Unione Calcio, l’A.D. Ruggieri esalta la compattezza del gruppo

L’Amministratore delegato Ruggieri

La società biscegliese celebra il salto in Eccellenza. L’amministratore delegato Giuseppe Ruggieri esprime la sua gioia per un traguardo storico. “La vittoria di Corato è stata l’emblema della nostra stagione – dice -. La parola d’ordine sarà tutelare il gruppo vincente di quest’anno”.

A quasi una settimana dal successo nella finale playoff al cospetto del Corato, in casa Unione Calcio l’entusiasmo non accenna a diminuire. Tante ed indimenticabili le emozioni che gli azzurri hanno saputo regalare attraverso un’impresa che dimostra la forza e la compattezza di un gruppo straordinario.

“Siamo di fronte ad un traguardo storico per la nostra giovane società – commenta l’amministratore delegato Giuseppe Ruggieri – . La vittoria di Corato è stata l’emblema della stagione dell’Unione Calcio. Un successo frutto di sacrificio da parte di tutti i componenti, sofferenza fuori e dentro il campo, sentimenti che hanno ricevuto la giusta gratificazione con l’esultanza finale. La squadra ha saputo stringere i denti e lottare con il cuore, un dato di fatto che dimostra quanto il gruppo Unione Calcio sia stato solido nonché componente fondamentale di un trionfo meritato”.

Una promozione nel massimo campionato regionale (di cui si attende l’ufficialità da parte del Comitato Regionale della Figc, nda) agguantata in uno spareggio a cui gli azzurri hanno avuto accesso come terza classificata al termine della regular season. “Ad inizio stagione, forse lasciandomi trasportare da un pizzico di euforia, avevo affermato che avremmo vinto il campionato – confessa Ruggieri – . Non abbiamo vinto come prima in classifica, ma di fatto il nostro campionato l’abbiamo portato a casa, secondi solo al Gravina “cannibale” di questa stagione. Il merito della squadra è stato quello di averci creduto sino in fondo, perseveranza che ci ha portati oggi a festeggiare la promozione in Eccellenza”.

Un campionato di livello superiore, una vetrina importante nella quale la compagine azzurra non vorrà sfigurare. “Sarà una transizione importante per noi – continua Ruggieri – , un passaggio delicato per tutto l’ambiente. L’intenzione è quella di tutelare il gruppo che ha trionfato in questa stagione, puntellandolo con innesti di categoria. Ma a questo ci penseremo tra qualche giorno, ora vogliamo goderci il trionfo”.

Valentina Sinigaglia        

Mesagne-Fasano, sfida playoff: iniziata la prevendita biglietti

Sconsigliato recarsi a Mesagne senza biglietto.

Questa mattina riunione in Questura per pianificare l’aspetto dell’ordine pubblico per la partita domenica: allo stadio si accede solo con biglietto

Si è tenuto questa mattina un vertice in Questura a Brindisi per pianificare l’organizzazione della partita di domenica prossima tra Mesagne e Us Città di Fasano, valevole quale finale playoff di Promozione. La gara avrà inizio alle ore 16:30. L’incontro è stato necessario in quanto c’erano serie possibilità che la partita si giocasse senza la presenza del pubblico fasanese per le ridotte capacità del settore ospite (omologato solo per 350 posti).
Al vertice, presieduto dal questore, hanno partecipato le forze dell’ordine e i rappresentati delle due società di calcio: per il Fasano c’era il direttore generale Francesco Palmisano. Si è stabilito che per la gara di domenica i botteghini saranno chiusi. Pertanto, la vendita dei tagliandi di ingresso sarà effettuata fino domani sera, presso la sede societaria di via Salvo d’Acquisto, negli ambienti dello stadio “Vito Curlo”. Il costo del biglietto è di cinque euro: per la tifoseria fasanese sono a disposizione 300 tagliandi destinati alla vendita e 50 invece omaggio per i ragazzi di età inferiore ai 15 anni e alle donne.
Il questore sconsiglia di recarsi a Mesagne sprovvisti di biglietto di ingresso allo stadio: un pre-filtraggio sarà effettuato ad alcune centinaia di metri dalla struttura sportiva mesagnese e, chi fosse sprovvisto di tagliando, sarà fatto tornare indietro, vietandogli di avvicinarsi alla luogo della partita. Si consiglia di giungere allo stadio almeno mezz’ora prima dell’inizio del match: nelle vicinanze sarà allestito un parcheggio ed esclusivo utilizzo dei tifosi fasanesi. Il tragitto consigliato per giungere al campo sportivo di Mesagne è quello della statale 379, uscita Serranova. Proseguendo per alcuni chilometri, si giungerà direttamente allo stadio.

fasanolive

Real San Giorgio: Patron La Volpe desidero una squadra da alta classifica

La Volpe con Marinelli

Il Patron del Real San Giorgio, Carmelo La Volpe, parla della stagione appena conclusa con un occhio alla nuova, la diciassettesima nel calcio sangiorgese. “Fortunatamente la stagione 2014/15 è alle spalle. È stato un campionato pieno di sofferenza, abbiamo iniziato male e solitamente quando inizi così finisci peggio, noi invece siamo riusciti nell’impresa di salvarci. Tre allenatori in una stagione, infortuni a catena e tante altre vicissitudini hanno complicato il percorso in campionato, ma è finito tutto ed è finito come volevamo, salvandoci. Per il prossimo anno il punto focale è lo stadio, prima ancora della squadra. A fine giugno scade l’omologazione per il terreno di gioco che rilascia la FIGC e le condizioni attuali del piano di gioco non lasciano spiragli perchè venga riconfermata l’agibilità. In aggiunta abbiamo la questione infrastrutture, la tribuna e la gradinata non sono agibili e hanno necessità di essere sistemate per consentirne un uso regolare da parte degli spettatori senza proroghe e timori. C’è bisogno di intervenire con decisione e incisività su una struttura che è ormai fatiscente e che non rende onore ad un paese importante e popoloso come San Giorgio Jonico. Ad inizio della settimana prossima ci sarà un incontro con l’amministrazione comunale per vedere cosa si deve o si può fare. Mi auguro che tutto possa incastrarsi al meglio per iniziare a sistemare le cose e partire con le manutenzioni. Sono sincero, qualora non dovessimo concludere niente, continuerò a fare calcio trovando una nuova locazione. Per quanto riguarda l’organico, invece, ripartiremo da Mr Gidiuli con il quale avremo un incontro la prossima settimana per decidere le strategie di mercato con l’obiettivo di abbassare l’età media della squadra. Dobbiamo fare tesoro degli errori commessi nella stagione precedente, devono essere migliorati alcuni aspetti ma soprattutto non voglio un’altra stagione di sofferenza. Il mio desiderio è quello di fare un campionato di alta classifica nel rispetto delle nostre potenzialità. Sempre la prossima settimana saranno definiti gli accordi per la gestione delle squadre giovanissimi e allievi (giorno 10 giugno raduno selettivo), insomma la settimana entrante sarà decisiva e importante per tutto, anche per le eventuali riconferme delle cariche societarie in via di scadenza.“

Stage giovanile: il Manduria calcio con Ernesto Nani

Ernesto Nani

Nel pomeriggio di ieri, al “Nino Dimitri”, è iniziato lo stage formativo per oltre cento ragazzi della zona, sotto l’attenta guida di Ernesto Nani, responsabile Brescia e Atalanta calcio. La compagine biancoverde a partire da settembre lavorerà in sinergia con la Asd Virtus Manduria, società giovanile co-promotrice dell’evento. Il corso, completamente gratuito, durerà sette giorni e si alterneranno tanti ragazzi dai 5 ai 16 anni.

Nani, sui campi da gioco in qualità di tecnico per quarantacinque anni, si sposta in tutta Italia per impartire lezioni sul metodo e l’approccio al lavoro: dai piccoli amici fino alla primavera. Perugia, Roma e Torino le tappe successive. Il tecnico ci ha spiegato come è nata l’idea delle lezioni itineranti. «Sono dei corsi di formazione che si basano sulla mia esperienza sportiva, ho allenato tutte le categoria a Brescia e ho viaggiato tanto per apprendere le metodologie di lavoro applicate al campo. Sono stato In Canada, nell’Europa dell’est, in Olanda presso il settore giovanile Ajax. Posso affermare – conclude Nani – che l’allenatore italiano è il più preparato e anche il più spiato».

Lo stage giovanile si concluderà il 10 giugno. La società di Spadavecchia ha iniziato in sordina a programmare la nuova stagione.

Mario Lorenzo Passiatore – lavocedimanduria

San Severo conquista il secondo posto nella classifica “Giovani D Valore”

L’ennesimo premio per un lavoro con i giovani svolto ai limiti della perfezione. Stavolta è la Lega Nazionale Dilettanti ad inserire il nome dell’U.s.d. San Severo Calcio tra le compagini virtuose della Serie D, assegnando alla compagine giallogranata il secondo posto finale nella graduatoria “Giovani D Valore” relativa al girone H.

L’iniziativa, presentata come ogni anno dalla LND, ha come scopo quello di incentivare le società iscritte al quarto campionato nazionale a schierare in campo i giovani. In particolare, nella stagione appena conclusa, erano presi in considerazione i calciatori nati dopo il 1994; ad una minore età del giocatore schierato corrispondeva una maggiore assegnazione di punti. Il progetto ha visto lo stanziamento di ben 450000 euro, 50000 dei quali da destinare ad ogni girone: 25000 per la prima classificata, 15000 per la seconda (questo il caso del San Severo), 10000 per la terza.

Nuovamente un attestato di bontà, dunque, per l’attività del settore giovanile giallogranata, da cui mister De Felice ha potuto attingere a piene mani durante l’anno (Galullo, Favilla e De Bellis gli esempi più importanti), ma non solo: anche dal mercato sono arrivati talenti interessanti ed utilizzati largamente durante la corsa alla salvezza (Fulco, Gallio, Favetta e Molino tra i tanti).

Questo il podio finale “Giovani D Valore” del girone H:

1) Manfredonia Calcio 1705 punti;

2) U.s.d. SAN SEVERO CALCIO 1332 punti;

3) Pomigliano Calcio 1019 punti.

Salvatore Fratello

Storia di Vito Delmonte, il portiere del Bitonto che diventò medico

Vito Delmonte

Destinato, per talento e conformazione fisica, ad un brillante futuro da calciatore, aveva anche una incredibile dedizione per gli studi e alla fine preferì la Facoltà di Medicina al pallone

Era avviato ad una brillante carriera Vito Delmonte, protagonista negli anni Settanta di tante battaglie calcistiche sui polverosi campi dell’allora serie D. Fisico longilineo di un metro e novanta, mani grandi come artigli, innato senso del piazzamento, tempestività e puntualità nelle uscite.
Un guardiapali che sembrava un gigante quando gli attaccanti avversari gli si paravano davanti.

Ma lui aveva anche una incredibile dedizione per gli studi e alla fine preferì la Facoltà di Medicina al pallone.

Ormai 60enne (il 25 maggio scorso ha festeggiato il suo compleanno) è direttore delle sale operatorie e responsabile dell’Unità Operativa Trapianti all’ospedale ‘Miulli’ di Acquaviva delle Fonti, sua città natale.
Quand’ero al Bitonto – racconta con la sua proverbiale seraficità – riuscii a tirar fuori il meglio delle mie qualità tecniche. Mi seguiva il Bari che a quei tempi era allenato da Luciano Pirazzini. Ma, soprattutto avevo in Enrico Catuzzi un mio grande estimatore. Tuttavia, la proposta più interessante arrivò dal Cesena dove giocava Pierluigi Cera vicecampione del mondo in Messico. Ripetutamente ero stato visionato da Vavassori (ex portiere di Juventus e Bologna degli anni Sessanta ndr) che aveva fornito buone referenze su di me. Sostenni anche un provino che andò bene. Mi trovai davanti ad un bivio: ero già iscritto a Medicina, decisi di continuare il percorso di laurea e restai in Puglia. Alternavo esami e lezioni con gli allenamenti pomeridiani sul campo di Bitonto per prepararmi alla partita domenicale”.

Non c’è mai stato un filo di rimpianto per quella potenziale occasione mancata di poter calcare palcoscenici più prestigiosi e importanti. Volgendo lo sguardo al passato, Vito Delmonte sa di aver fatto la cosa più giusta: “Per carità, ricoprire il ruolo di portiere era qualcosa di esaltante. Mi ispiravo a Zoff. Però, ero animato da una notevole passione per la Medicina. Consideravo il calcio un sano divertimento anche se mi sono tolto belle soddisfazioni soprattutto quando difendevo la porta del Bitonto. La mia è stata una scelta di vita: ho conseguito prima la laurea, poi la specializzazione in anestesia e rianimazione”.

I primi passi nelle giovanili dell’Acquaviva, il campionato di Promozione (allora non c’era l’Eccellenza ndr), infine l’esordio appena 18enne nel Bitonto. “La serie D era un campionato impegnativo e durissimo. Venivamo considerati dei semiprofessionisti, ma non è che si guadagnasse chissà cosa. Si facevano tanti sacrifici. Diventai titolare della formazione neroverde a stagione in corso, conquistando ben presto la fiducia della società e la stima dei tifosi bitontini che mi hanno sempre voluto un gran bene. Giocavamo sulla terra battuta. Per noi portieri, rigorosamente in maglia nera, era tremendo tuffarsi da un angolo all’altro o ricadere dopo un volo all’incrocio dei pali. Di fronte spesso avevamo squadroni come Andria, Campobasso, Matera, Nardò,Teramo, Lanciano, L’Aquila. Che derby contro Bisceglie, Molfetta, Trani, Monopoli, Putignano. Stadi e campi stracolmi di gente. Era un calcio diverso molto passionale quasi eroico, povero di mezzi ma ricco di sentimento, lealtà e agonismo genuino. Non c’erano combine, scommesse come purtroppo avviene oggi”.

Nella stagione ’73-’74 Delmonte venne convocato nella Selezione juniores di B, C e D.
In squadra giocava un certo Sergio Brio che però faceva il centravanti prima di diventare il forte difensore che tutti abbiamo conosciuto. L’anno dopo feci parte della rappresentativa pugliese insieme a Nicola Di Leo del Trani. Nel ’78 fui convocato in Nazionale Dilettanti per l’amichevole Italia-Austria”.

Delmonte chiuse la sua carriera a Rutigliano (’82-’83), ma i suoi ricordi più belli sono legati ai sei anni trascorsi nel Bitonto.
C’era un incredibile spirito di gruppo. Eravamo animati da un’amicizia sincera che è rimasta scolpita nel tempo. Una squadra che sapeva farsi rispettare in campo. Il rigore che parai contro il Nardò, a mani nude senza l’ausilio dei guanti, resta sicuramente la perla di quella esperienza indimenticabile. Quando ci ripenso provo ancora un po’ di emozione e nostalgia”.

DIDASCALIA Foto: Vito Delmonte para un calcio di rigore in Bitonto-Nardò (1-0) durante il campionato di serie D 1974-1975, uno dei momenti più belli della sua carriera

Per gentile concessione de LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO e dell’autore Nicola Lavacca

Campus estivo Virtus Andria con coordinatore tecnico l’ex Fidelis Francesco Larosa

Al via mercoledì 3 giugno presso il Centro Sportivo Andria Sport

Partirà mercoledi 03 giugno alle ore 18,00 al Centro Sportivo Andria Sport (ex-Arca) il via al Campus Estivo 2015 della Virtus Andria.

E’ indirizzato a tutti i  bambini  dai 6 anni fino ai 16 anni che amano il calcio e che non vogliono fare a meno nemmeno in vacanza.

Il progetto della Virtus Andria è un progetto che nasce con l’obiettivo di far vivere ai ragazzi  un mese  all’insegna del divertimento e dello sport, ed esprimere al meglio le proprie capacità tecniche, tattiche e motorie, seguendo elevati standard qualitativi.

Nominato coordinatore tecnico un ex calciatore professionista come Francesco La Rosa che ha militato nella Fidelis Andria e vanta oltre 250 presenze tra i professionisti.
Il progetto Virtus è proiettato già al futuro per porre le basi della prossima stagione calcistica.

Minervino salvo. I ringraziamenti

Squadra Minervino Murge

Minervino Murge 2012/2013

Di ritorno da Rocchetta Sant’Antonio dove sono stato insieme a Pietro Forenza e il prof. Rubino Paolo ad assistere all’incontro di calcio tra i locali e gli Ultrattivi di Altamura mi accingo a buttare giù qualche riflessione e giudizio. Io anche oggi ho abbandonato la mia famiglia per vivere da vicino le emozioni di una partita che per noi poteva significare la salvezza diretta. Altri hanno preferito restare a casa per fare altro, io ancora una volta ho dimostrato l’attaccamento a questa squadra e questa società e nonostante tutto anche oggi mi sono dovuto incazzare e perdere le staffe tanto che non ho potuto godere neanche un attimo di questa salvezza strameritata da parte di chi ha gioito o sofferto insieme a me. Ci ho rimesso personalmente sotto tutti i punti di vista, sono stato lasciato solo per molto tempo ma, non ho mai mollato e, i risultati si vedono.
Qualche giocatore è andato via quando mi son allontanato per tre mesi perchè, si fidavano solo di me. Sono stato richiamato dal capitano Quacquarelli e da Luca di Vietro e mi sono messo in testa al gruppo per tentare questa salvezza quando eravamo in pochi a crederci. Ho fatto scendere tre trattori per rendere un pò più presentabile il terreno di gioco e la struttura, molte volte ho preso anche la scopa per pulire gli spogliatoi. Insieme ad altri quattro volontari siamo andati a prendere gli armadietti per rendere più accoglienti gli spogliatoi, non sono mai mancato ad un allenamento nè ad una partita. Ho messo sempre a disposizione la mia macchina, ho sempre esaudito per quanto possibile ogni desiderio e soprattutto sono stato sempre puntuale nei pagamenti. Ho seguito anche la scuola calcio e gli altri campionati soprattutto in casa, ho dovuto fare ramanzine a destra e a manca, mai un momento di pausa, problemi su problemi soprattutto economici ma, pur tra mille difficoltà non ho mollato. Mille pensieri mi passano per la mente ma alla fine neanche un ringraziamento ma, solo mille incazzature. Adesso dico basta perchè se ad inizio stagione si parte in sei non si può arrivare alla fine solo in due, non esiste.
Voglio ringraziare tutti i ragazzi che hanno lottato fino alla fine, i quattro mister che si sono avvicendati sulla nostra panchina, Pino Curci,Luca di Vietro,Vito Maino e soprattutto Gigi Trallo e Antonio Luisi che si sono messi in discussione ed hanno vinto una scommessa su cui pochi avrebbero puntato. Ringrazio Peppino Cancellara che come dice lui (neu simm da cors), ringrazio il preparatore dei portieri Peppino di Paola, ringrazio i mister Rubino Paolo, Giovanni Rizzi, Daniele di Noia,Michele Pantone, Lino Schiavo, Antonio Maino.
Un ringraziamento al collaboratore Ludovico Pantone e al segretario Tonino Galluccie a Mimmo (alla grande) Cerasole che con la sua bandierina ha calcato i campi di tutte le nostre trasferte e la maggior parte delle partite casalinghe, oltre a seguire le squadre giovanili. Un ringraziamento per la collaborazione a Antonio Roselli e Antonio Suozzo per quanto hanno fatto per il funzionamento della parte idraulica e muraria dell’impianto. Grazie alle due mascotte Ignazio e Sabino.Grazie anche ai Blue Boys anche se non sempre sono stati esemplari come negli anni scorsi. Grazie a tutti i genitori e a tutti i ragazzi che anche quest’anno ci hanno preferito. Grazie a Pietro Forenza che è quello che mi è stato più vicino anche se non sempre. Se qualcuno ho dimenticato non se la prenda, forse non meritava di essere menzionato. Sì è un ringraziamento di addio perchè mi sono rotto letteralmente le palle e più di qualcuno non mi merita. Sinceramente vi ringrazio tutti anche chi mi vuole male.

Vincenzo GABRIELE.

San Marco: Sconfitte indolori per ASD e Polisportiva

Ma l’attenzione è già tutta per la finalissima-Promozione di domenica prossima

Termina con due sconfitte il campionato delle due sammarchesi impegnate in questo lunghissimo campionato di Prima Categoria: la Polisportiva perde in casa dall’Omnia Bitonto, 3 a 4 il risultato finale, da segnalare la tripletta di Matteo“Pato” Ramunno.

Tanti gol fatti e incassati anche dall’A.S.D. in quel di Barletta, dove i ragazzini terribili di mister Iannacone, senza quasi tutti i titolari, hanno ceduto per 5 a 3 ai padroni di casa dell’Audace.

Una sconfitta ininfluente ai fini della classifica in quanto i celeste-granata hanno già un posto prenotato nella finalissima di domenica 7 giugno (calcio d’inizio ore 16,30) con il Reali Siti Stornarella, da giocare qui a San Marco e in gara unica. Chi la spunta è “virtualmente” in Promozione, un sogno per i ragazzi del presidente Martino che sarebbero al terzo salto di categoria in altrettanti anni.

A noi della redazione sportiva non resta che fare un grosso in bocca al lupo all’A.S.D. San Marco e i complimenti alla Polisportiva Sammarco per l’ottimo campionato disputato che ha tradito un po’ le attese, dei tifosi, di inizio stagione ma che ha saputo affrontare egregiamente tutte le vicissitudini occorse durante l’anno calcistico.

sanmarcoinlamis.eu

L’Unione e l’inciviltà fanno piangere il Corato

Lo sconforto dei giocatori dell’Atletico Corato (ph. F. Roselli)

La bomba esplosa ieri pomeriggio deflagra l’entusiasmo di una città che è tornata a stringersi attorno alla sua squadra di calcio. 2000 in tutto gli spettatori di Corato-Unione Calcio Bisceglie, ultimo atto di una stagione esaltante con il palio un ticket sicuro per l’Eccellenza. Molte famiglie, tante donne e bambini che hanno festosamente riempito il Comunale e che ora faranno molta fatica a tornarci. Questa la conseguenza più dura da digerire di una giornata maledetta perché sul campo puoi perdere o vincere, fa parte dello sport ma disperdere così un patrimonio umano conquistato con un calcio gioioso, un entusiasmo dilagante e gli enormi sforzi della parte sana del tifo nero verde, no. Non è accettabile che pochi stupidi rovinino tutto questo. I titoli di coda su una delle stagioni più strane, epiche e commoventi (passatemi il termine) della storia sportiva della città, scendono sul triplice fischio di Pascariello di Lecce, costretto ad interrompere la gara sul 2 a 0 per l’Unione perché giocare diventa impossibile, cercare l’ennesima impresa con un clamoroso ribaltone diventa impossibile. Le immagini della sconfitta, morale e sportiva, sono nell’incredibile invasione sedata dai Carabinieri. Nel passo claudicante di Fabio Donatelli, l’assistente tarantino di Pascariello, che fortunatamente ha riportato stordimento e un grande spavento. Nelle lacrime senza freno di Nicola Difrancesco.

LA PARTITA – Senza Rutigliani, Leonino azzarda Saragaglia in mediana (scelta azzeccata, grande dinamismo del coratino) e conferma la formazione tipo con Camerino in porta e Daluiso a destra in marcatura sul mobile Di Pinto. Al completo anche gli azzurri di Mimmo Di Corato che osa con quattro pedine offensive. Il risultato lo richiede. Ne esce una gara vera ma con pochi acuti, vista l’importanza della posta in palio. Due occasioni da urlo (strozzato) per entrambe. Il palo colpito da De Lorenzo, di testa e l’uscita a valanga di Delfino su Terrone, servito da un filtrante di Pensa. La gara sembra decidersi in chiusura di frazione col doppio giallo ingenuo di Gabriele Monopoli. Con l’Unione in dieci, Di Corato cambia gioco. Dentro Ciardi in mezzo alla difesa, fuori De Lorenzo e quindi meno lanci per le sponde dell’ariete azzurro. Possesso palla nero verde e Corato spesso vicino al gol, soprattutto dopo l’ingresso in campo di Zaza al posto del claudicante Terrone. I neroverdi giocano in profondità con il neo entrato che sbaraglia tutti con uno scatto da centometrista. Il Corato crea e divora ma manca la cattiveria sotto porta. I biscegliesi sono quadrati ma pungono dolorosamente (tiro di Amoroso sventato da Camerino e gol annullato a Di Pinto). La differenza è tutta qui. Riccardo Delfino chiude le porte dell’Eccellenza a Landini con un tuffo prodigioso all’ultimo minuto utile. I supplementari sono tesissimi. Le panchine si scaldano con continui rimbrotti, Delfino compie un secondo miracolo. A sbrogliare la matassa ci pensa Alfonso D’Angelo, brevilineo e sgusciante centrocampista ex Manfredonia, classe ’95. Il primo tempo extra time si chiude sull’esultanza sfrenata dell’Unione. Nella ripresa il Corato attacca ma lascia inevitabilmente spazio agli avversari che spezzano definitivamente il sogno Eccellenza. Grammatica (coratino doc) strappa un pallone a Cifaratti, serve al centro Amedeo Di Pinto che con freddezza buca Camerino. Trentunesimo centro stagionale per il barlettano, decisivo dovunque, anche in Promozione. Di qui la follia di quei pochi facinorosi di cui sopra e che potrebbe lasciare strascichi amari per le decisioni del Giudice Sportivo.

Il Corato perde per la quinta volta in dieci anni i playoff promozione (Conversano, Casarano, Cerignola, Altamura e ora, Unione Calcio). Una maledizione che non sgualcisce il drappo prezioso tessuto in nove mesi dal gruppo nero verde (parte della società, atleti, allenatore, staff, tifosi), capace di due grandi imprese. Costruire dal nulla una stagione record con due sole sconfitte e il numero maggiore di gol segnati. Riportare l’entusiasmo attorno al calcio in città, distrutto da un cupo boato.

I TABELLINI

CORATO: Camerino; Daluiso, Cifaratti, Losito, Landini; Saragaglia (13’pts Dascoli), Sylla, Pensa (32’st Ragno); Terrone (15’st Zaza), Difrancesco, Lomuscio Allenatore Mimmo Leonino

UC BISCEGLIE: Delfino, Bufi (15’st Malerba), Papagno, Monopoli, Rizzi, Moreo, D’Angelo, Amoroso (36’st Grammatica), De Lorenzo (1’st Ciardi), Di Pierro, Di Pinto Allenatore Mimmo Di Corato

ARBITRO: Pascariello di Lecce
RETI:
 D’Angelo 11’pts; Di Pinto 9’sts

Francesco De Marinis – LoStradone

L’Avetrana ci prova sino all’ultima ma è il Fasano ad andare in finale play off.

I tifosi dell’Avetrana

Pubblico delle grandi occasioni per una sfida avvincente e ricca di passione. L’Us Città di Fasano forte della propria storia e del proprio blasone parte forte e trova la rete al 18’ con il capitano Ancona sfruttando una disattenzione della retroguardia biancorossa ma soprattutto un clamoroso errore arbitrale nel concedere un corner da cui scaturisce l’azione del gol. La formazione di casa si ritrova in vantaggio e cerca di sfruttare le ripartenze impensierendo gli ospiti che sembrano vacillare ma che con il passare del tempo provano a far gioco. L’Avetrana preme sull’acceleratore e ci prova a più riprese trovando il pareggio allo scadere della prima frazione. Vasco calcia forte un diagonale respinto da Abbinante, il più lesto di tutti è Gioia che regala il pareggio ai suoi. Partita riaperta. Nella ripresa però è il Fasano a riportarsi in vantaggio. Ancora una volta la retroguardia biancorossa si fa sorprendere sulla sinistra e il pallone calciato in mezzo per l’accorrente Mastronardi è imprendibile, Petranca non può che raccogliere la palla dalla rete. L’Avetrana non ci sta e si sbilancia ma non incide pur schiacciando il Fasano nella sua metà campo. I padroni di casa provano con le ripartenze a far male ma la mira prima e il guardialinee poi stoppano i brindisini.
L’Avetrana attacca a testa bassa e nell’extra time trovano una rete con Galeandro ma stranamente viene annullata per offside inesistente. Ancora una volta la terna non pare attenta e non concede la possibilità ai biancorossi di giocarsi il tutto per tutto nei supplementari. Termina la sfida dopo 5’ di recupero con l’amaro in bocca per un finale che poteva comunque essere più incerto.

Us Città di Fasano – Avetrana: 2 – 1 (18′ M. Ancona (F); 44′ Gioia (A); 47′ Mastronardi (F))

Us Città di Fasano: Abbinante, Patronelli, Pistoia, M. Ancona, Galiano,, Lentini, Quaranta, Speciale, Mastronardi, Amodio (87′ N. Ancona), Laneve (78′ Telesca)
A disp.: Lacirignola, Fanizza, Ricco, Lorusso Lella, D’Onghia.
All. Giuseppe Laterza.

Avetrana: Petranca, Cennamo (78′ Montanaro), Macrì, Eleni, Amaddio, Commendatore (55′ Galeandro), Piliego (55′ Cazzolla), Gioia, Vasco, Arcadio, Cimino.
A disp.: Gabrieli, Donadei, Scarciglia, Volturno.
All. Claudio Pellegrino.

Arbitro: Rizzello di Casarano

Il Carovigno conquista la salvezza

Il saluto inziale

Il Carovigno conquista la salvezza al Comunale della Nzegna in un match emozionante contro un coriaceo Laterza. Un match molto sentito da tutti poichè era l’ultima occasione per rimanere in categoria Promozione. Il risultato, privo di gol, e dopo i tempi supplementeri, ha favorito i rossoblù che godevano di una migliore posizione in classifica. Molte le occasioni da ambedue le squadre che in campo si giocavano tutto, ma le porte sembravano stregate, occasioni mancate, pali e bravura dei portieri hanno fatto sì che le rispettive porte rimanessero inviolate.
Partita al cardiopalmo sino al fischio finale dell’arbitro con un pubblico fantastico e in delirio per il successo dei ragazzi di mister Monna. L’onore delle armi va al Laterza che ci ha creduto sino alla fine, ma la legge del calcio alcune volte è crudele. Due espulsi nelle file dei biancoblù. Ottimo l’arbitraggio del sig. Masciale di Molfetta. Migliore in campo TUTTI.

Unione Calcio, un’impresa che vale l’Eccellenza

L’Unione festeggia l’eccellenza

Nella finale playoff gli azzurri sbancano in dieci uomini il “Comunale” di Corato siglando uno 0-2 nei tempi supplementari che scrive una pagina indimenticabile della storia del club azzurro. D’Angelo e Di Pinto i due marcatori in un match dalle emozioni straordinarie.

Ci si attendeva una giornata indimenticabile, così è stato. Il 31 maggio 2015 l’Unione Calcio scrive in quel di Corato una pagina indelebile della sua giovane storia aggiudicandosi una finale a coronamento di un’autentica impresa.

Atmosfera da brividi al “Comunale”: un’intera città vestita a festa, 2.000 spettatori, i coratini hanno risposto agli appelli della società neroverde. Ma la vera sorpresa è dall’altra parte, in quella tribuna ospite completamente gremita. Da Bisceglie arrivano gli azzurrini del settore giovanile, accompagnati da tecnici e famiglie, insieme a mogli, figli e fidanzate dei giocatori. E poi tanti appassionati, tutti a confidare nell’impresa. Ci si guarda attorno stupiti. “Ma davvero siete così tanti? Ehi, piccola Unione, guarda cosa hai fatto”!

A pochi minuti dal fischio d’inizio sale la tensione, le squadre entrano in campo. I tifosi coratini chiamano (e scrivono) l’Eccellenza, salutando ad alta voce i colleghi biscegliesi nella tribuna opposta. Si sfidano le seconde forze del campionato, con 152 punti in due. Corato è la bestia nera dell’Unione Calcio, ma Di Pinto è la bestia nera del Corato.

Parte la gara, le due squadre si prendono le misure. Match non bella ma intenso, la prima occasione è dell’Unione con il destro di prima intenzione di Di Pinto a sorvolarela traversa. Ilbrivido più forte, però, è griffato De Lorenzo: affondo sulla sinistra di Papagno che lascia partire il cross che scavalca Camerino, De Lorenzo salta più in alto di tutti ma la sua incornata si stampa sul palo sinistro. La situazione sembra precipitare al43’, quando il direttore di gara sbatte in faccia a Gabriele Monopoli il secondo cartellino giallo del match: Unione Calcio in 10 ed il giovane difensore centrale, biscegliese doc, in lacrime.

Al rientro De Lorenzo lascia spazio al centrale Ciardi, mentre al quarto d’ora uno stoico Bufi alza bandiera bianca per il riacutizzarsi di un fastidio al ginocchio. Al suo posto entra Malerba, al contempo nel Corato l’indiavolato Zaza rileva Terrone. Comincia uno dei più bei duelli della gara: al23’Zaza per poco non approfitta di una sbavatura dell’azzurro. Tre minuti più tardi una bellissima azione in velocità dell’Unione Calcio, con un incredibile D’Angelo, mette Amoroso davanti a Camerino, il cui destro viene deviato in angolo. Al36’lo stesso Amoroso lascia spazio ad un coratino doc, Davide Grammatica, il cui ingresso si rivelerà decisivo.

Il ritmo sale e al38’l’urlo di gioia dei biscegliesi resta strozzato in gola: Di Pinto fa gol, ma l’assistente segnala offside. Si entra nei minuti di recupero: il Corato è in avanti, Landini lascia partire un destro dalla traiettoria insidiosa, Delfino è insuperabile.

Si va ai supplementari, può succedere di tutto. E il “tutto” accade allo scadere del primo overtime: Di Pierro prova la conclusione, Camerino respinge ma in zona c’è D’Angelo che pesca dal suo repertorio un sinistro al volo di rara bellezza: è 0-1! La tribuna biscegliese esplode, l’impresa si sta materializzando, ma ora si teme il ritorno del Corato.

Un ultimo sforzo, parte il secondo tempo supplementare. I neroverdi devono provarci e al4’è ancora Landini a tentare la conclusione dal limite, ma oggi con Delfino non c’è storia. L’Unione stringe i denti, Grammatica lotta e con caparbietà da veterano recupera palla, alla sua sinistra c’è Moreo che con un tocco di classe suggerisce per Di Pinto, in area…fiato in sospeso sugli spalti, Amedeo non può sbagliare e non sbaglia. Diagonale imprendibile sul secondo palo. In tribuna scendono le prime lacrime di gioia, Di Pinto e l’intera squadra corrono ad esultare. Lacrime amare, invece, sgorgano dalla tribuna opposta, delusione che si trasforma in rabbia per quei tifosi che, a dispetto del clima rispettoso e sportivo di tutta la partita, tirano in campo una bomba carta che esplode a pochi passi dall’assistente. A seguire un paio di isolati tentativi di invasione di campo ed il lancio di alcuni fumogeni nei pressi delle panchine. Il direttore di gara fischia la fine del match con3’di anticipo e parte la festa per gli azzurri.

“Corato favorito”, dicevano in molti. Ma, probabilmente, non conoscevano a fondola piccola Unione, nella buona e nella cattiva sorte. Ehi, “sua ECCELLENZA”… siamo piccoli, ma ci siamo!

Corato-Unione Calcio 0-2 (0-0); (0-1 p.t.s.); (0-2 s.t.s)

Corato: Camerino, Saragaglia (15′ pts Dascoli), Landini, Sylla, Losito, Cifaratti, Daluiso, Pensa (31’ st′ Ragno), Di Francesco, Terrone (14′ st Zaza), Lomuscio. All: Leonino

Unione Calcio: Delfino, Bufi (13′st Malerba), Papagno, Gab. Monopoli, Rizzi, Moreo, D’Angelo, Amoroso (38′ st Grammatica), De Lorenzo (1′ st Ciardi), Di Pierro, Di Pinto.  All; Di Corato

Arbitro: Pascariello di Lecce
Marcatori: 13′pts D’Angelo, 9′sts Di Pinto
Ammoniti: Bufi, Pensa, Ciardi, Grammatica, Zaza, Di Pinto.
Espulsi: al 42′ pt Gab. Monopoli per doppia ammonizione

Valentina Sinigaglia       

Il Fasano batte l’Avetrana e vola in finale

I tifosi del Fasano

La squadra di casa vince con le reti di Massimo Ancona e Mario Mastronardi. Prossimo appuntamento il 7 giugno a Mesagne

L’U Città di Fasano è in finale playoff. La formazione allenata da Giuseppe Laterza batte un ostico Avetrana per 2-1 e domenica si giocherà la vittoria degli spareggi sul campo del Mesagne. Una vittoria sofferta, ma meritata, grazie alle reti del capitano Massimo Ancona e dell’attaccante Mario Mastronardi. I biancazzurri erano in emergenza formazione per le assenze per squalifica di Pugliese e Laguardia e per gli infortuni di Chiatante e Leggiero. La partita si è giocata davanti a circa 1.600 spettatori, di cui 300 provenienti da Avetrana.
Al 7′ il Fasano va vicinissimo al gol con Mastronardi che elude la trappola del fuorigioco (nonostante le proteste inutili dei tarantini, in fuorigioco c’era Amodio) e si presenta solo davanti ad un nervoso Petranca, che comunque si esalta e respinge. L’arbitro non concede un evidente calcio di rigore per fallo di mano in area sul prosieguo dell’azione. Dieci minuti ci prova Amodio, ma la palla è devita in angolo. Su tiro dalla bandierina, il Fasano va in gol col suo capitano Massimo Ancona, abile a controllare un pallo in area e a battere il portiere avversario, ancora tra le sue proteste furenti. Al 24′ Laneve potrebbe raddoppiare, ma il suo tiro termina alto. L’Avetrana si fa viva al 38′ con Cimino, con palla di un soffio a lato. Il pari arriva immeritatamente al 45′ con Gioia che corregge in rete una deviazione di Abbinante su tiro di Vasco.
Il pari potrebbe agevolare gli ospiti nella ripresa, ma il Fasano non si fa intimorire e al secondo minuto va in gol con Mastronardi, bravo a piazzare la palla sotto la traversa su ottimo cross di Laneve. Il Fasano sfiora la terza rete, al 59′, con un gran tiro di Quaranta dalla distanza che Petranca devia in angolo con la punta delle dita. Sul successivo angolo, Pistoia salta più in alto di tutti, ma il suo colpo di testa finisce sopra la traversa. Al 67′ punizione velenosa di Laneve che Petranca respinge corto, sul pallone si avventa Galiano che realizza, ma l’arbitro annulla per fuorigioco su segnalazione del suo collaboratore di linea. Lo stesso accade al 90′ ma dall’altra parte: azione confusa in area del Fasano con Gioia che mette dentro di testa, ma in netta posizione di fuorigioco. Al 92′, per poco, l’Avetrana non beffa il Fasano: colpo di testa di Gioia su Vasco che tutto solo, in mezzo all’area, gira al volo con Abbinante che si ritrova sulla traiettoria e para a terra.
La partita finisce tra la gioia del tifoso fasanese, dopo un lungo applauso tributato all’avvocato Francesco Saponaro a cui la società fasanese ha voluto dedicare la vittoria dopo la morte improvvisa di questa mattina. Domenica prossima finalissima playoff a Mesagne.

Us Città di Fasano – Avetrana 2-1

Reti: 18′ M. Ancona (F); 44′ Gioia (A); 47′ Mastronardi (F);

Us Città di Fasano: Abbinante, Patronelli, Pistoia, M. Ancona, Galiano, Lentini, Quaranta, Speciale, Mastronardi, Amodio (87′ N. Ancona), Laneve (78′ Telesca). A disp.: Lacirignola, Fanizza, Ricco, Lorusso Lella, D’Onghia. All. Giuseppe Laterza.

Avetrana: Petranca, Cennamo (78′ Montanaro), Macrì, Eleni, Amaddio, Commendatore (55′ Galeandro), Piliego (55′ Cazzolla), Gioia, Vasco, Arcadio, Cimino. A disp.: Gabrieli, Donadei, Scarciglia, Volturno. All. Claudio Pellegrino.

Arbitro: Rizzello di Casarano.
Note: ammoniti Petranca (A), Amaddio (A), Pistoia (F), Eleni (A), Macrì (A), Abbinante (F).

VINCENZO LAGALANTE – FasanoLive.com

Omnia Bitonto, nell’ultima dell’anno successo 4-3 contro il Sammarco

Gli undici scesi in campo

I bitontini terminano la stagione al quarto posto con 64 punti. Petruzzella sul podio dei cannonieri

Si chiude con successo per 4-3 la terza stagione in Prima Categoria dell’Omnia Bitonto, che espugna il “Tonino Parisi” di San Marco in Lamis battendo la Polisportiva Sammarco. La vittoria arriva al termine del classico match di fine stagione: gol a grappoli, in un primo tempo pirotecnico, e ritmi non eccezionali, dando spazio anche a chi ha giocato meno.

Rientra dalla squalifica mister Pietro Tullo, che torna a sedersi in panchina. Out per infortunio De Giosa e Verriello, indisponibile Rubini e squalificato Rizzi. Nel 4-3-1-2 iniziale partono Cervelli tra i pali; linea di difesa con Lamura e Faccitondo esterni, Modugno e Pazienza centrali; in mediana capitan De Santis, Seccia e Mena; Tenzone trequartista dietro le due punte, Petruzzella ed Anaclerio.

Sin dal via il match mostra ritmi e attenzioni davvero rivolte alle vacanze, eppure l’Omnia Bitonto approfitta di qualsiasi occasione e sbavatura avversaria si presenti dinanzi. E al 23′ vola subito sul triplo vantaggio. Protagonista assoluto è bomber Petruzzella, autore di una tripletta. All’8′ l’ariete molfettese approfitta di una corta respinta del portiere di casa Tricarico su conclusione dal limite di Tenzone e tap-in vincente. Al 17′ Seccia recupera palla all’altezza della bandierina destra, si accentra e cross al centro per Petruzzella, che anticipa un difensore sammarchese e sigla lo 0-2. Sei minuti, Tenzone se ne va sulla destra, cross dal fondo, e ancora il cannoniere omniano, in piena area di rigore, realizza lo 0-3.

Match chiuso? Assolutamente no, perché i bitontini si rilassano un po’ troppo ed il Sammarco, volenteroso e coriaceo, riapre la contesa ed addirittura trova la parità, approfittando di una retroguardia omniana non impeccabile.

Un minuto dopo il tris bitontino, al 24′, arriva un calcio di rigore per il Sammarco, assegnato dall’arbitro barlettano Vitobello per il fallo di mani di Pazienza in area di rigore: dal dischetto Ramunno spiazza Cervelli e sigla l’1-3.

Due giri di lancette e la compagine sammarchese rientra definitivamente in gara: cross dalla trequarti sinistra di Nardella, tra le maglie della difesa omniana sbuca in area Gaggiano, che di testa anticipa Cervelli e manda la palla in fondo al sacco. 2-3.

Al 42′ la rimonta del Sammarco si completa: tiro dalla distanza di Bruno, Cervelli para ma non trattiene, si avventa sul pallone Ramunno, partito però da posizione sospetta di fuorigioco, dal fondo palla al centro dell’area per Gaggiano e rete del 3-3 a porta sguarnita.

Nella ripresa i ritmi, già non eccezionali, si abbassano ancora di più. L’Omnia Bitonto però gestisce il match, con il Sammarco che non impensierisce come nella prima frazione di gioco. Entrano tra i bitontini Tarantino e Catucci per Lamura e Mena.

Al 64′ arriva il nuovo vantaggio omniano: cross di Faccitondo dalla destra, in area svetta di testa Anaclerio e palla imparabile all’angolino. 3-4 e sesto gol per la punta ex Bari.

La rete praticamente spegne ancora di più la contesa. Entra anche Leone per Seccia. Ci prova pure Tenzone dal limite ma coglie la traversa. Due sussulti anche dai padroni di casa, con le conclusioni dalla distanza di Villani e Ciavarella, che non creano grattacapi a Cervelli.

Si conclude così il match. L’Omnia Bitonto batte in trasferta la Polisportiva Sammarco per 4-3 e conquista la diciannovesima vittoria in campionato, decima in trasferta, dove i bitontini hanno il terzo miglior rendimento del torneo. Al “Tonino Parisi” è arrivata anche la quarta vittoria consecutiva, record stagionale, segno che, a differenza di numerose altre squadre, gli omniani hanno mantenuto sempre alta la concentrazione fino al termine della stagione, garantendo così la regolarità del Campionato e rispettando tutti gli avversari fino all’ultimo.

In classifica, i bitontini chiudono con 64 punti, al quarto posto, dietro l’Audace Cerignola (92 punti), il San Marco (77 punti) e la Reali Siti Stornarella (72), vittoriosa a tavolino contro il Margherita Terme, che non si è presentato per l’ultima dell’anno. La distanza di 8 lunghezze dal terzo posto ha fatto sfumare l’obiettivo dei playoff ma è doveroso ricordare come di questi tempi, un solo anno fa, l’Omnia Bitonto retrocedeva in Seconda Categoria perdendo lo spareggio playout di Rocchetta Sant’Antonio. Segno, dunque, inequivocabile di un progetto in netta crescita e che è proiettato al futuro.

Numeri importanti anche nei gol realizzati: l’Omnia Bitonto è il secondo miglior attacco con ben 83 reti. Spicca, in tal senso, Petruzzella, capace dal solo mese di dicembre di siglare ben 22 reti, issandosi proprio sul filo di lana al terzo posto della classifica marcatori, unico ad inserirsi nel dominio cerignolano.

Ora le vacanze: in estate l’Omnia Bitonto continuare a lavorare intensamente per il futuro.

Nicolangelo Biscardi

I risultati di Promozione

PLAY-OFF
Girone A
ATLETICO CORATO – UNIONE CALCIO BISCEGLIE 0-2 ai supplementari
Girone B
CITTA DI FASANO – AVETRANA 2-1

PLAY-OUT
Girone A
MADRE PIETRA APRICENA – BARIUM CALCIO 3-1
Girone B
CAROVIGNO CALCIO – PUGLIA SPORT 0-0 ai supplementari
Puglia Sport retrocessa

Promozione: Oggi Play-out e Play-off

Sono in programma oggi le gare di play-off e play-out per i campionati di Promozione Girone A e B.
Atletico Corato e Unione Calcio si contenderanno in gara unica un posto in finale, dove incontreranno l’Atletico Corato, passato di diritto grazie al distacco con la quinta classificata (Carapelle) superiore ai 7 punti. Nel Girone B saranno invece il Fasano e l’Avetrana a giocarsi l’accesso alla finale, dove incontreranno il Mesagne che, come per l’Atletico Corato, avrà l’accesso di diritto a scapito del Fragagnano. Calcio d’inizio ore 16.30.
Per decidere le retrocessioni invece saranno in campo Madre Pietra Apricena e Barium per il Girone A, Carovigno e Puglia Sport per il Girone B

PLAY-OFF
Girone A
ATLETICO CORATO – UNIONE CALCIO BISCEGLIE Campo Comunale – A – di Corato
Girone B
CITTA DI FASANO – AVETRANA Campo Comunale “Vito Curlo” di Fasano

PLAY-OUT
Girone A
MADRE PIETRA APRICENA – BARIUM CALCIO Campo Comunale “A.Garibaldi” di Apricena
Girone B
CAROVIGNO CALCIO – PUGLIA SPORT Campo Comunale di Carovigno

Coppa Capitanata al Lucera

L’Asd Sport Lucera si aggiudica la Coppa di Capitanata, pareggiando, 4 a 4, con l’Elce Deliceto, sul campo neutro di Castelluccio dei Sauri, nella finale di ritorno. Impensabile ribaltare il 9 a 1 del Comunale di Lucera; ma l’Elce ha fatto la sua gara, approfittando anche della formazione ampiamente rimaneggiata schierata dagli ospiti per dare spazio agli elementi che hanno giocato di meno nel corso della stagione. I “padroni di casa” hanno sbloccato il risultato nelle prime battute dell’incontro, a cui è seguito il pareggio solo momentaneo di De Troia. Infatti, l’Elce è pervenuto al nuovo vantaggio, chiudendo la prima frazione sul 2 a 1.

Nella ripresa, squadra locale protesa ancora in avanti; fuori Polisena per infortunio e difficoltà per gli ospiti, la cui difesa ballerina ha subito altre due reti, lasciando presagire una sconfitta pesante. Tuttavia, dalla direzione tecnica dell’Asd Sport Lucera è giunto l’ordine di effettuare le necessarie sostituzioni per cambiare le cose in campo. Così, Ottaviano è andato per tre volte in goal, una con un rigore, spegnendo le speranze dell’Elce di vincere almeno la partita di ritorno. Il confronto si è chiuso con i cori di gioia dei supporter celesti; ma la festa ha incredibilmente dovuto fare a meno della Coppa, che tutti cercavano, compreso l’arbitro, e nessuno ha visto. Una finale (doppia) senza la Coppa è una stranezza che mancava nella storia, almeno recente, del calcio lucerino. Il trofeo, comunque, sarà consegnato nella sede della Federazione Provinciale, la prossima settimana, come un pacco qualsiasi che si ritira all’ufficio postale.

SundayRadio

Spadavecchia: il Manduria calcio è un bene comune

Spadavecchia

Il presidente biancoverde chiama a raccolta gli imprenditori locali e rivolge un invito accorato alla cittadinanza, al fine di partecipare attivamente alle sorti della compagine sportiva. Un contributo per ripartire insieme: imprenditori e commercianti del paese uniti per lo sport. Così Giuseppe Spadavecchia, dopo la cena finale con staff e giocatori tenutasi proprio in settimana.

«Oggi fare calcio – dice il numero uno del Manduria – è diventato davvero difficile, non è semplice reperire le risorse necessarie per coprire le spese, i costi sono davvero elevati. Non voglio fare appelli, ma semplicemente un invito. La squadra del Manduria – prosegue – è un bene della città, pertanto dovrebbe riguardare tutti. Basta davvero poco per contribuire alle sorti del calcio biancoverde. Un piccolo aiuto non pesa e fa bene a molti. Quest’anno – conclude il presidente – siamo riusciti a terminare la stagione grazie ai numerosi commercianti della zona. Aiutare la squadra con il proprio marchio è una cosa che dovrebbe rendere orgogliosi».

Dirigenza, staff e giocatori, in settimana sono stati ospitati dalla Braceria De Pasquale, che ha voluto omaggiare l’impegno dei giocatori offrendo una cena a base di carne.

Mario Lorenzo Passiatore – LaVoceDiManduria

Al via i playoff, al “Vito Curlo” di scena Fasano-Avetrana

Giuseppe Laterza (Ph.M. Pistoia)

La gara si giocherà alle ore 16.30: i biancazzurri di Laterza hanno dalla loro parte due risultati su tre

C’è grande attesa per la gara di semifinale playoff tra l’Us Città di Fasano e l’Avetrana, in programma domani pomeriggio alle ore 16.30 sull’erbetta del “Vito Curlo”. Entrambe le squadre, al termine della stagione regolare, sono giunte a pari punti in classifica, ma i biancazzurri di Giuseppe Laterza hanno il vantaggio di giocare in casa in virtù degli scontri diretti con i tarantini (2-0 all’andata e 0-0 al ritorno). Questo significa che domani, al termine dei 90 minuti, in caso di parità, si giocheranno due tempi supplementari e – ancora in caso di parità – in finale contro il Mesagne il 7 giugno accederà il Fasano per il miglior piazzamento in classifica.

In queste due settimane, i biancazzurri hanno svolto un’ottima preparazione: il Fasano ha giocato uno strepitoso girone di ritorno, non perdendo per 19 partite. L’unico stop quello di due domeniche fa a Mesagne, al termine di una gara condizionata da alcuni evidenti errori arbitrali. L’Avetrana allenata dall’ex Claudio Pellegrino è squadra in forma e molto temibile che fa del suo bomber Vasco il punto di forza. Dalla cittadina tarantina, domani pomeriggio, giungeranno al “Vito Curlo” tanti tifosi, si parla di circa 300 unità.

Mister Giuseppe Laterza, per la semifinale playoff, avrà alcuni problemi di formazione: innanzitutto mancheranno per squalifica gli under Pugliese e Laguardia e per infortunio stop per Chiatante e Leggiero. In fase di netto recupero Telesca, Laneve e Nicola Ancona. Ad arbitrare la gara sarà il sig. Andrea Rizzello di Casarano, coadiuvato dai sigg.ri Giuseppe Centrone di Molfetta e Carlo Casalino di Bari.

Vincenzo Lagalante – fasanolive

Febbre finalissima. Il preview di Corato-Bisceglie

Sylla in azione

«Cuore caldo e mente fredda», esordisce così Mimmo Leonino alla vigilia di una partita molto importante per se stesso, per i calciatori ma soprattutto per una città che in queste ore sta dimostrando fame di calcio. Venduti quasi 700 biglietti per la finalissima playoff contro l’Unione Calcio Bisceglie che potrebbe sancire il ritorno in Eccellenza dei neroverdi dopo due anni di Promozione.

In città non si parla d’altro. Il Commando Ultrà ha tappezzato Corato con striscioni e volantini. La società ha pubblicato un video di presentazione che è già diventato virale.

«Più la partita si avvicina, più mi sento tranquillo – ha detto il tecnico neroverde – Ho visto i miei ragazzi sereni e pronti per questa sfida, ora inizieranno ad accumulare tensione positiva utile». Ieri in allenamento c’erano anche i tifosi che hanno avuto un confronto con la squadra, rincuorando e sostenendo i ragazzi. «Sarà una partita che potrebbe essere decisa da episodi – ha spiegato Leonino – noi giocheremo come siamo abituati a fare, cercando di vincerla prima dei novanta minuti, anche se sappiamo che quella di domani non sarà una gara come tutte le altre».

Per quanto riguarda la formazione Sylla e Landini hanno recuperato, unico dubbio quello di Rutigliani alle prese con un problema al ginocchio. Dall’altra parte Mimmo Di Corato ha tutti gli effettivi a disposizione. Difficile individuare l’undici di partenza in entrambe le squadre. I due allenatori scioglieranno le riserve poco prima del fischio d’inizio.

L’arbitro dell’incontro sarà Jacopo Pascariello di Lecce, già designato con neroverdi e biancazzurri contro la Nuova Molfetta. Ticket ancora a disposizione in prevendita a 5 euro (al club in Via Salvini, traversa di Via Gravina) ma saranno acquistabili al botteghino domenica a 7 euro. Donne e ragazzi sotto i 15 anni entrano gratuitamente.

IL REGOLAMENTO: Sarà gara secca. Al Corato serve una vittoria o il pareggio dopo, però, i tempi supplementari. Merito della seconda posizione conquistata grazie alla vittoria negli scontri diretti considerando che le due squadre sono arrivate alla fine a pari punti. Chi vince non accede direttamente all’Eccellenza ma si posiziona in una speciale griglia di ripescaggi che si configura così. Al primo posto la vincente delle finali playoff dei due gironi che ha conquistato più punti nella regular season (una tra Bisceglie e Corato). Chi perde occupa la quarta posizione nella graduatoria. Al momento c’è un posto vacante in Eccellenza (fuori Francavilla, Ascoli Satriano, Galatina e Ostuni; dentro Gravina, Otranto e Grottaglie), potrebbero diventarne due qualora il Nardò vinca i playoff nazionali. In sintesi, chi vince è al 99% nella Premier League pugliese, chi perde deve sperare in un terremoto estivo delle iscrizioni.

Francesco De Marinis – LoStradone

Unione Calcio, ancora poche ore e sarà finale playoff

Corato – Unione Calcio

Cresce l’attesa per la finale playoff in casa del Corato (fischio d’inizio ore 16.30) ultimo e decisivo appuntamento stagionale. Un solo risultato a disposizione per gli azzurri, costretti a vincere per aggiudicarsi lo spareggio.

Ancora poche ore e Corato ed Unione Calcio scenderanno in campo per disputare la partita più importante della stagione, la finale playoff che potrebbe spalancare le porte dell’Eccellenza alla compagine vincitrice.
Un traguardo storico per la società biscegliese, al primo spareggio promozione della sua giovane storia, a conferma di un campionato lodevole chiuso con 76 punti (quota record, nda).
Di fronte un Corato che si presenta alla sfida con l’attacco più prolifico del girone A, forte del fattore campo e della miglior posizione in graduatoria che gli permetterà di avere a disposizione 2 risultati su 3. Nel caso di parità al termine dei 90’ regolamentari, infatti, il match si protrarrà sino ai supplementari. Se allo scadere dei 120’ il punteggio dovesse permanere ancora in equilibrio, i coratini guadagnerebbero il titolo playoff proprio in virtù del miglior piazzamento in classifica.
Il derby tra Unione Calcio e Corato è entrato di diritto nella storia dei classici della promozione pugliese. In questa stagione, infatti, le due compagini si sono incrociate per ben 4 volte tra campionato e coppa, con verdetti differenti. Se in coppa Italia ebbero la meglio gli azzurri (vittoria per 1-0 nella gara di ritorno presso il comunale coratino con rete decisiva di Di Pinto, nda), i neroverdi si sono rivelati la bestia nera dei biscegliesi in campionato, con 2 vittorie in altrettanti scontri.
La finale playoff, però, sarà una gara a parte, con un unico imperativo per gli azzurri, vale a dire giocare per centrare la vittoria.
Concentrazione e lavoro hanno contraddistinto l’ultima settimana della compagine biscegliese che, per riprendere confidenza con il manto erboso, ha svolto le sedute di allenamento sul terreno del “G. Ventura”.
Effettivi tutti a disposizione per mister Di Corato, vista l’assenza di squalificati edinfortunati. L’incontro sarà diretto da Jacopo Pascariello di Lecce, coadiuvato dagli assistenti Fabio Donatelli (Taranto) ed Edoardo Federico Cleopazzo (Lecce).

Valentina Sinigaglia      

Coppa di Capitanata – Finale di ritorno a Castelluccio dei Sauri

L’intero organico del Lucera

L’atto finale della Coppa di Capitanata si celebra domani, sabato 30 maggio, sul neutro di Castelluccio dei Sauri alle 18,30. L’Asd Sport Lucera ha praticamente vinto il trofeo, in virtù del 9 a 1 inflitto all’Elce Deliceto, domenica scorsa al Comunale. Si tratta, quindi, di una pura formalità, la gara di ritorno, a cui seguirà la consegna della coppa, il momento che squadra e tifosi attendono e che avrebbero preferito vivere sul terreno di casa, con il pubblico al completo. Come è stato riferito, le due società avevano chiesto alla Federazione provinciale di disputare una finale unica, proprio a Lucera, ma da Foggia è giunto il diniego. Così, la Coppa di Capitanata, manifestazione a cui hanno inteso partecipare solo quattro club sugli undici che hanno disputato il Campionato di Terza Categoria, si concluderà con una partita che, vista la grande differenza tecnica in campo e l’esito già acquisito, sarà poco più che un allenamento da portare avanti, stancamente, fino al novantesimo.

SundayRadio

Manduria, Scarciglia: “Cosma grandi qualità, Gennari super”

Scarciglia

Dal buio estivo fino aIla festa salvezza. Umori e stati d’animo radicalmente mutati da agosto a maggio: l’amarezza di una nave che andava a picco è diventata una bella barca con al timone ancora capitan Scarciglia. Proprio lui ha segnato la strada del nuovo corso, suggerendo un esordiente per la panchina. Scarciglia sponsor di Cosma, la società ha approvato ed è nato un Manduria tutto nuovo. L’attaccante biancoverde si auspica che il tecnico possa rimanere ancora in sella, per continuare a programmare un futuro roseo. Cosma fulcro del progetto grazie alla serenità del team dirigenziale, il capitano sembra avere le idee chiare anche lontano dal rettangolo verde. Cosma fondamentale, Gennari determinante, il gruppo imprescindibile.

Allora Capitano, un anno esaltante e pieno di soddisfazioni personali. Un bilancio della stagione 2014/2015.

«Un anno importante, non solo per i risultati conseguiti ma soprattutto per il senso di appartenenza alla maglia che questo gruppo ha mostrato durante il cammino. Anche senza grandi investimenti si possono ottenere risultati soddisfacenti, necessariamente con un’ottima programmazione».

Sei stato uno dei giocatori che ha sponsorizzato il nome di Cosma per la panchina. A distanza di un anno possiamo dire che hai avuto ragione. Quanto è importante la permanenza del tecnico e che possibilità ci sono?

«Mi sono esposto in prima persona perché conoscevo l’uomo e il mister Gianluca Cosma, avendolo avuto in passato come allenatore. Ero fermamente convinto che le sue capacità tattiche e morali potessero servire per ricostruire un gruppo reduce dalla retrocessione. Poi è stata brava la società a mettere il tecnico nelle condizioni di lavorare serenamente. Adesso viene il bello, riconfermarsi sarà ancora più difficile, ma la crescita, come hai detto tu, non può prescindere dalla riconferma dell’allenatore e da una programmazione mirata al miglioramento della rosa».

La società e l’allenatore ti hanno definito uomo-squadra. Bravo ad aiutare i compagni ed a mediare con i dirigenti. Dobbiamo dare per scontato la permanenza di Scarciglia o ci sono delle condizioni?

«La mia permanenza non è in discussione, io devo tanto a questi colori che mi hanno fatto crescere come calciatore e come uomo. Parlerò con la società per programmare il futuro e spero sia sempre più roseo e vincente».

Gennari-Scarciglia, un tandem da 27 gol stagionali. Che giocatore è Piero?

«E’ il giocatore che più mi completa, la mia spalla ideale. Un fratello, un compagno, un amico che tutti vorrebbero, il classico dieci genio e sregolatezza. Quest’anno è maturato tanto e i suoi 15 gol lo testimoniano. Ho perso il conto degli assist che ha fornito ai compagni, è stato determinante per la squadra. Tutto questo grazie al duro lavoro in allenamento. Mi auguro rimanga con noi anche il prossimo anno».

Mario Lorenzo Passiatore -lavocedimanduria

San Marco – stagione da incorniciare: intervista a mister Marcello Iannacone

Marcello Iannacone

Mister Iannacone, l’ASD San Marco sarà protagonista di una finale play-off di Prima Categoria per l’accesso in Promozione. Dopo soli due anni e mezzo di vita potrebbe raggiungere la terza promozione consecutiva. Qual è il segreto?
Non ci sono segreti, ma solo programmazione, lavoro intenso e grande disponibilità da parte di tutti i componenti della grande famiglia di mettersi al servizio della squadra e della società

Si aspettava di vedere la sua squadra al secondo posto in Prima Categoria, peraltro seconda soltanto alla corazzata Cerignola? Con 77 punti in un altro girone avrebbe vinto il campionato
Non conoscevo il reale valore delle altre squadre partecipanti a questo campionato ed ero certo di avere in squadra uno staff tecnico di altissimo livello. Ne cito alcuni: il prof. Antonio Parisi, il fisioterapista Giuseppe Tancredi e il preparatore dei portieri Matteo Merla, dirigenti e collaboratori sempre vicini alla squadra, come pure il nostro tifo rappresentato dalla Brigata Lamis. Grande merito va dato anche ai calciatori che fin dal primo giorno si sono messi a disposizione facendo grandissimi sacrifici, con umiltà e abnegazione.

E poi?
E poi ci sono un presidente e un direttore generale che non hanno fatto mai mancare nulla alla squadra. Con queste premesse ero certo che avremmo fatto bene.

Durante questa stagione, se ci sono state delle difficoltà, come le avete gestite?
Come in tutte le squadre che affrontano un campionato così lungo è ovvio che ci siano delle difficoltà. Ancor più se si pensa che il nostro organico è composto da 23 calciatori di cui quattro portieri, che abbiamo disputato la Coppa Puglia fino alle semifinali e che non abbiamo ancora tanti ragazzi dal settore giovanile da poter aggregare alla prima squadra. Nelle difficoltà siamo stati compatti e le abbiamo superate brillantemente.

A proposito di settore giovanile, quest’anno è nato il gruppo Allievi. Qual è il bilancio con le vostre giovani promesse?
Il bilancio è molto positivo se si considera che siamo nati meno di tre anni fa. Lo staff tecnico degli Allievi composto dai mister Aniello Calabrese e Nazario Nardella e dal preparatore dei portieri Antonio Villani, ha svolto un ottimo lavoro dandoci la possibilità di schierare alcuni validi elementi in prima squadra. Ai Giovanissimi guidati da Michele Coco, coadiuvato da Nicola Bonfitto, Donato Polignone, Michele Bevilacqua, dal preparatore dei portieri Pietro Battista e dal dirigente Michele Di Carlo, è stata data continuità a un gruppo già ben amalgamato dall’anno precedente. Stesso risultato per gli Esordienti allenati da Tommaso Villani, dal preparatore dei portieri Michele Ceddia e dai collaboratori Matteo Perilli e Matteo Guerrieri. Una grande crescita c’è stata anche tra i nostri Pulcini e Piccoli Amici diretti dal prof. Antonio Parisi e dai collaboratori Angelo Tancredi, Angelo Coco ,Luigi Borazio, Nazario Tricarico e Raffaele Totaro. Ogni staff tecnico sta arricchendo le proprie conoscenze e competenze per garantire ai ragazzi un livello di professionalità adeguato e al passo con l’evoluzione che questo sport impone.

Domenica si gioca a Barletta l’ultima di campionato. Come avete preparato questa gara?
Domenica avremo tantissimi squalificati e calciatori reduci da infortuni, quindi siamo veramente in pochissimi disponibili. Ciononostante andremo a fare la nostra gara con serenità.

Da calciatore ha vissuto diverse finali playoff. Come si prepara una gara così importante?
Non si fa nulla di eccezionale e di diverso da quello che si è sempre fatto durante la stagione. Puntualità agli allenamenti, lavoro, organizzazione del proprio tempo, vita sana e tanta serenità. Quando un atleta cura questi dettagli non deve avere paura di nulla perché arriverà sicuramente pronto all’appuntamento.

La città di San Marco è in fermento per l’evento che potrebbe portare una squadra locale in Promozione dopo oltre trent’anni. Che ne pensa?
Sono felicissimo che tanta gente aspetti con gioia questo appuntamento. Tante persone, di cui molte non più giovanissime, mi dimostrano affetto e gratitudine per quello che stiamo facendo e questo mi lusinga. Si respira un’aria molto positiva e noto che anche chi era più scettico o comunque aveva vedute diverse si sta avvicinando a noi e anche questo è motivo di grande soddisfazione affinché tutti insieme possiamo regalare alla nostra San Marco una giornata indimenticabile.

C’è una persona alla quale vorrebbe dedicare questa splendida stagione?
A un nostro grande amico e dirigente, uno dei primi entrato a far parte di questo progetto e che rappresentava meglio di chiunque altro quelli che sono i principi dello sport e sui quali si fonda l’ASD San Marco. Scomparso prematuramente, Mario Tenace, resterà sempre nei nostri cuori. Non lo dimenticheremo mai.

 

Manduria, Cosma racconta un anno in biancoverde

Mr. Cosma

Dentro una stagione, riavvolgendo il nastro da agosto fino a maggio, ricordando le tappe clou che hanno caratterizzato il cammino dei biancoverdi. Gianluca Cosma e il Manduria, hanno stupito entrambi partendo da zero e con un organico ricostruito dalle fondamenta. Una salvezza griffata da un gruppo di manduriani che si è lasciato abbondantemente alle spalle lo scetticismo estivo. Cosma ha fatto breccia nel cuore di tutti e sono in tanti ad invocare la riconferma. Presto le parti si incontreranno per capire se ci saranno le condizioni per prolungare il sodalizio. Noi intanto siamo partiti dalle certezze, dal percorso tracciato dalla comitiva messapica nel campionato di promozione e ne abbiamo parlato proprio con la guida tecnica.

Allora mister, cominciamo dai numeri: 45 punti, 27 gol totali per il tandem Gennari-Scarciglia. Ha lavorato con il materiale umano che la società le ha messo a disposizione, non potendo avanzare alcuna pretesa in virtù di un budget ristretto. Ora, provi per un momento a dimenticare di essere il tecnico del Manduria ed a giudicare, con un occhio terzo, il suo operato.
«I ragazzi hanno fatto passi da gigante attraverso il lavoro e tanti sacrifici. Gente che ai ranghi di partenza non era affidabile, sia under che grandi, hanno acquisito gradualmente sicurezza conquistandosi la fiducia dell’ambiente. Non ci dimentichiamo che in difesa non abbiamo avuto per due mesi Leo Mancuso, questo forse ha responsabilizzato ulteriormente i ragazzi a fare meglio. Il reparto offensivo ha prodotto quasi trenta gol, a mio avviso una coppia cosi prolifica non l’ha avuta nessuno nel nostro girone. I risultati sono sotto gli occhi di tutti».

Ad agosto, quali aspettative aveva?
«Fin dall’inizio ho ostentato tranquillità e ho cercato di trasmetterla ai ragazzi. Guardavamo partita dopo partita, preparando in maniera accurata il match domenicale. La nostra settimana era funzionale alla domenica, a prescindere dalla classifica e dall’avversario. Questo ci ha permesso di giocare le nostre carte con tutti e di raccogliere tanti punti».

Gennari 15 gol, Scarciglia 12, ci aiuti a capire pregi e i difetti del 9 e del 10.
«Due ragazzi eccezionali prima di ogni cosa. Francesco ha aiutato tutti, ha curato le relazioni interpersonali fra i giocatori, fino ai rapporti societari. Sono cresciute tanto anche le sue prestazioni in termini di gol. Non solo lavoro sporco spalle alla porta, con lui ci siamo dedicati alla fase di finalizzazione ed ha assimilato perfettamente certi meccanismi. Gennari invece, è stato determinante con i suoi gol ed in fase conclusiva ha realizzato diversi assist. Le trame offensive passavano necessariamente dai suoi piedi. Una coppia ben assortita che ha concretizzato il lavoro del gruppo».

E’ partito spedito con il 4-3-3, ad onor del vero si è visto anche un bel Manduria. Poi strada facendo ha cambiato assetto tattico ed è passato ad un più cauto 4-4-2. Perché?

«Principalmente per una questione di equilibrio. Il 4-3-3 ci consentiva di esprimere un potenziale offensivo notevole, ma allo stesso tempo i tre mediani andavano in affanno. Riportando gli esterni sulla linea dei centrocampisti abbiamo avuto una squadra più corta, giocando maggiormente sulle ripartenze, soprattutto con team dal tasso tecnico superiore al nostro. Siamo cresciuti sul piano difensivo e questo ci è servito per cambiare pelle a campionato in corso».

Avete vinto con l’Otranto in casa (vincitori del torneo), in trasferta è arrivata una sconfitta rocambolesca per 4-3. E’ questo il suo vero motivo d’orgoglio, oppure i derby con Avetrana e Fragagnano hanno avuto un sapore speciale?
«Credo che ogni gara abbia riservato delle gioie. Citarne solo una sarebbe abbastanza riduttivo, abbiamo imparato tanto anche dalle sconfitte. A Leverano abbiamo comandato il gioco per ampi tratti della gara, idem a Galatone. Bene con il Mesagne in casa, ed in queste tre circostanze il risultato non è stato dalla nostra parte. Nel girone di ritorno ce la siamo giocata con tutti».

Se potesse cambiare l’esito di una sola gara, quale partita sceglierebbe?
«Probabilmente Otranto, al ritorno. La prima frazione fu ampiamente condizionata dalla pioggia e dal forte vento contro. Loro trovarono il gol della domenica e sfruttarono una serie di situazioni a loro vantaggio. A Maglie e Galatone siamo stati altrettanto sfortunati ed a Laterza, prima giornata, non meritavamo assolutamente di perdere».

Col senno di poi, c’è una scelta, un cambio, una sostituzione che non rifarebbe?
«Rifarei tutto, se qualcuno mi avesse pronosticato questa stagione avrei messo tre firme. Poi gli errori li facciamo tutti, io compreso, ma credo facciano parte del percorso, alla fine sono serviti anche quelli».

Solitamente gli under si rischiano sulle fasce, forse è più un luogo comune. Lei invece ha giocato più volte con tre quarti della difesa under. Questione d’emergenza o in quel momento anche un ragazzino poteva dare le opportune garanzie?
«Ad inizio anno non l’ho mai fatto, poi quando i ragazzi hanno acquisito una certa autorevolezza, ho schierato Mero, un 94, e tre under. C’è stata una crescita collettiva che mi ha permesso per certi versi anche di osare, poi talvolta sei anche costretto a fare di necessità virtù».

Un nome che è cresciuto in maniera esponenziale, principalmente dal punto di vista tecnico tattico.
«Non c’è un nome in particolare, mi sento di dire tutti. Hanno dato più del dovuto fino all’ultima giornata. C’è stata una sintonia perfetta tra giocatori, staff e dirigenza. Ci tengo a ringraziare il presidente e i vertici societari per avermi dato l’opportunità di allenare il Manduria. E’ una stagione che difficilmente dimenticherò, sono orgoglioso dei miei ragazzi per la disponibilità che hanno dato e per l’impegno profuso settimanalmente».

Mario Lorenzo Passiatore – lavocedimanduria

Fasano a due giorni dalla gara con l’Avetrana

Giuseppe Laterza (Ph.M. Pistoia)

L’allenatore dell’Us Città di Fasano parla della semifinale playoff Promozione, in programma domenica alle ore 16.30 al “Vito Curlo”

Si respira aria di partita importante in città: domenica, infatti, alle ore 16.30, si giocherà la semifinale dei playoff Promozione. L’Us Città di Fasano, grazie al miglior piazzamento in classifica al termine della stagione, affronterà in casa l’Avetrana, squadra giunta a pari punti, ma che paga il pessimo riscontro negli scontri diretti. I biancazzurri di Laterza, imbattuti in questa stagione tra le mura amiche, hanno dalla propria due su tre risultati per accedere alla finale del 7 giugno a Mesagne. In caso di parità al termine dei 90 minuti, ci saranno due tempi supplementari e poi, sempre in caso di parità, si qualificherà il Fasano.

Per la gara di domenica si prevede il pubblico delle grandi occasioni, anche di fede tarantina. Da Avetrana giungeranno circa trecento tifosi organizzati per sostenere la squadra in questa difficile gara. «Affrontiamo l’Avetrana – afferma Giuseppe Laterza, allenatore del Fasano -, una squadra ben organizzata e compatta, un avversario complicato da affrontare, forte fisicamente, che ha disputato un ottimo girone di ritorno e che ha meritato questi playoff. Da parte nostra, sappiamo quanto è impegnativa e importante questa partita e la stiamo preparando nel miglior modo possibile, con l’entusiasmo giusto e con la consapevolezza che è una partita secca: quindi, dobbiamo essere concentrati dal primo minuto per non concedere nulla ai nostri avversari».

E prosegue: «Sappiamo quanto abbiamo lavorato per conquistare questi playoff e adesso siamo contenti, ma assolutamente non appagati. I ragazzi in queste due settimana hanno lavorato tanto per farsi trovare pronti a questa partita che può farci approdare, dinanzi ai nostri fantastici tifosi e alla nostra gente, a quella finale che può farci sperare in un ripescaggio in Eccellenza. Vogliamo regalare, per l’ultima partita in casa della stagione, una grande prestazione alla nostra gente che ci è stata sempre vicina e che non ci ha fatto mancare il proprio sostegno, neanche fuori casa».

Il tecnico biancazzurro conclude: «È stato un anno duro. Questi ragazzi hanno sudato e lavorato tanto per essere sempre all’altezza. Ci dispiace non essere riusciti a fare quella scalata vincente che tanto desideravamo, ma io sono contento e orgoglioso di ognuno di loro e sono convinto che non vedono l’ora di scendere in campo per continuare a dimostrare il proprio attaccamento alla maglia e il loro valore che solo l’Us Fasano ha. È una semifinale e come tutte le partite importanti mi auguro ci sia il pubblico delle grandi occasioni, ma Fasano in questo non tradisce mai e l’entusiasmo che si respira già in città è quello giusto!».

VINCENZO LAGALANTE – FasanoLive

Giovanili Unione Calcio, i Giovanissimi sperimentali trionfano nel girone B

I giovanissimi dell’Unione Calcio

Gli azzurrini si aggiudicano il girone B del campionato provinciale sperimentale dedicato ai nati nel biennio 2001-2002. Soddisfatto il tecnico Gaetano Fanelli: “La crescita dei ragazzi è continua – dice -. Guardiamo con ottimismo alla prossima stagione”

Ennesimo successo stagionale per il settore giovanile dell’Unione Calcio. Domenica 24 maggio, infatti, i Giovanissimi sperimentali guidati dal tecnico Gaetano Fanelli hanno conquistato il girone B del campionato provinciale, nel corso del quale hanno collezionato 16 punti, frutto di 5 vittorie ed 1 pari.

La vittoria decisiva è arrivata nell’ultima giornata sul campo del Nicola Di Leo Trani (2-3 il risultato finale, nda), successo che ha condannato la compagine tranese alla piazza d’onore con 15 punti.

Una piccola grande soddisfazione per gli azzurrini, ma soprattutto la dimostrazione della crescita costante di un gruppo che può guardare con ottimismo alla prossima stagione.

“La vittoria di questo torneo ha dimostrato che la squadra e lo staff intero stanno lavorando e crescendo in piena sinergia – commenta il tecnico Gaetano Fanelli –, certificando il fatto che abbiamo posto delle basi solide per affrontare con il giusto piglio il prossimo campionato. Nella partita decisiva i ragazzi hanno superato una squadra reduce da 5 vittorie consecutive, mostrando una crescita anche a livello caratteriale. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, invece, abbiamo cambiato moduli tattici anche nel corso delle partite, schemi tutti applicati con disinvoltura dai ragazzi”.

Un lavoro di squadra curato quotidianamente dall’intero staff del vivaio azzurro. ”La preparazione fisica e tecnica di tutti gli atleti è in continua crescita – continua Fanelli – questo grazie all’ottimo lavoro svolto dalla squadra, nonché dai tecnici e dai preparatori che gravitano intorno al settore giovanile, sotto la guida sapiente di Renzo Ferrante. Il bilancio della stagione non può che essere positivo, per tutti questi motivi. Nel pomeriggio chiuderemo l’anno calcistico con un’amichevole conla Nick Calcio Bari, salutandoci con la consapevolezza di poter disputare un campionato da protagonisti, in tutte le categorie, nella stagione 2015/16”.

Valentina Sinigaglia      

Cambiamenti in casa Sporting Altamura

L’A.S.D. Sporting Altamura comunica che dalla data del 25/Maggio/2015 questa società ha variato la propria denominazione sociale in U.S. Altamura A.S.D. con una nuova compagine sociale formata da imprenditori locali, la presidenza è stata affidata all’Avv. Tina Dilena.

Per tanto i vecchi dirigenti salutano calorosamente gli sportivi altamurani augurando alla nuova dirigenza un futuro ricco di successi e di vittorie.

Per l’ASD Bitetto vittoria interna e salvezza raggiunta

Domenica 24 maggio l’ASD Bitetto ha battuto per 3-1 il Sammarco nella penultima giornata del Campionato di Prima Categoria ed è riuscita nella grande impresa di raggiungere la matematica salvezza con una giornata d’anticipo…

Domenica 24 maggio l’ASD Bitetto ha battuto per 3-1 il Sammarco nella penultima giornata del Campionato di Prima Categoria ed è riuscita nella grande impresa di raggiungere la matematica salvezza con una giornata d’anticipo.

Un grande risultato quindi per mister Rocco Cramarossa e per i suoi ragazzi, i quali per la seconda stagione consecutiva hanno centrato l’obiettivo.

Una stagione in chiaroscuro che ha visto momenti grigi, ma anche diversi momenti esaltanti, per una cavalcata che ha portato a totalizzare finora 37 punti, ad una giornata dal termine, a +5 dagli Ultrattivi, in lotta per i PlayOut.

La Redazione di Bitettonline.it ha seguito l’intera stagione della squadra bitettese e si complimenta con tutta la squadra, dai calciatori al Presidente, alla Società e a tutto lo Staff, per l’importante risultato sportivo raggiunto anche quest’anno. COMPLIMENTI!