Casamassima, 4 Luglio 2013 – Dopo l’ufficialità di Locorotondo, il direttore sportivo Pierluigi De Lorenzis piazza importanti conferme e acquisti nel reparto under della Sudest. Sono riconfermati Antonio Girolamo (’94), estremo difensore protagonista assoluto nella prima parte di stagione, Domenico De Giosa (’96), centrocampista rivelazione dell’intera Promozione, Davide Belviso (’95), esterno di centrocampo decisivo con i suoi gol per il salto in Eccellenza e il difensore esterno di buone prospettive, Davide Tisti (’94).
I nuovi innesti sono:
– Antonio Fiume (’94), centrocampista di qualità ex Locorotondo con esperienze in Eccellenza;
– Alessandro D’Alessio (’94), mediano duttile con personalità e capitano dei blaugrana nella passata stagione.
Calciomercato Sudest
La Sudest trova finalmente casa
si giocherà a Locorotondo
Locorotondo, 4 Luglio 2013 –
. E’ ufficiale, infatti, l’accordo tra il Comune di Locorotondo e la società di patron Palmisano. La trattativa intavolata ad inizio giugno ha trovato la sua piena attuazione nelle ore serali di giovedì 4 luglio. Le due parti hanno curato tutti i particolari nei minini dettagli: la Sudest giocherà le gare casalinghe nel fantastico impianto in erba naturale del Viale Olimpia.
Il pallone, dunque, torna a rotolare sul rettangolo verde della città del vino DOC. Per preservare il manto erboso, la compagine allenata da Roberto D’Ermilio disputerà le sessioni d’allenamento settimanali presso il campo San Pio di Enziteto. L’entusiasmo per questa nuova avventura in Eccellenza è pronto a decollare.
Musca e Polani
Il San Severo fa sul serio
Primi acquisti dei giallogranata. Un difensore e un attaccante di categorie superiori.
Emanuele Musca e Enrico Polani sono i primi movimenti di mercato del nuovo San Severo di Dino Marino, appena promosso in serie D.
I calciatori hanno firmato per i dauni in mattinata legando il proprio nome alla società sanseverese, alla caccia di altri ambiziosi traguardi.
Difensore centrale, forte fisicamente, Emanuele Musca proviene da Racale, dove era finito dopo aver vestito anche maglie importanti, come quella del Gallipoli (dove era anche capitano) in serie C1, C2 e D, quella del Martina (C1), del Varee (C2), Lanciano e Cosenza (C1) e addirittura 2 presenze in B nel Pisa. I ventottenne difensore è un tassello che dimostra le reali ambizioni del presidente.
Enrico Polani, invece, ha 33 anni ma ancora tanta voglia di dimostrare molto. Non segna tantissimo (strepitosa stagione da 19 reti alla Viterbese nel 2004-05 nel suo palmares) ma è un giocatore che potrà portare la sua esperienza al servizio della squadra in un campionato, come quello di serie D, dove a vincere, generalmente, è il giusto mix tra giovani e giocatori d’esperienza.
Una carriera altisonante per il giocatore capitolino che ha sempre vestito maglie di serie C, scendendo in D soltanto nel Salerno fortissimo di due stagioni fa. Cosenza, Benevento, Grosseto, Latina, Aversa Normanna, Pro Vercelli, Potenza, Lodigiani e Lecco, oltre che la già citata Viterbese nella sua storia calcistica, con 81 reti segnate in totale.
Fabio Lattuchella
Il gruppo Dinisi-De Cosmo non iscriverà
il Cerignola al prossimo campionato
Il gruppo Dinisi–De Cosmo non iscriverà il Cerignola al prossimo campionato di Eccellenza. Questa volta non è il solito “grido di allarme”, è un dato di fatto. Certo. “Abbiamo consegnato la squadra nelle mani del sindaco – dice il presidente Giuseppe Dinisi –, quest’anno non è come nelle passate stagioni: come gruppo ci tiriamo fuori, chi vuole la squadra a costo zero vada dal sindaco. Noi per il momento ci facciamo da parte“. Cerignola, dunque, che potrebbe scomparire dalla mappa calcistica: si rischia di fare il botto. “Noi siamo fuori, adesso vediamo se ci sono persone che amano il calcio cerignolano – dice Dinisi –, in questi anni e nelle ultime settimana molti avevano visto la nostra presenza “ingrombrante”, ora non ci siamo più, non ci sono più alibi“. Conto alla rovescia già scattato: se entro il 25 luglio (termine di iscrizione al campionato) non ci saranno nuove forze, il Cerignola scomparirà e tutti i giocatori della società (settore giovanile compreso) saranno liberi di accasarsi altrove. Il Cerignola in un colpo solo perderebbe non solo la prima squadra ma soprattutto il fiorente settore giovanile che in questa stagione con gli “Allievi” e con la “Juniores” ha disputato le finali nazionali dopo aver vinto quelle regionali. Un danno enorme per tutto il mondo calcistico gialloblu. Il presidente Dinisi e il dg Francesco De Cosmo non ne vogliono più sapere della squadra. Il presidente Dinisi continua a guardarsi intorno e cercare chi lo potrebbe sostituire. Il tempo è tiranno, perchè la documentazione deve essere preparata e spedita entro un paio di settimane. Ora il sindaco aspetterà che qualche imprenditore si faccia avanti, ma ad oggi nessuno è andato a bussare alla sua porta e la situazione sembra essere sempre più meno rosea. Ora bisognerà contattare il primo cittadino che ha in mano la squadra a “costo zero”. “Ho dato tanto a questa società – chiarisce subito il presidente Giuseppe Dinisi -, e nessuno in questi annni si è fatto avanti per darmi una mano nonostante sia ormai da tempo che continuo a lanciare appelli. Sono stato sempre solo, oggi come ieri e non posso andare avanti”. Le scadenze incombono: in poche parole se non succede nulla fino alla prossima settima il Cerignola potrebbe ritrovarsi con un pugno di mosche in mano dopo tutto quello di buono ha fatto in questa stagione: senza un allenatore, senza giocatori e senza una squadra. Una cavalcata strepitosa con l’arrivo della prima coppa Regionale e poi la disputa degli spareggi nazionali fino alla finalissima di Rieti dove i gialloblu persero la possibilità di accedere alla seire D al 97′. “Non possiamo fare il passo più lungo della gamba – conclude Dinisi -: questa volta non ci casco, non so cosa succederà, ma non vado avanti l’ho detto al sindaco, lo dico a tutti. I tifosi e la città sanno quanto io e la mia azienda abbiamo dato al calcio cerignolano”. L’impressione è che il calcio, dopo tanti anni, a Cerignola potrebbe davvero sparire. Diversi giocatori hanno contattato la società in questi giorni per programmare il loro futuro. “Sono stato chiaro con loro: ognuno può andar dove gli pare, io non sono più il presidente”. Non resta che aspettare, anche se i tifosi sono adesso in ansia per la sorte di quella che per loro è più che una fede. Le prossime saranno ore drammatiche: nei tifosi, come è normale, serpeggia l’ansia, la tristezza, l’amarezza, quasi la disillusione per una storia il cui finale sembra ormai già scritto. Anche se un flebile fiammella di speranza resta accesa. E poi tra i supporter si coglie lo shock per un incubo sportivo nato d’improvviso, ma che in poche settimane si è ingigantito fino, in queste ore, a tramutarsi lentamente in realtà.
Antonio Villani – La Gazzetta del Mezzogiorno
Per ora calma piatta, ma il futuro del Cerignola si tinge di rosanero
Il presidente del Palermo Zamparini declina l’invito del sindaco Giannatempo, ma soltanto momentaneamente.
Prosegue la calma piatta sulle vicende dell’Audace Cerignola: un silenzio che fa presagire che nulla possa mutare in relazione al possibile cambio al vertice della società. In verità, alcuni giorni orsono, il sindaco Giannatempo aveva dichiarato di aver intrapreso contatti con tre imprenditori, ma gli stessi stavano temporeggiando, prendendo ogni misura per valutare la fattibilità o la reale volontà di infondere denaro ed energie nel calcio cittadino. Allo stato attuale, e da quanto ci risulta, non ci sono all’orizzonte possibili acquirenti, animati da un deciso e risoluto desiderio di rilevare la squadra: sono sempre da considerare eventuali colpi di scena, malgrado tale possibilità abbia delle percentuali molto basse.
Tutto questo mentre si approssima la scadenza per la presentazione della domanda di ripescaggio in serie D: entro il 5 luglio (dunque venerdì) dovrà essere stanziata e versata una fidejussione tra i 50-60 mila euro, somma che in ogni caso verrà restituita qualora gli esiti fossero negativi. L’immobilismo ovviamente si ripercuote anche sulla sfera tecnica, poiché nessun annuncio è stato dato per ciò che concerne il mercato o le variazioni del parco calciatori: ciò è dovuto soprattutto all’incertezza (ma nemmeno poi tanto) sul campionato da disputare, anche se nelle ultime stagioni di campagna acquisti la prassi è stata di tesserare elementi tra fine luglio ed inizio agosto. Addirittura, c’è chi azzarda la prospettiva Zamparini: il presidente del Palermo aprirà in futuro un centro commerciale a Cerignola. Giannatempo ha provato ad imbastire un discorso con l’imprenditore friulano che ha declinato, sostenendo che «fin quando non sarò operativo sul territorio, non ne voglio sapere».
Emanuele Parlati per “Il Mattino di Foggia e Provincia”
Campionato di Eccellenza
Calma piatta e punti interrogativi
Poche società attive sul mercato. La Virtus Francavilla al posto del Manfredonia.
Pochi movimenti, è quasi calma piatta fra i 16 club che saranno ai nastri di partenza del prossimo campionato di Eccellenza. Il salto in D del Manfredonia attraverso i playoff ha liberato un altro posto che sarà occupato dalla Virtus Francavilla, piazzatasi alle spalle del Casarano nel girone B di Promozione con molti più punti rispetto all’Ascoli Satriano, seconda nel girone A: 88 contro 74. Dunque il massimo torneo dilettantistico regionale dovrebbe essre così composto: le 8 baresi Atletico Mola, Polimnia, Terlizzi, Sudest, Quartieri Uniti, Terlizzi, Fortis Trani e Libertas Molfetta; le 2 foggiane Audace Cerignola (salvo non sia ripescata in D per la questione-Fermana) e Vieste; le 2 tarantine Manduria e Grottaglie; le 4 leccesi Copertino, Casarano (che però spera nel ripescaggio in D), Gallipoli e Galatina; e appunto la brindisina Virtus Francavilla. Ma ci sono dei punti interrogativi.
MOLA – E’ uno dei pochi club che si è mosso confermando in panchina Mimmo Caricola e nell’area tecnica il ds Alfredo Piarulli. Quanto alla squadra molto dipende dal budget a disposizione del presidente Agostino Divella: si punta alla riconferma di Petruzzelli, Millan, Fumai, Rizzi, Schirone, Mastrolonardo, Giacco, Zonno e degli under Pagnelli e D’Ambruoso. Si parla di un ritorno degli attaccanti Petaroscia e Ladogana, due anni fa protagonisti della promozione in Eccellenza.
POLIMNIA – La squadra sarà iscritta al campionato ma non è detto che giochi a Polignano. La dirigenza lamenta la scarsa attenzione dell’Amministrazione comunale. E anche i tifosi, visto lo striscione esposto sotto l’abitazione del sindaco (foto): “Polimnia in Eccellenza e non trovi aiuti alla presidenza? Vergogna”. Non ancora sciolto il rebus allenatore: una pista porta a Lorenzo Catalano, nella scorsa stagione protagonista di un ottimo girone d’andata con i Quartieri Uniti Bari. Ipotesi suffragata dal fatto che l’anno scorso la Juniores della Polimnia era costituita da ex ragazzi del Green Park dove il tecnico ha allenato prima dell’esperienza con la formazione del San Paolo. Ma resta in piedi anche la possibilità di una conferma di Gianfranco Mancini, reduce da due ottimi campionati sulla panchina rossoverde.
SUDEST – La matricola non ha ancora risolto il problema-campo per le gare interne (potrebbe essere il sitentico di San Pio) ma è attiva sul mercato: volti nuovi il portiere Portoghese, il centrocampista Di Gennaro, l’attaccante Pastore. Confermati alcuni degli artefici della promozione (Colella, Blonda, Clementini, Carrassi e De Giosa). E ovviamente mister Roberto D’Ermilio in panchina.
TERLIZZI – Nei prossimi giorni si deciderà il futuro del club rossoblù. Gli ex presidenti d’Alesio, Vendola e Ruggiero hanno deciso e comunicato da tempo che non continueranno a gestire il club. Se nessuno si farà avanti nelle prossime settimane la città dei fiori rischia di rimanere senza calcio (ne riferiamo più ampiamente a parte).
LIBERTAS MOLFETTA – E’ Lele Loconsole il nuovo allenatore al posto di Angelo Sisto. Il centrocampista Danilo Favia, classe ’94, tra gli under più in luce nella passata stagione è stato acquistato dal Chievo Verona che dovrebbe girarlo ad una società di categoria inferiore.
LE ALTRE – Ancora venti di crisi a Gallipoli dove il presidente Marcello Barone getta la spugna: “E’ giunto il momento di mollare completamente la presa, non ci sono più le condizioni per continuare il progetto calcistico che così faticosamente abbiamo cercato di portare avanti in questi due anni di gestione societaria, risollevando le sorti sportive della città dopo la catastrofica caduta all’indietro”. Grido d’allarme anche da Copertino, dove il presidente Maurizio Fanuli chiede garanzie al Comune: “Oltre che in Eccellenza, siamo impegnati in tutti i campionati giovanili delle varie categorie, in quanto proprio il vivaio è il nostro fiore all’occhiello. Per gli allenamenti e per le partite però servono i campi. Ebbene, spero che l’amministrazione comunale voglia venirci incontro e dia la massima disponibilità mettendo a nostra disposizione le diverse strutture cittadine. Se troverò la disponibilità che auspico mi darò subito da fare per pianificare la nuova annata agonistica; in caso contrario potrei decidere per il mio disimpegno“.
I venti di crisi soffiano forte anche a Manduria dove la società consegna il titolo nelle mani del sindaco cui ora spetta trovare una soluzione. Tanta l’amarezza della dirigenza biancoverde che in una nota scrive: “Alla base di tale decisione c’è l’amara constatazione del disinteresse da parte del notevole tessuto imprenditoriale manduriano nei confronti della massima espressione del calcio cittadino. La scrivente Società Sportiva, impegnata da anni a promuovere i reali valori dello sport inteso come aggregazione sociale, allo stato dei fatti non ha ricevuto sostegno di alcun tipo, percorrendo praticamente, con le sole forze economiche di pochi affezionati, la via dell’associazionismo sportivo. Risulta, purtroppo, non più ipotizzabile un immediato e futuro impegno economico da parte di questa Società, ormai abbandonata da tutto e tutti, ed impossibilitata a garantire continuità di risultati ed una dignitosa permanenza nel calcio che la Città di Manduria merita“.
calcioclub
Manfredonia: Antonio Calabro
candidato alla panchina
Il tecnico salentino potrebbe subentrare a mister Cinque sulla panchina dei sipontini del Manfredonia
Anche a Manfredonia, come in molte altre piazze calcistiche pugliesi, vige il cartello “lavori in corso”. La società sipontina, neo promossa in Serie D, è in procinto di avvalersi di nuovi soci, forze fresche che oltre ad un sostanziale aumento di capitale, porterebbero anche dei cambiamenti a livello tecnico. Ed è legato proprio a questo discorso il nome del salentino Antonio Calabro, lo scorso anno a Gallipoli, come candidato alla sostituzione di mister Francesco Cinque sulla panchina dei delfini bianco-azzurri. Comunque mister Calabro, come già ascoltato dalle parole del Direttore Sportivo del Nardò è anche uno dei papabili per la guida tecnica della società leccese. Però ripeto nel momenti in cui dovessere subentrare all’interno del sodalizio sipontino nuovi soci, il nuovo Direttore Sportivo al 90% dovrebbe essere Stefano Trinchera di Copertino che porterebbe in dote Antonio Calabro. Però nulla è stato ancora definito e se rimanesse il presidentissimo Antonio Sdanga come massimo dirigente, allora mister Cinque continuerebbe l’ottimo lavoro fin qui svolto sulla panchina del Manfredonia. E’ ovvio che fino a quando non saranno definite queste situazioni, il mercato rimane bloccato. Anche se come abbiamo appreso sempre dalle parole del vulcanico Diesse Tonio Martano del Nardò, bomber Raphael Carminati (classe ’85) è uno degli obiettivi concreti dei granata.
Ma Carminati, 18 gol nella stagione appena conclusa, occorre tenerlo ad ogni costo, perchè sia lui che il compagno di reparto Di Pinto hanno fatto le fortune del Manfredonia. Vede la porta come un numero nove, accarezza il pallone come un numero dieci. Se sta bene è un lusso per la categoria. Per concludere un “rumors” di mercato, il gioiellino sipontino Antonio Simone (06/11/1995) sembra ad un passo dal passaggio alla Ternana. Il mercato è appena cominciato……..
Giuseppe Marchitelli – pugliacalcio24
Terlizzi: Chiusa l’era-d’Alesio
città senza calcio?
“Se non ci saranno novità entro il 18 luglio, Terlizzi rischia di restare senza calcio“: il patron Salvatore d’Alesio (foto) non usa giri di parole per spiegare quanto la situazione sia complicata. E parla di promesse non mantenute dall’Amministrazione comunale, non solo per salvare il titolo sportivo. “Un anno fa mi convinsero a tornare dopo l’esperienza a Monopoli, promettendomi un sostegno, ma non c’è stato nulla“.
Un sostegno in che termini?
“Avrebbero dovuto far avvicinare altri imprenditori, ma nessuno si è proposto. E sto aspettando ancora che l’Amministrazione paghi i 50 abbonamenti dati dalla società. Appena 2500 euro, eppure niente. Dice che non possono elargire contributi per la squadra di calcio. E allora perché presero gli abbonamenti con la promessa di pagarli?“.
Nel frattempo la squadra che fine farà?
“Non ho voluto cedere il titolo ad altre piazze. Il Terlizzi Calcio è una mia creatura e voglio che resti qui. Anche il sindaco sostiene che il titolo da qui non si muove, ma è un’affermazione a cui non seguono i fatti“.
Nessuna richiesta?
“Nessuna. La squadra di calcio è patrimonio della città ma credo che agli imprenditori locali non importi. Se entro il 18 luglio, quando scadranno i termini per l’iscrizione al campionato di Eccellenza, nessuno rileverà il titolo, il calcio a Terlizzi scomparirà“.
Con l’Amministrazione è ancora aperta la vertenza campo sportivo?
“In base alla convenzione stipulata nel 2007, in qualità di gestore mi era consentito poter utilizzare la struttura per spettacoli e concerti in modo da poter recuperare fondi per la gestione. Ma nel 2008 , quando stavo per portare alcuni spettacoli del Petruzzelli, mi dissero che non c’era l’agibilità. Allora chiesi il risarcimento-danni, avuto solo per il primo anno. Poi l’Amministrazione l’ha sempre promesso ma non ho erogato più un euro. Gli accordi verbali presi con la vecchia e l’attuale Amministrazione non sono stati rispettati“.
Comunicato Ufficiale Manduria
Titolo sportivo nelle mani del sindaco
“Dopo aver ottenuto la salvezza, conquistato il Campionato Regionale Juniores e disputato perfino la Finale Nazionale Juniores, i soci della Società Sportiva U.G.MANDURIA SPORT, in questo mese di giugno, hanno stilato un consuntivo sull’andamento della stagione appena conclusa, momento di importante riflessione e non certo di ‘’assenza’’ o ‘’mutismo’’. In seguito a varie riunioni e considerata la mancanza di sostegno e supporto, nonostante il comunicato precedentemente diramato, in cui si informava la stampa e la cittadinanza tutta della possibile scomparsa della società, io sottoscritto Cosimo Massafra, legale rappresentante dell’U.G.MANDURIA SPORT, congiuntamente a tutti i soci e consiglieri, siamo giunti alla decisione comune di consegnare il titolo sportivo dell’U.G.MANDURIA SPORT al Sindaco, dott. Roberto Massafra. La società, sebbene quest’anno abbia raggiunto tutti gli obiettivi prefissatisi alla vigilia, ha constatato l’impossibilità di affrontare un ulteriore campionato alle condizioni preesistenti. Le istituzioni non hanno mai garantito giusta assistenza, e solo pochissime aziende ed imprenditori locali, a cui va un sentito ringraziamento, si sono dimostrati interessati alle sorti del calcio locale. Questa società, quindi, consegna gratuitamente il titolo sportivo all’Amministrazione Comunale di MANDURIA, invitandola a trovare nuove soluzioni per impedire la scomparsa del calcio in questo paese. Certi che questa Amministrazione Comunale possa avere cura per dovere morale della sopravvivenza del calcio manduriano, al fine di poter tempestivamente provvedere all’imminente iscrizione al massimo Campionato Regionale di Eccellenza e al Campionato Regionale Juniores, con scadenza il 25 Luglio p.v., ed alla successiva gestione, rimaniamo a completa disposizione per ogni eventuale ed aggiuntivo chiarimento. Mi permetto di vincolare la succitata consegna del titolo alla possibilità che lo stesso rimanga solo ed esclusivamente a Manduria“.
Due umori differenti a Manfredonia e Cerignola
pianificazione della D e rammarico
Due situazioni diverse tra pianificazione della D e rammarico per quanto succede nella città ofantina e la mancata iscrizione della Fermana.
Due umori differenti che si respirano in due delle più importanti piazze della Capitanata calcistica.
Manfredonia e Cerignola vivono ore importanti per il proprio futuro, con stati d’animo differenti e con situazioni assurde come la diatriba tifosi-società che continua a caratterizzare gli ultimi scenari del calcio cerignolano e la certezza della mancata iscrizione alla D della Fermana (che superò il Cerignola in finale di Coppa Italia Dilettanti vincendo la coppa, ma anche l’approdo alla categoria superiore).
Non una beffa, come in molti la vogliono definire, ma un chiaro rispetto di regole che. comunque hanno dell’assurdo, in quanto il Cerignola come finalista del torneo, ma a questo punto aggiungerei a titolo personale anche le due perdenti delle semifinali, avrebbe il sacrosanto diritto di partecipare alla graduatoria dei ripescaggi, aldilà della mancata iscrizione della Fermana. Invece il regolamento non prevede tale prerogativa e neanche la mancata iscrizione della società marchigiana potrebbe includere i “cigni” ofantini al prossimo campionato di serie D.
Ma a questo punto la domanda sorge spontanea. Il Cerignola avrebbe la forza economica di affrontare un campionato di serie D? L’attuale dirigenza forse no, con un Dinisi che sembra sempre più lontano e con la tifoseria che spinge per il suo allontanamento, misto a quello di tutti i suoi “compagni di viaggio”, ma certamente con il salto di categoria, la tanto sospirata cessione della società o l’avvicinamento di forze esterne che il sindaco Giannatempo ha messo nel suo taccuino tra le cose importanti da fare, sarebbe stata sicuramente più semplice.
Aria diversa, intanto, si respira a Manfredonia. In seno all’Adriatico c’è una società che ha appena ripreso a masticare calcio pianificando il primo passo verso la prossima serie D. L’iscrizione al campionato Abruzzese-Marchigiano. I tanti derby che ha affrontato il Foggia quest’anno, o l’esperienza vissuta anni fa nella cavalcata del Donia targato Riccardi, o ancora l’opportunità di disputare un girone agonisticamente meno duro di quello pugliese-campano, sono alla base di questa decisione. E le distanze non preoccupano, in quanto anche raggiungere il tarantino e il brindisino in Puglia e il casertano in Campania, non è così agevole, partendo da Manfredonia.
Si sta pensando anche all’allargamento della base societaria, passo fondamentale per la costruzione della squadra che affronterà il prossimo campionato, ovunque esso sia. Senza nuova linfa, difficilmente ci si muoverà per il mercato. La settimana che è appena cominciata sarà fondamentale in questo senso.
Fabio Lattuchella per “Il Mattino di Foggia e Provincia”
Manfredonia Calcio ufficiale la richiesta
di iscrizione al girone Marche-Abruzzo
Dopo la promozione in Serie D, per il Manferdonia è la volta della pianificazione per la prossima stagione. Come primo passo, la società sipontina ha chiesto l’iscrizione al girone marchigiano-abruzzese, ed ora attende ora la risposta da parte della Lega di Serie D. Intanto si lavora a fari spenti per un allargamento della società con l’ingresso di nuovi soci che possano permettere un futuro senza particolari affanni.
Settimana prossima ci saranno sostanziali novità in merito al nuovo assetto societario, e solo allora potrà partire il mercato della nuova stagione 2013-2014. Come più volte espresso, è intenzione della società muoversi con cautela e senza follie economiche, puntando innanzitutto alla conferma dei big in squadra e dell’ossatura che ha permesso la promozione. Certo infine, l’anticipo della data del ritiro rispetto agli ultimi tre anni, visto che il campionato di serie D ha inizio qualche settimana prima di quello di Eccellenza.
Graziano Sciannandrone – manfredonianews.it
Audace Cerignola
Oltre il danno, la beffa
Oltre il danno, la beffa. Adesso è ufficiale con tanto di comunicato stampa: la Fermana, che aveva battuto all’ultimo minuto l’Audace Cerignola nella finale di Coppa Italia a Rieti, precludendo così l’accesso alla serie D degli ofantini, non si iscriverà alla serie Dilettanti Nazionali.
Ma il posto mancante non spetterà al Cerignola, ma andrà nel calderone del ripescaggio per tutte quelle squadre che non riusciranno ad iscriversi. Cerignola davvero sfortunata in tutto e per tutto. Quattro finalissime (tra Coppa e Play-off nazionali) perse negli ultimi sei anni con squadre che poi sono sparite dalla mappa calcistica nazionale (vedi Carini). Insomma questa serie D per il Cerignola sembra maledetta. Cercata, voluta affannosamente negli ultimi anni per poi vedere San Severo (matricola) e Manfredonia volare via nella serie superiore. Peccato, anche perchè con la rinuncia della Fermana la cosa fa ancora più male. Per i marchigiani una stagione trionfale che viene vanificata sull’altare delle difficoltà economiche.
Sì, perché l’attuale dirigenza, quella che ha in gestione l’Unione Sportiva Fermana dalla proprietà toscana fino al prossimo 30 giugno, non ha la forza economica per disputare il prossimo campionato. Intanto il sindaco Giannatempo chiede l’intervento dell’imprenditoria locale. “Invito gli imprenditori ad assumersi la responsabilità per acquisire con solide basi ed una precisa programmazione la società, conscio che i tempi per la presentazione della domanda di ripescaggio è agli sgoccioli. La dirigenza dimissionaria merita rispetto ed attendibilità per quanto fatto negli ultimi anni; invito i tifosi a riannodare i rapporti umani e di tifo con i dirigenti uscenti e con quelli eventualmente in ingresso – ha rimarcato il sindaco –. Ho sentito diverse persone, chiedendo di pensare al futuro: dobbiamo augurarci il salto in D, programmando con garanzie di serietà e continuità“.
Intanto il presidente Dinisi non ha ufficialmente parlato di dimissioni da parte sua. “Qualora il tentativo del sindaco non trovasse sbocchi – ha detto ancora Dinisi – mi muoverò in un’altra direzione, ma il calcio a Cerignola non morirà“.
Il tempo stringe per un ripescaggio che resta molto complicato, ma che tutti sperano e si augurano di provarci almeno.
Antonio Villani – La Gazzetta del Mezzogiorno
San Severo: Ricciardelli confermato.
Soci in entrata.
Il San Severo riparte dalla conferma dello stadio di casa, la garanzia arriva dai vertici societari. Tris di ingressi in società.
Il prossimo anno l’U.S.D. San Severo disputerà al ‘Ricciardelli’ le gare casalinghe del campionato di serie D. La garanzia di tale assunto proviene direttamente dai vertici del sodalizio neopromosso al quinto campionato nazionale, facendo dunque chiarezza sui prossimi passaggi cruciali che riguarderanno la necessaria messa a norma del glorioso impianto sanseverese. Al momento il Comune di San Severo sta valutando una serie di preventivi per dare inizio ai lavori necessari. L’inizio degli stessi è previsto entro i primi dieci giorni del prossimo mese, ma, fanno sapere ancora i dirigenti giallogranata, in qualunque caso, anche se l’Amministrazione non dovesse trovare l’accordo, i lavori partirebbero a carico della stessa società.
L’U.S.D. San Severo dunque conferma ciò che era già trapelato nelle scorse settimane, cioè l’intenzione, in ultima ipotesi, di arrivare persino a sobbarcarsi le spese del rifacimento delle strutture tecniche del ‘Ricciardelli’, pur di non essere costretta ad emigrare in altri lidi.
Intanto la compagine societaria dauna si è ulteriormente allargata con l’entrata di tre nuovi soci, Marco Iacovino, Vittorio Pazienza e Matteo Equestre. Sul fronte mercato invece, l’U.S.D. San Severo è in contatto con tanti possibili obiettivi, a testimonianza di una motivata reputazione del progetto tecnico messo in campo ormai quattro anni fa. Al momento David Trovato e il centrocampista originario di Cerignola, De Santis, sembrano ad un passo dal vestire la maglia giallogranata.
Antonio Pio Cristino – Il Mattino di Foggia e Provincia
Le pagelle del Manfredonia 2012/13…
un trionfo e la D!
Ecco le pagelle di fine stagione del Manfredonia 2012/13 targato Mr. Cinque. Il migliore risulta essere bomber Carminati, che ha trascinato la squadra alla meritata serie D con i suoi gol e giocate da categoria superiore. Il Manfredonia deve ripartire da lui.
Della Torre 7,5: esempio di professionalità dentro e fuori dal campo. La finale di ritorno a Campofranco il giusto premio ad una carriera straordinaria;
Leo 8: il suo esordio con il Vieste è il bigliettino da visita del portierino tanto amato dai tifosi. Decisivo più volte nell’arco della stagione;
Rinaldi 6,5: parte titolare con D’Arienzo e con Cinque nei playoff nazionali. All’occorrenza c’è;
Quitadamo 7-: il suo ruolo è esterno destro nel centrocampo a 5. Da esterno basso soffre in fase di marcatura;
Paglione s.v.: ingiudicabile;
D’Arienzo 8: baluardo centrale tutta forza e grinta. Implacabile nel gioco aereo, sempre corretto nei contrasti. Fa la differenza;
Corbo 7-: alla ricerca della continuità, disputa ottimi playoff. Stagione in crescita;
Papagno 7+: tatticamente perfetto. Accusa un leggero calo ma poi si riprende alla grande nei playoff;
Vairo 6,5: da lui ci si aspetta qualcosa in più. Il suo contributo nella prima parte della stagione è importante;
D’Angelo s.v.: ingiudicabile;
Simone 7: cresce molto rispetto alla passata stagione, più mordente e personalità;
Totaro 7: gioca poco ma non delude mai tatticamente. Migliorato in fase di impostazione;
Pollidori 8: si sacrifica a difensore centrale e non va, parte in sordina a centrocampo ma…diventa ogni domenica sempre più padrone del suo reparto. Inventiva e fisicità da vendere;
Romito 7,5: altra stagione da incorniciare. Dà tutto il capitano, un esempio per i giovani;
Portosi 7,5: l’avevamo presentato come un top player e lui non ci ha smentiti. Un fenomeno di tecnica, devastante sulla corsia;
Scarano 6,5: gioca poco ma è ordinato e pulito nei fraseggi. Un jolly sempre a disposizione;
Moro 7+: meriterebbe 9 per la sua carriera a Manfredonia. Una stagione ad alti livelli nonostante spesso fuori ruolo;
Trotta 7,5: finale da incorniciare. Una media gol vertiginosa, tenacia da vendere;
Di Pinto 8: girone d’andata da capocannoniere. Poi viene arretrato e si sacrifica per la squadra, da lui però tanti assist. Il grande primo colpo di mercato di Ciuffreda;
Carminati 9: il bomber ritrovato. Trascina la squadra alla meritata serie D con i suoi gol e giocate da categoria superiore. Il Manfredonia deve ripartire da lui.
Cinque 8: inizia tra mille difficoltà e finisce in trionfo.
Stefano Favale
Audace Cerignola… I tifosi chiamano
ma nessuno risponde
Per ora resta Dinisi al timone dell’Audace Cerignola, ma la tifoseria sarebbe disposta a prendersi carico della gestione della squadra pur di mandarlo via.
Una nuova puntata delle querelle tra società e tifoseria dell’Audace Cerignola si è consumata la scorsa settimana, precisamente giovedì 20 giugno: nella sede degli ultras, si è tenuto un incontro con la presenza del presidente Dinisi e del sindaco Giannatempo. Il confronto è stato schietto ed in alcuni frangenti acceso, senza però eccedere: i sostenitori gialloblu hanno subito incalzato il massimo dirigente, invitandolo alle dimissioni. Ringraziando per quanto fatto nelle ultime stagioni, i tifosi (che non vedono prospettive future volte a calcare palcoscenici più importanti dell’attuale Eccellenza) hanno spiegato che sarebbe ora di passare la mano, cedendo la società a costo zero, candidandosi ad assumere essi stessi la gestione, se nel caso.
Dinisi, dal canto suo, ha affermato di non farne una questione di denaro: è disposto a farsi da parte, purché la nuova dirigenza non disperda i risultati raggiunti nel recente passato, in particolar modo quelli del settore giovanile, in costante crescita. Il primo cittadino poi, nel corso del faccia a faccia, si era dato due giorni di tempo per valutare eventuali trattative, appellandosi alla responsabilità degli imprenditori locali; tuttavia, trascorso tale termine, non sono trapelate novità e, dunque, almeno per il momento, resta in carica la proprietà presente. I gruppi organizzati del tifo inoltre sostengono compatti la richiesta di ripescaggio in serie D (prospettiva, lo ribadiamo, molto ardua): la scadenza ultima per presentare la domanda è fissata al 5 luglio, ma il quadro generale è ancora a tinte molto fosche. Per raggranellare la somma richiesta, serve denaro che non pare essere in cassa: probabilmente toccherà a Giannatempo fare da mediatore per accontentare la più urgente prerogativa dei simpatizzanti dell’Audace.
Emanuele Parlati – Il Mattino di Foggia e Provincia
Manfredonia Calcio
Cosa riserverà il futuro?
Dopo i festeggiamenti per la promozione in serie D del Manferdonia, tecnico e calciatori attendono di conoscere il futuro. Il presidente onorario Lino Troiano auspica un allargamento della base societaria.
Rien à signaler. Niente da segnalare, se non le solite e più insistenti voci secondo le quali ci potrebbe essere un ritorno di fiamma dell’ex presidente Angelo Riccardi, ora sindaco della città. A dire il vero, secondo i bene informati in settimana dovrebbe esserci un incontro tra le parti, ma in tale direzione non ci sono conferme né smentite per il semplice motivo che almeno una delle parti, ovvero l’attuale presidente del club Antonio Sdanga, l’unico che ufficialmente può condurre qualsiasi tipo di trattativa, è risultato irraggiungibile per tutto il fine settimana. E allora non è rimasto che il buon Lino Troiano, il presidente onorario quale unico e disponibile interlocutore.
“Sembrerà strano – confessa candidamente Troiano – ma dopo i festeggiamenti per la promozione della squadra in serie D è come se ogni tipo di comunicazione interna si fosse interrotta. Ovviamente, potrebbe trattarsi di quel riposo fisiologico conseguente a momenti di gioia come quello che abbiamo appena vissuto”.
E ci può stare. Ma da oggi, cosa accadrà? “Con altrettanta franchezza – continua – vi dico che non so cosa potrebbe verificarsi in questi giorni, ma è chiaro che spero di potervi essere utile, anche perché non abbiamo molto tempo a disposizione per pianificare ogni qualsivoglia discorso futuro”. Cioè? “Sarebbe da sciocchi non pensare già al futuro. Dopo tre anni di sacrifici e di impegni, questa nuova realtà, necessita di maggiori attenzioni. E quando parlo di attenzioni, intendo diversi aspetti, nessuno escluso”. Compreso un nuovo assetto societario? “Questa è sicuramente la prima priorità – conclude Troiano -. Il mio augurio, infatti, è che ci sia un allargamento della base societaria”.
Antonio Guerra – Il Mattino di Foggia
Audace Cerignola
Potrebbe nascere un’alternativa
Potrebbe nascere “un’alternativa” all’Audace Cerignola. Una squadra e di conseguenza una società che possa iniziare un percorso calcistico nuovo. Nei giorni scorsi le prime indiscrezioni, oggi arrivano le prime indicazioni che parrebbero confermare quelle che sembravano essere solo delle voci. Tanti indizi che messi insieme cominciano a delineare delle prove. Ad oggi si sa ancora poco di quanto sta succedendo nel corso delle riunioni che pare si susseguano in questi giorni. Pare che alcuni imprenditori locali si stiano attivando concretamente per la nascita di un nuovo sodalizio calcistico che possa innescare curiosità tra i simpatizzanti della città. Diversi soggetti in campo: tra sponsor e soci del sodalizio che vogliono scommettere su un’alternativa all’Audace Cerignola. E pare che si stiano accellerando i tempi per venire allo scoperto e annunciare già tra qualche giorno l’organigramma della società e la categoria da cui ripartire (potrebbe essere la Prima o anche la Terza).
Pare che sia stato già contattato un allenatore e già diversi giocatori che potrebbero fare al caso. La nuova società punterebbe anche sul settore giovanile con una serie di categorie a cui partecipare (Allievi, Giovanissimi, Esordienti ecc.). Ad oggi solo indiscrezioni ma gli spifferi arrivano, ora, forte e chiaro.
La settimana prossima potrebbe essere quella decisiva per iniziare ad avere le prime notizie in merito a questo progetto e a conoscere i primi volti. Intanto tutto tace sul versante dell’Audace nonostante le promesse fatte ai tifosi durante un incontro in cui erano presenti, nella sede degli ultras dell’Audace Cerignola di via Galliano, tifosi, società (rappresentata dal presidente Dinisi) ed il sindaco Antonio Giannatempo. Il sindaco aveva detto a chiare lettere che si doveva impegnare a reperire eventuali acquirenti. Ad oggi, nulla di tutto questo. I tempi stringono per iniziare a programmare la prossima stagione. Il presidente Dinisi non ha ufficialmente parlato di dimissioni da parte sua. “Qualora il tentativo del sindaco non trovasse sbocchi mi muoverò in un’altra direzione, ma il calcio a Cerignola non morirà“. Probabilmente no, se ne saprà di più già nella prossima settimana con le prime mosse dell’Audace e della sua “alternativa”.
Antonio Villani – La Gazzetta del Mezzogiorno
Audace Cerignola e la Serie D
Si presenterà domanda di ripescaggio.
La domanda di ripescaggio in serie D si farà ed il titolo sportivo potrebbe essere lasciato nelle mani del sindaco.
E’ quanto merso l’altra sera durante una riunione faccia a faccia, nella sede degli ultras dell’Audace Cerignola di via Galliano, tra tifosi, società (rappresentata dal presidente Dinisi) ed il sindaco Antonio Giannatempo. Al centro della discussione il futuro della società e i possibili scenari per il futuro. I tifosi hanno chiesto chiarezza sulla prossima stagione e su quali saranno i movimenti della dirigenza attuale. Se la società è in fase stallo, sono stati i tifosi a prendere di petto la situazione e a creare i presupposti dell’incontro con una folta presenza di simpatizzanti.
Il sindaco Giannatempo ha detto a chiare lettere che si impegnerà a reperire nelle prossime 24-48 ore eventuali acquirenti ed ha parlato di una trattativa con un noto imprenditore locale che sembrava adecollare ma che, almeno per il momento, è naufragata. Alla riunione anche il presidente della società gialloblu, Giuseppe Dinisi che ha ammesso. “Se c’è qualche serio imprenditore io mi faccio da parte – ha rimarcato il patron dei gialloblu – ma voglio che ci sia continuità rispetto a quanto fatto negli ultimi anni non scollegando la prima squadra dal settore giovanile, tanto cresciuto ultimamente. Sono disponibile a qualsiasi trattativa di cessione o di affiancamento“.
Poi il sindaco Giannatempo ha fatto delle promesse e ha chiesto l’intervento dell’imprenditoria locale. “Invito gli imprenditori ad assumersi la responsabilità per acquisire con solide basi ed una precisa programmazione la società, conscio che i tempi per la presentazione della domanda di ripescaggio è agli sgoccioli (scade il 24 giugno ndc). La dirigenza dimissionaria merita rispetto ed attendibilità per quanto fatto negli ultimi anni; invito i tifosi a riannodare i rapporti umani e di tifo con i dirigenti uscenti e con quelli eventualmente in ingresso – ha rimarcato il sindaco –. Ho sentito diverse persone, chiedendo di pensare al futuro: dobbiamo augurarci il salto in D, programmando con garanzie di serietà e continuità“.
Intanto il presidente Dinisi non ha ufficialmente parlato di dimissioni da parte sua. “Qualora il tentativo del sindaco non trovasse sbocchi mi muoverò in un’altra direzione, ma il calcio a Ceirgnola non morirà“.
Il tempo stringe per un ripescaggio che resta molto complicato, ma che tutti sperano e si augurano di provarci almeno.
Antonio Villani – La Gazzetta del Mezzogiorno
San Severo
I tifosi chiedono chiarezza
Ci si augura che per il San Severo la prossima settimana sia quelle delle risposte. I tifosi chiedono chiarezza sulla situazione del campo sportivo “Ricciardelli”. Ad oggi è impensabile un debutto sul campo amico: è tutto fermo e il tempo corre. Il futuro del sodalizio giallogranata parte dalla prossima settimana con le scadenze da onorare, la possibilità di nuovi ingressi in società. Sono tutti argomenti che devono trovare risposte concrete, anche perché il tempo stringe e si dovrà operare bene, per difendere a tutti i costi questa benedetta serie D, conquistata con grandissimi sforzi da parte della società stessa, della squadra del mister e di tutti i tifosi.
Questi tifosi che chiedono risposte e le meritano. Tante scadenze, come detto, in casa giallogranata: si avvicina una nuova avventura ma prima di essere al centro del campo per attendere il fischio d’inizio inaugurale, quello che sancirà l’ufficiale ritorno in D della truppa in giallogranata, si dovrà lavorare dietro le quinte, sotto il piano organizzativo ed anche del materiale cartaceo da presentare agli organi preposti tra cui i criteri infrastrutturali la documentazione necessaria per giocare all’interno dello stadio “Ricciardelli”: contratto, convenzione d’uso o documento equivalente relativo allo stadio e licenza dell’impianto sportivo in tema di leggi di pubblica sicurezza.
“Alternative allo stadio Ricciardelli per noi non ce ne sono – continua a ripetere il patron Marino –. Si farà di tutto per giocare la serie D su questo campo. Dopo 18 anni è giusto che i nostri tifosi possano seguire la stagione calcistica nella nostra città senza recarsi a Lucera o a Foggia“.
Marino conferma il massimo impegno per consentire l’avvio di campionata dallo storico campo di viale San Bernardino. “Nei giorni scorsi il sottoscritto – spiega il presidente Marino –, con l’assessore al patrimonio del comune, Francesco Florio ci siamo recati a Bari per la valutare la richiesta economica della Regione, che chiede 600 mila euro per la cessione del campo al Comune“.
Una cifra, che secondo la società sanseverese sembrerebbe sproporzionata. “Nonostante ciò, l’incontro – aggiunge Marino – è servito a chiarire che tutti i lavori di manutenzione straordinaria regolarmente eseguiti e contabilizzati dall’amministrazione comunale possono essere detratti dalla somma di valutazione fino al 50% della stessa“. Secondo Marino, quindi, all’amministrazione potranno essere riconosciuti e scontati lavori di manutenzione straordinari fino ad un massimo di 300 mila euro.
Dalla società calcistica sanseverese sostengono anche che se il Comune non dovesse acquistare il Ricciardelli, potrebbero essere a rischio anche i lavori di Rigenerazione Urbana.
“Da parte nostra – concludono dalla società – c’è tutta la volontà di collaborare con l’amministrazione per risolvere la problematica“.Antonio Villani – La Gazzetta del Mezzogiorno
Manfredonia Calcio: Una stagione chiusa
in maniera trionfale
Il Manfredonia Calcio comincia con D’Arienzo, poi il ritorno di Franco Cinque e la splendida cavalcata fino alla serie D. Ora i tifosi, passata l’euforia per la festa promozione, attendono con trepidazione di conoscere il futuro.
La storia si ripete. Così come quattordici anni fa, il Manfredonia centra la promozione in serie D attraverso i play off. In pratica, i sipontini hanno ripercorso lo stesso cammino della stagione 1998/99. Come si ricorderà, all’epoca, il Manfredonia si aggiudicò la promozione in serie D a seguito dei risultati (0-0 e 2-0, ndc) ottenuti contro un’altra formazione siciliana, l’Orlandina. Oggi, dunque, si apre una nuova pagina sportiva per i colori sociali dei bianco-celeste. Ma è stata una vittoria finale sofferta, per come era cominciata la stagione. Il Manfredonia comincia la stagione con la guida tecnica di panchina Matteo D’Arienzo.
I primi risultati sono confortanti, poi le tre sconfitte consecutive contro San Severo, Molfetta e Copertino risultano fatali al tecnico sipontino. A novembre ritorna Franco Cinque, la squadra attraverso fasi alterne chiude il campionato alle spalle di San Severo e Molfetta. Cinque, però, testardo come pochissimi, crede nel salto di categoria. Il rush finale è un crescendo di vittorie ed entusiasmo. Il Manfredonia supera la fase regionale battendo Cerignola e Terlizzi. Nella fase regionale, la comitiva bianco-celeste elimina prima il Rende, poi, nella finale, il Campofranco.
Ora la domanda sorge spontanea. E adesso? Da oggi e chissà per quanto altro tempo ancora, tutto ciò che riguarderà il Manfredonia sarà come guardare ai titoli in borsa. Ci saranno le impennate, gli improvvisi cali, poi il livellamento della situazione che porterà gradualmente verso la normale attività. Ciò per dire che stiamo andando incontro ad un periodo durante il quale i se, i ma, i si dice saranno i padroni incontrastati della vita quotidiana dei tifosi e degli addetti ai lavori.
Antonio Guerra – Mattino di Foggia
Manduria
i Tifosi scrivono al Sindaco
Alla c.a. del sindaco di Manduria DOTT. ROBERTO MASSAFRA
Salve, con la presente lettera, vorremmo manifestarLe, tutta la nostra apprensione e preoccupazione, per ciò che concerne la questione “MANDURIA CALCIO”. Come ogni estate, assistiamo alle solite scene di un copione già scritto: terminata la stagione calcistica, il titolo societario viene consegnato, nelle mani del primo cittadino; come ogni estate assistiamo all’incognita di un’iscrizione al campionato; come ogni estate assistiamo ad un disinteresse generalizzato, da parte delle alte cariche politiche, che rappresentano la nostra Città, nel cercare di porre rimedio a questo tormentone, che purtroppo da anni, noi tifosi viviamo.
Il calcio sicuramente, rappresenta lo sport principale della nostra città e di conseguenza l’ U.G. MANDURIA SPORT è la società che è seguita con maggiore interesse dalla cittadinanza. La domenica pomeriggio dunque, rappresenta un grande momento di aggregazione per la Manduria sportiva, in cui i valori dello sport, passione, tifo, calore, uniscono una città intera, nel sostenere i propri colori, i propri beniamini, ed il nome della propria Città. Non riusciamo ad immaginare una domenica pomeriggio, dopo aver pranzato con un bel piatto di “pizzarieddi” e bevuto il nostro “PRIMITIVO”, non affollare i gradoni del “DIMITRI”, non riusciamo ad immaginarci sette giorni dopo, senza partire in trasferta e urlare” MANDURIA” a squarcia gola, senza farci venire i brividi alla pelle e tornare a casa senza un filo di voce; non vogliamo immaginare che il titolo venga acquistato da altra gente, portandolo magari in qualche paese limitrofo e ne cambi la denominazione sociale, cancellando per sempre il nome dell’ U.G. MANDURIA SPORT. Tutto ciò non può accadere, non DEVE accadere.
A testimonianza di come, la città ami la propria squadra, basta vedere il seguito di gente che ha sostenuto la squadra juniores nella fase finale del torneo nazionale di categoria: nella finale, a Rieti, c’erano 200 persone alcuni provenienti da Manduria, altri da città vicine, (Latina, Roma per citarne alcune) e chi addirittura si è spinto oltre, raggiungendo Rieti dal Nord Italia; Incontrarsi lì, è stata davvero un emozione unica, tutti insieme a sostenere i ragazzi in campo e orgogliosi di essere presenti, nel rappresentare la nostra “Mandurianità”.
Per cui, Sindaco, La vogliamo sollecitare, nell’intervenire con le dovute necessità e tempistiche necessarie,nel porre rimedio alla situazione attuale, cercando di avvicinare qualche imprenditore locale, che prenda a cuore le sorti del MANDURIA CALCIO, a trovare insomma una soluzione per salvare questo Patrimonio … si, perché l’U.G. MANDURIA SPORT, rappresenta una vera e propria cartolina, da mettere in risalto, in una vetrina così importante come lo è il massimo torneo calcistico regionale dell’Eccellenza… come i nostri monumenti, il nostro vino, i nostri km di costa, il nostro bellissimo mare, il nostro Ospedale, è un Patrimonio della città ed in quanto tale, deve essere tutelato…
Direttivo ULTRAS MANDURIA
Manfredonia: Pollidori
“Abbiamo giocato un gran calcio”
“Siamo molto contenti, abbiamo centrato un obiettivo importante e lo abbiamo fatto con grande merito. Abbiamo giocato un ottimo calcio da gennaio in poi, con l’arrivo di mister Cinque, dimostrando di essere un’ottima squadra”
Il Manfredonia ritorna dalla Sicilia con la serie D in tasca. Un viaggio lungo 14 ore di pullman, un’odissea che però ha il sapore dolce della vittoria. In terra siciliana, il Manfredonia ha difeso il roboante 4-0 casalingo, ottenuto nella gara di andata; per il Campofranco c’è stato l’orgoglio della vittoria per 1-0, il ribaltone era quasi impossibile. I sipontini hanno giocato una grande calcio in questi playoff; a dire la verità, già nel girone di ritorno la squadra di mister Cinque sembrava aver innestato le marce alte.
Massimo Pollidori è uno dei giocatori più esperti del sodalizio foggiano, con esperienze in Lega Pro con le maglie di Barletta, Brindisi e Monopoli (era anche nella rosa dell’Andria del 2005/06, ma non ha mai esordito con quella maglia). Giocatore duttile, intelligente tatticamente e dall’ottimo fisico, Massimo è stato uno dei pilastri della squadra e adesso si gode la vittoria: “Siamo molto contenti, abbiamo centrato un obiettivo importante e lo abbiamo fatto con grande merito. Abbiamo giocato un ottimo calcio da gennaio in poi, con l’arrivo di mister Cinque, dimostrando di essere un’ottima squadra”.
Quando avete capito che la serie D era alla vostra portata?
“Non c’è stata una partita in particolare. Più che altro, abbiamo iniziato a ottenere degli ottimi risultati giocando molto bene e questo ci ha dato consapevolezza dei nostri mezzi. Man mano che il tempo passava noi miglioravamo sempre di più”.
Dopo l’ottimi girone di ritorno avete giocato alla grande durante i playoff. Senza nulla togliere ai vostri avversari e ai vostri meriti, possiamo fare un confronto con il livello dell’Eccellenza Pugliese e dire che il nostro è più alto?
“Assolutamente sì. Il Cerignola e il Terlizzi sono stati degli avversari più tosti per noi rispetto al Rende e al Campofranco. Mi sembra che il nostro torneo di Eccellenza sia più difficile rispetto agli altri”.
Adesso pensate già al futuro?
“Ancora è presto. Adesso dobbiamo riposare qualche giorno e poi ci ritroveremo per parlare dei progetti futuri”.
Pensi di restare a Manfredonia?
“Ripeto, per adesso è prematuro fare certi discorsi. Tra qualche giorno ci ritroveremo e cercheremo di capire quale saranno il progetto e gli obiettivi della società nella prossima stagione. Sono convinto che ci sarà voglia di far bene e serietà, ma è bene incontrarsi per parlarne”.
Tu hai già giocato per diverse stagioni in Lega Pro. Con questa maglia potresti anche tornarci…
“Speriamo. Non ti nascondo che quando ho accettato di venire qua, uno dei motivi che mi ha spinto a farlo è stato proprio questo…”
Intanto adesso ti godrai un po’ di vacanza e di mare.
“Sì, sì. Adesso pensiamo a riposare”.
Colpoditaccoweb.it
Manduria: titolo sportivo
in mano al Sindaco Massafra
«Alla base di tale decisione c’è l’amara constatazione del disinteresse da parte del notevole tessuto imprenditoriale di Manduria nei confronti della massima espressione del calcio cittadino»
«Dopo aver ultimato gli impegni agonistici ufficiali della corrente stagione sportiva 2012/2013, con la storica Finale Nazionale Juniores di Rieti di Sabato 15 Giugno 2013, e dopo aver raggiunto gli obbiettivi sportivi prefissati, conservando il titolo del massimo Campionato Regionale di Eccellenza, la società sportiva U. G. MANDURIA SPORT, manifesta in via ufficiale la volontà di rimettere il proprio titolo sportivo nella disponibilità del sindaco dott. Roberto Massafra.
Alla base di tale decisione c’è l’amara constatazione del disinteresse da parte del notevole tessuto imprenditoriale manduriano nei confronti della massima espressione del calcio cittadino.
La scrivente società sportiva, impegnata da anni a promuovere i reali valori dello sport inteso come aggregazione sociale, allo stato dei fatti non ha ricevuto sostegno di alcun tipo, percorrendo praticamente, con le sole forze economiche di pochi affezionati, la via dell’associazionismo sportivo.
Risulta, purtroppo, non più ipotizzabile un immediato e futuro impegno economico da parte di questa Società, ormai abbandonata da tutto e tutti, ed impossibilitata a garantire continuità di risultati ed una dignitosa permanenza nel calcio che la Città di Manduria merita.
Si precisa pertanto, che il termine ultimo per i cambi di denominazione sociale, di trasformazione di Società, di cambi di sede sociale , di cambi di denominazione e sede sociale, di fusioni e scissioni, dovranno essere depositate IMPROROGABILMENTE presso il Comitato Regionale, per l’esame preliminare, entro e non oltre il 24 GIUGNO 2013, al fine di consentire successivo inoltro alla Segreteria della L.N.D. entro il 29 Giugno 2013 ed alla Segreteria Federale entro il 5 Luglio 2013.
Noi crediamo e ne siamo totalmente certi, di aver fatto il nostro dovere, di non aver lasciato nulla di intentato, di aver perseguito e raggiunto obbiettivi sportivi e storici che sono sotto gli occhi di tutti, di aver fatto innumerevoli sbagli, ma consapevoli di averli fatti sempre in buonafede.
Sarebbe stato magnifico riprendere e continuare da dove ci eravamo lasciati, cioè dalla magnifica ed unica atmosfera che i nostri splendidi tifosi hanno saputo creare intorno alle nostre squadre negli ultimi due mesi, sarebbe stato qualcosa di magico, di unico, di meraviglioso, ma purtroppo sostenere e gestire una Società Sportiva che ha il nome di MANDURIA, nel massimo campionato regionale, non è davvero più un gioco o un hobby.
Certi che la Manduria sportiva possa dimostrarsi finalmente sensibile e disponibile a fattive ed immediate collaborazioni nel rilevare o affiancare questa Società, rimaniamo a disposizione nei tempi, purtroppo ristretti, previsti dagli Organismi Federali, perché il MANDURIA è un bene della città, non solo dei sottoscritti»
Momento di stallo per il San Severo
novità nella prossima settimana
SAN SEVERO – Momento di stallo in casa del San Severo: si cercano soluzioni legati allo stadio Ricciardelli e di conseguenza si attende per la campagna abbonamenti e si continua a sondare il terreno per i primi acquisti. Di novità non ce ne sono, ma è possibile che ci saranno proprio nella prossima settimana. Il presidente ha incontrato l’amministrazione per discutere la questione dei lavori allo stadio che, si spera, possano partire quanto prima per tranquillizzare la tifoseria in merito alla questione.
Per il momento l’unica certezza è rappresentata dal fatto che pare ci siano imprenditori locali pronti ad aiutare la società dando una mano sotto forma di sponsor. L’obiettivo è puntato, soprattutto, come detto, sullo stadio. Il San Severo vuole giocare la serie D in casa. Il campionato è senza dubbio affascinate ed i tifosi sono pronti a viverlo tra grandissime emozioni e con le speranze di chi sogna di poter vivere un’annata che sia ricca di soddisfazioni, per poter onorare nel miglior modo possibile quello che è il ritorno in D dopo venti anni. La società ha colto il risultato della promozione in D e merita che la tifoseria sia al fianco del club e della squadra che sarà affidata a Danilo Rufini. Si dovrà rispondere positivamente anche nella prossima campagna che potrebbe essere ufficializzata, con numeri e cifre, nel corso di questa settimana. La tifoseria del San Severo deve dimostrare l’affetto al San Severo. Lo si deve a chi ha compiuto la cavalcata vincente della scorsa stagione, senza se e senza ma.
Oggi i tifosi pensano soprattutto al calciomercato, dopo che si è risolta anche la vicenda legata ai lavori per il restyling dello stadio. “Questi ragazzi, hanno lottato sempre per questa maglia. Siamo soddisfatti per quanto fatto, per una stagione che sicuramente rimarrà impressa nella mente di noi tifosi – dice un simpatizzante giallogranata – tanto entusiasmo mancava da molto tempo”.
Il gruppo però guarda avanti e chiede a tutti di essere allo stadio per la prossima stagione di cadetteria: “Ora, dopo tutto questo, tocca a noi tifosi rispondere presente per il prossimo campionato di D. L’amore per questa squadra e questa maglia va oltre, quindi invitiamo tutti i tifosi ad essere coerenti ed andare oltre”. E i tifosi chiedono anche alla società di allestire un organico competitivo, con gente motivata, onde evitare gli errori del passato. “Siamo sicuri che il prossimo campionato ne vedremo delle belle” dicono fiduciosi i simpatizzanti giallogranata.
Antonio Villani – La Gazzetta del Mezzogiorno
Audace Cerignola
ecco perché è difficile ottenere la D
Abbiamo scovato la norma che regola il meccanismo di sostituzione delle società rinunciatarie in D. La situazione di entrambe le società appare complessa
Sono giorni di speranze e di confusione per i tifosi del Casarano e dell’Audace Cerignola. Entrambe le società e i rispettivi tifosi sperano infatti di poter essere ripescati in serie D in sostituzione delle squadre che rinunceranno a partecipare al massimo campionato dilettantistico. Attorno a questa possibilità, a dire il vero, si è creata molta confusione per via di notizie inesatte e regolamenti non sempre facili da reperire. Noi abbiamo trovato la norma che regola tale meccanismo e che recita testualmente: “In caso di vacanza degli organici del Campionato di Serie D, conseguente a rinuncia o ad altri motivi, il completamento degli stessi avviene per decisione inappellabile del Comitato Interregionale, con la preclusione di “ripescaggi” che consentono ad una Società il doppio salto di categoria nella medesima stagione sportiva.
Per i ripescaggi nel Campionato di Serie D si terrà conto preliminarmente del disposto di cui al punto B) del presente Comunicato Ufficiale, nonchè della graduatoria appositamente stilata dallo scrivente Comitato Interregionale,in via prioritaria, fra le società perdenti le gare di play out e della graduatoria stilata dalla L.N.D. fra le società perdenti le gare di spareggio-promozione tra le seconde classificate nel Campionato di Eccellenza, disputate a conclusione della stagione sportiva. La vacanza nell’organico del Campionato di Serie D della stagione sportiva verrà completata secondo l’alternanza che prevede, nell’ordine, il ripescaggio dalla graduatoria appositamente stilata dallo scrivente Comitato, tra le Società perdenti le gare di play out, e dalla graduatoria delle perdenti le gare spareggio-promozione tra le seconde classificate di Eccellenza, fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Le Società di Eccellenza che richiedono l’ammissione al Campionato di Serie D a completamento dell’organico relativo alla stagione sportiva devono produrre apposita dichiarazione, rilasciata dal Comitato Regionale competente, attestante l’avvenuta iscrizione al Campionato di Eccellenza”.
Quindi, il primo paragrafo escluderebbe il Casarano perché per i rossazzurri si tratterebbe di un doppio salto. Quando il presidente Filograna parlava di interpretazione della norma, probabilmente faceva riferimento a questo punto. In questo momento, come ci hanno confermato alcuni dirigenti federali, appare difficile vedere i salentini in serie D.
La situazione del Cerignola sarebbe invece regolata dal secondo paragrafo. Gli ofantini non avrebbero diritto quindi a prendere il posto della Fermana, ma dovrebbero verificare il proprio posto nella graduatoria delle società aventi diritto. Essendo stati eliminati al primo turno dei playoff regionali, sembra difficile che ci possa essere un ripescaggio, dovrebbero rinunciare molte squadre.
Quindi, a meno di modifiche del regolamento, le due squadre parteciperanno quasi certamente al prossimo campionato di Eccellenza Pugliese.
Colpoditaccoweb.it
Manfredonia: Intervista al presidente Sdanga
E’ stata la vittoria del gruppo
Il presidente dei sipontini ha riportato il club nella massima serie dilettantistica
“Questa vittoria la dedico a mio padre che trent’anni fa ha portato il Manfredonia in D. Sono riuscito ad emularlo. Ora aspetto che tra trent’anni faccia lo stesso anche mio figlio. Buon sangue non mente“. Una questione di famiglia insomma. Antonio Sdanga (in foto), presidente del Manfredonia, neo promossa in serie D, si gode la splendida stagione dei suoi.
Manfredonia in D: l’avrebbe mai immaginato?
“Era nei nostri pensieri. A un certo punto della stagione qualcosa ci stava sfuggendo di mano ma siamo stati bravi a riprenderci. C’era la consapevolezza di poter migliorare rispetto al passato”.
Quando ha capito che la squadra poteva farcela?
“Dopo la sconfitta di Mola. Dopo quel 4-0 qualsiasi altra squadra avrebbe mollato. I ragazzi invece si sono stretti, hanno fatto gruppo, e hanno mostrato che proprio l’unione è la vera forza”.
Il gruppo ma non solo, la società si è mossa bene.
“Il fatto che quest’anno c’erano altri tre amici ad accompagnarmi in questa avventura è stato un grande aiuto. L’anno scorso ero solo. L’unione e la coesione hanno permesso di sopperire alle difficoltà del momento. A dicembre ci siamo accorti che mancava qualcosa. Serviva un difensore centrale ed è arrivato D’Arienzo che ha dato quella sicurezza in più; occorreva un portiere under che ha permesso di avere qualche giocatore più esperto in mezzo al campo: sono stati innesti importanti. Non dimentichiamoci Portosi: è una sorta di portafortuna, ha vinto cinque campionati negli ultimi sette anni”.
A novembre ha mandato via D’Arienzo e richiamato Cinque: mossa azzeccata.
“Può darsi che ho sbagliato a mandar via a giugno Cinque. I meriti di questa promozione vanno anche a mister D’Arienzo e ai punti conquistati sotto la sua gestione. Purtroppo la squadra aveva bisogno di una scossa e a pagare sono sempre gli allenatori”.
La città come ha risposto?
“Ieri c’è stata la festa. Siamo arrivati con il pullman allo stadio: era gremito come ai tempi del professionismo. La città ha voglia di calcio e non vuole essere delusa. Avevamo promesso che in tre anni saremmo arrivati in D: ce l’abbiamo fatta. Ora dobbiamo vedere i programmi per il prossimo anno e non deludere nessuno”.
Si gode la promozione o ha già in mente progetti per il futuro?
“Per ora ci godiamo la vittoria. Il viaggio in Sicilia è stato lungo. Mercoledì c’è l’incontro con i ragazzi, faremo una partita tra di noi e poi ci sarà il rompete le righe. In seguito ci siederemo ad un tavolo, insieme anche a mister Cinque, e programmeremo il futuro”.
Qualche giocatore lascierà Manfredonia?
“Ci sono ragazzi che quest’anno si sono messi in mostra e hanno avuto diverse richieste. Per come si vive il calcio a Manfredonia, per la serietà della società, difficilmente qualcuno lascerà il club, a meno che non dovessero arrivare delle proposte dalla Lega Pro”.
Ad inizio stagione le favorite erano Terlizzi, Mola e Cerignola. Alla fine in D o a voi è andato il San Severo. Che idea s’è fatto di questa Eccellenza?
“Questo dimostra che non sono i nomi che fanno vincere i campionati, ma le società e i programmi fatti in una certa maniera. Ci vuole passione e bisogna crederci fino in fondo. Credo che questo abbia fatto la differenza per noi e per il San Severo”.
calcioclub.nicholaus.it
San Severo ancora impegnato
sul fronte ‘Ricciardelli’.
Antonio Pio Cristino – SanSeveroSport.com
Calma apparente in quel del San Severo Calcio mentre si fanno più pressanti gli obblighi in vista del prossimo campionato di serie D. La dirigenza dauna è tutt’ora impegnata in un’estenuante trattativa per dare il via ai necessari lavori di messa a norma del campo sportivo ‘Ricciardelli’, a forte rischio di divieto per la prossima stagione. Il presidente Dino Marino ha rifiutato qualsiasi ipotesi di un trasferimento della sede delle possibili future gare casalinghe in città limitrofe come Foggia e Lucera, ribadendo che il San Severo dovrà continuare a giocare sul suo campo. Il massimo dirigente giallogranata è impegnato a fare da intermediario tra l’Amministrazione comunale e la Regione Puglia in un possibile, ma difficile, negoziato di acquisto dello storico impianto da parte dell’ente locale. Il prezzo posto dal vertice regionale, 600.000,00 € è apparso tuttavia spropositato anche se, come sottolineano dal quartier generale giallogranata, potenzialmente abbattibile della quota relativa ai necessari lavori di messa a norma, che potrebbe arrivare fino a 300.000,00 €.
Quando siamo ormai giunti a metà giugno, la realtà sconta l’attuale immobilismo nei necessari lavori di adeguamento. Di questo passo, a meno di deroghe provenienti dai massimi vertici calcistici regionali e nazionali, il San Severo dovrà fare i conti con un impianto non adatto ad ospitare la serie D. L’extrema ratio potrebbe prevedere addirittura un accollamento in proprio delle ingenti spese da parte dell’attuale dirigenza. Un’ipotesi ventilata nelle scorse settimane dallo stesso presidente.
Con l’impellente impegno relativo al riadeguamento del ‘Ricciardelli’ in cima all’agenda, il capitolo calciomercato dell’U.S.D. San Severo sta attraversando un momento di stasi. Dopo aver impiantato i semi di tante trattative fin dai momenti immediatamente successivi la fine della stagione 2012/13, i sanseveresi proveranno a cogliere i primi frutti probabilmente dal prossimo mese.
Manfredonia Calcio: Mr Cinque
Non sottovalutiamo nessuno
Subentrare è sempre difficile. Nel suo caso però, nessuno avrebbe potuto fare meglio. Franco Cinque, tecnico del Manfredonia, è subentrato a novembre al posto di mister D’Arienzo. Decisione non facile, visto che D’Arienzo aveva svolto un ottimo lavoro. La squadra con Cinque ha trovato una marcia in più e alla fine ha centrato il terzo posto e domenica, dopo la vittoria per 4-0 dell’andata al “Miramare”, sul campo dell’Atletico Campofranco si gioca un posto in D.
Mister Cinque, si aspettava una vittoria così larga?
“Così larga no. Era difficile preventivarla. Abbiamo preparato bene la partita e si è svolta come l’avevamo immaginata. Loro cercavano il possesso palla e portavano molti uomini in attacco; noi rispondevamo attaccandoli in velocità”.
Per il ritorno si può parlare di formalità?
“Non è mai una formalità. Loro hanno tante motivazioni. Giocheranno davanti al loro pubblico che mi hanno detto sarà numeroso e caloroso: cercheranno l’impresa. Se non giochi con l’atteggiamento giusto e con umiltà ci possono essere delle sorprese: non è retorica”.
Qualcuno rifiaterà?
“Assolutamente no. Sono concentrato come tutta la squadra e non stiamo sottovalutando niente”.
Quando ha preso il posto di D’Arienzo, la società cosa le ha chiesto?
“Fare un campionato di vertice. Eravamo avvantaggiati sul piano dei punti in classifica. Dovevamo risalire la china. A dicembre sono arrivati dei ricambi appropriati. Un intenso lavoro a livello fisico, tattico e un recupero psicologico, ci ha permesso di arrivare fin qui”.
Ad inizio stagione si parlava di Terlizzi, Cerignola e Mola. Alla fine ha vinto il San Severo e ora voi vi giocate la D. Cos’ha avuto in più il Manfredonia rispetto alle altre?
“Sicuramente abbiamo saputo valorizzare i giocatori a disposizione. Il segreto, se così lo possiamo chiamare, è stato quello di mettere i giocatori nelle condizioni di dare il massimo. I risultati non sono arrivati subito perché c’era bisogno di ricompattare il gruppo, capire quelle che erano le loro potenzialità. C’è voluto tempo, ma alla fine i risultati sono arrivati”.
Se dovesse andare in D che farà?
“Festeggerò perché mi rendo conto di aver dato davvero tanto. Sarà una vittoria meritata per quello che abbiamo fatto nel corso della stagione, soprattutto nella fine del campionato”.
Magari può fare un bagno nella fontana stile Delio Rossi…
“I campionati sono talmente stressanti che un atto del genere non mi vergognerei a farlo”.
calcioclub.nicholaus
Futuro incerto per la Fermana
Cerignola in serie D?
Circola la voce di fusione con il Montegranaro che prima deve compiere il salto di categoria.
FERMO – E’ davvero incerto il futuro della Fermana. Tra le voci di una possibile mancata iscrizione al prossimo campionato di serie D, a vantaggio dell’Audace Cerignola sconfitta in finale di Coppa, e quella di una fusione con la vicina Montegranaro Provincia Fermana, progetto quest’ultimo naufragato la scorsa stagione. Quel che è certo è che l’estate 2013 si preannuncia calda a Fermo che, dopo aver conquistato di diritto la D in virtù della vittoria in Coppa Italia, si trova a dover fare i conti con un’amara verità.
La prima è che la proprietà dell’Unione Sportiva Fermana A.s.d. srl è ancora in mano al gruppo toscano. La proprietà parla di situazioni risolvibili per la cessione ma quel che è vero è che il debito è “pesante” (sarebbe di oltre 350mila euro) e difficilmente il gruppo di imprenditori fermani si accollerebbe l’intero pacchetto. Il presidente Barghigiani ha assicurato che in qualche modo la Fermana sarà in serie D, resta da vedere per quale via perché tra le “possibilità” ci sarebbe anche la cessione del titolo sportivo ad una società limitrofa.
Per quanto riguarda la possibilità di fusione tra Montegranaro e Fermo è ovvio che prima i veregrensi dovranno vincere contro la Latte Dolce Sassari in terra sarda, poi si vedrà. I costi per la serie D sono ben più grandi di quelli dell’Eccellenza e unire le due realtà potrebbe essere vista come un punto di forza e non di debolezza. Lo scorso anno il patron Vecchiola ci aveva provato, tanto che Montegranaro aggiunse la denominazione Provincia Fermana. A distanza di un anno i tempi potrebbero essere più maturi.
Atletico Vieste: Casarano – Rocco Augelli
contatto!
L’attaccante del Vieste sul taccuino di Gianni Inguscio: con lui potrebbe arrivare anche il fratello Paolo. Gianni Inguscio pensa già alla prossima annata.
Il DS avrebbe messo gli occhi sul forte attaccante del Vieste, autore di quindici gol nel torneo appena concluso. Anche Longo apprezza le doti del giocatore, che nel suo 4-3-3 potrebbe ricoprire il ruolo di punta esterna. Questo a riprova che il matrimonio col tecnico di Trepuzzi dovrebbe proseguire.
Le parti si sarebbero date un breve termine entro cui decidere il da farsi, ma la stima è reciproca. Non è escluso che anche il fratello di Rocco – Paolo Augelli – possa arrivare a Casarano.














