna, tra le veementi proteste del numeroso e caloroso pubblico sammarchese. Nonostante l’inferiorità numerica, l’Ascoli prova a pareggiare la partita cercando di sfruttare le palle inattive, ma la retroguardia celestegranata non si fa sorprendere fino al triplice fischio finale. L’ASD San Marco mantiene la terza posizione in classifica.

LE PAROLE DI MISTER IANNACONE. “Abbiamo giocato contro un’ottima squadra disputando un gran bel primo tempo, ma sbagliando in più di un occasione il terzo gol che ci avrebbe permesso di giocare la ripresa con più tranquillità. All’inizio del secondo tempo l’Ascoli è tornato in partita trovando subito il gol. A quel punto abbiamo pensato di non subire il pari concedendo, ingenuamente, qualche calcio piazzato di troppo. Per come siamo arrivati a questa gara va benissimo così, perché i miei ragazzi stanno crescendo con la consapevolezza che dobbiamo restare sempre concentrati e non dobbiamo mai abbassare la guardia. La classifica, che da alcune giornate ci vede al terzo posto, non ci interessa. Noi pensiamo solo a farci trovare pronti per l’impegno di domenica prossima a Canosa”.

Virtus Molfetta – Barium 0-1

Il calcio sa essere uno sport “crudele”. La Virtus Molfetta lo ha constatato nella gara disputata ieri pomeriggio al Poli, valevole per la sesta giornata del campionato di Prima Categoria. È stato affrontato il Barium Calcio, compagine che si è presentata all’appuntamento in qualità di quarta forza del girone A, preannunciandosi dunque come avversario ostico. La Virtus di Mininni, bisognosa di punti per abbandonare la zona playout, ha avuto un ottimo impatto sul match.

Nella prima frazione c’è stata una netta supremazia territoriale dei padroni di casa, bravi a tenere alto il baricentro e ad impedire, tramite un pressing portato sin dagli attaccanti, un’agevole manovra agli ospiti. Dopo un primo quarto d’ora poco ricco di emozioni, i molfettesi hanno cominciato a minacciare seriamente la retroguardia del Barium. La prima ghiotta occasione per il vantaggio ha visto De Pinto, come suo solito in costante proiezione offensiva, colpire, con un gran sinistro al volo, la parte interna del palo difeso dal portiere nemico (quest’ultimo è stato poi fortunato nel ritrovarsi il pallone fra le mani). Dopo qualche minutoa sfiorare l’1-0 è stato ancora una volta il terzino sinistro virtussino, che ha ricevuto da De Candia un ottimo passaggio filtrante ed è stato autore di un’insidiosa conclusioneda posizione defilata, respinta in corner dall’estremo difensore ospite. Alla mezzora è arrivata una nuova chance per i gialloblu: Cosimo De Candia, su un corner a rientrare dalla sinistra calciato dal suo omonimo Beppe, ha anticipato tutti sul primo palo e, al volo con l’esterno, non ha trovato lo specchio della porta per centimetri.  In tutto questo il Barium è stato sostanzialmente a guardare, e ha soltanto cercato, in maniera timida e per questo vana, di puntare sul gioco di ripartenza, con pochissimi uomini capaci di accompagnare le rare trame offensive tessute. La Virtus, dal canto suo, ha continuato ad attaccare con buona insistenza, e ha creato i presupposti ideali per portare il match dalla sua parte. Al 35’, sugli sviluppi di una rimessa laterale di De Pinto, De Candia si è esibito in un delizioso colpo di tacco al volo, favorendo, all’interno dell’area di rigore ospite, il controllo a seguire di Binetti: il centroavanti locale è sfuggito via di forza al controllo del suo marcatore, il quale è stato costretto, pur d’impedirgli la conclusione a rete, ad atterrarlo irregolarmente. Il direttore di gara ha ammonito il giocatore barese (pur interrompendo una ghiotta occasione, il suo fallo non è stato da ultimo uomo), e ha concesso il penalty alla squadra di casa. Beppe De Candia ha però fallito dagli 11 metri, e la gara è rimasta bloccata sullo 0-0.

Prima dell’intervallo, nonostante il contraccolpo psicologico del rigore sbagliato, gli uomini di Mininni hanno mantenuto il pallino del gioco, e hanno peraltro potuto usufruire del vantaggio numerico, grazie all’espulsione per doppia ammonizione di un giocatore avversario. Il risultato non è tuttavia mutato, e nella seconda frazione il ritmo dei padroni di casa è cominciato progressivamente a calare. Paradossale è stata la carenza di occasioni da gol in situazione di superiorità numerica, dopo che nel primo tempo, quando si era giocato in 11 contro 11, la rete era stata ripetutamente sfiorata. Il Barium ha persino trovato modo di ripartire in maniera più incisiva di quanto non avesse fatto in precedenza, ed ha lasciato presagire il “tragico” esito della partita della Virtus. L’unica vera e ghiotta chance per il vantaggio locale è giunta al 70’: Demaj, con una punizione quasi perfetta a girare sulla barriera, ha fatto sibilare la sfera alla destra del palo, a portiere barese battuto. La buona vera e dura legge del gol è scattata, forse ancor più amara perché non immediata, intorno all’80’. Approfittando degli ampi spazi concessi dai virtussini, sconsideratamente protesi in avanti alla ricerca del vantaggio, il Barium si è portata sull’1-0, con un’azione viziata da una posizione sospetta dell’attaccante autore del gol. La squadra di Mininni è rimasta per qualche minuto come impietrita dal beffardo episodio subito, ed è riuscita a riacquisire vitalità offensiva a ridosso dei minuti di recupero. In un così ridotto lasso di tempo sono comunque arrivate due grandissime occasioni per il pari. Nella prima Amato, servito sulla sinistra da De Candia, è entrato in area di rigore e ha calciato di destro: sulla respinta del portiere, Binetti ha tentato il tap-in a botta sicura, trovando un secondo provvidenziale intervento dell’estremo difensore nemico. Successivamente, in una delle ultime “palle della disperazione” scagliate in avanti, Cosimo De Candia si è trovato sul secondo palo a calciare da posizione defilata, eseguendo di fatto un tiro cross invitantissimo per gli accorrenti Amato e Altomare. Il primo di questi ultimi due è riuscito però soltanto a toccare, senza indirizzarla a rete, la sfera, togliendola dalla disponibilità del secondo e facendola terminare sul fondo.

È finita 1-0 per il Barium: una crudele beffa ha colpito la Virtus, di certo meritevole almeno del pari, e probabilmente anche dei tre punti. E invece la compagine di patron Spadavecchia, che continua a preoccupare per quella che sembra un ormai cronica sterilità offensiva, è uscita a mani vuote da un match importante, ottenendo il quarto k.o. su sei gare disputate. La situazione dei gialloblu, che restano a quota 4, in quartultima posizione di classifica e in piena zona playout, comincia a diventare allarmante. Per domenica prossima è in programma un appuntamento non facile, nel quale tuttavia, a questo punto, risulta assolutamente necessario ottenere almeno un punto. Sarà affrontato in trasferta lo Sportmania Cerignola, che occupa attualmente la nona posizione della graduatoria.

molfettalive

L’Ischitella parte col piede giusto.

Parte con il piede giusto l’Ischitella battendo per 1-0 fra le mura amiche il Real Zapponeta.

Una vittoria sicuramente meritata,ma abbastanza sofferta  perché giunta solo al 71° su un rigore sacrosanto decretato dal sig. Curiale da Foggia ,dopo le numerosissime ghiotte occasioni avute dai padroni di casa neutralizzate soprattutto dall’ottimo portiere ospite Capacchione.
Ma passiamo alla cronaca della partita.
Inizia subito bene l’Ischitella che già al 1°  impegna con un tiro di KJari  in una splendida parata il bravo portiere Capacchione.
Al  7° è ancora l’ischitella a premere sull’acceleratore tiro di Paolino alto che perviene a D’errico dall’altra parte che tira anch’esso alto sulla traversa.
Al 15° ancora Ischitella il tiro di Contursi a portiere battuto  è debole e consente alla difesa avversaria di salvarsi sulla linea.
Finalmente si fa vivo il Zapponeta con un tiro di Esposito che termina alto.
Al 37° è ancora Paolino a esaltare il bravo portiere che ancora una volta nega il vantaggio ai padroni di casa.
Sul finire del primo tempo al 40° ancora tiro centra ledi  Russo respinge Capacchione.
Al 51° ottimo lavoro sulla destra di Kjari che scarta due avversari serve splendidamente D’errico il cui tiro è neutralizzato dal portiere .
Al 55° ci si mette pure la sfortuna tiro di Contursi a portiere battuto,ma stavolta è la traversa a negare il vantaggio all’Ischitella.
Al °71° la svolta della partita con La Macchia che con un netto fallo di mano in area decreta il rigire per l’Ischitella.
Al 72° dal dischetto D’Avolio spiazza Capacchione e porta in vantaggio i padroni di casa.
Al 76° A Kyari sicuramente il migliore in campo capita la ghiotta occasione per chiudere la partita,ma il suo pallonetto termina alto.
A l 91°ultima emozione e brivido  della partita a Esposito capita l’occasione per un non meritato pareggio,il suo tiro termina fuori di poco.
Si conclude così una partita con una vittoria  ampiamente meritata per l’Ischitella  che avrebbe potuto assumere anche un risultato più rotondo se l’ottimo portiere del Zapponeta non si fosse superato almeno in due occasioni e se la traversa non avrebbe negato un gol che sembrava già fatto.

Giuseppe Laganella.

Uggiano, 3-2 a favore del Leverano. Ciriolo e Bianco nel dopo match.

Sconfitta che lascia l’amaro in bocca quella maturata in casa del Leverano considerando l’ottima prestazione della squadra, messa in scena per tutta la durata del match. Il Leverano parte all’attacco e si rende pericoloso col num. 11 che trova però pronto Magnolo a chiudere. Al 15° i padroni di casa passano in vantaggio con Verri. L’Uggiano ha subito una reazione e con grinta mette a segno il gol del momentaneo pareggio: è il 18° quando una bellissima azione capitanata da Alessandrì A. che va al tiro e colpisce la traversa, Ciriolo si fa trovare pronto e con un gran tiro insacca. Pochi minuti più tardi è Bianco a rendersi pericoloso ma la palla va a finire direttamente sul primo palo. L’Uggiano continua ad attaccare e si rende pericoloso almeno in un paio di nette occasioni, prima col capitano Alessandrì e poi con Ciriolo che viene fermato per fuorigioco. La ripresa si apre con l’Uggiano che attacca e che trova il gol del raddoppio con Luca Bianco che con maestrìa e freddezza insacca… si alza la maglia e fa una dedica speciale a Willy (in foto il momento dell’esultanza). Al 27° il Leverano mette a segno il gol del momentaneo pareggio con De Benedictis e, sul finire arriva la beffa: i padroni di casa si portano in vantaggio con Ganci che insacca alle spalle di Stefàno.

La parola ad Andrea Ciriolo e Luca Bianco, a segno per l’Uggiano.

CIRIOLO: “C’è tanto rammarico per una partita che avremmo dovuto fare nostra e che meritavamo perché abbiamo dimostrato di essere superiori al Leverano. Ora però non possiamo più pensarci, testa alla gara di domenica prossima, in casa, contro il Lizzano, dove cercheremo, a tutti i costi, di rifarci”.

BIANCO: “Nonostante lo svantaggio nei primi minuti abbiamo avuto la destrezza di pareggiare con Ciriolo ed avremmo potuto portarci in vantaggio se il mio palo o le altre azioni dei miei compagni sarebbero andate a buon fine. Nel secondo tempo siamo riusciti a spalleggiare bene la partita ed il mio gol ci ha permesso il vantaggio ma purtroppo è stato recuperato e superato dalla squadra avversaria. Nonostante ciò sono orgoglioso della mia squadra, ma soprattutto un pensiero speciale al mio compagno ed amico William, sempre vicino a noi. Spero solo che la prossima volta la fortuna ci assista un po’ di più!”

Valentina Stefanelli – leccesport24

Leporano – Racale 0-0

Una porta super-stregata ci ferma sul terzo zero a zero di fila.

I più scaramantici tra noi parlano di una vera e propria macumba. Ma una cosa è sicura: siamo in netto credito con la fortuna. Ancora una volta, una partita attenta, votata all’attacco, con poche sbavature e senza correre grandi rischi. È mancato solo il goal. Come al solito ci siamo andati vicini, e in più occasioni, ma abbiamo dovuto fare i conti ancora una volta con un portiere che si esalta davanti ai nostri colori.

L’undici titolare: Drammeh, De Icco, Casto, Castrignanò, Pasca, Fiorenza, Elia, Vetrugno, Cresta, Aloisi, De Vitis.

Le danze iniziano al 7′ minuto quando Antonio Elia finalizza un’azione corale palla a terra, ma il piattone dal limite dell’area viene intercettato dal portiere locale. Pochi minuti dopo Domenico De Vitis colpisce la traversa su un cross di De Icco, ancora una volta padrone della fascia destra. La difesa tiene bene e gestisce le giocate avversarie, il centro campo fatica un po’ soprattutto in fase di manovra.

Nel secondo tempo gli attacchi si intensificano. In attacco c’è Gigi Mij subentrato ad Antonio Cresta. Una punizione dalla mattonella di Elia lambisce il palo. Poi tocca a De Vitis sfiorare il goal con una gran botta di poco alta dopo una grande sgroppata. L’occasionissima arriva al 30′: punizione dal limite, bolide di De Icco intercettato in area dalla difesa, la palla rimbalza tra le gambe e arriva a De Vitis che nell’area piccola tira in allungo ma il portiere ci mette un piede d’istinto. E così in tribuna come in campo ci ritroviamo tutti con le mani tra i capelli.

L’arrembaggio finale, con l’ingresso di Garofalo per Castrignanò e Gabrieli per Aloisi, porta ad un altro tiro a fil di palo di De Vitis, ad una conclusione sul portiere di Elia e ad un goal annullato per fuorigioco ancora a DeVitis. Alla fine è 0 – 0, il terzo consecutivo, che porta a 5 la lista dei pareggi di fila e a 8 quella dei risultati utili consecutivi su 9 partite.

La Classifica parla di una parte centrale cortissima. Siamo 2-3 punti sotto la parte che conta, ma solo 3-4 punti sopra la parte che scotta. In due punti ci sono sette squadre, occorre quindi una vittoria per creare un distacco di sicurezza e continuare a mettere in campo con maggiore serenità il gioco che ci ha permesso di arrivare fin qui, al netto del rigore di Galatina al 94′, imbattuti.

I goal arriveranno. Ne siamo sicuri. È solo questione di tempo, prima o poi la fortuna regolerà i conti. Magari già da domenica prossima, quando al Basurto arriverà il San Vito che ieri ha perso in casa il derby col Carovigno. Noi domani torneremeo al lavoro col massimo impegno, come ogni settimana e domenica prossima incrocieremo le dita con maggiore convinzione.

 

Giovinazzo, sconfitta senza appello

Un doppio Salvati, Salatino, Colella e Recchia ed il Real Noci fa 5-0

Semplicemente impressionante. Il Giovinazzo viene asfaltato dal Real Noci nel nono turno del campionato di Promozione. Un netto 5-0 che non ammette repliche e che racconta, anche, di una squadra biancoverde in piena crisi (solo un punto nelle ultime quattro gare) e che continua a subire tanti gol (21, seconda peggior difesa del girone A).

Leggendo la formazione, più conferme che sorprese: l’allenatore giovinazzese Gianni De Bellis, senza il capitano Porfido, opta per il 4-3-3, compone la schiera dei terzini con Losappio e Carofiglio e preferisce Marzella all’italo brasiliano Cittadino (impensabile lasciarlo fuori dopo la prestazione di Coppa Italia con la Virtus Bitritto) al fianco di Marolla e Vernice. In avanti Colella, Giovannielli e Leonetti. Un avvio di partita così scoppiettante non lo si era mai visto.

Nemmeno 5 minuti e il Real Noci squarcia l’equilibrio del match con un penalty di Salvati (tocco di mano di Losappio in area di rigore). Neppure il tempo di annotare il vantaggio dei padroni di casa che ancora Salvati, al 10′, batte Mongelli. Bel gol, il settimo in campionato. Il tris dei locali, al 35′ con Salatino, è la logica conseguenza del dominio nocese. Il monologo locale non è mai interrotto fino al termine del primo tempo contro un Giovinazzo poco brillante.

La musica non cambia nemmeno nella ripresa: al 60′ uno schema su punizione manda in gol Colella (4-0 e partita in ghiacciaia), mentre Recchia (Daniele) al 73′, con gli ospiti che avevano mentalmente mollato, fa cinquina dagli undici metri (secondo penalty di giornata fischiato dall’arbitro dell’incontro, Doronzo di Barletta) per il Real Noci, da ieri ufficialmente in zona play-off (adesso è quinto a quota 14 punti).

Il club dei presidenti Corrado Azzollini e Fiorello Folino Gallo, invece, cade per la quarta volta dall’inizio dell’anno (la terza consecutiva) e resta in terzultima posizione con il sin qui misero bottino di appena 5 punti: nessuna vittoria, cinque pareggi e quattro sconfitte.

«Siamo subito andati in svantaggio su calcio di rigore – afferma il ds Marco Milano alla Gazzetta del Mezzogiorno -. Poi, dopo mezz’ora, ci siamo ritrovati sotto di tre gol. A quel punto, non c’era più possibilità di recupero. Nel secondo tempo ci abbiamo provato, senza riuscirci, anche per la fatica che si è fatta sentire per il giovedì di Coppa Italia. Dispiace, in generale, perchè De Bellis ha dovuto affrontare in sette giorni quelle che personalmente ritengo le squadre meglio attrezzate, cioè Cerignola e Noci».

NICOLA MICCIONE – GiovinazzoViva

Corato a secco, solo un pari con lo Spinazzola

Al Corato manca Corrado Uva e si sente. Cinque reti su sette realizzate dal Corato in campionato portano la firma del Cobra. Oggi solo un vero e proprio tiro in porta, quello del giovane Spiridione alla prima apparizione stagionale. Nel complesso, quella tra Corato e Spinazzola è stata una gara bruttina che ha vissuto solo di sprazzi (pochi), terminata con uno 0 a 0 giusto. Eppure Leonino schiera una squadra votata all’attacco. Davanti a Campana, alla linea difensiva composta da Messina (sostituiva Abbasciano), Asselti, Cafagna e Quacquarelli, al duo di centrocampo D’Angelo e D’Ambrosio, ben tre mezzepunte, Gallo, Lomonte e Cialdella ed una punta, Spiridione. Uva guarda dalla panchina. Spinazzola rattoppato. Mancano Di Noia, Rotunno , Scilimato, Diviccaro e Fiorella. Schiavone (squalificato), sceglie come terminale offensivo il piccolo ma rapido Bove assieme a Vassalli che esce dopo 25 minuti. Senza altre soluzioni.

LA GARA – Gara noiosa, alleggerita da poche occasioni pericolose. Spinazzola vicino al gol con Bove, Quacquarelli apre troppo il gas davanti a Lagreca, Spiridione spara una cannonata che sfiora il palo. Nel finale di tempo i murgiani salgono in cattedra. Al 41’ Dascoli (ex come Roselli), s’inventa una serpentina incredibile nel cuore della difesa neroverde e infila Campana. Cialdella salva sulla linea. Al 44’ Arborea non calibra il pallonetto su assist al contagiri di Quattromini. Nella ripresa D’Ambrosio e compagni hanno difficoltà ad arrivare anche al tiro. Tra i pali De Santis sostituisce Campana (malore senza conseguenze nello spogliatoio), poi entra Zagaria per provare a vivacizzare la manovra che rimane statica. Gli ospiti pungono ancora con Bove, Leonino si gioca la carta Amorese. Nulla di nulla, la gara rimane inchiodata sullo 0 a 0 e si chiude in dieci per entrambe. Scaramuccia Dascoli-Cialdella, puniti col rosso.

LE ALTRE – Il Bitonto continua a macinare punti. Vittima il Minervino battuto a domicilio con un poker (doppietta di Petruzzella). Al terzo posto accorcia il Barium. Abbinante regala la vittoria a Molfetta. Il Bitetto entra in zona playoff battendo gli Ultrattivi per 2 a 0. Bella vittoria del Celle sullo Sportmania e brutto ko del Terlizzi in casa del Real Bat. La classifica marcatori vede in testa, solitario, Falcone. Il bomber del Celle ne ha fatti sei nelle ultime tre giornate. Secondo Petruzzella, terzo Uva.

IL TABELLINO

CORATO: Campana (1’st De Santis), Messina, Quacquarelli, D’Ambrosio, Asselti, Cafagna, Lomonte, D’Angelo, Spiridione (32’st Amorese), Gallo (9’st Zagaria), Cialdella. Allenatore Mimmo Leonino. A disposizione La Tegola, De Corato, Maggio, Uva.

SPINAZZOLA: Lagreca, Ungaro, Pasculli (41’st Palumbo R.), Ziri, Vassalli (24’pt Antonicelli), Roselli, Dascoli, Arborea, Minervino, Quattromini, Bove (47’st Blasi). Allenatore Michele Schiavone. A disposizione Carbone, Messina, Palumbo F., Vinetti.

ARBITRO: Salvatore Montanaro di Taranto
NOTE: Ammoniti Quacquarelli, D’Ambrosio, Spiridione, Cafagna (C); Ziri, Minervino, Quattromini, Bove (S). Espulsi Cialdella (C) e Dascoli (S)

Francesco De Marinis – lostradone.it

Un grande Tricase castiga il Galatina

Decide il solito Ruberto

Dopo due sconfitte consecutive tra campionato e Coppa Italia (rispettivamente con Real San Giorgio e Maglie), il Tricase torna a vincere e lo fa in una gara, considerata tra le più difficili per non dire proibitive, almeno sulla carta.

Al “Via Olimpica” nel pomeriggio di oggi era infatti di scena la sfida con la Pro Italia Galatinacapolista del campionato, munita di tanti ex rossoblù, compreso il neo tecnico Simone Greco che ha vestito la maglia del Tricase tra il 2009 e il 2010. Greco che ha preso il posto di un altro ex come  Rocco Errico che ha ricoperto l’incarico di allenatore sulla panchina dei biancostellati fino a qualche settimana fa, per poi dimettersi dopo la partita di Fasano, ufficialmente per motivi legati ad impegni lavorativi.

Ma oltre al tecnico, vi erano Urso, Francesco Greco, Striano, Villani, D’Amico, Piccinonno e Capasa e  il preparatore dei portieri Vinicio Longo, tutti con un passato tra le fila del Tricase. Dall’altra sponda vi era mister Branà, ex biancostellato.

Quella che sta per concludersi, non è stata una settimana tranquilla in casa delle due compagini, in quanto un provvedimento della Prefettura di Lecce, per motivi di sicurezza ha vietato l’accesso allo stadio di Tricase oltre che ai tifosi del Galatina anche a tutti coloro i quali non fossero in possesso della residenza nel comune tricasino. Un provvedimento ritenuto dalle Società, dai tifosi e in particolar modo dai membri del tifo organizzato del Tricase,  ingiusto, in quanto dannoso per Società, squadra e tifoseria ed ha portato questi ultimi alla decisione di scioperare disertando completamente il proprio settore per l’intera durata della partita, dove sulla rete di recinzione era stato allestito uno striscione che recitava “o tutti o nessuno”.

Insomma una gara, tanto sentita, attesissima che doveva regalare una cornice di pubblico importante, si è trasformata in una partita per pochi intimi, in un’atmosfera che dava l’idea di un’amichevole estiva anziché di un “match clou” della giornata quale effettivamente era.

La partita è stata giocata con grinta e soprattutto con tanto cuore dai padroni di casa, scesi in campo con la “nuova” maglia verde con tanto di  strisce rossoblù che ricorda la divisa utilizzata dalla prima formazione del Tricase, nel lontano 1931.

Capitan Ruberto e compagni sfoderano sin da subito una prestazione condita da forza e determinazione, preoccupando non poco un Galatina apparso invece sottotono, complice forse anche l’assenza dei fratelli De Razza che in questa stagione hanno finora dimostrato di fare in ogni caso la differenza.

Eppure nei primi venti minuti di gioco, la gara è tutt’altro che bella e a farla da padrona è la noia: non si registra nemmeno un’azione degna di nota né da una parte né dall’altra.

Al 21′ però arriva il guizzo di Ruberto che porta in vantaggio il Tricase e cambia il verso della gara. Il capitano, riceve in area un pallone derivante da un cross dalla sinistra e scatta sul filo del fuorigioco insaccando con un tiro rasoterra alle spalle di Pompignano. Per il numero undici tricasino è il sesto gol in campionato, l’ottavo stagionale se si considerano i due gol messi a segno in Coppa Italia.

Il Galatina prova a reagire, ma dimostra di aver poca brillantezza nel tentativo di impostare le varie manovre e le azioni si fermano spesso nei pressi del limite dell’area del Tricase.

Di conseguenza, il team di Simone Greco, prova a cambiare strategia ed inizia a effettuare lanci lunghi indirizzati nei pressi del limite dell’area tricasina, ma Moretto, Desiderato e Romano fanno buona guardia, magari per non rischiare concedono qualche corner di troppo, ma l’importante è tenere lontani gli ospiti dalla propria area.

Nella ripresa, ci si aspettava una concreta reazione del Galatina, ma invece è il Tricase che continua a farsi vedere nella metà campo ospite. Pur non riuscendo a concretizzare, l’undici tricasino dimostra di voler vincere la gara e colleziona una serie di incursioni fermate da continui contrasti con il muro difensivo del Galatina.

Ma al 54′ è il Galatina ad andare vicinissimo al gol con l’ex Villani, che tutto solo si accentra nei pressi della trequarti del Tricase e lascia partire un bel tiro a giro che si stampa sul palo sinistro della porta di Baglivo oramai battuto.

Passato questo brivido, fino alla fine la gara è completamente nelle mani del Tricase e la strada pare in discesa dopo che il Galatina rimane in dieci per l’espulsione per somma di ammonizioni diFrancesco Greco al 69′, ma due minuti più tardi, la gara torna in parità numerica in quanto si fa espellere per un fallo ingenuo anche il tricasino Trotta.

Nel corso della gara, i due mister inseriscono in campo forze fresche per la fase finale: nel Tricase escono Tenesaca e Causio ed entrano rispettivamente Martella e Mele, mentre nel Galatina esce prima Striano per un problema muscolare che lascia il posto a Capasa e poi Rizzo per Dimitri.

Al 80′ Desiderato sfiora il raddoppio:  il giovanissimo centrocampista del Tricase, salta come birilli un paio di avversari e da circa venticinque metri lascia partire un bolide che ha una strana traiettoria e fa gridare al gol il pubblico, ma Pompignano si supera e con una grande parata devia in corner.

Nel finale il direttore di gara assegna cinque minuti di recupero e il Galatina prova a spingere, ma il Tricase controlla molto bene la gara e ai biancostellati non basta nemmeno l’ingresso di  Gattoal posto di D’Amico per trovare il disperato gol del pari.

Dopo il triplice fischio, inizia la festa, con gli ultras del Tricase che raggiungono la gradinata est ed insieme alla squadra festeggiano una vittoria preziosissima contro una delle grandi rivali di sempre come il Galatina.

Una vittoria che porta il Tricase a 14 punti in classifica, a meno cinque proprio dal Galatina che resta capolista seppur con una distanza ridotta rispetto alla seconda della classe Avetrana che a Fasano pareggia per 0-0.

Il prossimo turno vede il Tricase impegnato in trasferta sul campo del Carovigno, mentre il Galatina se la vedrà in casa contro il Manduria.

TRICASE – Baglivo, Cazzato, Moretto, Trotta, Amadu, Romano, Tenesaca (55’ Martella), Desiderato, Causio (72’ Mele), Patera, Ruberto. A disposizione: Gentile, Carbone, De Francesco, Remigi, Cosi. Allenatore: Branà.

GALATINA – Pompignano, De Giorgi, Urso, Conte, Greco Francesco, Colletta, Striano (52’ Capasa), Patruno, Rizzo (78’ Dimitri), Villani, D’Amico (87’ Gatto). A disposizione: De Marco, Cornacchia, Greco Antonio, Piccinonno. Allenatore: Greco

Arbitro: De Vincentis di Taranto
Rete: 21’ Ruberto.
Note. Espulsi: al 69’ Greco Francesco, al 71’ Trotta.

ilgallo.it

Due rigori contro ed una espulsione, il Sauri e Borrelli non ci stanno

Borrelli: “Se va avanti così ritiriamo la squadra”

Una gara con una direzione arbitrale sfavorevole ci può stare, così come un torto arbitrale può essere subito durante una partita, ma se questo diventa ormai una consuetudine anche una società seria ed attenta al comportamento dei propri calciatori come il Sauri, decide di mettere la parola fine sui torti subiti. Già perché di questo bisognerebbe parlare al termine della gara pareggiata dai gialloneri al Campo dei Sauri contro l’Audace Barletta, con la direzione arbitrale del Sig. Antonello Giordano di Molfetta, che ha lasciato davvero a desiderare, con due calci di rigore assegnati agli ospiti e l’espulsione al portiere Paolo Lamanna che ha lasciato la formazione giallonera in dieci uomini negli ultimi venti minuti di partita. Una gara in cui la formazione di Mr. Nicola Borrelli si era portata in vantaggio per ben due volte grazie a Daniele Sacchitelli e a Gianfranco Ceglia, ma due regali del direttore di gara hanno permesso per ben due volte a Porcelluzzi di andare a segno, il primo rigore con Kofie che finisce a terra con una contusione al viso, e il secondo con Di Vito che tocca con la coscia, così come dimostrano le immagini, e con il direttore di gara che inspiegabilmente assegna il secondo penalty di giornata, mandando su tutte le furie i tifosi di casa.

A fine partita l’amaro sfogo del tecnico Borrelli: “Se andiamo avanti così chiederò alla società di ritirare la squadra dal torneo, cerco di infondere nei miei lo spirito di lealtà e rispetto nei confronti degli avversarie e degli arbitri, ma se questi non rispettano noi allora non vale più la pena andare avanti”. Uno sfogo che arriva dopo il contestatissimo arbitraggio della gara persa in casa contro il Barium, ora un episodio ancora più grave con il direttore di gara che nel finale addirittura anticipa il triplice fischio di due minuti rispetto al recupero segnalato, una situazione paradossale che la Federazione farebbe bene a chiarire, per evitare che piccole società come il Sauri non vengano tutelate quanto meritano.

Luca Caporale

Lo Sporting Ordona sbatte contro il muro Real Siti

E’ finito senza reti l’attesissimo derby della nona giornata del campionato di Promozione, al comunale di Ordona la sfida tra la Sporting Ordona e la Real Siti è finita in parità, con i rossoblu di Mr. Celestino Ricucci che hanno fatto la partita, e gli ospiti che hanno badato maggiormente a non prenderle.
Una gara in cui nella prima frazione sono state davvero poche le occasioni da rete, nella ripresa la maggior intraprendenza della formazione del presidente Mariano Tarantino, ha vivacizzato la sfida, poi con l’uscita dal campo di Salvatore Bruno il baricentro della formazione ospite si è abbassato notevolmente, con la Sporting Ordona che ha finito per schierare quattro attaccanti con l’ingresso in campo di Michele Ciccone, ma questo non è bastato a sbloccare una gara in cui la formazione di Mr. Ricucci ha dimostrato comunque il suo valore, mentre la vice capolista ha mostrato ancora una volta la sua solidità difensiva.
Soddisfatto a fine match il tecnico Ricucci che auspica maggiore continuità nei suoi uomini, raccogliendo comunque a fine gara i complimenti degli avversari. Un derby che ha comunque mostrato le potenzialità delle due formazioni dei Reali Siti, che potrebbero davvero candidarsi ad un ruolo da protagoniste dietro l’ormai imprendibile Audace Cerignola.

Luca Caporale

Atletico Tricase: battuto il Galatina 1-0

Questa volta l’hanno fatta proprio grossa. La “banda degli under ‘98” di mister Giuseppe Branà ha inflitto la prima sconfitta stagionale alla capolista Galatina che schierava gli ex Striano, Urso, D’Amico, Villani e Francesco Greco, e in panchina il tecnico, ex giocatore del Tricase anche lui, Greco. Il Tricase sigilla con una rete del suo capitano Maurizio Ruberto, al 21’ del primo tempo, una prestazione fatta di cuore e lotta degli uomini in campo, e di intelligente gestione dalla panchina del suo allenatore Giuseppe Branà. I padroni di casa sono scesi in campo, per la prima volta, con la storica maglia del Tricase del 1931, verde con banda rosso-blu.

Del Galatina una sola azione gol, al 51’, con Villani, che colpiva l’incrocio dei pali della porta difesa magistralmente da Baglivo. Per il Tricase applausi per tutti, ma con dedica speciale all’under ’98 Pierpaolo Desiderato che, all’88’, da fuori area, lasciava partire un autentico bolide, rinviato in extremis in angolo da Pompignano.

Commenti del dopogara:

“E con una dedica speciale: una partita ed una vittoria che noi, tutti noi, nessun escluso, dedichiamo alle centinaia di tifosi che sono rimasti fuori dai cancelli del “San Vito” ed hanno urlato, per 90’, il loro sostegno, perché noi lo recepissimo in campo”: è stata la prima dichiarazione di Giuseppe Branà al termine della gara.

L’ingresso al campo non era stato interdetto ai tifosi tricasini, ma l’ordinanza prefettizia aveva stabilito che allo stadio potessero accedere solo “i residenti a Tricase”. E, allora, i tifosi, per solidarietà con tutti igli amici dei paesi limitrofi che, pur non risiedendo a Tricase, ogni domenica sono presenti sugli spalti dello stadio comunale, hanno ammainato bandiere e striscioni, affidando ad un lunghissimo drappo bianco il messaggio di protesta: “O tutti o nessuno”. E tutti sono rimasti fuori dallo stadio, salvo poi farvi ingresso, a fine gara, per essere raggiunti in gradinata dalla squadra e festeggiare così insieme la vittoria sul Galatina.
“La vittoria – ha sottolineato ancora Branàl’abbiamo conseguita ai danni di una formazione che, fino ad oggi, non aveva mai perso e che non nasconde di voler puntare decisamente alla vittoria finale del campionato. Va dato merito a tutti i miei giocatori di aver trovato sufficientio energie mentali per avere ragione di un’ottima formazione. Impeccabili. Unici. Da parte mia: grazie, ragazzi, per questa prova di maturità tecnica offerta ai nostri tifosi. Orgoglioso di voi”.

“La mia rete rende felice certamente il sottoscritto, ma senza la grande squadra che abbiamo dimostrato di essere, mai potrei proiettarmi a rete. Siamo ritornati ad essere la squadra che fatica con gioia che ci ha contraddistinti in avvio di campionato. Ed ecco il grande risultato sul campo”: la dichiarazione di capitan Maurizio Ruberto.

TRICASE – Baglivo, Cazzato, Moretto, Trotta, Amadu, Romano, Tenesaca (55’ Martella), Desiderato, Causio (72’ Mele), Patera, Ruberto. A disposizione: Gentile, Carbone, De Francesco, Remigi, Cosi. Allenatore: Branà.

GALATINA – Pompignano, De Giorgi, Urso, Conte, Greco Francesco, Colletta, Striano (52’ Capasa), Patruno, Rizzo (78’ Dimitri), Villani, D’Amico (87’ Gatto). A disposizione: De Marco, Cornacchia, Greco Antonio, Piccinonno. Allenatore: Greco

Arbitro: De Vincentis di Taranto

Rete: 21’ Ruberto.

Note. Espulsi: al 69’ Greco Francesco, al 71’ Trotta.

tricasenews

Nel silenzio del “V. Curlo” termina 0-0 tra Fasano e Avetrana

Una partita senza pubblico e senza reti quella tra U.S. Città di Fasano e Avetrana. Il match di alta classifica del girone B di Promozione Pugliese termina 0-0.
In uno stadio deserto la partita è povera di emozioni. Avetrana mai realmente pericoloso e Us Fasano ancora a caccia dei tre punti .
I biancoazzurri di mister Laterza partono bene con Laguardia che dopo due minuti tenta la conclusione a giro: la palla viene facilmente bloccata dal numero 1 Lamarina.
Partita dura e nervosa che a conclusione del primo tempo avrà già scritti 5 ammoniti sul taccuino dell’arbitro.
Al minuto 26 prima e unica conclusione degli ospiti che sugli sviluppi di una punizione: tiro di Arcadio forte e teso ma con il pallone che termina poco fuori.
Al minuto 38 tiro di Amodio che non spaventa però il portiere. Termina così il primo tempo.
Il secondo tempo regala il primo sussulto al 49esimo: punizione di N. Ancona ma la sua conclusione supera abbondantemente la traversa. Al minuto 62 timide proteste dei biancoazzurri che chiedono un calcio di rigore per tocco di mano. Rigore che arbitro e assistenti non concedono.
66esimo minuto Amodio, su retropassaggio al portiere, va in pressione su Lamarina che con non poca difficoltà si libera della palla. Il pallone giunge sui piedi di Ancona Nicola che a porta vuota tenta il cross al centro: pallone ben spazzato via dalla difesa biancoarancione.
Gli ultimi venti minuti il Fasano ha la possibilità di sfruttare la superiorità numerica: Macaluso viene mandato anticipatamente sotto la doccia dal direttore di gara per somma di ammonizioni. Il Fasano non sfrutta l’occasione anche grazie alla disposizione difensiva attuata da mister Pellegrino che con l’uomo in meno sostituisce la punta Gatto con il giovane difensore Vantaggiato.
La partita regala ancora ben poco negli ultimi minuti. Il Fasano cerca di spingere sull’acceleratore ma servirà a poco per i fini del risultati. Secondo pareggio consecutivo e Fasano che non sfrutta l’occasione di agganciare l’Avetrana in classifica.

U.S. Città di Fasano – Avetrana 0-0

Us Fasano: Lacirignola A, Laguardia, Pistoia, Ancona M., Telesca, Pugliese (80’ Mastronardi), Quaranta, Speciale (58’Leggiero), Longo, Amodio, Ancona N. A disp.: Lacirignola L., Galizia, Giannandrea, Olive, Ciatta. All. Giuseppe Laterza

Avetrana: Lamarina, Trisciuzzi, Eleni, Arcadio, Amaddio, Macaluso, Pigliego (64’Leo), Gioia, Vasco (83’ Rito), Cimino, Gatto (70’ Vantaggiato). A disp.: Scardino, Cazzolla, Pulpito, Donadei. All.: Claudio Pellegrino

Note: espulso al 71’ Macaluso (A) per doppia ammonizione; ammoniti Lamarina (A), Eleni (A), Gioia (A), Cimino (A), Ancona M. (F), Amodio (F), Ancona N. (F), Leggiero (F)

ASD Sport Lucera – ancora una sconfitta. un punto nelle ultime tre partite

L’Asd Sport Lucera perde ancora in trasferta, a Ordona, contro una Carapellese, che ha incassato la prima vittoria di campionato e lasciato al Cagnano Varano l’ultimo posto in classifica. Continua, quindi, il momento difficile per il club celeste (un solo punto nelle ultime tre partite), impossibilitato a schierare la formazione che mister Perna ha in mente. Senza Pellegrino Paolo e Ardore Michele, cioè gli attaccanti più prolifici, ma con il rientro dalla squalifica diArdore Benito e di Russo e Pappano, seppure in condizioni fisiche non al meglio, la squadra non ha espresso quanto le circostanze richiedevano, soprattutto in termini di incisività.

E’ stata una partita combattuta, giocata con accortezza dai padroni di casa, mentre lo Sport Lucera ha evidenziato qualche magagna a centrocampo. Pellegrino Nico, al 24′, ha fallito un’occasione più che favorevole davanti alla porta di casa e, un minuto dopo, la Carapellese è passata in vantaggio con un’azione che è sembrata viziata da un fuorigioco.

Nella ripresa, gli ospiti hanno avuto la possibilità di pareggiare grazie a un calcio di rigore, all’8′, assegnato per un fallo di mano in area, durante l’esecuzione di una punizione dal limite, ma Russolillo ha fallito dagli undici metri. Sulla successiva ripartenza, la Carapellese ha raddoppiato ed è arretrata per difendere il risultato, che, però, è cambiato al 18′, quando Simonetti ha accorciato le distanze. Per il resto del tempo, lo Sport Lucera ha tentato di riequilibrare l’incontro, tuttavia senza riuscire ad incidere più di tanto nello schieramento difensivo avversario.

“Andiamo avanti per la nostra strada – ha dichiarato il direttore sportivo, Eligio Casiere, a fine gara -. Siamo convinti di avere una buona squadra e il tempo ci darà ragione”.

Intanto, domenica 15 novembre, da Rodi Garganico, arriva al Comunale la Squadra del Cuore, che oggi, ha rosicchiato due punti alla capolista Herdonia, costretta al pareggio dall’Atletico Foggia.

SundayRadio