La Porta, sempre lui, trascina il Donia al successo

Manfredonia-Torrecuso 1-0 rete di La Porta su rigore al 40′ della prima frazione di gara.
Vittoria tutt’altro che semplice per i sipontini, falcidiati dalle assenze, ma al cospetto trovano un Torrecuso quanto mai impreciso, sprecone e sfortunato.
Il guizzo di La Forgia costringe Russo all’atterramento in area, il direttore di gara indica il dischetto e La Porta realizza (9^ centro per lui).
Nonostante alcune incertezze dell’estremo difensore biancoceleste, Pastore & C. non riescono a trovare il gol del pari anche in maniera clamorosa. La ripresa è un vano assedio rossoblu, Donia fortunato in occasione di un salvataggio sulla linea e poi bravo a resistere a denti stretti.
Con questi 3 punti il Donia sale a quota 40 in classifica, ovvero a +5 sulla zona playout.
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Tecnicamente gara piuttosto mediocre, ma ora conta solo il risultato. Per il bel gioco appuntamento rimandato alla prossima stagione.
Unica nota stonata la doppia ammonizione in pieno recupero dello stesso La Porta, ma i tifosi gliela perdonano volentieri.

Stefano Favale

Donia in piena emergenza, occhio al Torrecuso

Il Manfredonia riceve il “bombardiere” Torrecuso dell’ex Terracciano in piena emergenza. Alle assenze di Vergori e Tarolli, infortunati, si aggiungono quelle per squalifica di Bozzi, Romito e Colombaretti.
Di contro il Torrecuso si presenta al Miramare con il secondo miglior attacco del campionato.
Ma allora come si spiegano i soli 39 punti in classifica?
Semplice: la squadra ha scarso equilibrio, ne è prova la valanga di reti subìte sinora, persino superiori allo stesso Manfredonia.
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Al bando facili entusiasmi, al Donia servirà pragmatismo domani per fare risultato e pertanto non è da disdegnare un pari, che avvicinerebbe i sipontini alla salvezza.
Numeri alla mano si preannunciano parecchi gol, con le difese i talloni d’achille e gli attacchi i punti di forza ma il Donia parte con l’handicap delle numerose assenze.

Stefano Favale

Manfredonia, un calcio alla crisi o ribaltone?

Le difficoltà economiche che attanagliano buona parte delle società dilettantistiche (e non solo) rispecchiano un generale disinteresse intorno al mondo del pallone a questi livelli.
I tempi in cui il calcio dilettantistico era una mera passione da condividere con la gente, che affollava gli spalti, sono ormai ricordi sbiaditi.
Il calcio moderno è un’azienda, laddove latita un’attenta programmazione inevitabilmente i risultati scarseggiano.
Non si sottrae a questa regola il Manfredonia, puntualmente in “apnea” per promesse disattese, budget sforato e programmazione a breve termine.
Ecco quindi avvicinarsi puntuale il tormentone estivo: riuscirà l’attuale dirigenza a superare le attuali difficoltà? riuscirà ad iscrivere la squadra al prossimo campionato?
La gente è preoccupata, la delusione per la mancata iscrizione del 2010 è ancora una ferita aperta e pertanto alcune voci accrediterebbero una nuova cordata di imprenditori pronta a fare da “salvagente”.

Sarà vero? [adinserter block=”2″]

Nell’imminenza occorre conquistare sul campo la salvezza, poi da maggio inizierà una nuova telenovela sul chiacchierato ribaltone societario. Manfredonia è una piazza importante, afflitta però da quel disinteresse di cui accennavamo prima.
La ricetta? è molto semplice: dirigenza appassionata (attuale o nuova che sia), programmazione a medio termine con budget predefinito, valorizzazione dei giovani, attenta e parsimoniosa costruzione della rosa. E’ evidente come lo staff tecnico abbia un peso rilevante nel buon esito di un progetto, se opportunamente finanziato dalla società.
Il disinteresse dei tifosi improvvisamente si trasformerà in entusiasmo e ritrovato spirito di appartenenza, Cerignola docet.

Stefano Favale

La Porta, un fuoriclasse senza età

Antonio La Porta, ovvero la rappresentazione della classe allo stato puro, sta trascinando ancora una volta il Manfredonia verso la meritata salvezza.

Già 8 le marcature stagionali per lui che bomber non è, infinite giocate di alto spessore ed assist decisivi per il 34enne fantasista a disposizione di Vadacca.

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Esemplare il suo comportamento fuori e dentro il rettangolo di gioco, un modello da imitare per i più giovani specie nei momenti di difficoltà.

Nonostante le note vicissitudini societarie lui è infatti sempre determinante in campo, lotta e corre come un ragazzino. Le sue giocate deliziano il pubblico, è ancora una volta il valore aggiunto del Manfredonia.

I tifosi del Donia lo adorano, certamente il miglior acquisto degli ultimi anni.

Stefano Favale

Il Manfredonia è assente, il Picerno ne approfitta

Pesantissimo k.o. per i sipontini (0-4) mai in partita e ora il rischio playout si fa più concreto. Ne approfitta il Picerno, motivato e meritevole del successo. Sin dalle prime battute emergono motivazioni diverse, da una parte assenza di mordente e demoralizzazione e dall’altra grinta e determinazione.
I noti problemi societari di natura economica potrebbero quindi aver inficiato l’esito della gara, l’auspicata reazione d’orgoglio dei sipontini non c’è stata.
Per la cronaca Parisi sbloccava al 32′, una doppietta di Esposito tra il 47′ e il 51′ sigillava la vittoria, Perna all’ 87′ rendeva mortificante il passivo.
Lo sportivissimo pubblico locale applaudiva gli ospiti, che ricambiavano, e fischiavano l’indecorosa prestazione del Manfredonia.
La nuova pausa giunge provvidenziale, la salvezza diretta è ancora alla portata.
Società e calciatori dovranno nuovamente assumersi le proprie responsabilità, purchè avvenga in tempi rapidi.

Stefano Favale

Il Manfredonia penalizzato di un punto, la squadra si allena

Ora è ufficiale: il Manfredonia è stato penalizzato di un punto a causa della nota vicenda legata alla vertenza dell’ex D’Ambrosio. Pertanto i sipontini scendono a quota 34 in classifica, ad un solo punto dalla zona playout, in attesa di ricevere il pericolante Picerno.
Intanto la squadra ha ripreso ad allenarsi regolarmente, allarme rientrato dunque come da previsioni, nella speranza che abbia ritrovato quelle motivazioni necessarie per la volata salvezza e per meritarsi il plauso di tutti gli sportivi biancocelesti.
Il calendario dà una mano ai ragazzi di Vadacca, la salvezza passerà dal “Miramare” con i potenziali 12 punti a disposizione.
Prima la salvezza, poi si penserà al futuro di una società abituata a convivere con le tante difficoltà di natura economica.

Stefano Favale

Manfredonia, è il momento della verità

Il comunicato stampa dei calciatori del Manfredonia non lascia adito ad alcun dubbio: è crisi economica, quella stessa crisi che probabilmente è una delle cause del rendimento altalenante in campionato.
I ragazzi lamentano gravi inadempienze da parte della società, che a sua volta lamenta di essere stata “abbandonata” a se stessa.
Ciò non rappresenta comunque per noi un pieno alibi al rendimento discontinuo soprattutto da parte di chi, con molta leggerezza, ha nuovamente accettato di vestire la maglia biancoceleste pur essendo perfettamente a conoscenza delle difficoltà economiche emerse anche nel recente passato.
Così come restiamo fermamente convinti che l’organico attuale sia carente tecnicamente, fattori esterni esclusi, tuttavia in grado di raggiungere la salvezza anche in virtù del livello mediocre delle dirette concorrenti.
Ma queste sono considerazioni che approfondiremo a fine stagione.
Si resta ora in attesa comunicato ufficiale della società.

Stefano Favale

Il Pagellone di Manfredonia-Gallipoli top Negro, flop Colombaretti

Ecco puntuale il temutissimo pagellone relativo al match Manfredonia-Gallipoli

MANFREDONIA

Tarolli 6,5: decisivo al minuto 74′ nel chiudere le profonde falle della linea difensiva;
Romeo 4,5: il solito “giallo” rimediato ingenuamente e tante amnesie, la velocità dei “baby” attaccanti avversari lo mette spesso in difficoltà;
Colombaretti 4: da lui è lecito attendersi qualcosa in più, in balìa del “fenomeno” Negro, tra tunnel subìti e la solita ammonizione, dalle sue parti si passa con estrema facilità;
Albanese 5+: gioca in un ruolo non suo; attenuante comunque smontata da una prestazione confusionaria;
Vergori 5-: “l’ex” di turno è meno autoritario del solito, giornata storta per lui;
Cimino 6: lodevole il suo impegno a tutto campo, crea pericolosità quando va sul fondo;
Gentile 5,5: il “virus” della frenesia colpisce anche lui;
Iuculano 6,5: il ragazzo va incoraggiato e oggi lo premiamo per l’esordio positivo. Bene così;
La Porta 6: è suo l’assist per De Rita, meno preciso del solito oggi;
De Rita 6: splendida realizzazione con la complicità di una retroguardia avversaria inguardabile;
De Vita s.v.
Totaro s.v.
Stajano s.v.

Vadacca 4: inspiegabile l’esclusione di Bozzi dal 1′ minuto, addirittura rimasto in panchina per tutta la gara!, uno pseudo 3-5-2 senza un terminale offensivo. Il gioco continua a latitare, la ripresa letteralmente inguardabile. Ci domandiamo quindi cosa abbia detto nell’intervallo ai ragazzi per spronarli…

GALLIPOLI

Anastasia 5; Mauro 5; Portaccio 5,5; Fonzino 6; Difino 4,5; Rizzo 4,5; Negro 7; Sansò 5,5; Pirretti 5; Franzese 6; Carbone 6; Buccarella 6. All. Germano 6,5

Stefano Favale

Manfredonia-Gallipoli 1-0 ma il gioco dov’è?

Una rete di De Rita al 43′ del primo tempo regala ai sipontini tre punti preziosi per la classifica. Per il resto buio pesto, Donia inguardabile e spesso in balìa dei giovani avversari che avrebbero senz’altro meritato il pari.
Tante perplessità già alla lettura della formazione schierata in campo da Vadacca, un incomprensibile 3-5-2 senza una vera punta di ruolo! eppure davanti c’era il Gallipoli, fanalino di coda, e non la Virtus.
Atteggiamento molle e confusionario dei sipontini, solo qualche guizzo agevolato dalla pochezza tecnica della difesa avversaria. Tantissimi gli errori tecnici in fase di fraseggio e tanta frenesia per i “delfini” che trovano la rete decisiva grazie ad un’invenzione di La Porta che smarca De Rita, il quale sorprende il giovane Anastasia con un tiro a girare sul secondo palo.
Il Gallipoli è ammirevole nella ripresa e tenta vanamente la via del gol, infatti al 74′ un miracolo di Tarolli nega la gioia a Carbone, il quale spreca anche al 81′ a tu per tu con il portiere locale.
Ultimo brivido al 95’con il gran tiro dalla distanza di Buccarella che si spegne di poco a lato.
La fortuna arride ancora una volta ai sipontini, come già accaduto in passato, il Donia ottiene una preziosa vittoria con il minimo sforzo e senza convincere nessuno.

Stefano Favale

Il Pagellone di Manfredonia-Unicusano Fondi

Ecco puntuale il temuto pagellone relativo al posticipo della 23^ giornata, vinto con merito dai sipontini:

MANFREDONIA

Tarolli 6,5: buon esordio, sicuro tra i pali gli manca un pò di potenza nei rinvii;
Romeo 6: decisi e senza fronzoli i suoi interventi, soffre Tiscione ad inizio gara;
De Filippo 7: salva il gol della beffa su Iadaresta lanciato a rete, autoritario;
Albanese 6,5: lotta, si fa ammonire, crea e piace per l’impegno profuso;
Bruno 6,5: mezzo voto in meno per l’ingenuità nel finale, annulla Meloni;
Cimino 6,5: propositivo con le sue incursioni, rispetta i compiti assegnatigli;
Gentile 7: è il miglior Gentile della stagione, sfiora anche la marcatura;
Bozzi 6,5: una spina nel fianco degli avversari, poco cattivo sotto porta oggi;
La Porta 8: il migliore in campo, inventa e fa pure gol macinando chilometri su chilometri;
De Rita 7: suo il gol che sblocca la gara, coraggioso nelle conclusioni dalla distanza;
Totaro s.v.
La Forgia s.v.
Vergori s.v.

Vadacca 7: ha saputo motivare egregiamente il gruppo.

UNICUSANO FONDI

Saitta 7,5; Galasso 6; Dinielli 5,5; Martino 6; Tommaselli 5,5; Rinaldi 6; Catinali 5,5; De Martino 6; Nohman 5,5; Tiscione 5,5; Meloni 5; D’Agostino 6; Ramcheski 6; Iadaresta 5,5. Pochesci 5

Stefano Favale

Manfredonia-Unicusano Fondi 2-1, è la svolta?

Serviva un’impresa e così è stato per i sipontini, autori della migliore prestazione stagionale. Una vittoria mai posta in discussione, nonostante alcune imprecisioni ed interventi prodigiosi dell’ottimo portierino laziale Saitta. La voglia di riscatto dei ragazzi di Vadacca va oltre ogni aspettativa ed è più forte dell’emergenza. Poche attenuanti per i rossoblu di Pochesci, apparsi molli ed in partita solo per 20′. Del bomber Meloni nessuna traccia, verrà infatti sostituito al 63′, atteggiamento quasi intimorito e troppo speculare al cospetto di un Donia aggressivo e finalmente meritevole di un plauso per il bel gioco offerto, con la sapiente regia di uno strepitoso La Porta. Primi 15′ di studio con Tiscione pericoloso tra le “linee” e autore della prima conclusione nello specchio direttamente su calcio di punizione da lui stesso procurato. Ma dal 20′ cambia il copione della gara: i sipontini assumono le redini del gioco e alzano i ritmi costringendo i timidi avversari sulla difensiva. Tra il 20′ e il 25′ ben tre occasioni per La Porta: abbondantemente fuori la prima con un morbido interno destro a cercare il “sette”, sulle altre due si esalta Saitta con provvidenziali respinte in tuffo. Al 28′ Gentile sfiora il tap in vincente da due passi, al 32′ show di La Porta con palla che sfiora il montante. La ripresa è fotocopia della seconda parte della prima frazione: già al 6′ Saitta “vola” per deviare la botta di Gentile, due minuti più tardi De Rita da fuori area fa la barba alla traversa, al 15′ Rinaldi salva sulla linea, al 17′ clamorosa traversa dei locali sugli sviluppi di un corner, al 22′ Saitta si oppone alla grande a Bozzi. E’ il preludio al meritato vantaggio che giunge puntuale al 25′: siluro di De Rita dai 20 metri e deviazione involontaria di un avversario che “spiazza” Saitta, è boato tra gli spalti. Reazione del Fondi? macchè..il Donia continua ad assediare i rossoblu e al 31′ La Porta raddoppia direttamente su calcio di punizione con una magìa balistica. Ingenuo il fallo di reazione di Bruno, già ammonito, che deve lasciare anzitempo il terreno di gioco. L’Unicusano Fondi accelera e trova il gol della speranza al 44’su calcio di rigore eseguito da D’Agostino, subentrato ad uno spento Meloni. L’ingresso di Iadaresta è forse tardivo, sui suoi piedi la possibile occasione del pari ma è provvidenziale su di lui il tackle del giovanissimo De Filippo. Sarebbe stata beffa, il Manfredonia ha ampiamente meritato la vittoria e aggancia così Potenza e Marcianise in classifica. Ora serve continuità, a partire da Pomigliano, è la gara della svolta?

Stefano Favale

Manfredonia, pericoloso crocevia di un’intera stagione

Momento delicato in casa biancoceleste, tra infermeria piena e risultati al di sotto delle aspettative. I facili entusiasmi derivanti dalla vittoria di Aprilia, contro un modesto avversario, si sono presto infranti dinanzi ad una realtà ben diversa e che suggerisce ora massima attenzione e cautela. Il bilancio delle prime 5 giornate del girone di ritorno è quanto mai preoccupante in termini di prestazioni e punti ottenuti. Tre sconfitte nette in altrettante trasferte, una delle quali assolutamente evitabile, una vittoria ed un pari nelle restanti due gare casalinghe. Una vittoria molto sofferta con il Potenza ed un pari d’orgoglio con il Francavilla in Sinni.
La possibile penalizzazione attesa in settimana e la recente cessione del bravo De Gennaro non facilitano il compito dei ragazzi di Vadacca in vista del posticipo di lunedì con il forte Fondi.
Servirà una prestazione al di sopra delle possibilità per provare ad azzerare il gap tecnico, il fattore campo in questo caso può aiutare i sipontini. Muovere la classifica un’esigenza anche in vista del doppio impegno in trasferta con l’auspicio che l’infermeria possa presto svuotarsi per rincorrere quella salvezza alla portata del Donia.

Stefano Favale

Il Pagellone di Manfredonia-Francavilla: La Porta e Aleksic top

Ecco puntuale il pagellone relativo alla gara tra Manfredonia e Francavilla in Sinni

MANFREDONIA
De Gennaro 5,5: incerto in occasione del gol di Aleksic, in generale non è la sua migliore prestazione. I rilanci coi piedi sono da dimenticare;
Cimino 6-: prima in difesa, poi a centrocampo. Gara di sacrificio senza acuti;
Bruno 5,5: non è facile arginare Aleksic & C., l’impegno non è in discussione;
Romeo 5,5: idem Bruno, apprezzabile la responsabilità assunta nell’uscire dall’area palla al piede ma i suoi rilanci spesso sono imprecisi;
Bonabitacola 5,5: il ragazzo va incoraggiato, la lotta a centrocampo era impari;
De Filippo 6: dà maggior equilibrio tattico alla linea difensiva, in progresso;
Albanese 6-: lotta con generosità nella selva rossoblu, non era facile;
Gentile 6,5: prende per mano il centrocampo e lotta su ogni palla;
De Rita 6-: fatica a trovare spazi, ma è merito degli avversari;
La Forgia 6+: ha “fame” e si vede. Tecnicamente valido, un jolly prezioso;
Bozzi 6,5: un gol fantastico per rapidità ed esecuzione, stretto poi nella morsa rossoblu;
La Porta 7: ogni complimento è superfluo per lui, inventa l’assist per Bozzi e delizia il pubblico con la sua eccelsa tecnica. Ottima condizione atletica, sembra un “under”.

Vadacca 6,5: motiva adeguatamente i ragazzi, rivede il suo “credo” tattico schierando un’opportuna difesa a 4 e cambia modulo nella ripresa. Lo vogliamo così.

FRANCAVILLA
Liccardo 6; Colonna 5; Pagano 6; Mannone 6,5; Solitro 6; Fanelli 5,5 (Pisani 6,5), Sekkoum 6,5; Gasparini 6; Dauria 6,5; Marino 6; Aleksic 7
Lazic 6,5

Manfredonia-Francavilla 1-1

Può ritenersi soddisfatto Vadacca, nonostante alcune pesanti defezioni. Il punto ottenuto al cospetto del forte Francavilla è frutto di una prestazione coraggiosa ed arricchita da un atteggiamento di grande sacrificio. L’iniziale dominio territoriale degli ospiti, culminato con il vantaggio di Aleksic, viene vanificato dal fulmineo pari di Bozzi. La gara diventa improvvisamente equilibrata, i rossoblu creano ancora qualche occasione pericolosa, ma la buona disposizione difensiva dei sipontini e la scarsa cattiveria sotto porta dei ragazzi di Lazic fanno sì che l’1-1 si trascini sino al triplice fischio del direttore di gara. Nella ripresa pochissime emozioni, il Francavilla attacca con prudenza per evitare la beffa in contropiede. Il Donia gestisce bene il risultato di parità senza mai rinunciare a rendersi pericoloso dalle parti di Liccardo. Un pari sostanzialmente giusto che accontenta (o forse scontenta) entrambi.

Stefano Favale

Marcianise-Manfredonia 1-0 decide Conte al 49′

Il Marcianise si aggiudica lo scontro diretto per la salvezza ai danni del Manfredonia, al termine di una gara ricca di emozioni nel corso della ripresa. Campana schiera il consueto tridente, così come Vadacca conferma il collaudato 3-4-2-1 con ben 5 under in campo. Ciano e Bruno gli squalificati, fra i sipontini spiccano le assenze di Colombaretti e De Vita, mentre Bozzi parte ancora una volta dalla panchina. E’ un primo tempo giocato a ritmi bassi dalle due squadre, complice anche il forte vento, a farne le spese è Vergori costretto ad uscire al 23′ per un fastidio muscolare. E’ emergenza in difesa per Vadacca, handicap che condiziona l’intero match. Il Donia regge discretamente fino al 28′, quando un errore di Romeo innesca lo scatenato Farriciello davanti a De Gennaro, che però è lesto a sventare la minaccia. Al 45′ Conte fa le prove generali del gol, emulato da Moccia neutralizzato in extremis da Romeo proprio allo scadere della prima frazione di gara. E’ quindi un Marcianise in crescendo, il Donia fatica a contenere gli avversari e capitola ingenuamente al 4′ della ripresa: Sorrentino si invola in contropiede e serve il liberissimo Conte che non sbaglia (1-0). Due minuti più tardi Sorrentino raddoppia ma la segnalazione di fuorigioco, in realtà inesistente, “strozza” la gioia dell’attaccante gialloverde. Il Donia è in balìa degli avversari, che al 12′ falliscono clamorosamente con Farriciello tutto solo in area di rigore. Il Marcianise spreca l’inverosimile, persino un contropiede in 4 contro 1, e il Donia rischia di pareggiare al 21′ con un colpo di testa del neo entrato Bozzi che scheggia la parte alta della traversa. Al 25′ ancora brividi per i pochi intimi spettatori (un centinaio) con La Porta che fallisce un rigore in movimento. Inutile il forcing finale dei sipontini, il Marcianise amministra e porta a casa tre punti fondamentali per l’obiettivo salvezza.

Progreditur Marcianise-Manfredonia 1-0
P.MARCIANISE: Zeoli, Rossetti, Fossa, Lopetrone (16’ st D’Anna), Follera, Lagnena, Sorrentino (40’ st Santaniello), Baratto, Moccia, Conte, Farriciello (34’ st Barone V.). A disp.: Barone M., Di Fiore, Palumbo, D’Apolito, D’Anna, Valoroso, Figliolia. All.: Campana
MANFREDONIA: De Gennaro, De Filippo, Romeo, Albanese, Vergori (23’pt Stajano), Coccia, Cimino, Gentile, La Forgia (9’ st Bozzi), La Porta, De Rita (28’ st Bruno). A disp.: Tucci, Lorito, Totaro, Buonabitacola, Iuculano, Pellegrino. All.: Vadacca.
ARBITRO: Longo di Paola.
MARCATORE: 4’ st Conte.
NOTE: spettatori 100 circa. Ammoniti: De Filippo (Man), Cimino (Man), Albanese (Man), Figliolia (Mar). Rec.: 2’ pt, 4’ st.

Si ringrazia della preziosa collaborazione Achille Talarico, addetto stampa del Marcianise

Stefano Favale

Il pagellone di Manfredonia-Potenza

Ecco puntuale il pagellone critico relativo alla gara Manfredonia-Potenza:

MANFREDONIA

De Gennaro 7,5: salva l’impossibile, in due occasioni è prodigioso, è lui il valore aggiunto di un reparto che scricchiola;
De Filippo 6+: bravissimo in apertura con una chiusura che vale un gol, non si risparmia;
Bruno 5: in difficoltà, a prescindere dall’ingenuità che mette a rischio la vittoria;
Romito s.v.: esce presto per infortunio;
Pellegrino 6: ordinato tatticamente, è un jolly prezioso;
Vergori 5,5: soffre la marcatura di Simeri, in difficoltà;
Cimino 6: suo l’assist del primo gol, deve assumere maggiore coraggio;
Gentile A. 6+: il suo compito è assai gravoso, qualità e quantità, lotta su ogni palla;
Gentile C. 6+: incoraggiante il suo rientro, catalizzatore del gioco forse un pò lento;
La Forgia 6,5: un gol e tanto movimento, alla distanza cala;
Albanese 6: la sua freschezza serve a tamponare l’assedio degli avversari;
La Porta 6,5: un gol e tanta classe da vendere, una condizione atletica eccellente;
De Rita 6: si vede poco nel primo tempo, cresce alla distanza il talentino che piace a tutti.

Vadacca 6: ok la formazione titolare, non condivisibile il cambio tattico a metà ripresa. La squadra non ha ancora un equilibrio e lo testimoniano le 5 palle gol nitidissime concesse al non irresistibile Potenza. Ma ciò che contava era vincere, ma vanno registrate le distanze tra i reparti ed intensificati gli schemi difensivi in allenamento. Poi sui cali di tensione certamente non è colpa sua, vanno curate meglio le fasi gestionali del match. La salvezza non può sfuggire, calendario alla mano.

POTENZA: Napoli 5,5; Lolaico 6; Liccardi 5; Tulimeri 6,5; Vaccaro 6; Esposito 5,5; Puca 5; Navas 6; Giacinti 5; Simeri 6; Miocchi 5,5; De Stefano 6.
All. Marra 6

Stefano Favale

Il Manfredonia piega un ostico Potenza, 2-1 da brividi

Il Manfredonia incamera una vittoria pesantissima in ottica salvezza al cospetto di un Potenza per nulla arrendevole e che anzi crea non poche difficoltà ai ragazzi di Vadacca. Tante le occasioni da rete, a partire dal 4′ con l’intervento provvidenziale di De Filippo che spezza la veloce trama offensiva degli ospiti a ridosso dell’area piccola. Al 6′ il vantaggio dei sipontini: Coccia è abile a trovare un varco sulla corsia sinistra e a crossare al centro per il liberissimo La Forgia che non fallisce il tap in vincente. Dopo soli 2′, sugli sviluppi del primo corner, inizia lo show di De Gennaro che salva miracolosamente su una conclusione a colpo sicuro da distanza ravvicinata. Pochi minuti più tardi è ancora il Potenza a sfiorare il pari con Simeri direttamente su calcio di punizione con la sfera che fa la “barba” al palo con De Gennaro battuto. Gol mancato, gol preso..è questa la legge del calcio e puntualmente La Porta punisce i lucani sfruttando un bel cross di Cimino al 17′. Occasioni da una parte e dall’altra sino al 45′. La ripresa inizia con il Potenza all’arrembaggio ma la dea bendata non è dalla loro parte. Passano pochi minuti e prima De Gennaro e poi Bruno sulla linea negano il gol agli avversari. Vadacca si cautela con il cambio di modulo (Pellegrino per La Forgia) ma il Potenza non è domo e al 28′ ha la grande opportunità di rientrare in partita. Il direttore di gara, a dire il vero molto incerto, assegna un contestatissimo calcio di rigore al Potenza ed espelle Bruno. Ma Simeri dagli 11 metri fallisce spedendo la palla in curva! La generosità dei rossoblu viene parzialmente premiata al 40′ con una staffilata di Tulimeri, deviata, che sorprende l’attento De Gennaro. Il 2-1 viene gestito dal Donia sino al triplice fischio dell’arbitro, tra la gioia dei locali e la disperazione degli ospiti e l’esonero di Marra.
In conclusione Donia cinico e concreto, Potenza sprecone e sfortunato. Le due squadre sono ancora alla ricerca di un equilibrio tra i reparti, l’impegno c’è stato ma quanti errori!

Stefano Favale

Esame Potenza per il Donia, vietato sbagliare

E’ la prima finale salvezza per gli uomini di Vadacca, l’occasione giusta per staccare momentaneamente la zona playout. Ma il Potenza non è vittima sacrificale e, classifica alla mano, è quasi equivalente ai sipontini anche per gol fatti e subìti. Pertanto sarà gara combattuta, dove la determinazione farà la differenza. La brutta figura rimediata a Taranto certamente servirà da sprone per un pronto riscatto dinanzi al pubblico amico, conta solo il risultato ma il gioco dovrà necessariamente esprimersi con geometrie ben definite e “pulite”. Il centrocampo, vero tallone d’achille, è sotto esame: è richiesto grande sacrificio da parte di tutti nelle due fasi. Al Potenza basterebbe un pari, ai sipontini no.

Stefano Favale

Nessun dramma per il Donia, ma domenica è finale

Il Taranto doveva vincere e così è stato, nessuno chiedeva punti ieri al Donia. Ma l’atteggiamento dei ragazzi di Vadacca non è piaciuto, in balìa degli avversari sino al raddoppio dell’ex Genchi (bissa il gol dell’andata). Un approccio molle e senza personalità è quindi fatale al Donia, che cerca tardivamente di rientrare in partita tuttavia in maniera sterile. Obiettivi diversi per jonici e sipontini, questi ultimi alla ricerca di un gioco che fatica ad emergere al di là delle evidenti lacune in mezzo al campo. Ma è immediata la chance di riscatto, già domenica in casa è previsto uno scontro diretto da non fallire con il Potenza. In caso di successo il Donia abbandonerà momentaneamente la zona playout.

Donia dalle due facce, alti e bassi nel 2015: l’analisi completa

Il 2015 del Manfredonia è da ritenersi positivo con una salvezza conquistata sul campo ed un’altra da conquistare nel girone di ritorno, ma con alti e bassi. I numeri certificano un andamento assai discontinuo: in 35 gare di campionato 12 vittorie, 13 pari e 10 sconfitte con 50 reti realizzate e 51 subìte. Dei 49 punti guadagnati appena il 53% al “Miramare”, vìolato addirittura 6 volte, e ben il 47% in trasferta, dato significativo e spieghiamo ora il perchè.

Il Donia di mister Vadacca è in trasferta squadra più equilibrata (trapattoniana) che predilige “lasciare” l’iniziativa agli avversari e ripartire di rimessa, motivo per cui spesso anche in maniera speculare è riuscita a fare risultato fuori dalle mura amiche (13 volte su 17). Da una parte qualche carenza tecnica, dall’altra uno scarso coraggio palesato soprattutto nella ripresa ed accompagnato da una mancanza di personalità.

Al contrario al “Miramare” i sipontini indossano i panni “zemaniani” e sfidano chiunque a viso aperto e non a caso la media gol a partita è superiore a 3. Un equilibrio tattico che spesso non c’è e quando il tasso tecnico degli avversari è più alto si rischia grosso (6 sconfitte), salvo una condizione psicofisica eccellente e/o un pizzico di fortuna che ha accompagnato per tutto l’anno i biancocelesti.

RIFLESSIONI CONCLUSIVE
La rosa è praticamente la stessa della scorsa stagione, i meccanismi oleati, l’intesa collaudata, un’identità di gioco definita, la difesa “over” che sembra funzionare, l’attacco dà garanzie.
Le continue variazioni di formazione non hanno certamente agevolato l’amalgama dei ragazzi ma ora sembra che esista una formazione “tipo” per Vadacca. Un centrocampista di qualità in mezzo al campo arricchirebbe notevolmente il tasso tecnico della squadra, bisogna far crescere il settore giovanile, magari bisognerebbe non fossilizzarsi su un unico schema di gioco ma prevedere delle varianti in funzione dell’avversario e a gara in corso. L’auspicio per il 2016 è di poter applaudire il Donia anche per il gioco espresso, nel 2015 è il più delle volte mancato ed è stato spesso affidato alle individualità, La Porta su tutti. Ovviamente dando per scontato l’ottimo lavoro di costruzione dell’organico, condiviso dal mister l’estate scorsa con l’eccezione Lenoci prematuramente “bocciato” e lo scarso utilizzo di Ciampa, promettentissimo “under” del Bari.
Ma c’è tempo per rimediare…

Stefano Favale

Aprilia-Manfredonia 1-2 le dichiarazioni dei due mister a fine gara

Si riportano integralmente le interviste a caldo rilasciate dai due mister, nel mirino il direttore di gara. Si ringrazia l’addetto stampa della società laziale, Massimo Pacetti per la gentile concessione.

Mauro Fattori (All. Aprilia): «Ci sono due modi di uscire sconfitti dal campo: si può fornire una prestazione importante e non prendere punti per propri demeriti e si può fornire una prestazione importante e non prendere punti per situazioni collaterali, non strettamente collegate a quanto si è visto in campo. Non ritengo giusto che venga umiliato il lavoro svolto da una squadra, un gruppo ed una città. Ogni domenica le interpretazioni del regolamento assumono contorni sempre diversi. In questa gara il regolamento non è stato applicato in modo consono: mancano due espulsioni dei giocatori del Manfredonia, due calci di rigore in nostro favore non sono stati assegnati e in più ci è stato annullato un gol regolare. Il regolamento non va interpretato: va applicato. La prestazione non può essere discussa, perché se abbiamo così tanto da recriminare è perché abbiamo creato i presupposti per renderci pericolosi più e più volte. La prima espulsione sarebbe dovuta arrivare dopo tre minuti dall’inizio: il portiere era al di fuori della sua area di rigore, non può essere soggetta ad interpretazioni questa situazione. Se non è chiara occasione da gol quando il portiere è fuori dalla porta quando può mai esserlo? La partita sarebbe girata, c’è poco da dire. Oggi tutti noi dell’Aprilia ci sentiamo umiliati. Umiliati ed impotenti. E questo non è accettabile. La mancata espulsione di uno loro centrocampista nel cuore della gara, i falli di mano nella loro area non sanzionati, il gol annullato dopo che un loro giocatore ha toccato il pallone, il che, per regolamento, rende la posizione dei nostri attaccanti di nuovo regolare. Parlare di calcio oggi è francamente un’impresa molto molto ardua. Il fatto che il nostro portiere nel secondo tempo non abbia praticamente mai dovuto toccare il pallone passa in secondo piano, e questo rende il tutto ancora più umiliante, perché non vengono a galla i meriti dei ragazzi che hanno fatto una gran partita. Il mio allontanamento, poi, è derivato dal fatto che non è possibile chiedere ai direttori di gara, pur con la massima educazione, la semplice applicazione delle regole. Il gol annullato è il segnale palese della mancanza di conoscenza delle regole. Il tiro da fuori di Giovanni Esposito è stato deviato nella propria porta da un difensore lontano 10 metri dalla porta e non c’era alcun nostro giocatore davanti al loro portiere. Ma se anche fosse, la regola attuale impone che il tocco del difensore rimette in gioco gli attaccanti. Resta in tutti i casi un gol regolare, come è stato valutato la scorsa settimana nei confronti del Bisceglie, anche se li la palla è finita fuori. Siamo al paradosso interpretativo: oltre a non esserci nessuno dei nostri in traiettoria è il difensore a fare autorete. Mai nella vita si può annullare un autogol».

Leandro Zoila (All. in seconda Manfredonia): «La fortuna aiuta gli audaci. Ma al di là di questo, oggi i ragazzi hanno voluto portare a casa la vittoria a tutti i costi. È stata una vittoria di volontà, di carattere e di grinta. Alcuni episodi ci hanno un po’ favorito, ma sono cose che nell’arco di una stagione vanno a compensarsi: altre volte siamo stati noi ad essere sfavoriti, oggi ci sono venuti incontro. Si può sempre fare meglio, sia sotto il profilo della prestazione che sotto quello dei risultati. Rispetto allo scorso anno abbiamo 4 punti in più, nel girone di ritorno dovremo confermarci, se non anche accelerare. Questo girone si contraddistingue per l’equilibrio. Anche le squadre indietro in classifica sono attrezzate e riescono a mettere in difficoltà tutti. Davanti non c’è nessuno che riesce ad allungare sulle avversarie. Il mercato di dicembre ha rafforzato molte formazioni, si è allargato anche il giro delle pretendenti alla vittoria finale. Il fattore campo è sempre stato il nostro punto di forza, ma dobbiamo iniziare a fare punti anche in trasferta».

Stefano Favale

Il Donia vince con cinismo, ma l’Aprilia protesta

Il Manfredonia, più cinico che mai, si aggiudica tre punti fondamentali per la salvezza nello scontro diretto sul campo dell’Aprilia. Di Pellegrino e La Porta le reti per i sipontini, di Cannariato il gol del momentaneo 1-1, ma veementi sono le proteste a fine gara del team laziale, che recrimina due mancate espulsioni, due rigori non assegnati ed il possibile 2-2 annullato nel finale.
Brividi al 4′ con De Gennaro che rimedia il “giallo” per l’atterramento di un avversario al di fuori dell’area di rigore, e all’89’ con la rete annullata per presunto fuorigioco che alimenta le proteste dei locali.
Le reti tutte nel primo tempo, nella ripresa l’Aprilia assedia sterilmente la metà campo avversaria. I sipontini reggono a denti stretti ed in 10 uomini nel finale.
APRILIA-MANFREDONIA 1-2

Stefano Favale

Donia, rigori fatali in Coppa ma spunta l’ipotesi ricorso

Questa volta la dea bendata volta le spalle ai sipontini e premia l’Aversa, dopo che i tempi regolamentari erano terminati sul risultato di 1-1. Alla rete iniziale di Finizio replica l’ottimo La Forgia ma aldilà della sconfitta ai rigori, la notiziona sarebbe il presunto ricorso che la società dauna potrebbe presentare in Lega per le continue interruzioni di gioco (black out impianto di illuminazione) e l’impraticabilità del campo.
L’impressione è che, qualora il ricorso si concretizzi, l’Aversa possa cavarsela con una sanzione ed appare piuttosto improbabile una vittoria a tavolino per il Donia, avendo il direttore di gara condotto a termine la gara.
Ma ora sottolineamo, con oggettivo disappunto, la scarsa volontà di approfittare della grande occasione di poter accedere agli ottavi. Vadacca infatti dà spazio ad un ampio turnover, così come gli avversari, siamo certi che se avessero giocato gli stessi “undici” anti Nardò ora il Donia sarebbe agli ottavi di Coppa Italia ed affronterebbe in casa il Fondi.
Coppa italia quindi snobbata, peccato.

Stefano Favale

Il Pagellone di Manfredonia-Nardò

Arriva puntuale il “verdetto” tecnico sul match Manfredonia-Nardò:

MANFREDONIA

De Gennaro 6,5: provvidenziale la sua uscita su Corvino nel primo tempo, un solo brivido nella ripresa ma la prestazione è positiva. I tre davanti lo rassicurano;
Vergori 6,5: autoritario e preciso negli anticipi, comanda la difesa ma rimedia il solito “giallo”,
Romeo 6,5: attento e disciplinato, concede pochissimo agli avversari;
Colombaretti 6,5: il gol impreziosisce una prestazione all’altezza della sua professionalità, è questo il Colombaretti che vogliamo;
Cimino 6: incoraggiante esordio del ragazzo appena tesserato dal Taranto, cala alla distanza;
Pellegrino: s.v.
Stajano 6: è il play, si affida alle giocate più semplici nella morsa degli avversari;
Albanese 6: quantità e qualità nella “selva” di un centrocampo preso in mano dagli avversari;
De Rita 6,5: un grande primo tempo, salta gli avversari, inventa assist poi cala nella ripresa;
Totaro. s.v.
Bozzi 6: fallisce un’occasione clamorosa in avvìo, impegna severamente i due centrali difensivi neretini. Non brillantissimo ma bravo a creare spazi;
La Porta 6,5: la classe non è acqua, un folletto tra le linee di una retroguardia arcigna e forte fisicamente.
Vadacca 6,5: ha scelto i ragazzi più motivati, era solo un problema mentale quindi, dà fiducia alla difesa esperta e i risultati si vedono. Se avrà rinforzi di qualità a centrocampo, potrà levarsi altre soddisfazioni.

NARDO’: Chironi 6; Versienti 5,5; Cassano 5,5; Lanzolla 6; Mancarella 5,5; Palmisano 6; Vicedomini 6; Lanzillotta 6; Presicce 5; Malcore 5, Corvino 5; Prinari 6. Ragno 5,5

Stefano Favale

Il Manfredonia risorge, flop Nardò

Grinta e cuore gli ingredienti della meritata vittoria dei sipontini al cospetto dei neretini, certamente apparsi sotto tono. Vadacca si affida ad una linea difensiva esperta ed improvvisamente una delle retroguardie più perforate si trasforma in quasi invalicabile. Continua a non convincere il centrocampo, manca qualità, ma nonostante questo handicap il Nardò non ne approfitta. I ragazzi di Ragno soffrono l’intensità dei locali e le improvvise accelerazioni dell’ispiratissimo De Rita e le giocate di La Porta. Prima frazione di contenimento, con il Donia pericolosissimo al 7′ con Bozzi che fallisce una comoda occasione da rete. Al 31′ la replica di Corvino ma De Gennaro gli sradica la sfera dai piedi in uscita. Nella ripresa al 58′ il meritato vantaggio dei sipontini sugli sviluppi di un corner: Colombaretti è colpevolmente dimenticato dagli avversari e con il piattone gonfia la rete da pochi passi. Il Nardò è sterile e nervoso ma rischia di beffare il Donia all’83’ con Lanzillotta che scheggia la parte alta della traversa. Successo che dà morale agli uomini di Vadacca e ridimensiona il Nardò.

Stefano Favale

Donia, l’orgoglio sopra ogni cosa

E’ un momentaccio per le note vicissitudini societarie ma nulla è rimproverabile ai ragazzi di Vadacca, comprensibilmente turbati da un paio di settimane. Il Nardò è l’avversario giusto per blasone e stimoli, sulla carta è favoritissimo ma siamo certi che chi indosserà la maglia biancoceleste sfodererà una grande prestazione d’orgoglio. Una gara nella quale gli schemi non servono a nulla, contano solo una certa tranquillità ed il sostegno della tifoseria. Ma non sia un alibi per Vadacca, questa volta ci aspettiamo la migliore formazione ovvero gli 11 ragazzi più motivati e disposti al sacrificio perchè di fronte c’è la capolista ed affianco un certo Nicola Ragno, che non ha bisogno di presentazioni.

Stefano Favale

Manfredonia, un k.o. che fa riflettere

Una giornata storta, ci piace definirla così la debacle casalinga nel derby con il San Severo. Il filotto di 6 risultati utili consecutivi è stato bruscamente interrotto da una prestazione spettrale condita da madornali errori tattici e tecnici. A cominciare dalle discutibili scelte tecniche e strategiche di mister Vadacca, per finire con la palese svogliatezza e la scarsa consistenza di chi è sceso in campo. Quattro sberle che devono essere da sprone a tutti, dal mister all’ultima delle riserve.
All’orizzonte la difficile trasferta di Torre del Greco, ma confidiamo nello spirito di rivalsa dei biancocelesti.

Stefano Favale

Il Pagellone di Manfredonia-San Severo, disastro biancoceleste

Ecco il consueto pagellone a cura di Stefano Favale, la gara in questione è Manfredonia-San Severo (1-4)

MANFREDONIA
De Gennaro 6: in balìa degli avversari per 95′ salva il salvabile, un’umiliazione ingenerosa per lui;
Colombaretti 4: arranca in una linea difensiva abbandonata da tutti;
Romeo 4: idem;
De Filippo 4: idem;
Lorito 4: discreto solo l’avvìo, poi scompare nell’oblio;
De Vita 6: si procura il rigore e vivacizza la manovra offensiva;
Romito 4,5: costretto a giocare da ala, ma quanti cross sbagliati!;
Lenoci 4: in stato totale di confusione, non sa cosa fare e dove sistemarsi;
Totaro 4,5: male assistito dai compagni, si perde anche lui;
De Rita: s.v.
La Porta 6: fa quel che può, recupera palloni a centrocampo e fa la punta;
Pompilio 4: assente ingiustificato;
Bozzi: s.v.
Vadacca 4: formazione sbagliata, cambi tardivi, Ciampa in tribuna. La sbornia di Coppa, contro il modesto Isernia, evidentemente ha galvanizzato e illuso l’intero ambiente.

SAN SEVERO: Mennella 6; Cipolletta 7,5, Capone 7, Mustone 7; Natino 7, De Luca 7, Tricarico 7, Florio 7, Rossi 7; Milani 7,5, Evacuo 8. De Felice 7

Il San Severo asfalta i fantasmi del Manfredonia, Vadacca sbaglia tutto

Un’umiliazione così era difficilmente prevedibile per il Manfredonia, i sipontini non sono mai scesi in campo. I ragazzi di De Felice, ben messi in campo, disputano una gara ordinata e si rilanciano in ottica playoff. Vadacca sbaglia tutto, dalla formazione iniziale al modulo. Tardivi gli innesti delle punte nella ripresa a risultato ormai compromesso. Una squadra in preda alla confusione tattica e mentale vittima di un San Severo in salute, con il bomber Evacuo in grande spolvero.
Per la cronaca, le marcature sono state realizzate da Evacuo (12′, 56′ e 62′), Milani (90′) e La Porta su rigore (77′). Finale Manfredonia-San Severo 1-4

Cinquina del Donia, l’Isola Liri annichilita

Il risultato finale (5-2) non tragga però in inganno, il Donia ha dilagato solo nel finale sfruttando alla perfezione gli ampi spazi lasciati dagli avversari sbilanciati in avanti alla ricerca del pari.
La fase di studio dura solo 10′, alla prima occasione i sipontini si portano in vantaggio con La Porta che realizza dagli 11 metri. Ma 3′ più tardi l’ex Giglio “gela” il Miramare e sigla il momentaneo 1-1. La gara è piacevole, gli uomini di Vadacca fanno la partita ma gli ospiti si difendono con ordine e ripartono timidamente. Il Donia gioca bene ma l’assenza di un vero rifinitore tra le linee pesa come un macigno, così come le incertezze del reparto difensivo sulle palle inattive. Ad inizio ripresa i biancorossi spingono per cercare il vantaggio, ma si lasciano sorprendere all’8′ sugli sviluppi di un corner che Bruno concretizza di testa. Ora inizia un’altra gara: gli ospiti si innervosiscono, fioccano i gialli, si riversano in avanti ma la strada è in discesa per il Donia.
Al 69′ la svolta, l’ingresso in campo di De Rita rompe gli equilibri. Suo lo splendido gol al 73’ed i due assist al bacio che mettono in condizione La Forgia e Pellegrino di chiudere i conti definitivamente. In mezzo l’ennesima dormita generale su palla inattiva che consentiva a Lucchese di riaprire il match.
E’ un altro Donia ora, con La Porta leader indiscusso, in riva al golfo si sognano scenari più rosei.

Stefano Favale