Serie D, la Virtus Francavilla si rifà sotto

Undicesima giornata in archivio con la Virtus Francavilla che guadagna punti su tutte le dirette rivali per il salto di categoria. Una rete in apertura di Bartoli vince la resistenza del Fondi, per il Nardò mezzo passo falso con il Potenza (0-0), continua la crisi del Taranto addirittura sconfitto ad Aprilia. Buon punto ottenuto dal Francavilla in Sinni sul campo dell’Isola Liri, il Pomigliano delude e rimedia la prima sconfitta esterna stagionale a Torrecuso. Pari e patta nel derby pugliese tra Gallipoli e Bisceglie, rocambolesco 2-2 tra la Turris e il Serpentara, bene il San Severo che travolge il Marcianise. Infine il Manfredonia mette nei guai il Picerno, cogliendo il primo successo esterno stagionale con le reti di Coccia e del “solito” La Porta, che fallisce anche un rigore nel finale. La classifica attuale vede una netta frattura nei bassifondi ed un estremo equilibrio nella parte centrale, ben 9 squadre racchiuse in soli 6 punti tra l’incubo playout ed il sogno playoff.

Stefano Favale

Manfredonia corsaro a Picerno, ci pensa La Porta

Quarto risultato utile consecutivo e primo “squillo” in trasferta che porta le firme di Coccia e La Porta, per quest’ultimo già 2 reti in altrettante gare disputate.
Il fattore ambientale non è sereno, i supporters locali contestano duramente società, allenatore e squadra. Vadacca rivoluziona l’11 titolare ma ancora una volta il risultato finale gli dà ragione.
Nel primo tempo la rete di apertura di Coccia, che raccoglie un cross che “buca” l’intera retroguardia rossoblu. Ad inizio ripresa, come spesso avviene, i sipontini approcciano male e si lasciano sorprendere da un assolo di Gerardi. Il Picerno potrebbe addirittura portarsi in vantaggio ma l’attento De Gennaro salva la porta. Ma i fantasmi di una rimonta completa vengono scacciati dall’espulsione di Tarascio, il Donia riprende coraggio e torna in vantaggio con un tiro a dire il vero per nulla irresistibile che l’estremo difensore Lamarra non riesce ad intercettare. Il Picerno fa di tutto per agevolare il compito del Donia, concludendo il match in 9 uomini. C’è tempo anche per assistere all’errore dal dischetto di La Porta, ma i tre punti sono ormai in cassaforte.

Stefano Favale

Il Donia a Picerno per i tre punti a condizione che…

Il peggior attacco e la seconda peggior difesa del campionato, parliamo del fanalino di coda Picerno, tra l’altro privo di una pedina fondamentale come Giraldi.
Non ci sono attenuanti per Vadacca, servono i tre punti da ottenere con intelligenza tattica e nervi saldi. Per i padroni di casa è ultima spiaggia, il mister è già sul piede di partenza in caso di sconfitta e pertanto non bisogna sottovalutare la voglia di riscatto.
Ma è altresì vero che occorre una prestazione di grande personalità, coraggiosa anche nel secondo tempo e senza troppi calcoli. Tecnicamente i sipontini sono nettamente superiori agli avversari, il Donia non può davvero fallire il colpaccio.

Stefano Favale

Il Donia strizza l’occhio alla Coppa Italia, primo obiettivo?

Non serve più nascondersi, la tanto bistrattata Coppa Italia è improvvisamente diventato un obiettivo stagionale. E’ quanto suggerisce la logica e la suggestione di “rianimare” la fossa dei leoni, ovvero il “Miramare” come ai bei tempi. L’interesse per la squadra sta tendenzialmente scemando, i tifosi vorrebbero che la propria squadra del cuore lottasse finalmente per qualcosa di importante. Con il ritorno di Colombaretti, Gentile e La Porta, la rosa a disposizione di Vadacca è certamente in grado di ottenere una tranquilla salvezza. Il ritardo accumulato in classifica non consente voli pindarici ed ecco la grande opportunità, a dire il vero per caso, la Coppa Italia.
La dea bendata ha sinora accompagnato i sipontini, sempre qualificati ai calci di rigore dopo incredibili sofferenze al cospetto di avversari (San Severo e Campobasso) ugualmente demotivati a proseguire nella “scomoda” competizione.
E allora, ancora una volta davanti al pubblico amico, il prossimo 25 novembre gara unica contro il modesto Isernia. Non finirà ai rigori, ne siamo certi, a condizione che scenda in campo la formazione titolarissima.
Non spezziamo il “sogno” di un’intera città, c’è tempo per riaprire gli occhi…

Stefano Favale

Serie D, il Nardò prova ad allungare sulle inseguitrici

L’undicesima giornata è sulla carta favorevole alla capolista Nardò. Gli uomini di Nicola Ragno ospitano il Potenza, mentre la prima inseguitrice Francavilla in Sinni è attesa dalla temibile Isola Liri. Grossa chance di riscatto per il Taranto impegnato in trasferta sul campo di un’Aprilia piuttosto arrendevole, interessante la sfida tra la Virtus Francavilla, reduce dal ko inaspettato a Manfredonia, e il Fondi. L’altra inseguitrice, il Pomigliano, insegue la quinta vittoria esterna consecutiva ai danni del Torrecuso ma non sarà facile. Derby pugliese molto incerto tra Gallipoli e Bisceglie, a San Severo di scena il Marcianise, la Turris ospita il Serpentara, chiude il quadro la sfida salvezza tra Picerno e Manfredonia. I sipontini, rigenerati con gli ultimi innesti, puntano dritti alla vittoria.

Stefano Favale

Il Pagellone di Manfredonia-V.Francavilla

Ecco puntuale il Pagellone di Stefano Favale relativo alla gara Manfredonia-V.Francavilla
MANFREDONIA

De Gennaro 7: quasi perfetto, salva in più di un’occasione ma rischia di capitolare con un’uscita avventata al 45′ travolgendo Vergori e concedendo una grossa chance a Masini;
Vergori 6,5: attento e grintoso quanto basta, giusta personalità, peccato per l’ingenuità che gli costa il giallo;
Romeo 6: lotta e non si risparmia, spesso senza fronzoli ma il suo “liscio” per poco non regala il pari agli avversari;
Colombaretti 7: prestazione ineccepibile, esperienza da vendere e tutto il reparto ne giova improvvisamente;
Gentile A. 6,5: nella doppia veste di play ed incontrista si disimpegna bene, a centrocampo lotta su ogni pallone ma non è ancora al 100%;
Stajano 6,5: anima e grinta, ma tecnicamente ci aspettiamo di più da lui. Serve coraggio anche in fase offensiva;
Ciampa 7: ottima prestazione condita anche dal coraggio di una conclusione dalla distanza; la sua presenza è fuori discussione nell’11 titolare;
De Vita 6,5: si scontra con la fisicità degli avversari, ma è sgusciante ed imprevedibile come sempre;
Lorito 6: il suo innesto non sortisce gli effetti sperati dal mister, ma non si tira mai indietro;
Pompilio 6,5: un gol da cineteca e lampi di classe, gli manca però la continuità;
Totaro 6: rinforza la metà campo nel momento di maggior forcing della Virtus;
Bozzi 6: pochi gli spazi disponibili, fa quel che può per allertare la difesa ospite;
La Porta 6,5: Re Antonio torna da protagonista con un gol in zona cesarini, ovviamente è a corto di preparazione atletica.

Vadacca 6,5: pur non convincendo appieno nei cambi effettuati, il risultato gli dà ragione. Il gol lampo di Pompilio gli facilita il compito, un pizzico di fortuna lo accompagna negli episodi ma stravince il duello con l’amico/rivale Calabro.

V. FRANCAVILLA: Albertazzi 4,5; Bartoli 6; Conti 6,5; De Toma 5,5; Liberio 5,5;Galdean 5 (Villa 4,5); Gallù 5,5; Ciarcià 5; Risolo 5; Masini 4,5; Montaldi 5.
Calabro 5

Stefano Favale

Calabro e il tabù Miramare, il Donia fa la…Virtus

Il Manfredonia festeggia con merito la sua seconda vittoria stagionale in campionato al cospetto di una Virtus inguardabile e sprecona.
Passo indietro per i ragazzi di Calabro, presuntuosi e spreconi al contrario dei sipontini, umili e cinici.
Pronti e via ed arriva il primo boato del pubblico locale: al 6′ eurogol di Pompilio dai 20 metri con la sfera che assume una parabola discendente che beffa l’incerto Albertazzi. La reazione degli ospiti, colpiti a freddo, si affida in realtà a due errori grossolani della difesa del Donia al 14′ e al 45′ ma prima Montaldi e poi Masini sprecano incredibilmente. Calabro inserisce Villa, non in grande forma però, e propone un Francavilla a trazione anteriore. Il Donia però regge la forza d’urto disordinata degli avversari e ribatte colpo su colpo sino al gol del definitivo 2-0 di La Porta al 92′.
Nel mezzo un’uscita provvidenziale di De Gennaro su Masini lanciato a rete ed una colossale palla gol spedita in curva dallo stesso Masini.
Grinta e cuore per i sipontini, tanti errori di mira ed un pizzico di sfortuna per i salentini comunque colpevoli di un atteggiamento molle e presuntuoso.

Stefano Favale

Serie D, grande chance per la V.Francavilla

Riflettori puntati sullo “Jacovone” per il big match Taranto-Nardò, con gli jonici attesi da un pronto riscatto dopo la figuraccia rimediata a Torre del Greco domenica scorsa. La capolista Nardò, guidata da Nicola Ragno, ha a disposizione due risultati su tre. Tra i due litiganti proverà ad approfittarne la Virtus Francavilla del coriaceo Calabro, che torna da ex a Manfredonia e che riabbraccerà Max Vadacca con il quale ha condiviso i tanti successi da calciatore del Donia nei professionisti. Molto interessante anche Pomigliano-Isola Liri che profuma di playoff, il Francavilla in Sinni attende la scorbutica Turris per ripartire coi tre punti. Fondi-Torrecuso, Marcianise-Aprilia e Bisceglie-Picerno classifica alla mano sfide tra aspiranti ai playoff ed impatanate nelle zone basse. I punti valgono doppio in Potenza-Gallipoli e Serpentara-San Severo, importanti scontri salvezza che chiudono il quadro della decima giornata.

Stefano Favale

Il Donia supera il Campobasso e riabbraccia La Porta

Rocambolesca qualificazione al terzo turno di Coppa Italia Serie D ai danni del Campobasso. Ancora una volta è la lotteria dei rigori a decretare la squadra vincitrice, dopo il San Severo si arrendono anche i molisani.

Gara scialba, apprezzabili solo i primi 20 minuti dei sipontini poi tanta imprecisione e svogliatezza da ambedue le parti. Prima frazione di gara con i padroni di casa subito avanti al 4′ con La Forgia (scuola Barletta) ed un Pompilio smanioso di lasciare il segno. Almeno un paio di occasionissime sprecate e, come sempre accade quest’anno, gli ospiti sorprendentemente trasformati ad inizio ripresa con l’immediato pari di Carminacci al 4′ e poi la “dolce” attesa dei rigori.
La mancanza di coraggio premia dunque i sipontini (6-5) e condanna il Campobasso.
Nel finale l’eroe Tucci commette un’ingenuità e si fa espellere, salterà il prossimo turno.

Ma la notizia del giorno è il nuovo “matrimonio” con Antonio La Porta, che garantisce a Vadacca qualità ed esperienza da vendere.
Il Donia è quindi lo stesso della seconda parte della scorsa stagione, la salvezza non deve sfuggire.

Stefano Favale

Il punto sulle giovanili del Manfredonia Calcio

Sono ripartiti i campionati di tutto il settore giovanile. La Juniores di mister Vergura, gli Allievi regionali di Luigi Renis ed i Giovanissimi regionali di mr Antonio Marinaro.

La Juniores, giunta alla quinta giornata, sfata il tabù del gol con Amoruso e centra anche la prima vittoria stagionale al cospetto del Lamezia Terme.

Gli Allievi, alla terza giornata, bissano il successo di una settimana fa e sfornano una super prestazione contro la capolista Trinitapoli, squadra costruita per vincere il campionato ma che al Miramare incassa un sonoro “poker”. I ragazzi di Renis dimostrano sia il loro valore che la qualità delle trame di gioco. Le realizzazioni tutte di ottima fattura: il primo segnato di tacco al volo e spalle alla porta da Tommaso Fatone (alla Ibrahimovic) magistralmente servito da Vittorio Genchi, il secondo segnato dallo stesso Genchi con estrema freddezza in contropiede servito con un lancio millimetrico da Michele Ciuffreda,il terzo con una punizione alla Pjanic di Paolo Brigida e l’ultimo segnato da Ernesto Castigliego dopo una bellissima azione di contropiede.

Infine i Giovanissimi di Marinaro che, dopo aver vinto le prime due partite segnando ben 10 goals hanno perso a San Giovanni la terza partita per 3 a 2 , di Muscatiello ( il fuoriclasse della squadra) e Troiano le marcature.

Stefano Favale

Serie D, il punto sul campionato

Mini fuga poteva essere e così è stato per la capolista Nardò, che in pieno recupero espugna il campo dell’Aprilia ed approfitta dello stop del deludente Taranto. Alle spalle dei ragazzi di Ragno inseguono proprio gli jonici e la Virtus Francavilla di Calabro, vincente di misura sul Francavilla in Sinni. Bene anche il Pomigliano, sempre vincente in trasferta, tiene il passo l’Isola Liri grazie ad una rete dell’ex sipontino Giglio a tempo scaduto. Il Bisceglie frena momentaneamente le ambizioni playoff del Fondi, mentre in chiave salvezza preziosi successi di San Severo e Torrecuso in altrettanti scontri diretti per la salvezza. Gallipoli e Manfredonia si dividono la posta in palio al termine di una gara tutt’altro che esaltante. Notte fonda per Serpentara, Aprilia e Picerno ma la classifica corta consente ampi margini di risalita per tutte le pericolanti.

Stefano Favale

Gallipoli ultima spiaggia per Vadacca?

Gara da dentro o fuori per Gallipoli e Manfredonia, impelagate nei bassifondi della classifica. Ma se i salentini sono reduci da due buone prestazioni arricchite da una vittoria, non si può dire altrettanto per i sipontini in piena crisi d’identità. il misero bottino di 6 punti raccolti nelle prime 8 giornate, di cui 5 in casa, è molto più di un campanello d’allarme. Al di là di alcune lacune tecniche, è indubbio che il mister Vadacca abbia delle responsabilità sulle scelte e sulle strategie in corso. Si confida nelle prestazioni dei rientranti Colombaretti e A.Gentile, ma di contro i biancocelesti saranno orfani di Pompilio, Palumbo e Lenoci al “Bianco” di Gallipoli. I salentini recuperano tre pilastri come Franzese, Frigerio e Rosato, ma perdono Mbida e Buccarella.
Occhio ai salentini, hanno una gran voglia di rivalsa e partono favoriti. I ragazzi di Vadacca sono attesi da un impegno difficilissimo, guai a sottovalutare gli avversari e a barricarsi come spesso avviene in trasferta. Vadacca è avvertito, servirà tanto mordente e coraggio domani per ottenere un risultato positivo.

Stefano Favale

Serie D, la presentazione della 9^ giornata

Il calendario riserva il big match tra la Virtus Francavilla di Calabro e il Francavilla in Sinni di Lazic, gara che si preannuncia molto tattica ed equilibrata. Tra i due litiganti potrebbe “godere” la capolista Nardò a caccia dei 3 punti sul campo della pericolante Aprilia. In caso di successo gli uomini di Ragno potrebbero davvero tentare una prima mini fuga. Tutt’altro che agevole il compito dell’inseguitrice Taranto in trasferta a Torre del Greco, occorrerà una prova di grande personalità degli jonici per cercare la vittoria. Il Bisceglie testerà le ambizioni del Fondi del capocannoniere Meloni (12 reti finora) e già finito sul taccuino del Pomigliano (indiscrezione di mercato). A proposito dei campani, sempre vittoriosi in trasferta, il Picerno non dovrebbe ostacolarne la marcia di avvicinamento alla vetta. Chance playoff anche per l’Isola Liri nell’impegno casalingo con il Marcianise. Infine San Severo-Potenza e Gallipoli-Manfredonia interessanti in chiave salvezza con il mister sipontino Vadacca forse all’ultima spiaggia.

Stefano Favale

Il pagellone del Donia, sfilza di insufficienze caratteriali

Ecco il pagellone dei ragazzi di Vadacca, che ne risalta la fragilità caratteriale:

De Gennaro 5: si lascia sorprendere in occasione del primo gol, provvidenziale su Perna ma incerto in alcune uscite aeree. La difesa “balla” senza protezione;
Romeo 5: arranca e si dimena contro avversari forti ed esperti;
Vergori 6-: la sua prodezza illude i tifosi, il suo tocco di mano da distanza ravvicinata cambia le sorti della gara. Il migliore del reparto;
De Filippo 5: non andava gettato nella mischia, non era la sua partita questa;
Palumbo 5,5: generoso come sempre, ma non basta;
Bruno s.v.
Stajano 4,5: impalpabile, non ricambia la fiducia del mister;
Gentile 5: non supportato da uno “stantuffo” entra in crisi;
Lorito 6-: nonostante sprechi 2 ripartenze interessanti, è sempre nel vivo del gioco e tocca tanti palloni. Ci piace;
De Vita s.v.
Pompilio 5: da lui ci aspettiamo di più, evidentemente non è al meglio della condizione;
Totaro 6-: dà sostanza al centrocampo, deve mordere di più;
De Rita 6: conferma di attraversare un buon momento, forse qualche leziosismo di troppo ma i suoi tocchi illuminano la spenta manovra offensiva;
Bozzi 6+: un solo pallone giocabile e prodezza balistica da grande bomber di razza. E’ troppo isolato.

Vadacca 5: vedere Lenoci in panchina, se per scelta tecnica, suscita davvero stupore. De Vita gettato nella mischia con un ritardo inspiegabile di 13′ (dal 2-3) e Bruno inserito al posto di Molenda sul 2-2, ripensamento last minute, confermano l’atteggiamento poco coraggioso di Max che produce ancora una volta l’effetto contrario: il Pomigliano assedia un Donia preoccupato solo di difendere il provvisorio pari. Ora con Colombaretti e A.Gentile ha maggiori soluzioni e forse non può più permettersi passi falsi.

Manfredonia-Pomigliano 2-4 ora è crisi, la società annuncia 2 rinforzi

Ennesima battuta d’arresto dei sipontini al cospetto di un Pomigliano certamente più cinico ed esperto.

Vadacca mescola ancora una volta le carte, rinunciando ai vari Bruno, Totaro, Lenoci e De Vita dal 1′. Il suo 3-4-2-1 in fase di possesso si trasforma in un 5-4-1 in fase difensiva.

Il Pomigliano è squadra assai attrezzata e lo si capisce sin dalle prime battute. All’8′ ospiti già in vantaggio con un gran tiro dai 20 metri di Galizia, colpevolmente libero, con la complicità di un incerto De Gennaro. Al 20′ l’ex Mignogna, sempre dalla distanza, coglie un clamoroso palo con la sfera che carambola sulla linea di porta senza varcarla. Pericolo scampato e gol del pari: Vergori in rovesciata, sugli sviluppi di un corner, illude il pubblico di casa. Il Donia è galvanizzato, gli ospiti intimoriti e la gara si fa equilibrata con occasioni da ambedue le parti.

Ad inizio ripresa una magia di Bozzi, servito egregiamente da De Rita, ribalta momentaneamente il risultato. Ma è solo un’illusione: entra Prisco, Vadacca risponde inserendo Totaro e passando al 4-4-2 speculare. I sipontini arretrano, come sempre, gli avversari si riversano in avanti concedendo spazi a De Rita & C. che però non chiudono i conti.
E così due rigori, il secondo contestatissimo, consentono al Pomigliano di riportarsi avanti con Perna e Galizia. Vani i tentativi generosi del Donia di scardinare la difesa ospite, anzi è Prisco in pieno recupero a calare il poker.

Pomigliano in estasi, Donia nel purgatorio dei playout.
Intanto la società biancoceleste annuncia il tesseramento di COLOMBARETTI e A.GENTILE già in forza nella passata stagione per dare una svolta ad una stagione sinora di grande sofferenza.

TABELLINO

MANFREDONIA (3-4-2-1): De Gennaro; Romeo, Vergori, De Filippo; Palumbo (79′ Bruno), Stajano, C. Gentile, Lorito (85′ De Vita); Pompilio (60′ Totaro), De Rita, Bozzi.
A disposizione: Tucci, Gatta, Lenoci, Ese, Albanese. All. Vadacca.
POMIGLIANO (4-3-2-1): Vitale; Russo, Manzo, Di Girolamo, La Mura; Pontillo, Liberti (67′ Viscusi); Mignogna (59′ Prisco), Guadalupi, Galizia; Perna (75′ Panico).
A disposizione: Caliendo, Rea, Visciano, Di Finizio, Labriola, Esposito. All. Feola

Arbitro: Sig. Feliciani di Fermo.
Assistenti: Giarratano e Carrelli di Campobasso

Marcatori: 8′ e 80′ (rig) Galizia, 22′ Vergori, 49′ Bozzi, 72′ (rig) Perna, 94′ Prisco

Ammoniti: Romeo, Palumbo e Bruno
Note: presenti circa 1000 spettatori, con piccola rappresentanza ospite. Corners: 5-4; Recuperi: 2’+4′

Il pagellone di Manfredonia-Serpentara

Diamo voce al campo, ecco il pagellone:
MANFREDONIA

DE GENNARO 6: incolpevole sui due gol, coraggioso nelle uscite è in crescita;
PALUMBO 5,5: non chiude in occasione del raddoppio ospite, soffre in fase di marcatura perchè non ha queste caratteristiche, va spostato a centrocampo nel 3-5-2;
ROMEO 5,5: non lesina impegno ma soffre anche lui, ma attenzione la responsabilità è anche del mancato filtro del centrocampo;
GENTILE 6-: da dimenticare alcune sue conclusioni, tuttavia è il faro della manovra seppure lento e poco autoritario;
BRUNO 5,5: idem Romeo;
PELLEGRINO 5,5: ordinato tatticamente, ma spinge assai poco sulla fascia;
LORITO s.v.
ROMITO 5,5: non ha lo smalto dei tempi migliori, ma il suo impiego da esterno richiede un enorme dispendio di energie. Deve giocare da interno, Vadacca rifletta;
STAJANO 6-: il ragazzo ha qualità ma è ancora troppo timido, vorremmo vederlo nel vivo della manovra;
BOZZI 5,5: ha pochi palloni giocabili, tanto per cambiare, svaria tantissimo in area di rigore;
POMPILIO 5,5: delizioso il tocco che innesta la rete del vantaggio, ma da lui ci aspettiamo molto di più;
DE VITA 6,5: il migliore finchè Vadacca, inspiegabilmente, decide di sostituirlo. Ottimo il movimento smarcante sull’1-0;
MOLENDA 5,5: gioca largo sulla sinistra e qualche grattacapo lo crea alla difesa ospite, ma è lezioso nelle conclusioni;

VADACCA 5: il modulo non convince, Bozzi è troppo isolato, la sostituzione di De Vita ed il mancato ingresso di De Rita non trovano consensi. Mancano schemi sui piazzati, non si può cambiare formazione ogni domenica. Bene il finale con palla a terra e ricerca continua degli esterni, è da qui che bisogna ripartire. Occorre una più chiara visione della gara in corso, è mancato il coraggio di giocare con 4 punte sull’1-2 in superiorità numerica.

Il pagellone di Manfredonia-Taranto (1-2)

Torna a grande richiesta il temuto pagellone delle gare del Manfredonia Calcio.

MANFREDONIA

Tucci 5: non è pronto e si vede, grave ingenuità sul secondo gol e troppo spesso lontano dai pali;
Romeo 5: legnoso e farraginoso, i suoi rilanci sono facile preda degli avversari;
Palumbo 5,5: il suo compito è limitato a difendere, abbastanza reattivo;
Gentile 5: lento e prevedibile, non entra mai in partita;
Vergori 5,5: l’insicurezza di Tucci si riflette anche su di lui, più nervoso del solito;
Ciampa 6: una ripresa in crescendo per la rivelazione in casa Donia, molto interessante;
Romito 5: appare in non buone condizioni atletiche, il capitano tornerà presto in forma;
Bozzi 7: fa reparto da solo e delizia il pubblico con un gol straordinario;
Molenda 6: primo tempo in sordina, ma ripresa convincente;
Lenoci 6: il ragazzo è di categoria superiore, netto il calo nella ripresa però;
Pellegrino s.v.
De Vita 5,5: ha la palla del 2-2 ma non è scaltro, tuttavia i numeri li ha;
De Rita s.v.
Vadacca 5: perplessità su alcune scelte tecniche , come quella di sostituire Ciampa nel suo momento migliore. Ora Max ha certamente le idee chiare sul prossimo 11 titolare.

TARANTO

Pizzaleo 6,5; Lecce 6; Pambianchi 6; Chiavazzo 6,5; D’Angelo 6; Guardiglio 6; Ammirati 6,5; Marsili 7; Genchi 8; Russo 7; Improta 7. Cazzarò 6,5

Gran Galà dello Sport Sipontino

Il video del grande evento realizzato presso gli Impianti Sportivi Salvemini a Manfredonia. La sintesi della kermesse sportiva con le premiazioni, le esibizioni artistiche e le sfilate delle miss al concorso di bellezza omonimo.
Una serata di forti emozioni, premiate discipline, atleti e settori giovanili con il verdetto insindacabile della giuria composta dal presidente Gaetano Salvemini, il tecnico federale Giovanni Caratù e il Ds del Foggia Calcio Giuseppe Di Bari.
Buona visione!

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Gran Galà dello Sport Sipontino: le prime indiscrezioni

Gala dello Sport Sipontino

Al via i preparativi per la seconda edizione del Gran Galà dello Sport Sipontino, in programma il prossimo 28 giugno a Manfredonia, con ingresso libero, presso la Polisportiva Gaetano Salvemini. Ad annunciarlo con soddisfazione gli stessi ideatori della kermesse sportiva Stefano Favale e Matteo Mancini, che preannunciano alcune novità di spessore. Innanzitutto la scelta della struttura, adeguata per accogliere il notevole flusso di gente previsto, dagli ampi parcheggi al posto a sedere in gradinata. Nel corso della serata il meritato plauso a tutte le discipline sportive locali e la premiazione delle più meritevoli in base ad un regolamento che prevede l’assegnazione di un punteggio complessivo in funzione di determinati parametri.

Il compito di decretare i vincitori verrà affidato ad una giuria d’eccezione composta dal Presidente Gaetano Salvemini coadiuvato da Giuseppe Di Bari (attuale Ds Foggia) e Giovanni Caratù (istruttore federale), di grande competenza sportiva e nel segno della continuità. Il riferimento è a Michele Salvemini, Donatino Di Bari e Italo Caratù, fondatori della Polisportiva nel ’79 ed indimenticati protagonisti già a partire dagli anni ’60 di numerose e lodevoli iniziative nell’ambito sportivo e sociale. Per la prima volta i premi verranno equamente suddivisi tra adulti e ragazzi dei settori giovanili, perché il Gran Galà dello Sport Sipontino sia soprattutto la festa dei ragazzi, i nostri talentuosi ragazzi.

Ospiti di prestigio e tante sorprese, che verranno annunciate in seguito, renderanno la manifestazione aperta a tutte le famiglie, la più grande festa dello sport è in arrivo a Manfredonia!
Evento organizzato dall’Agenzia di Comunicazione Mediablu.

Stefano Favale

Manfredonia-Arzanese 2-2
gara sotto tono dei sipontini

Solo un pari al “Miramare” in una gara ampiamente alla portata dei sipontini. L’Arzanese non è la Fidelis ma approccia bene al match con intensità, corsa e determinazione. Al contrario gli amaranto (i delfini) sono avulsi dal gioco e subiscono incessantemente le sfuriate dei campani. Al 7′ Vitale “spaventa” De Gennaro che si rifugia in corner. Sugli sviluppi il vantaggio ospite con Calabuig che raccoglie la sponda di Cavaliere, approfittando dell’immobilismo della retrogardia sipontina. Due minuti più tardi ancora corner e raddoppio sfiorato da Cavaliere. A questo punto il Donia si desta , trascinato da Re Antonio, inizia a dare segnali di vita. L’Arzanese ora vale i punti che ha in classifica e va in tilt. Al 25′ De Vita sfiora il pari, che arriva al 45′ con la magia di Re Antonio “sporcata” da Scognamiglio (deviazione decisiva). Un pizzico di fortuna accompagna ancora una volta i ispontini, che però cambiano faccia ed assediano ad inizio ripresa i campani sino al 2-1 firmato sempre da Re Antonio sotto porta. E’ il momento di gestire il vantaggio ed invece…
Dopo appena 6′ Figliolia ringrazia De Gennaro per la clamorosa uscita a vuoto e sigla il definitivo 2-2. Non accade più nulla, le due squadre si accontentano ma è partita vera con il nervosismo che affiora nei minuti conclusivi.
Un passo indietro per il Donia sul piano della personalità e tattica, ma un passo in avanti in classifica quasi decisivo ormai.

MANFREDONIA (3-4-2-1): De Gennaro, Romeo (82’ Basta), Forte, Gentile C., Vergori, Rizzi, Romito, Colombaretti, Bozzi, La Porta (76’ Molenda), De Vita (69’ Stajano). A disposizione: Palma, Coluccio, Morsillo, Totaro, De Rita, Coccia. All. Vadacca
ARZANESE (4-5-1): Prisco, Savarise, Criscito, Rinaldi, Calabuig, Scognamiglio, Roghi (85’ Barone), Cavaliere, Vitale, Figliolia (67’ Tarascio), Giacinti (92’ Baratto). A disposizione: Della Gatta, Montagna, Cretella, Esposito, Zogu K., Cirelli. All. Potenza
Arbitro: Sig. Paterna di Teramo
Assistenti: Sig. Paglianiti e Cortese di Vibo Valentia
Marcatori: 8’ Calabuig, 45’ e 57’ La Porta, 63’ Figliolia
Ammoniti: Romito, Calabuig e Figliolia
Espulsi: nessuno
Note: presenti circa 800 spettatori; osservato un minuto di raccoglimento per la scomparsa di Colosimo e dell’ex Presidente del sodalizio sipontino Pasquale Sdanga; Corners: 6-5; recuperi: 1’ + 4’

Stefano Favale

Manfredonia-Pomigliano 3-0
nel segno di La Porta

Bozzi

Minuto 64: scroscianti applausi per Antonio La Porta che abbandona il campo, autore di una splendida prestazione dopo ben 3 mesi di assenza per il noto infortunio. E’ la vittoria del gruppo, basta leggere i nomi della panchina per rendersi conto che l’obiettivo salvezza è virtualmente già raggiunto. Vadacca si permette il lusso di far accomodare Bozzi in panchina, poi a segno, Molenda e Vergori su tutti. L’esigenza di schierare Re Antonio penalizza ovviamente il talentuoso Molenda ed il conseguente rispolvero del giovane Coluccio in difesa. Evidente la bocciatura di Vergori, al quale è stato preferito Romeo, se esclusivamente di natura tecnica.
Il match è tutto in discesa, già al 9′ sugli sviluppi del terzo corner Romeo svetta più alto di tutti ed infila Del Rossi. Al 18′ Baldassarre annulla una rete a Scippo, su respinta corta del portiere, con qualche dubbio sulla posizione del centravanti. I ritmi scendono e gli errori di fraseggio abbondano su ambedue i fronti. Il Pomigliano, in tenuta amaranto, si affida alle giocate di Pastore ma è davvero modesto e si rende pericoloso una volta sola nei 90′ guarda caso con Pastore che impegna dalla distanza De Gennaro al 37′. La ripresa inizia con l’innesto di Totaro per un evanescente Scippo, Vadacca rinforza il centrocampo apparso in effetti fragile e in difficoltà. De Vita dà ragione al tecnico salentino al 52′ con la complicità di Rizzi. Il neoentrato Bozzi completa il tris con una staffilata al 76′. Poi il doppio giallo a Pastore e nulla più da raccontare.
Il Donia si porta a +10 sulla zona playout, il traguardo è a pochi metri.

MANFREDONIA: De Gennaro, Romeo, Colombaretti, Palumbo, Coluccio, Rizzi, Romito, Gentile, Scippo (1′st Totaro), La Porta (19′st Bozzi), De Vita (27′st Molenda). A disposizione: Barcellona, Vergori, Forte, Stajano, De Rita, Coccia. Allenatore: Vadacca

POMIGLIANO: Del Rossi; Russo, Schettino (14′st Marasco), Terracciano; Parentato, Panico, Visciano, Somma, D’Apolito; Pastore, Longobardi (31′st Romano). A disposizione: Caliendo, Di Finizio, D’Andrea, Brangi, Festa, Gatta, Minicone. Allenatore: Francioso

ARBITRO: Lorenzo Dalla Palma della sezione di Milano.
MARCATORI: 9′pt Romeo (M), 7′st De Vita (M), 30′ st Bozzi.
AMMONITI: Romito, Palumbo (M), Panico, Pastore (P)
ESPULSO: 35′st Pastore per somma di ammonizioni.
NOTE: Gara giocata al “Miramare” di Manfredonia davanti a circa 1000 spettatori, di cui una decina provenienti da Pomigliano. Corner: 6-2. Recupero: 1′; 4.

Le pagelle di Manfredonia-Scafatese, sfilza di insufficienze

Ecco puntuali le nostre pagelle critiche relative al match Manfredonia-Scafatese 1-2:

MANFREDONIA

De Gennaro 5,5: salva la porta nel primo tempo, ma non è esente da colpe sul 1-2;

Romeo 4,5: molle e troppo timido, ingenuo in occasione dell’espulsione;

Colombaretti 5: tanti i rilanci sbagliati, poca grinta oggi;

Stajano 4,5: la luce si è spenta e vaga come un fantasma in campo;

Vergori 3: non si può regalare un gol così, a metà strada tra uno scellerato retropassaggio ed una scarpata sul sintetico;

Rizzi 6,5: l’unico che lotta, corre, dà l’anima;

Coccia 5: presto contagiato dalla spossatezza generale;

Basta 5: suo l’assist del gol, ma corre con la “prima” oggi;

Scippo s.v.

Romito 5: il capitano è poco lucido, la volontà non basta;

Bozzi s.v.: non gli arriva un solo pallone giocabile;

De Vita 5: il gol non basta, è lezioso prima ed evanescente dopo;

Molenda 5,5: a correnti alternate, l’unico in grado di inventare una giocata;

Vadacca 4: un solo compito in settimana: mettere in guardia i ragazzi dalle insidie di dover incontrare una squadra disperata. Ebbene ha fallito, discutibile il cambio di Rizzi.

SCAFATESE Gallo 5,5; Romano 5; Terlino 5; Comegna 6;, Cuomo 5; Cirillo 5,5; Marano 5,5; Manzo 5,5; Farriciello 6; Mattioli 5,5; Marcucci 6

Stefano Favale

Manfredonia – Scafatese 1-2
scivolone del Donia da fine stagione

Un’immagine della gara

E’ molto difficile commentare una “non” partita dei sipontini, assenti nonostante il casuale vantaggio dopo soli 4′. La modestissima Scafatese ringrazia il Manfredonia, dopo il netto 2-0 dell’andata.

Mai in partita, molli, senza mordente, senza cattivera, distratti e improvvisamente brocchi con tanti, troppi errori tecnici come ad esempio l’erroraccio da censura di Vergori e le colpe di De Gennaro sul secondo gol, trafitto sul suo palo.

E la sostituzione di Rizzi? incomprensibile, era il migliore in campo!

Il primo match point per la salvezza è così gettato al vento, nessun dramma ma ci aspettiamo una strigliata del Presidente a tutti.

Il pubblico non ha gradito lo scarso impegno sul campo, il clima era strano: sembrava una partita di fine stagione..

Per la cronaca al 4′ il vantaggio siglato da De Vita, abile ad infilarsi tra le maglie difensive dei canarini. Al 22′ gol fotocopia di De Vita ma annullato per posizione di fuorigioco. Al 25′ Mattiello, complice un rimpallo, si ritrova una palla che scotta tra i piedi e calcia tra le braccia di De Gennaro in uscita.
Nella ripresa il patatrack: al 2′ Vergori regala palla a Farriciello che ringrazia e firma l’1-1. Al 25′ addirittura Scafatese in vantaggio con Marcucci tra le belle statuine biancocelesti.

TABELLINO

MANFREDONIA (3-4-2-1): De Gennaro, Romeo, Colombaretti, Stajano (50’Gentile C.),Vergori, Rizzi (58’Coccia), Basta (73’ Scippo), Romito, Bozzi, De Vita, Molenda
A disposizione: Barcellona, Coluccio, Palumbo, Gentile A., De Rita, Totaro. Allenatore: Vadacca.
SCAFATESE (4-3-1-2): Gallo, Romano, Terlino, Comegna, Cuomo, Cirillo, Marano, Manzo (86’ Tedesco), Farriciello (79’ Rizzo), Mattioli (69’ Perrino), Marcucci. A disposizione: Mangini, Santangelo, Bouchouca, Lombardi, Morgillo, Amarante. Allenatore: Amura

Marcatori: 4’ De Vita, 47’ Farriciello, 70’ Marcucci
Arbitro: Sig. Fagnani di Termoli
Assistenti: Martinelli e Capolupo di Matera
Ammoniti: Romeo, Vergori, Romito, Cirillo
Espulsi: Romeo per doppia ammonizione

Note: presenti sugli spalti circa 1000 spettatori; Corners: 5-2; recuperi: 1’+6’

Stefano Favale

Juniores: l’Audace ottiene il punto che voleva a Manfredonia

asd michele salvemini

Gara dominata dalla M.Salvemini, ma il “fortino” eretto dall’Audace regge sino al triplice fischio.
I gialloblu subiscono incessantemente l’iniziativa dei sipontini, affidandosi a rare e poco convinte ripartenze.
Stefano Barbone fallisce un rigore in movimento, poi Antonio Balzamo pennella un cross millimetrico all’indirizzo di Pierpaolo Totaro, che si ritrova a tu per tu con il portiere avversario ma non è freddo e sfuma l’opportunità. Nel finale di tempo è ancora P.Totaro a dribblare un paio di avversari prima di servire l’assist perfetto a Pierpaolo Vaccarella che di tacco (stile Bettega) fa gridare al gol..ma è strepitoso il portiere.
Nella ripresa i ritmi calano comprensibilmente, gli spazi sono sempre più chiusi ma comunque la M.Salvemini costruisce due grosse occasioni per vincere il match. Prima una traversa piena e poi un altro prodigio del portierino ospite negano ai ragazzi di Grasso il meritato gol.
E’ comunque una festa dello sport, con circa 500 spettatori in tribuna e la consapevolezza che è stata gara stregata.
I sipontini restano così al secondo posto a -4 dall’Audace.

Stefano Favale

Juniores: è vigilia del big match M.Salvemini-A.Cerignola

ASD Michele Salvemini

Nell’imminenza della sfida di cartello nel campionato regionale Juniores tra la Michele Salvemini e l’Audace Cerignola, in programma sabato prossimo al “Miramare” di Manfredonia alle ore 14,30, prende la parola il Patron Gaetano Salvemini: “Premetto che sono davvero molto soddisfatto dei risultati sino ad oggi conseguiti dai ragazzi della Juniores, al loro primo campionato, la cui denominazione è dedicata alla memoria di mio padre Michele Salvemini. E’ naturale che la sfida sia molto sentita, in campo scenderanno le prime due della classe e noi abbiamo voglia di fare bene. Accoglieremo con grande cordialità gli amici di Cerignola, come da nostra consuetudine, nel massimo rispetto dei valori sportivi.”

Quindi ci spiega perché nasce la Juniores M.Salvemini: “Il progetto Juniores è nato dall’esigenza di assicurare una continuità al percorso di crescita pedagogica e tecnica dei nostri ragazzi, con piena disponibilità da parte dei genitori – ribadisce – la nostra è un’unica famiglia, appunto la Salvemini con il solo distinguo della gestione economica separata tra la Polisportiva e la M.Salvemini. Ne è dimostrazione ad esempio la presenza di Matteo Capriati nel Consiglio di Amministrazione della M.Salvemini, lui che è il Presidente della Polisportiva, e di mio figlio Salvatore nel ruolo di Presidente della M.Salvemini”.

Alla nostra precisa domanda sull’eventuale ritorno della prima squadra, assente da circa un ventennio, il Patron Salvemini risponde con franchezza: “Non nascondo la volontà di fondare una prima squadra che possa disputare un campionato dilettantistico nel prossimo futuro, in questo modo offriremmo la possibilità ai ragazzi della Juniores di approdare in prima squadra, di comune accordo con i genitori. Ricordo a tutti che alla fondazione della Gaetano Salvemini, nel lontano ’79, l’amico Donato Di Bari reclutò alcuni ragazzi provenienti dalla Beretti del Manfredonia Calcio e, con l’innesto di qualche elemento esperto, prese forma la prima squadra. Contestualmente iniziò la scuola calcio e nel giro di pochi anni iniziammo ad attingere dal nostro settore giovanile. Un esempio su tutti è stato Giuseppe Di Bari, cresciuto da noi prima di approdare al Bisceglie e soprattutto al Foggia di Zeman.”

Infine scambiamo quattro chiacchiere con Franco Grasso e Pasquale Troiano, rispettivamente mister e dirigente accompagnatore: “I ragazzi stanno bene, atleticamente e mentalmente sono pronti a sfidare la prima della classe. Siamo soddisfatti del nostro score, 9 vittorie e 2 sole sconfitte ad inizio stagione proprio contro Cerignola e Vieste in due gare sfortunate e decise da alcuni episodi a noi sfavorevoli. Siamo temuti ora, i nostri avversari di turno predispongono marcature molto attente sui nostri attaccanti. Sabato gara da dentro o fuori? Niente affatto, sarà decisiva solo in caso di una nostra sconfitta. Qualsiasi altro risultato lascerebbe invariate le nostre possibilità di provare a vincere il torneo. Noi ci crediamo ma con grande umiltà, il Cerignola ha vinto gli ultimi due campionati e noi lo rispettiamo. Sarà una festa dello sport, invitiamo tutti gli appassionati di calcio ad assistere al match.

La loro dedica speciale: “a tutte le persone bisognose e che attraversano un momento difficile – Franco – a mio fratello Giuseppe scomparso – Pasquale”.

Stefano Favale

Manfredonia-Cavese, l’altra critica del match

La maglia amaranto e l’infortunio di De Vita sono probabilmente presagi della sconfitta…scherzi a parte nessun dramma, l’obiettivo salvezza resta sempre alla portata dei sipontini ma analizziamo attentamente il match:

per la quarta volta consecutiva al Miramare i sipontini approcciano in maniera disastrosa alla gara, se 15 giorni fa Vadacca sbagliava la formazione oggi sbaglia clamorosamente la strategia iniziale.

STRATEGIA INIZIALE: Vadacca schiera il 3-4-2-1, che tradotto significa Romeo, Colombaretti e il “rispolverato” Fiore sulla linea difensiva; l’inedito Vergori centrale sulla seconda linea arretrata con Gentile, oltre a Romito e Rizzi esterni. Molenda e De Vita alle spalle di Bozzi.

Vergori in quella posizione non è mai pervenuto, dopo circa mezzora Vadacca infatti correggeva la sua posizione.

A proposito di De Rosa, il 34enne attaccante ha fatto sfracelli…nessuna contromisura per lui! la linea difensiva non ha mai scalato e restava allineata mentre il bomber si accentrava in assoluta libertà. Poco contrastato, errore gravissimo.

Vadacca ha difatti rimesso Vergori, ma dopo ben 28′, al centro della difesa passando al 4-4-2 e rendendola più equilibrata.

Fanno discutere altre due decisioni: il cambio di Bozzi e la designazione di Vergori a rigorista.

Parecchi gli errori tecnici visti in campo, ad esempio in occasione del rigore regalato su palla persa al limite dell’area, corners calciati male e un pò di leggerezza.

Anche la Cavese ha commesso alcuni errori: incredibile come Agovino non abbia preso contromisure sulla fascia dominata da un super Rizzi (9 angoli lo dimostrano), la fragilità di una squadra che evidentemente resterà in Serie D anche l’anno prossimo, il precoce “abbassamento” del baricentro ogni qualvolta passavano in vantaggio anche con l’uomo in più!

Stefano Favale

Mercato: asse Manfredonia-Foggia caldissimo

Nonostante la smentita da parte del Presidente del sodalizio biancoceleste, il talentuoso ’95 Diego De Vita è davvero ad un passo dall’indossare la casacca rossonera, così come Addario.

Il fantasista brindisino, approdato in riva al golfo su segnalazione dell’allora Ds Ciuffreda, è stato da noi recentemente ribattezzato il nuovo “Di Pinto” per caratteristiche tecniche. E’ letteralmente esploso in questo primo scorcio di stagione ed è finito sotto la lente d’ingrandimento di tanti clubs anche di Lega Pro.

C’è anche chi lo definisce il nuovo “Zola”, presto i tifosi del Foggia potranno ammirare le sue doti.

Il Ds Giuseppe Di Bari lo ha praticamente opzionato e molto presto giungerà l’ufficialità, dopo che le richieste economiche di Sdanga verranno soddisfatte.

Da sciogliere solo l’ultimo dubbio: a Foggia subito o a giugno?

Stefano Favale

Il pagellone del Donia, botti di Capodanno!

E’ il momento del temutissimo pagellone dell’anno solare del Donia, senza sconti per nessuno.

Purtroppo il 2014 non è stato neanche lontano parente del grandioso 2013, tuttavia l’obiettivo stagionale è stato raggiunto tra mille difficoltà.

La buona dote in classifica ereditata al termine del girone di andata, seppure tra patemi e sofferenze, assicurava nel finale la salvezza anche per “disgrazie” altrui.

La stagione corrente si chiude con 18 punti, male all’inizio e bene dalla gara con il Gallipoli. La rosa è ora completa, in attesa del passaggio di De Vita al Foggia (da stabilire se a gennaio o giugno).

TOP DONIA 2014

Franco Cinque 8,5: un voto e mezzo in meno per altrettanti “errori” commessi. A giugno 2013 avrebbe dovuto chiedere solo di puntellare la rosa; a gennaio 2014 avrebbe dovuto dimettersi per l’ennesimo smantellamento. Ma il suo 8,5 è strameritato per aver avuto la capacità oggettiva ed inconfutabile di mantenere coeso lo spogliatoio nonostante le note vicissitudini. Ha dovuto “inventarsi” spesso la formazione tra squalifiche ed addii…la sua tenacia ed il suo amore per il Manfredonia, lui che sipontino è, hanno consegnato a Vadacca il pacco salvezza semplicemente da confezionare. Bravo Franco, hai regalato una promozione ed una quasi salvezza (90%) che resteranno per sempre nella storia del delfino. E non crediamo affatto che sia stata scritta la parola fine tra Cinque e il Donia…

Massimiliano Vadacca 6,5: ha salvato il Donia, ereditato in quint’ultima posizione, ma analizziamo attentamente le 6 gare. La prima netta disfatta casalinga con il San Severo e l’ultimo ko a Matera le due gare più impegnative. Decisive le vittorie a Pozzuoli ed in casa con il Grottaglie, il resto non conta poichè era già salvezza aritmetica. Bastarono quindi soli 6 punti in 6 gare. In ogni caso è giusto riconoscere la capacità di ridare stimoli ad un gruppo demotivato.

Indubbiamente la rosa affidatagli ad agosto era povera tecnicamente, e poi parleremo del Ds, ma lui ostentava sempre grande ottimismo. Tatticamente abbiamo visto spesso disordine, il modulo con la difesa a 3 non convince. Il miracoloso pari con il Gallipoli ha segnato la svolta: Vadacca è stato vicinissimo all’esonero. Diciamola tutta: un pizzico di fortuna accompagna il tecnico salentino (e speriamo che duri anche nell’anno nuovo). Da allora vittoria a Grottaglie, altro pari miracoloso con la Fidelis e vittoria in rimonta con il modesto San Severo. Ci aspettiamo correttivi, ora per lui le responsabilità aumentano in maniera proporzionale al rafforzamento dell’organico. Vorremmo vedere anche un pò di gioco oltre alla grinta.

Ivan Romito 8: il capitano è fondamentale in tutto il campionato, bentornato dopo una breve parentesi a Brindisi!

Michele D’Ambrosio 8: dopo una comprensibile fase di rodaggio, mette al servizio della squadra la sua esperienza e qualità.

Antonio La Porta 8: è il fuoriclasse che toglie molto spesso le castagne dal fuoco.

Diego De Vita 8: primo scorcio di stagione strepitoso, Di Bari se ne è accorto e lo sta portando a Foggia.

FLOP DONIA 2014

Elio Di Toro 5: male i colpi Monti e Rapino, si poteva pescare di meglio considerato anche il cachet versato al primo. Su Maggi nessuna colpa, aveva buone referenze. A settembre la telenovela Di Masi, felice intuizione, conclusasi con un nulla di fatto. Ecco allora che Addario veniva tesserato in attesa di un portierino under. La dimostrazione è la recente rescissione consensuale che lo condurrà al Foggia. Sappiamo bene che le responsabilità non sono tutte del Ds, ed un giorno lo ammetterà, ma che senso ha avuto tesserare alcuni dei Monti Dauni? non sono pronti per la Serie D, Rizzi in primis tra l’altro troppo nervoso e dal “rosso” facile. Se Vadacca riuscirà a sistemare correttamente ogni tassello del nuovo puzzle, allora potremo riconoscere il merito di aver saputo ben ricostruire la rosa, così com’è messa in campo non ci piace. Con il San Severo formazione sbagliata e 2 uomini fuori ruolo, ma la pausa aiuterà il mister.

Monti 3: disastroso
Rapino 4: e chi l’ha visto?
Compierchio 4: mai ambientato
Maggi 4: idem

Stefano Favale