Archive 31/05/2016

Taranto, il primo obiettivo è un attaccante

Dopo le indiscrezioni che vedono il futuro di Giuseppe Genchi lontano da Taranto, la società ionica si è messa in moto per acquistare un attaccante che sia in grado di garantire un numero di reti utile a far riapprodare il Taranto tra i professionisti.

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L’incipit del mercato ionico riguarda Giuseppe Gambino, la cui candidatura è forte sul taccuino del tecnico Papagni e del ds Dellisanti. Nella scorsa stagione, il centravanti classe ’84 ha messo a segno 10 reti in 34 partite con la maglia del Monopoli, in Lega Pro. Recenti esperienze in Serie D con le divise di Brindisi, Rimini ed Altovicentino, dove ha totalizzato 40 gol con 61 gettoni.

Salvo l’idea di fondare una diarchia nel reparto offensivo, Gambino andrebbe a sostituire proprio Genchi, imprescindibile nelle ultime due stagioni in maglia rossoblu. Per quanto riguarda quest’ultimo, continuano ad arrivare imperterrite le richieste di ingaggio da parte di alcuni club di Lega Pro. Sarà semplice monarchia o una corona per due? Al capitano e alla società l’ardua sentenza.

Alessandro Mazzarino

Eccellenza – Uc Bisceglie, si inizia a pensare alla prossima stagione. Bitetto difficilmente resterà in panchina. Ipotesi Zinfollino?

Dopo aver archiviato la prima storica stagione in Eccellenza, in casa Unione Calcio Bisceglie è tempo di meritate vacanze. La società del presidente Pedone può guardare con una certa gioia al campionato appena finito con il club adriatico che ha guadagnato la salvezza con una giornata di anticipo.

L’attenzione della dirigenza biscegliese, però, si sta focalizzando già sulla prossima stagione con l’obiettivo di migliorarsi e recitare un ruolo da protagonisti nella prossima Eccellenza. Il Dg biancazzurro, Leonardo Pedone, intervistato da Sveva Sport, ha chiarito un pò la situazione per quanto riguarda la scelta dell’allenatore che difficilmente sarà Francesco Bitetto. L’ex allenatore del Monopoli, subentrato a Mimmo Di Corato, ha condotto la squadra alla salvezza ma, pur non essendo del tutto tagliato fuori, sono poche le chances di vederlo di nuovo sulla panchina biancazzurra. Prende quota, nelle ultime ore, l’ipotesi di un approdo a Bisceglie di Gino Zinfollino (in foto) ex tecnico del Gravina che nell’ultima stagione ha guidato il Trani fino ad un passo dai playoff.

Lo stesso direttore biscegliese ha ribadito la volontà di creare un gruppo giovane di calciatori con l’obiettivo di valorizzare il proprio settore giovanile con la salvezza nel mirino.

Intanto, proprio oggi 31 maggio, ricorre un anno dalla splendida vittoria a Corato che spalancò le porte all’Eccellenza. Era infatti il 31 maggio 2015 quando nella finale playoff di Promozione, l’Unione Calcio guidato da Di Corato vinse per 2-0 contro i neroverdi grazie alle reti di D’Angelo e del trascinatore Amedeo Dipinto.

ANTONIO GENCHI 

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Taranto, Dellisanti: “Il Taranto che verrà? Competenza e bel calcio”

Una carriera da giocatore prima, da allenatore poi ed ora da dirigente sportivo. Francesco Dellisanti si rimette in gioco e lo fa a Taranto, la città in cui ha trascorso due anni poco memorabili calcisticamente. Il presidente del Taranto, Elisabetta Zelatore, ha voluto Dellisanti come responsabile dell’area tecnica della società, insieme ad Aldo Papagni, l’allenatore con il quale si sta cercando di creare una squadra che possa raggiungere la promozione in Lega Pro. Per il sito ufficiale del club rossoblu, il nuovo dirigente sportivo del Taranto ha rilasciato alcune dichiarazioni, riportate di seguito:

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Sono molto contento e pronto ad intraprendere questa nuova esperienza professionale. Ringrazio il Presidente Elisabetta Zelatore e l’avvocato Antonio Bongiovanni che mi hanno determinato ad iniziare un nuovo cammino sportivo in rossoblù ed ho deciso di ripartire esclusivamente per un atto di stima ed amicizia nei loro confronti.

Non nascondo che è un momento particolarmente emozionante per il sottoscritto. Sono “nato” calciatore del Taranto ed ho avuto l’opportunità di allenare in passato il Club conoscendo molto bene l’ambiente sportivo ionico. Siamo già al lavoro con la Presidenza ed il mister Aldo Papagni, a cui mi lega un forte rapporto di stima ed amicizia ed abbiamo il giusto tempo per un’adeguata programmazione sportiva.

Sarà un Taranto contraddistinto da competenza, altissima moralità e punteremo ad un calcio bello, pulito in grado di dare lustro alla splendida tifoseria tarantina che merita solo grandi palcoscenici.

Forza Taranto”.

Alessandro Mazzarino

Manfredonia, alla ricerca del feeling perduto con la tifoseria

In attesa di un nuovo incontro tra le forze imprenditoriali interessate a finanziare il Manfredonia Calcio, la priorità per il nuovo assetto societario sarà ricreare entusiasmo e coinvolgimento tra la tifoseria.

L’evidente disinteresse, sempre più crescente, dei tifosi non lascia adito ad alcun dubbio: serve una svolta in positivo.
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La scarsa comunicazione e la mancanza di un progetto a medio termine tra le probabili cause.
Ripartire si può, in primis con una società economicamente stabile e coadiuvata da uno staff tecnico adeguato decisa a perseguire un determinato obiettivo con il vivaio al centro del progetto.

A queste condizioni il pubblico tornerà a gremire gli spalti del “Miramare”, scommettiamo?

Taranto, UFFICIALE: ecco il nuovo allenatore

Inizia con un acquisto di prima classe la (probabile) quinta stagione del Taranto tra i dilettanti. Infatti, assodate le difficoltà da incontrare nel caso venisse effettuata un’ipotetica domanda di ripescaggio, la società ionica prepara una nuova stagione pensando in grande, costruendo una squadra che possa camminare sul velluto in Serie D o salvarsi senza troppi problemi in Lega Pro.

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Il primo cambio, forse uno dei più importanti, arriva in panchina: fuori Michele Cazzarò, dentro Aldo Papagni. Per il tecnico biscegliese, si tratta di un ritorno in terra ionica, dove è ben voluto dai tifosi. Infatti, nella stagione 2005/2006, Papagni ha portato il Taranto in Serie C1, sconfiggendo il Rende nella finale playoff di C2. Nell’annata successiva, l’allenatore ha concluso al quinto posto, prima di spostarsi a Cava de’ Tirreni. Per Papagni, non si tratta del primo ritorno a Taranto, dato che, nella stagione 2013/14, il biscegliese subentrò a Maiuri, conquistando un secondo posto inutile ai fini della promozione, a causa della sconfitta interna subita contro l’Arezzo ai playoff. L’ultima esperienza del tecnico si è conclusa con le dimissioni presentate al presidente della Cavese dopo tre mesi di lavoro. Sono sette gli esoneri ricevuti da Papagni: numero modesto, considerati i 23 anni di carriera professionistica.

Assieme ad Aldo Papagni, approda in panchina Fabio Prosperi, noto per la grande stagione trascorsa da allenatore della formazione Juniores nazionale, con la quale ha vinto il campionato regolare.

Un’altra novità riguarda il fronte societario: Francesco Montervino non avrà più il ruolo di dirigente sportivo. Francesco Dellisanti sarà il nuovo responsabile dell’area tecnica della società (prima squadra e settore giovanile).

Alessandro Mazzarino

Foggia in finale. Lecce ko anche nel ritorno. 2-1 per i rossoneri

I rossoneri approdano in finale superando anche nella gara di ritorno il Lecce. Tre vittorie su tre nei playoff. Ora la finalissima con il Pisa di Gattuso. La B ad un passo

Formazione secondo pronostici per De Zerbi, che manda in campo ancora Chiricò dal primo minuto al posto di Maza. Riverola nel tridente di centrocampo con Vacca e Agnelli. Angelo torna in panchina, dove si vede anche il giovane Sansone. Braglia manda a sorpresa 4 attaccanti, sostituendo all’ultimo secondo Alcibiade (dato nella formazione iniziale ufficiale dal tecnico leccese) con Surraco. Moscardelli centravanti, quindi, con Surraco, Doumbia e Caturano che gli girano intorno. Lepore accodato nella linea dei difensori per una retroguardia a 4, rispetto alla gara di andata in cui i giallorossi avevano giocato a 3.

Le intenzioni offensive del Lecce, però, si riducono soltanto alla formazione iniziale, infatti è il Foggia a fare la partita. Fin dal primo minuto e il pubblico che ha riempito lo Zaccheria fino all’orlo del possibile, rimane subito deliziato. Fraseggi corti, possesso palla e gioco nella metà campo salentina sono le prerogative del tecnico De Zerbi, accontentate dagli undici “esecutori” in campo. Nei primi minuti il Foggia mantiene il possesso del gioco, senza pungere, ma i salentini si mostrano nervosi (ammonizione di Papini dopo soli 15 minuti). Al 18′ la prima occasione, capitata sui piedi di Di Chiara che, ricevuta palla da Riverola, si invola in area con una sterzata di tacco e calcia addosso a Perucchini. Ancora Riverola ispira Sarno, con il tentativo dalla distanza del 10 rossonero che termina di poco al lato. I salentini impiegano 30 minuti per farsi annotare sui taccuini, con un tentativo sterile su punizione di Moscardelli, unico dei suoi, a fine partita, a meritare il palcoscenico di una semifinale playoff (forse anche in tutto il doppio confronto).

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E’ al 34′ che Doumbia mette i brividi ai rossoneri, quando raccoglie una respinta poco convinta della difesa foggiana e calcia alto da buona posizione. Il Foggia domina sul piano del gioco, ma lo 0-0 tiene in vita i salentini che, da un momento all’altro potrebbero colpire.

Il primo tempo termina con un giallo a Chiricò, che simula in area di rigore, dopo una bella incursione.

La ripresa inizia con un Lecce che sembra maggiormente determinato ma al 50′ è il Foggia a passare in vantaggio, con un bolide di Riverola che si insacca all’incrocio dei pali. Lo Zac esplode e i rossoneri esultano tutti sotto la curva sud, alle spalle della porta in cui è arrivato il gol dello spagnolo. Il Lecce è solo Moscardelli, ma il centravanti ex Chievo trova l’opposizione di Narciso, in un primo momento da pochi metri, poi stacca di testa solo in area mandando a lato. Al 65′ il raddoppio. Chiricò è lanciato sulla sinistra, fa tutto da solo ignorando Iemmello al centro, poi con una serie di finte prende il fondo e crossa con il piede opposto al preferito sul secondo palo dove è appostato Sarno. Il sinistro al volo dell’attaccante rossonero è soltanto deviato da Perucchini, è il gol del 2-0. Braglia va su tutte le furie (a fine partita alluderebbe ad un presunto fuorigioco) e viene mandato anzitempo negli spogliatoi dall’arbitro. Al 73′ Doumbia colpisce la traversa e sulla respinta è Caturano ad insaccare alle spalle di Narciso. Gol fortunoso dei salentini costruito su un errore difensivo foggiano. Chiricò ha i crampi e lascia il posto a De Giosa. Gli applausi dello Zac sono tutti per il funambolico attaccante rossonero, mentre i 400 tifosi del Lecce provano a fischiarlo (ci sono trascorsi poco positivi per Chiricò a Lecce). Di Chiara prova l’ennesima incursione sulla sinistra, a tu per tu con il portiere serve al centro dove Iemmello non riesce a correggere a rete, poi lo stesso Di Chiara lascia spazio al rientrante Angelo. Applausi dello Zac per entrambi. L’ultimo cambio rossonero è Maza al posto di Vacca. Lo stadio si alza in piedi, in ogni ordine di posto, per uno dei migliori in campo, insieme a Chiricò. Nei minuti finali da registrare l’ammonizione di Agnelli che entra, anche lui, nel limbo dei calciatori diffidati e a rischio squalifica.

Ma il Foggia vince ancora e registra la terza affermazione in altrettante gare dei playoff, la quinta consecutiva, comprese le ultime due giornate di campionato e la decima nelle ultime 11 partite. Praticamente, Cosenza a parte, il Foggia da marzo non si è più fermato.

TABELLINO

FOGGIA: Narciso; Gerbo, Loiacono, Coletti, Di Chiara (83′ Angelo), Agnelli, Vacca (88′ Maza), Riverola, Chiricò (74′ De Giosa), Iemmello, Sarno. A disposizione: Quinto, Micale, Arcidiacono, Lodesani, Lauriola, De Gennaro, Floriano, Lanzetta, Sansone. All. Roberto De Zerbi.

LECCE: Perucchini; Lepore, Legittimo, Cosenza, Abruzzese; Papini, Salvi (78′ Carrozza); Surraco (72′ De Feudis), Caturano, Doumbia (84′ Sowe); Moscardelli. A disposizione: Bleve, Beduschi, Camisa, Alcibiade, Liviero, Vecsei, Curiale, Lo Sicco. All. Piero Braglia

MARCATORI: 50′ Riverola (FG), 65′ Sarno (FG), 73′ Caturano (FG)

AMMONITI: 15′ Papini (LE), 44′ Chiricò (FG), 62′ Moscardelli (LE), 89′ Agnelli (FG)

Fabio Lattuchella

GLI SCATTI DELLA GARA A CURA DI GIANNI FONTANA

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Fabio Lattuchella

 

Giovinazzo, poche speranze per il ripescaggio in Promozione

Il club potrebbe rimanere nelle mani di Folino Gallo, ma Lasorsa resta alla finestra. Il nodo De Pergola

L’ultimo weekend ha regalato due importanti verdetti che avranno ripercussioni sui prossimi campionati regionali dall’Eccellenza fino alla Seconda Categoria. Il San Severo ce l’ha fatta a raggiungere la salvezza in D, mentre l’Altamura ha abbandonato i sogni di promozione, a vantaggio del Real Metapontino.

Alla luce di questi due verdetti, la redazione di SalentoSport.net ha provato a tracciare il profilo, molto sommario, dei prossimi campionati di Eccellenza e Promozione, quest’ultimo già fossilizzato sulla composizione a 32 squadre.

Tolte le due vincenti che approderanno in Eccellenza, le 6 retrocesse in Prima Categoria e aggiunte le 3 retrocesse dalla categoria superiore, resterebbero 5 posti vacanti: 3 da assegnare alle vincenti dei tre gironi di Prima Categoria, più 2 ripescaggi. Nel caso in cui il format in Eccellenza dovesse essere riportato a 18, il ripescaggio aumenterebbe di una unità.

Ed in tutto ciò il Giovinazzo, dopo il disimpegno dell’imprenditore molfettese Corrado Azzollini, avvenuto nelle settimane scorse, anche se ci provasse, avrebbe poche possibilità perché retrocesso direttamente, e dunque relegato in fondo alla graduatoria. Il club, in ogni modo, dovrebbe rimanere nelle mani del solo Fiorello Folino Gallo, alla ricerca di validi imprenditori col pallino del calcio.

Ma il futuro va pianificato iniziando col valutare le risorse economiche a disposizione ed avendo certezze riguardo il campo sportivo Raffaele De Pergola. Un problema che può rappresentare un serio ostacolo ai nuovi investitori che, al momento, sembrano latitare. Gli unici a mostrarsi interessati alle sorti del pallone biancoverde sono stati alcuni imprenditori della terra di Bari, attivi nei settori alimentare, edile e pubblicitario.

Il gruppo, infatti, starebbe seriamente pensando alla scalata al club retrocesso in Prima Categoria. Nella cordata anche un giovinazzese, Daniele Lasorsa, a titolo personale. In effetti, già da giorni si vociferava in ambienti sportivi che il secondogenito di Savino Lasorsa fosse interessato, con un progetto triennale, a rilanciare il Giovinazzo a patto che «la politica resti fuori dal calcio, perché deve essere fatta nel posto giusto al momento giusto».

In ogni modo è ancora troppo presto azzardare ipotesi perché ci sono molte incognite. Molto dipenderà dalle decisioni, sul format del campionato di Eccellenza da adottare, che prenderanno in seno alComitato Regionale Pugliese della Federazione; inoltre, sarà necessario monitorare quelle situazioni critiche in cui si trovano alcuni club pugliesi. Bisceglie e Manfredonia, in serie D, hanno accusato qualche acciacco societario.

Sempre in serie D, non è dato sapere se il Gallipoli presenterà domanda di eventuale ripescaggio. Tutto contribuirà a vivere la solita estate calda.

NICOLA MICCIONE – GiovinazzoViva

Monte Sant’Angelo Calcio ai Montanari!!

Quando a Luglio 2015 ho deciso di intraprendere la strada della acquisizione dell’ASD Monte Sant’Angelo Calcio sapevo che mi aspettava una strada in salita. Ho lanciato avanti la mia passione unita all’ottimismo, con tanta voglia di fare ed avvalendomi del prezioso aiuto di Piero Rinaldi, gettando le fondamenta per obiettivi che ci si pone di raggiungere.

Nonostante l’indifferenza e l’immobilismo del territorio, concretizzatisi in atti ostruzionistici, ostili e quantomeno pieno di ostacoli di vario tipo, ho continuato a perseguire il sogno di coinvolgere e appassionare i nostri tifosi, allargandone la platea e l’interesse, affinché un’attività sana prendesse piede nella nostra cittadina e divenisse una realtà.

Ho pertanto deciso di porre fine allo stillicidio delle rincorse in salita: rincorse di progetti, di successi e di supporto che, devo dire, avrei immaginato più concreto. Penso di essermi speso personalmente con serietà e coerenza ed aver dato all’ASD Monte Sant’Angelo Calcio quello che serve ad una futura crescita.

Ringrazio lo staff, che mi ha aiutato con grande sincerità e lealtà dimostrando che i veri valori, come appunto il calcio dovrebbe saper esprimere, si vedono nel momento del bisogno, come i veri amici. Con loro, insieme, siamo riusciti ad attraversare fasi delicate e momenti di sconforto, durante i quali sarebbe stato facile gettare la spugna, se non avessi avuto la determinazione necessaria e l’attaccamento all’impegno preso.

Devo soffermare un ringraziamento ad un tifoso estremo dell’ASD Monte Sant’Angelo che nelle parole, nei gesti, negli sforzi, nelle cose più impensate ed inventate per la cultura del fare, ha alimentato sempre in me, quotidianamente, un briciolo di voglia e speranza nel poter continuare; l’ASD Monte Sant’Angelo Calcio ne meriterebbe 1.000 come Te, Raffaele Carbonelli.

Lascio la carica di presidente e successivamente questa società a persone serie e volenterose, alle quali auguro di poter raggiungere la fine della salita divertendosi, dando seguito ai passaggi necessari che questa società centenaria richiede e merita. Pertanto, rivolgo un invito accorato alle forze sane della nostra città, affinché venga scongiurato il rischio concreto che la Squadra finisca in mano ad altre Società di Calcio limitrofe.

Per evitare che questo avvenga, è necessaria una risposta veloce e concreta, capace di mettere brillantemente la parola fine a quella che per noi Montanari può diventare una speranza di rinascita.

Il Presidente Pasquale Benestare

 

L’Avetrana riparte da Claudio Pellegrino

Si ripartirà con Claudio Pellegrino in panchina e con la riconferma di gran parte della rosa che ha vinto il campionato. La situazione reparto per reparto!

Si ripartirà con Claudio Pellegrino in panchina e con la riconferma di gran parte della rosa che ha vinto il campionato.
Anche se per l’ufficialità bisognerà attendere qualche altra settimana (il presidente Saracino è assorbito in questi giorni dalla campagna elettorale: ha infatti deciso di scendere in lizza, candidatosi a consigliere comunale), la prima avventura dell’Avetrana in Eccellenza dovrebbe costruirsi attorno a questi punti fermi. Come d’altronde, qualche giorno fa, aveva lasciato intendere, al nostro giornale, il d.s. Salvatore Peluso.
Ma vediamo, settore per settore, qual è la situazione attuale della squadra biancorossa e quali potrebbero essere le evoluzioni.

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DIFESA – E’ il reparto che ha fornito maggiori garanzie nello scorso campionato. E’ risultato il meno battuto: appena 14 reti al passivo in 30 gare. In rosa vi sono elementi che forniscono ampie garanzie: dai due portieri ai difensori centrarli Indirli, Macaluso e Amaddio. Di altra categoria è l’esterno mancino Fabiano Cimino, prezioso per le sue sgroppate e per i suoi assist, nonché per la sua poliedricità. Forse servirebbe un under affidabile sulla corsia destra.

CENTROCAMPO – L’Avetrana dispone di elementi esperti, bravi sia in fase di copertura (Arcadio e il talento locale Gioia), che in fase di costruzione del gioco (Valerio Cimino ha visione tattica e piedi che potrebbero risultare utilissimi in Eccellenza). Probabilmente, come già evidenziato dal d.s. Peluso, servirebbe un under (o forse due) da impiegare sulle corsie esterne e un altro elemento con esperienza in Eccellenza per consentire a mister Pellegrino di avere dei ricambi all’altezza della situazione.

ATTACCO – E’ probabilmente il reparto su cui investire di più. Senza nulla togliere agli attaccanti che hanno guidato il reparto quest’anno (da Vasco a Rito a Marullo), in Eccellenza si troveranno difese molto più attrezzate e impermeabili. Se Valerio Cimino, che attaccante non è, è risultato per il secondo anno consecutivo il goleador della squadra (quest’anno con 10 centri, di cui 4 dal dischetto), è evidente che serva una prima punta che abbia una maggiore confidenza con la via della rete. Crediamo, insomma, che, anche a costo del sacrificio di un attaccante dello scorso anno, serva l’innesto di almeno due rinforzi.

UNDER – L’opera di rafforzamento dell’Avetrana, che il prossimo anno crediamo punterà alla permanenza, è legata alle variabili dell’ingaggio degli under. Di solito si collocano o fra i pali oppure lungo le corsie, preferendo puntare sugli esperti per l’ossatura della squadra. Ma dal mercato potrebbero arrivare delle sorprese.

manduriaoggi.it

Il Manzi-Chiapulin sarà ampliato e diverrà la prossima “casa” del Barletta Calcio

La giunta delibera il potenziamento della capienza dello stadio per il campionato 2016-2017

Tra le delibere approvate dalla Giunta negli ultimi giorni, salta subito all’occhio la nota sull’ampliamento della capienza dello Stadio Comunale “Manzi-Chiapulin”, la delibera recita:

La Giunta, con un atto di indirizzo, ha deciso di procedere con urgenza alla esecuzione degli interventi finalizzati all’ampliamento temporaneo della capienza dello Stadio Manzi Chiapulin di via dei Mandorli, dagli attuali 273 spettatori a 1020, in modo da consentire l’avvio del campionato di calcio 2016 – 2017 e, precauzionalmente, la sua intera durata. E’ prevista la separazione tra il settore degli spettatori locali (750 circa) e il settore spettatori ospiti (250 circa) per una spesa complessiva prevista di € 129.320 (IVA compresa).

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Evidente quindi la volontà dell’amministrazione di riportare qui a Barletta, per la prossima stagione calcistica, la propria squadra, se non fosse che il vero stadio “casa” dei biancorossi verte in una situazione di immobilità totale come già evidenziato in passato e sottolineato anche dal famoso TG satirico “Striscia la Notizia” con un servizio a cura di Pinuccio destando la rabbia dei tifosi biancorossi

DAVIDE DICANDIA – barlettaviva.it

Manfredonia, prima fumata “grigia”

Si è consumato ieri l’incontro tra Amministrazione Comunale, l’attuale proprietà ed alcuni imprenditori disponibili a “sposare” la causa biancoceleste in un momento delicatissimo.

Fermo restando l’unanime rifiuto alle lusinghe avanzate dall’Energas, che il Presidente Sdanga sembrava intenzionato ad accettare, si è discusso dei bilanci, del rifacimento del sintetico, di un’eventuale intesa tra i presenti che però al momento è distante.

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L’auspicio è che possa raggiungersi una larga intesa, la sensazione è che la svolta sia dietro l’angolo ovvero si avvicina il punto di “non ritorno”.

Del resto senza una solidità economica ed una seria programmazione l’interesse per il calcio è destinato a rasentare lo zero, la scarsa affluenza allo stadio ne è prova inconfutabile.

In programma un nuovo incontro nei prossimi giorni, la “palla” ora passa al Presidente Sdanga.

Lo Stornarella Calcio ospita lunedì il raduno selettivo dell’A.S. Melfi

Diverse società in campo sotto gli occhi di Natale Iorio. 

Lunedì 30 Maggio alle ore 16:30 presso il campo sportivo comunale Gaetano Scirea di Stornarella, si terrà il primo raduno selettivo per giovani calciatori nati nel 2002-2003 per l’A.S. Melfi. L’evento è stato organizzato dallo Stornarella Calcio grazie all’esperienza e alla passione dei tecnici Pino De Martino, Pasquale Ciccone e Felice Sebastiano, in collaborazione con il settore giovanile della società lucana, guidato dal responsabile Natale Iorio. Il Melfi da diversi anni milita nel campionato di Lega Pro, un progetto calcistico spesso legato al proprio settore giovanile, sulla quale la società gialloverde ha fortemente investito.

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Al raduno parteciperanno diverse società invitate dallo Stornarella Calcio, che proprio negli scorsi giorni ha inaugurato ufficialmente la nuova sede sociale in Largo Duomo, mentre la prossima settimana i giovani calciatori biancoazzurri saranno a Cesenatico per un importante torneo giovanile, nel frattempo la prima squadra si prepara alla finale play off per il salto in seconda categoria. Un periodo particolarmente intenso per la società biancoazzurra, desiderosa di crescere e di porre le basi per un futuro davvero importante.

Luca Caporale

Lega Pro – Il Monopoli rischia grosso ma alla fine è salvezza. Il Martina impatta 0-0 a Melfi e fa festa in Lucania

In attesa di capire chi tra Foggia e Lecce andrà in finale a giocarsi le proprie chances di arrivare in Serie B (all’andata in Salento fu 3-2 per i dauni), la Lega Pro ha dato i primi verdetti per quanto riguarda le formazioni pugliesi.

In una giornata tipicamente (o quasi) estiva, il Monopoli ospitava l’Ischia forte del 3-0 rifilato ai campani all’andata. Doveva essere l’occasione, per i biancoverdi, di salutare il pubblico amico dopo un anno abbastanza tribolato con l’allontanamento di Tangorra, l’approdo di D’Adderio e una stagione che si stava mettendo male. In campo però, il Monopoli sembra già al mare e il 2-0 siglato dei campani con i gol di Florio e Kanoutè, sembra un film horror proiettato all’impianto monopolitano. Nella ripresa è il bomber barese Croce a guidare l’assedio con due ghiotte occasioni per chiudere definitivamente il discorso salvezza. Discorso, che viene chiuso nel finale dal difensore Bacchetti che sfrutta un azione di Gambino per firmare il gol dell’1-2 che regala la permanenza ai suoi nella terza serie nazionale.

Stesso copione, o quasi, all’Arturo Valerio di Melfi dove i gialloverdi di casa e gli itriani si giocavano la salvezza dopo l’1-0 per il Martina di settimana scorsa firmato da Baclet. Franceschini, tecnico del Martina, si affida ad un prudente 4-5-1 col francese ex Lecce e Vicenza come unico terminale offensivo. La tattica funziona con la gara che è molto combattuta ma povera di occasioni, da una parte e dall’altra. Si arriva nel finale, con i cinque minuti di recupero, dove il Melfi prova a gettare il cuore oltre l’ostacolo ma quello che ne ottiene è solo tanto nervosismo e l’espulsione di capitan Petta per proteste.

Buone notizie, quindi, per il calcio pugliese che il prossimo anno potrà contare sulla conferma di due pedine come Martina e Monopoli in Lega Pro (che abbraccerà la Virtus Francavilla per la prima volta nella storia).

ANTONIO GENCHI 

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Nicola Strambelli passa al Matera

Ufficiale: Nicola Strambelli passa dalla Fidelis Andria al Matera.
Il fantasista barese dopo tre stagioni con i biancoazzurri pugliesi, passa nelle fila dei biancoazzurri lucani.
Ieri pomeriggio è stato presentato ufficialmente alla piazza materana.
Società ambiziosa quella del presidente Columella che nella prossima stagione tenterà il salto in Serie B.
Soddisfatto Strambelli che dice “Sono contentissimo di avere la possibilità di indossare questa maglia. Ciò che mi ha convito è stato il progetto di una società ambiziosa”.
Intanto la Fidelis Andria è alla ricerca del nuovo mister e ora il maggior indiziato sembra essere Massimiliano Tangorra ex Monopoli.

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ALESSANDRO POLICHETTI

Lega Pro – Monopoli in carrozza. Martina a Melfi a caccia della salvezza. Gli ultimi novanta minuti dei play-out decidono tutto

(in foto il tecnico dei biancoverdi, Fulvio D’Adderio)

Mentre le altre squadre pensano già al prossimo campionato di Lega Pro, ci sono alcune squadre che sono ancora in attesa di conoscere il proprio destino.

E’ il caso, ad esempio, delle due pugliesi Monopoli e Martina Franca, impegnate nelle gare di ritorno dei playout. Per i biancoverdi di D’Adderio, la gara di domani al “Veneziani” dovrebbe essere una pura formalità, dopo il 3-0 rifilato in trasferta all’Ischia. Contro i campani, sarà molto probabilmente l’0ccasione per Croce e compagni di salutare il pubblico monopolitano prima del rompete le righe di fine campionato.

Caso, tutt’altro che tranquillo invece, in casa Martina. Gli itriani, allenati da Daniele Franceschini, fanno visita al Melfi in terra lucana. In casa dei gialloverdi, i pugliesi potranno contare sul risultato dell’andata, quando fu il francese Baclet a stendere il Melfi con un gol nel finale. Per Migliaccio e compagni sarà una gara da dentro o fuori, contro un avversario intenzionato a rendere pan per focaccia tra le mura amiche. Fischio d’avvio per entrambe le contese, alle 16.

ANTONIO GENCHI 

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Taranto, il Campobasso vuole Genchi

Un bottino che parla forte e chiaro: 53 gol in 70 partite. In due stagioni in maglia rossoblu, Giuseppe Genchi ha conquistato il cuore dei tifosi del Taranto, diventando domenica dopo domenica un condottiero della compagine ionica, fino a caricarsi tutta la responsabilità sulle spalle, o meglio, sul braccio, con quella fascia da capitano che avvolge l’arto superiore, alzato ben 53 volte nella consueta esultanza post-gol.

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Non è finita, andiamo avanti“: sembra essere questo il motto preferito da Genchi, il quale, dopo ogni gol, pubblica la frase su Facebook, per caricare sé stesso e la piazza e per continuare a segnare e vincere. La “love story” tra Genchi e il Taranto, però, potrebbe giungere ai titoli di coda: essendosi confermato uno dei migliori centravanti in circolazione tra i dilettanti, il prestigioso attaccante è molto ricercato. Come riporta il sito resport24, tra vari nomi spicca quello del Campobasso, allenato da Massimiliano Favo, proprio colui che ha fortemente voluto Genchi con sé in terra ionica. La posizione della società del Taranto può essere facilmente immaginata: difficile privarsi di un bomber che nella scorsa stagione ha realizzato 25 reti e che, probabilmente, vorrebbe portare la sua squadra tra i professionisti. Inizia col botto una nuova sessione di calciomercato, Giuseppe Genchi preparerà la valigia o indosserà la fascia da capitano anche durante la prossima stagione in maglia rossoblu?

Alessandro Mazzarino

L’Asd Eagles ha ceduto Francesco Pazienza all’Udinese.

wpid-pazienza.jpgIl calciatore classe 2000 giocherà con gli Allievi nazionali del club friulano. Una soddisfazione per il sodalizio sanseverese e per lo stesso ragazzo che approda in una squadra professionistica. Pazienza, che ha indossato la maglia dell’Eagles per tre anni (in pratica dalla nascita della scuola calcio) con ottimi risultati, è stato seguito diverse volte dai responsabili del progetto Udinese Academy, con in testa mister Gianfranco Mancini, coordinatore per il Centro-Sud. E ora arriva l’ufficialità del suo passaggio alla società bianconera. Ruolo centrocampista con caratteristiche offensive, Francesco è dotato di una buona tecnica e dribbling. Un risultato che premia il lavoro svolto dall’Eagles, diretta dai mister Antonio Adesso, Leo Conenno, Ciro Mennella e Gino Nardino.

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Pazienza è il secondo “aquilotto” che approda in club professionistico. La scorsa stagione Daniele Falco (classe 1998) venne ceduto alla Spal. Fioccano le soddisfazioni in casa Eagles.

Us Conversano, una prestazione super non basta. Vince il Massafra per 5-3

La partita con il Massafra è l’esatta fotografia della gestione sfortunata targata Biancofiore all’Us Conversano. Si gioca con la terza forza del campionato, sulla carta si pensa ad una vera e propria stesa nei confronti dei malcapitati ultimi in classifica. Invece come spesso accaduto in questi mesi il campo dice tutt’altro. Afferma senza timore di smentita che se i viola avessero vinto o quantomeno pareggiato nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo. Ad affermarlo in maniera inconfutabile come sempre sono i numeri: una squadra come il Massafra subisce 19 gol in tutto il campionato e invece nella gara contro Angelini e soci ne subisce tre tutti in una botta (in nessuna gara aveva preso tre gol) . Alla fine gli ospiti vincono per 5 a 3. Ma i rimpianti per i padroni di casa sono molteplici, iniziando dai 3 dei 5 gol( la quinta rete è arrivata a 5 secondi dal fischio finale con i viola protesi in avanti per ottenere il pareggio) arrivati solo per evidenti disattenzioni del pacchetto arretrato e finendo con le clamorose palle gol non concretizzate che avrebbero potuto sicuramente aumentare il numero di reti realizzate dai ragazzi di mister Biancofiore. Una buonissima partita quindi quella giocata da Gagliese e soci in grado di giocare alla pari contro quella che può essere considerata una formazione davvero solida del campionato. Nessun esponente del club tarantino poteva immaginare che avrebbe dovuto sudare le proverbiali sette camicie per avere ragione di un club che non ha più nulla da chiedere al campionato. Merito di mister Biancofiore (in foto) che nonostante tutto dal suo arrivo a fine gennaio decisamente tardivo riesce a motivare sempre e comunque un gruppo che non ci sta a fare la vittima sacrificale contro nessuno. Un elemento di grande rilevanza se si considera che il tecnico barese ha rilevato una situazione tecnica e di squadra dalla precedente gestione totalmente insufficiente (1 punto in quindici partite e una squadra decisamente non competitiva, difficoltà cronica nel prendere costantemente valanghe di gol e nel non farli nemmeno con le cannonate) . Dall’arrivo di Nicola Biancofiore si denota una squadra che gioca un buon calcio, che lotta e che nonostante qualche limite strutturale vince alcune partite e ne perde altre per sfortuna o per errori individuali e non di collettivo. Ma tornando alla gara con il Massafra da segnalare in casa conversanese la pregevole rete dell’attaccante cinquantenne Davide Angelini che con una pregevole conclusione di prima intenzione trafigge il portiere ospite all’angolino basso . Gol che regala ai suoi il momentaneo pareggio, prima dei tre ampiamente evitabili errori individuali dei componenti della retroguardia viola che hanno portato gli ospiti sul 4 a 1. Ma ci pensa Gianni Ventola elemento che assieme a Dicosmo e ad almeno altri quattro compagni potrebbero tranquillamente ben figurare in categorie superiori a riaprire la gara con una doppietta (prima marcatura su rigore, seconda realizzazione con una bella giocata personale) . Archiviato questo incontro penultimo appuntamento del torneo per la squadra del presidente Tauro domenica 29 maggio ore 16.30 in trasferta con il San Marzano.

Ufficio stampa Us Conversano

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Comunicato Ufficiale Foggia n. 53 del 26.05.2016

Si precisa, che per disposizioni Federali, (ved. art. 13 delle NOIF) tale documento non riveste carattere ufficiale in quanto solo il Comunicato Ufficiale affisso all’Albo avrà valore a tutti gli effetti sia per il testo che per la decorrenza dei termini.

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Comunicato Ufficiale Puglia n. 84 del 26.05.2016

Si precisa, che per disposizioni Federali, (ved. art. 13 delle NOIF) tale documento non riveste carattere ufficiale in quanto solo il Comunicato Ufficiale affisso all’Albo avrà valore a tutti gli effetti sia per il testo che per la decorrenza dei termini.

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Eccellenza, Gravina 10 e lode. Male le tarantine. Ecco il pagellone della Premier League pugliese

Con l’uscita di scena dell’Altamura per mano del Real Metapontino, termina ufficialmente l’Eccellenza pugliese. Un girone mai come quest’anno ricco di piazze blasonate, nuovi progetti, squadre che hanno stupito e altre invece che hanno deluso tifosi e addetti ai lavori. Ecco il nostro pagellone: 

ARS ET LABOR GROTTAGLIE voto 4: Pericoloso doppio salto all’indietro per i tarantini. Passare in due anni dalla Serie D alla Promozione è davvero qualcosa di delittuoso e se non si farà ordine all’interno della società tarantina le cose, sicuramente, non miglioreranno. La squadra è sempre stata ultima e non è mai riuscita a dare l’impressione di poter raggiungere i playout.

ATLETICO MOLA voto 6.5: Se fino a dicembre la squadra aveva fatto anche bene, dopo c’è stato il vero miracolo. Quando sono andati via i vari Spadavecchia, Del Core ecc… si sentiva aria di smobilitazione in casa molese ma lì è scattata l’impresa di Castelletti. Con un gruppo giovanissimo, il tecnico è riuscito a portare la squadra in porto con una salvezza raggiunta con ampio margine. Ora la parola passa al vulcanico presidente Divella che dovrà decidere se mantenere il titolo sportivo in riva all’Adriatico oppure spostarsi.

ATLETICO VIESTE voto 7: Un piccolo miracolo costruito da Franco Cinque e il suo staff. Con un organico decisamente inferiore alle altre contendenti, i foggiani hanno battagliato sino all’ultime giornate per ottenere un posto nei playoff svanito per la non vittoria di Trani. La squadra ha potuto contare su solide basi come il portiere Bua e i fratelli Augelli, ancora una volta trascinatori del collettivo dauno.

BARLETTA voto 7.5: Davvero complimenti alla banda di Massimo Pizzulli (a cui diamo un 8). La stagione era iniziata malissimo con la retrocessione dalla Lega Pro e una squadra inesistente. Il lavoro certosino di Pizzulli ha costruito un organico che se l’è giocata fino all’ultimo per arrivare ai playoff nazionali. La questione stadio ha reso, il tutto, ancora più difficoltoso ma ha reso questa stagione ancora più importante. Il futuro prossimo sicuramente non si chiamerà “Puttilli”, forse “Manzi” ma la società e i tifosi meritano più rispetto.

BITONTO voto 5.5: Per come si era messa, ad un certo punto, la stagione la salvezza acquisita dev’essere accolta con entusiasmo. L’avvento di mister Pettinicchio salva capra e cavoli e consente di mantenere la categoria. Tutto bene si ma un pizzico di amarezza ce lo consentirete: se in avanti hai gente del calibro di Tedesco, Manzari e Terrone si poteva ambire a qualcosa di ben più ambizioso.

CASARANO voto 6.5: Arrivare ai playoff è senza dubbio un traguardo che merita i complimenti ma per la rosa a disposizione dei salentini, non essere riusciti ad andare avanti è un mezzo fallimento. La confusione a livello dirigenziale e anche a livello tecnico con Oliva, Toma e poi di nuovo Oliva che si sono alternati in panchina non ha aiutato. Gli innesti di dicembre, escludendo Nicolas Dirito, non ha portato quella marcia in più ai rossoblù con Jeda e Carminati che non hanno inciso più di tanto.

CASTELLANETA voto 4: Come smettere di giocare il proprio campionato da febbraio? Chiedete al Castellaneta. Sino agli inizi del nuovo anno, la squadra biancorossa era si impelagata in zona salvezza ma dava l’impressione di potersela giocare. La diaspora a livello dirigenziale, con gli addii di Guardascione e Piarulli erano il campanello d’allarme che la nave stava affondando e cosi è stato.

GRAVINA voto 10: Quando le cose vengono fatte con criterio, sembra tutto facile. I gialloblù, da neopromossi, vincono (o meglio stravincono) un campionato che li proietta dritti dritti in D. Tutto ha funzionato, dall’allenatore ai giocatori al mercato dicembrino. L’unico rammarico, forse, è la mancata corsa nella coppa nazionale che poteva essere alla portata di Rana e compagni ma va bene cosi…

LEVERANO voto 6.5: Sufficienza piena per Schito e compagnia. I bianconeri portano a casa l’obiettivo stagionale ossia la permanenza in categoria senza tantissimi affanni. Gennari è la punta diamante di un collettivo capace di lottare contro le avversità. Avanti cosi.

MESAGNE voto 4.5: Una retrocessione che dispiace anche perchè il collettivo brindisino poteva fare di meglio. Le attenuanti sono senza dubbio il fatto di essere una neo-promossa e una squadra molto giovane senza grosse stelle.

MOLFETTA voto 5: Una piazza come quella molfettese non può essere considerata il giardino personale del presidente Lanza. L’avvento di Fumai era stato accolto con entusiasmo, visto il lavoro fatto a Mola, ma il vulcanico presidente lo manda via in quattro e quattro otto. Il nuovo tecnico è….Mauro Lanza, si proprio lui. Durante l’anno guida la squadra e si mette contro tutti: giornalisti, associazione degli allenatori e una buona fetta di tifoseria. La salvezza era alla portata e viene raggiunta tranquillamente.

NOVOLI 6.5: Onore a mister Schipa per il lavoro svolto. Lo scorso anno i meriti (giustamente) se li era presi Sasà Scarcella, capocannoniere del torneo mentre quest’anno i complimenti vanno al mister. Al “Cezzi” vanno tutti in difficoltà ed è il fortino dei rossoblù.

OTRANTO voto 6+: Salvezza ottenuta per la truppa di Salvadore che da neo-promosso guadagna la permanenza in un torneo di leoni. La squadra inizia alla grandissima poi, complice l’inesperienza, cade e si gioca la permanenza col Mesagne. L’avvento del “volpone” Villa non incide tantissimo nei gol fatti dall’ex Gallipoli e Virtus Francavilla ma da al collettivo quella malizia necessaria per salvarsi.

HELLAS TARANTO: voto 6.5: Una stagione davvero positiva per la squadra ionica. In campionato arriva una salvezza ottenuta con pieno merito mentre in coppa arriva un incredibile finale col Gravina, poi vincitore. L’Hellas Arena, è un fortino inespugnabile e ne fanno le spese grossi club come, ad esempio, il Barletta.

SUDEST voto 6: Nella stagione, forse, più turbolenta arriva il miglior posizionamento in classifica della storia della Sudest. A dicembre la squadra perde pezzi pregiati ma onore al capitano D’Ermilio di aver condotto la squadra in salvo. Gli addii dello stesso mister, del ds De Lorenzis e del presidente gettano ombre sul futuro della Sudest a Locorotondo.

ALTAMURA voto 7: Un bel voto che poteva essere sicuramente ancora migliore. I playoff nazionali portano una cocente delusione ma la squadra biancorossa ha fatto davvero un ottimo campionato. Nonostante il caos allenatore (4 tecnici in una stazione con Longo, Columbo, Fino e Panarelli), la squadra arriva seconda e si gioca le sue carte. Il punto cruciale, a nostro avviso, è l’avvento di Danilo Dammacco come ds che porta diversi fedelissimi da Mola.

UC BISCEGLIE voto 6-: Buona la prima per l’Unione che nel suo primo campionato di Eccellenza non sfigura. Si poteva fare qualcosa di più vista la capacità e l’esperienza della società e del presidente Pedone ma come primo impatto ci siamo. L’avvento di Bitetto in panchina non cambia molto rispetto all’era Di Corato.

TRANI voto 6.5: In un annata che si prospettava anonima, il Trani per poco non centra i playoff. Il tecnico Zinfollino viene contestato amaramente dai tifosi ma va avanti e conduce la squadra ad una rimonta che poteva avere dell’incredibile. Il mercato di dicembre da una marcia in più ai biancazzurri che possono essere contenti del sesto posto conseguito in classifica.

ANTONIO GENCHI 

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