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Cosa è Telegram?

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Come tutti i principali servizi di messaggistica anche con Telegram è possibile silenziare le notifiche entrando nel canale e cliccando su ‘silenzia’. Si possono riattivare in qualsiasi momento.

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Dal 4 al 10 luglio raduno in Abruzzo per giovani calciatori con Co.Bo Players Management

Con l’ avvento della stagione estiva partono i raduni e i campus rivolti ai giovani calciatori. Appuntamenti molto aspettati dai ragazzi che spesso hanno la possibilità di essere seguiti da ex calciatori professionisti, se poi ci mettiamo di anche il fatto di essere stati costretti a limitare la loro passione per via dell’ emergenza Covid, allora quest’ anno più che mai il successo di queste manifestazioni può essere assicurato.
Dal 4 al 10 luglio 2021 si terrà lo stage Campus Co.Bo ” Giovani Promesse ” presso località Rivisondoli – Pescocostanzo in provincia de L’ Aquila riservato a ragazzi nati dal 2003 al 2008 e giunto quest’ anno alla 10° edizione.
A promuovere l’ iniziativa sono tre professionisti del mondo del calcio, vale a dire Livio Colombo di Milano, Danilo Bonini di Termoli e Antonio Gravinese di Matino in provincia di Lecce, tutti Agenti FIFA e scopritori di talenti, con numerose collaborazioni con società professionistiche sia in Italia che all’ estero.
Al di là dell’ aspetto ludico sportivo, molto importante durante la crescita, non va sottovalutato il fatto che tra tanti ragazzini ci potrebbe essere qualcuno di indiscutibile talento e qualcun’ altro al quale servirebbe solo la giusta motivazione e inclinazione per poterlo tirare fuori. Il fatto di poter essere sotto le cure di tre professionisti del settore rappresenta sicuramente una garanzia sia per i ragazzi quanto per i genitori.
Un raduno nel quale, oltre ai tre professionisti FIFA, prenderanno parte ex calciatori che seguiranno i ragazzi durante tutta la durata dello stage. In passato hanno preso parte alla manifestazione Fabio Ferri, ex difensore del Bologna, e Primo Berlingheri, ex di Pescara e Inter tra le altre, così come ci ha confermato Antonio Gravinese, il quale ha aggiunto anche che ” si tratta di uno stage per tutti i ragazzi giovani al quale può accedere chiunque. L’ obiettivo che proponiamo attraverso lo stage è quello di rappresentare uno strumento formativo per tutti quei ragazzi che si approcciano al mondo del calcio e in alcuni casi si tratta di sviluppare e migliorare la propria tecnica calcistica grazie all’ apporto di professionisti del settore. In sostanza è un percorso tecnico formativo per una futura carriera calcistica, senza tralasciare l’ aspetto della socializzazione e dello stare insieme dal momento che i ragazzi vengono da più parti d’ Italia. “
Maggiori informazioni ed ulteriori aggiornamenti si possono trovare sulla pagina Facebook di Co.Bo Players Management.

In allegato il programma completo della manifestazione

Danilo Sandalo




Amore per il Giro d’Italia, Foggia è pronta e si tinge di rosa

Amori indivisibili, indissolubili, inseparabili. Che non finiscono. Fanno dei giri immensi e poi ritornano, come canta Venditti. La lunga storia d’amore tra Foggia e il Giro d’Italia ricomincia dopo più di vent’anni in cui il fuoco covava sotto la cenere. Domani il ritorno di fiamma. La carovana rosa sarà nel capoluogo dauno a 22 anni dall’ultima volta, per dare il via alla frazione Foggia-Guardia Sanframondi, ottava tappa (l‘unica al Sud) della più importante competizione ciclistica nazionale.
Ultime ore di attesa e preparativi. La città si appresta a vivere una mattinata di festa, senza dimenticare che si è ancora in piena pandemia da coronavirus, e dunque si potrà assistere all’evento ed accedere al villaggio commerciale che verrà allestito all’interno della villa comunale ma in forma contingentata, rispettando le distanze, utilizzando i dispositivi di protezione individuale.

Strade interdette al traffico, scuole chiuse. Idem negozi e distributori di carburante in via Lucera e via Altamura. Nastri rosa lungo il percorso. Foggia riabbraccia i campioni del ciclismo. Bernal, Nibali, Pozzovivo, Sagan, Ewan, Yates, Nizzolo, Viviani, Ganna.
L’edizione numero 104 del Giro è iniziata l’8 maggio scorso con la cronometro di Torino e si concluderà con un’altra prova contro il tempo, in programma il 30 maggio a Milano. Ventuno tappe, più di 180 ciclisti in gara, appartenenti ad oltre 30 nazioni. Ventitré le squadre partecipanti. In tre settimane quasi 3.500 chilometri lungo lo Stivale, dislivello complessivo pari a 47mila metri.

Domani, da Foggia, la carovana rosa procederà verso il Sannio, per raggiungere Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento. Livello di difficoltà medio-alto, fra salite e tratti in discesa. Centosettanta i chilometri da percorrere. Partenza prevista in tarda mattinata, tra le 12 e le 13, dal pronao della Villa comunale, in piazza Cavour. I ciclisti percorreranno via Lanza, piazza Giordano, corso Cairoli, piazza XX Settembre, corso Garibaldi, via Fuiani, piazza Aldo Moro, viale Giotto, via Altamura, via Lucera, per poi lasciare la città. Ieri e oggi visite guidate nel centro storico, promosse dal Comune, per sensibilizzare la comunità all’uso della bicicletta. Ciclisti e squadre arriveranno a Foggia stasera. Una boccata d’ossigeno per le strutture ricettive del territorio. L’ultima volta, nel ‘99, il capoluogo dauno fu sia arrivo di una tappa che partenza della frazione successiva.

A Foggia e nel resto della provincia il Giro è di casa, da sempre. L’anno scorso la Rai inquadrò i meravigliosi paesaggi del Gargano. Fin dalle prime edizioni le nostre strade sono state percorse dai giganti della bicicletta: come Bartali, che nel ‘47, dopo la tappa Bari-Foggia scappò dal ritiro per incontrare Padre Pio; Coppi; Moser; Pantani. «Senza le restrizioni anti-Covid sarebbe stato un bagno di folla, ma sarà comunque una grande festa – sottolinea Domenico Di Molfetta, responsabile del comitato organizzatore della tappa -. E’ una grande opportunità che abbiamo per dare in tutto il mondo un’immagine diversa della nostra città. Un evento che idealmente segna, per la nostra comunità, la ripartenza dello sport, dopo il lungo stop».
Poche ore ancora, poi ci sarà l’abbraccio tra Foggia e il Giro. Storia di un amore mai sopito, pronto a risvegliarsi nel segno di uno sport che resta una meravigliosa metafora della vita.

La Gazzetta del Mezzogiorno

3 mesi GRATIS di Amazon Music Unlimited: ecco come attivare l’offerta

Offerta valida fino al 24 maggio 2021 solo per i nuovi abbonati al servizio

Amazon ha un regalo per voi: qualche mese di musica in streaming gratis, tramite il suo servizio dedicato Amazon Music Unlimited. La nuova offerta propone infatti un abbonamento gratuito per 3 mesi, disponibile però solo per i nuovi abbonati che non hanno mai provato prima il servizio Music Unlimited.

Per attivare un abbonamento in regalo è necessario andare su questa pagina e cliccare sul pulsante “Inizia ora – Paga dopo“, indicando un metodo di pagamento se non già associato al proprio account Amazon. A questo punto sarà possibile godere di tutti i servizi di Music Unlimited per 3 mesi a costo zero. Finito questo periodo di tempo, il servizio si rinnova automaticamente ogni mese al costo di 9,99€. Ovviamente è possibile disattivarlo in ogni momento, anche prima della fine dei 3 mesi promozionali.

amazon

Music Unlimited è un servizio di musica in streaming simile a Spotify e curato direttamente da Amazon. Propone l’accesso diretto a migliaia di canzoni direttamente online, non ha pubblicità e permette anche il salvataggio offline. Inoltre, si integra con i servizi di Amazon Alexa su tutti i dispositivi compatibili, come ad esempio gli smart speaker della serie Echo.

La promozione può essere attivata fino al 24 maggio 2021 ed è valida solo per chi non è mai stato abbonato ad Amazon Music Unlimited e non ha mai attivato la prova gratuita di 30 giorni. Per maggiori informazioni sul servizio e sull’offerta, vi lasciamo a seguire il link alla pagina dedicata.

PROVA AMAZON MUSIC

Per lo sport, le borracce termiche acciaio inox spice

Ebbene sì, fra le diverse tipologie di borracce termiche presenti sul mercato, la mia preferita è senza dubbio la Borraccia termica in acciaio inox Spice. Vi spiego il perché e, ne sono certo, al termine di questo breve articolo, ne converrete con me.

Ideale per lo sport: le borracce termiche acciaio in inox #spice sono studiate per offrire una pratica soluzione di trasporto per le vostre bibite preferite. Grazie ad un sistema di coibentazione interno, riesce a preservare per molto tempo la temperatura dei liquidi, così da poterli gustare per lungo tempo alla temperatura desiderata. Grazie al doppio strato isolato sottovuoto di acciaio Inox i liquidi rimarranno freddi per 24 ore e caldi per 12 ore.

Ecologiche: rispetta l’ambiente e vedrai che questo rispetterà la salute dei tuoi figli! Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase? D’altronde è pura verità, e tutte le iniziative sociali a livello mondiale muovono passi importanti verso l’aspetto ecologico e plastic-free della sostenibilità ambientale. Cominciare con le bottiglie di acciaio non è poco, la meta si raggiunge con piccoli passi, con piccoli contributi quotidiani. Ringraziando la consapevolezza, sempre più crescente, degli effetti devastanti delle materie plastiche (o, meglio, dei loro diffusissimi ed incontrollabili rifiuti) sul nostro Pianeta, fortunatamente le alternative ecologiche agli oggetti di uso comune si stanno diffondendo sempre di più, e sempre più responsabilmente. Molte persone, dunque, come me, stanno via via sempre più sostituendo le bottiglie di plastica proprio con le borracce plastic free, preferendo quelle di acciaio inox della Spice, materiale non inquinante, riutilizzabile ed igienicamente perfetto anche dopo molto tempo.

Materiali ecosostenibili: in questa marea (è proprio il caso di dirlo!) di acqua minerale, contenuta in altrettanta enorme quantità di plastica, l’alternativa non può che essere urgente e, ovviamente, il più possibile ecosostenibile. Nessun altro materiale come l’acciaio inox è in grado di soddisfare completamente tutti i requisiti necessari per la preferenza di questo prodotto, rispondendo appieno alle caratteristiche di riutilizzo, affidabilità, igiene e praticità. A differenza delle borracce in alluminio, l’acciaio garantisce una elevata durabilità, che rende praticamente eterno questo tipo di borraccia e, soprattutto, di particolare rilevanza risulta l’isolamento termico, carente nelle borracce in vetro.

Borracce in acciaio di Qualità: difficile trovare un difetto… Riguardo la praticità o gli utilizzi “di gruppo”. Le bottiglie SPICE sono in acciaio inox 18/8, prive di BPA e Ftalati, e presentano un rivestimento anti-graffio, contro segni, impronte e al contempo offrono una presa perfettamente ergonomica. Ogni bottiglia Spice ha subito severi controlli per evitare ogni perdita, e la doppia parete sottovuoto non permetta l’insorgere di condensa o gelo all’esterno. Sono semplici da pulire, utilizzando acqua e sapone e uno spazzolino lavabottiglie.

Convenianza e garanzia: Spice propone l’acquisto di un pack formato da ben 25 borracce in acciaio inox: CLASSROOM. Il risparmio è evidente! Se organizzate delle gite in montagna, un campeggio in collina, delle giornate ludiche in spiaggia e avete una classe di bambini o persone da gestire al meglio, le borracce di acciaio sono il prodotto che fa al caso vostro. Igieniche e leggere, ricaricabili per l’intera giornata, facilmente riponibili in borsa ed ergonomiche! Diciamo STOP alla plastica, acquista le borracce da 500ml e 750ml a marchio #spice. Inoltre Spice garantisce sempre la qualità dei suoi prodotti e la soddisfazione dei suoi clienti. Se il cliente non è pienamente soddisfatto e vuole essere rimborsato, potrà contattarci per rispedire il prodotto Garantito.

Aggiornamenti sul bonus collaboratori sportivi

Nella seduta di ieri il Consiglio di Amministrazione di Sport e Salute SpA, alla luce della nota ricevuta dalla Ragioneria generale dello Stato, che ha autorizzato l’utilizzo delle somme, ha disposto i 13.972 pagamenti che erano stati deliberati nella precedente seduta del 15 gennaio 2021 (13.371 per indennità novembre 2020, 601 per indennità dicembre 2020).

Sempre a seguito della predetta nota è stato autorizzato il pagamento di ulteriori 17.965 indennità a seguito della dichiarazione di conferma dei requisiti propedeutica all’erogazione automatica delle indennità (158 per indennità giugno 2020; 1.040 per indennità novembre 2020; 16.767 per indennità dicembre 2020). Inoltre il CDA ha approvato l’erogazione dell’indennità per ulteriori 10.842 domande relative all’indennità di novembre 2020 e di ulteriori 732 domande per l’indennità di dicembre 2020.

Contestualmente, il Consiglio di Amministrazione ha disposto il rigetto di 15 domande per l’indennità di giugno, di 6.026 domande per l’indennità di novembre e di 602 domande per l’indennità di dicembre.

Allo stato, dunque, rimangono in istruttoria soltanto le domande presentate da soggetti minorenni le cui prime integrazioni sono state ritenute insufficienti e per le quali la Società sta richiedendo un’ulteriore integrazione relativamente alla certificazione della firma dei genitori o del tutore.

Resta invece ad oggi immutato il dato dei pagamenti (totale liquidato con esito positivo: euro 545.218.400, a fronte di 661.638 singole indennità corrisposte per 164.490 beneficiari). La prossima settimana, solo all’esito dei pagamenti disposti ieri, complessivamente ammontanti ad euro 34.777.200, sarà pertanto possibile aggiornare tale dato.

Da ultimo, in coerenza con il parere ricevuto dall’Avvocatura dello Stato – la Società ha richiesto all’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale l’invio dell’elenco delle persone, percipienti l’indennità sia da INPS che da Sport e Salute, che non risultino rientranti nell’alveo dell’articolo 27 del decreto legge Cura Italia. 

Fonte: Sport e salute

Fa pipì in campo durante il Derby in Serie D: l’arbitro lo espelle

  • Durante il derby del lontano Marzo 2018 contro l’Igea Virtus in Serie D, il portiere del Messina, Prisco, venne stato espulso per aver fatto pipì in campo.
  • La troppa acqua bevuta nel corso della giornata gli ha tirato un brutto scherzo dopo il suo ingresso in campo al posto dell’infortunato Meo.
  • Bevo tanta acqua, lo faccio per eliminare i liquidi in eccesso, ha dichiarato lo stesso Prisco. Ho urinato appena arrivati al campo, prima del riscaldamento, al rientro negli spogliatoi e all’intervallo. Appena ho visto il gioco fermo ne ho approfittato, ho finto di fare un allungamento, mi sono messo dietro il cartellone pubblicitario e l’ho fatta, non se n’è accorto praticamente nessuno“.
  • Nessuno eccezion fatta per l’arbitro, che lo ha espulso, applicando il regolamento, con questo cartellino rosso che è costato all’estremo difensore ben 3 giornate di squalifica.
  • In passato, sempre in Serie D, Patrik Giulianelli della Sammaurese venne squalificato per 5 turni per aver urinato ai bordi del campo nella sfida contro l’Imolese. “Condotta in spregio al pubblico pudore e al sentimento di pubblica decenza, con atteggiamento plateale e visibile a tutti gli spettatori”. Per quanto accaduto a Città di Castello, Giacomo Cecchini del Ghivizzano rimediò due giornate “per avere, calciatore in panchina, orinato all’esterno del terreno di gioco mentre svolgeva il riscaldamento. Sanzione così determinata in ragione delle modalità dell’azione che non risultano aver violato i principi della pubblica decenza”. 
  • In Cannara-Narnese, riscaldandosi nell’intervallo, Gianmarco Grassi si fermò dietro la panchina per fare pipì. Visto dal pubblico che cominciò a rumoreggiare e anche dall’arbitro, fu inevitabile il rosso diretto. Morbida, almeno in questo caso, la sanzione comminata dal giudice sportivo al giocatore della Narnese: una giornata.

Buon Natale a tutti

Col pensiero e con lo sguardo fisso su tutti i problemi attuali, legati e non ad una pandemia che ha stravolto le vite di tutti, non si può non festeggiare, anche se chiusi nelle nostre case, la magia del Natale. Buon Natale a tutti i lettori di CalcioWebPuglia, buon Natale a chi soffre, a chi è solo, a chi spera nella telefonata di qualcuno, che arriverà, a chi è malato, a chi in questa pandemia ha perso un proprio caro, a chi aspetta di poter tornare a condividere la gioia di un gol, anche se in un campo polveroso. Il tutto perché ci sia, il più presto possibile, un ritorno alla normalità nelle nostre vite. È questo, credo, il pensiero fisso di ognuno di noi. Perché non ci sia, speriamo ormai più, un Natale così. Che, comunque, resta sempre Natale. Auguri davvero a tutti, dalla redazione di CWP. Di cuore.

“Ho visto Maradona”, ciao Campione

La notizia nel pomeriggio. Muore il più grande di tutti i tempi. Il mondo del calcio in lutto a tutte le latitudini

Per chi è cresciuto negli anni 80-90 a “pane e pallone”, come spesso diciamo dalle nostre parti, non si può nascondere di aver detto almeno una volta quella frase. Ho visto Maradona. Dal vivo, in tv, nei film, documentari, sui muri di Napoli, dappertutto. A tutte le latitudini, perchè, a parte Napoli e Buenos Aires, le sue vere e proprie case, in tutto il mondo ciascuno può sentire Diego un po’ suo. Ovunque si è parlato di lui e le parole si sono sprecate, in lunghi sproloqui giornalistici che avevano un solo ed unico obiettivo, accompagnare immagini che parlavano già da sole. Tante parole, fiumi interi, si sono susseguite alle sue gesta, troppe talvolta, tanto che spesso si è ricaduti in quello che, forse era il suo lato debole, ossia tutto quello che on era un campo di calcio e una palla. Li, invece, era il Campione. L’unica parola che chi ha visto Maradona può ricordare a primo impatto di lui.

Fabio Lattuchella

Conto Corrente UniCredit My Genius: bonus di benvenuto di 150€

Navigando sul web sono venuto a conoscenza della nuova iniziativa Unicredit per i nuovi clienti ed ho pensato di rigirarvela.
Aprendo on line, entro il 31/12/2020, un conto corrente My Genius ed inserendo il codice Amico iJzNh9v potrai beneficiare di un bonus di 150€.

L’iniziativa, come dicevo, è riservata ai nuovi Clienti, cioè a chi non è attualmente titolare di conto corrente UniCredit e/o buddybank, del servizio di Banca Multicanale, di Genius Card e/o di altre carte del Gruppo UniCredit.
Non sono nuovi Clienti e pertanto non sono inclusi nell’iniziativa coloro che siano stati titolari di conto UniCredit o buddybank a far data dal 01/01/2019 anche se chiuso nel frattempo.

Per apertura conto on line s’intendono le richieste di apertura conto on line dal 01 ottobre 2020 al 31 dicembre 2020 inclusi.

Aprendo on line, entro il 31/12/2020, un conto corrente My Genius ed inserendo il codice Amico iJzNh9v potrai beneficiare di un bonus di 150€, inoltre il canone mensile di 3€ per la tenuta del conto corrente non verrà addebitato

Insaerisci il codice Amico iJzNh9v

Apri online il conto corrente My Genius e scopri come ricevere 150€

Bonus 150 euro: come fare per averlo e quando si riceverà
L’iniziativa lanciata dalla Unicredit Banca del bonus netto di 150 euro sul proprio conto corrente (quello Genius che si sottoscriverà) sarà valida per i nuovi clienti che apriranno il conto entro il 30 settembre in modalità online, inserendo il codice Amico iJzNh9v. Per ricevere il bonus sarà fondamentale accreditare lo stipendio e/o la pensione entro il 31 dicembre 2020 oppure versare e mantenere almeno 500 euro entro il 31 dicembre 2020. Il bonus, poi, verrà accreditato entro massimo il 31 gennaio 2021 sul conto corrente My Genius che dovrà ovviamente risultare aperto entro tale data. Qualora si facciano uno o più versamenti, la Unicredit ricorda che per fruire del bonus, il saldo al 31 dicembre 2020 dovrà essere di almeno 500 euro e che nel caso di conto cointestato il bonus sarà solo uno.
Entro il 31 ottobre 2020, la Banca Unicredit invierà a coloro che hanno i requisiti per accedere al bonus una prima e-mail all’indirizzo indicato al momento della richiesta contente tutte le modalità per ottenere il regalo. Una volta che si riceverà la comunicazione, i richiedenti dovranno completare l’apertura online del conto e accreditare stipendio/pensione o avere almeno 500 euro.
Qualora i requisiti siano stati rispettati, l’Unicredit invierà una seconda comunicazione via e-mail nella quale informerà il cliente che sul suo conto verrà accreditato l’importo del bonus pari a 150 euro, invio che avverrà entro il 20 gennaio 2021.
Il termine massimo di accredito del bonus sarà il 31 gennaio sempre 2021.
Unicredit ricorda infine che per fruire del bonus sarà necessario che la data di apertura del conto My Genuius sia entro i limiti fissati, che la data di accredito della pensione o dello stipendio sia entro i limiti previsti o in alternativa che le date di versamento sul conto della somma di 500 euro e il mantenimento della stessa sia stato garantito entro il termine previsto.

-SPECIALE- Maradona, il genio della bellezza che ha salvato il mondo.

“Ogni genio rimane un pò bambino, guarda al suo mondo come qualcosa di strano, uno spettacolo incantevole, con interesse puramente oggettivo”, Arthur Schopenhauer

Lanus, 30 ottobre 1960, nasce Diego Armando Maradona. Detto così potrebbe significare poco, ma a distanza di 60 anni si può ritenere tale data come un “avvento” per il mondo del calcio e non solo. Proprio così perchè quel bimbo venuto alla luce in un sobborgo di periferia era destinato a cambiare le sorti non solo calcistiche ma anche sociali di due realtà molto difficili e simili tra loro, come l’ Argentina e la sua amata Napoli.
La grandezza di quest’ uomo non stava solo nelle sue splendide quanto uniche giocate, figlie di atti sottratti all’ inimmaginabile, ma soprattutto nella capacità di trasmettere quella voglia di rivalsa, di non darsi mai per vinti, di non partire mai sconfitti dinanzi a nessuno e di mettere sempre il cuore oltre l’ ostacolo. Diego, per questo motivo, ha sempre rappresentato gli ultimi, schierandosi in ogni circostanza dalla parte dei più deboli ed emarginati, cercando talvolta di attaccare i poteri forti con l’ estro delle sue giocate, riuscendo ad essere un vero leader e trascinatore perchè ad infondeva tranquillità, sicurezza e determinazione ai suoi compagni ed a tutto l’ ambiente. E non vi poteva essere posto migliore di Napoli per realizzare tutto ciò: una città dove la spensieratezza e la genialità artistica sono ampiamente diffuse nel tessuto sociale e che mal possono convivere con la società capitalistica e consumistica, ieri come oggi. Una realtà quella napoletana molto difficile, alla quale Diego si è subito legato ed appassionato e che ha guidato a risultati epici, come la vittoria dello scudetto e della Coppa Uefa. Eventi che hanno regalato una gioia immensa al popolo napoletano che lo ha “adottato” come un figlio.
Un artista del pallone che come tutti i grandi artisti ha vissuto momenti a dir poco tragici, che però non intaccano per niente la sua grande caratura umana e, perchè no permettetemelo, divina! Semmai gli eventi sfortunati della sua vita e carriera ne aumentano ancora di più lo spessore consegnandolo al mito e rendendo meno distante il paragone con qualche eccelsa divinità.
I problemi con alcool e droga, seppur troppo spettacolarizzati da media che altrimenti sarebbero morti prima di nascere, sembrano quasi il prezzo da pagare e guardando con discreto interesse alla storia ci si accorgerebbe che ogni grande e geniale artista ha avuto delle gravi grane durante la sua vita, da Caravaggio ad Oscar Wilde, giusto per fare qualche esempio( per non dimenticare la figura di Gesù Cristo).
Oggi compie 60 anni un uomo che al di la di tutto ha saputo regalare gioie infinite a chi ama questo sport, attimi di pura poesia, condensati talvolta da pause di ribellione interiore, proprio come avviene a un bambino durante il suo percorso di crescita. E poco importa che Maradona anagraficamente non lo fosse, perchè la sua genialità stava proprio nell’ essere un eterno bambino e da tale voler regalare sorrisi al mondo senza badare troppo alle chiacchiere.
La sua grandezza sta nell’ essere riuscito a cadere e rialzarsi sempre, proprio come fa un pargolo che poco o niente si fossilizza sulle malelingue moraliste, spesso costruite ad hoc in questo mondo falso e perbenista.
Una grande vittoria anche per l’ uomo Maradona che forse qualcuno avrebbe voluto vedere soccombere più per il suo carattere che per le sue doti innate.
Per noi ragazzi nati negli anni 80′ Diego ha rappresentato la voglia di giocare a calcio e di vedere questo sport come un mezzo per emergere. Mai, prima di lui, un calciatore aveva ispirato tanto la vena artistica di cantanti ed artisti pronti a dedicargli un tributo ed omaggio.
Ognuno di noi nel suo piccolo deve dire grazie a Maradona per aver portato con le sue magie questo sport ai massimi livelli espressivi.
Con le sue gesta, sia in campo che fuori, Maradona si è consegnato al mito e non vi è condanna o accusa che possa negare tutto ciò.
La bellezza stilistica e balistica dei suoi colpi sono episodi che rimarranno per sempre come immagini indelebili sia per il mondo del calcio sia per gli occhi di noi ex bambini che abbiamo avuto la fortuna di poterli ammirare.
Se è vero che, come affermava Fedor Dostoevskij, la bellezza salverà il mondo allora è altrettanto tale il fatto che Maradona ci sia riuscito in pieno e noi ne siamo stati testimoni visivi ed oculari.
TANTI AUGURI DIEGO E GRAZIE PER AVERCI ILLUMINATO GLI OCCHI!

Danilo Sandalo


Figc, chiarimenti al DPCM del 24 Ottobre: gli allenamenti consentiti..

Dopo il DPCM del 24 Ottobre, la circolare del Ministero dell’Interno che sembrava vietare anche gli allenamenti individuali, arriva il chiarimento della FIGC: si agli allenamenti all’aperto alla presenza di un istruttore, anche in forma individuale. Di seguito i chiarimenti, disponibili anche sul portale della LND.

“La Federazione Italiana Giuoco Calcio, tenuto conto delle disposizioni contenute nel DPCM del 24 ottobre 2020 e considerate le risposte ai quesiti pubblicate dal Dipartimento per lo Sport sul proprio sito, comunica che in relazione alle competizioni di livello provinciale e regionale e all’attività di base, attualmente sospese sino al 24 novembre 2020, è consentito esclusivamente lo svolgimento di allenamenti all’aperto e in forma individuale, nel rispetto delle norme di distanziamento e delle altre misure di cautela, anche con la presenza di un istruttore/allenatore.
La FIGC ha inoltre precisato che sono fatte salve eventuali disposizioni ulteriormente limitative dell’attività sportiva emanate dai competenti organismi delle Regioni e delle Provincie autonome di Trento e Bolzano, nonché ulteriori sospensioni delle competizioni eventualmente disposte dalle Leghe/Divisioni organizzatrici delle stesse”

Ministero degli Interni precisa: sospesi anche gli allenamenti individuali

Il DPCM di domenica 24 Ottobre, che sospendeva tutta l’attività dilettantistica ad eccezione del campionato di Serie D, nel suo tenore letterale non aveva chiarito la questione degli allenamenti: in particolare, si discuteva sulla possibilità delle squadre di poter disputare sedute di allenamento in forma individuale.
La tesi positiva era avvalorata per qualcuno anche dalle FAQ presenti sul sito del governo, che ammettevano lo svolgimento dell’attività motoria individuale, consentita nel rispetto delle distanze interpersonali.

Ieri sera è arrivata una circolare del Ministero dell’Interno, che fa chiarezza: niente allenamenti per gli sport di contatto, nemmeno in forma individuale, fino al 24 Novembre.
Si legge nella circolare che: “[…] potranno tenersi solo le manifestazioni, al chiuso o all’aperto, di interesse nazionale e senza presenza di pubblico.
Inoltre, sempre per tali attività sportive vengono sospese non solo le gare e le competizioni ludico-amatoriali, confermando quanto già disponeva il precedente d.P.C.M., ma altresì tutte le altre attività connesse, praticate a livello dilettantistico di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento; sicché sono ricomprese nella generale sospensione anche le attività di allenamento svolte in forma individuale

Tempi duri, quindi, per il calcio dilettantistico. Fino al 24 novembre sarà un vero e proprio lockdown di squadra. Con la speranza che possa servire a bloccare la curva dei contagi.
Il testo completo della circolare, con chiarimenti a tutte le misure, potete trovarlo qui: Circolare Ministero dell’Interno del 27 Ottobre sul DPCM del 24.10

-ESCLUSIVO- “Lo Sport come strumento di benessere e veicolo di aggregazione sociale”. Intervista all’Assessore Regionale allo Sport, Raffaele Piemontese

La Puglia come si sa è una delle regioni più belle ed attrattive d’ Italia per quanto riguarda l’ ambito turistico. Una regione che dal Gargano a Leuca propone un viaggio sensoriale immerso nelle bellezze che il paesaggio naturalistico ed architettonico possono offrire. Non a caso da diversi anni a questa parte è divenuta meta ambita di tantissimi turisti stranieri, in particolar modo dagli Stati Uniti, ma anche dalla Russia e dal Giappone.
Alla bellezza paesaggistica si associano però le problematiche tipiche dei territori del Sud Italia, dove la carenza di infrastrutture, la mancanza di lavoro stabile e talvolta anche il menefreghismo dei tanti, non sempre sono da esempio per i più giovani i quali non riescono a guardare al futuro in maniera rosea e sognatrice, proprio come accadeva spesso di fare da bambini guardando magari una partita e sognare un giorno di poter giocare in Serie A.
Rispetto ad altre realtà del Sud dello stivale però la Puglia è una delle regioni che più investe sullo Sport e sulle infrastrutture, in modo da poter creare una forte coesione tra sport, turismo e cultura. E non è un caso se Taranto sia stata scelta come sede dei Giochi del Mediterraneo del 2026.
In virtù di tutto questo ne abbiamo parlato proprio con l’ Assessore Regionale allo Sport, l’ avvocato Raffaele Piemontese, nativo di Foggia che è stato eletto al Consiglio regionale della Puglia il 31 maggio 2015, nelle liste del PD, con 11.418 voti, risultando il candidato più suffragato della provincia di Dauna.

Assessore, innanzitutto grazie per la disponibilità.
Partiamo elencando gli obiettivi raggiunti dal suo Assessorato durante questo mandato e ci indichi se a suo parere sono in linea con i programmi della vigilia.

Prima ancora di stilare l’elenco dei risultati che il mio assessorato ha raggiunto in questi cinque anni di lavoro e affrontare, quindi, la dimensione finanziaria di questa brillante operazione, ho il dovere di ricordare che tipo di rivoluzione è stata compiuta innanzitutto su un piano concettuale.
Inizialmente il nostro contributo è stato quello di avviare un piano strategico di responsabilità sociale: lo sport, che allora non godeva di buona simpatia negli ambienti della politica – per avere un’idea, quando ho cominciato, a luglio del 2015, gestivo un programma con un budget che non arrivava al milione di euro – ha guadagnato in poco tempo interesse e ammirazione perché ho creduto da subito nel potere della pratica sportiva.
Investire sullo sport vuol dire investire sul futuro: è uno strumento di benessere e di prevenzione, nonché un vero e proprio veicolo di aggregazione sociale.

Un passaggio fondamentale che serve per comprendere le dinamiche che contribuiscono al funzionamento del sistema sportivo. Il passo successivo è stato quindi intercettare le esigenze del mondo sportivo locale, coinvolgendo tutti i protagonisti del settore nella definizione delle scelte strategiche.
In tutta Italia dicono che non è mai esistita una programmazione delle politiche sportive così impegnativa, in termini di risorse economiche stanziate e di varietà delle attività sostenute, come quella che ha caratterizzato il quinquennio 2015-2020 della Regione Puglia.
In provincia di Foggia abbiamo destinato ben 12 milioni 553 mila 128 euro che la Regione Puglia a 260 beneficiari pubblici e privati.
Nello scorrere la “geografia” di questi interventi sulla rete degli impianti sportivi solo della Capitanata vi accorgerete che ben 51 Comuni foggiani sui 61 dell’intera provincia hanno ottenuto dei finanziamenti.

27 sono Comuni dei Monti Dauni, area dove è particolarmente importante sostenere certi servizi, tredici Comuni sono del Gargano, quattro dei cinque Comuni dei Reali Siti, tre nell’Alto Tavoliere, Zapponeta e, tra le grandi città, Lucera, San Severo e anche il capoluogo, Foggia.
E poi ci sono gli impianti del privato sociale, per la prima volta finanziati dalla Regione Puglia. In tutto sono 20, in provincia di Foggia, con finanziamenti tra i 97 mila e il tetto massimo dei 100 mila euro ciascuno.
Cinque anni di lavoro per investimenti che hanno interessato progetti, manifestazioni, grandi eventi (gli Europei di Scherma a Foggia nel 2019, il Giro d’Italia sul Gargano e nel 2022 i Mondiali di Orienteering), attrezzature e impiantistica.
Insomma, è stata una scelta politica elaborata sulla base dell’osservazione di quello che lo sport riesce a scatenare in termini di miglioramento degli stili di vita, rendendolo accessibile, divertente e ingrediente di una vita più sana.

Da Assessore regionale allo Sport si è trovato ad affrontare e vivere una situazione che definire insolita è a dir poco un eufemismo, stiamo parlando dell’ emergenza Covid-19. Questa circostanza ha inflitto un duro colpo alla società e di conseguenza anche allo Sport, in particolar modo quello dilettantistico. In che maniera siete intervenuti per favorire la ripresa?

Sappiamo benissimo tutti quanto il movimento sportivo pugliese sia stato pesantemente colpito dall’emergenza COVID-19, per questo motivo abbiamo lanciato insieme al Presidente Michele Emiliano misure specifiche di aiuto a fondo perduto per le Associazioni e le Società Sportive Dilettantistiche con l’avviso pubblico “PugliaSport2020”.
331 realtà pugliesi (58 in provincia di Foggia) riceveranno un contributo di 500 euro, altre 600 (91 quelle foggiane) riceveranno un contributo di 1.500 euro, nell’ambito dei complessivi 3 milioni di euro.

Nel 2026 Taranto ospiterà i Giochi del Mediterraneo, un evento di grande prestigio non solo per lo Sport ma per l’intero territorio pugliese, considerando che sono diverse le città chiamate in questione ad ospitare eventi di varie discipline sportive. La Regione, in questo caso, che ruolo ha avuto nel promuovere la candidatura della città ionica e come si sta preparando a questa manifestazione?

Il presidente Michele Emiliano era lì, a Patrasso, in Grecia, il 24 agosto dell’anno scorso, a partecipare ai lavori dell’assemblea generale del Comitato Internazionale e a patrocinare fino all’ultimo miglio la candidatura di Taranto. Il sostegno politico e pratico della Regione Puglia è stato decisivo. Abbiamo mobilitato tutti i campioni dello sport pugliese per inviare un messaggio unitario di sostegno al capoluogo ionico. Quella che si combatte a Taranto è una battaglia storica per trovare un nuovo destino a una grande città, finora schiacciata dai veleni del suo sviluppo industriale. Perciò i Giochi del Mediterraneo sono molto più che un grande evento sportivo.
Senza contare che si muove anche un’economia dietro i grandi eventi sportivi. Oggi c’è chi decide una meta turistica, anche per un soggiorno breve, in funzione della possibilità che ha di fare qualche chilometro in
mountain bike o anche solo una semplice passeggiata per campagne, ma anche di assistere a un evento sportivo. Per capire come siamo riusciti a integrare sport e turismo, abbiamo preso i dati generati dai “device” di tutte le persone che sono state coinvolte in progetti come “Sport in cammino”, “Sentieri di Puglia” e “Puglia palestra a cielo aperto”, e abbiamo costruito una mappa
con le coordinate geografiche di 2.618 punti di interesse tra percorsi pedonali, percorsi misti,
ciclovie e impianti per lo sport all’aperto. Solo per la rete escursionistica presente nel territorio pugliese, abbiamo georeferenziato 1.216 percorsi solo qui in provincia di Foggia, la stragrande maggioranza. Da “Sport in Cammino”, in particolare, abbiamo tratto altri 8 percorsi in provincia di
Foggia: a Foggia, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo, San Severo, Vieste e a San Nicandro Garganico.

Per concludere quali sono gli obiettivi futuri che il suo Assessorato si propone per permettere alla Puglia di essere più competitiva sia a livello strutturale che a livello sociale, considerando il fatto che lo Sport rappresenta da sempre uno degli alleati più forti e più sani con cui combattere piaghe sociali soprattutto tra i più giovani?

Innanzitutto tutte le iniziative progettuali strategiche, le manifestazioni e gli eventi sportivi hanno innescato un fenomeno di richiamo di un notevole flusso di turisti. Muovendo di conseguenza l’economia, come è successo lo scorso anno a Foggia per i Campionati Europei Cadetti e Giovani di Scherma: un’opportunità di marketing per il territorio che ha mosso numeri da record con la partecipazione di 43 delegazioni, 1250 atleti e 50 arbitri, più tecnici e accompagnatori. Questo è quello che si chiama turismo sportivo.
E poi non possiamo dimenticare la collaborazione con il CONI e il Comitato Paralimpico e l’acquisto di attrezzature tecnico-sportive e i contributi agli atleti paralimpici.
Io concepisco l’attività motoria come leva per la prevenzione sanitaria: ecco perché il vero intervento è ritenuto innovativo perché mirato al miglioramento dello stile di vita e del benessere della popolazione. Gli interventi che vedono lo sport e i corretti stili di vita come leve per la prevenzione, hanno ricadute proprio in termini di risparmio della spesa sanitaria, nel medio e lungo termine.
Devo citare i progetti ‘Sport in Cammino’, ‘Sentieri di Puglia’ e ‘Puglia palestra a cielo aperto’: iniziative aventi come finalità la promozione dell’attività motoria giornaliera, a piedi o in bici e, più in generale, della pratica sportiva nei centri urbani e nelle zone verdi del territorio.

Danilo Sandalo

Lunedì 31 agosto la riunione del Consiglio Federale: gli argomenti all’ordine del giorno

E’ stata convocata per le ore 12 di lunedì 31 agosto la riunione del Consiglio Federale. Tra gli argomenti all’ordine del giorno, oltre all’approvazione del verbale della riunione dello scorso 4 agosto e alle comunicazioni del presidente, i seguenti punti: informativa del segretario generale; nomine di competenza; modifiche regolamentari; date attività agonistica ufficiale stagione sportiva 2020/2021 per i campionati nazionali; ratifica delibere di urgenza del presidente federale; varie ed eventuali.

Una speranza per Rocco, uniti si può!

Questa è la storia di Rocco, 35 anni. La nostra storia d’amore è iniziata tra i banchi di scuola, eravamo adolescenti e oggi ci ritroviamo mano nella mano a vivere questa tremenda storia.

Rocco, lo conoscono in tantissimi, lui era il Bomber dell’Eccellenza del calcio pugliese. La sua più grande passione era il calcio che ormai era diventata la sua professione. Giocava nella categoria Eccellenza, ma Ia sua dedizione e i sacrifici che faceva erano paragonabili alla serie A.

Esempio per tutti, brillante, leader, capitano della squadra, ha conquistato il bene e la stima di tutti.

Insieme al calcio ha unito anche lo studio, prendendo due lauree, triennale e magistrale in Scienze Motorie. A settembre del 2018, parallelamente alla sua nuova stagione calcistica, prende anche il patentino da Allenatore. Sapeva che prima o poi avrebbe smesso di giocare a calcio, ma il suo desiderio era quello di rimanere nel rettangolo di gioco.

In quel periodo, iniziavo a notare che qualcosa non andava. Rocco perdeva peso, in campo cadeva spesso, non era più il bomber di una volta. Da un po’ di mesi inoltre, aveva iniziato ad avvertire che la sua mano sinistra non aveva più la sensibilità di una volta, non riusciva neppure ad abbottonarsi una camicia.

Preso dai mille impegni, non si era mai preoccupato, ma col passare del tempo questi sintomi si estendevano su tutto il braccio.

Una sera a cena con amici, Rocco era strano, poco partecipe, distaccato, dolorante. Si decide di fare una risonanza all’encefalo.

Era il 30 novembre 2018. Ora di pranzo. Squilla il telefono: “Augelli, è pronto il suo referto può venire a ritirarlo”. Quel giorno, Rocco avrebbe dovuto iniziare ad allenarsi in una nuova squadra. “Amore torno presto, fammi trovare il piatto a tavola, devo andare via presto, oggi comincia una nuova avventura”.

Da lí a dieci minuti dopo nulla è mai stato più uguale a prima.

Rocco si è ritrovato da un campo da calcio ad un letto di ospedale in meno di due ore. “Deve ricoverarsi con estrema urgenza.”

La diagnosi non tarda ad arrivare: si tratta di un tumore cerebrale pediatrico rarissimo, che solitamente per la localizzazione è poco aggressivo, ma sfortunatamente nel suo caso è di alto grado.

Nessuno voleva crederci. Iniziamo il protocollo: un intervento delicatissimo per la parziale asportazione del tumore, chemioterapia associata a protonterapia, una radioterapia particolare mirata a ridurre gli effetti collaterali.

Scriverlo in due righe è troppo riduttivo. La malattia porta ad uno stravolgimento della vita. Le giornate sembrano intrappolate in una gabbia che nessuno riesce più ad aprire. Noi siamo dentro la gabbia, dove tutto è fermo e fuori le vite degli altri corrono veloci.

Si alterano gli equilibri familiari, cambiano le abitudini, il modo di vivere le giornate e il nostro rapporto di coppia.

Questi anni sarebbero dovuti essere i nostri anni più belli: di progetti, traguardi, soddisfazioni e gioie. Invece niente di tutto questo.

Io ho deciso di lasciare il lavoro per seguirlo nelle terapie e stargli accanto ogni momento.

La malattia di Rocco è molto aggressiva e porta molti sintomi che ogni istante gli ricordano che il suo tempo si accorcia. Rocco è sofferente, ha forti dolori, mancanza di sensibilità agli arti sinistri e altri sintomi che sono difficili sia da spiegare che da trattare. L’aspetto psicologico viene intaccato parecchio, ma nonostante questo, Rocco dal primo giorno ha sempre combattuto questa battaglia senza mai indietreggiare.

Dopo le prime terapie tradizionali, abbiamo cominciato delle terapie integrative e parallele che hanno aiutato tantissimo Rocco a superare più facilmente gli effetti collaterali delle terapie fatte.

Inutile dirvi che queste terapie sono interamente a pagamento e noi abbiamo avuto grosse difficoltà per poter sostenere tutte le spese, considerando che né io e né lui lavoriamo e che in ogni caso due stipendi non sarebbero bastati per vivere e curarsi. Questo per darvi un’idea del disagio economico che abbiamo e stiamo attraversando.



Sembrava che con il passare dei mesi le condizioni di Rocco stessero migliorando anche alla luce dei vari controlli che facevamo. Esattamente un anno dopo, come un fulmine a ciel sereno, di nuovo cattive notizie: la malattia si era risvegliata.

Non riesco a spiegarvi cosa si prova in quel momento, una sensazione di impotenza totale di fronte ad un nemico silente verso cui si hanno poche armi. Partiamo per un’altra protonterapia a Trento, questa volta molto più estesa e con effetti collaterali devastanti. Dopo i primi due giorni, pensavo che lui sarebbe arrivato all’ultima seduta sulla sedia a rotelle.

Durante questo percorso, una coincidenza strana mi ha fatto incontrare dei dottori che lavorano in Italia in collaborazione con un dottore tedesco che mi illustrarono la loro terapia. A quel punto, le “armi” della medicina tradizionale le avevamo sfruttate tutte e dunque, decidiamo di affidarci a questa nuova terapia.

In piena pandemia Covid, noi eravamo fuori 3 giorni a settimana, 4 ore al giorno di viaggio, per questa nuova terapia che dopo poche settimane ha migliorato enormemente le condizioni fisiche di Rocco.

Eravamo in attesa della fine del lockdown per conoscere questo benedetto medico della Germania. E appuntamento fu il 20 giugno.

In visita, questo dottore, ci ha prospettato una nuova terapia in Germania, che affiancata a quelle che sta già facendo, è l’ unica speranza per salvare la vita di Rocco.

Poi, siamo nelle mani del Signore.

Noi vorremmo provare anche questa strada senza rimanere nulla di intentato, ma purtroppo il costo è un ostacolo importante che da soli non riusciamo a sostenere.

In questo momento, le condizioni di Rocco sono complicate e non ci possiamo permettere di perdere tempo prezioso.

Abbiamo urgente bisogno di tutti voi, di tante piccole gocce che pian piano riempiono il nostro bacino di Speranza per aiutare Rocco a riprendere in mano la sua vita.

Un piccolo gesto può apparentemente contare poco, ma può significare davvero tanto, tantissimo.

In che modo potete aiutarci ?

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DONANDO SU QUESTA PIATTAFORMA: anche un piccolo contributo può essere molto importante. Sarà una somma che ha un grande valore, donata per la alimentare la speranza di un giovane ragazzo.

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BONIFICO INTESTATO A : Augelli Rocco IBAN: IT10D0103078590000000396144 Causale: donazione

••• ••••• •• PAYPAL a questo link–> https://www.paypal.me/RoccoAugelli

••• ••••• •• CONDIVIDENDO LA RACCOLTA con i vostri amici, parenti, colleghi (su Whatsapp o Facebook, è il metodo più semplice). Più siamo meglio è. L’unione fa la forza, sempre. Più siamo più sarà facile raggiungere l’obiettivo e aiutare Rocco.

Un gesto eclatante, clamoroso, sportivamente irreversibile.

Succede il 9 Marzo 1986, allo stadio Olimpico di Roma, alla fine di una partita di serie B.
Il Vicenza ha appena battuto la Lazio 4 a 3, anche grazie alla papera del portiere laziale, un uomo di poche parole che fino a questo giorno è stato famoso più che altro per il cognome di una personaggio televisivo (Malgioglio) cui si accoppia un nome stranissimo (Astutilllo), per i capelli e i baffoni lunghi.
Ma in questo 9 Marzo Malgioglio passa alla storia del pallone e dei portieri.
A fine partita va verso la curva laziale, si toglie la maglia, fai il gesto di sputarci sopra, la lancia contro le reti e se ne va.
Un gesto – un raputs, scrivono i giornali – che causa l’insurrezione non solo dei tifosi ma della società che ne chiede non sono il licenziamento ma persino al radiazione.
Non serve, Malgioglio rescinde il contratto e se ne va via da solo, esecrato da buona parte del suo sport.
Ma c’è un lungo perché, dietro quel gesto.
Malgioglio arriva alla Lazio mal digerito, perché è stato alla Roma vice di Tancredi seppure con una sola presenza in campo. Ha legato con il capitano Di Bartolomei, con cui spesso ha visitato le terapie intensive.
Le sue prestazioni non sono positive e non convincono, sua moglie viene insultata quando va a fare la spesa, gli sputano addosso a fine di una partita, gli distruggono la macchina con le mazze, deve andare a casa scortato, lo minacciano di morte in un crescendo di tensione insostenibile.
Durante la partita gli cantano “Romanista sei il primo della lista”.
Ma non è neppure questo, che lo spinge al punto di rottura.
È l’accusa di non impegnarsi abbastanza per dedicare troppo tempo a un’attività extrasportiva che Tito, così lo chiamano, segue da anni: occuparsi di ragazzi affetti da disabilità cerebrali a Piacenza, impegnando ogni attimo libro, anche le ferie Ha iniziato a 20 anni, quando giocava nel Brescia.
visitai per la prima volta un centro per disabili. Mi impressionò la loro emarginazione, il menefreghismo della gente. Fu un’emozione fortissima, un pugno nello stomaco. Quel giorno tutto mi apparve chiaro. La vita non è solo una palla di cuoio. Mi sono messo a studiare e mi sono specializzato nei problemi motori dei bambini. Poi col primo ingaggio ho aperto una palestra ERA 77 (dalle iniziali del nome di mia figlia Elena nata nel 1977, mia moglie Raffaella e del mio). Lì offrivamo terapie gratuite ai bambini disabili. Li aiutavamo a camminare, a muoversi da soli“.
Per questo, fra gli insulti, gli urlano “mongoloide”, gli dicono di andare dai suoi handicappati.
Malgioglio dichiara che in quel giorno in curva appaia lo striscione “Tornatene dai tuoi mostri”, ma questa notizia sarà a lungo contestata, in quanto mai confermata da prove certe.
Malgioglio, in quel giorno per lui fatale, decide di smettere di sopportare e s’incazza in modo plateale. Ma il mondo del calcio lo lascia solo, lo condanna. “Non offenderà più la maglia!” tuonano alcuni giornali.

Ho sbagliato, ma dovevo fare qualcosa. Sono stato trattato come una bestia. Non merito insulti e minacce. Scappo per salvare mia moglie e mia figli. Non sono un ladro. Non sono uno venduto. Questo mondo non mi piace più, nemmeno i soldi mi interessano. Ho solo nausea. Si parla di minoranze, ma se la maggioranza resta in silenzio, decidono pochi imbecilli”.

Il celebre giornalista Gianni Mura di Repubblica, che assegna voti particolari agli sportivi che si sono distinti per episodi particolare scrive: “Non è un bel gesto, quello che ha compiuto domenica Malgioglio, ma è un gesto esemplare, da uomo onesto che ha sopportato anche troppo. La mia solidarietà e la mia stima si traducono in un 10 che non vuole essere provocatorio. Se in questo paese dal perdono facile il mostro è Malgioglio, la sua è la sola bandiera che mi sento di rispettare”.

Il portiere decide che è finita, smette con il pallone, torna nella sua città, Piacenza, dove da anni si occupa di disabili.
Ma arriva una chiamata.
Dall’altra parte c’è Giovanni Trapattoni, in quel momento allenatore dell’Inter, che ha seguito la sua storia.
Uno come te non può smettere così. Vieni a fare il secondo da noi” gli dice. “Sei anche comodo con Piacenza”.
Malgioglio accetta, diventa la riserva di Zenga e rimane all’Inter 5 stagioni. Le sue presenze in campo sono poche, 12 in tutto, ma il segno nel cuore dei tifosi è profondo. Un giorno, a Piacenza, porta con sé Jurgen Klinsmann, il grnade bomber tedesco, che passa le ore coi ragazzi e alla fine sceglie di aiutare l’associazione Era77 con una grande donazione.
Succede poi che, nel 1989, proprio a Roma, con la Lazio, Malgioglio si trovi titolare per un infortunio di Zenga.
Il portiere viene invitato a presentarsi con un mazzo di fiori, anche se è convinto che non ci sia margine per una pacificazione, pensa che non servirà, le società insistono allora lui va verso la curva laziale, da solo. Lo insultano, gli lanciano di tutto, bottigliette, radio, frutta, tutto al punto che la partita deve inziare con 15 minuti di ritardo. Lui posa i fiori e va in campo sanguinante, l’Inter perde 2 a 1 eppure Malgioglio è il migliore in campo.

Una volta lasciato lo sport, deve chiudere la sua associazione per mancanza di fondi.
In realtà è l’intero sistema calcio che spesso si è mostrato sordo al suo spirito solidale.
Adesso che sono un ex, non ho più frecce nel mio arco, né forza per combattere. Quello del calcio è un mondo senz’anima. Gira solo intorno a se stesso e ai suoi piccoli drammi della domenica; ogni voce fuori dal coro è un pericolo. E quando smetti, si spengono le luci. Nessuno si ricorda più di te“.
Astutillo Malgioglio negli anni non ha trovato altri spazi nel mondo del calcio. “Uno come me spaventa” ha dichiarato eppure, ancora oggi, la sua storia rimane leggendaria nel calcio italiano.
L’Inter, nel 2019, ha deciso di premiarlo. “La figura di Malgioglio meritava un riconoscimento speciale. Il suo insegnamento, la capacità di spendersi in maniera sincera e silenziosa per chi soffre, si sposano in tutto e per tutto con i valori nei quali si riconosce il nostro Club. Ed è per questo che, con grande orgoglio, FC Internazionale Milano ha deciso di insignire l’ex portiere del premio BUU – Brothers Universally United”.
Ancora adesso Malgioglio racconta la sua vicenda ai ragazzi e sostiene iniziative benefiche come testimonial, porta sostegno gratuito a domicilio dove e come può, scende in campo in partite per raccogliere fondi.
“Una piccola parte della vita che passiamo a volte bisognerebbe rivolgerla agli altri. Che sia per i disabili, gli anziani, i poveri. L’importante è farlo”.

Si ringrazia l’autore Riccardo Gazzaniga per la concessione.

Qui di seguito trovate il suo ultimo romanzo.

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AIC, si dimette Damiano Tommasi

Damiano Tommasi ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di presidente dell’Associazione Italiana Calciatori nel corso dell’odierna riunione del Consiglio Direttivo.

L’ex calciatore della Roma ha anticipato di qualche mese la fine del suo terzo ed ultimo mandato, che scadeva a novembre.
Tommasi, come da statuto, non poteva più ricandidarsi. Per la sua successione ha già presentato la sua candidatura Marco Tardelli.

L’avvocato Umberto Calcagno, vice presidente vicario, assumerà le funzioni statutarie fino alla data delle prossime elezioni.

Il calcio ai tempi del COVID: lo strano caso del Capurso, salvo con 0 punti in classifica

Nella giornata di ieri il Consiglio Direttivo del Comitato Regionale Puglia LND ha disposto il blocco delle retrocessioni dal Campionato Regionale di Promozione alla Seconda Categoria.
Nel girone A del campionato di Promozione a beneficiare della decisione c’è anche il Football Club Capurso.
La squadra barese conquista una salvezza a dir poco insperata.
Sul campo il Capurso era ultimo posto in classifica con 0 punti, risultato figlio di 25 sconfitte in 25 gare, con -68 di differenza reti.
Nella stagione bloccata dal Covid succede anche questo.

Forza Alex!

A calcio gioco meglio oggi con le mie protesi che prima con le mie gambe”:  basterebbe soltanto questa battuta, pronunciata al ricevimento del premio Collare d’oro al merito sportivo nel 2012 (massimo titolo onorifico del CONI), per raccontare Alex Zanardi: uomo solare, ironico ed autoironico, un campione di sport e di vita, che ha spiegato al mondo che la disabilità non è un ostacolo ad una vita dignitosa.
Per questo, quando intorno alle 18.10 di ieri, si è diffusa la notizia del grave incidente che lo ha coinvolto in provincia di Siena, tutta l’Italia politica, sportiva, dello spettacolo, si è stretta intorno a lui ed alla sua famiglia, in questa ennesima battaglia, gara da vincere.

Alex Zanardi non è un grande intenditore di calcio, pur professandosi tifoso del Bologna. In compenso è un grande  pilota automobilistico, paraciclista ed anche, con buoni risultati, un  conduttore televisivo. Campione di CART nel 1997 e 1998, è stato a più riprese pilota di formula 1. Nel 2001 un grave incidente in una gara dei Cart a Toronto gli procurò l’amputazione di entrambe le gambe. Da allora è diventato campione italiano superturismo nel 2005 nei motori; nel paraciclismo ha conquistato quattro medaglie d’oro ai Giochi paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016, e otto titoli ai campionati mondiali su strada.

Insomma una leggenda, che ha ancora tanto da raccontare e da insegnarci.

Forza Alex!

Il calcetto può attendere, Spadafora: «Niente ripresa. Impossibile rispettare distanziamento»

Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, intervistato da FanPage.it, ha escluso la possibilità di riprendere gli sport di contatto amatoriali, come il calcetto, il prossimo 25 giugno: “Questi sport non riprenderanno neanche il 25 giugno con certezza, il Ministro Speranza ha ritenuto che non si potesse venire meno alle due regole che valgono per tutti i cittadini, ovvero il distanziamento sociale e la mascherina. Gli sport di contatto non consentono di rispettare queste due regole. Oggi per andare in un supermercato, o per viaggiare in treno, noi chiediamo agli italiani di mantenere il distanziamento sociale e di portare la mascherina. Non possiamo consentire che soltanto per fare attività sportiva di base queste misure di sicurezza vengano evitate. Quindi non sappiamo ancora quando ci sarà il via libera agli sport di contatto“.

Niente calcetto, quindi, nelle prossime settimane. Gli sportivi dovranno “accontentarsi” del ritorno del calcio di Serie A, B e C in tv. Per il momento.

Antonio De Iacovo, un barese che si fa spazio nella Napoli Nord

Antonio De Iacovo, calciatore barese doc classe ‘87 è un vero e proprio giramondo del calcio.
Ha avuto esperienze anche in Repubblica Ceca e Malta, con quest’ultima vicinissimo a firmare per l’FC Mosta squadra militante in Premier League (Massima divisione del calcio maltese).
De Iacovo è un calciatore utilizzabile sia come trequartista che come seconda punta date le ottime capacità balistiche e tecniche.
Antonio è una vecchia conoscenza del calcio pugliese, avendo militato in società come Europa Palese, U.S.Bitonto, Nuova Andria, Virtus Bitritto, Molfetta Sportiva (con quest’ultima due stagioni fa ha subito un brutto infortunio procuratosi in fase di ritiro) ma sostanzialmente negli ultimi 6 anni ha preferito fare esperienze fuori regione e fuori nazione, dove l’hanno ha potuto accumulare esperienza in squadra con giocatori come Antonino D’Agostino e Carboni entrambi ex Cagliari Calcio, Alex Gibbs vecchia conoscenza del Parma Calcio e prendendosi anche la soddisfazione personale di segnare in in gare amichevoli a squadre professionistiche come Sud Tirol e Rende. Nella sua lunga carriera ha disputato campionati in regioni come Trentino-Basilicata-Sardegna-Marche e Campania e più di una volta vicinissimo al campionato Calabrese.
Nell’ultima stagione ha militato nel massimo campionato regionale Campano,dove si è fatto rispettare entrando nelle simpatie di alcune società grazie alle sue capacità calcistiche e caratteriali.
A Napoli ha conosciuto anche l’Avv.Umberto Di Tella rappresentante del calcio campano e grande estimatore del giocatore barese ed il presidente della Lnd Campania Antonio Trovato.
De Iacovo ha esordito con la maglia della Nuova Napoli Nord contro il Marcianise con il numero più importante a Napoli il “10”e proprio all’esordio è riuscito a portare a casa i primi 3 punti della sua nuova esperienza campana con un ottima prestazione andando anche vicino al gol. Nella sua seconda presenza contro il Casoria Calcio squadra avente in squadra un calciatore di livelli superiori come Carlo Gioielli, non ha sfigurato anzi, ha lottato su ogni pallone ed andando vicinissimo a siglare un gol di pregevole fattura in sforbiciata (a detta di molti sarebbe stato il gol più bello dell’intero massimo torneo regionale degli ultimi anni).
Nell’ultima partita disputata ha indossato la maglia numero 10 e anche la fascia di capitano cedutali con piacere da capitan Sinigaglia e per un barese è un grande riconoscimento a Napoli. Nelle altre gare con Antonio in campo la squadra ha trovato una quadratura sia tecnica, sia di quantità, i compagni di squadra lo seguono e tutta la squadra cresce in positivo con buone prestazioni offerte.
Tutte le gare disputate da De Iacovo superano la sufficienza nei voti, spesso con un 6.5.
De Iacovo ci parla dei calciatori che più l’hanno impressionato nel campionato di Eccellenza Campana e sono Carlo Gioielli per la tecnica sopraffina e l’ex Udinese Dino Fava Passaro che nonostante le 43 candeline in campo sembra ancora un ragazzino.
Queste le parole più importanti di De Iacovo; “Il calcio Campano è molto duro e di alto livello e mi sono divertito tantissimo ,perchè è sempre bello giocare contro gente che sa cosa sia il calcio ed ogni sfida va presa ed accettata affrontandola al massimo fdelle proprie capacità. Ringrazio la società della Napoli Nord per l’opportunità che mi ha dato e sono certo che se non ci fosse stato lo stop dei campionati avremmo raggiunto l’obiettivo salvezza dato l’ottimo lavoro che tutti stavamo svolgendo.
Ringrazio anche il direttore Giuliano Sinigaglia perchè mi ha voluto fortemente nonostante i corteggiamenti di altre società sparse per l’Italia sia di Eccellenza che di altre categorie.
Ringrazio il presidente, non ho parole per ringraziarlo per tutto ciò che ha fatto per quanto riguarda la squadra. Un gruppo unito dal primo all’ultimo, mi ci sono trovato bene fin dal primo istante e se ho sempre fatto bene è soprattutto grazie a loro. Nel mio club ci sono tantissimi ragazzi di qualità e quantità che meriterebbero veramente altre categorie.
Sicuramente a giorni daranno la chiusura definitiva dei campionati e sono rammaricato di tutto ciò che sta accadendo nel mondo e nel nostro paese ,ma la ripresa se mai dovesse esserci sicuramente la lega lo farà in tutta sicurezza.
Sinceramente non so se questo accadrà ma ora è il momento di restare tutti a casa per poterci godere un futuro felice e sereno e solo allora potremo tornare a goderci e a calcare di nuovo quel meraviglioso rettangolo verde che noi tutti appassionati di calcio amiamo”.
 
Alessandro Polichetti

Parte da Lecce la prima "Egency Esport Cup" che si terrà il 27 e 28 Aprile

Nell’ era tecnologica in cui viviamo anche il calcio giocato assume una valenza sempre più virtuale che azzera i confini e permette di misurarsi con altri partecipanti provenienti da qualsiasi parte del mondo grazie agli Esports, che tradotto letteralmente sta a significare Sport Elettronici e sta ad indicare la pratica del giocare ai videogames in maniera competitiva ed organizzata.
Ideatrice di questa nuova attrazione è l’ agenzia salentina Egency Esport che per le giornate 27 e 28 aprile 2020 ha indetto la prima Egency Esport Cup commentata dalla voce inconfondibile e suggestiva del salentino Raffaele Pappadà, già commentatore per Mediaset e DAZN.
Giulio Biasi, uno dei promotori del progetto nonchè fondatore dell’ agenzia (gli altri sono Renato Vernaleone, Alberto Gaballo, Antonio Longo e Andrea Putignano) ci ha illustrato per bene in cosa consiste questo nuovo modo di intendere lo sport virtuale.

Raffaele Pappadà, voce di Mediaset e DAZN


Ciao Giulio, spiegaci bene da dove nasce l’idea di questo evento?
Da quando nel 2017 il CIO, Comitato Olimpico Internazionale, ha riconosciuto gli Esport come sport a tutti gli effetti, in quanto i player digitali si devono preparare alle competizioni con la stessa intensità con cui si allenano gli atleti degli sport tradizionali, il fenomeno è cresciuto esponenzialmente.
Il nostro evento vuole essere un’occasione per presentare la nostra agenzia ed i nostri servizi, quindi ha un carattere di natura promozionale. Egency Esport nasce a Lecce, un’agenzia che si occupa di tutto ciò che ruota intorno al mondo Esports e la cui attività non si limita all’organizzazione di eventi, ma è anche e soprattutto scouting, coaching e cura dell’immagine dei player, gestione grafica e multimediale, supporto legale e attività di marketing.
Sebbene si dica che “tutto il mondo sia paese” sai bene che Lecce non è Milano o Singapore, giusto per intenderci. Spiegaci bene come fare a partecipare a questo torneo.
Al torneo parteciperanno solo player e streamer scelti da noi tra i migliori del panorama esportivo nazionale, pertanto non è possibile iscriversi per partecipare. Nel prossimo futuro organizzeremo altri eventi aperti al pubblico, anche finalizzati alla ricerca dei migliori talenti del territorio. Come hai detto tu, Lecce non è Milano però questo è un settore dove non ci sono limiti o confini territoriali, non esistono grosse barriere. Noi ci proponiamo come una realtà che fornisce un servizio alle aziende e ai player che puntano su questo settore e anche alle società sportive che vogliono un supporto per intraprendere un percorso nel mondo dei videogiochi competitivi. Sebbene in Italia questo modello sia già esistente, siamo i primi a Lecce e una delle poche realtà del Sud che si stanno approcciando al settore in questo modo.
Di seguito il comunicato stampa ufficiale della manifestazione:
NASCE EGENCY ESPORT, EVENTO DI PRESENTAZIONE CON PRO PLAYER E STREAMER IN DIRETTA SU TWITCH
Nasce a Lecce Egency Esport, la nuova realtà che punta sui videogames competitivi, specializzata in management e
comunicazione esportiva.
Giulio, Alberto, Renato, Antonio ed Andrea sono i cinque ragazzi che sono dietro questo nuovo progetto che punta sugli
esport, fenomeno il cui mercato è in forte crescita in Italia e che nel mondo genera un giro d’affari che supera 1,5 miliardi di
dollari.
Egency Esport è composta da cinque ragazzi con diverse esperienze e competenze che lavorano insieme per proporre servizi
rivolti a player, squadre o aziende che vogliono intraprendere un percorso nel settore dei videogames competitivi e cercano
un partner che possa affiancarli.
Egency punta quindi a coprire a 360° tutti i bisogni di questo mercato, per molti ancora poco conosciuto: consulenza
esportiva, creazione e gestione di un Team di Esport, scouting dei players, attività di coaching, gestione multimediale e
grafica, brokerage ed organizzazione di eventi on e off line.
È proprio con un evento che Egency ha scelto per lanciarsi sul mercato: Egency Esport Cup, torneo di Fifa 20 in modalità
Ultimate Team che coinvolge 16 giocatori scelti tra player e streamer del settore, commentato insieme a Raffaele Pappadà e
trasmesso sul canale di Twitch. Il torneo si svolge lunedì 27 e martedì 28 aprile dalle ore 20:00 e prevede fase a gironi e fase
finale, divise nel corso dei due giorni!
ESPORT NEL CALCIO ITALIANO
In Italia anche il calcio professionistico ha deciso di puntare sugli esport: a novembre la Lega Serie A ha annunciato la nascita
della eSerieA, seguendo il modello vincente delle leghe straniere che già da anni hanno lanciato la eLigue1, eLiga, Virtuelle
Bundesliga, ePremier League e eMLS. Il campionato sarà giocato su FIFA 20 e già tutte le squadre hanno provveduto a
selezionare e tesserare i player che rappresenteranno i loro colori nella competizione nazionale esportiva.
Anche la Lega SerieB e le serie minori hanno aderito e tra le squadre che per prime hanno risposto all’appello ci sono A.C.
Monza di Berlusconi ed S.S. Monopoli per la Puglia.
Danilo Sandalo

Coronavirus, FIGC invia protocollo di ripresa ai ministri di Sport e della Salute

(ANSA) – ROMA, 18 APR – Il protocollo contenente tutte le disposizioni per la ripresa in sicurezza degli allenamenti delle squadre di calcio, studiato dalla commissione medico scientifica della Federcalcio con l’aiuto di esperti del settore, è stato inviato nel primo pomeriggio dal presidente federale, Gabriele Gravina, ai ministri dello Sport e della Salute, Vincenzo Spadafora e Roberto Speranza. Il documento, frutto del gruppo di lavoro presieduto dal prof. Paolo Zeppilli, sarà adesso valutato dai due ministeri. Le linee prevedono che le squadre potranno tornare al lavoro ma con rigidi criteri di sicurezza: i giocatori verranno costantemente monitorati e i contatti con l’esterno dovranno di fatto essere azzerati. (ANSA).