Manfredonia corsaro a Picerno, ci pensa La Porta

Quarto risultato utile consecutivo e primo “squillo” in trasferta che porta le firme di Coccia e La Porta, per quest’ultimo già 2 reti in altrettante gare disputate.
Il fattore ambientale non è sereno, i supporters locali contestano duramente società, allenatore e squadra. Vadacca rivoluziona l’11 titolare ma ancora una volta il risultato finale gli dà ragione.
Nel primo tempo la rete di apertura di Coccia, che raccoglie un cross che “buca” l’intera retroguardia rossoblu. Ad inizio ripresa, come spesso avviene, i sipontini approcciano male e si lasciano sorprendere da un assolo di Gerardi. Il Picerno potrebbe addirittura portarsi in vantaggio ma l’attento De Gennaro salva la porta. Ma i fantasmi di una rimonta completa vengono scacciati dall’espulsione di Tarascio, il Donia riprende coraggio e torna in vantaggio con un tiro a dire il vero per nulla irresistibile che l’estremo difensore Lamarra non riesce ad intercettare. Il Picerno fa di tutto per agevolare il compito del Donia, concludendo il match in 9 uomini. C’è tempo anche per assistere all’errore dal dischetto di La Porta, ma i tre punti sono ormai in cassaforte.

Stefano Favale

Il Donia a Picerno per i tre punti a condizione che…

Il peggior attacco e la seconda peggior difesa del campionato, parliamo del fanalino di coda Picerno, tra l’altro privo di una pedina fondamentale come Giraldi.
Non ci sono attenuanti per Vadacca, servono i tre punti da ottenere con intelligenza tattica e nervi saldi. Per i padroni di casa è ultima spiaggia, il mister è già sul piede di partenza in caso di sconfitta e pertanto non bisogna sottovalutare la voglia di riscatto.
Ma è altresì vero che occorre una prestazione di grande personalità, coraggiosa anche nel secondo tempo e senza troppi calcoli. Tecnicamente i sipontini sono nettamente superiori agli avversari, il Donia non può davvero fallire il colpaccio.

Stefano Favale

Il Donia strizza l’occhio alla Coppa Italia, primo obiettivo?

Non serve più nascondersi, la tanto bistrattata Coppa Italia è improvvisamente diventato un obiettivo stagionale. E’ quanto suggerisce la logica e la suggestione di “rianimare” la fossa dei leoni, ovvero il “Miramare” come ai bei tempi. L’interesse per la squadra sta tendenzialmente scemando, i tifosi vorrebbero che la propria squadra del cuore lottasse finalmente per qualcosa di importante. Con il ritorno di Colombaretti, Gentile e La Porta, la rosa a disposizione di Vadacca è certamente in grado di ottenere una tranquilla salvezza. Il ritardo accumulato in classifica non consente voli pindarici ed ecco la grande opportunità, a dire il vero per caso, la Coppa Italia.
La dea bendata ha sinora accompagnato i sipontini, sempre qualificati ai calci di rigore dopo incredibili sofferenze al cospetto di avversari (San Severo e Campobasso) ugualmente demotivati a proseguire nella “scomoda” competizione.
E allora, ancora una volta davanti al pubblico amico, il prossimo 25 novembre gara unica contro il modesto Isernia. Non finirà ai rigori, ne siamo certi, a condizione che scenda in campo la formazione titolarissima.
Non spezziamo il “sogno” di un’intera città, c’è tempo per riaprire gli occhi…

Stefano Favale

Il Pagellone di Manfredonia-V.Francavilla

Ecco puntuale il Pagellone di Stefano Favale relativo alla gara Manfredonia-V.Francavilla
MANFREDONIA

De Gennaro 7: quasi perfetto, salva in più di un’occasione ma rischia di capitolare con un’uscita avventata al 45′ travolgendo Vergori e concedendo una grossa chance a Masini;
Vergori 6,5: attento e grintoso quanto basta, giusta personalità, peccato per l’ingenuità che gli costa il giallo;
Romeo 6: lotta e non si risparmia, spesso senza fronzoli ma il suo “liscio” per poco non regala il pari agli avversari;
Colombaretti 7: prestazione ineccepibile, esperienza da vendere e tutto il reparto ne giova improvvisamente;
Gentile A. 6,5: nella doppia veste di play ed incontrista si disimpegna bene, a centrocampo lotta su ogni pallone ma non è ancora al 100%;
Stajano 6,5: anima e grinta, ma tecnicamente ci aspettiamo di più da lui. Serve coraggio anche in fase offensiva;
Ciampa 7: ottima prestazione condita anche dal coraggio di una conclusione dalla distanza; la sua presenza è fuori discussione nell’11 titolare;
De Vita 6,5: si scontra con la fisicità degli avversari, ma è sgusciante ed imprevedibile come sempre;
Lorito 6: il suo innesto non sortisce gli effetti sperati dal mister, ma non si tira mai indietro;
Pompilio 6,5: un gol da cineteca e lampi di classe, gli manca però la continuità;
Totaro 6: rinforza la metà campo nel momento di maggior forcing della Virtus;
Bozzi 6: pochi gli spazi disponibili, fa quel che può per allertare la difesa ospite;
La Porta 6,5: Re Antonio torna da protagonista con un gol in zona cesarini, ovviamente è a corto di preparazione atletica.

Vadacca 6,5: pur non convincendo appieno nei cambi effettuati, il risultato gli dà ragione. Il gol lampo di Pompilio gli facilita il compito, un pizzico di fortuna lo accompagna negli episodi ma stravince il duello con l’amico/rivale Calabro.

V. FRANCAVILLA: Albertazzi 4,5; Bartoli 6; Conti 6,5; De Toma 5,5; Liberio 5,5;Galdean 5 (Villa 4,5); Gallù 5,5; Ciarcià 5; Risolo 5; Masini 4,5; Montaldi 5.
Calabro 5

Stefano Favale

Calabro e il tabù Miramare, il Donia fa la…Virtus

Il Manfredonia festeggia con merito la sua seconda vittoria stagionale in campionato al cospetto di una Virtus inguardabile e sprecona.
Passo indietro per i ragazzi di Calabro, presuntuosi e spreconi al contrario dei sipontini, umili e cinici.
Pronti e via ed arriva il primo boato del pubblico locale: al 6′ eurogol di Pompilio dai 20 metri con la sfera che assume una parabola discendente che beffa l’incerto Albertazzi. La reazione degli ospiti, colpiti a freddo, si affida in realtà a due errori grossolani della difesa del Donia al 14′ e al 45′ ma prima Montaldi e poi Masini sprecano incredibilmente. Calabro inserisce Villa, non in grande forma però, e propone un Francavilla a trazione anteriore. Il Donia però regge la forza d’urto disordinata degli avversari e ribatte colpo su colpo sino al gol del definitivo 2-0 di La Porta al 92′.
Nel mezzo un’uscita provvidenziale di De Gennaro su Masini lanciato a rete ed una colossale palla gol spedita in curva dallo stesso Masini.
Grinta e cuore per i sipontini, tanti errori di mira ed un pizzico di sfortuna per i salentini comunque colpevoli di un atteggiamento molle e presuntuoso.

Stefano Favale

Il Donia supera il Campobasso e riabbraccia La Porta

Rocambolesca qualificazione al terzo turno di Coppa Italia Serie D ai danni del Campobasso. Ancora una volta è la lotteria dei rigori a decretare la squadra vincitrice, dopo il San Severo si arrendono anche i molisani.

Gara scialba, apprezzabili solo i primi 20 minuti dei sipontini poi tanta imprecisione e svogliatezza da ambedue le parti. Prima frazione di gara con i padroni di casa subito avanti al 4′ con La Forgia (scuola Barletta) ed un Pompilio smanioso di lasciare il segno. Almeno un paio di occasionissime sprecate e, come sempre accade quest’anno, gli ospiti sorprendentemente trasformati ad inizio ripresa con l’immediato pari di Carminacci al 4′ e poi la “dolce” attesa dei rigori.
La mancanza di coraggio premia dunque i sipontini (6-5) e condanna il Campobasso.
Nel finale l’eroe Tucci commette un’ingenuità e si fa espellere, salterà il prossimo turno.

Ma la notizia del giorno è il nuovo “matrimonio” con Antonio La Porta, che garantisce a Vadacca qualità ed esperienza da vendere.
Il Donia è quindi lo stesso della seconda parte della scorsa stagione, la salvezza non deve sfuggire.

Stefano Favale

Il punto sulle giovanili del Manfredonia Calcio

Sono ripartiti i campionati di tutto il settore giovanile. La Juniores di mister Vergura, gli Allievi regionali di Luigi Renis ed i Giovanissimi regionali di mr Antonio Marinaro.

La Juniores, giunta alla quinta giornata, sfata il tabù del gol con Amoruso e centra anche la prima vittoria stagionale al cospetto del Lamezia Terme.

Gli Allievi, alla terza giornata, bissano il successo di una settimana fa e sfornano una super prestazione contro la capolista Trinitapoli, squadra costruita per vincere il campionato ma che al Miramare incassa un sonoro “poker”. I ragazzi di Renis dimostrano sia il loro valore che la qualità delle trame di gioco. Le realizzazioni tutte di ottima fattura: il primo segnato di tacco al volo e spalle alla porta da Tommaso Fatone (alla Ibrahimovic) magistralmente servito da Vittorio Genchi, il secondo segnato dallo stesso Genchi con estrema freddezza in contropiede servito con un lancio millimetrico da Michele Ciuffreda,il terzo con una punizione alla Pjanic di Paolo Brigida e l’ultimo segnato da Ernesto Castigliego dopo una bellissima azione di contropiede.

Infine i Giovanissimi di Marinaro che, dopo aver vinto le prime due partite segnando ben 10 goals hanno perso a San Giovanni la terza partita per 3 a 2 , di Muscatiello ( il fuoriclasse della squadra) e Troiano le marcature.

Stefano Favale

Gallipoli ultima spiaggia per Vadacca?

Gara da dentro o fuori per Gallipoli e Manfredonia, impelagate nei bassifondi della classifica. Ma se i salentini sono reduci da due buone prestazioni arricchite da una vittoria, non si può dire altrettanto per i sipontini in piena crisi d’identità. il misero bottino di 6 punti raccolti nelle prime 8 giornate, di cui 5 in casa, è molto più di un campanello d’allarme. Al di là di alcune lacune tecniche, è indubbio che il mister Vadacca abbia delle responsabilità sulle scelte e sulle strategie in corso. Si confida nelle prestazioni dei rientranti Colombaretti e A.Gentile, ma di contro i biancocelesti saranno orfani di Pompilio, Palumbo e Lenoci al “Bianco” di Gallipoli. I salentini recuperano tre pilastri come Franzese, Frigerio e Rosato, ma perdono Mbida e Buccarella.
Occhio ai salentini, hanno una gran voglia di rivalsa e partono favoriti. I ragazzi di Vadacca sono attesi da un impegno difficilissimo, guai a sottovalutare gli avversari e a barricarsi come spesso avviene in trasferta. Vadacca è avvertito, servirà tanto mordente e coraggio domani per ottenere un risultato positivo.

Stefano Favale

Manfredonia-Pomigliano 2-4 ora è crisi, la società annuncia 2 rinforzi

Ennesima battuta d’arresto dei sipontini al cospetto di un Pomigliano certamente più cinico ed esperto.

Vadacca mescola ancora una volta le carte, rinunciando ai vari Bruno, Totaro, Lenoci e De Vita dal 1′. Il suo 3-4-2-1 in fase di possesso si trasforma in un 5-4-1 in fase difensiva.

Il Pomigliano è squadra assai attrezzata e lo si capisce sin dalle prime battute. All’8′ ospiti già in vantaggio con un gran tiro dai 20 metri di Galizia, colpevolmente libero, con la complicità di un incerto De Gennaro. Al 20′ l’ex Mignogna, sempre dalla distanza, coglie un clamoroso palo con la sfera che carambola sulla linea di porta senza varcarla. Pericolo scampato e gol del pari: Vergori in rovesciata, sugli sviluppi di un corner, illude il pubblico di casa. Il Donia è galvanizzato, gli ospiti intimoriti e la gara si fa equilibrata con occasioni da ambedue le parti.

Ad inizio ripresa una magia di Bozzi, servito egregiamente da De Rita, ribalta momentaneamente il risultato. Ma è solo un’illusione: entra Prisco, Vadacca risponde inserendo Totaro e passando al 4-4-2 speculare. I sipontini arretrano, come sempre, gli avversari si riversano in avanti concedendo spazi a De Rita & C. che però non chiudono i conti.
E così due rigori, il secondo contestatissimo, consentono al Pomigliano di riportarsi avanti con Perna e Galizia. Vani i tentativi generosi del Donia di scardinare la difesa ospite, anzi è Prisco in pieno recupero a calare il poker.

Pomigliano in estasi, Donia nel purgatorio dei playout.
Intanto la società biancoceleste annuncia il tesseramento di COLOMBARETTI e A.GENTILE già in forza nella passata stagione per dare una svolta ad una stagione sinora di grande sofferenza.

TABELLINO

MANFREDONIA (3-4-2-1): De Gennaro; Romeo, Vergori, De Filippo; Palumbo (79′ Bruno), Stajano, C. Gentile, Lorito (85′ De Vita); Pompilio (60′ Totaro), De Rita, Bozzi.
A disposizione: Tucci, Gatta, Lenoci, Ese, Albanese. All. Vadacca.
POMIGLIANO (4-3-2-1): Vitale; Russo, Manzo, Di Girolamo, La Mura; Pontillo, Liberti (67′ Viscusi); Mignogna (59′ Prisco), Guadalupi, Galizia; Perna (75′ Panico).
A disposizione: Caliendo, Rea, Visciano, Di Finizio, Labriola, Esposito. All. Feola

Arbitro: Sig. Feliciani di Fermo.
Assistenti: Giarratano e Carrelli di Campobasso

Marcatori: 8′ e 80′ (rig) Galizia, 22′ Vergori, 49′ Bozzi, 72′ (rig) Perna, 94′ Prisco

Ammoniti: Romeo, Palumbo e Bruno
Note: presenti circa 1000 spettatori, con piccola rappresentanza ospite. Corners: 5-4; Recuperi: 2’+4′

Il pagellone di Manfredonia-Serpentara

Diamo voce al campo, ecco il pagellone:
MANFREDONIA

DE GENNARO 6: incolpevole sui due gol, coraggioso nelle uscite è in crescita;
PALUMBO 5,5: non chiude in occasione del raddoppio ospite, soffre in fase di marcatura perchè non ha queste caratteristiche, va spostato a centrocampo nel 3-5-2;
ROMEO 5,5: non lesina impegno ma soffre anche lui, ma attenzione la responsabilità è anche del mancato filtro del centrocampo;
GENTILE 6-: da dimenticare alcune sue conclusioni, tuttavia è il faro della manovra seppure lento e poco autoritario;
BRUNO 5,5: idem Romeo;
PELLEGRINO 5,5: ordinato tatticamente, ma spinge assai poco sulla fascia;
LORITO s.v.
ROMITO 5,5: non ha lo smalto dei tempi migliori, ma il suo impiego da esterno richiede un enorme dispendio di energie. Deve giocare da interno, Vadacca rifletta;
STAJANO 6-: il ragazzo ha qualità ma è ancora troppo timido, vorremmo vederlo nel vivo della manovra;
BOZZI 5,5: ha pochi palloni giocabili, tanto per cambiare, svaria tantissimo in area di rigore;
POMPILIO 5,5: delizioso il tocco che innesta la rete del vantaggio, ma da lui ci aspettiamo molto di più;
DE VITA 6,5: il migliore finchè Vadacca, inspiegabilmente, decide di sostituirlo. Ottimo il movimento smarcante sull’1-0;
MOLENDA 5,5: gioca largo sulla sinistra e qualche grattacapo lo crea alla difesa ospite, ma è lezioso nelle conclusioni;

VADACCA 5: il modulo non convince, Bozzi è troppo isolato, la sostituzione di De Vita ed il mancato ingresso di De Rita non trovano consensi. Mancano schemi sui piazzati, non si può cambiare formazione ogni domenica. Bene il finale con palla a terra e ricerca continua degli esterni, è da qui che bisogna ripartire. Occorre una più chiara visione della gara in corso, è mancato il coraggio di giocare con 4 punte sull’1-2 in superiorità numerica.

Il pagellone di Manfredonia-Taranto (1-2)

Torna a grande richiesta il temuto pagellone delle gare del Manfredonia Calcio.

MANFREDONIA

Tucci 5: non è pronto e si vede, grave ingenuità sul secondo gol e troppo spesso lontano dai pali;
Romeo 5: legnoso e farraginoso, i suoi rilanci sono facile preda degli avversari;
Palumbo 5,5: il suo compito è limitato a difendere, abbastanza reattivo;
Gentile 5: lento e prevedibile, non entra mai in partita;
Vergori 5,5: l’insicurezza di Tucci si riflette anche su di lui, più nervoso del solito;
Ciampa 6: una ripresa in crescendo per la rivelazione in casa Donia, molto interessante;
Romito 5: appare in non buone condizioni atletiche, il capitano tornerà presto in forma;
Bozzi 7: fa reparto da solo e delizia il pubblico con un gol straordinario;
Molenda 6: primo tempo in sordina, ma ripresa convincente;
Lenoci 6: il ragazzo è di categoria superiore, netto il calo nella ripresa però;
Pellegrino s.v.
De Vita 5,5: ha la palla del 2-2 ma non è scaltro, tuttavia i numeri li ha;
De Rita s.v.
Vadacca 5: perplessità su alcune scelte tecniche , come quella di sostituire Ciampa nel suo momento migliore. Ora Max ha certamente le idee chiare sul prossimo 11 titolare.

TARANTO

Pizzaleo 6,5; Lecce 6; Pambianchi 6; Chiavazzo 6,5; D’Angelo 6; Guardiglio 6; Ammirati 6,5; Marsili 7; Genchi 8; Russo 7; Improta 7. Cazzarò 6,5

Manfredonia – Fidelis Andria 2-2
Il Donia ferma la capolista

De Vita

Circa 3.300 spettatori fanno da cornice ad una straordinaria gara per intensità e colpi di scena. La Fidelis Andria si presenta da capolista con grandi nomi e l’esordio di Volpicelli. Il Donia, orfano di La Porta, Stajano e C.Gentile, presenta il neoacquisto Colombaretti e il portierino Barcellona dal 1′. In panchina il rientrante De Rita, per lui gli ultimi minuti del match.
3-4-2-1 per i locali, 4-3-1-2 per Favarin che bissa il 2-2 di un anno fa sulla panchina del Bisceglie.
Approccio alla gara con grande personalità dell’Andria, che cerca e trova il vantaggio in apertura con Moscelli. Per la verità Fiore era a terra e probabilmente il Donia si aspettava che l’attaccante andriese arrestasse la propria corsa, pertanto polemiche proseguite al termine con ben 3 espulsioni.
Al 22′ il raddoppio di Matera, su indecisione di Barcellona e rinvìo corto di Vergori. La Fidelis appare appagata e nel finale rischia un paio di volte. Al 45′ Rizzi si fa espellere per doppia ammonizione, un’ingenuità grossolana.
La ripresa ha un altro copione: i sipontini tirano fuori l’orgoglio e la grinta. Al 59′ accorcia Del Prete su rigore provocato dal superlativo De Vita con l’espulsione di Bova, e addirittura il talentuoso ’95 pareggia i conti al 71′ con un tiro al volo in corsa. Il Miramare diventa una bolgia, l’Andria è frastornata e quasi incredula come i circa 1200 tifosi giunti dal centro barese. Una traversa e un miracolo di Barcellona negano nel finale la vittoria agli ospiti che si riversano in avanti rischiando anche in contropiede. Del Prete rischia di beffare Cilli nel recupero…
Mini rissa nel finale, a gara terminata, con tre espulsi.
Insomma gara vera, maschia e intensa come poche. Nervosismo a fior di pelle, Donia premiato per il coraggio e l’audacia mentre la Fidelis è rimandata: bella a metà.

Le pagelle di Manfredonia-Monopoli con tante insufficienze

Ecco puntuali le nostre pagelle critiche e assai “temute”…relative alla gara MANFREDONIA-MONOPOLI (1-0):

MANFREDONIA

Addario 5: la sua uscita a vuoto rischia di compromettere seriamente la gara; incerto nei rilanci di piede, meglio tra i pali;
Cassandro 6: esordio sufficiente per il nuovo arrivato (al posto di Simonetti), da rivedere;
Vergori 7: il suo salvataggio sulla linea equivale ad un gol; prende per mano la difesa con grande spirito di sacrificio;
Vairo 5,5: è in rodaggio, gli manca il ritmo partita e si vede;
Forte 5,5: fa quello che può, non è la sua partita;
Basta 5,5: apprezzabili alcuni suoi numeri ma poi la voglia di strafare lo penalizza;
Stajano 6: lotta ed è autore di una bella conclusione nel primo tempo, non male;
Gentile C. 5,5: meno brillante del solito, ma è gara maschia non di fioretto;
Rizzi 5,5: nè punge e nè tiene la marcatura; ha l’attenuante di giocare fuori ruolo;
De Vita 6,5: si dà un gran da fare, sta crescendo tantissimo e la sua tecnica disorienta gli avversari;
La Porta 7,5: gran gol, assist ed una prestazione generosa a tutto campo; un grande professionista, il vero trascinatore del Donia;
Coccia 5,5: corre parecchio ma meno brillante del solito.
Vadacca 6,5: ha il merito di rigenerare i ragazzi, il coraggio di rinunciare a Del Prete e finalmente un pò di grinta dalla panchina.

MONOPOLI

Turi 5; Librano 5,5; Esposito 5,5; Castaldo 5,5; Pinto 5; Difino 6; Laboragine 5,5; Salvestroni 5; Grimaudo 4; Manzo 5; Murano 5; Branicki 5. All: Passiatore 5.

Stefano Favale

Cuore Donia, i sipontini ritrovano il sorriso

Antonio La Porta

Una prodezza del solito La Porta regala ai sipontini 3 punti pesanti e soprattutto un pò di tranquillità. Certo pesa come un macigno nell’economia del risultato il clamoroso errore di Grimaudo sullo 0-0 che avrebbe potuto cambiare volto alla gara. Vadacca si affida al 3-4-3 senza punte di ruolo (ancora bocciatura per Del Prete), Passiatore allo speculare 4-4-2. I sipontini appaiono più reattivi e determinati del solito e imprimono al match un ritmo alto. Pressing e agonismo rendono la gara maschia ma corretta. Bisogna attendere il 30′ per la prima conclusione di un certo rilievo: Stajano dalla distanza ma Turi osserva la traiettoria della sfera che finisce a lato. Al 39′ il diagonale di Manzo fa la barba al palo con Addario disteso in tuffo. Al 47′ Addario “liscia” clamorosamente un rinvìo di piedi ed innesca Grimaudo tutto solo a porta sguarnita, ma perde l’attimo e si fa anticipare da Vergori sulla linea di porta. Incredibile errore. I ritmi nella ripresa si abbassano, ai biancoverdi è gradito il pari ma ecco che l’equilibrio è rotto dalla prodezza di La Porta su punizione a scavalcare la barriera. Inutili i cambi di Passiatore, la sua squadra è imprecisa in zona tiro e molle nell’atteggiamento. Il Donia sfiora il raddoppio al 80′ con De Vita che calcia addosso all’accorrente Turi. Termina quindi 1-0 per i biancocelesti una gara tecnicamente modesta ma valida sotto il profilo agonistico.

Stefano Favale

Manfredonia Francavilla 0-2
Tonfo del Donia, black out totale

Elio Di Toro

Sconfitta meritata del Donia davanti ai propri tifosi al cospetto di un Francavilla ordinato e con uno stratega eccellente: Lazic.
Il tecnico slavo imposta una gara di contenimento nella prima frazione e poi gioca i suoi jolly nella ripresa. L’eurogol di Picci al 71′ è anche la fotografia della difesa biancoceleste. Addario è mal piazzato e la barriera non sistemata. Sperandeo al 74′ chiude i conti con una giocata deliziosa.
Ecco appunto la tecnica fa la differenza, la tattica pure a dire il vero. Il disordine tattico del Donia non piace a nessuno, la corsa oggi non c’è e i passaggi sbagliati. Errori di formazione, giocatori fuori ruolo e primo tempo regalato agli avversari. Ora si fa dura la corsa alla salvezza. Nel mirino Ds, per il mancato affare Di Masi e altre operazioni evidentemente non riuscite.

Manfredonia (4-3-2-1): Addario, Fiore, Rizzi, Franco, Vergori, Coccia, Basta, A. Gentile (68’ Scippo), Simonetti (68’ C. Gentile), La Porta, De Vita (83’ Molenda). A disposizione: Barcellona, Forte, Ricucci, Zaccaro, Vairo, Totaro. All. Vadacca

Francavilla (4-3-2-1): Leopizzi, Russillo, Nicolao, Roselli, Ranieri, Di Giorgio, Morsillo, Gasparini, Picci (83’ Pioggia), Sindic (61’ Mansour), Lancellotti (46’ Sperandeo). A disposizione: Rana, Marziale, Cupparo, Bitetti, Donnadio, Fanelli. All. Lazic

Arbitro: Sig. Milardi di Torino
Assistenti: Urselli e Baldassarre di Taranto
Marcatori: 71’ Picci, 73’ Sperandeo
Ammoniti: Fiore, Rizzi, Russillo, Lancellotti.
Espulsi: nessuno
Note: presenti circa 1000 spettatori; osservato un minuto di raccoglimento per commemorare un tifoso della Sud; Corners: 3-3; Recuperi: 2’+4’

Stefano Favale

Di Masi, clamoroso retroscena sul mancato trasferimento al Donia

Giuseppe Di Masi ci svela in esclusiva gli incredibili retroscena del mancato arrivo in riva al golfo, per fare chiarezza…

L’estremo difensore foggiano, classe ’81, con trascorsi nel Foggia, Reggiana, Acireale, Sangiovannese, Barletta ed Avellino è stato davvero ad un passo dall’indossare la casacca biancoceleste.

E’ proprio il diretto interessato a svelarci l’antefatto: “Sono stato contattato telefonicamente dal Ds Elio Di Toro, il quale ha manifestato interesse nei miei confronti e gli ho dato piena disponibilità ad un incontro. Io risiedo in Sicilia e quindi, seppur senza alcuna certezza, ho accettato volentieri di raggiungere subito la splendida città di Manfredonia. Al mio arrivo ho iniziato ad allenarmi al “Miramare” con la squadra ed ho avuto modo di incontrare Di Toro , che conoscevo già, e il Direttore Generale Nardacchione. Avevamo raggiunto verbalmente persino un accordo economico di massima, in secondo piano rispetto alla mia ferma volontà di indossare la gloriosa maglia biancoceleste. Di comune accordo con la dirigenza sono rientrato momentaneamente in Sicilia, dove risiedo, prima di trasferirmi definitivamente a Manfredonia e riprendere gli allenamenti per tornare in forma.”

A questo punto la domanda sorge spontanea: ma allora perchè la trattativa, ormai definita, è improvvisamente saltata? e Di Masi senza scomporsi risponde alla nostra legittima curiosità: “Ricevetti un’ulteriore rassicurazione telefonica da Nardacchione appena rientrato a casa mia, con l’accordo che sarei rientrato lunedì 8 settembre a Manfredonia. Ma, con grande stupore, nel leggere del tesseramento di un altro portiere provai a contattare successivamente sia Di Toro che Nardacchione senza tuttavia alcuna risposta da parte loro. Ad oggi nessuno della dirigenza mi ha telefonato, nessuno mi ha comunicato nulla. A dire il vero mai nella mia carriera avevo vissuto un’esperienza simile, a Di Toro e Nardacchione rimprovero una scarsa correttezza e serietà. Ai tifosi del Manfredonia invece il mio personale “in bocca al lupo”, avrei voluto davvero indossare questa maglia ma non è stato possibile.”
E nell’augurare a Di Masi le migliori fortune calcistiche, non possiamo non restare allibiti dinanzi ad un simile comportamento…

Stefano Favale

Bisceglie Calcio, un pareggio che fa riflettere in vista di Manfredonia

Un’immagine dell’ultimo Manfredonia-Bisceglie (foto: ilsipontino.net)

Nonostante il buon gioco espresso per larghi tratti dell’incontro, il Bisceglie non è riuscito a venire a capo di un Potenza non spettacolare ma prettamente cinico. Ne è venuto fuori un 1-1 dove a nulla è servita la prodezza di Patierno, vanificata dal gol di Di Senso dai 35 metri, complice un Licastro fuori posizione.

Un Bisceglie sfortunato anche con i due legni consecutivi colpiti in virtù della finezza di Nicola Lanzolla, il quale ha visto rimbalzare la sfera dapprima sulla traversa, poi sul palo e successivamente sulla linea di delimitazione della porta; resta l’amaro in bocca in questo primo turno del campionato di serie D per le amnesie giunte in fase conclusiva, diversamente da quanto è accaduto nei primi due impegni ufficiali contro Gallipoli e Brindisi in cui il team allenato da Claudio De Luca ha messo a referto ben sette centri.

Anche il tecnico di Castellana commenta con rammarico nel dopogara, difendendo a spada tratta il proprio giovane baluardo per l’infortunio sul gol del pareggio:

Capisco la delusione dei tifosi e di tutti per un risultato che non ci premia. Purtroppo paghiamo a caro prezzo le tante occasioni non concretizzate nel primo tempo. Dovevamo chiudere il match e legittimare il risultato, cosa che è avvenuta soprattutto nel primo tempo ma anche nella ripresa. Il calcio purtroppo è anche questo, quando sbagli troppo alla fine paghi a caro prezzo.
Dobbiamo continuare a lavorare partendo dall’ottima prestazione fatta al cospetto di una squadra quotata come il Potenza. I ragazzi hanno dato tutto e non posso che elogiarli per questo. Licastro è ancora giovane ed è evidente che dopo l’errore ha perso tranquillità.

Nessuna giornata di riposo per i neroazzurri: dal lunedì i ragazzi cari al presidente Nicola Canonico hanno subito svolto un allenamento defatigante per riprendersi al meglio in vista del match di Coppa Italia serie D contro il Manfredonia, in programma mercoledì sera dalle ore 20:00.

Nell’incontro da svolgersi presso lo stadio “Miramare” del territorio sipontino, la formazione neroazzurro stellata scenderà in campo con il tandem offensivo Gallaccio-Lacarra, il primo recuperato dopo un infortunio che ne ha bloccato l’esordio ufficiale ed il secondo disponibile solo in Coppa in virtù dei quattro turni di squalifica in campionato. Per i biancocelesti allenati da “Re Donia” Massimiliano Vadacca, l’opportunità di riscattare la sconfitta per 3-1 patita al “Simonetta Lamberti” contro la Cavese.

Bartolomeo Pasquale

Il Manfredonia tra mercato e campo. Attesa per il verdetto Covisod.

Manfredonia

Primi giorni di ritiro per il Manfredonia, ancora in attesa del verdetto definitivo della Co.Vi.So.D. sull’iscrizione in serie D.

Da lunedì 28 un gruppo di calciatori ha cominciato gli allenamenti sotto gli occhi di mister Vadacca. L’organico attuale vede al proprio interno ventidue elementi, con soli 9 “over”, e con più della metà degli elementi “under”. Il progetto è chiaro: una squadra con qualche elemento di esperienza, ad integrare una rosa fatta pressoché di giovani.

Vicino il rientro di Antonio Gentile, classe 93′, visto a Manfredonia lo scorso anno. Possibilità di successo anche per la permanenza del capitano Ivan Romito.

Intanto sabato 2 agosto esordio stagionale al Miramare contro la Primavera del Lanciano.

L’altro fronte caldo, e sicuramente  più importante, è quello riguardante il verdetto ufficiale e definitivo della Lega atteso entro il 31 luglio, quando si avrà l’ufficialità sui responsi delle documentazioni fornite alla Lega. Solo in quel momento si potrà conoscere in quale situazione il Manfredonia affronterà il campionato di Serie D, con inizio il 7 settembre.

manfredonianews

Mister Vadacca

Manfredonia – COVISOD: il primo verdetto è…

La CovisoD ha già comunicato al Manfredonia, così come a tutte le 167 società aventi diritto, l’esito della verifica della documentazione ricevuta e necessaria all’ammissione in Serie D…

…l’anomalo silenzio mediatico degli ultimi giorni unitamente a certe interviste “precostruite” rilasciate ai soliti organi di stampa filosocietari prima del 18 luglio, sarebbe prova delle nostre indiscrezioni esclusive: la CovisoD avrebbe rilevato deficienze nella documentazione ricevuta.

L’avevamo scritto che con ogni probabilità il verdetto finale sarebbe giunto dopo una prima bocciatura e così sembrerebbe, salvo che la società ci smentisca e ne saremmo davvero lieti.

Le nostre fonti e deduzioni logiche molto elementari ci inducono a ritenere una deficienza economica. Oltre alle spinose liberatorie, ma per quelle la società avrà ancora tempo per rimediare e se la caverà con punti di penalità, sarebbero le garanzie bancarie il vero ostacolo.

Ma il buon Dg Nardacchione starebbe lavorando alacremente in tale direzione, pertanto restiamo fiduciosi sul buon esito.

Il Donia ha tempo fino a venerdì 25 per completare l’invio della documentazione necessaria all’ok della Lega.

Un’ultima indiscrezione: sembrerebbe che Sdanga & C. abbiano espressamente richiesto l’inserimento nel girone F, ritenuto più abbordabile.

In conclusione confermiamo tutte le nostre anticipazioni: SARA’ ANCORA SERIE D, sebbene con penalizzazione.

Attendiamo ora il verdetto ufficiale e definitivo della Lega atteso entro il 31 luglio.

manfredoniasport.net

Intervista esclusiva a Matteo Vairo, dirigente e osservatore Lazio Calcio

In attesa di scrivere la parola fine ad una stagione che nessuno ricorderà, è tempo di addii annunciati e non…

Dopo i vari Collicelli, Ognissanti, Mangano e Ciampi tocca ora a Matteo Vairo da noi contattato telefonicamente.

Alla nostra precisa domanda circa il suo attuale rapporto col Manfredonia Calcio, Matteo è molto chiaro: “Sebbene ogni carica dirigenziale sia scaduta naturalmente in data 30/06/14, tuttavia non ho ricevuto alcuna comunicazione né scritta né verbale in merito. Ricordo a tutti che mi era stato assegnato il ruolo di Responsabile dei Rapporti Istituzionali a titolo gratuito a partire dal luglio ’13. Non avendo ottenuto alcun riscontro sul mio operato, mi sono lentamente defilato sino ad occupare l’attuale ruolo di dirigente/osservatore della Lazio a livello nazionale.”

Che dire? Che senso ha affidare un incarico ad una persona e poi non avvalersi delle sue prestazioni gratuite? Specie all’alba di una stagione rivelatasi straziante e con pesanti esposizioni debitorie? Progettualità e managerialità assenti.

Ma proseguiamo chiedendo a Matteo di farci qualche esempio concreto, e qui è come mettere il dito nella piaga di una stagione affrontata senza alcuna programmazione:

“In quel periodo, luglio ’13, venni contattato dal Presidente Sdanga ed invitato ad un incontro con il neo Dg Di Toro. In quell’incontro fu stabilito che io ed Elio, che stimo, saremmo divenuti i responsabili dell’area tecnica. Mi misi subito al lavoro e, forte delle mie conoscenze, rassicurai tutti sulla necessità di allestire urgentemente una buona squadra. Tanti, tantissimi i calciatori reclutabili anche da serie superiori, non c’era nessun problema. Segnalai ad esempio il mister De Giovanni per il settore giovanile (vincitore Campionato Allievi Nazionali a Foggia) e Pino Giusto, mentre tra i calciatori Schiavone (ex Chieti). Inoltre gli ottimi rapporti con la Lazio, Genoa e Bari mi avrebbero spianato la strada per richiedere ragazzi in prestito. Insomma c’era da parte mia tanta voglia di dare una mano alla squadra della mia città a titolo completamente gratuito, ma purtroppo non è andata come speravo”.

Senza parole in effetti…che senso ha avuto tesserare una miriade di calciatori (neanche tanto economici) non disponendo di un budget adeguato? Sì è vero alcuni imprenditori si sono poi defilati, ma sulla parola non si fanno acquisti. E’ evidente che non c’era alcuna volontà di far entrare Matteo nella grande “famiglia” del Manfredonia Calcio. Ma ora i rimpianti potrebbero trasformarsi in qualcos’altro.

Ora, come detto, Matteo rappresenta la Lazio e gli chiediamo se è precluso ogni tipo di collaborazione futura tra Lazio e Donia: “Nulla è precluso, ma è chiaro che l’approccio amichevole alla trattativa con i vertici della Lazio non è più possibile, si viaggerebbe sulle mere formalità e quindi nessun canale preferenziale ora. Ben diversa era la situazione ad aprile, ad esempio, quando in occasione del Convegno sui Settori Giovanili da te e Mancini organizzato il Gen. Coletta si rivolse a Sdanga con grande apertura, e quest’ultimo rispose che avrebbe interloquiato con me.”

Che opportunità gettata alle ortiche! Il Responsabile Unico del Settore Giovanile della Lazio con un sorriso “apre” ad un dialogo con una squadra dilettantistica…un’occasione irripetibile! Ora che sia Lazio, Fiorentina o Roma poco importa, è questo il futuro: L’AFFILIAZIONE, ovvero progettualità, managerialità, risorse economiche: toh…tutto ciò che è mancato nella scorsa stagione!

Un’ultima domanda, ovvero dove avrebbe potuto arrivare il Donia con Di Toro e Vairo in sinergia: “Play off di certo! avremmo allestito una bella squadra a costi bassi, ma se non hai la possibilità di metterti alla prova non puoi essere giudicato.”

Concordiamo, la profonda mediocrità dell’ultimo Campionato di D avrebbe catapultato il Donia al 4/5 posto tranquillamente. Manca la controprova ovviamente, ma di certo bastava davvero poco: la stessa squadra che a giugno aveva vinto i playoff era sufficiente a raggiungere il nobile traguardo. PERCHE’ L’HANNO SMANTELLATA? Mah…

Stefano Favale

Manfredonia, la piazza è profondamente delusa

Elio Di Toro

Una stagione vissuta tra mille palpitazioni, errori tecnici ed una mancata progettualità. L’improvvisazione è di casa a Manfredonia e la gente sportiva comincia a disinnamorarsi del calcio.
Settimana decisiva, è il momento di evitare altre vertenze e liquidare gli emolumenti dovuti ai ragazzi meritevoli di una salvezza straordinaria.
E poi si cercherà di programmare la nuova stagione, si spera senza ripetere alcuni grossolani errori.
Intanto è pressochè certa la conferma di Vadacca sulla panchina, mentre per il Ds Di Toro suonano le sirene da Andria…sarà vero?

La figuraccia del Manfredonia al Gran Galà del Calcio

E’ la fotografia di un’intera stagione, un autogol ancor più clamoroso di quello di Monti…

Il Manfredonia Calcio infatti, con la sua volontaria assenza, decide di non rendere gli onori di casa alle tante dirigenze calcistiche della provincia e oltre presenti al grande evento sportivo.

Un’apatia ormai trasmessa anche ai tifosi, sfiduciati e rassegnati dinanzi allo strazio dell’ultima stagione.

Accoglienza, ospitalità, cordialità, fair play, ovvero alcuni dei principali valori sportivi emersi nel corso della serata che appartengono di certo all’Atletico Vieste, San Marco, Monte Sant’Angelo, San Severo, Foggia, Fidelis Andria.

La diretta televisiva sull’emittente regionale ha mostrato ad un’intera regione una pessima cartolina della città di Manfredonia.

Replica domenica 29 giugno alle 14.00 su Amica9 Tv

Il volo di Lorenzo Granatiero. La storia che ha incantato la città

Lorenzo Granatiero – PH Lucia Melcarne

Il sogno continua per Lorenzo Granatiero. L’avventura all’interno della Juventus Football Club proseguirà ancora per il giovanissimo calciatore sipontino. Questa mattina un breve comunicato stampa della società biancoceleste annunciava questa magnifica notizia. Infatti Lorenzo Granatiero è stato riscattato dalla Juventus. La famosissima squadra italiana che aveva prelevato il giovane talento, tramite un prestito con la società biancoceleste di Manfredonia, ha deciso di scrivere un suo futuro con una personalità talentuosissima come quella di Granatiero. La sua storia assomiglia ad un’ottima sceneggiatura di un film premiato all’ultimo David di Donatello. Una storia che ha emozionato tutta la città. Una storia che ci ha dato la possibilità di essere veramente orgogliosi del nostro paese, dei nostri giovani e dei nostri talenti. Un sogno trasformato in realtà, che ha commosso tutti, dagli accaniti tifosi della tifoseria dello stadio “Miramare” a tutta quella gente non appassionata di sport e di calcio. Tutti orgogliosi e contenti per il futuro della giovanissima promessa “made in Manfredonia”.

Il 15 gennaio del 2014 a svegliare la città sipontina è una notizia entusiasmante. Le più importanti testate giornalistiche nazionali e locali annunciavano l’arrivo del terzino destro classe ’97 del Manfredonia Calcio (Serie D) nel famosissimo club bianconero.

Un talento che aveva catapultato nella ridente cittadina del Gargano tantissimi osservatori dei vari club di calcio della serie A e B. Ogni domenica i migliori osservatori d’Italia seduti sulle gradinate dello Stadio “Miramare” per osservare la bravura disarmante del giovanissimo calciatore sipontino. I primi quindici giorni dell’anno indimenticabili per il nostro concittadino. Le voci di corridoio hanno subito lasciato spazio all’ufficialità. Lorenzo Granatiero passa alla Juventus in prestito, con diritto di riscatto a favore della la società biancoceleste. Il sogno si trasforma in una pura e magica realtà.

Un abisso divide le due realtà. Dalla squadra del cuore della propria città, ad uno dei più prestigiosi e rinomati club del calcio italiano. Un abisso sorvolato grazie al purissimo talento, alla tenacia, ma soprattutto grazie all’umiltà che già all’interno del Manfredonia Calcio, aveva dimostrato la giovane promessa sportiva.

Il giorno dopo l’annuncio ufficiale l’emozione e la gioia vengono materializzate all’interno di un post Facebook sulla bacheca personale di Lorenzo datato giovedì 16 gennaio ore 19.51: “Dal Miramare a Vinovo… Dal Biancoceleste al Bianconero. Dal “Figlio unico” alla “storia di un grande amore” –scrive Lorenzo che prosegue con la gioia e l’orgoglio dell’opportunità ricevuta – Da Oggi sono un giocatore della Juventus! Ringrazio Tutti. Ringrazio la società che ha creduto in me, i mister che mi hanno allenato e mi hanno fatto crescere, i tifosi per tutto l’affetto dato in ogni momento, la gente più cara che mi è stata accanto e i miei genitori”.                            

Il post si conclude con una frase, segno tangibile del profondo amore per la sua città e per la sua squadra, quella squadra che rappresenta l’orgoglio cittadino, che per i primi passi di un giovane calciatore è già un traguardo positivo. “Pensavo durasse di più la stagione con la maglia della mia città, ma la vita è fatta di scelte. Forza Donia!” – queste le ultime parole di Granatiero prima della partenza.

L’impegno e la grinta, due caratteristiche fondamentali dei primi mesi di lavoro all’interno della prestigiosissima realtà sportiva italiana. Ancora una volta è la sua realtà natale a fornirgli il carburante necessario per affrontare questa prossima stagione calcistica. Dopo la divulgazione della notizia dell’acquisto di Granatiero, la città esulta e spera per il suo concittadino, nella speranza di coltivare al meglio il suo talento, raggiungendo ancora traguardi prestigiosi ed importantissimi.

Un volo ambizioso quello di Granatiero. Un volo attento e consapevole, lontano dal volo rappresentato nella mitologia greca con la storia di Icaro. L’ebrezza del volo per Lorenzo è stata trattenuta e dosata con l’umiltà, con la consapevolezza del proprio talento e con una grande dose di semplicità. Proiettando e rivisitando nel futuro il mito greco, conviene sempre puntare in alto avendo la consapevolezza del proprio talento e tutte le carte in regola, perché volare basso non conviene a nessuno, essendo costretti ad essere schiacciati dall’inutile e non producente mediocrità. Si deve puntare sempre in alto. Il caso specifico è un esempio lampante. Non dobbiamo limitare il volo dei giovani, non dobbiamo limitare le idee, tutte le possibili energie, i progetti e i sogni delle nuove generazioni. Lorenzo non ha limitato il suo sogno, si è costruito due ali sicure con lavoro e sacrificio e al momento giusto è riuscito ad oltrepassare il sole, vincendo. Un volo sostenuto e rafforzato dalla famiglia, dagli amici e dalla sua città, quella città orgogliosa di avere persone e talenti come te. Ad Maiora Lorenzo!

Felice Sblendorio

Manfredonia: Sono giorni “caldi” in riva al golfo

Nella giornata di venerdì il comunicato da parte della società sipontina, immediata la replica di Troiano, nella giornata di oggi il presidente Sdanga risponde per le rime alle dichiarazioni dell’ex presidente. Troiano: “Io in società? Può darsi, a patto che il presidente non sia più Sdanga”. La replica: “Più che altro, penso si tratti di un problema personale. Fino a quando avrò la fiducia dei miei attuali e futuri compagni di cordata, il sottoscritto rimarrà”

Dall’inattività, ai giorni caldi, non dal punto di vista meteorologico, bensì da quello dei botta e risposta. Dopo settimane di assoluto silenzio, la società sipontina ha rotto gli indugi nella giornata di venerdì con un comunicato in cui veniva spiegato il motivo di questo silenzio e nello stesso tempo gettava le basi per l’immediato futuro. Tra i punti contenuti nella nota di stampa diramata dal sodalizio bianco-celeste, l’invito per Lino Troiano, ex presidente del Manfredonia, a partecipare al nuovo corso che prevede anche l’ingresso da parte di Nardacchione e di un gruppo di imprenditori foggiani. Immediata la replica di Troiano, pronto a rientrare in società a patto che Antonio Sdanga, attuale presidente del club sipontino, non rivesta più tale carica. La giornata di ieri è trascorsa senza particolari sussulti, oggi, invece, arriva la risposta di Sdanga. “Più che altro, penso si tratti di un problema personale – replica Antonio Sdanga -. Il nostro invito era ed è basato esclusivamente sulla base di un rapporto, interrotto lo scorso anno, ma che avremmo voluto riprendere perché con più contributi, con maggiori esperienze a disposizione i problemi di una società calcistica diminuiscono e si risolvono presto. Detto ciò e preso atto delle sue dichiarazioni, dico che fino a quando avrò la fiducia dei miei attuali e futuri compagni di cordata, il sottoscritto rimarrà al proprio posto. Contrariamente, di fronte ad un vero e proprio atto di sfiducia, sarà invece il primo a prendere atto della nuova volontà e a togliere il disturbo. Poi, a fronte di certe sue precisazioni, rispondo che questa società, come da resoconti esibiti, al momento ha un bilancio in pareggio nel senso che vantiamo dei crediti che ci permetteranno di pareggiare la situazione pregressa e quindi la situazione non è drammatica come si crede o la si vuole rendere tale”. Insomma, l’estate sipontina si preannuncia bollente.

Antonio Guerra per Il Mattino di Foggia e Provincia

Il Manfredonia rompe il silenzio: Ecco il comunicato stampa

L’A.S.D. Manfredonia Calcio, dopo diversi giorni di opportuno silenzio ed attenta riflessione, ritiene necessario, attraverso un comunicato ufficiale, far chiarezza relativamente agli “incontri” tenutisi in questi giorni, liberando il campo (una volta per tutte) dalle tante voci di corridoio che si rincorrono in questi giorni in città. Voci che, spesso e volentieri, creano confusione e perplessità tra i tifosi, ansiosi per le sorti del club biancoceleste.

La Società non era in letargo né si è mai “lavata le mani”, disinteressandosi di tutto ciò che circonda l’ambiente e delle conseguenti difficoltà. In questi mesi si è deciso di lavorare “a fari spenti”, evitando inutili proclami e dichiarazioni forzate, per cercare di risolvere gli ormai noti problemi legati alla stagione appena terminata che, nonostante le grosse difficoltà, ha comunque garantito la permanenza nella IV Serie Nazionale alla squadra della nostra città.
Un lavoro duro e febbrile che, grazie anche al supporto ed alla sensibilità del Sindaco e primo tifoso, Angelo Riccardi, ha raccolto i suoi frutti attraverso una serie di fitti incontri con i soci ed altre persone interessate alla causa, al fine di sistemare ogni situazione rimasta in “stand by”, sempre e solo per il bene di e del Manfredonia.

Lunedì 23 giugno 2014 è previsto l’ennesimo incontro tra le parti che, con ogni probabilità, sancirà la definizione di un piano strategico di programmazione per la stagione sportiva 2014/15 (per la quale, precisiamo, l’iscrizione non è mai stata in dubbio e mai lo sarà).
Una riunione decisiva alla quale prenderanno parte: gli attuali soci del Manfredonia Calcio (Antonio Sdanga, Gianni Rotice e Gaetano Vitulano), tutti pronti a rimettersi in gioco per salvaguardare il calcio sipontino, ed il dott. Francesco Nardacchione (rappresentante di un gruppo di imprenditori e professionisti di Foggia), con il quale verrà avviata una collaborazione tecnica, amministrativa e finanziaria per i prossimi anni. Incontro al quale potrebbe (si spera) prender parte anche il sig. Lino Troiano, rappresentante di un altro gruppo di professionisti interessati a dare una mano al club biancoceleste, ma che scioglierà le riserve sulla sua presenza soltanto lunedì.

Elemento imprescindibile per tutti, infatti, sarà l’unità di intenti e vedute del progetto “Manfredonia Calcio”: indispensabile per poter lavorare in serenità e garantire i giusti equilibri all’interno del sodalizio.

A.S.D. Manfredonia Calcio

Una luce in fondo al tunnel per il Manfredonia Calcio?

Qualcosa si muove. Seppur nel silenzio più assoluto di queste settimane (la fine del campionato è targata 4 maggio), col rincorrersi frenetico di voci più o meno attendibili, dalla società sipontina filtra un cauto ottimismo. Un silenzio che non ha voluto dire immobilismo, o stanca attesa verso uno scontato epilogo negativo. Il lavoro per consentire la “salvezza” dell’Asd Manfredonia Calcio, con la conseguente iscrizione al campionato di Serie D, sta proseguendo alacremente, e nel weekend potrebbero arrivare importanti novità in merito. La pesante situazione debitoria è storia nota- si parla di sei mesi di stipendi arretrati per calciatori, staff tecnico e dirigenziale-, e prima di qualsiasi mossa riguardante l’iscrizione, è necessario risolvere la problematica più importante. Infondate le voci per le quali tanti calciatori avrebbero aperto vertenze contro la società per il mancato pagamento degli emolumenti (al momento solo un calciatore si sarebbe mosso in questo senso), circolano indiscrezioni che vedrebbero alcuni imprenditori foggiani fortemente interessanti ad intervenire nella società sipontina. Occorre comunque fare in fretta, e far sì che il lavoro sottotraccia di queste settimane dia i frutti sperati, poiché le scadenze sono imminenti: dal 7 all’11 luglio il termine massimo per l’iscrizione alla stagione 2014/2015 nel campionato di competenza, con la presentazione della documentazione completa (tra cui l’omologazione dello stadio) e la fideiussione bancaria di 31mila euro necessaria all’iscrizione. A ciò vanno premesse le liberatorie dei tesserati, che certifichino l’avvenuto saldo dei debiti regressi.

Il premio “Giovani D Valore”, vinto dalla società sipontina per il girone H, con relativo bonus da 25mila euro, è invece purtroppo un “credito” che potrà essere riscosso solo dopo l’avvenuta iscrizione al campionato, e quindi rappresenta un fondo sul quale non poter contare per uscire fuori dalla situazione attuale. Il Manfredonia Calcio va salvato, e siamo certi che si stia facendo l’impossibile per tenerlo a galla. Lo smacco di un altro fallimento ravvicinato, dopo quello del 2010, sarebbe un fardello troppo pesante da sopportare per una città che attraversa un momento delicato sotto tutti i punti di vista. Tenere il Manfredonia in vita, conservando una categoria come la serie D tornata ad essere una IV Serie, è l’obiettivo immediato e imprescindibile per chi ha a cuore il calcio in questa città.

Graziano Sciannandrone – manfredonianews.it

Manafredonia: Tuffo nel passato

Facciamo un tuffo nel passato. Correva l’anno 1995 ed il Manfredonia era reduce da una stagione disastrosa culminata con la retrocessione dal campionato di Eccellenza a quello di Promozione.
Eppure accadeva qualcosa di straordinario. Il presidente Cozzolini, coadiuvato dal direttore sportivo Facciorusso e dal segretario Pizzigallo, assicurava la continuità del calcio locale. Veniva allestita una squadra competitiva nonostante le poche risorse economiche a disposizione. La guida tecnica veniva affidata a Carmine Caravella, persona schiva e riservata. Ebbene anche i più scettici e sfiduciati si innamorarono presto di quel “giocattolo” che funzionava a meraviglia. Il Miramare tornò ad essere un campo proibito per gli avversari, la Fossa dei Leoni tornò a ruggire.
Il gioco espresso era spumeggiante ed improntato sulla velocità. Sulle fasce giganteggiavano Brigida e D’Arienzo, due terzini con spiccate attitudini offensive che possiamo inconfutabilmente annoverare tra i migliori di sempre. Le loro sovrapposizioni assicuravano cross di qualità e costringevano le difese avversarie ad “aprirsi”. Un’ottima tecnica di base permise loro di realizzare anche alcune marcature. La rosa era ristretta, appena 16 elementi con una panchina imbottita di ragazzi. Tra i pali la sorpresa Pici, autore di belle prestazioni, al centro della difesa lo specialista dei calci piazzati Di Bari ed il baluardo Basanisi. Quest’ultimo, forte nel gioco aereo e spietato nei contrasti, era anche afflitto da problemi fisici ad una gamba ma nonostante ciò era insostituibile. In mezzo al campo il fiorettista Forte assistito dal capitano Balzamo. Brigida venne anche spostato sulla linea di centrocampo con l’inserimento del generoso Miucci a destra della difesa. In avanti il tandem Silvestri-Vaccariello. Il talentuoso e sfortunato fantasista era imprendibile nell’uno contro uno e divenne presto il beniamino dei tifosi con le sue giocate estrose. Seppure orfana di una punta centrale di peso la squadra seppe produrre un gioco apprezzabile e prolifico. I lanci lunghi dalle retrovie divennero una rarità, la manovra era ben orchestrata da Forte che alternava cambi di gioco sulle corsie a precise verticalizzazioni per il duo d’attacco. Fu un testa a testa con il Rutigliano sino alla penultima giornata. La trasferta di Mola (3-3) ed il contemporaneo successo esterno dei baresi sul campo “amico” di Corato (vittoria su rigore a pochi minuti dal termine) sancirono il sorpasso in classifica.
Tra l’altro la gara di Corato iniziò in ritardo rispetto a Mola con il gol vittoria siglato successivamente al triplice fischio finale di Mola. Quindi una palese irregolarità. A nulla valse la vittoria casalinga (4-3) contro il Locorotondo nell’ultimo turno. Ma soprattutto risultò inutile la grande vittoria per 3-1 nel match con il Calimera, seconda dell’altro girone, in quanto non ci furono ripescaggi. Comunque la promozione arrivò puntuale l’anno successivo, a coronamento di due stagioni straordinarie. Il pubblico seguì con interesse la squadra, incitandola sempre in maniera appassionata e con un tifo “rumoroso” anche in trasferta. Si era ricreato il feeling con i tifosi che amavano nuovamente la propria squadra di calcio. Da non dimenticare due eventi eccezionali che avvennero in quella stagione. L’amichevole invernale con il quotato Foggia di Delio Rossi, che dovette arrendersi ai sipontini clamorosamente per 2-1. Di quel match si ricordano le strepitose parate di Pici nel finale che negarono il pari ai “cugini” rossoneri e la prima marcatura di Forte con un tiro al volo dai 16 metri. In primavera la dirigenza riuscì ad organizzare un’amichevole di grande fascino con la Nazionale Militare Italiana. Un evento sino ad oggi unico per la città di Manfredonia. Orfano di Del Piero, impegnato in Champion’s League, il team azzurro contava su elementi di spicco tra cui Pagotto, Pierini, Macellari, Cavallo, Galante, Flachi e Del Vecchio. Fu una giornata indimenticabile per Silvestri, autore di una fulminea doppietta dopo appena 11’. Sotto di due reti la nazionale azzurra iniziò a fare sul serio. Del Vecchio imitò Silvestri con una doppietta personale, poi ci pensò Flachi a fissare il punteggio sul definitivo 3-2. Un risultato di assoluto prestigio per il Donia al cospetto di circa 2000 tifosi. Era iniziata una nuova era, quella della rinascita del calcio a Manfredonia.

Stefano Favale

Manfredonia: la luce sta per arrivare oltre gli interessi

A parte la salvezza sul campo, esclusivo merito dei ragazzi, c’è ben poco da salvare nell’annus horribilis…

La disastrosa stagione appena conclusasi ha dimostrato che occorrono urgentemente nuove idee, capacità, trasparenza ed una ristrutturazione organizzativa a tutti i livelli.

Entusiasmo prossimo allo zero, la piazza merita rispetto.

Occorrono nuovi investimenti ed un progetto reale e non virtuale, a prescindere dai protagonisti.

Il Presidente Tatò del Barletta ha lasciato gratuitamente occupandosi personalmente di tutte le incombenze fino al termine della stagione.

E in questo caso non ci sono esposizioni debitorie!

Ma Tatò ha resistito parecchio prima di esporsi pubblicamente, la tifoseria barlettana e gli addetti ai lavori che vogliono il bene della loro squadra di calcio hanno pacificamente esortato l’ormai ex Presidente a defilarsi.

Insomma serve un gesto di responsabilità.

manfredoniasport.net

Manfredonia: Ottime notizie dalla LND

Serie D: giovani D valore: ecco i vincitori. Manfredonia Calcio prima nel girone H. In arrivo premio in denaro.

Stilate le classifiche definitive di Giovani D valore, il premio per le società di Serie D che schierano in campo il maggior numero di giovani, oltre i quattro under previsti dal regolamento. Per le squadre corre infatti l’obbligo regolamentare di impiegare quattro calciatori (per la stagione 2013/2014 uno del 1993, due del 1994 ed uno del 1995) per tutta la durata dell’incontro. Giovani D valore è un’iniziativa che al termine del 2013/2014 distribuirà 450 mila euro tra 27 società, le prime tre di ogni girone nella speciale graduatoria redatta alla fine della stagione regolare: 25 mila euro per la prima classificata, 15 mila alla seconda e 10 mila alla terza. I dati sono stati rilevati dalla prima alla ventottesima giornata di campionato (26 per i gironi F, H e I) considerando i calciatori italiani, comunitari ed extracomunitari tesserati con società della LND nati negli anni compresi tra il 1993 ed il 1997 utilizzati dall’inizio di ogni gara. Esclusi dalla graduatoria i giovani in prestito da club professionistici e quelli subentrati nel corso della gara pur appartenendo alle classi d’età interessate dall’iniziativa.

LA CLASSIFICA
Girone A – Folgore Caratese 1313 punti, Borgosesia 1020, Derthona 830;
Girone B – Aurora Seriate 1621 punti, Legnago Salus 1512, Olginatese 1489;
Girone C – Montebelluna 3202 punti, Mezzocorona 2021, San Paolo Padova 1937;
Girone D – Sancolombano 1455 punti, Imolese 1191, Virtus Castelfranco 902;
Girone E – Sansepolcro 2337, Scandicci 1632, Trestina 1455;
Girone F – Jesina 2222, Alma Juve Fano 1911, Recanatese 1602;
Girone G – Budoni 2414 punti, Olbia 2015, Anziolavinio 1725;
Girone H – Manfredonia 1591 punti, Mariano Keller 1457, San Severo 1404;
Girone I – Rende 1068 punti, Noto 1051, Comprensorio Montalto 962.

Manfredonia, è crisi profonda ma la gente non ci sta!

Rapino


La salvezza sul campo e la valorizzazione di alcuni ragazzi le uniche note liete di una stagione travagliata e condita da palesi errori tecnici…
L’attenuante della difficoltà economica è oggettiva e riconosciuta, ma torniamo indietro di 11 mesi…
Esaltante vittoria dei playoff nazionali e promozione in Serie D, al termine di una stagione iniziata in sordina e poi terminata in grande stile. La magistrale campagna acquisti orchestrata da Franco Ciuffreda realizzava il grande sogno.
E non dimentichiamoci il merito della gente che invocò a gran voce il ritorno di Lino Troiano, che di fatto con il suo reingresso evitò una retrocessione certa poichè le intenzioni erano quelle di schierare la juniores!
Squadra che vince non si tocca, o si puntella..e invece rivoluzione! valanga di giocatori in prova, alcuni dei quali “doppioni”, altri in precarie condizioni fisiche. Inutile fare nomi, di brocchi ne abbiamo visti parecchi.
Ma torniamo ai giorni d’oggi…
L’esposizione debitoria è pesante, le vertenze fioccano e urge cambiare rotta.
E allora escano allo scoperto i nuovi paladini del Donia, la gente urla a gran voce il cambiamento!

Ne va del prestigio e dell’onore della nostra città, rappresentata dalla squadra di calcio.
SCONGIURIAMO UN ALTRO FALLIMENTO O UN CAMPIONATO CON PESANTI HANDICAP, FUORI GLI ATTRIBUTI!
E la stampa, per una volta, sia unanime nel giudizio condiviso da tutta la gente di Manfredonia.

Stefano Favale