Monopoli, il cielo è sempre più tenebroso. Messina gioisce grazie ad Anastasi

Il Monopoli consolida un periodo tutt’altro che positivo, uscendo sconfitto dalla struttura del “San Filippo” a favore di un Messina maggiormente unito ed abile a sfruttare alcune ingenuità difensive commesse dai pugliesi. A sentenziare un boccone amaro per Bucaro e compagnia ci pensa Anastasi, il quale beffa Furlan con un colpo di testa vincente e allo stesso tempo determinante per le sorti della società in riva all’Adriatico. L’esonero di Zanin sembra non aver ancora trasmesso la giusta spinta tanto attesa da parte dell’ex tecnico di Savoia e Arezzo, tutt’ora alla ricerca di una pozione magica tale da poter rivitalizzare un organico spento e demotivato.

Messina-Monopoli 0-1

A.C.R. MESSINA (4-3-1-2): 1 Berardi; 35 Grifoni, 19 Rea, 6 Maccarrone, 3 De Vito; 17 Foresta, 8 Musacci, 4 Sanseverino; 33 Mancini; 10 Milinkovic, 9 Anastasi. All.: Lucarelli.

S.S. MONOPOLI 1966 (4-3-3): 22 Furlan; 20 Čikoš, 4 Esposito, 5 Ferrara, 3 Mercadante; 13 Sounas, 28 Nicolini, 16 Franco; 23 Montini, 11 Vuthaj, 19 Pinto. All.: Bucaro.

Ammoniti: Čikoš (M), Sanseverino (M), De Vito (M)

Espulsi: /

Arbitro: Matteo Marchetti della sezione di Ostia Lido (Vettorel-Rinaldi)

 

Alessandro Chimenti

Gambino riprende Viola: 1-1 tra Unicusano Fondi e Taranto

Allo stadio “Domenico Purificato” di Fondi, termina con il risultato di 1-1 la 28^giornata del girone C di Lega Pro tra Unicusano Fondi e Taranto. Dopo neanche un minuto dall’inizio della ripresa, passano avanti gli ionici con Viola, che trafigge in scivolata il portiere avversario. La rete del pareggio del Fondi la realizza Gambino, subentrato da pochi minuti, con un chirurgico colpo di testa.

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Ritmi blandi nel primo quarto d’ora di gioco: la prima azione pericolosa, infatti, giunge al 17′, quando il tarantino Lo Sicco serve in mezzo il confluente Magnaghi, il quale non riesce a colpire la sfera che sfiora il palo e si perde a lato. La risposta del Fondi è nei piedi di Galasso che, dopo la respinta della retroguardia rossoblu, calcia dal limite dell’area alzando la mira, al 35′.

Dopo soli trenta secondi dall’inizio della ripresa, cambia il parziale in favore del Taranto: il centrocampista rossoblu Maiorano, dal limite dell’area, apparecchia la tavola per l’accorrente Viola, il quale, in scivolata, trafigge il portiere Baiocco e porta gli ospiti in vantaggio. La replica laziale non si fa attendere, ma il colpo di testa di Albadoro termina agevolmente tra le braccia di Maurantonio. Prosegue la ricerca del pari da parte del Fondi che, con due conclusioni da lunga distanza nel giro di un minuto (prima con Giannone, poi con De Martino), spaventa la retroguardia ionica, senza, però, concretizzare. Cosa che, invece, accade al 69′, quando Giannone dosa un preciso cross sulla testa di Gambino (subentrato a Tiscione), abile a spizzare e superare l’immobile Maurantonio, realizzando la rete dell’1-1.

Dopo cinque minuti di recupero, nei quali il laziale Signorini viene espulso per proteste, la gara termina in un pari con una rete per parte. Nella prossima giornata, il Fondi farà visita al Siracusa; il Taranto, invece, ospiterà l’Akragas.

Alessandro Mazzarino

Bisceglie Calcio: contro il San Severo la prima di nove finali

Archiviato lo scialbo ed incerto 0-0 di coppa con l’Albalonga nella gara di mercoledì, il Bisceglie si rituffa nel campionato per l’ultima tappa di avvicinamento al big match contro la capolista Trastevere. Tra i nerazzurri di Ragno ed i capitolini di Gardini vi è di mezzo solo l’impegno interno di domenica 5 marzo contro il San Severo, la prima di nove sfide in cui la truppa nerazzurra è invitata a non sbagliare per restare sul podio del campionato.

I giallo granata di mister Fabio Di Domenico, annaspanti nella zona playout con appena trenta punti raccolti, hanno attraversato un discreto febbraio con un filotto di quattro risultati utili consecutivi, frutto di tre pareggi e di una vittoria ottenuta sull’Anzio nell’ultimo turno.

Il tecnico sanseverese schiera un undici a trazione anteriore con la pericolosa cerniera offensiva composta dal capitano tuttofare Florio, dai bomber Di Federico (a segno contro l’Anzio, ndr) e Fabio Lauriola, nonché dall’esperto centravanti Vito Falconieri, attivo in serie B e C con le maglie di Catania, Perugia e Reggiana, squalificato per questa partita.

Un dato che fa ben sperare Andrea Petta e compagni è invece relativo allo scarno rendimento da trasferta dei dauni con solo nove punti raccolti e cinque sconfitte sul groppone. Una costante che tutti i tifosi nerazzurri sperano prosegua anche in occasione di questo ventiseiesimo turno del campionato di Serie D girone H.

L’ultimo precedente sul manto erboso del Gustavo Ventura ha visto i nerazzurri allenati da Claudio De Luca condannare il San Severo ai playout, superandoli nell’ultimo turno della regular season 2015-2016 con il risultato di 2-1; nel confronto d’andata giocatosi il 30 Ottobre, la comitiva di mister Ragno conquistò l’intera posta in palio sconfiggendo i padroni di casa per 2-3 con un doppio Rocco Daiello e la rete di Riccardo Lattanzio.

Il fischio d’inizio delle ore 15:00 sarà affidato al signor Mario Davide Arace di Lugo di Romagna, supportato dagli assistenti di linea Fabio Pasquale e Marco Carrelli di Campobasso.

Si ringrazia Emmanuele Mastrodonato per la foto

Taranto, con il Fondi per sfatare il tabù: “Purificato” ancora inviolato dagli ionici

Galvanizzato dalla vittoria interna conquistata ai danni del Catanzaro, il Taranto sfida l’Unicusano Fondi, con un solo obiettivo: vincere per sfatare il tabù “Purificato”. Tre punti che rappresenterebbero ancora di più linfa vitale per la classifica e per il morale degli ionici, già alle stelle per i sette punti guadagnati nelle ultime tre gare di campionato. Tre punti che, tra le mura del “Purificato“, il Taranto non è mai riuscito a procurarsi: infatti, lo stadio del Fondi risulta ancora inviolato dalla compagine rossoblu, caduta per due volte sotto i colpi dei laziali.

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Il primo precedente riporta la mente al teatro della Serie D, dove, nello scontro di alta classifica, D’Agostino (doppietta) e Alleruzzo stendono il Taranto; inutili le reti di Genchi e De Giorgi che riaprono il match, ma non cambiano il risultato (3-2). La sfida successiva si svolge nell’ambiente di Lega Pro, più precisamente in Coppa Italia: i laziali passano in vantaggio con un’altra rete di D’Agostino (ora trasferitosi alla Lupa Roma), ma si fanno riprendere dal delizioso pallonetto del giovane tarantino Cardea (classe 2000). Al 96′, però, l’attaccante del Fondi Tiscione pesca il jolly e manda la gara ai titoli di coda.

Alessandro Mazzarino

Taranto, Pirrone: “Fondi avversario difficile, ma con mister Ciullo possiamo fare bene”

Conferenza stampa del centrocampista del Taranto, Giuseppe Pirrone, a pochi giorni dalla sfida con l’Unicusano Fondi in programma domenica 5 marzo.

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Queste le dichiarazioni del calciatore rossoblù: “Abbiamo ancora della strada da fare, ma i risultati parlano chiaro, con 7 punti in 3 giornate ottenuti contro squadre ben attrezzate. Il lavoro durante la settimana con mister Ciullo sta dando i suoi frutti, ci alleniamo bene ed abbiamo una nostra identità; il gruppo è coeso, tanti fattori sono al loro posto e tutto ciò ci permette di giungere a risultati positivi. Da un punto di vista personale, sono stato reintegrato da poco e non posso che ringraziare il mister per la fiducia riposta nei miei confronti. Per me è stato un anno particolare, ma ho aspettato il momento giusto per rimettermi in gioco ed adesso sto lavorando nel migliore dei modi per farmi trovare sempre pronto ed arrivare al top della forma. Assieme ai miei compagni, sono concentrato per ottenere l’obiettivo della salvezza. Fondi? Si tratta di un altro avversario difficile. Sono temibili soprattutto in fase offensiva, dunque dovremo stare attenti per uscire imbattuti dal loro campo. Ruolo preferito? Per caratteristiche amo giocare davanti alla difesa e con il modulo 4-3-3 mi trovo alla perfezione. Nessuna rete all’attivo? Normalmente segno 2-3 gol a stagione, spero di realizzarne qualcuno nelle prossime 11 giornate”.

(foto Blunote.it)

Taranto, il club riceve l’ennesima multa salata

Ancora una volta una multa di 4.000 € è stata comminata al Taranto FC 1927 per scoppio di petardi e lancio di una bottiglietta da parte di alcuni soggetti – peraltro identificabili attraverso le telecamere di sicurezza dello stadio –  nel corso della gara Taranto – Catanzaro del 25/02/2017.

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   Tale episodio – l’ennesimo nel corso delle ultime settimane – ha determinato l’assoluta mancanza di fiducia da parte della Società Taranto FC 1927 nei confronti di gran parte degli steward del servizio di controllo ai varchi d’accesso nello stadio “Erasmo Iacovone”.
   In questo quadro, si inserisce quanto avvenuto strumentalmente al termine della gara, allorché gli steward – informati che erano in corso delle verifiche e che sarebbero stati retribuiti così come avvenuto in tutte le partite precedenti – solo al termine di tali approfondimenti in ordine al servizio da loro svolto, hanno inscenato una “gazzarra” strumentale, provocatoria ed inutile. Tanto per evitare, probabilmente, l’approfondimento sul lavoro da essi svolto nel corso della partita con il Catanzaro.
È superfluo ribadire che gli steward hanno SEMPRE e regolarmente percepito il proprio compenso al termine di ogni singola gara.
E non è superfluo sottolineare che i medesimi, provenivano da Andria, Monopoli e Brindisi…!
I medesimi ad eccezione per quelli residenti a Taranto hanno addirittura raggiunto la sala stampa interloquendo con alcuni giornalisti.
Gli steward, si precisa e si ribadisce, sono stati sempre regolarmente retribuiti – anche in occasione della ultima partita Taranto –  Catanzaro – e al termine delle gare per i quali erano stati impegnati.
La Società ha già provveduto ad aprire un’istruttoria – coinvolgendo gli organi istituzionalmente a ciò preposti – al fine di fare accertare eventuali responsabilità oltre a porre in essere tutti gli interventi che si renderanno utili e necessari a tutela della propria immagine.
Inutile aggiungere che tutte le puerili considerazioni poste in essere da parte dei soliti noti…,  si commentano da sole e lasciano il tempo che trovano.

Comunicato Stampa Taranto FC

Marcatori Lega Pro C, doppiette per Calderini, Firenze e Marotta

29 le reti messe a segno nella ventisettesima giornata del campionato di Lega Pro girone C.

In vetta resta tutto invariato con Caturano capo cannoniere.

Segnano la loro decima rete in campionato, Emanuele Catania del Siracusa, Pozzebon del Catania e Ripa della Juve Stabia.

Doppietta e salita a quota 7 per Calderini del Fondi.

Da segnalare anche la doppietta di Firenze della Psganese, che sale a quota 4 così come il suo compagno di squadra, Bollino.

Terza rete in campionato per i vari Milinkovic, Turati, Aya, Genchi, Di Piazza, D’Orazio, Bangu e Marotta (doppietta).

 

 

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CLASSIFICA MARCATORI dopo la giornata 27 (prime posizioni)

 

 

16 reti: Caturano (Lecce)

14 reti: Negro (Matera)

11 reti: Montini (Monopoli)

10 reti: Emanuele Catania (Siracusa), Pozzebon (Catania/Messina), Ripa (Juve Stabia) e Mazzeo (Foggia)

9 reti: Coralli (Reggina) e Statella (Cosenza)

8 reti: N’Zola (Virtus Francavilla), Albadoro (Fondi), Reginaldo (Paganese), Ciro Foggia (Melfi), Sarno (Foggia) e Torromino (Lecce)

7 reti: Calderini (Fondi), Iannini (Matera), Izzillo (Juve Stabia), Mazzarani (Catania), Abate (Virtus Francavilla), Baclet (Cosenza), Armellino (Matera) e De Vena (Melfi)

 

 

 

ALESSANDRO POLICHETTI

 

 

 

 

 

Il dopo ” Lecce – Vibonese”

Stringere i denti, badare al sodo, in parole povere non andare tanto per il sottile. Il campionato di Lega Pro lo ha detto, lo continuerà a dire che non si tratta di un torneo facile. E’ giusto, quindi, che bisogna assecondare il destino soprattutto in questo rusch finale. Certo tutti vorremmo vedere un Lecce spumeggiante, ma sino a questo momento, le cose sono andate e vammo in un certo modo, adattiamoci a tutto. Il primo posto va difeso e riservato da ogni insidia. In campo non va solo la squadra giallorossa, ma anche gli avversari. Con la Vibonese sulla carta poteva sembrare una partita facile, ma così non è stato. L’importante era uscire dal Via De Mare con i tre punti in saccoccia con il pensiero subito rivolto ai prossimi impegni. La Serie B la si conquista anche così, aiutati da un pubblico sempre più vicino alla squadra e alla società.

Il saggio collega Vittorio Renna, testimone di tante “battaglie” ce lo conferma ancora una volta :

“Il Lecce è questo! Piace o non piace dobbiamo tenercelo così fino all’ultima giornata perché è impensabile che nelle ultime undici “battaglie” possa esserci quel miglioramento nel gioco che abbiamo atteso sin dalla prima giornata. Lo stesso Padalino dopo la partita ha chiaramente detto che non c’è stata una grande prestazione. Di fronte si è trovata una Vibonese che pur mancando del portiere titolare e della punta Saraniti (sue 6 delle 14 reti fatte delle quali ben tre al Lecce) e con il peggior attacco del campionato ha saputo disputare una più che buona partita e ha perduto soltanto a otto minuti dal termine. In sala stampa sia il direttore sportivo che il presidente della squadra calabrese, pur amareggiati per il risultato finale, hanno dimostrato la loro soddisfazione per la prestazione fatta. Si sono dichiarati molto sfortunati dalle decisioni dell’arbitro e dei suoi assistenti; per loro il rigore non c’era in quanto il portiere aveva preso il pallone (è vero) e che nel gol-sconfitta c’era una posizione di fuorigioco di Ciancio (su questo c’è più di un dubbio). Resta, comunque, che i giallorossi si sono trovati davanti una squadra “tignosa” che non ha per niente permesso al Lecce di dominare la gara. Dopo il rigore hanno saputo reagire e trovare (con un po’ di fortuna) il gol del pareggio e nella ripresa hanno giocato alla pari del Lecce. Alla fine sono arrivati, così, tre punti importanti per la volata finale di questo campionato. Al momento il Matera si è “autoescluso” (già con cinque sconfitte non si riesce a vincere il campionato, figuriamoci ora che i lucani sono a sei ko) e, quindi, non resta che assistere all’incandescente duello tra Lecce e Foggia. Come si sempre detto negli ultimi due-tre mesi che a spuntarla sarà la squadra che avrà più continuità, che commetterà meno errori e anche quella che avrà più fortuna (il Lecce finora non si può lamentare della dea bendata; in tante partite ci ha dato una buona mano). Peccato che ieri non è arrivato il terzo gol, si, sarebbe stato il numero 3.500, in campionato, nella storia del Lecce; basta aspettare domenica prossima per raggiungere questo…. traguardo.

Vittorio Renna

Mimmo De Gregorio

(Foto pagina fb Us Lecce)

Cynthia-Bisceglie 1-3: tutto facile per Lattanzio e soci

Come da pronostico il Bisceglie ha eseguito impeccabilmente il blitz al Comunale di Genzano contro un Cynthia malinconicamente ultimo in classifica.

Nicola Ragno ha schierato dal primo minuto la formazione tipo, nonostante gli stop forzati per squalifica di Anibal Montaldi e Andrea Petta nonché l’imminente impegno nelle semifinali di Coppa Italia contro l’Albalonga.

Anche i biancocelesti di Maurizio Raggi si sono presentati in campo con il classico undici iniziale ma i carichi di lavoro delle precedenti giornate hanno tirato un bruttissimo scherzo ai padroni di casa, con due sostituzioni esaurite già nella prima frazione.

Dopo dieci minuti di studio è cominciata la vera sfida con il gol che ha aperto le danze: al tredicesimo involata solitaria di Lattanzio atterrato alla rinfusa da D’Ambrosio. Inevitabile il rosso diretto per il numero sei degli ospitanti e il calcio di punizione per gli stellati; Anthony Partipilo non ha perdonato Scarsella infilando la sfera all’incrocio.

Dopo appena un minuto il Bisceglie ha avuto un’importante palla gol per raddoppiare con Riccardo Lattanzio ma il suo sinistro a giro è andato ad infrangersi sulla traversa, complice la leggera deviazione del baluardo romano.

La sfortuna ha cominciato ad attanagliare i padroni di casa al ventesimo con Longobardi, dolorante alla coscia, che ha fatto posto a Rapone; passato un solo giro di lancette ed il Cynthia è pervenuto al pareggio con l’incursione di Mancini, lesto ad approfittare della dormita difensiva nerazzurra battendo un incolpevole Di Franco.

Non si è fatta attendere la reazione di Miale e soci che al trentesimo hanno trovato ancora la via del gol: rapida triangolazione Diop-Montinaro dalla sinistra, con il cross della giovane ala proiettato sulla testa di Riccardo Lattanzio. Nulla ha potuto fare Scarsella sull’incornata del centravanti andriese, all’undicesimo gol stagionale.

Complice un ulteriore risentimento muscolare di Mancini, mister Raggi ha ancora cambiato le carte in tavola inserendo Marinucci al minuto trentasette ma la reazione romana è tutta in una punizione centrale battuta da Bertoldi.

Il Bisceglie a tre minuti dalla prima frazione ha trovato il terzo gol con Miale, annullato tuttavia per gioco scorretto del centrale biscegliese.

Nella ripresa il Bisceglie ha messo al bando le distrazioni patite nei primi quarantacinque minuti giocando con voglia e con collegamenti migliori, lasciando poco all’iniziativa dei laziali. Al decimo del secondo tempo Alessandro Di Franco è severamente impegnato per la prima volta da Marinucci il quale ha approfittato dell’errato disimpegno di Daiello per cercare di ristabilire la parità. Il giovane portiere si è superato con la pronta opposizione.

Sul capovolgimento di fronte Cioffi in contropiede ha sprecato una ghiotta occasione incrociando il pallone verso l’angolino più lontano; Scarsella è stato abile a respingere con i piedi.

Nel seguente minuto Federico Cerone viene fatto rifiatare in panchina, rimpiazzato da Andrea Risolo. È la mossa giusta di mister Ragno con il giovane centrale brindisino autore della rete che ha messo in ghiaccio la partita al sessantesimo: il batti e ribatti in piena area su rasoterra esterno di Partipilo è finito proprio sui piedi dello stesso Risolo, la cui bordata non ha lasciato scampo alla retroguardia bianco azzurra.

Al sessantaseiesimo minuto, secondo legno colpito da capitan Lattanzio con una volée da applausi raccolta dal prezioso suggerimento del dinamico Partipilo. Il Bisceglie ha continuato a mettere alla corde lo sfortunato fanalino di coda e alla mezz’ora del secondo tempo è ancora andato vicino al poker con il potente sinistro dai venti metri di Risolo; intervento plastico di Scarsella.

Le ultime due importanti azioni del match sono invece griffate Mauro Cioffi a due giri di lancette dal termine con un contropiede ben impostato dallo stesso ex MadrePietra. Tuttavia le due conclusioni sono state ben neutralizzate dall’estremo difensore romano.

Una vittoria per il Bisceglie prospettata già alla vigilia ma messa in dubbio da alcune incertezze nella propria cerniera difensiva che avrebbero potuto costare caro nel primo tempo. Piccoli errori che il tecnico molfettese dovrà rimuovere immediatamente per poter schierare contro l’Albalonga una squadra determinata a raggiungere la finale di Coppa Italia Serie D senza sbavature.

Cynthia-Bisceglie 1-3

Cynthia: Scarsella, Nuovo, Paloni, Mastrantonio (dal 62° Dorigardi), Porfiri, D’Ambrosio, Bertoldi, Trinchi, Longobardi (dal 19° Rapone), Mancini (dal 37° Marinucci), Mattarazzo. Allenatore: Maurizio Raggi. A disposizione: Pietrantoni, Masotina, Bianciardi, Barbari, Zuffardi, Izzi.
Bisceglie: Di Franco, Delvino, Raucci, Diop, Miale, Daiello, Partipilo, Cerone (dal 56° Risolo) Lattanzio (dal 79° Petitti), Montinaro (dal 68° Vaccaro), Cioffi. Allenatore: Nicola Ragno. A disposizione: Testa, Sasso, Posillipo, Pistola, Preziosa, Moccia.
Terna arbitrale: Vimercati di Cosenza (Cravotta di Città di Castello e Scigliano Rossano).
Reti: 14° Partipilo, 21° Mancini, 30° Lattanzio, 60° Risolo.
Note: spettatori 600 di cui 50 provenienti da Bisceglie. Calcio d’angolo: 2-6. Ammoniti Bertoldi, Scarsella, Cerone, Delvino, Diop. Espulso D’Ambrosio al 13°.

Bartolomeo Pasquale

Pari nel derby tra Monopoli e Fidelis Andria

Pari nel derby pugliese tra Monopoli e Fidelis Andria. Succede tutto nel secondo tempo con i biancoazzurri in vantaggio con Aya al 57’, il pari del Monopoli arriva in pieno recupero con Genchi che mette la palla in rete dopo essersi visto parare la conclusione dagli 11 metri da Pop.

 

 

Ventisettesima giornata del campionato di Lega Pro girone C, al “Vito Simone Veneziani” di Monopoli c’è il derby pugliese tra il Monopoli e la Fidelis Andria.

Favarin per gli ospiti, cambia 3/11 degli interpreti del suo 3-5-2.

In difesa, dopo una lunga assenza per infortunio, rientra Allegrini, a centrocampo invece Vasco, in campo al posto di Minicucci, mentre Piccinni va in panchina per un problema fisico.

Nel ruolo di esterno sinistro c’è Curcio che torna nella posizione a lui più consona in luogo di Tito.

I biancoverdi di mister Bucaro, sono senza l’indisponibile Sounas e optano per i 4-3-3 con il bomber Montini, supportato dalle ali, Pinto e Gatto.

L’inizio del match non offre particolari emozioni, anzi la gara sembra prendere un piglio nervoso e al 15’ ne fanno le spese, Pinto del Monopoli e Tartaglia della Fidelis, ammoniti.

Al 41’ viene annullata una rete alla Fidelis con Cianci in posizione di offside.

Nonostante ciò non cambia il risultato e dopo un primo tempo noioso e deludente, si va al riposo sul risultato di 0 a 0.

Il secondo tempo inizia con il Monopoli che ci prova con Pinto al 51’, bordata dai 25 metri disinnescata da Pop.

Al 57’ la Fidelis Andria passa in vantaggio.

Calcio d’angolo di Mancino, colpo di testa di Cianci respinto da Furlan, sulla respinta è lesto Aya, che insacca da due passi e porta in vantaggio i suoi.

Terza rete stagionale per il capitano dei biancoazzurri.

Il Monopoli prova ad imbastire una reazione ma non impensierisce la retroguardia biancoazzurra.

Al 70’ cambio nelle fila della Fidelis, si rivede l’attaccante senegalese Fall che prende il posto di Cianci.

Cambio in attacco anche per il Monopoli, dentro Genchi per Gatto.

Ma il match sembra davvero non abbia nulla da raccontare con la Fidelis che amministra il vantaggio e il Monopoli che non riesce a rendersi pericoloso.

Sin che non si arriva al 92’ e c’è un calcio di rigore per il Monopoli.

Sugli sviluppi di un calcio d’angolo per i biancoverdi, terminano a terra ben due giocatori del Monopoli, nello specifico Pinto ed Esposito.

Per l’arbitro Pagliardini di Arezzo è calcio di rigore tra le proteste dei biancoazzurri.

Il calcio di rigore viene parato da Pop sulla conclusione di Genchi ma il penalty deve essere ripetuto perché diversi giocatori erano entrati in area di rigore al momento della battuta.

Il penalty viene ribattuto e Pop para ancora ma sulla respinta è lo stesso Genchi a ribattere la sfera in rete.

Finisce 1 a 1 dunque questo derby pugliese che sicuramente non ha offerto grosse emozioni ma è tanto il rammarico della Fidelis.

Il pari in pieno recupero per il Monopoli significa davvero molto, mentre ha da rammaricarsi la squadra di Favarin che conquista il quattordicesimo pari in campionato, salendo a quota 38 punti in classifica.

Punto d’oro in chiave salvezza per il Monopoli che sale a quota 30.

Nella prossima giornata la Fidelis giocherà al “Degli Ulivi” contro l’Akragas mentre il Monopoli sarà impegnato in trasferta a Messina.

 

 

 

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MONOPOLI-FIDELIS ANDRIA 1-1

 

 

 

MONOPOLI (4-3-3): Furlan; Carissoni, Esposito, Ferrara, Mercadante; Nicolini (79’ Cavagna), Franco, Nadarevic (83’ Vuthaj); Pinto, Montini, Gatto (71’ Genchi).

A disposizione: Pellegrino, Ricucci, Bei, Mavretic, Parker, Balestrero, Leone, Padalino, Figliola. All. Giovanni Bucaro

 

 

FIDELIS ANDRIA (3-5-2): Pop; Aya, Allegrini, Rada; Tartaglia, Onescu, Mancino, Vasco (78’ Minicucci), Curcio; Cianci (70 ‘Fall), Croce (88’ Cruz).

A disposizione: Lullo, Cilli, Volpicelli, Piccinni, Paolillo, Berardino, Tito, Annoni. All. Giancarlo Favarin

 

 

 

ARBITRO: Niccolò Pagliardini di Arezzo

 

MARCATORI: 57’ Aya (FA) e 95’ Genchi (M)

AMMONITI: 15’ Tartaglia (FA), 15’ Pinto (M), 32’ Onescu (FA), 35’ Franco (M), 76’ Curcio (FA)

 

 

 

ALESSANDRO POLICHETTI

 

 

 

 

Taranto, sliding doors Magnaghi: dal presunto addio ai gol decisivi

Sembrava potersi chiudere in quel di gennaio la parentesi in chiaroscuro di Simone Magnaghi al Taranto. Durante la sessione invernale di calciomercato, infatti, voci e indiscrezioni vedono il futuro dell’attaccante loverese lontano dal mar Ionio, destinazione Fondi. Il bottino stagionale del 23enne non è dei migliori, anzi: solo una rete in campionato e due in Coppa Italia nella prima parte della stagione. Ma, tra lo scetticismo generale dei tifosi tarantini, in disaccordo con la decisione presa, la società ionica decide di blindare il proprio numero 9.

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La mossa giusta al momento giusto: agli sgoccioli del mese di gennaio, il Taranto sfida la Casertana e Magnaghi scheggia la traversa dalla distanza, con un balistico destro al volo, mancando l’appuntamento con il gol. Un appuntamento solo rimandato, però, a due settimane più tardi, in una gara nella quale una rete può far crollare lo stadio “Erasmo Iacovone” di Taranto. Il tutto accade e la rete, decisiva, è proprio di Simone Magnaghi, che raccoglie l’assist di Guadalupi e, all’interno dell’area di rigore, scaglia un diagonale che trafigge e abbatte la capolista Foggia. Situazione analoga si verifica nella sfida al Catanzaro, quando uno slalom di Potenza spiana la strada allo stesso Magnaghi, il quale riceve palla, si gira e infila l’angolo alla destra del portiere calabrese, regalando tre punti fondamentali alla compagine rossoblu.

Dal presunto addio ai gol decisivi: storia di quello che poteva essere, ma non lo è stato, e che si è trasformato in 6 punti pesanti griffati Magnaghi, ora voglioso di continuare a mostrare di che pasta è fatto e di portare il Taranto alla permanenza in Lega Pro…e chissà che, con il nuovo tecnico Salvatore Ciullo e un Magnaghi così rinato, i play-off non siano solo un sogno.

Alessandro Mazzarino

(foto Franco Capriglione – SalentoSport.net)

Matera, crisi infinita, poker Siracusa al “XXI Settembre”

Sarebbe opportuno pronunciare la proverbiale frase “piove sul bagnato” per un Matera incapace di reagire alla crisi di risultati che attanaglia la compagine del patron Saverio Columella. Sotto una fitta pioggia che ha interessato il “Franco Salerno – XXI Settembre di Matera”, il Siracusa di mister Andrea Sottil ottiene un poker maturato anche grazie alla piuttosto frettolosa espulsione comminata all’attaccante materano Carretta a metà di prima frazione.

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Mister Auteri schiera il suo Matera con il consueto 3-4-3 modificando alcuni interpreti, dall’innesto forzato in mediana di Ciccio De Rose al posto dello squalificato Armellino, allo spazio concesso a Lanini dal primo minuto in luogo di Strambelli, e con Mattera influenzato sostituito da Scognamillo. Conferme per Tozzo tra i pali e Salandria sull’out destro. Partenza positiva per un Matera che sembra poter aggredire fin da subito il match rischiando qualcosina sugli sviluppi di un angolo al secondo giro di lancette, incornata ravvicinata di Turati con Ingrosso sbroglia sulla linea una situazione pericolosa. Riprendono le redini del match i padroni di casa, con Lanini che affonda sulla sinistra, il suo tiro è insidioso, respinto dal portiere ospite Santurro. Buono spunto di Carretta al dodicesimo, assolo che termina con una conclusione dai venti metri alta di poco. Buona la pressione di un Matera che preme alla ricerca del vantaggio, collezionando numerosi calci d’angoli senza però rendersi realmente pericoloso da situazioni da fermo. Ottimo break di De Rose a metà campo, conduzione di palla sino al limite e palla che sorvola di poco la traversa, tra gli applausi convinti di un pubblico che sembra apprezzare lo sforzo materano nonostante una poca brillantezza espressa nel gioco. Al ventiquattresimo però, la svolta del match: ripartenza ospite su respinta da angolo, con il neo entrato De Silvestro per l’infortunato Russo, atterrato alle spalle dal ripiegamento difensivo di Carretta, generoso nell’occasione ma in maniera per l’arbitro alquanto fallosa e pericolosa tale da espellere direttamente l’attaccante materano, tra le furenti proteste dei suoi compagni e l’incredulità di panchina e pubblico di casa. Con l’uomo in più, Siracusa sornione che alza il proprio baricentro per colpire prima con Scardina, che anticipa nell’uscita Tozzo, la cui lettura errata permette all’attaccante ospite di anticipare con un tocco morbido la sfera che verrà salvata da Ingrosso sulla linea. Nel recupero poi, la rete del vantaggio della compagine siciliana, nata da un fallo laterale sulla destra in cui Dentello riceve a ridosso dell’area piccola e con un diagonale perfetto beffa Tozzo sul palo opposto.

Nella ripresa direttamente in campo Armeno per Salandria non al meglio, con Casoli dirottato sulla destra. Proprio Casoli al quarto riceve palla da Negro e si accentra, calciando a giro con il sinistro con la sfera di un pelo a lato, Matera nuovamente partito all’attacco, ma che pagherà nel breve lo sforzo fisico considerata la gran parte di gara disputata con l’uomo in meno. Break ospite al settimo con Scardina che ruba palla e riparte, palla a lato su conclusione dal limite alquanto pericolosa, due minuti più tardi è De Rose a raccogliere una corta respinta della difesa siciliana e calciare con il sinistro, sfera di poco alta. Al sedicesimo fallo non ravvisato su capitan De Franco a metà campo, con il Matera che tra le proteste si chiude sulla difensiva rifugiandosi in corner. Sugli sviluppi dello stesso angolo Scardina sul primo palo spizza per l’accorrente Turati, che gira in solitudine la sfera sotto la traversa. Siracusa in vantaggio di un uomo ma soprattutto di due reti che la mette al riparo da qualsiasi velleità di rimonta da parte di un Matera che rischia il tutto per tutto togliendo De Franco, infortunato nell’occasione dello zero a due, inserendo Strambelli. Lo stesso attaccante ex Andria protagonista di una superba giocata alla mezzora, quando intercetta un traversone di Armeno e colpisce a volo con il mancino, ottima la risposta di Santurro che si supera toccando la sfera quanto basta per toglierla dalla rete deviandola in angolo. Nel finale, altra amnesia difensiva di un Matera che lascia Persano libero di calciare un gran destro sotto il sette sugli sviluppi di un nuovo angolo, tris Siracusa che pochi istanti dopo, a match oramai senza più storia, si tramuta in poker dove ancora da un corner capitan Catania tocca elegantemente con il tacco per spedire la sfera sul palo più lontano, sancendo una disfatta per il Matera che incassa quattro reti e la quarta sconfitta consecutiva. Siracusa salvo che entra a far parte della griglia playoff, Matera che può abdicare i sogni di gloria per la prima posizione, nella speranza di ricompattarsi quanto prima e, al netto di errori arbitrali, tornare ad essere la compagine da tutti apprezzata nella prima fase stagione.

Tabellino di Matera – Siracusa  0 – 4

Matera: Tozzo, Ingrosso, De Franco (63° Strambelli), Scognamillo, De Rose, Iannini, Casoli, Salandria (46° Armeno), Carretta, Negro, Lanini (72° Dammacco). A disp.: Bifulco, D’Egidio, Biscarini, Di Lorenzo, Meola, Gigli. All. Auteri

Siracusa: Santurro, Diakite, Brumat, Dialerba, Turati, Longoni (57° Valente), Catania, Russo (17° De Silvestro), Pirrello, Dentello, Scardina (76° Persano). A disp.: Gagliardini, De Respinis, Rizza, Cossentino, Nania. All. Sottil

Arbitro: Lorenzo Maggioni di Lecco coadiuvato dagli assistenti Alberto D’Alberto di Teramo e Luca Solazzi di Avezzano

Reti: 42° Dentello Azzi, 62° Turati, 88° Persano, 92° Catania

 

 

Note: Pomeriggio piovoso su Matera, terreno di gioco reso viscido dalla pioggia. Ammoniti De Rose, Scognamillo, per il Matera, Pirrello per il Siracusa, espulso Carretta al 26° per gioco pericoloso. Angoli otto per il Matera, sei per il Siracusa. Recupero 3′ p.t., 4′ s.t. Spettatori: 2500 circa con una decina di tifosi ospiti.

VINCENZO PIZZULLI

 

Magnaghi decisivo, il Taranto vola: 1-0 al Catanzaro

Serviva una vittoria ed è arrivata: tra le mura amiche dello “Iacovone“, il Taranto trionfa ai danni del Catanzaro per 1-0 e lascia a quattro lunghezze di distanza la zona playout. Match-winner della gara Simone Magnaghi, alla terza marcatura in campionato.

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Il Taranto parte a trazione anteriore e dopo due minuti di gioco scheggia il palo con un colpo di testa di Stendardo. Pochi minuti più tardi, il Catanzaro risponde con Gomez, che cerca di spizzare col destro il cross di Cunzi, ma la sfera termina a lato. Queste le uniche occasioni pericolose della prima frazione di gara, molto equilibrata.

Nella ripresa, i padroni di casa sbloccano il risultato: sul versante mancino, Potenza mette in atto una sgaloppata, superando tre avversari e servendo Magnaghi, il quale, nel mezzo dell’area di rigore, si gira e infila l’angolo alla destra di De Lucia. Il Catanzaro cerca di reagire, ma il tutto si rivela sterile, in quanto la retroguardia ionica resiste alle offensive calabresi e, dopo 5 minuti di recupero, riesce a portare a casa una vittoria e quindi 3 punti importantissimi ai fini della classifica.

Tante grazie al Foggia, che ad Agrigento sconfigge l’Akragas all’ultimo respiro e consente al Taranto di raggiungere la quattordicesima posizione, in attesa di scoprire l’esito del derby tra Messina e Catania, con i peloritani che, in caso di vittoria, scavalcherebbero la formazione ionica.

Alessandro Mazzarino

Akragas-Foggia 0-1

I rossoneri espugnano nel finale Agrigento. Mazzeo sbaglia un rigore, poi decide Di Piazza

Il Foggia comanda il gioco ad Agrigento ma solo nel finale riesce a portare a casa l’intera posta in palio in terra siciliana, battendo 0-1 l’Akragas.

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Una vittoria difficile, lo si sapeva alla vigilia, che resta la cosa più importante anche in virtù del terreno di gioco “proibitivo” dell’Esseneto, già conosciuto dai rossoneri la scorsa stagione. Gioco prettamente comandato dal Foggia, dunque, che ha creato alcune occasioni con Sarno al sesto, ma il tiro è debole e ben preso da Addario e Di Piazza al 39esimo del primo tempo, con palla deviata in angolo.  Poi i rossoneri hanno accelerato nella ripresa andando con decisione a prendersi i 3 punti. Palo in mischia di Di Piazza al 26esimo, un rigore per fallo netto in area di rigore, ma Mazzeo calcia debolmente e Addario intuisce deviando il penalty e il gol dell’88esimo minuto con lo stesso Mazzeo che calcia in porta e colpisce la traversa, la sfera arriva dalle parti di Di Piazza che di testa opera il tap-in vincente. Dopo 5 minuti di recupero il direttore di gara fischia la fine del match. Il Foggia vince, il Lecce anche, crolla il Matera ed ora questo campionato sembra prendere sempre più la via della Puglia, in attesa della gara della Juve Stabia che potrebbe tornare al terzo posto.

Fabio Lattuchella

 

 

Taranto, con il Catanzaro un match per la svolta: ecco la probabile formazione

Un’occasione, irripetibile, da non sprecare. Reduce dalla vittoria casalinga ai danni del Foggia e dal successivo pareggio tra le mura del “Massimino” di Catania, il Taranto ospita il Catanzaro in una giornata di campionato che volge il sorriso verso gli ionici. Infatti, le dirette concorrenti dei rossoblu, in lizza per la salvezza, saranno impegnate in sfide alquanto proibitive: il menù della 27^ giornata, offre il derby siciliano tra Messina e Catania, con i giallorossi aventi due punti in più rispetto al Taranto, rincorso dallo stesso Catanzaro, dall’Akragas, pronto ad ospitare il Foggia, e dalla Reggina, la quale farà visita al “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

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Il Catanzaro cercherà di vincere, non dobbiamo montarci la testa“. Questo il chiaro monito di Salvatore Ciullo, tecnico del Taranto, che, dal suo approdo sulla panchina rossoblu, ha rivoluzionato il gioco e i risultati inanellati dalla formazione ionica. Suoi, infatti, i quattro punti conquistati nelle ultime due gare, nelle quali l’allenatore ha optato per il 4-3-3, il papabile schieramento con cui il Taranto dovrebbe scendere in campo contro i calabresi. Tra i pali, l’ormai imprescindibile Maurantonio, supportato dalla linea difensiva composta da De Giorgi, Stendardo, Altobello e Di Nicola. A centrocampo, Maiorano dovrebbe affiancare Nigro e Lo Sicco. Il tridente offensivo, invece, sarà costituito da Paolucci e Violasui versanti, pronti a rifornire il centravanti Magnaghi.

Alessandro Mazzarino

 

ESCLUSIVA – Ds Marco Milano: “Bari, grazie a Giancaspro e Sogliano. Benevento dirà molto. Su Lega Pro, Serie D, Eccellenza e Promozione dico che…”

Il mese di Febbraio anticipa la primavera ed è il trampolino di lancio per la volata finale in tutti i campionati. Se in Serie B e Lega Pro mancano ancora tante gare, in D, Eccellenza e Promozione siamo ormai al rush finale con le squadre a caccia dei vari obiettivi come la promozione, i playoff o la salvezza.

Per parlare a 360° gradi del calcio pugliese, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo sentito il diesse Marco Milano con cui abbiamo avuto modo di disquisire di diverse tematiche dalla Serie B con il Bari sino al campionato di Promozione. Milano avvocato e gran tifoso del Bari, nonostante la giovanissima età, vanta già una serie di esperienze importanti da Direttore Sportivo in società del territorio barese come BitontoCorato, Bitritto e Giovinazzo. 

Direttore Milano, nell’ultimo calciomercato invernale, il Bari è stato tra i protagonisti in cadetteria con una ventina di operazioni tra arrivi e partenze. Pensa che una rivoluzione cosi importante serviva a questa squadra e come giudichi il lavoro del diesse Sogliano?

Innanzitutto vorrei fare una premessa: ci tengo a ringraziare pubblicamente il presidente dott. Giancaspro per tutti i sacrifici compiuti finora. Questa estate stavamo per fallire un’altra volta, in modo assolutamente silenzioso. Se nel 2017 si può ancora parlare di Serie B a Bari, il merito è solo del presidente Giancaspro. Detto ciò, il Bari è stata sicuramente la regina del mercato della Serie B nella sessione invernale, con tantissime operazioni sia in entrata che in uscita. Sono arrivati calciatori importanti per la categoria come Floro Flores, Salzano e Galano, ed ora anche numericamente abbiamo un organico importante. Complimenti al direttore sportivo Sogliano perché ha dimostrato di sapersi muovere sul mercato con esperienza e disinvoltura, ponendo anche le basi per la prossima stagione (i prestiti dell’attaccante Montini e del portiere Furlan al Monopoli in Lega Pro ne sono l’esempio tangibile). Evidentemente, di comune accordo con il mister Colantuono, si è scelto di stravolgere la rosa di calciatori a disposizione per tentare di intraprendere, con nuovi nomi, la strada della continuità di risultati, evitando i tanti incidenti di percorso e gli inspiegabili blackout sia di risultati che di prestazioni, come ad esempio accaduto contro il Cittadella e nelle trasferte di Frosinone, Novara e Latina.

Alla luce dei nuovi arrivati, dove può arrivare oggettivamente questo Bari?

A dispetto di quello che può dire la classifica finora, io ho sempre avuto fiducia nel Bari quest’anno. Finalmente abbiamo un allenatore e un direttore sportivo esperti e preparati, potrebbe essere l’anno giusto per raccogliere soddisfazioni a fine campionato. Alla luce delle tante operazioni di mercato compiute nella sessione invernale, che hanno stravolto la rosa di calciatori a disposizione di Colantuono, non è vietato puntare anche alla Serie A diretta (prime due posizioni, distanti nove punti). Al momento dobbiamo pensare a raggiungere nel più breve tempo possibile la quinta posizione, occupata dal Perugia, che dista solo tre punti. Poi con un bel filotto di vittorie consecutive, cosa che è mancata finora alla squadra, potremmo insidiare anche le primissime posizioni della classifica. La partita di venerdì sera a Benevento dirà molto, può essere considerato un vero e proprio esame di maturità per la squadra, finora dal rendimento abbastanza insufficiente nelle gare in trasferta

Nel girone C di Lega Pro stiamo assistendo ad un derby a distanza tra Lecce e Foggia per la vittoria finale. Chi la spunterà tra le due o pensi in un ritorno di Matera e Juve Stabia?

Che bello vedere due squadre pugliesi contendersi un posto per la promozione diretta in Serie B ! Sia il Lecce che il Foggia dispongono di due ottimi organici e di due bravi allenatori, in più sono grandi piazze affamate del grande calcio finalmente. La Juve Stabia, dopo essere stata per qualche giornata capolista, ha dato segnali negativi perdendo tanti punti nelle gare del nuovo anno e pare tagliata fuori dalla corsa per il primo posto. Anche il Matera pare essersi messo alle spalle il periodo di forma migliore, lasciando strada a Foggia e Lecce nelle ultime giornate. In chiave playoff occhio alla rivelazione Virtus Francavilla, che oltre ad un buon organico dispone anche di una società serissima alle spalle e di un allenatore giovane e molto preparato, Antonio Calabro. Se il campionato fosse partito a novembre, adesso la Virtus insidierebbe il primato del Lecce e del Foggia.

In D, dopo una prima parte a livelli ottimi, il Gravina sta perdendo colpi ed è arrivato anche l’esonero di mister De Luca. Cosa succede all’ingranaggio murgiano che sembrava perfetto fino a pochi mesi fa?

In Serie D non accenna a fermarsi la corsa verso il professionismo della capolista Trastevere, insidiata solo dal Bisceglie e dalla Nocerina. Agli amici gravinesi voglio rivolgere due considerazioni personali: la Serie D è uno dei campionati nazionali più tosti, completamente diverso dai campionati regionali quali l’Eccellenza e la Promozione, per cui lo scotto della matricola si paga eccome! Inoltre dopo aver vinto negli ultimi due campionati tutto quello che era possibile, campionati e coppe, sia in Eccellenza che in Promozione, mi verrebbe da dire che…non si può vincere tutti gli anni. Questo primo campionato della storia in Serie D deve essere una annata di transizione, che serve per fare esperienza e prendere dimestichezza con la nuova categoria. I playoff non devono essere un’ossessione ma un qualcosa che se capita è positivo, per mettere le basi per la prossima stagione. A dicembre il reparto offensivo della squadra è stato completamente rivoluzionato, vista la atavica carenza di gol delle punte, con l’arrivo, tra gli altri, del bomber barese Picci. Dispiace per l’amico Claudio De Luca, allenatore giovane, serio e preparato.

Capitolo Eccellenza: chi vince il campionato tra le tre di testa e pensi che il Trani possa salvarsi anche senza playout?

Ho sempre sostenuto dall’inizio dell’anno che il Cerignola, da neopromossa, avrebbe vinto il campionato di Eccellenza. L’inizio di stagione non è stato dei più esaltanti, tanto che la società ha deciso di “cambiare progetto” in corsa, rivoluzionando lo staff tecnico e la rosa dei calciatori. E comunque i risultati si sono visti, la squadra ha conquistato subito il primo posto in classifica (che dura ormai da diverse giornate) e nelle partite che contano ha raccolto sempre punti (nelle difficili trasferte di Bitonto, Altamura e Casarano). Prevedo la loro vittoria finale, ed auguro alla Team Altamura di trionfare nella Coppa Italia nazionale, in modo da festeggiare due squadre pugliesi che fanno il salto in Serie D. Il Trani, in seguito alla rivoluzione sul mercato operata nella sessione invernale, attualmente dispone di un organico di tutto rispetto, al pari delle candidate ai playoff. Emblematici sono stati gli arrivi del bomber Tedesco e del capocannoniere del campionato, Pasquale Trotta, segno delle ambizioni della nuova società. A sette giornate dalla fine, non sono più ultimi in classifica e possono tranquillamente salvarsi senza disputare i playout, come organico sono un passo avanti rispetto alle altre candidate alla salvezza.

Chiusura sulla Promozione: ormai l’Omnia Bitonto sembra inarrivabile, chi sarà la squadra che potrebbe accompagnare i bitontini nel salto di categoria?

Si sapeva che sarebbe stato un dominio incontrastato dell’Omnia Bitonto in questa annata della Promozione, anzi la sorpresa più grande è stato l’arrivo della “concorrenza” nel girone di ritorno. Mi riferisco al Corato, che ha cambiato completamente volto nel calciomercato dicembrino e, con un bel filotto di vittorie, è arrivato a meno sei dalla capolista, vincendo anche il confronto diretto a Bitonto. Sicuramente il Corato è la squadra più accreditata per la vittoria dei playoff e per fare compagnia (probabilmente) all’Omnia il prossimo anno in Eccellenza. Per gli altri posti playoff se la giocheranno il Molfetta, la Fortis Altamura e lo Sporting Ordona, ricordando la famosa regola dei sette punti di distacco tra una posizione playoff e l’altra. In coda la Rutiglianese è ad un passo dalla retrocessione in Prima Categoria, mentre per evitare tutte le rimanenti squadre sono coinvolte per evitare i playout. Nessuno può stare tranquillo a sette giornate dal termine del campionato, tra la sesta in classifica e la quintultima ci sono solamente quattro punti di distacco!

ANTONIO GENCHI 

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Coppa Italia Lega Pro: Negro elimina il Taranto, il Matera vola in semifinale

Si conclude in favore del Matera il quarto di finale della Coppa Italia Lega Pro: i biancazzurri espugnano lo stadio “Erasmo Iacovone” di Taranto e si qualificano alle semifinali grazie ad un capolavoro balistico di Maikol Negro, match winner che realizza in rovesciata la rete valevole per il passaggio del turno. Eliminato il Taranto, il Matera affronterà l’Ancona.

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Dopo quindici minuti in cui solo una conclusione del lucano Lanini preoccupa il portiere Contini, il Matera passa in vantaggio con Negro, il quale, nel mezzo dell’area di rigore, si immola in una rovesciata che trafigge l’estremo difensore rossoblu e cambia il parziale. La reazione del Taranto arriva un minuto più tardi, ma la conclusione da distanza ravvicinata di Viola si perde sul fondo.

Nella ripresa, i padroni di casa sfiorano la rete del pareggio con un colpo di testa di Cobelli, che due minuti dopo ci riproverà con un destro dalla distanza: in entrambe le occasioni, però, la palla termina in out. Poco e niente accade nella seconda parte della gara, il Matera gestisce il gioco e il Taranto cerca di spaventare la retroguardia biancazzurra, senza alcun risultato.

Alessandro Mazzarino

Marcatori Lega Pro C, sale Coralli

19 sono le reti segnate nel ventiseiesimo turno del campionato di Lega Pro girone C.

Segna e sale a quota 9, Coralli della Reggina.

Settima rete per Iannini del Matera e Tiscione del Fondi.

Sesta marcatura per Corado della Casertana.

Segnano e salgono a 5, Deli del Foggia, Giovinco del Catanzaro e Scardina del Siracusa.

Da segnalare anche la terza rete in campionato per Doumbia del Lecce.

 

 

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CLASSIFICA MARCATORI dopo la giornata 26 (prime posizioni)

 

16 reti: Caturano (Lecce)

14 reti: Negro (Matera)

11 reti: Montini (Monopoli)

10 reti: Mazzeo (Foggia)

9 reti: Coralli (Reggina), Emanuele Catania (Siracusa), Pozzebon (Catania/Messina), Ripa (Juve Stabia) e Statella (Cosenza)

8 reti: N’Zola (Virtus Francavilla), Albadoro (Fondi), Reginaldo (Paganese), Ciro Foggia (Melfi), Sarno (Foggia) e Torromino (Lecce)

7 reti: Iannini (Matera), Izzillo (Juve Stabia), Mazzarani (Catania), Abate (Virtus Francavilla), Baclet (Cosenza), Armellino (Matera) e De Vena (Melfi)

 

 

ALESSANDRO POLICHETTI

 

Lecce : la vittoria di Reggio segno di una nuova mentalità.

L’analisi di una importante e meritata vittoria nelle riflessioni del collega Vittorio Renna.

“Un buon Lecce quello visto a Reggio Calabria. Per la prima volta non abbiamo notato nella formazione iniziale i soliti cambiamenti che erano diventati quasi ossessivi. Ci sono state alcune novità che possiamo definire “forzate”. La squadra ha giocato un primo tempo non eccelso me che si può definire buono. Il vantaggio forse è stato un po’ fortunoso, ma quello che ha sorpreso è stato il comportamento nella ripresa. La squadra sull’1-1 è scesa in campo decisa a vincere la partita e non come tante altre volte a rimanere in attesa del gol che prima o poi sarebbe arrivato. Questa volta invece si è notata un’aggressività maggiore e la ricerca continua del gol-vittoria e una volta ottenuto non ha pensato a gestire il vantaggio come quasi ha sempre fatto ma ha cercato con insistenza il terzo gol. Quindi una mentalità nuova che fa ben sperare per il futuro. Saranno stati i quattro “arrivi” di gennaio a dare la scossa? Certo però che si è visto qualcosa di diverso rispetto alle precedenti partite. La squadra sembra in buone condizioni fisiche perché la si è vista correre e cercare il gol fino all’ultimo secondo. E’ stata nel complesso una buona prestazione che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti i tifosi giallorossi. In serata, gli stessi tifosi, hanno “gufato” sulla partita di Foggia, ma l’auspicato pareggio non è arrivato. Il Matera che perde tre partite di fila in quindici giorni è veramente sorprendente. Crediamo, però, che superato questo momento negativo la squadra uscirà alla grande e poi il Foggia ha dimostrato di possedere tutto ciò che è necessario per vincere il campionato. Ormai possiamo dire di essere sul vialone di arrivo, mancano solo dodici giornate che i tifosi delle tre squadre vivranno con il batticuore. Sarà un finale intenso ed emozionante. La spunterà, chiaramente, la squadra che commetterà meno errori e sarà più continua nei risultati. Il minimo passo falso sarà sicuramente fatale.  A Lecce c’è un moderato ottimismo e si spera tanto nel grande salto…….. arriverà? Staremo a vedere.

Foto Sito Ufficiale Us Lecce

Mimmo De Gregorio