video a cura di Luca Caporale
[LIVE] Tutti i risultati di I Categoria A 3a giornata
Solo su CalcioWebPuglia.it tutti i risultati dei campionati pugliesi IN TEMPO REALE, dalla Serie A alla terza categoria!
[LIVE] Tutti i risultati di Promozione B – 5a giornata
Solo su CalcioWebPuglia.it tutti i risultati dei campionati pugliesi IN TEMPO REALE, dalla Serie A alla terza categoria!
[LIVE] Tutti i risultati di II Categoria A 1a giornata
Solo su CalcioWebPuglia.it tutti i risultati dei campionati pugliesi IN TEMPO REALE, dalla Serie A alla terza categoria!
Monopoli, cinque gol rifilati al Matelica nell’ultimo test a Nocera Umbra
Il Monopoli di mister Zanin conclude il suo ultimo test a Nocera Umbra sconfiggendo il Matelica per cinque reti ad uno. Per i bianconverdi sono andati segno Franco, Gatto (doppietta), Balestrero e Mouzakitis. L’unica rete della squadra marchigiana militante in Serie D porta la firma di Di Perfetti.
MONOPOLI PRIMO TEMPO: Mirarco; Forbes, Pinto, Radujko, Esposito, De Vito, Viola, Franco, Genchi, D’Auria, Gatto. All.: Zanin.
MONOPOLI SECONDO TEMPO: Pellegrino; Forbes, Esposito, De Vito, Pinto; Ricucci, Franco, Balestrero; Genchi, Bellante, D’Auria. All.: Zanin.
ALESSANDRO CHIMENTI
Il pagellone del Donia, botti di Capodanno!
E’ il momento del temutissimo pagellone dell’anno solare del Donia, senza sconti per nessuno.
Purtroppo il 2014 non è stato neanche lontano parente del grandioso 2013, tuttavia l’obiettivo stagionale è stato raggiunto tra mille difficoltà.
La buona dote in classifica ereditata al termine del girone di andata, seppure tra patemi e sofferenze, assicurava nel finale la salvezza anche per “disgrazie” altrui.
La stagione corrente si chiude con 18 punti, male all’inizio e bene dalla gara con il Gallipoli. La rosa è ora completa, in attesa del passaggio di De Vita al Foggia (da stabilire se a gennaio o giugno).
TOP DONIA 2014
Franco Cinque 8,5: un voto e mezzo in meno per altrettanti “errori” commessi. A giugno 2013 avrebbe dovuto chiedere solo di puntellare la rosa; a gennaio 2014 avrebbe dovuto dimettersi per l’ennesimo smantellamento. Ma il suo 8,5 è strameritato per aver avuto la capacità oggettiva ed inconfutabile di mantenere coeso lo spogliatoio nonostante le note vicissitudini. Ha dovuto “inventarsi” spesso la formazione tra squalifiche ed addii…la sua tenacia ed il suo amore per il Manfredonia, lui che sipontino è, hanno consegnato a Vadacca il pacco salvezza semplicemente da confezionare. Bravo Franco, hai regalato una promozione ed una quasi salvezza (90%) che resteranno per sempre nella storia del delfino. E non crediamo affatto che sia stata scritta la parola fine tra Cinque e il Donia…
Massimiliano Vadacca 6,5: ha salvato il Donia, ereditato in quint’ultima posizione, ma analizziamo attentamente le 6 gare. La prima netta disfatta casalinga con il San Severo e l’ultimo ko a Matera le due gare più impegnative. Decisive le vittorie a Pozzuoli ed in casa con il Grottaglie, il resto non conta poichè era già salvezza aritmetica. Bastarono quindi soli 6 punti in 6 gare. In ogni caso è giusto riconoscere la capacità di ridare stimoli ad un gruppo demotivato.
Indubbiamente la rosa affidatagli ad agosto era povera tecnicamente, e poi parleremo del Ds, ma lui ostentava sempre grande ottimismo. Tatticamente abbiamo visto spesso disordine, il modulo con la difesa a 3 non convince. Il miracoloso pari con il Gallipoli ha segnato la svolta: Vadacca è stato vicinissimo all’esonero. Diciamola tutta: un pizzico di fortuna accompagna il tecnico salentino (e speriamo che duri anche nell’anno nuovo). Da allora vittoria a Grottaglie, altro pari miracoloso con la Fidelis e vittoria in rimonta con il modesto San Severo. Ci aspettiamo correttivi, ora per lui le responsabilità aumentano in maniera proporzionale al rafforzamento dell’organico. Vorremmo vedere anche un pò di gioco oltre alla grinta.
Ivan Romito 8: il capitano è fondamentale in tutto il campionato, bentornato dopo una breve parentesi a Brindisi!
Michele D’Ambrosio 8: dopo una comprensibile fase di rodaggio, mette al servizio della squadra la sua esperienza e qualità.
Antonio La Porta 8: è il fuoriclasse che toglie molto spesso le castagne dal fuoco.
Diego De Vita 8: primo scorcio di stagione strepitoso, Di Bari se ne è accorto e lo sta portando a Foggia.
FLOP DONIA 2014
Elio Di Toro 5: male i colpi Monti e Rapino, si poteva pescare di meglio considerato anche il cachet versato al primo. Su Maggi nessuna colpa, aveva buone referenze. A settembre la telenovela Di Masi, felice intuizione, conclusasi con un nulla di fatto. Ecco allora che Addario veniva tesserato in attesa di un portierino under. La dimostrazione è la recente rescissione consensuale che lo condurrà al Foggia. Sappiamo bene che le responsabilità non sono tutte del Ds, ed un giorno lo ammetterà, ma che senso ha avuto tesserare alcuni dei Monti Dauni? non sono pronti per la Serie D, Rizzi in primis tra l’altro troppo nervoso e dal “rosso” facile. Se Vadacca riuscirà a sistemare correttamente ogni tassello del nuovo puzzle, allora potremo riconoscere il merito di aver saputo ben ricostruire la rosa, così com’è messa in campo non ci piace. Con il San Severo formazione sbagliata e 2 uomini fuori ruolo, ma la pausa aiuterà il mister.
Monti 3: disastroso
Rapino 4: e chi l’ha visto?
Compierchio 4: mai ambientato
Maggi 4: idem
Stefano Favale
Bisceglie completo in attacco con la firma di Idriss Pongo
Il Bisceglie calcio ha ufficializzato l’ingaggio dell’attaccante francese Idriss Pongo, 26 anni.
Il calciatore parigino, cresciuto nei vivai di Bordeaux e Paris Saint Germain, ha giocato in C2 a Noicattaro, nella terza serie transalpina col Bergerac e il Rouen, poi nuovamente in Italia al Quartieri Uniti Bari, team di Eccellenza.
Idriss Pongo ha conquistato la maglia nerazzurra con un precampionato impeccabile nel corso del quale si è messo in evidenza.
Le sue caratteristiche fisiche e tecniche si coniugano con le esigenze tattiche del 4-3-3 di mister Claudio De Luca, che non ha esitato, una volta concluso il ritiro umbro, a comunicare alla società l’intenzione di inserire la punta francese nel roster del Bisceglie calcio per la stagione 2014-2015.
A Terlizzi, ora, bisogna solo vincere
Il Terlizzi del mister Ragone deve solo vincere.
Il Terlizzi del mister Ragone deve solo vincere, mancano solo tre giornate al termine e ha 4 punti di distacco dall’Audace Barletta che è in 7^ posizione con 38 punti e al Terlizzi basterebbe vincere almeno 2 partite per sorpassare l’Audace.
A seguire il Terlizzi c’è lo Sporting Daunia con un punto di meno (33 punti), una delle tante squadre che ha dato del filo da torcere alla squadra rosso-blu.
Adesso arriverà in casa Terlizzi il Maroso Candela, ultima in classifica con 12 punti, già retrocesso in II Categoria, ma che cercherà di recuperare punti. Le altre due partite saranno molto più difficili anche perchè l’Ordona/Torremaggiore, sesta in classifica non perderà assolutamente l’occasione di fare punti sul proprio campo e cercare di occupare un posto nei playoff. Nell’ultima partita invece il Terlizzi giocherà in casa contro la Nuova Molfetta, e anche questa sarà alquanto difficile perchè quest’ultima ha 40 punti ed e’ in lotta per i playoff.
Terlizzi Calcio
la domenica delle squadre pugliesi
la domenica calcistica delle formazioni pugliesi.
Il servizio a cura di TeleSveva.
[cvg-video videoId=’512′ width=’600′ height=’400′ mode=’playlist’ /]
Editoriale: Il calcio non è più semplicemente un gioco
Una vile aggressione. Il risultato espresso fuori dal campo è sicuramente più eloquente dell’1-1 che Gallipoli e Fidelis Andria hanno prodotto sul campo. Eppure le premesse erano buone, in nome di un comportamento corretto (elogiato dallo stesso presidente del Gallipoli) nella gara di andata. Una vile aggressione che, indipendentemente da quanto successo all’andata, non doveva essere assolutamente collegata al calcio. Ma oggi va di moda, oggi va così. Non è importante sentirsi tutti pugliesi, perché quando si va “fuori regione” e ci si sente attaccati, tutti mostriamo il radicamento e l’attaccamento alle origini, alla nostra terra, portando in giro la nostra “pugliesità” con orgoglio, ma basta una semplice partita di calcio, tra due realtà della stessa regione, “tra di noi” come si usa dire, a distruggere e a far mettere da parte tutto questo. Non è stata la prima volta e non sarà neppure l’ultima. Non è un problema di Gallipoli e Fidelis Andria (che oggi finiscono sui giornali loro malgrado), insomma, è un problema di tutti. L’osservatorio sulle manifestazioni sportive a volte sembra esagerato nelle decisioni prese ma forse, in fondo, la colpa è anche nostra, di tutti coloro che hanno qualunque interesse nel calcio, dal tifoso al calciatore, dal dirigente agli organi di informazione. Mettiamoci tutti in discussione se vogliamo riportare la “normalità” nel calcio. E la normalità è poter permettere ai tifosi della Fidelis Andria, o di qualunque squadra che giochi fuori casa, di assistere alla gara, ad una famiglia qualsiasi di recarsi allo stadio e di godersi uno “spettacolo”, come quando si va a teatro, come quando si va al cinema, come quando si porta i bambini al parco giochi. Lo stadio non deve essere diverso da questi luoghi.
Portare all’esasperazione anche una gara di Eccellenza, tra due realtà che nulla hanno a che vedere con questa categoria (va detto), è il sintomo già ampiamente evidenziato che il calcio non è più semplicemente un “gioco”. Tutti sanno che è sbagliato, tutti prendono le distanze da un episodio vile, nessuno vuole la colpa, ma qualcuno l’ha fatto. Non si vuole e non si deve crocifiggere nessuno, sia chiaro, ma certi episodi hanno bisogno di essere chiamati con il proprio nome, “violenza”, e in quanto elemento diseducativo e divisorio non può essere mescolato, o semplicemente affiancato grammaticalmente, a qualcosa che dovrebbe unire, come una partita di calcio.
Succederà ancora, magari forse anche domenica prossima, magari anche in una gara di Prima, di Seconda o ancora di Terza Categoria perché, e questo è importante ricordarselo, purtroppo il calcio non è più semplicemente un gioco.
Fabio Lattuchella
Classifiche Disciplina
La Capitanata ha dato lezione
Ancora una volta le squadre di Capitanata hanno dato lezione di fair-play a tutte le compagini pugliesi (quasi 500). Era successo
l’anno scorso con Carapelle e Gargano calcio, si è ripetuto quest’anno con tre successi in cinque categorie. E dove le squadre di Capitanata non hanno vinto sono arrivate alle spalle della prima. Successo nel campionato di Promozione con il Gargano calcio(secondo successo consecutivo), primi anche nel torneo regionale di Seconda categoria con il Mattinata e successo anche nel torneo regionale Juniores con la Sanseverese. In Eccellenza hanno vinto i leccesi del Copertino, ma il Manfredonia è alle sue spalle. In Prima categoria Coppa Disciplina al Modugno, ma Rocchetta e Nuova Daunia sono subito dietro. Insomma, i “signori del calcio” sono in terra dauna.
“E’ un segnale importante – ha detto il presidente regionale Vito Tisci –, le squadre della Capitanata stanno davvero dando un grande segnale di crescita all’intera puglia calcistica”.
Ed in effetti, nonostante le difficoltà economiche, la Capitanata ha vinto in tutto e per tutto. San Severo e Manfredonia promosse in serie D, Cerignola alla finale nazionale di Coppa e alla fase nazionale anche con la categoria “Allievi” e poi la bella stagione dell’Ascoli (seconda in promozione) la vittoria dello Stornara in Seconda categoria. Spirito di gruppo, ma anche fair play ed infatti la Gargano Calcio si è aggiudicata la Coppa regionale di Disciplinaper la seconda volta consecutiva: se non è record poco ci manca affermandosi come giocatori, società e pubblico tra i più corretti della regione.
“La nostra parola d’ordine è il rispetto per gli avversari” chiosa il tecnico Teodoro Vlassis. “E’ una cosa a cui teniamo particolarmente – rimarca il ds Mastropaolo –, i nostri ragazzi devono essere d’esempio per i loro coetanei. La domenica in campo e sugli spalti deve essere una giornata di festa”.
“Il merito di questo importante premio – dice subito il presidente Agostino Triggiani –, è di tutti. Dallo staff dirigenziale ai giocatori allo staff tecnico e soprattutto ai nostri tifosi. Il rispetto delle regole è imprescindibile sia nello sport che nella vita e noi cerchiamo di seguirlo alla lettera. Il Fair Play è una regola non scritta, ma dettata da un codice d’ onore presente nello sport e significa rispetto delle regole e dell’avversario, capacità di accettare la sconfitta”.
Ed in effetti tutte le squadre ospiti del Gargano calcio hanno ringraziato per l’ospitalità ricevuta la società garganica. “Per noi – rimarca Triggiani – è importante fare di ogni incontro sportivo, indipendentemente dalla posta e dall’importanza della competizione, un momento privilegiato, una specie di festa. Ciò credo sia uno dei principi fondamentali per fare sport sano, divertente e utile”. L’importante è partecipare, non vincere? “Non proprio: l’importante è mettercela tutta e accettare anche la sconfitta se altri sono meglio di noi – conclude il presidente Triggiani –. L’importante è cercare di fare sempre meglio, non tanto per sentirsi superiori agli altri, quanto per essere degni di combattere lealmente e sportivamente. Infatti gareggiare solo per partecipare porta a una sorta di pigrizia che non ci permette di dare il massimo. Una gara è un banco di prova che richiede impegno da parte di tutti”.
CLASSIFICHE UFFICIALI PREMIO DISCIPLINA STAGIONE SPORTIVA 2012/2013
CAMPIONATO REGIONALE ECCELLENZA
Copertino
Manduria sport
Manfredonia calcio
CAMPIONATO REGIONALE PROMOZIONE
Gargano calcio
Real alberobello
Leporano
CAMPIONATO REGIONALE PRIMA CATEGORIA
Real modugno
Rocchetta s.antonio
Minervino murge
CAMPIONATO REGIONALE SECONDA CATEGORIA
Matinum
Paolo vi
Olimpia crispiano
CAMPIONATO REGIONALE JUNIORES
Sanseverese
Puglia sport altamura
Polimnia calcio
Antonio Villani – La Gazzetta del Mezzogiorno
Il titolo sportivo ed il concetto di cessione
Ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 52 delle Noif Il titolo sportivo viene definito dall’ordinamento sportivo come il riconoscimento, da parte della Federerazione di appartenenza, delle condizioni tecnico sportive che consentono, concorrendo gli altri requisiti economici e statutari previsti dalle norme federali, la partecipazione di una società/associazione ad una determinato campionato.
In buona sostanza il titolo sportivo rappresenta il merito sportivo/agonistico acquisito da una società, nell’arco della sua storia, una qualità inerente alla posizione che questi riveste nei confronti e nell’ambito dell’organizzazione settoriale di cui fa parte.
Gli unici riferimenti acquisibili in merito all’istituto del titolo sportivo come bene giuridico sono inquadrabili nell’ambito dello sport professionistico.
Il titolo sportivo pur costituendo un valore di carattere agonistico ha, benchè le norme dicano il contrario, un valore oggettivamente commerciale per le società di capitali professionistiche che ne sono titolari oltre che un valore morale per la città che il sodalizio rappresenta sul campo. A dispetto di queste considerazioni meramente pratiche il titolo è, tuttavia, considerato, dalla normativa di settore, anche se spesso in contraddizione con se stessa, come bene non commerciabile. Come, infatti, stabilisce l’art. 52 noif “in nessun caso il titolo sportivo può essere oggetto di valutazione economica o di cessione”.
A parere di chi scrive, tuttavia, la contraddizione è chiaramente invidividuabile.
Anche se il titolo sportivo è inquadrato come bene non commerciabile lo stesso viene, tuttavia, considerato, nell’ambito di una valutazione patrimoniale di una società in stato di fallimento, come uno dei cespiti del patrimonio senza dubbio di maggior valore. Volendo escludere da queste considerazioni il parco giocatori, il titolo costituisce, senza dubbio, il principale bene patrimoniale e, comunque, un elemento imprescindibile dell’azienda sportiva professionistica.
Seppur non commerciabile il titolo sportivo può essere trasferito?
Bisogna chiarire che le uniche ipotesi di trasferimento del titolo sportivo, considerate ed avallate dall’ordinamento sportivo, oltre al caso della cessione definitiva effettuata unitamente alla vendita dell’intera società o del ramo d’azienda, riguardano esclusivamente società sportive professionistiche.
Una prima ipotesi si pone in essere in caso di fallimento della società.
In questo caso entra in azione il noto Lodo Petrucci: una società sportiva della medesima città può intervenire nella procedura concorsuale acquistando il cespite rappresentato dal titolo in questione. In virtù di tale procedura il sodalizio interessato potrà, dunque, iscriversi al campionato dell’anno successivo, con il titolo sportivo della società in fallimento, anche se nella categoria immediatamente inferiore a quella in cui militava la società in liquidazione.
Una seconda ipotesi è rappresentata dal caso in cui una società, per difficoltà economiche avute nel corso dell’anno, non riesce a raggiungere i parametri indicati dalla Federazione per ottenere l’iscrizione al campionato della sua categoria.
In tale, spiacevole, evenienza la stessa verrà retrocessa nell’ultima categoria dilettantistica perdendo la titolarità del titolo sportivo che verrà espropriato “a euro zero” ed assegnato, per procedura d’ufficio della Federazione di appartenenza, ad altra società della medesima città analogamente ad un trasferimento d’azienda ex art. 2112 c.c..
Per quanto riguarda il settore dilettantistico il concetto di titolo sportivo è ancor più connesso all’esistenza stessa dalla società nata, senza scopo di lucro, al fine esclusivo di esercitare attività sportive agonistiche.
Privare una società dilettantistica del suo titolo sportivo e, dunque, dell’elemento che più di ogni altro la caratterizza e che le permette di iscriversi ai campionati significherebbe eliminare ogni possibilità, per la stessa, di realizzare la finalità principale definita e stabilita dallo statuto.
Come noto ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 27 c.c. “oltre che per le cause previste nell’atto costitutivo e nello statuto, la persona giuridica si estingue quando lo scopo è stato raggiunto o è divenuto impossibile”.
Il titolo sportivo non potrà scindersi dalla società/associazione titolare se non in caso di mancata iscrizione al campionato di categoria. In tale caso se la società provasse ad iscriversi e non rispettasse i criteri stabiliti dalla Federazione la stessa verrebbe espropriata a euro zero del suo titolo sportivo in favore di una altra società della medesima città.
Appare, pertanto, chiaro che se una società si privasse, in qualsiasi modo, del suo titolo sportivo non potrebbe in alcun modo mantenere l’affiliazione presso la Federazione atteso che non è configurabile il caso di una società affiliata senza titolo. In sostanza con la cessione del suo titolo sportivo, lo società/associazione perderebbe il nucleo stesso della sua attività.
Avv. Cristian Zambrini (www.studiolegalezambrini.it)
Rete Smash
Jonathas Moro ospite de “l’Anteprima”
Sabato pomeriggio, dalle ore 15.30 circa, nuova puntata del programma sportivo radiofonico più ascoltato della Capitanata.
Affronteremo i temi del Campionato, il mercato e rivolgeremo particolari attenzioni al derby Manfredonia-Vieste.
In studio: Stefano e Tina
Ospite d’onore: Jonathas Moro
Spazio alle vostre telefonate da casa (0884.513019)
Buon ascolto!
anche in streaming su www.retesmash.com
