Manfredonia, il nodo Energas tra svolta e polemiche

E’ arrivata la fumata bianca, il Presidente Sdanga annuncia ufficialmente di aver trovato l’accordo economico con il colosso Energas S.p.A. per una nuova e ricca sponsorizzazione del Manfredonia Calcio.
Inutili quindi gli appelli al coinvolgimento di nuove forze imprenditoriali, ad eccezione di un paio, che pure avevano presentato un’offerta all’acquisizione delle quote.
Ma ha prevalso la volontà di restare ai vertici societari, unitamente all’irrinunciabile offerta di sponsorizzazione.
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Una decisione forse assunta già da tempo, ma formalizzata solo ora per la delicata questione del probabile insediamento dell’Energas sulla costa sipontina che divide la cittadinanza in due.
In attesa del rifacimento, o rattoppamento, del manto sintetico ora riflettori puntati sulla programmazione della prossima stagione con maggiori certezze economiche.
La svolta è dietro l’angolo?

Stefano Favale

Manfredonia, alla ricerca del feeling perduto con la tifoseria

In attesa di un nuovo incontro tra le forze imprenditoriali interessate a finanziare il Manfredonia Calcio, la priorità per il nuovo assetto societario sarà ricreare entusiasmo e coinvolgimento tra la tifoseria.

L’evidente disinteresse, sempre più crescente, dei tifosi non lascia adito ad alcun dubbio: serve una svolta in positivo.
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La scarsa comunicazione e la mancanza di un progetto a medio termine tra le probabili cause.
Ripartire si può, in primis con una società economicamente stabile e coadiuvata da uno staff tecnico adeguato decisa a perseguire un determinato obiettivo con il vivaio al centro del progetto.

A queste condizioni il pubblico tornerà a gremire gli spalti del “Miramare”, scommettiamo?

Manfredonia, prima fumata “grigia”

Si è consumato ieri l’incontro tra Amministrazione Comunale, l’attuale proprietà ed alcuni imprenditori disponibili a “sposare” la causa biancoceleste in un momento delicatissimo.

Fermo restando l’unanime rifiuto alle lusinghe avanzate dall’Energas, che il Presidente Sdanga sembrava intenzionato ad accettare, si è discusso dei bilanci, del rifacimento del sintetico, di un’eventuale intesa tra i presenti che però al momento è distante.

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L’auspicio è che possa raggiungersi una larga intesa, la sensazione è che la svolta sia dietro l’angolo ovvero si avvicina il punto di “non ritorno”.

Del resto senza una solidità economica ed una seria programmazione l’interesse per il calcio è destinato a rasentare lo zero, la scarsa affluenza allo stadio ne è prova inconfutabile.

In programma un nuovo incontro nei prossimi giorni, la “palla” ora passa al Presidente Sdanga.

Sliding doors, il Manfredonia Calcio è ad un bivio

Archiviata la salvezza sul campo, ora riflettori puntati su quella societaria giunta ormai ad un bivio.

La prima strada, quella conservatrice, conduce alla permanenza dell’attuale Presidente Sdanga che avrebbe già un’intesa di massima con il colosso Energas, disposto a finanziare con ingenti somme la prossima stagione calcistica. Ricordiamo che Energas ha già offerto il proprio contributo economico nel corso dell’ultima stagione, suscitando non poche proteste della cittadinanza in considerazione del probabile insediamento del maxi deposito costiero di Gpl a Manfredonia.

La seconda strada, quella innovatrice, conduce all’appuntamento di lunedì 16 maggio tra il Presidente Sdanga e l’imprenditore, nonchè ex Presidente, Lino Troiano che sarebbe disposto a rilevare la società a determinate condizioni, forte di una condivisione del nuovo ipotetico progetto con altri imprenditori locali e non solo. Ricordiamo che già nel recente passato le due parti sono state molto distanti tra loro, si preannuncia una trattativa molto complessa.

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Il futuro del Donia è nelle loro mani e in quelle del Sindaco Riccardi, che dovrà pronunciarsi sulla richiesta presumibilmente avanzata dalla società di finanziare il rifacimento del manto sintetico del “Miramare”.

Qualsiasi cosa accadrà, si prendano decisioni nell’interesse di tutti e finalmente si annunci un progetto serio e solido a medio termine per invertire la preoccupante rotta del disinteresse dei tifosi biancocelesti.

Stefano Favale

Il Super Pagellone del Donia 2015/16

Ecco puntuale il verdetto finale sulla stagione del Manfredonia appena conclusasi. E’ doveroso scindere le valutazioni umane da quelle tecniche dei calciatori, per le note vicissitudini societarie.

GIUDIZIO UMANO: tutti indistintamente meritevoli di un grande plauso, nonostante le spettanze maturate e non ancora riscosse i ragazzi hanno scelto di scendere in campo con professionalità e decoro. La salvezza sul campo è merito loro e pertanto il voto è un bel 9 per tutti.

GIUDIZIO TECNICO: è la valutazione media dei singoli in base alle prestazioni tecniche offerte nel corso della stagione calcistica. Nessun voto, ma un commento personalizzato per ognuno di loro:

De Gennaro: molto buone le sue prestazioni, in più di un’occasione salva il Donia nei momenti topici della gara. Non a caso il Foggia si è accorto di lui e gli auguriamo il meglio, se lo merita;

Tarolli: la sua breve parentesi può ritenersi molto positiva; ottimo fisico ed una maturità superiore alla sua età. Anche lui dà il suo piccolo contributo con prestazioni più che buone;

Tucci: tra Coppa Italia e finale di stagione un percorso di crescita costante, giudizio pertanto positivo. Non a caso i tre portieri sono stati tutti determinanti nell’economia della classifica finale;

De Filippo: il ragazzo manfredoniano merita i nostri complimenti. Serio, educato e sempre più autoritario grazie anche alla fiducia ripostagli da Vadacca. Da seguire con fiducia, ha bisogno di crescere;

Romeo: non lesina mai l’impegno, lotta sempre in campo. Tecnicamente sono però evidenti alcune lacune, dal fraseggio alla marcatura anche con la difesa schierata. Gli attaccanti più tecnici lo mettono spesso in grande affanno. Non adatto il suo utilizzo in una difesa a tre, meglio in una a quattro;

Vergori: tecnicamente ha i mezzi idonei per ben figurare in 4^ Serie, dal tocco morbido ed elegante nelle uscite palla al piede. Buona visione di gioco, il vero leader difensivo del Donia. Troppi però i cartellini gialli rimediati, i cali di tensione, le amnesie in fase di marcatura. Stagione a fasi alterne;

Colombaretti: “arretrato” nella linea difensiva a tre paga una stagione sfortunata per problemi fisici. Esperienza da vendere ed alcune prestazioni interessanti, ma anche lui in preda a fatali distrazioni dovute anche ad un fisiologico calo atletico riconducibile alla non più verde età calcistica;

Bruno: poche presenze per lui, ingiudicabile;

Ciampa: problemi di natura logistica e lo scarso utilizzo non ci impediscono di esprimere un buon giudizio complessivo sul talentino tornato alla Primavera del Bari. Vadacca non ha saputo valorizzarlo;

Lenoci: reduce dalla vittoria dello Scudetto Primavera con la maglia del Torino, inizia ben ma poi si arrende per gli stessi motivi di Ciampa. Vadacca non lo schiera nel suo ruolo naturale;

Albanese: ha ampi margini di miglioramento, positiva la sua stagione;

Pellegrino: tatticamente è cresciuto tanto, è un piccolo “Papagno” dell’ultima promozione. Siamo soddisfatti di lui;

Romito: il capitano merita un plauso interminabile anche solo per il suo sostegno morale ai compagni di squadra; si sacrifica tantissimo, anche da ala pur non avendo più il fiato dei bei tempi, ma è naturale. Esemplare fuori e dentro il rettangolo di gioco;

Gentile C.: stagione sfortunatissima, ingiudicabile l’uomo “faro” del centrocampo;

Gentile A.: non è facile interpretare più di un ruolo, prendere per mano il centrocampo e soprattutto accollarsi ogni responsabilità. Siamo soddisfatti di lui;

Lorito: quando viene chiamato in causa svolge il suo compito in maniera diligente e senza strafare;

Bonabitacola: il ragazzo, serio ed educato, è una delle note liete del baby Donia. Un consiglio: resti con i piedi per terra e persegui sempre i valori dello sport, farà strada;

Totaro: pochissimo spazio per lui, ingiudicabile;

Stajano: la concorrenza è tanta, il turnover applicato dal mister è incessante e lui ne paga le conseguenze. Merita un plauso;

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Coccia: se bastassero impegno e corsa la sua stagione sarebbe da incorniciare, ma c’è tanta frenesia condita da frequenti errori tecnici. E’ qui che deve lavorare tanto. Di lui si ricorda ancora la bella parentesi con D’Arienzo: giocava da mezzala però…eh Vadacca…;

La Forgia: ragazzo interessantissimo, gli infortuni non gli danno tregua ma lui ha una media realizzativa altissima e la sua stagione è da ritenersi ottima;

Bozzi: meglio nella scorsa stagione, ma il suo peso in attacco si fa sempre sentire. Il bomberino non delude le aspettative e dimostra ancora una volta grande attaccamento alla maglia;

De Rita: da sempre partito come “riserva” si toglie la soddisfazione di disputare una grande stagione. La sua classe è fuori discussione, peraltro in una squadra povera tecnicamente;

De Vita: quando Vadacca lo schiera lui non delude mai. Avremmo voluto vederlo esterno, lui che sa saltare l’uomo e creare superiorità. Tecnicamente non si discute, un peccato non aver creduto in lui;

La Porta: il migliore in assoluto, vive una seconda giovinezza e delizia il pubblico con straordinaria naturalezza a suon di gol e assist. Un fenomeno, orgogliosi di averlo al Donia;

Vadacca: promosso a pieni voto da “psicologo”, rimandato da tecnico e tattico. Fossilizzarsi sullo stesso modulo nonostante una difesa perforabilissima è errore grave, specie con squadre forti tecnicamente. I cambi continui di formazione sono solo dovuti ad esigenze di incentivi? riesce a dare la giusta quadratura alla squadra solo nel finale di stagione. Non è colpa sua se la squadra è povera tecnicamente e quindi sul bel gioco soprassediamo. Caparbietà e dialogo le sue migliori qualità, oltre ad un oggettivo pizzico di fortuna, basteranno per il salto di qualità? Promosso/rimandato;

CONCLUSIONI
DIFESA: non esaltante la linea a tre, 5 reti incassate in più rispetto alla scorsa stagione sono prova inconfutabile di un reparto scricchiolante;

CENTROCAMPO: tanta grinta ma poca qualità, assenza di un play, assenza di ali in grado di “saltare” l’uomo. Prevedibilità e poca fantasia, oltre ad non perfetto filtro a supporto della difesa;

ATTACCO: promosso a pieni voti, anche se La Porta dipendente.

Stefano Favale

Passerella finale al “Miramare”, applausi per tutti

Il Manfredonia si congeda davanti al proprio pubblico, pochi intimi, con un’altra vittoria ai danni del già retrocesso Aprilia (3-1). Le reti di Bosi e Pellegrino nel primo tempo, l’autorete di Esposito e il gol in pieno recupero di Gentile collocano i sipontini in sesta posizione in classifica.
Ora la palla passa alla società, chiamata a rispettare gli impegni presi ed a riorganizzarsi per pianificare la prossima stagione.
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Rimbalzano le voci di un importante partner commerciale pronto a finanziare il Donia, fermo restando la presunta cordata di imprenditori disposta a rilevare la società.
E allora via con i festeggiamenti e poi tutti concentrati sul “solito” tormentone estivo: che Donia sarà?

Stefano Favale

Donia, difesa e centrocampo da sistemare per il salto di qualità

Il Donia festeggia con pieno merito la salvezza, fortemente voluta dai ragazzi che hanno dimostrato serietà professionale dopo il pesante k.o. interno col Picerno. In attesa che la società ripaghi il loro impegno con le dovute spettanze residue, proviamo a tracciare un bilancio tecnico della stagione.
I numeri parlano chiaro: 3 punti in più rispetto alla scorsa stagione sul campo (con una gara ancora da disputare), 3 reti realizzate in meno (migliorabile domenica prossima) e 4 reti subìte in più.
Pertanto, al di là dei moduli e delle scelte tecniche, la difesa nonostante un finale di stagione “ermetico” non ha convinto del tutto.
In crescita il promettente De Filippo, a fasi alterne il più tecnico Vergori, idem Romeo e Colombaretti.
Ne sono prova inconfutabile i numerosi cartellini gialli, le gravi amnesie alternate ad attente prestazioni.
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Il centrocampo, orfano di Claudio Gentile, ha faticato non poco per limiti caratteriali e tecnici seppure sia meritevole di un plauso con la sorpresa Iuculano su tutti.
In conclusione: semmai si proverà a rinforzare la rosa occorrerà intervenire su questi due reparti, fermo restando il buon livello attuale più che sufficiente per una tranquilla salvezza.

Stefano Favale

La Porta e Bozzi, la premiata ditta del gol biancoceleste

La Porta e Bozzi, ben 17 reti messe a segno in due, anche quest’anno protagonisti della salvezza del Manfredonia. Il trentaquattrenne fantasista foggiano sta vivendo una nuova giovinezza tra gol e assist, tra tocchi di classe e invenzioni. Non da meno Giuseppe Bozzi, meno incisivo sotto porta rispetto al recente passato ma ugualmente determinante con i suoi gol “pesanti”.
Bene anche De Gennaro, Tarolli e Tucci con le loro parate decisive a fronte di un reparto difensivo scricchiolante e di un centrocampo in difficoltà nelle due fasi.
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L’ottimo finale premia il mister Vadacca, che finalmente ha trovato la giusta quadratura dopo aver rivoluzionato puntualmente la formazione ogni domenica fossilizzandosi su un unico modulo di gioco.
Conclusioni: questa rosa, se confermata, è in grado di salvarsi tranquillamente ma necessita di importanti ritocchi per poter disputare un campionato di vertice nell’immediato.
Quanto all’aspetto societario, è auspicabile una svolta in positivo per ritrovare compattezza e trasmettere fiducia ai tifosi, pronti a tornare nella “fossa dei leoni”.

Stefano Favale

A Nardò gara maschia, il Donia si conferma “ammazzagrandi”

Su un campo al limite della praticabilità un guizzo dell’ex Bozzi, che non esulta per rispetto, condanna il Nardò alla prima sconfitta interna stagionale. Azioni da gol anche clamorose da una parte e dell’altra, un legno per i ragazzi di Ragno e tante mischie in area sino al gol decisivo di Bozzi di testa sugli sviluppi di un corner. Chiude in bellezza il Donia, così come nella scorsa stagione, e forse con qualche rammarico in considerazione del livello tecnico del girone. Ma il rendimento altalenante ed un gioco non spumeggiante non consentivano voli pindarici.
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Archiviata la salvezza ed onorata la maglia nonostante le note difficoltà di natura economica, ora le attenzioni sono tutte rivolte al futuro della società, attanagliata da problemi economici ed alla ricerca di nuove risorse.

Stefano Favale

Virtus, festa rimandata mentre in coda è bagarre

La Virtus è ad un passo dalla promozione in Serie C, festeggiamenti rinviati di una settimana. Un solo punto basterà, ammesso che il Taranto riuscirà ad espugnare il campo del Francavilla in Sinni, per brindare alla vittoria finale. Inaspettati i ko di Nardò e Francavilla, resta sulla scia il solo Taranto che con grande fatica ha la meglio sul Pomigliano.
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Se per quanto riguarda i playoff c’è da stabilire solo la griglia di partenza, è invece piena bagarre per evitare l’unico spareggio per non retrocedere con la seria probabilità che si dovrà ricorrere alla classifica avulsa.
Gli ultimi 90′ sono ormai alle porte, i più importanti della stagione per alcuni.

Stefano Favale

Il pagellone di Manfredonia-Turris

Ecco puntuale il pagellone tanto atteso da tutti gli sportivi sipontini, come sempre critico:

MANFREDONIA-TURRIS 4-0

MANFREDONIA

Tucci 6: ordinaria amministrazione, mai seriamente impegnato oggi;
Romeo 6: a parte la fisicità di Tarallo e Sperandeo, pochi rischi dalle sue parti;
Colombaretti 6: finalmente più reattivo, il pagellone è del resto uno sprone per tutti;
Gentile C. 6: non è in condizione e si vede, costretto ad abbandonare il campo al 49′;
Vergori 7: autoritario e persino goleador, il migliore del reparto in generale, peccato gli sia mancata la continuità quest’anno;
Albanese 6: esegue con attenzione il compito assegnatogli da Vadacca;
Pellegrino 6: attento e disciplinato, ma senza spunti di rilievo;
Bozzi 7: si procura ed esegue il rigore che spiana la strada al largo successo, generoso e volitivo come sempre;
La Porta 7: è suo il gol più bello, il suo estro delizia ancora una volta il pubblico presente;
Iuculano 7: si divora un gol fatto, ma è autore di due assist ed è sempre nel vivo del gioco. La domanda nasce spontanea: come mai Vadacca si è accorto del suo talento a campionato finito?

Vadacca 6,5: i ragazzi scendono in campo determinati, l’episodio del 9′ decide le sorti del match. La salvezza è anche merito suo, tra mille difficoltà. La fortuna? è servita anche quella, che male c’è?
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Stefano Favale

Manfredonia sul velluto, poker alla Turris

Il risultato finale (4-0) è eloquente e non lascia adito ad alcun dubbio. Il Manfredonia balza al settimo posto, ma soprattutto conquista virtualmente la salvezza.
L’episodio chiave al 8′: Abagnale atterra in area il lanciatissimo Bozzi, rigore ed espulsione per lui. Lo stesso Bozzi trasforma dagli 11 metri e quindi stra in discesa per i sipontini.
La Turris è molto nervosa, l’attento direttore di gara è fiscale e sanziona ogni intervento falloso dei campani (ben 4 ammoniti). Ma l’agonismo e la fisicità non bastano oggi alla Turris, che rischia di capitolare ancora al 29′, ma Iuculano la grazia sprecando a porta vuota la più facile delle occasioni da rete. Al 47′ Vergori raddoppia su assist dello stesso Iuculano, la Turris accusa il colpo.
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La ripresa è un monologo dei padroni di casa. Al 7′ la Turris perde palla a metà campo e Iuculano innesca un micidiale contropiede in superiorità numerica che La Porta è bravo a finalizzare con un morbido tocco rasoterra. Al 10′ il palo nega a Vergori il bis, al 25′ il definitivo 4-0 di Bonabitacola.
I sipontini possono festeggiare la “quasi” salvezza, per la Turris c’è il tempo per rimediare.

Stefano Favale

Manfredonia-Turris, per i sipontini gara dell’anno

In caso di vittoria ed alcune combinazioni favorevoli di risultati dagli altri campi, il Manfredonia può oggi festeggiare la salvezza matematica con due turni d’anticipo.
In ogni caso i sipontini giocano oggi la gara più importante della stagione, vincere significherebbe quanto meno ipotecare seriamente la salvezza.
La Turris ha un punto in più dei sipontini e presumibilmente accetterebbe di buon grado un pari, forte anche della rosa al completo.
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Pertanto ci si aspetta una grande prestazione dei ragazzi di Vadacca, il fattore campo può dare una mano.
Di certo la sfida al “Miramare” è tra quelle di cartello della 32^ giornata, sarà gara molto “tirata” ed in bilico per l’enorme posta in palio.

Stefano Favale

Serie D, Virtus scatto decisivo?

Terz’ultima giornata con la Virtus che potrebbe allungare in classifica. L’ormai retrocesso Gallipoli non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile per i ragazzi di Calabro. Tutt’altro che agevole il compito della prima inseguitrice Nardò, impegnata in trasferta a Francavilla in Sinni. Banco di prova importante anche per il Taranto a Marcianise, all’indomani del clamoroso ko interno col Serpentara. Continua il testa a testa tra Picerno e Aprilia per evitare la retrocessione diretta. Il Picerno ospita il “quasi” salvo Torrecuso, mentre l’Aprilia fa visita ad un Pomigliano che non ha più nulla da chiedere a questo campionato.
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San Severo e Isola Liri in trasferta, rispettivamente a Fondi e Bisceglie, in cerca di punti salvezza in virtù di una classifica “complicata”. Chiude il quadro della 32^ giornata la delicatissima sfida salvezza al “Miramare” tra Manfredonia e Turris, con i sipontini alla ricerca di una vittoria che varrebbe la salvezza.

Stefano Favale

La Porta, sempre lui, trascina il Donia al successo

Manfredonia-Torrecuso 1-0 rete di La Porta su rigore al 40′ della prima frazione di gara.
Vittoria tutt’altro che semplice per i sipontini, falcidiati dalle assenze, ma al cospetto trovano un Torrecuso quanto mai impreciso, sprecone e sfortunato.
Il guizzo di La Forgia costringe Russo all’atterramento in area, il direttore di gara indica il dischetto e La Porta realizza (9^ centro per lui).
Nonostante alcune incertezze dell’estremo difensore biancoceleste, Pastore & C. non riescono a trovare il gol del pari anche in maniera clamorosa. La ripresa è un vano assedio rossoblu, Donia fortunato in occasione di un salvataggio sulla linea e poi bravo a resistere a denti stretti.
Con questi 3 punti il Donia sale a quota 40 in classifica, ovvero a +5 sulla zona playout.
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Tecnicamente gara piuttosto mediocre, ma ora conta solo il risultato. Per il bel gioco appuntamento rimandato alla prossima stagione.
Unica nota stonata la doppia ammonizione in pieno recupero dello stesso La Porta, ma i tifosi gliela perdonano volentieri.

Stefano Favale

Donia in piena emergenza, occhio al Torrecuso

Il Manfredonia riceve il “bombardiere” Torrecuso dell’ex Terracciano in piena emergenza. Alle assenze di Vergori e Tarolli, infortunati, si aggiungono quelle per squalifica di Bozzi, Romito e Colombaretti.
Di contro il Torrecuso si presenta al Miramare con il secondo miglior attacco del campionato.
Ma allora come si spiegano i soli 39 punti in classifica?
Semplice: la squadra ha scarso equilibrio, ne è prova la valanga di reti subìte sinora, persino superiori allo stesso Manfredonia.
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Al bando facili entusiasmi, al Donia servirà pragmatismo domani per fare risultato e pertanto non è da disdegnare un pari, che avvicinerebbe i sipontini alla salvezza.
Numeri alla mano si preannunciano parecchi gol, con le difese i talloni d’achille e gli attacchi i punti di forza ma il Donia parte con l’handicap delle numerose assenze.

Stefano Favale

Anteprima 30^ giornata Serie D, il Taranto sogna l’aggancio

Trasferte insidiose per Nardò e Virtus, almeno sulla carta, rispettivamente a Marcianise e Bisceglie ed ecco allora che il lanciatissimo Taranto sogna l’aggancio in vetta.
Ma il Potenza non è da sottovalutare affatto, conteranno tanto le motivazioni in questo rush finale. Le prime 3 della classe affronteranno infatti squadre alla ricerca degli ultimi punti salvezza e dunque l’insidia è dietro l’angolo per tutte.
Il quarto incomodo, il Francavilla, riceve un San Severo in difficoltà e presumibilmente motivato a fare risultato. Interessante il doppio derby laziale tra Unicusano Fondi e Isola Liri da una parte e Serpentara e Aprilia dall’altra. Le due laziali impegnate in trasferta sono disperate, in particolare l’Aprilia che, in caso di sconfitta, potrebbe ritrovarsi con un piede e mezzo in Eccellenza.
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Occasione d’oro per il Picerno che, in caso di vittoria con il Gallipoli, potrebbe appunto ipotecare quei playout così lontani fino a qualche settimana fa.
Il derby campano tra Pomigliano e Turris è aperto a qualsiasi risultato, infine tra Manfredonia e Torrecuso in palio punti pesantissimi per la salvezza.

Stefano Favale

Manfredonia, un calcio alla crisi o ribaltone?

Le difficoltà economiche che attanagliano buona parte delle società dilettantistiche (e non solo) rispecchiano un generale disinteresse intorno al mondo del pallone a questi livelli.
I tempi in cui il calcio dilettantistico era una mera passione da condividere con la gente, che affollava gli spalti, sono ormai ricordi sbiaditi.
Il calcio moderno è un’azienda, laddove latita un’attenta programmazione inevitabilmente i risultati scarseggiano.
Non si sottrae a questa regola il Manfredonia, puntualmente in “apnea” per promesse disattese, budget sforato e programmazione a breve termine.
Ecco quindi avvicinarsi puntuale il tormentone estivo: riuscirà l’attuale dirigenza a superare le attuali difficoltà? riuscirà ad iscrivere la squadra al prossimo campionato?
La gente è preoccupata, la delusione per la mancata iscrizione del 2010 è ancora una ferita aperta e pertanto alcune voci accrediterebbero una nuova cordata di imprenditori pronta a fare da “salvagente”.

Sarà vero? [adinserter block=”2″]

Nell’imminenza occorre conquistare sul campo la salvezza, poi da maggio inizierà una nuova telenovela sul chiacchierato ribaltone societario. Manfredonia è una piazza importante, afflitta però da quel disinteresse di cui accennavamo prima.
La ricetta? è molto semplice: dirigenza appassionata (attuale o nuova che sia), programmazione a medio termine con budget predefinito, valorizzazione dei giovani, attenta e parsimoniosa costruzione della rosa. E’ evidente come lo staff tecnico abbia un peso rilevante nel buon esito di un progetto, se opportunamente finanziato dalla società.
Il disinteresse dei tifosi improvvisamente si trasformerà in entusiasmo e ritrovato spirito di appartenenza, Cerignola docet.

Stefano Favale

La Porta, un fuoriclasse senza età

Antonio La Porta, ovvero la rappresentazione della classe allo stato puro, sta trascinando ancora una volta il Manfredonia verso la meritata salvezza.

Già 8 le marcature stagionali per lui che bomber non è, infinite giocate di alto spessore ed assist decisivi per il 34enne fantasista a disposizione di Vadacca.

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Esemplare il suo comportamento fuori e dentro il rettangolo di gioco, un modello da imitare per i più giovani specie nei momenti di difficoltà.

Nonostante le note vicissitudini societarie lui è infatti sempre determinante in campo, lotta e corre come un ragazzino. Le sue giocate deliziano il pubblico, è ancora una volta il valore aggiunto del Manfredonia.

I tifosi del Donia lo adorano, certamente il miglior acquisto degli ultimi anni.

Stefano Favale

L’oasi felice del Cerignola in mezzo ad un oceano tempestoso

La crisi che attanaglia il calcio dilettantistico è cosa risaputa, e forse in tanti dovrebbero ammirare il “modello” Cerignola che, risorto dalle ceneri, sta facendo incetta di campionati vinti con ragazzi indigeni ed una valorizzazione importante del vivaio, la reale fonte di sostentamento di una società di calcio. Il calcio è rinato e la gente si è riavvicinata in maniera sensibile allo stadio, spinta da un ritrovato senso di appartenza alla propria città.
Ma questa è un’oasi felice ed isolata, circondata dall’oceano tempestoso delle difficoltà economiche, della mancata programmazione, delle mediocri competenze tecniche, del perduto feeling con la propria tifoseria ed altro ancora.
Una cosa è certa: chi, nonostante reclami giustamente le gratifiche pattuite e non corrisposte, decide di scendere in campo deve essere consapevole di assumersi una grossa responsabilità, ovvero quella di onorare la maglia comunque. In caso contrario è un’offesa alla gente che va allo stadio e di riflesso ai colori della città che rappresentano, questo il coro unanime dei tifosi al quale ci associamo.

Stefano Favale

Il Manfredonia è assente, il Picerno ne approfitta

Pesantissimo k.o. per i sipontini (0-4) mai in partita e ora il rischio playout si fa più concreto. Ne approfitta il Picerno, motivato e meritevole del successo. Sin dalle prime battute emergono motivazioni diverse, da una parte assenza di mordente e demoralizzazione e dall’altra grinta e determinazione.
I noti problemi societari di natura economica potrebbero quindi aver inficiato l’esito della gara, l’auspicata reazione d’orgoglio dei sipontini non c’è stata.
Per la cronaca Parisi sbloccava al 32′, una doppietta di Esposito tra il 47′ e il 51′ sigillava la vittoria, Perna all’ 87′ rendeva mortificante il passivo.
Lo sportivissimo pubblico locale applaudiva gli ospiti, che ricambiavano, e fischiavano l’indecorosa prestazione del Manfredonia.
La nuova pausa giunge provvidenziale, la salvezza diretta è ancora alla portata.
Società e calciatori dovranno nuovamente assumersi le proprie responsabilità, purchè avvenga in tempi rapidi.

Stefano Favale

Serie D, il Taranto ci crede

La 28^ giornata di campionato è davvero intrigante, gli jonici in caso di vittoria allo “Jacovone” con l’Aprilia potrebbero ulteriormente avvicinarsi alla vetta. La Virtus e il Nardò sono infatti attese da trasferte complicate, rispettivamente a Fondi e Potenza, le insidie quindi non mancano per i ragazzi di Calabro e Ragno in questo avvincente finale di stagione. Per il Francavilla, che riceverà l’Isola Liri nel posticipo del 30 marzo, ogni valutazione è rimandata in attesa dei risultati degli incontri che si disputeranno regolarmente domani pomeriggio.
In ogni caso conteranno fondamentalmente le motivazioni che ogni squadra riuscirà a trovare da qui al termine della stagione.
L’aspetto mentale è fondamentale nel calcio moderno, pertanto ogni pronostico virtuale può essere sovvertito con estrema facilità.
Punti pesantissimi in palio a Serpentara e Manfredonia in altrettanti scontri diretti per la permanenza in serie D. Occasione da non perdere in particolare per il Manfredonia che, in caso di vittoria con il Picerno, potrebbe realmente iniziare ad ipotecare la salvezza nonostante il punto di penalizzazione inflitto dalla Lega nei giorni scorsi.
Per Marcianise-San Severo (30 marzo) vale la stessa considerazione espressa per Francavilla-Isola Liri.
Chiudono il quadro della 28^ giornata Bisceglie-Gallipoli e Pomigliano-Torrecuso.

Il programma completo di Domenica 20 marzo:

Pomigliano-Torrecuso ore 14,30
Unicusano Fondi – Virtus Francavilla ore 14,30
Serpentara – Turris ore 14,30
Taranto – Aprilia ore 15,00
Potenza – Nardò ore 15,30
Bisceglie – Gallipoli ore 16,00
Manfredonia – Picerno ore 16,00

Mercoledì 30 marzo ore 15,00
Francavilla – Isola Liri
Marcianise – San Severo

Stefano Favale

Il Manfredonia penalizzato di un punto, la squadra si allena

Ora è ufficiale: il Manfredonia è stato penalizzato di un punto a causa della nota vicenda legata alla vertenza dell’ex D’Ambrosio. Pertanto i sipontini scendono a quota 34 in classifica, ad un solo punto dalla zona playout, in attesa di ricevere il pericolante Picerno.
Intanto la squadra ha ripreso ad allenarsi regolarmente, allarme rientrato dunque come da previsioni, nella speranza che abbia ritrovato quelle motivazioni necessarie per la volata salvezza e per meritarsi il plauso di tutti gli sportivi biancocelesti.
Il calendario dà una mano ai ragazzi di Vadacca, la salvezza passerà dal “Miramare” con i potenziali 12 punti a disposizione.
Prima la salvezza, poi si penserà al futuro di una società abituata a convivere con le tante difficoltà di natura economica.

Stefano Favale

Manfredonia, è il momento della verità

Il comunicato stampa dei calciatori del Manfredonia non lascia adito ad alcun dubbio: è crisi economica, quella stessa crisi che probabilmente è una delle cause del rendimento altalenante in campionato.
I ragazzi lamentano gravi inadempienze da parte della società, che a sua volta lamenta di essere stata “abbandonata” a se stessa.
Ciò non rappresenta comunque per noi un pieno alibi al rendimento discontinuo soprattutto da parte di chi, con molta leggerezza, ha nuovamente accettato di vestire la maglia biancoceleste pur essendo perfettamente a conoscenza delle difficoltà economiche emerse anche nel recente passato.
Così come restiamo fermamente convinti che l’organico attuale sia carente tecnicamente, fattori esterni esclusi, tuttavia in grado di raggiungere la salvezza anche in virtù del livello mediocre delle dirette concorrenti.
Ma queste sono considerazioni che approfondiremo a fine stagione.
Si resta ora in attesa comunicato ufficiale della società.

Stefano Favale

Il Pagellone di Manfredonia-Gallipoli top Negro, flop Colombaretti

Ecco puntuale il temutissimo pagellone relativo al match Manfredonia-Gallipoli

MANFREDONIA

Tarolli 6,5: decisivo al minuto 74′ nel chiudere le profonde falle della linea difensiva;
Romeo 4,5: il solito “giallo” rimediato ingenuamente e tante amnesie, la velocità dei “baby” attaccanti avversari lo mette spesso in difficoltà;
Colombaretti 4: da lui è lecito attendersi qualcosa in più, in balìa del “fenomeno” Negro, tra tunnel subìti e la solita ammonizione, dalle sue parti si passa con estrema facilità;
Albanese 5+: gioca in un ruolo non suo; attenuante comunque smontata da una prestazione confusionaria;
Vergori 5-: “l’ex” di turno è meno autoritario del solito, giornata storta per lui;
Cimino 6: lodevole il suo impegno a tutto campo, crea pericolosità quando va sul fondo;
Gentile 5,5: il “virus” della frenesia colpisce anche lui;
Iuculano 6,5: il ragazzo va incoraggiato e oggi lo premiamo per l’esordio positivo. Bene così;
La Porta 6: è suo l’assist per De Rita, meno preciso del solito oggi;
De Rita 6: splendida realizzazione con la complicità di una retroguardia avversaria inguardabile;
De Vita s.v.
Totaro s.v.
Stajano s.v.

Vadacca 4: inspiegabile l’esclusione di Bozzi dal 1′ minuto, addirittura rimasto in panchina per tutta la gara!, uno pseudo 3-5-2 senza un terminale offensivo. Il gioco continua a latitare, la ripresa letteralmente inguardabile. Ci domandiamo quindi cosa abbia detto nell’intervallo ai ragazzi per spronarli…

GALLIPOLI

Anastasia 5; Mauro 5; Portaccio 5,5; Fonzino 6; Difino 4,5; Rizzo 4,5; Negro 7; Sansò 5,5; Pirretti 5; Franzese 6; Carbone 6; Buccarella 6. All. Germano 6,5

Stefano Favale

Manfredonia-Gallipoli 1-0 ma il gioco dov’è?

Una rete di De Rita al 43′ del primo tempo regala ai sipontini tre punti preziosi per la classifica. Per il resto buio pesto, Donia inguardabile e spesso in balìa dei giovani avversari che avrebbero senz’altro meritato il pari.
Tante perplessità già alla lettura della formazione schierata in campo da Vadacca, un incomprensibile 3-5-2 senza una vera punta di ruolo! eppure davanti c’era il Gallipoli, fanalino di coda, e non la Virtus.
Atteggiamento molle e confusionario dei sipontini, solo qualche guizzo agevolato dalla pochezza tecnica della difesa avversaria. Tantissimi gli errori tecnici in fase di fraseggio e tanta frenesia per i “delfini” che trovano la rete decisiva grazie ad un’invenzione di La Porta che smarca De Rita, il quale sorprende il giovane Anastasia con un tiro a girare sul secondo palo.
Il Gallipoli è ammirevole nella ripresa e tenta vanamente la via del gol, infatti al 74′ un miracolo di Tarolli nega la gioia a Carbone, il quale spreca anche al 81′ a tu per tu con il portiere locale.
Ultimo brivido al 95’con il gran tiro dalla distanza di Buccarella che si spegne di poco a lato.
La fortuna arride ancora una volta ai sipontini, come già accaduto in passato, il Donia ottiene una preziosa vittoria con il minimo sforzo e senza convincere nessuno.

Stefano Favale

Serie D, il programma della 25^ giornata

L’occasione è propizia per la Virtus, infatti in caso di vittoria potrebbe allungare in vetta alla classifica. Il Pomigliano non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile, mentre rischia il Nardò sul campo del Gallipoli nel derby salentino in cui tutto potrà accadere. A seguire il Francavilla farà visita al Torrecuso a caccia di punti salvezza, il Taranto scenderà nella “tana” del temibile San Severo per l’ennesima prova di maturità. Derby campano tra Turris e Marcianise, il Picerno proverà a sorprendere il Fondi, mentre tra Isola Liri e Serpentara in palio un “pezzo” di salvezza. A chiudere la 25^ giornata il posticipo tra Bisceglie e Manfredonia, gli ospiti non possono permettersi una battuta d’arresto.

Stefano Favale

Il Pagellone di Manfredonia-Unicusano Fondi

Ecco puntuale il temuto pagellone relativo al posticipo della 23^ giornata, vinto con merito dai sipontini:

MANFREDONIA

Tarolli 6,5: buon esordio, sicuro tra i pali gli manca un pò di potenza nei rinvii;
Romeo 6: decisi e senza fronzoli i suoi interventi, soffre Tiscione ad inizio gara;
De Filippo 7: salva il gol della beffa su Iadaresta lanciato a rete, autoritario;
Albanese 6,5: lotta, si fa ammonire, crea e piace per l’impegno profuso;
Bruno 6,5: mezzo voto in meno per l’ingenuità nel finale, annulla Meloni;
Cimino 6,5: propositivo con le sue incursioni, rispetta i compiti assegnatigli;
Gentile 7: è il miglior Gentile della stagione, sfiora anche la marcatura;
Bozzi 6,5: una spina nel fianco degli avversari, poco cattivo sotto porta oggi;
La Porta 8: il migliore in campo, inventa e fa pure gol macinando chilometri su chilometri;
De Rita 7: suo il gol che sblocca la gara, coraggioso nelle conclusioni dalla distanza;
Totaro s.v.
La Forgia s.v.
Vergori s.v.

Vadacca 7: ha saputo motivare egregiamente il gruppo.

UNICUSANO FONDI

Saitta 7,5; Galasso 6; Dinielli 5,5; Martino 6; Tommaselli 5,5; Rinaldi 6; Catinali 5,5; De Martino 6; Nohman 5,5; Tiscione 5,5; Meloni 5; D’Agostino 6; Ramcheski 6; Iadaresta 5,5. Pochesci 5

Stefano Favale

Manfredonia-Unicusano Fondi 2-1, è la svolta?

Serviva un’impresa e così è stato per i sipontini, autori della migliore prestazione stagionale. Una vittoria mai posta in discussione, nonostante alcune imprecisioni ed interventi prodigiosi dell’ottimo portierino laziale Saitta. La voglia di riscatto dei ragazzi di Vadacca va oltre ogni aspettativa ed è più forte dell’emergenza. Poche attenuanti per i rossoblu di Pochesci, apparsi molli ed in partita solo per 20′. Del bomber Meloni nessuna traccia, verrà infatti sostituito al 63′, atteggiamento quasi intimorito e troppo speculare al cospetto di un Donia aggressivo e finalmente meritevole di un plauso per il bel gioco offerto, con la sapiente regia di uno strepitoso La Porta. Primi 15′ di studio con Tiscione pericoloso tra le “linee” e autore della prima conclusione nello specchio direttamente su calcio di punizione da lui stesso procurato. Ma dal 20′ cambia il copione della gara: i sipontini assumono le redini del gioco e alzano i ritmi costringendo i timidi avversari sulla difensiva. Tra il 20′ e il 25′ ben tre occasioni per La Porta: abbondantemente fuori la prima con un morbido interno destro a cercare il “sette”, sulle altre due si esalta Saitta con provvidenziali respinte in tuffo. Al 28′ Gentile sfiora il tap in vincente da due passi, al 32′ show di La Porta con palla che sfiora il montante. La ripresa è fotocopia della seconda parte della prima frazione: già al 6′ Saitta “vola” per deviare la botta di Gentile, due minuti più tardi De Rita da fuori area fa la barba alla traversa, al 15′ Rinaldi salva sulla linea, al 17′ clamorosa traversa dei locali sugli sviluppi di un corner, al 22′ Saitta si oppone alla grande a Bozzi. E’ il preludio al meritato vantaggio che giunge puntuale al 25′: siluro di De Rita dai 20 metri e deviazione involontaria di un avversario che “spiazza” Saitta, è boato tra gli spalti. Reazione del Fondi? macchè..il Donia continua ad assediare i rossoblu e al 31′ La Porta raddoppia direttamente su calcio di punizione con una magìa balistica. Ingenuo il fallo di reazione di Bruno, già ammonito, che deve lasciare anzitempo il terreno di gioco. L’Unicusano Fondi accelera e trova il gol della speranza al 44’su calcio di rigore eseguito da D’Agostino, subentrato ad uno spento Meloni. L’ingresso di Iadaresta è forse tardivo, sui suoi piedi la possibile occasione del pari ma è provvidenziale su di lui il tackle del giovanissimo De Filippo. Sarebbe stata beffa, il Manfredonia ha ampiamente meritato la vittoria e aggancia così Potenza e Marcianise in classifica. Ora serve continuità, a partire da Pomigliano, è la gara della svolta?

Stefano Favale