Sono già disponibili le decisioni del giudice sportivo relative alle gare disputate la scorsa settimana.
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Sono già disponibili le decisioni del giudice sportivo relative alle gare disputate la scorsa settimana.
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Neanche il tempo di metabolizzare una stagione, appena conclusasi, abbastanza ricca di soddisfazioni che la Fidelis Andria deve pensare all’immediato futuro.
All’indomani della sconfitta indolore di Catania, maturata al “Massimino” per 2-1, il Direttore Generale della Fidelis, Aldo Roselli, ha rassegnato le proprie dimissioni lasciando l’incarico nel sodalizio federiciano.
Le dimissioni di Roselli sono arrivate dopo quelle di Fabio Sperduti (da responsabile del settore giovanile un paio di mesi fa) e soprattutto quelle del tecnico Luca D’Angelo dopo la partita contro gli etnei che ha chiuso la stagione biancazzurra con un onorevole settimo posto e il pass per la prossima Tim Cup.
Questa specie di “diaspora” ha portato un pò di preoccupazione nei tifosi che hanno paura che queste fughe possano, in qualche maniera, intaccare il progetto di Paolo Montemurro e il suo piano triennale per tentare la risalita in Serie B.
Ma è stato lo stesso presidente Montemurro, tramite il proprio account facebook, a rassicurare tutti: “Me ne rendo conto, è una giornata importante per la Fidelis Andria – ammette l’imprenditore barese – Il cambio ai vertici del club che ha visto le dimissioni di Aldo Roselli e la nomina del socio Gianfranco Cataldo, non deve destare allarmismi anzi, è il risultato della voglia di rispettare tutti e di guardare al futuro con serenità. Questo primo anno vissuto insieme mi ha insegnato tanto: nulla può essere improvvisato o lasciato al caso altrimenti si pagano le conseguenza e noi, quel poco che abbiamo sbagliato per inesperienza e non per cattiva fede, lo abbiamo pagato. Ecco perché da oggi partirà un nuovo ciclo. Al mio fianco desidero gente umile, costruttiva e soprattutto motivata. Fidelis vuol dire “Fedele”: io lo sarò con voi e voglio che gli altri lo siano con me. La mia fiducia – conclude Montemurro – è riposta nella figura di Gianfranco Cataldo, da oggi mio braccio destro in società, da anni anche nella vita”.
ANTONIO GENCHI
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Il Manduria, nonostante la presenza nel girone squadre con rose più attrezzate, ha chiuso il Campionato al quinto posto, nella griglia Play-Off. Spareggi non giocati per via della legge dei 7 punti (la quinta in classifica avrebbe dovuto disputare i Play-Offcontro la seconda solo se la differenza fosse stata inferiore ai 7 punti), un risultato oggettivamente positivo. Il cambio d’allenatore in corsa, Cosma al posto di Zella dalla settima di andata, ha necessitato, per la squadra, di un periodo di assestamento fisiologico dove sono stati persi punti importanti. Il Manduria, in alcuni frangenti, ha espresso il miglior gioco del girone “B”, un calcio che ha raccolto complimenti ed applausi anche dagli avversari. Nel girone di andata i biancoverdi hanno pareggiato un po’ troppe partite mentre nel girone di ritorno la marcia è stata più spedita, più vittorie e una striscia di 8 risultatiutili consecutivi con un calo sensibile nel finale (ultime quattro trasferte perse). I messapici hanno fatto registrare questi numeri:13 vittorie, 9 sconfitte e 8 pareggi, 35 goal fatti (miglior marcatore Scarciglia) e 34 subiti, quasi in equilibrio le sconfitte e i pareggi così come i goal subiti e quelli fatti, numeri indubbiamente da migliorare per poter emergere. Insomma per chiudere, a prescindere dalle vicissitudini societarie, dai numeri e via discorrendo il quinto posto, della matricola 100, deve essere considerato più un punto di partenza per la prossima stagione che altro.
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Queste le parole del Direttore Sportivo Antonio Modeo:
“Sinceramente potevamo fare di più, non sono completamente soddisfatto. Si è vero abbiamo chiuso al quinto posto che, senza la regola dei sette punti, ci avrebbe consentito di giocarci i Play-Off ma avevamo i mezzi per fare meglio. La squadra era competitiva, mi sarei aspettato qualcosa in più. Il programma stilato ad inizio stagione mi sembrava idoneo per disputare un Campionato importante, oggi sono convinto che lo stesso programma, con qualche miglioria, ci possa far fare ancora meglio. Di questa stagione cancellerei una partita in particolare: la trasferta di Fasano alla terz’ultima giornata. Una gara persa, giocata malissimo dal mio Manduria, una partita dove siamo stati capaci di scendere in campo e di non essere presenti. Abbiamo avuto un gruppo di giocatori solido, coeso e tutti hanno fatto bene. Una nota particolare vorrei farla in favore di Olivieri (anno 99), un ragazzo che ha fatto un bel Campionato ed è cresciuto tanto, Raimondo, portiere (anno 96), molto bravo che ha contribuito fattivamente alla causa. A livello societario siamo già proiettati nella nuova stagione, devono essere discussi alcuni piccoli particolari ma siamo fondamentalmente pronti a ripartire per migliorarci. Il quinto posto, quindi, come punto di partenza, mi aspetto un gruppo di giocatori sempre compatto ma che dia più di ciò che ha dato quest’anno, stessa cosa mi aspetto da tutto lo staff. Unica problematica che potrebbe intralciare i nostri programmi è la questione stadio. Purtroppo, per motivi di agibilità, non possiamo usufruire di tutta la capienza del “Dimitri”. Possono assistere alle gare solo 200 spettatori compresi gli ospiti, un numero nettamente inferiore alle potenzialità dell’impianto. L’amministrazione comunale pare si stia muovendo per risolvere il problema e consentire alla società di usufruire degli incassi domenicali che faclitano il sostentamento del Manduria. Vedremo come si svilupperà la situazione.”
Fabrizio Izzo – tuttosporttaranto.com
Unica nota stonata del campionato il Leporano. Una squadra assemblata per il campionato di Prima Categoria e successivamente inserita nella lista della Promozione girone “B” (quindici giorni prima dell’inizio del campionato). Difficoltà nell’adeguare la rosa e un budget limitato hanno compromesso l’andamento del campionato. Eppure il girone di andata delLeporano faceva ben sperare, 15 punti in classifica, con risultati niente male e giocando anche un buon calcio. Una mezza stagione che faceva dei leprotti la squadra rivelazione del girone, un’andata conclusa al quart’ultimo posto con margini di miglioramento notevoli, una classifica che è sempre stata corta e con il concreto pensiero che il Leporano si potesse salvare. Inizio del girone di ritorno e musica invertita, sconfitta dopo sconfitta tutto ciò che di positivo era stato messo in piedi è andato mano mano sgretolandosi nell’indifferenza più completa. Da considerare che l’agonia è stata lenta nel senso che anche dalla25^ giornata il Leporano avrebbe potuto fare qualcosa per salvarsi, quindi la debacle non è stata irrimediabilmente improvvisa, c’e’ stato il tempo e la possibilità di fare di più e meglio ma forse non era l’obiettivo di tutti. Il Presidente Menza con poche parole ha riassunto la stagione.
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“Abbiamo avuto una stagione dove una serie notevole di vicissitudini ci hanno condizionato. La mia squadra avrebbe potuto metterci maggiore impegno, piu’ determinazione e molto piu’ carattere nell’affrontare le gare. Per il prossimo anno ci attrezzeremo per il Campionato di Prima Categoria con l’intento di risalire subito in Promozione. Andranno via tutti, azzereremo la rosa tranne qualche elemento, avremo nuovi giocatori e un nuovo allenatore, e’ necessario dare una svolta.”
Fabrizio Izzo – tuttosporttaranto.com
Prima nel girone “B” e promozione in Eccellenza, un’annata storica per l’Avetrana. Un campionato con un inizio un po’ a singhiozzo e poi condotto in testa dalla 14^ giornata di andata. Una società che ha proseguito il lavoro iniziato nel campionato2014/15 confermando quasi per intero la rosa e arricchendola con nuovi elementi di valore, particolari che evidenziano la determinazione nel voler fare il salto di categoria. La dirigenza ha avuto la capacità di programmare in modo minuzioso la stagione, sia da un punto di vista tecnico, sia da un punto di vista organizzativo. L’Avetrana ha mostrato una struttura societaria impeccabile, è riuscita a mettere su un solido apparato di sostegno senza il quale il settore tecnico, seppur valido, avrebbe corso il rischio di stentare. I numeri della stagione sono sotto gli occhi di tutti: 17 vittorie, 10 pareggi e 3 sconfitte, goal fatti 43, goal subiti 14 e una striscia di 16 risultati utili consecutivi, un record. Un primato nel girone meritato, gli uomini di misterPellegrino hanno dimostrato notevoli capacità tecnico-tattiche e una maturità calcistica superiore alla media, hanno dato continuità ai risultati, hanno bruciato la concorrenza mostrando autorevolezza e forza.
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La stagione biancorossa possiamo dividerla in due fasi: un girone di andata a passo sostenuto con pochi intoppi; un girone di ritorno un pò più lento, sfociato in un finale ad alta velocità che ha entusiasmato i tifosi rendendo trionfale il traguardo. Meriti per tutti, elogi per ogni elemento che ha contribuito al raggiungimento della meta sottolineando il ruolo fondamentale svolto dal DS Salvatore Peluso che ha avuto il merito di completare, tassello dopo tassello, la rosa dei giocatori creando un gruppo omogeneo e solido, caratteristica basilare per conseguire il successo, un lavoro certosino mirato alla prima squadra ma senza trascurare il settore giovanile. Il Direttore Sportivo ci ha spiegato il segreto del successo e i programmi futuri:
“Nel calcio non ci si inventa nulla, bisogna programmare, pianificare e noi abbiamo sempre avuto le idee chiare. Il nostro successo è frutto di tanto lavoro, svolto con serenità e umiltà, abbiamo sempre dimostrato una grande voglia di fare per ottenere il massimo, abbiamo sempre creduto di farcela, non ci siamo mai persi d’animo anche nei momenti meno brillanti. Siamo stati tenaci, non abbiamo mollato un centimetro, la fame di vittoria non ci ha mai abbandonato. Anche quando il Galatina ci ha rosicchiato 5 punti in due giornate non abbiamo perso la fiducia e siamo stati sempre convinti che quel punto in più ci avrebbe fatto vincere. È stata la vittoria del gruppo, coesione e solidità, tutti hanno dato il proprio anche chi ha giocato meno ha ugualmente contribuito attivamente al raggiungimento dell’obiettivo, uno spogliatoio unito anche fuori dal campo. In tutto questo vanno menzionati anche gli addetti ai lavori, dal Massaggiatore al Dirigente, dal Magazziniere al Direttore Generale, ecc. I meriti sono pure di chi non scende in campo ma che ottemperando alle sue mansioni facilita, contribuisce affinché i giocatori vincano. Un primato ottenuto con il sacrificio di tutti dal primo all’ultimo. Tra i giocatori nessuno è stato più importante di un altro, tutti hanno reso secondo le nostre aspettative, tutti hanno dato sempre il massimo senza mai risparmiarsi. C’è però un giocatore su cui vorrei puntare i riflettori e non perché abbia fatto più di altri, si tratta di Fabiano Cimino. Un calciatore di categoria superiore, capace di ricoprire più ruoli, dalle potenzialità immense che se segnasse qualche rete in più triplicherebbe il suo valore. In società, come in paese, c’è tanto entusiasmo ed è giusto che sia così. Appena tutto inizierà a sfumare si comincerà a parlare di calcio e non più di pallone. L’Eccellenza è una categoria difficile, è totalmente differente dallaPromozione, l’asticella si alza e non di poco. La serie “A” regionale è una realtà calcistica dura, ci sono squadre blasonate e importanti, la competizione sale di livello e bisogna farsi trovare pronti, noi partiamo per fare bene magari cavalcando l’onda dell’entusiasmo. Ci si deve attrezzare adeguatamente non solo per quanto riguarda il lato tecnico ma anche per quanto riguarda l’organizzazione societaria. Si deve partire con il piede giusto e affrontare la nuova stagione con attenzione e applicazione senza essere superficiali, solo in questo modo è possibile disputare un campionato buono. Per quanto riguarda la squadra si ripartirà da Mister Pellegrino, ci ha condotto alla vittoria e non ci sono elementi che possano far pensare ad altro. I ragazzi meriterebbero tutti la conferma come premio dell’ottima stagione fatta e sicuramente ci saranno nuovi innesti. I reparti interessati saranno il centrocampo, l’attacco e poi dovremo darci un ‘occhiata intorno per il discorso under (giocatori di fascia), il reparto difensivo è quello che già così come è messo può dare delle garanzie anche in Eccellenza. Insomma faremo del nostro meglio per poter dire la nostra anche nella nuova categoria.”
Fabrizio Izzo – tuttosporttaranto.com
C’è una pista per il futuro del calcio a tinte biancoverdi. Dopo l’addio dell’imprenditore molfettese Corrado Azzollini, qualcosa si sta già muovendo e le indiscrezioni delle ultime ore portano sempre a Giovinazzo.
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In riva all’Adriatico, infatti, un gruppo di imprenditori della terra di Bari, attivi nei settori alimentare, edile e pubblicitario, starebbero seriamente pensando alla scalata al club retrocesso in Prima Categoria. Nella cordata anche un giovinazzese, Daniele Lasorsa, a titolo personale. In effetti, già da qualche settimana si vociferava in ambienti sportivi che il secondogenito di Savino Lasorsa fosse interessato al Giovinazzo.
Resta da capire se il suo intento è quello di continuare a fare calcio sul polveroso rettangolo del Raffaele De Pergola o trasferire il titolo altrove. Piedi di piombo d’obbligo, in ogni modo, per tutti coloro i quali hanno a cuore le sorti del Giovinazzo.
NICOLA MICCIONE – giovinazzoviva.it
Ecco puntuale il verdetto finale sulla stagione del Manfredonia appena conclusasi. E’ doveroso scindere le valutazioni umane da quelle tecniche dei calciatori, per le note vicissitudini societarie.
GIUDIZIO UMANO: tutti indistintamente meritevoli di un grande plauso, nonostante le spettanze maturate e non ancora riscosse i ragazzi hanno scelto di scendere in campo con professionalità e decoro. La salvezza sul campo è merito loro e pertanto il voto è un bel 9 per tutti.
GIUDIZIO TECNICO: è la valutazione media dei singoli in base alle prestazioni tecniche offerte nel corso della stagione calcistica. Nessun voto, ma un commento personalizzato per ognuno di loro:
De Gennaro: molto buone le sue prestazioni, in più di un’occasione salva il Donia nei momenti topici della gara. Non a caso il Foggia si è accorto di lui e gli auguriamo il meglio, se lo merita;
Tarolli: la sua breve parentesi può ritenersi molto positiva; ottimo fisico ed una maturità superiore alla sua età. Anche lui dà il suo piccolo contributo con prestazioni più che buone;
Tucci: tra Coppa Italia e finale di stagione un percorso di crescita costante, giudizio pertanto positivo. Non a caso i tre portieri sono stati tutti determinanti nell’economia della classifica finale;
De Filippo: il ragazzo manfredoniano merita i nostri complimenti. Serio, educato e sempre più autoritario grazie anche alla fiducia ripostagli da Vadacca. Da seguire con fiducia, ha bisogno di crescere;
Romeo: non lesina mai l’impegno, lotta sempre in campo. Tecnicamente sono però evidenti alcune lacune, dal fraseggio alla marcatura anche con la difesa schierata. Gli attaccanti più tecnici lo mettono spesso in grande affanno. Non adatto il suo utilizzo in una difesa a tre, meglio in una a quattro;
Vergori: tecnicamente ha i mezzi idonei per ben figurare in 4^ Serie, dal tocco morbido ed elegante nelle uscite palla al piede. Buona visione di gioco, il vero leader difensivo del Donia. Troppi però i cartellini gialli rimediati, i cali di tensione, le amnesie in fase di marcatura. Stagione a fasi alterne;
Colombaretti: “arretrato” nella linea difensiva a tre paga una stagione sfortunata per problemi fisici. Esperienza da vendere ed alcune prestazioni interessanti, ma anche lui in preda a fatali distrazioni dovute anche ad un fisiologico calo atletico riconducibile alla non più verde età calcistica;
Bruno: poche presenze per lui, ingiudicabile;
Ciampa: problemi di natura logistica e lo scarso utilizzo non ci impediscono di esprimere un buon giudizio complessivo sul talentino tornato alla Primavera del Bari. Vadacca non ha saputo valorizzarlo;
Lenoci: reduce dalla vittoria dello Scudetto Primavera con la maglia del Torino, inizia ben ma poi si arrende per gli stessi motivi di Ciampa. Vadacca non lo schiera nel suo ruolo naturale;
Albanese: ha ampi margini di miglioramento, positiva la sua stagione;
Pellegrino: tatticamente è cresciuto tanto, è un piccolo “Papagno” dell’ultima promozione. Siamo soddisfatti di lui;
Romito: il capitano merita un plauso interminabile anche solo per il suo sostegno morale ai compagni di squadra; si sacrifica tantissimo, anche da ala pur non avendo più il fiato dei bei tempi, ma è naturale. Esemplare fuori e dentro il rettangolo di gioco;
Gentile C.: stagione sfortunatissima, ingiudicabile l’uomo “faro” del centrocampo;
Gentile A.: non è facile interpretare più di un ruolo, prendere per mano il centrocampo e soprattutto accollarsi ogni responsabilità. Siamo soddisfatti di lui;
Lorito: quando viene chiamato in causa svolge il suo compito in maniera diligente e senza strafare;
Bonabitacola: il ragazzo, serio ed educato, è una delle note liete del baby Donia. Un consiglio: resti con i piedi per terra e persegui sempre i valori dello sport, farà strada;
Totaro: pochissimo spazio per lui, ingiudicabile;
Stajano: la concorrenza è tanta, il turnover applicato dal mister è incessante e lui ne paga le conseguenze. Merita un plauso;
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Coccia: se bastassero impegno e corsa la sua stagione sarebbe da incorniciare, ma c’è tanta frenesia condita da frequenti errori tecnici. E’ qui che deve lavorare tanto. Di lui si ricorda ancora la bella parentesi con D’Arienzo: giocava da mezzala però…eh Vadacca…;
La Forgia: ragazzo interessantissimo, gli infortuni non gli danno tregua ma lui ha una media realizzativa altissima e la sua stagione è da ritenersi ottima;
Bozzi: meglio nella scorsa stagione, ma il suo peso in attacco si fa sempre sentire. Il bomberino non delude le aspettative e dimostra ancora una volta grande attaccamento alla maglia;
De Rita: da sempre partito come “riserva” si toglie la soddisfazione di disputare una grande stagione. La sua classe è fuori discussione, peraltro in una squadra povera tecnicamente;
De Vita: quando Vadacca lo schiera lui non delude mai. Avremmo voluto vederlo esterno, lui che sa saltare l’uomo e creare superiorità. Tecnicamente non si discute, un peccato non aver creduto in lui;
La Porta: il migliore in assoluto, vive una seconda giovinezza e delizia il pubblico con straordinaria naturalezza a suon di gol e assist. Un fenomeno, orgogliosi di averlo al Donia;
Vadacca: promosso a pieni voto da “psicologo”, rimandato da tecnico e tattico. Fossilizzarsi sullo stesso modulo nonostante una difesa perforabilissima è errore grave, specie con squadre forti tecnicamente. I cambi continui di formazione sono solo dovuti ad esigenze di incentivi? riesce a dare la giusta quadratura alla squadra solo nel finale di stagione. Non è colpa sua se la squadra è povera tecnicamente e quindi sul bel gioco soprassediamo. Caparbietà e dialogo le sue migliori qualità, oltre ad un oggettivo pizzico di fortuna, basteranno per il salto di qualità? Promosso/rimandato;
CONCLUSIONI
DIFESA: non esaltante la linea a tre, 5 reti incassate in più rispetto alla scorsa stagione sono prova inconfutabile di un reparto scricchiolante;
CENTROCAMPO: tanta grinta ma poca qualità, assenza di un play, assenza di ali in grado di “saltare” l’uomo. Prevedibilità e poca fantasia, oltre ad non perfetto filtro a supporto della difesa;
ATTACCO: promosso a pieni voti, anche se La Porta dipendente.
Stefano Favale
Dopo gli addii del ormai ex tecnico Luca D’Angelo e del direttore generale Aldo Roselli, la Fidelis Andria corre ai ripari e individua nella persona di Gianfranco Cataldo, il nuovo direttore generale per la prossima stagione calcistica 2016-2017.
Cataldo era già un socio della compagine presieduta da Paolo Montemurro.
La società biancoazzurra che nella prossima stagione sarà ancora in Lega Pro e parteciperà alla Tim Cup, ora dovrà individuare il nuovo tecnico.
Certo c’è tempo ma il presidente Paolo Montemurro insieme al suo staff, dovranno scegliere bene per una piazza, quella di Andria, con un pubblico di tutto rispetto e che di sicuro è piazza ambita e fa gola a molti.
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Alessandro Polichetti
La salvezza passerà per il playout. Il San Severo cede 2-1 al Bisceglie sul rettangolo verde del “Ventura”, subendo la rimonta dei padroni di casa, che arriva grazie alle reti di Pizzutelli e Loconte; inutile il gol di Natino nel primo tempo.
Partita sbloccata al 19′ proprio dal laterale destro che, rubata palla a Lamorte all’interno dell’area, converge ed insacca a porta sguarnita. I padroni di casa conquistano il successo nella ripresa: al 47′ Pizzutelli calcia una punizione dalla lunga distanza, la barriera sfiora e la sfera assume una traiettoria imprevedibile che sorprende Mennella. Il gol della vittoria arriva al 64′, Pizzutelli gestisce bene un contropiede e serve Loconte, che si accentra e di sinistro batte l’estremo difensore, siglando il definitivo 2-1.
La sconfitta punisce, dunque, i giallogranata che sono condannati a disputare il playout in gara secca per conquistare la permanenza in Serie D: gara in programma al “Ricciardelli” il prossimo 22 maggio, la sfidante sarà il Serpentara BellegraOlevano.
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TABELLINO
BISCEGLIE: (4-2-3-1) Vicino; Rubino, Lamorte, Aprile, Saias; Ngom, Fanelli; Loconte (dall’82’ Ivone), Pizzutelli (dal 79’ Marra), Lancellotti; Guglielmi (dall’86’ Calisi). A disp.: Leo, Ola, Lubrano, Grumo, Stranieri, De Vivo. All.: De Luca.
U.s.d. SAN SEVERO: (3-5-2) Mennella; D’Arienzo, Grieco (dal 65’ Florio), Cipolletta; Natino (dal 74’ Ranieri), De Luca (dal 71’ Favetta), Pollidori, Tricarico, Rossi; Milani, Evacuo. A disp.: Pinto, F. Favilla, De Rosa, Mastrangelo, Menicozzo, Morsillo. All.: De Felice.
Arbitro: sig. De Santis di Lecce.
Assistenti: Bruni di Brindisi e Laudato di Taranto.
MARCATORI: 19’ Natino (S), 47’ Pizzutelli (B), 64’ Loconte (B).
AMMONITI: Ngom, Loconte (B); Cipolletta, Evacuo (S). – ANGOLI: 4-1 per il Bisceglie. – RECUPERI: 2’ p.t.; 5’ s.t..
Salvatore Fratello
Serie D Girone H:
Calciatori:
1 gara Ngom (Bisceglie 1913 Don Uva) De Martino (Fondi Calcio) Dinielli (Fondi Calcio) Savone (Isola Liri) Mautone (Potenza Calcio) Tulimieri (Potenza Calcio)
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Tristezza, delusione, rimpianti, ma anche un barlume di speranza. Questo è ciò che aleggia a Taranto, al termine della stagione regolamentare che ha visto il primo e storico approdo della Virtus Francavilla in Lega Pro, al cospetto della stessa compagine ionica, la quale aveva iniziato il campionato da favorita, smentendo, nel corso della stagione, i pronostici della scorsa estate. E proprio un’altra estate rovente sembra attendere il Taranto, che dovrà affrontare tra due domeniche il Fondi tra le mura amiche dello “Iacovone“, in una sfida valevole per il primo turno dei play-off. Oltre alle pessime emozioni e sensazioni provate, i tarantini hanno in serbo una domanda, semplice ma estremamente eloquente: “Il Taranto sarà ripescato?”. La risposta è arrivata a stretto giro di posta, direttamente dalla società, la quale, tramite un comunicato, ha espresso l’intenzione di vincere i play-off, avendo così, più possibilità di essere ripescata in Lega Pro. Ecco il comunicato:
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Il Taranto FC disputerà i Playoff del campionato di Serie D 2015 – 2016 partendo dalla seconda posizione conquistata al termine della stagione regolare.
Tale prestigioso risultato è stato conseguito grazie al lavoro di organizzazione e programmazione intrapreso ad agosto 2015 a seguito del coinvolgimento di Elisabetta Zelatore ed Antonio Bongiovanni.
Coinvolgimento, questo, richiesto e fortemente voluto ed ottenuto dai tifosi organizzati, dalla Fondazione Taras e dalla passione dimostrata dalla città, dopo un’estate di disimpegno dei VERTICI SOCIETARI DELL’EPOCA, di indifferenza di qualche settore cittadino e con il termine per la partecipazione al ripescaggio GIA’ SCADUTO al momento dell’invito rivolto ai SIGG.RI Zelatore – Bongiovanni.
Non era facile, partendo in netto ritardo, per la ragione di cui sopra, organizzare un team che potesse puntare a disputare, da subito, un campionato di vertice confrontandosi con Società e squadre che avevano programmato ed iniziato l’attività già da qualche mese.
Ciononostante, però, con qualche scetticismo, con alcune forme di violenza e cattiveria, anche se circoscritte ad alcuni ambienti, peraltro BEN INDIVIDUATI, il PROGETTO TARANTO ha prodotto i suoi frutti positivi e, per qualche “disattenzione….” (partite con Serpentara e Marcianise), non è stato possibile arrivare primi e vincere questo campionato.
Al direttore Francesco Montervino, al mister Michele Cazzarò, a tutti i giocatori, allo staff tecnico ed a tutti i collaboratori tecnici ed amministrativi va un grande ringraziamento da parte di tutta la Società.
La nostra azione, però, non è conclusa!
Ci attendono, ancora, due partite di fondamentale importanza per il nostro futuro e per il FUTURO DEL CALCIO A TARANTO.
Due partite da GIOCARE e VINCERE nel nostro Stadio, nella nostra città, con l’affetto della gente di Taranto e provincia che vorrà continuare ad essere presente allo Iacovone incitando la squadra con calore e grande partecipazione.
IL NOSTRO PROSSIMO OBIETTIVO E’ VINCERE I PLAYOFF !!!
Raggiunto tale traguardo la Società sarà pronta – qualora gli organi competenti dovessero diramare direttive in ordine al ripescaggio e/o riammissioni in Lega Pro – a partecipare a tali procedure esperendo tutte le attività utili per consentire la partecipazione del Taranto FC al campionato di Lega Pro 2016 – 2017.
Alessandro Mazzarino
Dal 2-0 targato Berardi e Del Core, rifilato al Barletta, alla semifinale di andata contro il Real Metapontino. Quindici giorni per ricaricare le batterie fisiche e mentali per tuffarsi nella fase cruciale dell’Eccellenza.
Dopo aver, agilmente, superato la fase regionale, per il Team Altamura di Gigi Panarelli c’è la fase nazionale. I primi avversari verso l’approdo in Serie D sono i lucani del Real Metapontino che sfideranno i biancorossi col format dell’andata e ritorno. Al termine dei 180 minuti la vincente del confronto giocherà la finale contro una tra San Giorgio a Cremano (in rappresentanza del girone A della Campania) e la Sicula Leonzio (in rappresentanza del girone B della Sicilia).
Intanto, tramite il sito ufficiale del club biancorosso, ha parlato il tecnico Gigi Panarelli che ha, ovviamente, messo in guardia i suoi in vista della gara contro il Real Metapontino.
Mister, un primo grosso mattone sul muro che porta alla serie D è stato messo, tracciamo dunque un bilancio di questa stagione da Agosto sino a domenica scorsa.
“Un primo passo verso le finali nazionali, si è vero, ma non verso la Serie D, per approdare a questo campionato dobbiamo ancora affrontare delle partite impegnative e noi abbiamo l’obbligo di stare con i piedi piantati per terra e affrontare i play off con assoluta umiltà e concentrazione. Da Agosto fino ad oggi sono cambiate tante cose, io ero un calciatore della rosa, abbiamo iniziato l’anno con una squadra che sulla carta ci dava per vincenti visti i nomi che la componevano, ma poi con il passare del tempo i pronostici a palla ferma non hanno rispecchiato l’andamento del campionato, ciò non toglie però che fino a Dicembre con il susseguirsi di due allenatori e con calciatori che erano in procinto di andar via siamo arrivati comunque quarti in classifica e dentro i playoff (Altamura Barletta 2 a 1 con assist proprio di Panarelli per Di Rito nel primo gol ndr). Nel mercato di Dicembre con l’arrivo di nuovi calciatori, che per esperienza diretta visto che ora sono il loro allenatore, reputo prima delle persone perbene e poi bravi calciatori ed insieme ai riconfermati hanno creato un gran gruppo vincente e straordinario, ci hanno, tutti insieme, portato a quella che è oggi la realtà”.
Società, squadra e tifoseria è stato questo connubio perfetto il vero asso nella manica dell’Altamura?
“Assolutamente sì, una società capeggiata dal Patron Dipalo, uomo straordinario, colgo l’occasione per ringraziarlo per l’opportunità che mi ha dato e spero di ricambiare la sua fiducia, dal presidente Tina Dilena, ai vice presidenti Giuseppe Cicirelli e Marco Creanza che compongono una società seria e capace, che non ci fanno mancare niente sotto tutti i punti di vista, una squadra formata prima da uomini e poi da atleti senza dimenticare lo staff tecnico, professionisti come il prof. Luigi Romano e Vito De Ceglie e poi la tifoseria che ci è stata accanto anche quando i risultati non sono venuti, tifoseria che in questo campionato non se ne vedono, dimostrazione che loro e la città di Altamura merita palcoscenici di altra categoria”.
Trascinatore in campo, prima, condottiero in panchina, poi, sembra una bella favola quella di Gigi Panarelli alla Team Altamura?
“Sì è una bella favola quella mia questo anno, prima calciatore (ricordo il gol al 93’ con il Bisceglie in 9 uomini) ed ora allenatore, ma deve terminare con un bel lieto fine questa favola, per essere chiamata tale, altrimenti rimane solo una grande esperienza calcistica e di vita”.
Quanto ha inciso in questo percorso, la vicinanza e la serietà della società, che se pur alla prima esperienza, non ha mai fatto mancare nulla a questa squadra?
“Nel mio caso la vicinanza e la serietà della società è stata determinante nel mio percorso e quando dico società oltre al Patron Dipalo, che ripeto non finirò mai di ringraziare, parlo anche di tutte le componenti che ne fanno parte: dal direttore Dammacco al direttore Mari, i collaboratori Nicola Cicirelli, Max Martelli, Angelo Continisio, Giuseppe Lucariello e Piero Caputo, allo staff Medico con Pasquale Piacenza e Filippo Petruzzellis ed ultimo arrivato il nutrizionista dott. Francesco Settembrini nonché due persone che si vedono poco ma sono essenziali: Nicola Carlucci e Saverio Forte, tutte queste persone mi hanno aiutato ad avere serenità e con l’unione, la compattezza e il lavoro di questo gruppo di uomini che il Patron ama chiamare famiglia abbiamo ottenuto e raggiunto il primo obiettivo e tutti insieme abbiamo l’obbligo di provare a raggiungere l’obiettivo finale”.
Infine, quali insidie può riservare questa fase nazionale dei play off che andrete ad affrontare?
“Lo dico con molta sincerità, l’unica insidia che possiamo trovare in questa fase finale “siamo noi”, mi spiego meglio, non dobbiamo sottovalutare nessuno ,avere massimo rispetto del avversario senza però temerlo e nel atto pratico dobbiamo essere concentrati per tutto l’arco della fase finale sia negli allenamenti che nelle gare ufficiali, solo con queste prerogative avremo dato tutto e saremo apposto con la coscienza, in gergo sportivo “sudato la maglia”, poi se ci sarà avversario più bravo gli batteremo le mani ma se ognuno di noi fa il proprio dovere difficilmente non potremo raggiungere l’obiettivo che tutti quanti noi e la città di Altamura sogniamo. Forza Ragazzi, Forza Altamura”!
UFFICIO STAMPA ASD TEAM ALTAMURA
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Il direttore sportivo del Corato Calcio, Andrea Castelli, commenta la stagione sportiva in corso e annuncia le aspettative future della compagine neroverde
Andrea Castelli, direttore sportivo del Corato Calcio, commenta la stagione sportiva in corso e annuncia le aspettative future della compagine neroverde.
Nel suo discorso, che di seguito riportiamo integralmente, focalizza la sua attenzione sull’importanza della finale e su alcuni aspetti della gestione tecnica della squadra.
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«Siamo soddisfatti di questa stagione, un bel percorso che ora giunge al suo momento più importante. E’ stato bello constatare, già nel corso di questo campionato, come i nostri calciatori abbiano reagito bene di fronte a determinate situazioni e determinati stimoli. Personalmente confido pienamente nelle loro capacità tecniche, e nelle loro possibilità di ottenere un risultato soddisfacente in quella che sarà la finalissima.
La partita di domenica prossima contro la Nuova Spinazzola non sarà solamente importante per la nostra stagione, ma anche per il riscontro mediatico e l’attenzione che questo progetto certamente meriterebbe di guadagnare.
Per quanto riguarda il futuro, le nostre idee sono chiare e dinanzi agli occhi di tutti i nostri sostenitori: vincere la finale è imperativo e, dalla vittoria, susseguiranno varie considerazioni di carattere tecnico e progettuale, incluse quelle realtà locali che ci si auspica si avvicinino a ciò che stiamo costruendo.
Per quanto riguarda i progetti nell’immediato futuro, posso sostenere con certezza che il lavoro intorno ai più giovani sarà al centro di ogni nostra attenzione. Ci applicheremo al meglio affinché i ragazzi siano valorizzati, trasmettendogli la fiducia e vicinanza che meritano, in un percorso umano ancor prima che tecnico: è importante che le società rappresentino per i giovani un esempio positivo.
Colgo l’occasione per ringraziare tutti quei tifosi che da subito mi hanno fatto sentire il loro sostegno, dandomi l’energia nel dirigere una società sportiva di una città di cui mi sono da subito sentito parte. Spero con tutto il cuore di poter ricambiare con la vittoria che senza dubbio alcuno meriterebbero.
Ogni ringraziamento va all’amministrazione, a coloro che hanno sostenuto il nostro progetto e a coloro che lo sosterranno. Non posso inoltre non lasciare un ringraziamento speciale ai nostri atleti, sempre vicini alle mie idee e sempre fonte di grande impegno e professionalità.
Io personalmente avuto modo di constatare che si tratta di un gruppo magnifico, un gruppo che ha sempre dato il massimo per il raggiungimento degli obiettivi comuni a noi tutti».
coratolive.it
Nell’ultima giornata di Campionato, disputata domenica 8 maggio 2016, è finita 0-0 la sfida tra ASD Bitetto e Celle di San Vito…
E’ terminata la Stagione 2015/16 dell’ASD Bitetto. Nell’ultima giornata di Campionato, disputata domenica 8 maggio 2016, è finita 0-0 la sfida tra ASD Bitetto e Celle di San Vito.
Gli amaranto hanno chiuso così la stagione al 5° posto con 38 punti e non disputeranno i Play-Off a causa dell’eccesso di distacco delle altre squadre. La Finale Play-Off sarà disputata tra Corato (57) e Spinazzola (51).
In 26 gare, il bollettino finale dice 10 vittorie, 8 pareggi e 8 perse, con 31 gol fatti e solo 24 gol subiti, quarta miglior difesa del Campionato.
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“Sicuramente per tutti noi è stata una stagione positiva e se nell’ultimo mese avessimo avuto maggiore personalità e con una maggiore presenza della Società avremmo potuto toglierci qualche soddisfazione in più – le parole dell’allenatore, Rocco Cramarossa – Nell’ultma gara di Campionato 6 su 11 erano Under e abbiamo dato a tutti la possibilità di divertirsi!”.
“La nostra forza è stata la compattezza del gruppo e il rispetto dei ruoli – conclude il Mister – In ogni caso, è stata una grandissima stagione. L’anno prossimo? Aspettiamo un po’, mi piacerebbe allenare una Società con ottimi progetti per il futuro, ma nell’attesa ci godiamo tutti le meritate vacanze”.
I ragazzi di mister Di Profio giocano una sfida alla pari con i primi in classifica
Il Città dei Fiori Terlizzi nell’ultimo turno del campionato di prima categoria cade con unrocambolesco 3-2 sul campo della vincitrice del campionato Omnia Bitonto.
Davvero avvincente la gara dell’ultimo turno della prima categoria andata in scena al “Città degli Ulivi“. I ragazzi guidati dall’ex Terlizzi Benny Costantino, partono subito bene andando in rete all’8′ con il capocannoniere del torneo Salvatore Petruzzella. Dopo la rete dell’attaccante dell’Omnia, il primo tempo è davvero equilibrato con vari capovolgimenti di fronte. Ma nonostante le tante occasioni create dalle due parti si va al riposo sul punteggio di 1-0.
In avvio di ripresa un Città dei Fiori intraprendente colpisce due legni, il primo con Nunzio Desimineed il secondo con Gaetano Malerba. I rossoblu nonostante la sfortuna non mollano e pervengono al pareggio al 71′ con Gaetano Malerba che su corner dalla destra trova in mischia il sette alla destra dell’estremo bitontino Vincenzo Pazienza. Al 74′ i ragazzi di mister Massimo Di Profio centrano il momentaneo vantaggio con Desimine che dopo aver colpito il palo in avvio di ripresa trova la botta da ariete in aria battendo il poco lesto estremo bitontino. Dopo l’1-2 di marca ospite, la capolista ferita nell’orgoglio trova subito il pareggio con il bomber Totò Petruzzella che realizza il 2-2, solo un giro di lancette più tardi dal goal rossoblu. Sul 2-2 lo spettacolo sul green bitontino prosegue con le due squadre che si affrontano a viso aperto sino al goal del 3-2 realizzato dall’ex Alfredo Tenzone che giunge beffardo al 88′. Al 90′ c’è gloria anche per Ermanno De Chirico che neutralizza un penalty calciato dallo stesso Alfredo Tenzone, nell’angolo basso alla destra del numero 1 terlizzese.
Nell’ultimo turno del campionato i rossoblu di mister Massimo di Profio hanno offerto l’ennesima prestazione positiva di questo finale di campionato. Finale di stagione in cui è stata centrata la permanenza, obiettivo minimo di una stagione di una stagione non nata sotto i migliori auspici.
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Omnia Bitonto-Città dei Fiori Terlizzi 3-2
Omnia Bitonto: Pazienza V., Lamura A.N., Frappampina V.(20′ s.t. Canniello F.), Naglieri M., Ciardi D.(7′ p.t. Corcelli F.), Tenzone F., De Giosa G., De Santis N., Petruzzella S., Tenzone A., Rizzi E. (29′ s.t. Orgino A.). A disposizione: Cervelli R., Gernone A., Loseto G., Anaclerio L. Allenatore: Costantino B.
Città dei Fiori Terlizzi: De Chirico E., Petrone S., Colasanto A. (25′ s.t. De Gennaro A.), Baldassarre V., Angelico G., Malerba A. (25′ s.t. Dello Russo V.), Amendolagine G., Malerba G., Desimine N., Barile A., Tesoro S. (25′ s.t. De Chirico G.). A disposizione: Tangari F., Precetaj G. Allenatore: Di Profio M.
Arbitro: Raffaele Adamo della sezione di Taranto.
Reti: 8′ Petruzzella S., 71′ Malerba G., 74′ Desimine 75′ Petruzzella S. 88’Tenzone A.
FRANCESCO PITTÒ – terlizziviva.it
Vittoria per 3-2 contro la Nuova Andria
Niente paura. La Virtus è certa di poter disputare un altro campionato di Prima Categoria. La vittoria di ieri pomeriggio, ottenuta al Poli contro la Nuova Andria, ha consentito ai molfettesi di terminare il campionato fuori dalla zona playout.Sarebbe bastato anche un pareggio per raggiungere l’obiettivo, ma gli uomini di Mininni non si sono voluti accontentare, hanno desiderato ardentemente fare bottino pieno, e, seppur non senza rischi, alla fine sono stati premiati.
La gara è stata poco vivace nella prima frazione. Le due squadre sono parse quasi assopite, intorpidite dal solare pomeriggio primaverile. L’impressione è stata quella di due compagini intenzionate a non farsi del male, attente “più a non prenderle che a darle”. Si è giunti all’intervallo sul limpido e incontestabile risultato di 0-0, e con nessun anche minimo presentimento di una ripresa scoppiettante.
È invece successo che, al rientro dagli spogliatoi, le due squadre si sono destate improvvisamente. La Virtus ha sfiorato in vantaggio con Amato, bravo a dialogare con De Pinto e a entrare in area con un ottimo controllo a seguire, ma poi privo della necessaria freddezza nella facile conclusione da due passi. Gli ospiti hanno trovato l’1-0 al primo vero tiro diretto verso la porta di Xhafaj: al 55’ Loconte ha trafitto l’estremo difensore albanese con un bel sinistro a giro dal limite dell’area.
La risposta dei biancorossi è stata quasi immediata: al 60’ Binetti, cercato con un cross dalla sinistra, è stato messo giù in area irregolarmente. Il direttore di gara ha decretato il penalty per i padroni di casa, e Beppe De Candia ha realizzato spiazzando l’estremo difensore ospite.
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La Virtus però, anziché trarre una spinta positiva dal pareggio raggiunto, è stata distratta in difesa e non ha saputo fronteggiare a dovere le temibili e veloci ripartenze ospiti. Zagaria al 68’ ha potuto così realizzare, con un inserimento sul secondo palo, la rete del nuovo vantaggio adriese, approfittando di un doppio svarione avversario: Xhafaj ha completamente sbagliato il tempo dell’uscita, facendosi scavalcare da un traversone proveniente dalla fascia destra; Porcelli è stato assente ingiustificato in una zona di campo di sua competenza.
Gli uomini di Mininni, che avrebbero potuto accusare il colpo del nuovo svantaggio, non si sono arresi. Demaj, da poco subentrato dalla panchina ad Amato, con un’elegante percussione ha aperto le maglie della difesa avversaria, e ha poi servito Binetti. L’attaccante, bravo a smarcarsi e ad eludere il fuorigioco, ha controllato sul centro-sinistra all’interno dell’area di rigore e con la punta esterna ha incrociato sull’angolino basso opposto.
La partita non ha affatto smesso di fornire emozioni, perché all’80’ un intervento scomposto e in ritardo di Altomare è costato alla compagine locale il secondo rigore di giornata a sfavore. Xhafaj si è fatto perdonare l’errore precedente con una gran parata, e ha impedito agli ospiti di andare sul 3-2.
La Virtus ha potuto quindi beneficiare della dura legge del gol. È arrivato il 3-2 per i padroni di casa, e l’autore e la modalità non sono stati affatto casuali. Gigi Pisani, al termine di una stagione che lo ha visto per buona parte spettatore forzato a causa di problemi fisici, s’è inventato una grandissima mezza rovesciata dal limite e ha beffato il portiere andriese sul primo palo.
Difficilmente sarebbe potuto esserci migliore epilogo di stagione. La Virtus quest’anno ha sofferto, e non poco; ha dato l’impressione, nella prima parte del campionato, di essere destinata ad una lunga e preoccupante permanenza nei bassifondi della classifica. Nel girone di ritorno, però, c’è stata una svolta: la squadra è tornata in sé; con la forza del proprio gruppo, anche con il buon livello tecnico di una rosa parzialmente mutata rispetto allo scorso campionato, ha raggiunto la salvezza.
La stagione virtussina, oltre che complicata, è stata bizzarra, paradossale, quasi assurda. In casa la squadra biancorossa ha avuto infatti il secondo peggior rendimento del girone A, con soli 11 punti in tredici partite disputate. In trasferta, al contrario, di punti ne sono stati ottenuti 22, esattamente il doppio. Soltanto Omnia Bitonto e Corato, rispettivamente prima e seconda in classifica, hanno fatto meglio dei molfettesi nelle gare esterne.
Un’annata atipica, insomma, eppure conclusa con un ottavo posto, in fin dei conti positiva. La Virtus continua a dimostrarsi una piacevole e solida realtà del calcio molfettese, capace di migliorarsi di stagione in stagione, di non fare mai passi indietro.
LUIGI CAPUTI – molfettalive.it
Il Manfredonia si congeda davanti al proprio pubblico, pochi intimi, con un’altra vittoria ai danni del già retrocesso Aprilia (3-1). Le reti di Bosi e Pellegrino nel primo tempo, l’autorete di Esposito e il gol in pieno recupero di Gentile collocano i sipontini in sesta posizione in classifica.
Ora la palla passa alla società, chiamata a rispettare gli impegni presi ed a riorganizzarsi per pianificare la prossima stagione.
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Rimbalzano le voci di un importante partner commerciale pronto a finanziare il Donia, fermo restando la presunta cordata di imprenditori disposta a rilevare la società.
E allora via con i festeggiamenti e poi tutti concentrati sul “solito” tormentone estivo: che Donia sarà?
Stefano Favale
Gli omniani chiudono la stagione vincendo il titolo come squadra più corretta dell’intera Prima Categoria e con Petruzzella re dei bomber
Il “triplete” è servito.
Termina con la ventiduesima vittoria il campionato di Prima Categoria – girone A dell’Omnia Bitonto, che chiude una fantastica stagione con altri due obiettivi: dopo la conquista della Promozione ed il trionfo in Coppa Puglia, i biancoverdi si aggiudicano pure la Coppa Disciplina, premio alla squadra più corretta dell’intera Prima Categoria, ed il titolo di capocannoniere con bomber Salvatore “Pedro” Petruzzella, autore di una doppietta nel 3-2 rifilato al Città dei Fiori Terlizzi, utile per scavalcare sul filo di lana nella classifica dei migliori marcatori Corrado Uva del Corato, rimasto a secco nella trasferta di Altamura.
Al “Città degli Ulivi”, dunque, ultima dell’anno all’insegna dei sorrisi e di nuovi traguardi raggiunti, che vanno a completare il quadro di una stagione forse irripetibile, ma sicuramente indimenticabile. Cala dunque il sipario su questa avventura, termina il cammino trionfale dell’Omnia Bitonto, che da settembre proverà a scrivere nuove belle pagine di calcio in un mondo – quello della Promozione – per lei finora sconosciuto ma decisamente stimolante ed intrigante.
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La partita. Per l’ultima fatica stagionale mister Benny Costantino continua nell’opera di turnover, dando spazio a chi quest’anno ha giocato meno, e rilancia in avanti Petruzzella ed Alfredo Tenzone, rispettivamente a -1 e -3 in classifica marcatori dal coratino Uva, col chiaro intento dunque di provare l’assalto al titolo di capocannoniere. Da conquistare assieme alla Coppa Disciplina, con un primato da difendere evitando grosse infrazioni regolamentari.
Nel 4-4-2 di partenza esordio assoluto da titolare per il baby Pazienza tra i pali; linea di difesa con Lamura e Frappampina esterni, Ciardi e Naglieri centrali; a metà campo, capitan De Santis e Francesco Tenzone nel mezzo, Rizzi e De Giosa sulle corsie; in avanti, come detto, il duo Petruzzella – Alfredo Tenzone.
La coppia d’attacco fa subito capire quali sono le intenzioni della giornata, e al 4’ il risultato è già sbloccato: iniziativa di Alfredo Tenzone sulla sinistra, dal fondo servizio al centro per Petruzzella, che irrompe sul primo palo e di sinistro segna nell’angolino basso alla destra del portiere terlizzese De Chirico. 1-0 e per l’attaccante molfettese rete che consente di agganciare Uva in vetta alla classifica marcatori.
Nell’Omnia subito un cambio: problema muscolare per Ciardi, al suo posto subentra Corcelli, che va sulla corsia, con l’accentramento di Lamura. I bitontini controllano il match piuttosto agevolmente anche se non riescono a trovare tantissimi spazi nella retroguardia ospite, tanto da provarci spesso con conclusioni dai 15 metri. Francesco Tenzone prova a sorprendere De Chirico con una botta da fuori che rimbalza sul terreno di gioco e per poco non beffa il numero uno terlizzese. Due opportunità per Alfredo Tenzone: prima si gira in area sugli sviluppi di una punizione, De Chirico respinge; poi si libera al limite dell’area ma il suo diagonale, deviato da Baldassarre, fa la barba al palo. Il Città dei Fiori Terlizzi si rende pericoloso con una perfida conclusione di Angelico, alzata in angolo da Pazienza, e col colpo di testa a lato di Desimine, su cross dalla destra di Amendolagine.
Il primo tempo si chiude con una nuova occasione dal limite dell’area per Alfredo Tenzone, con De Chirico che si rifugia in corner, e con un intervento ancora del portiere ospite su botta in area di Rizzi. Al riposo Omnia avanti 1-0.
Ripresa più pirotecnica e ricca di gol ed emozioni. Il Terlizzi preme di più, la partita diventa più spettacolare.
Grossa chance ospite con Desimine: servito in profondità, è bravo ad evitare Pazienza in uscita, ma da posizione defilata, sulla destra, coglie un palo clamoroso a porta sguarnita. Entra Canniello per Frappampina tra le file omniane. Attorno a metà della ripresa, il ribaltone: il Terlizzi prima pareggia e poi addirittura effettua il sorpasso, il tutto nel giro di appena quattro minuti.
Le due reti nascono sugli sviluppi di due corner battuti dalla destra da Barile: nel primo, al 66’, mischione furibondo in area di rigore ed il più lesto di tutti è Gaetano Malerba, ben appostato sul secondo palo, a girare in rete la palla dell’1-1. Al 70’, uscita a vuoto di Pazienza, che legge male i tempi di intervento sulla palla, e Desimine sul secondo palo trova il punto del sorpasso. 1-2.
Lo svantaggio bitontino però dura pochi secondi davvero. Lancio di Alfredo Tenzone in profondità per Petruzzella, che scatta sul filo del fuorigioco, sulla sinistra, salta De Chirico in uscita disperata, e da posizione defilata insacca in rete la palla del 2-2. Per bomber “Pedro” ventunesima rete e sorpasso in vetta ai danni di Uva.
Nell’Omnia c’è spazio anche per l’ultimo cambio, con un gradito ritorno in campo: quello di Antonello Orlino, principe del gol omniano fino all’avvento di Petruzzella. Subentra al posto di Rizzi e subito si fa vedere per qualche spunto propositivo in fase offensiva.
Il Terlizzi non demorde e Gaetano Malerba coglie la traversa dal limite dell’area, dopo una bella iniziativa personale.
Al minuto 85’ ecco il controsorpasso omniano: il 3-2 porta la firma di Alfredo Tenzone, con una botta dal limite dell’area che batte De Chirico. Per l’attaccante barese rete numero 18 in campionato.
In pieno recupero ci sarebbe persino l’occasione del poker: l’arbitro tarantino Adamo assegna un penalty all’Omnia, sul dischetto si presenta Alfredo Tenzone ma De Chirico è bravo a distendersi sulla sua destra e a deviare in angolo.
È l’ultima emozione della stagione. L’Omnia Bitonto batte anche il Città dei Fiori Terlizzi e chiude il girone B della Prima Categoria con 69 punti: ventidue vittorie, tre pareggi ed una sola sconfitta; miglior rendimento sia casalingo (con 37 punti) sia esterno (con 32 punti); miglior attacco (80 reti messe a segno, una media di poco più di tre a partita) e seconda miglior difesa (20 reti subite, meglio ha fatto solo la Nuova Spinazzola con 17). A questi numeri, come detto, si aggiungono la conquista della Coppa Disciplina (l’unica ammonizione rimediata ieri da De Giosa non va a scalfire un vantaggio superiore di un punto sulla seconda) ed il successo personale di Petruzzella, capocannoniere con 21 reti (senza dimenticare le tre marcature cancellate con i ritiri di Sauri e Sportmania Cerignola, ndr). La macchina da gol omniana vede sul gradino più basso del podio Alfredo Tenzone a quota 18 reti; Francesco Tenzone quinto con 13, e poi Anaclerio 9 e Loseto 8. Significativa la conquista della Coppa Disciplina: riuscire ad essere la squadra più corretta di tutta la Prima Categoria dovendo gestire tensioni nervose e pressioni dovute al primato, sin dalla prima giornata, è segno di grande maturità e grandi valori di tutto il gruppo, sia di chi è sceso in campo sia di chi dalla panchina ha evitato polemiche e inutili proteste.
Ora è tempo di archiviare questa stagione e dedicarsi al riposo estivo e alla programmazione del futuro. Perché l’Omnia Bitonto vuole ripartire ad agosto per preparare la sua prima Promozione con l’obiettivo di essere, ancora una volta, protagonista.
Nicolangelo Biscardi
Sono tredici le reti realizzate nel trentesimo ed ultimo turno del campionato di Prima categoria girone A.
Doppietta decisiva e vetta conquistata con il titolo di capo cannoniere per Salvatore Petruzzella dell’Omnia Bitonto. Superato Uva del Corato, con 21 reti segnate.
Diciottesima rete per Alfredo Tenzone dell’Omnia Bitonto.
Segna e chiude a quota 9: Giuseppe De Candia della Virtus Molfetta.
Settima rete per il suo compagno di squadra, Stefano Binetti.
Rete e chiusura a quota cinque reti segnate per Gaetano Malerba del Città dei Fiori Terlizzi.
Quarta rete per Donato Loconte della Nuova Andria.
Terza rete per Bove della Nuova Spinazzola, Desimine del Città dei Fiori Terlizzi e Zagaria della Nuova Andria.
Seconda rete per Calia degli Ultrattivi Altamura e Luigi Pisani della Virtus Molfetta.
Trova la prima rete stagionale nell’ultima gara di campionato, Antonicelli della Nuova Spinazzola.
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CLASSIFICA MARCATORI finale (prime posizioni)
21. Petruzzella (Omnia Bitonto)
20. Uva (Corato)
18. Alfredo Tenzone (Omnia Bitonto)
15. Falcone (Celle di San Vito)
13. Francesco Tenzone (Omnia Bitonto)
11. Compierchio (Celle di San Vito) e Rinaldi (Barium)
10, Curci (Audace Barletta), Dinoia e Diviccaro (Nuova Spinazzola)
9. Anaclerio (Omnia Bitonto) e Giuseppe De Candia (Virtus Molfetta)
8. Gerundini (Audace Barletta), Loseto (Omnia Bitonto) e Ruscino (Real Bat/Corato)
7. Stefano Binetti (Virtus Molfetta), Messinese (Sammarco) e Specchio (Minervino Murge)
Alessandro Polichetti
Il campionato di Serie D girone H si chiude con 22 reti all’attivo.
Meloni del Fondi pur non segnando si laurea capo cannoniere con 26 reti realizzate.
Sedicesima rete per Pastore del Torrecuso.
Chiudono a quota 14 segnando: Emanuele Esposito dell’Az Picerno e Giglio dell’Isola Liri.
Tredicesimo centro stagionale per Aleksic del Francavilla in Sinni e Montaldi della Virtus Francavilla fresca di promozione in Lega Pro.
Nona rete per Siclari del Taranto.
Doppietta e chiusura a quota sette per Nohman del Fondi.
Doppietta e quota sei raggiunta da Fazio del Torrecuso.
Chiude a quota sei anche Sperandeo della Turris.
Quinta marcatura per Pagliaroli dell’Aprilia.
Quarta rete per Loconte e Pizzutelli del Bisceglie e Romeo del Nardò.
Chiudono a quota 3: Pellegrino del Manfredonia e Quatrana del Serpentara.
Seconda rete per Conti dell’AZ Picerno e Schettino della Turris.
Prima rete in campionato per Alessio Gentile del Manfredonia e Natino del San Severo.
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CLASSIFICA MARCATORI finale (prime posizioni)
26. Meloni (Fondi)
24. Evacuo (San Severo) e Genchi (Taranto)
16. De Iulis (Serpentara) e Pastore (Torrecuso)
15. Galizia (Pomigliano)
14. Emanuele Esposito (AZ Picerno), Felici (Torrecuso) e Giglio (Isola Liri)
13. Aleksic (Francavilla in Sinni), Montaldi (Virtus Francavilla) e Simeri (Potenza)
12. Tarallo (Turris)
11. Tiscione (Fondi)
10. Sekkoum (Francavilla in Sinni), Delgado (Serpentara), D’Agostino (Fondi), Giovanni Esposito (Aprilia), La Porta (Manfredonia) e Prisco (Pomigliano)
9. D’Auria e Gasparini (Francavilla in Sinni), Farriciello e Sorrentino (Marcianise), Iadaresta (Fondi), Masini (Virtus Francavilla), Raffaele Poziello (Isola Liri), Siclari (Taranto) e Zerillo (Torrecuso)
Alessandro Polichetti
Ben trentatre le reti messe a segno nel trentaquattresimo ed ultimo turno del campionato di Lega Pro girone C.
Ancora a segno Iemmello del Foggia: doppietta per lui e con 24 reti segnate si laurea capo cannoniere del torneo.
Sigla una doppietta e chiude la stagione con 13 reti realizzate, La Mantia del Cosenza.
Tredicesima rete anche per Infantino del Matera.
Doppietta e salita a quota 10 per Alfageme della Casertana e decima rete anche per Gambino del Monopoli e Moscardelli del Lecce.
Doppietta per Arrighini del Cosenza che chiude il torneo con nove reti segnate.
Nona rete stagionale anche per Diop della Juve Stabia.
Ottava marcatura per Gustavo del Messina e Razzitti del Catanzaro.
Sesto centro per Russotto del Catania e Strambelli della Fidelis Andria.
Doppietta e chiusura a quota cinque per Carcione della Paganese, quinta rete per Cavallaro del Cosenza e Zibert dell’Akragas.
Angiulli del Benevento, Caturano e Doumbia del Lecce raggiungono quota 4.
Raggiungono quota 3: Chiricò del Foggia, Giannone e Jefferson della Casertana.
Seconda rete per Barisic del Messina e Berardino del Martina Franca.
Prima rete in campionato per i vari Bergamelli, Marchetti, Rossetti e Rubino.
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CLASSIFICA MARCATORI finale (prime posizioni)
24. Iemmello (Foggia)
15. Caccavallo (Paganese)
14. Di Piazza (Akragas)
13. Baclet (Martina Franca), De Angelis (Casertana), Infantino (Matera) e La Mantia (Cosenza)
11. Calil (Catania) e Croce (Monopoli)
10. Alfageme (Casertana), Gambino (Monopoli), Moscardelli (Lecce), Nicastro (Juve Stabia), Sarno (Foggia) e Tavares (Messina)
9. Arrighini (Cosenza), Diop (Juve Stabia) e Marotta e Mazzeo (Benevento)
8. Cissè (Benevento), Gustavo (Messina), Negro (Casertana) e Razzitti (Catanzaro)
Alessandro Polichetti
Della vittoria contro il Carpino rimarrà indelebile la prodezza di Francesco Brenvaldi al 20′ del secondo tempo, un cross dell’ottimo Schiattone che l’attaccante cerignolano con una magia in rovesciata, indirizza all’incrocio dei pali, un gol che fà impazzire tutto lo Scirea di Stornarella che ha festeggiato la vittoria per 4-1 sul Carpino.
Per la formazione del tecnico Pino De Martino in rete Brenvaldi, autore di una doppietta, Contillo su rigore, e Di Leo che aveva sbloccato la gara, per gli ospiti rete di Valentino nel finale. Una vittoria che consente alla formazione stornarellese di tornare a meno quattro dalla Salvemini Manfredonia a sette gironi dall’attesissimo scontro diretto del Miramare, che deciderà le sorti della stagione. Nel frattempo lo Stornarella si è assicurato quantomeno la finale play off grazie a questa vittoria, nonostante le tante assenze che pesavano sulla vigilia di questa gara. Uno Stornarella che ha voglia di continuare a far bene e di inseguire l’obiettivo stagionale, quella seconda categoria che potrebbe passare anche dalle magie di Francesco Brenvaldi.
Luca Caporale
Il campionato della Nuova Andria termina con una sconfitta al “Paolo Poli” di Molfetta contro la Virtus Molfetta.
Una sconfitta immeritata per i ragazzi allenati da mister Sinisi che perdono la gara a tre minuti dal termine, dopo un secondo tempo spettacolare e pieno di reti da ambo le parti.
Per quest’ultima giornata del campionato di Prima categoria girone A, le due squadre entrambe salve, vogliono chiudere al meglio il torneo e per cui giocano senza assilli.
Il primo tempo però non è bello e i ritmi sono lenti, tipici di fine stagione.
I padroni di casa ci provano un paio di volte tra il 15’ e il 20’ ma nulla di fatto.
La Nuova Andria tiene bene il campo ma la prima frazione termina col giusto risultato di 0 a 0.
Il secondo tempo è completamente diverso e succede tutto nell’arco dei 45 minuti.
Al 46’ ci prova Zinni per la Nuova Andria ma il suo destro termina di poco a lato.
Due minuti dopo è la Virtus ad andare vicina al vantaggio con Giuseppe De Candia, ottima la risposta di Crisantemo che nega la gioia del gol all’attaccante molfettese con un intervento prodigioso.
Al 55’ la Nuova Andria passa in vantaggio: ottima la soluzione mancina da fuori di Donato Loconte che fa secco Xhafaj con un tiro che si insacca a fil di palo.
Vantaggio Nuova Andria e quarta rete in campionato per il n. 10 andriese.
Passano soltanto tre minuti e l’arbitro Vigliotta di Foggia vede una spinta di De Nigris in area di rigore ai danni di un attaccante locale, è calcio di rigore.
Il penalty viene trasformato da Giuseppe De Candia: 1 a 1.
La Nuova Andria però spinge e colpisce ancora al minuto 65: Domenico Amorese da destra mette in mezzo un pallone invitante e in area si forma una mischia dalla quale spunta la testa di Zagaria che mette dentro: 1 a 2 e terza rete per l’esterno ex Corato.
Ma la Virtus non molla e ancora tre minuti più tardi trova la rete del pari con Binetti che fa secco Crisantemo col destro: 2 a 2.
La gara potrebbe cambiare quando al 72’ Domenico Amorese viene steso in area e c’è il calcio di rigore per la Nuova Andria.
Dal dischetto però Caporale si fa ipnotizzare da Xhafaj che respinge la conclusione del n. 4 andriese.
La gara si avvia verso un giusto pareggio quando al minuto 87 la Virtus trova la rete della vittoria grazie al neo entrato Luigi Pisani che sfrutta un rimbalzo velenoso del terreno, ingannando Pasculli e concludendo di sinistro con una girata velenosa che trafigge Crisantemo.
Termina 3 a 2 per la Virtus Molfetta, una gara dai due volti: noiosa e priva di emozioni nel primo tempo, divertente e piena di reti nella seconda frazione.
Il pari sarebbe stato più giusto ma l’episodio del calcio di rigore fallito dalla Nuova Andria e la rete vincente della Virtus a tre minuti dal termine, sono stati gli episodi chiave.
Una sconfitta comunque indolore per la Nuova Andria che ha ottenuto una meritata salvezza, grazie ad una squadra giovanissima guidata dal tecnico Sinisi che come tutto lo staff e la società, crede molto nei giovani e la linea verde continuerà anche negli anni a venire, tanto che ormai da queste parti tutto ciò è un marchio di fabbrica.
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VIRTUS MOLFETTA-NUOVA ANDRIA 3-2
VIRTUS MOLFETTA: Xhafaj, Porcelli, De Pinto, Altomare (82’ Catanzaro), De Candia C., Salamina, Palermo, Sallustio, Binetti, Amato (67’ Demaj), De Candia G. (67’ Pisani L.). A disp. Floro, Monda, Beefnah, Pisani C. All. Nico Mininni
NUOVA ANDRIA: Crisantemo, Di Palma, De Nigris, Caporale, Cassetta, Pasculli, Zinni (86’ Amorese F.), Amorese D., De Fato (77’ Fiore), Loconte, Zagaria (86’ Tesse). A disp. Zingaro, Sibio, Tota, D’Avanzo. All. Cosimo Sinisi
ARBITRO: Davide Vigliotta di Foggia
MARCATORI: al 55’ Loconte (NA), al 58’ De Candia G. su rigore (VM), al 65’ Zagaria (NA), al 68’ Binetti (VM) e al 87’ Pisani L. (VM)
NOTE: ammoniti Altomare, Sallustio e Catanzaro (VM) e De Nigris (NA)
Alessandro Polichetti
Un Bisceglie ordinato e determinato a levare le braccia al cielo ha regolato non senza qualche grattacapo il San Severo, rivale diretto per la lotta alla salvezza, regalandosi il settimo posto in classifica ed il consolidamento dopo una stagione tribolata.
Il Bisceglie schierato dall’inizio con il 4-3-3 con il tridente offensivo Guglielmi-Pizzutelli-Loconte, ci ha provato già al minuto otto con una incornata di quest’ultimo su cross di Lancellotti che non è andata a buon fine.
Nel corso dei minuti successivi il San Severo di mister Severo De Felice è cresciuto ed è passato al ventesimo con Natino abile ad approfittare dell’errato disimpegno di Lamorte ed a bucare la rete al secondo tentativo dopo la respinta corta del portiere di casa.
Ancora San Severo dopo il gol con la percussione di Milani il quale si è incuneato fra le maglie gialloblu del Bisceglie trovando la pronta opposizione di Vicino in uscita. Il Bisceglie ha così macinato metri e gioco per arrivare la pareggio sfiorandolo nel finale con la punizione dai venti metri di Pizzutelli, fuori, e la girata velleitaria di Guglielmi.
Nella ripresa è arrivata fulminea la riscossa nerazzurra: al quarantasettesimo la punizione di Federico Pizzutelli, deviata dalla barriera giallo granata, ha tradito Mennella depositandosi alle sue spalle. Venti minuti dopo il sorpasso è griffato Loconte, abile a sfruttare il prezioso suggerimento di Lancellotti dalla mediana e ad entrare in area bruciando il portiere.
Pizzutelli ha provato a lasciare la seconda impronta su questa ultima giornata del girone H del campionato di serie D quattro minuti più tardi, con un colpo al volo su cross di Rubino terminato alto.
Il San Severo ha creduto nel pareggio ma non fino in fondo, arrestatosi sempre sulla trequarti di campo, e la sua reazione è stata tutta nella punizione pericolosa di Rossi al minuto 87; il cuoio ha fatto la barba al palo con Vicino immobile.
Dopo cinque minuti di recupero è scoppiata la festa per gli uomini del tecnico Claudio De Luca che hanno così condannato gli avversari a proseguire la loro stagione agonistica con gli spareggi play out da disputarsi contro il Serpentara.
Bisceglie-San Severo 2-1
Bisceglie: Vicino, Rubino, Saias, Fanelli, Lamorte, Aprile, Lancellotti, Ngom, Guglielmi (dall’86° Calisi), Pizzutelli (dal 78° Marra), Loconte (dall’81° Ivone). Allenatore: Claudio De Luca. A disposizione: Leo, Ola, Lubrano, Ivone, Grumo, Stranieri, De Vivo.
San Severo: Mennella, Natino, Rossi, D’Arienzo, Cipolletta, Grieco (dal 65° Florio), Pollidori, Tricarico, Evacuo, De Luca, Milani (dal 72° Favetta). Allenatore: De Felice. A disposizione: Pinto, Favilla, Ranieri, De Rosa, Mastrangelo, Menicozzo, Morsillo.
Terna arbitrale: De Santis di Lecce (Bruni di Brindisi, Laudato di Taranto).
Reti: 19° Natino, 47° Pizzutelli, 63° Loconte.
Note: spettatori 700. Ammoniti: Tricarico, Grieco, Ngom. Calci d’angolo: 4-1.
Bartolomeo Pasquale
Mentre a Francavilla Fontana si scatena il tripudio, a Taranto ci si “mangia le mani” e ci si riempie di tristezza e rimpianti: la sfida tra Virtus Francavilla ed Isola Liri termina in un pareggio che accontenta entrambe le compagini, regalando la salvezza ai laziali e la promozione in Lega Pro alla Virtus. Risultato analogo al “Fittipaldi” di Francavilla in Sinni, dove il Taranto risponde al vantaggio dei lucani, consolidando un secondo posto dal sapore mai più amaro di questo.
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Dopo i soliti minuti iniziali dedicati allo studio reciproco da parte delle due compagini, è il Francavilla ad avvicinarsi alla rete del vantaggio, con Solitro che conclude con un mancino a giro, ma la palla termina di poco a lato. Due minuti dopo, un corner per il Taranto spaventa i padroni di casa, ma il tiro-cross di Marsili viene respinto dal portiere lucano Liccardo. Lo stesso numero 1 si rende protagonista in un’azione del Taranto, quando Marseglia calcia a botta sicura, incontrando, però, un’opposizione magistrale dell’estremo difensore casalingo. Da un grande intervento in una porta, all’ennesimo pasticcio nell’altra: protagonista in negativo, infatti, il portiere del Taranto De Lucia, che sbaglia l’intervento in uscita e si fa superare da Aleksic, il quale ringrazia e a porta vuota deposita in rete portando in vantaggio il Francavilla al 44′.
Nella ripresa, il Francavilla vuole bissare la rete del vantaggio e dopo due minuti, Marzullo calcia a giro dal limite dell’area, ma De Lucia si fa trovare pronto, rimandando al mittente la conclusione. Il Taranto, invece, insegue il pari, avvicinandosi all’1-1 quando Alvino calcia dal limite, sfiorando, però, il palo. Le speranze in un immediato pareggio del Taranto si infrangono sull’incrocio dei pali colpito da Siclari con un imperioso colpo di testa, dopo il preciso traversone di Genchi. La sfida sembra ridursi tra Taranto e Liccardo, che si impone per l’ennesima volta su un tiro del capitano Genchi; sulla ribattuta, la palla arriva ai piedi di Ciarcià, il quale, dal limite dell’area sfiora il montante. Ci pensa Siclari a sbloccare il conflitto con il portiere lucano, il quale si fa trovare impreparato e viene superato dall’attaccante del Taranto che trova il pareggio al 78′. Nel finale, gli ospiti assediano la retroguardia del Francavilla, ma Liccardo si fa perdonare l’errore opponendosi diverse volte e confermandosi il migliore in campo di una partita che chiude la stagione con il secondo posto occupato dal Taranto e la terza posizione occupata dal Francavilla. L’appuntamento, ora, è ai play-off.
Alessandro Mazzarino
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