Archive 09/11/2015

La doppietta di Lasalandra liquida la pratica Apricena

Audace Cerignola da record
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Il campionato di Promozione pugliese Girone A, giunto alla sua nona giornata, ha visto l’allungo in classifica dell’Audace Cerignola, ancora vittorioso in casa contro il Madre Pietra Apricena, e sempre più capolista a +8 sulla seconda. Il netto 2-0, frutto di una doppietta di Lasalandra, ha testimoniato ancora una volta lo splendido stato di forma dei gialloblu. Il 3-4-3 di mister Massimo Gallo funziona bene soprattutto grazie al lavoro dei laterali (Colucci a sinistra e Russo a destra) e alla solidità difensiva degli esperti Colangione e Ciano e del giovane Grimaldi, a protezione del portiere Marinaro; in mediana Schiavone e Giuseppe Grieco, mentre in avanti il tridente pesante con Lasalandra, Flavio Amoruso e Dipasquale. Gli ospiti, di contro, propongono un solido 4-4-2, con Valente, Villani, Piano e Ceccone davanti all’estremo difensore Longo; un centrocampo robusto con D’Errico e il capitano Mastromatteo interni, Fiorentino e Potenza larghi; in attacco Quitadamo e Salerno completano l’undici titolare agli ordini di Michele Mimmo.
Il primo tempo vede l’Apricena molto intraprendente a metà campo, con un pressing deciso e organizzato che blocca il giro palla degli ofantini. Al quarto d’ora l’Audace prova a cambiare marcia sfruttando il gioco sulle fasce, ma l’imprecisione negli ultimi metri degli avanti di casa tiene il risultato ancora fermo sullo 0-0. Al 18’ si sblocca la partita: azione di Russo sulla destra che raggiunge il fondo e crossa al centro dell’area, la difesa avversaria si dimentica di Lasalandra, il quale tutto solo colpisce di testa per l’1-0. Parecchio lavoro per il fischietto di giornata Fabio Natilla della sezione di Molfetta -coadiuvato dagli assistenti Marco Colecchia (Bari) e Giuseppe Sicolo (Molfetta)-, costretto a fermare il gioco in più occasioni per interventi duri. Al 26’, però, cambia nuovamente il parziale: il capitano degli ospiti, Mastromatteo, commette fallo al limite dell’area e viene ammonito. Lasalandra si incarica di calciare la punizione: il tiro a giro sul palo lungo scavalca la barriera, siglando il 2-0. Seconda parte di frazione senza troppe emozioni, con il Cerignola che sfrutta le fasce ma con poca precisione negli ultimi sedici metri; l’Apricena, invece, prova a fare pressing nel tentativo di limitare le sortite offensive ofantine.
La squadra del patron Grieco parte subito forte nella ripresa: Russo al 51’ va via sulla destra e offre a Lasalandra il gol tripletta, ma la semirovesciata è imprecisa; la sfera  si impenna trasformandosi in occasione per Colucci, che a botta sicura si fa respingere il tiro da Longo. Il Madre Pietra, però, sembra più convinto e in dieci minuti colpisce tre volte i legni di Marinaro. Al 58’, infatti, Mastromatteo da fuori area, dopo la respinta della difesa su un corner, lascia partire un tiro potente che incoccia la traversa e si spegne sul fondo. Due minuti più tardi, è la volta di Salerno: il calcio franco centra la parte alta della traversa; al 68’, invece, ancora il capitano ospite e sempre dalla distanza, colpisce la trasversale. Gallo prova a cambiare schema e interpreti, nel tentativo di arginare le offensive dell’Apricena: Pensa sostituisce Lasalandra, bomber di giornata, per un 4-4-2 che crea più densità a centrocampo. L’Audace si fa pericoloso all’80’ con Monopoli (subentrato a Russo): la conclusione dell’esterno impegna nella presa in due tempi l’estremo difensore blugranata; tre minuti dopo, lo stesso Monopoli offre un tiro facile a Dipasquale che sbaglia la mira. Sugli sgoccioli del match, scontro violento -testa contro testa- in mezzo al campo tra due giocatori del Cerignola, Dipasquale e Giuseppe Grieco: ha la peggio l’attaccante, che riporta un taglio al naso. Dopo il cospicuo recupero, ben otto minuti, il direttore di gara fischia la fine dell’incontro.

AUDACE CERIGNOLA – MADRE PIETRA APRICENA 2-0

Audace Cerignola: Marinaro, Grimaldi, Colucci S., Ciano, Colangione, Russo (55’ Monopoli), Grieco Giuseppe, Schiavone, Dipasquale, Lasalandra (74’ Pensa), Amoruso F. (88’ Grieco Gabriele). A disposizione: Vurchio, Amoruso D., Borrelli, Matera. Allenatore: Massimo Gallo.

Madre Pietra Apricena: Longo, Valente (68’ Scarano), Villani, Piano, Cercone (18’ Melchionda), Fiorentino, D’Errico (45’ Urbano), Mastromatteo, Salerno, Quitadamo, Potenza. A disposizione: Ruggiero, Campobasso, Faienza, Pasquandrea. Allenatore: Michele Mimmo.
Reti: 18’, 26’ Lasalandra.
Ammoniti: Grimaldi, Giuseppe Grieco (AC); D’Errico, Mastromatteo, Scarano (MPA).
Angoli: 1-2. Fuorigioco: 2-3. Recuperi: 5’ pt, 8’ st.
Arbitro: Natilla (Molfetta). Assistenti: Colecchia (Bari)-Sicolo (Molfetta).

L’ASD San Marco vince ancora:

Anche l’Ascoli Satriano si arrende alla legge del ‘Tonino Parisi’

Vantaggio di Matteo Ramunno, raddoppio di Stefano Barbone e rete di Caggianelli su calcio di rigore per gli ospiti, rimasti in dieci.

Pur priva di Capitan Gualano squalificato, Nazario Nardella, Giuseppe Catalano e Raffaele Camillo infortunati – e con alcuni calciatori non al top – l’ASD San Marco compie l’ennesima impresa portando a casa tre punti contro un avversario ostico, ben messo in campo, mai domo e costituito da ottime individualità.

PRIMO TEMPO. A inizio gara i celestegranata del presidente Tommaso Martino si rendono pericolosi in più di una occasione grazie a un ottimo Camillo, che al 15esimo serve al centro una palla che Ramunno deposita in rete. Gli uomini del direttore generale Bruno Augello spingono alla ricerca del raddoppio che arriva grazie al colpo di testa di Barbone, che trasforma in oro un assist al bacio di Iannacone. L’Ascoli si rende pericoloso con diverse palle inattive, ma uno straordinario De Cesare fa buona guardia. Al quarantesimo Ramunno ha la palla per far scorrere i titoli di coda al match, ma il portiere avversario è bravo a chiudere la traiettoria. Il primo tempo termina sul risultato di 2 a 0.

SECONDO TEMPO . Al rientro in campo, dopo pochi minuti l’arbitro assegna un calcio di rigore agli ospiti tra le proteste dei padroni di casa. Caggianelli non sbaglia e rimette i gialloblù in carreggiata, che però, dopo pochi minuti, restano in dieci per un brutto fallo del numero 11 su Michele Coco, che gli costa la doppia ammonizione e l’uscita anzitempo dal terreno di gioco. I ragazzi dell’allenatore-giocatore Iannacone reclamano un penalty per una evidente trattenuta in area su Perna, tra le veementi proteste del numeroso e caloroso pubblico sammarchese. Nonostante l’inferiorità numerica, l’Ascoli prova a pareggiare la partita cercando di sfruttare le palle inattive, ma la retroguardia celestegranata non si fa sorprendere fino al triplice fischio finale. L’ASD San Marco mantiene la terza posizione in classifica.

LE PAROLE DI MISTER IANNACONE. “Abbiamo giocato contro un’ottima squadra disputando un gran bel primo tempo, ma sbagliando in più di un occasione il terzo gol che ci avrebbe permesso di giocare la ripresa con più tranquillità. All’inizio del secondo tempo l’Ascoli è tornato in partita trovando subito il gol. A quel punto abbiamo pensato di non subire il pari concedendo, ingenuamente, qualche calcio piazzato di troppo. Per come siamo arrivati a questa gara va benissimo così, perché i miei ragazzi stanno crescendo con la consapevolezza che dobbiamo restare sempre concentrati e non dobbiamo mai abbassare la guardia. La classifica, che da alcune giornate ci vede al terzo posto, non ci interessa. Noi pensiamo solo a farci trovare pronti per l’impegno di domenica prossima a Canosa”.

L’Audace è una sinfonia

Nona vittoria consecutiva. Battuta l’Apricena 2-0 con doppietta di Lasalandra

 

L’Audace riesce ad essere sempre uguale a se stessa. Nessuna sorpresa, stessa andatura, stesso risultato: la vittoria. Con il secco 2-0 rifilato all’Apricena, fanno 9 su 9 in campionato, la tredicesima affermazione consecutiva (considerando le 4 gare di Coppa) ed un importante, per usare un eufemismo, più 8 sulla seconda (Real Siti). Siamo solo ad inizio novembre ma i numeri e i segnali restano forti: i gialloblu si presentano con grande facilità nelle aree avversarie, hanno una rosa completa con nessun punto debole, hanno una panchina ricca e poi nei primi tempi sono micidiali.

Anche contro l’Apricena, infatti, la gara è stata chiusa nel prima frazione di gioco con entrambe le reti firmate da Gigi Lasalandra. La prima arriva al minuto 18 con un inzuccata precisa a suggellare un’azione travolgente di Russo sull’out di destra. “Era un’azione programmata – dichiara mister Gallo – Sapevamo che i loro terzini avrebbero chiuso maggiormente verso il centro quindi abbiamo cercato di infilare la difesa avversaria con passaggi filtranti sugli esterni. Così è nata la rete che ha sbloccato la gara”.  Già, perché quest’Audace è forte, cinica, in grado di capire i punti deboli degli avversari e colpire. Gara indirizzata verso il binario giusto, chiusa otto minuti più tardi (minuto 26) dalla seconda rete di Lasalandra. Il numero 10 ofantino regala una perla direttamente da calcio di punizione: palla che gira, scavalca al barriera e si infila nel set. 2-0 e un primo round a tinte gialloblu, solido e bello: “Abbiamo fatto un buon primo tempo, con belle giocate” chiosa il mister. Nella ripresa invece è l’Apricena a fare la partita. La squadra di mister Mimmo, con un pressing alto e organizzato, prova ad impensierire Dipasquale e compagni costringendoli a giocare di rimessa. Nella fase centrale del tempo infatti, gli ospiti colpiscono ben tre legni. Mastromatteo prima, con due bei tiri dalla distanza, e Salerno poi (direttamente da calcio piazzato) preoccupano la difesa di casa salvata sempre dalla traversa. “Nel secondo tempo siamo calati mentalmente e anche fisicamente, avendo giocato giovedì la Coppa – conclude Gallo – Dobbiamo chiudere prima le partite. Certi cali non possiamo permetterceli altrimenti galvanizziamo gli avversari, riportandoli in partita”.  Difatti, i gialloblu provano con qualche contropiede veloce ad impensierire la retroguardia avversaria senza l’acuto finale.

Ma si era già al tramonto della sfida, si stava già suonando la nona sinfonia. Nonostante qualche comprensibile calo, l’avviso ai naviganti è chiaro: battere quest’Audace risulta sempre più difficile.

Fabio Trallo

Eccellenza, ecco chi sale e chi scende nella 10° giornata

Quota 900 toccata. No, tranquilli non stiamo parlando di alpinismo e i 900 non sono metri ma i minuti giocati sin qui nel torneo di Eccellenza Pugliese.

Ecco la nostra, ormai consueta, rubrica in cui andiamo a valutare i promossi e i bocciati in questa giornata.

PROMOSSI

HELLAS TARANTO – New entry in questa parte della rubrica per la compagine tarantina. Il 2-1 ottenuto contro un Casarano, secondo in classifica e lanciatissimo, vale tantissimo e consente di ottenere 3 punti vitali come l’ossigeno. La formazione di De Falco sale a quota 10 e si inserisce nel treno salvezza.

BARLETTA – Al di là della vittoria ottenuta contro un Leverano che a dirla tutta sta facendo un campionato tutt’altro che entusiasmante apprezziamo la tenacia della banda Pizzulli. I problemi societari stanno attanagliando tutto l’ambiente biancorosso ma la squadra non sembra risentire di queste negatività. Se si dovesse sistemare la questione societaria, la squadra di Pizzulli potrebbe ambire a qualcosa di molto succulento.

OTRANTO – Completiamo la rubrica, continuando con squadre della parte destra della classifica. Dopo la crisi nera, più di risultati che di prestazioni, l’Otranto di Salvadore espugna il “Ventura”, campo dell’Unione Calcio Bisceglie. La formazione locale veniva da 5 vittorie di fila e la truppa idruntina riesce a bloccare il treno (come l’avevamo chiamato qualche settimana fa) capeggiato da Mimmo Di Corato.

BOCCIATI

CASARANO – Battuta d’arresto per la formazione di Oliva che cade a Fragagnano. Il pareggio, contemporaneo del Gravina, non da un immagine esatta della sconfitta in terra tarantina: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Mancato sorpasso o sconfitta indolore? Ai posteri l’ardua sentenza…

SUDEST – La formazione di mister D’Ermilio ci sembra la classica situazione del “vorrei ma non posso”. A Bitonto arriva una sconfitta che, per carità, ci può anche stare (considerando le assenze) ma la formazione della Valle D’Itria, lontana dal “Viale Olimpia” appare un agnellino indifeso con soltanto due punti ottenuti.

ANTONIO GENCHI 

 

Virtus Molfetta – Barium 0-1

Il calcio sa essere uno sport “crudele”. La Virtus Molfetta lo ha constatato nella gara disputata ieri pomeriggio al Poli, valevole per la sesta giornata del campionato di Prima Categoria. È stato affrontato il Barium Calcio, compagine che si è presentata all’appuntamento in qualità di quarta forza del girone A, preannunciandosi dunque come avversario ostico. La Virtus di Mininni, bisognosa di punti per abbandonare la zona playout, ha avuto un ottimo impatto sul match.

Nella prima frazione c’è stata una netta supremazia territoriale dei padroni di casa, bravi a tenere alto il baricentro e ad impedire, tramite un pressing portato sin dagli attaccanti, un’agevole manovra agli ospiti. Dopo un primo quarto d’ora poco ricco di emozioni, i molfettesi hanno cominciato a minacciare seriamente la retroguardia del Barium. La prima ghiotta occasione per il vantaggio ha visto De Pinto, come suo solito in costante proiezione offensiva, colpire, con un gran sinistro al volo, la parte interna del palo difeso dal portiere nemico (quest’ultimo è stato poi fortunato nel ritrovarsi il pallone fra le mani). Dopo qualche minutoa sfiorare l’1-0 è stato ancora una volta il terzino sinistro virtussino, che ha ricevuto da De Candia un ottimo passaggio filtrante ed è stato autore di un’insidiosa conclusioneda posizione defilata, respinta in corner dall’estremo difensore ospite. Alla mezzora è arrivata una nuova chance per i gialloblu: Cosimo De Candia, su un corner a rientrare dalla sinistra calciato dal suo omonimo Beppe, ha anticipato tutti sul primo palo e, al volo con l’esterno, non ha trovato lo specchio della porta per centimetri.  In tutto questo il Barium è stato sostanzialmente a guardare, e ha soltanto cercato, in maniera timida e per questo vana, di puntare sul gioco di ripartenza, con pochissimi uomini capaci di accompagnare le rare trame offensive tessute. La Virtus, dal canto suo, ha continuato ad attaccare con buona insistenza, e ha creato i presupposti ideali per portare il match dalla sua parte. Al 35’, sugli sviluppi di una rimessa laterale di De Pinto, De Candia si è esibito in un delizioso colpo di tacco al volo, favorendo, all’interno dell’area di rigore ospite, il controllo a seguire di Binetti: il centroavanti locale è sfuggito via di forza al controllo del suo marcatore, il quale è stato costretto, pur d’impedirgli la conclusione a rete, ad atterrarlo irregolarmente. Il direttore di gara ha ammonito il giocatore barese (pur interrompendo una ghiotta occasione, il suo fallo non è stato da ultimo uomo), e ha concesso il penalty alla squadra di casa. Beppe De Candia ha però fallito dagli 11 metri, e la gara è rimasta bloccata sullo 0-0.

Prima dell’intervallo, nonostante il contraccolpo psicologico del rigore sbagliato, gli uomini di Mininni hanno mantenuto il pallino del gioco, e hanno peraltro potuto usufruire del vantaggio numerico, grazie all’espulsione per doppia ammonizione di un giocatore avversario. Il risultato non è tuttavia mutato, e nella seconda frazione il ritmo dei padroni di casa è cominciato progressivamente a calare. Paradossale è stata la carenza di occasioni da gol in situazione di superiorità numerica, dopo che nel primo tempo, quando si era giocato in 11 contro 11, la rete era stata ripetutamente sfiorata. Il Barium ha persino trovato modo di ripartire in maniera più incisiva di quanto non avesse fatto in precedenza, ed ha lasciato presagire il “tragico” esito della partita della Virtus. L’unica vera e ghiotta chance per il vantaggio locale è giunta al 70’: Demaj, con una punizione quasi perfetta a girare sulla barriera, ha fatto sibilare la sfera alla destra del palo, a portiere barese battuto. La buona vera e dura legge del gol è scattata, forse ancor più amara perché non immediata, intorno all’80’. Approfittando degli ampi spazi concessi dai virtussini, sconsideratamente protesi in avanti alla ricerca del vantaggio, il Barium si è portata sull’1-0, con un’azione viziata da una posizione sospetta dell’attaccante autore del gol. La squadra di Mininni è rimasta per qualche minuto come impietrita dal beffardo episodio subito, ed è riuscita a riacquisire vitalità offensiva a ridosso dei minuti di recupero. In un così ridotto lasso di tempo sono comunque arrivate due grandissime occasioni per il pari. Nella prima Amato, servito sulla sinistra da De Candia, è entrato in area di rigore e ha calciato di destro: sulla respinta del portiere, Binetti ha tentato il tap-in a botta sicura, trovando un secondo provvidenziale intervento dell’estremo difensore nemico. Successivamente, in una delle ultime “palle della disperazione” scagliate in avanti, Cosimo De Candia si è trovato sul secondo palo a calciare da posizione defilata, eseguendo di fatto un tiro cross invitantissimo per gli accorrenti Amato e Altomare. Il primo di questi ultimi due è riuscito però soltanto a toccare, senza indirizzarla a rete, la sfera, togliendola dalla disponibilità del secondo e facendola terminare sul fondo.

È finita 1-0 per il Barium: una crudele beffa ha colpito la Virtus, di certo meritevole almeno del pari, e probabilmente anche dei tre punti. E invece la compagine di patron Spadavecchia, che continua a preoccupare per quella che sembra un ormai cronica sterilità offensiva, è uscita a mani vuote da un match importante, ottenendo il quarto k.o. su sei gare disputate. La situazione dei gialloblu, che restano a quota 4, in quartultima posizione di classifica e in piena zona playout, comincia a diventare allarmante. Per domenica prossima è in programma un appuntamento non facile, nel quale tuttavia, a questo punto, risulta assolutamente necessario ottenere almeno un punto. Sarà affrontato in trasferta lo Sportmania Cerignola, che occupa attualmente la nona posizione della graduatoria.

molfettalive

Bitonto-Sudest 1-0

Guizzo di Cannone e il Bitonto supera l’esame Locorotondo.

Basta un colpo di testa del giovanissimo centrocampista a principio di primo tempo ai neroverdi per avere la meglio di uno scorbutico e ostico avversario, centrare il terzo successo in campionato e tornare a esultare al “Città degli Ulivi”, dove i tre punti mancavano da quasi due mesi.

Era il 13 settembre. A perdere fu il Mola e a segnare fu un altro centrocampista, Fumarola.

Vittoria meritata quella dei ragazzi di mister Francesco Modesto, sia per la qualità del gioco espressa (finalmente si sta rivedendo il gioco spumeggiante di inizio stagione anche a domicilio), sia per le occasioni create e, purtroppo, fallite, soprattutto da capitan Modesto, nonostante tutto uno dei migliori in campo.

Certo, il Locorotondo recrimina per il clamoroso palo dell’ex Piperis a fine primo tempo e per la gran parata di Rana su punizione di Lanave a piè di incontro, ma il pareggio per la Sudest sarebbe stato eccessivo.

E la classifica, ancora davvero cortissima segno di una Eccellenza che, Gravina e Casarano a parte, è equilibratissima, adesso è un po’ più dolce. Il Bitonto è sesto in classifica, 15 punti, a -2 dalla zona playoff e – 4 dal secondo posto.

La partita. Privo di Valerio squalificato con Pignatta e Bonasia ancora out, Francesco Modesto si affida al 4-4-2 con Rana tra i pali; Barone Arcangelo, Campanella, Rubini, Martellotta; Modesto, De Santis, Fumarola, Cannone; Terrone, Chisena.

L’inizio di match è tutto neroverde. Dapprima ci prova Chisena con un tiro a giro che però Turi controlla senza affanno, e poi all’12’ arriva il gol decisivo. Scambio rapido da calcio d’angolo, rasoiata in mezzo di capitan Modesto e Cannone di testa fulmina l’estremo difensore ospite.

Primo gol stagionale per il giovanissimo stantuffo bitontino, una delle note più positive di questo inizio campionato. È inutile dirlo: ancora una volta, il giovanotto è stato sul pezzo.

Subito in vantaggio, il Bitonto non si assopisce. Martellotta (schierato da esterno come nell’ultima parte della scorsa stagione) vorrebbe ripetere l’eurogoal di Leverano, ma questa volta è poco fortunato. Al 37′, invece, è ancora Turi a smanacciare in angolo una bella conclusione di Modesto, che ci riprova senza fortuna dal corner susseguente.

A fine frazione, invece, è il Locorotondo a mettere i brividi sull’asse degli ex Ventura-Piperis. Il primo spizzica di testa mandando la sfera sul palo, il secondo incredibilmente non riesce nel tap-in davanti alla linea di porta.

La ripresa non è spumeggiante come il primo tempo, ma comunque non ci si annoia. Modesto si divora per ben due volte il raddoppio (anche se nella prima circostanza il portiere avversario è davvero bravo), al 58′ e al 70′, mentre il Locorotondo tenta la via della rete con Sangirardi – altro ex della gara – che sfiora il palo alla destra di Rana, con Faliero, con Ventura che manda alto da pochi passi e con la punizione di Lanave, disinnescata da Rana.

Finisce 1-0, e forse è giusto così. Il Locorotondo, comunque, ha dimostrato di essere una compagine davvero di primo livello.

Ora testa a giovedì e a Vieste, dove il Bitonto ha una semifinale di Coppa Italia da conquistare. Basterà pareggiare dal 2-2 in poi o vincere per passare il turno.

Negli spogliatoi. Francesco Modesto è finalmente sorridente. «Una vittoria che volevamo – afferma – e che abbiamo ottenuto con una bella prestazione contro un avversario che ha creato problemi a tutti. Potevamo vincere con uno scarto maggiore, ma va bene così. Ora non dobbiamo accontentarci perché c’è ancora da migliorare».

La curiosità. Con la rete di Cannone, salgono a dieci i marcatori stagionali dell’Us Bitonto, che ha mandato a segno De Santis, Martellotta, Fumarola, Modesto, Roselli, Chisena, Aloisio, Terrone, Pignatta, e appunto Cannone.

Un punto di forza o un punto di debolezza?

La difesa, poi – al completo è una delle più forti del Campionato, senza dubbio – è la seconda meno battuta del campionato, con soltanto 6 gol al passivo, una in meno della capolista Gravina.

E, magari, con qualche incertezza in meno di Rana e più attenzione sui calci piazzati, potevano essere anche meno…

L’Ischitella parte col piede giusto.

Parte con il piede giusto l’Ischitella battendo per 1-0 fra le mura amiche il Real Zapponeta.

Una vittoria sicuramente meritata,ma abbastanza sofferta  perché giunta solo al 71° su un rigore sacrosanto decretato dal sig. Curiale da Foggia ,dopo le numerosissime ghiotte occasioni avute dai padroni di casa neutralizzate soprattutto dall’ottimo portiere ospite Capacchione.
Ma passiamo alla cronaca della partita.
Inizia subito bene l’Ischitella che già al 1°  impegna con un tiro di KJari  in una splendida parata il bravo portiere Capacchione.
Al  7° è ancora l’ischitella a premere sull’acceleratore tiro di Paolino alto che perviene a D’errico dall’altra parte che tira anch’esso alto sulla traversa.
Al 15° ancora Ischitella il tiro di Contursi a portiere battuto  è debole e consente alla difesa avversaria di salvarsi sulla linea.
Finalmente si fa vivo il Zapponeta con un tiro di Esposito che termina alto.
Al 37° è ancora Paolino a esaltare il bravo portiere che ancora una volta nega il vantaggio ai padroni di casa.
Sul finire del primo tempo al 40° ancora tiro centra ledi  Russo respinge Capacchione.
Al 51° ottimo lavoro sulla destra di Kjari che scarta due avversari serve splendidamente D’errico il cui tiro è neutralizzato dal portiere .
Al 55° ci si mette pure la sfortuna tiro di Contursi a portiere battuto,ma stavolta è la traversa a negare il vantaggio all’Ischitella.
Al °71° la svolta della partita con La Macchia che con un netto fallo di mano in area decreta il rigire per l’Ischitella.
Al 72° dal dischetto D’Avolio spiazza Capacchione e porta in vantaggio i padroni di casa.
Al 76° A Kyari sicuramente il migliore in campo capita la ghiotta occasione per chiudere la partita,ma il suo pallonetto termina alto.
A l 91°ultima emozione e brivido  della partita a Esposito capita l’occasione per un non meritato pareggio,il suo tiro termina fuori di poco.
Si conclude così una partita con una vittoria  ampiamente meritata per l’Ischitella  che avrebbe potuto assumere anche un risultato più rotondo se l’ottimo portiere del Zapponeta non si fosse superato almeno in due occasioni e se la traversa non avrebbe negato un gol che sembrava già fatto.

Giuseppe Laganella.

Salvatore Maurelli tra passato e presente

Sasà per gli amici, 42 anni è ritornato a distanza di anni sul campo che lo vide grande protagonista con il Rutigliano nel periodo d’oro del calcio granata, che culminò con il passaggio in C/2. Ora alla sua prima esperienza da allenatore dei Quartieri Uniti Bari, squadra militante nel girone A del campionato di promozione pugliese, affronta le gare con la stessa determinazione con cui ha segnato gran parte della sua lunga e pregevole carriera calcistica. Dopo aver vestito le maglie, in ordine sparso, di Casarano, Trani, Nardò, Locorotondo, Noicattaro, Fortis Murgia, Corato e Rutigliano ha deciso di intraprendere la carriera di allenatore anche se non disdegna, quando è necessario, di scendere in campo per dare una mano ai suoi ragazzi. L’inizio della carriera di allenatore non è stato dei più fortunati. Nove partite disputate , nove sconfitte con 2 gol fatti e 37 subiti scoraggerebbero anche il più incallito dei tecnici in circolazione, ma Sasà, sorretto dal suo forte carattere e dall’appoggio incondizionato del patron, Michele Fraddosio, non ha per niente voglia di arrendersi, anzi : “ E’ chiaro che non sono contento di perdere, ma credo nel mio lavoro e sto mettendo al servizio dei miei ragazzi tutta la mia esperienza”. Probabilmente la squadra risente anche delle tante problematiche giovanili che affligono il “ Quartiere “ , ma : “ godendo della fiducia del Presidente, sono sicuro che riusciremo a toglierci da questa antipatica situazione di classifica”. Contro la Rutiglianese nonostante il pesante passivo, quattro a zero, la squadra composta da molti giovani interessanti, ha dimostrato di sapere stare in campo e, Sasà aggiunge “ una squadra che deve crescere dal punto di vista caratteriale e devono essere bravi a memorizzare tutto il lavoro che, con alterne fortune facciamo in settimana. Se arrivasse qualche giocatore esperto, le cose potrebbero cambiare”. “ E’ chiaro, continua Maurelli, che il lavoro da allenatore e molto più impegnativo, Da giocatore, ti allenavi e andavi subito via, da allenatore devi preparare il lavoro settimanale, devi studiare, dove e quando è possibile, la squadra avversaria che devi affrontare la domenica e, poi devi essere bravo a tenere i ragazzi lontano dai malumori esterni”. Dopo nove partite, i giochi sembrano in gran parte fatti. A vedere la classifica, conclude Sasà, “ l’unica cosa certa è rappresentata dallo strapotere del Cerignola, per il resto sarà dura sia per le squadre che ambiscono ai play off, che per quelle che sperano di evitare i play out, noi compresi”.
Mimmo De Gregorio xcalciowebdilettanti

Uggiano, 3-2 a favore del Leverano. Ciriolo e Bianco nel dopo match.

Sconfitta che lascia l’amaro in bocca quella maturata in casa del Leverano considerando l’ottima prestazione della squadra, messa in scena per tutta la durata del match. Il Leverano parte all’attacco e si rende pericoloso col num. 11 che trova però pronto Magnolo a chiudere. Al 15° i padroni di casa passano in vantaggio con Verri. L’Uggiano ha subito una reazione e con grinta mette a segno il gol del momentaneo pareggio: è il 18° quando una bellissima azione capitanata da Alessandrì A. che va al tiro e colpisce la traversa, Ciriolo si fa trovare pronto e con un gran tiro insacca. Pochi minuti più tardi è Bianco a rendersi pericoloso ma la palla va a finire direttamente sul primo palo. L’Uggiano continua ad attaccare e si rende pericoloso almeno in un paio di nette occasioni, prima col capitano Alessandrì e poi con Ciriolo che viene fermato per fuorigioco. La ripresa si apre con l’Uggiano che attacca e che trova il gol del raddoppio con Luca Bianco che con maestrìa e freddezza insacca… si alza la maglia e fa una dedica speciale a Willy (in foto il momento dell’esultanza). Al 27° il Leverano mette a segno il gol del momentaneo pareggio con De Benedictis e, sul finire arriva la beffa: i padroni di casa si portano in vantaggio con Ganci che insacca alle spalle di Stefàno.

La parola ad Andrea Ciriolo e Luca Bianco, a segno per l’Uggiano.

CIRIOLO: “C’è tanto rammarico per una partita che avremmo dovuto fare nostra e che meritavamo perché abbiamo dimostrato di essere superiori al Leverano. Ora però non possiamo più pensarci, testa alla gara di domenica prossima, in casa, contro il Lizzano, dove cercheremo, a tutti i costi, di rifarci”.

BIANCO: “Nonostante lo svantaggio nei primi minuti abbiamo avuto la destrezza di pareggiare con Ciriolo ed avremmo potuto portarci in vantaggio se il mio palo o le altre azioni dei miei compagni sarebbero andate a buon fine. Nel secondo tempo siamo riusciti a spalleggiare bene la partita ed il mio gol ci ha permesso il vantaggio ma purtroppo è stato recuperato e superato dalla squadra avversaria. Nonostante ciò sono orgoglioso della mia squadra, ma soprattutto un pensiero speciale al mio compagno ed amico William, sempre vicino a noi. Spero solo che la prossima volta la fortuna ci assista un po’ di più!”

Valentina Stefanelli – leccesport24

Leporano – Racale 0-0

Una porta super-stregata ci ferma sul terzo zero a zero di fila.

I più scaramantici tra noi parlano di una vera e propria macumba. Ma una cosa è sicura: siamo in netto credito con la fortuna. Ancora una volta, una partita attenta, votata all’attacco, con poche sbavature e senza correre grandi rischi. È mancato solo il goal. Come al solito ci siamo andati vicini, e in più occasioni, ma abbiamo dovuto fare i conti ancora una volta con un portiere che si esalta davanti ai nostri colori.

L’undici titolare: Drammeh, De Icco, Casto, Castrignanò, Pasca, Fiorenza, Elia, Vetrugno, Cresta, Aloisi, De Vitis.

Le danze iniziano al 7′ minuto quando Antonio Elia finalizza un’azione corale palla a terra, ma il piattone dal limite dell’area viene intercettato dal portiere locale. Pochi minuti dopo Domenico De Vitis colpisce la traversa su un cross di De Icco, ancora una volta padrone della fascia destra. La difesa tiene bene e gestisce le giocate avversarie, il centro campo fatica un po’ soprattutto in fase di manovra.

Nel secondo tempo gli attacchi si intensificano. In attacco c’è Gigi Mij subentrato ad Antonio Cresta. Una punizione dalla mattonella di Elia lambisce il palo. Poi tocca a De Vitis sfiorare il goal con una gran botta di poco alta dopo una grande sgroppata. L’occasionissima arriva al 30′: punizione dal limite, bolide di De Icco intercettato in area dalla difesa, la palla rimbalza tra le gambe e arriva a De Vitis che nell’area piccola tira in allungo ma il portiere ci mette un piede d’istinto. E così in tribuna come in campo ci ritroviamo tutti con le mani tra i capelli.

L’arrembaggio finale, con l’ingresso di Garofalo per Castrignanò e Gabrieli per Aloisi, porta ad un altro tiro a fil di palo di De Vitis, ad una conclusione sul portiere di Elia e ad un goal annullato per fuorigioco ancora a DeVitis. Alla fine è 0 – 0, il terzo consecutivo, che porta a 5 la lista dei pareggi di fila e a 8 quella dei risultati utili consecutivi su 9 partite.

La Classifica parla di una parte centrale cortissima. Siamo 2-3 punti sotto la parte che conta, ma solo 3-4 punti sopra la parte che scotta. In due punti ci sono sette squadre, occorre quindi una vittoria per creare un distacco di sicurezza e continuare a mettere in campo con maggiore serenità il gioco che ci ha permesso di arrivare fin qui, al netto del rigore di Galatina al 94′, imbattuti.

I goal arriveranno. Ne siamo sicuri. È solo questione di tempo, prima o poi la fortuna regolerà i conti. Magari già da domenica prossima, quando al Basurto arriverà il San Vito che ieri ha perso in casa il derby col Carovigno. Noi domani torneremeo al lavoro col massimo impegno, come ogni settimana e domenica prossima incrocieremo le dita con maggiore convinzione.

 

Giovinazzo, sconfitta senza appello

Un doppio Salvati, Salatino, Colella e Recchia ed il Real Noci fa 5-0

Semplicemente impressionante. Il Giovinazzo viene asfaltato dal Real Noci nel nono turno del campionato di Promozione. Un netto 5-0 che non ammette repliche e che racconta, anche, di una squadra biancoverde in piena crisi (solo un punto nelle ultime quattro gare) e che continua a subire tanti gol (21, seconda peggior difesa del girone A).

Leggendo la formazione, più conferme che sorprese: l’allenatore giovinazzese Gianni De Bellis, senza il capitano Porfido, opta per il 4-3-3, compone la schiera dei terzini con Losappio e Carofiglio e preferisce Marzella all’italo brasiliano Cittadino (impensabile lasciarlo fuori dopo la prestazione di Coppa Italia con la Virtus Bitritto) al fianco di Marolla e Vernice. In avanti Colella, Giovannielli e Leonetti. Un avvio di partita così scoppiettante non lo si era mai visto.

Nemmeno 5 minuti e il Real Noci squarcia l’equilibrio del match con un penalty di Salvati (tocco di mano di Losappio in area di rigore). Neppure il tempo di annotare il vantaggio dei padroni di casa che ancora Salvati, al 10′, batte Mongelli. Bel gol, il settimo in campionato. Il tris dei locali, al 35′ con Salatino, è la logica conseguenza del dominio nocese. Il monologo locale non è mai interrotto fino al termine del primo tempo contro un Giovinazzo poco brillante.

La musica non cambia nemmeno nella ripresa: al 60′ uno schema su punizione manda in gol Colella (4-0 e partita in ghiacciaia), mentre Recchia (Daniele) al 73′, con gli ospiti che avevano mentalmente mollato, fa cinquina dagli undici metri (secondo penalty di giornata fischiato dall’arbitro dell’incontro, Doronzo di Barletta) per il Real Noci, da ieri ufficialmente in zona play-off (adesso è quinto a quota 14 punti).

Il club dei presidenti Corrado Azzollini e Fiorello Folino Gallo, invece, cade per la quarta volta dall’inizio dell’anno (la terza consecutiva) e resta in terzultima posizione con il sin qui misero bottino di appena 5 punti: nessuna vittoria, cinque pareggi e quattro sconfitte.

«Siamo subito andati in svantaggio su calcio di rigore – afferma il ds Marco Milano alla Gazzetta del Mezzogiorno -. Poi, dopo mezz’ora, ci siamo ritrovati sotto di tre gol. A quel punto, non c’era più possibilità di recupero. Nel secondo tempo ci abbiamo provato, senza riuscirci, anche per la fatica che si è fatta sentire per il giovedì di Coppa Italia. Dispiace, in generale, perchè De Bellis ha dovuto affrontare in sette giorni quelle che personalmente ritengo le squadre meglio attrezzate, cioè Cerignola e Noci».

NICOLA MICCIONE – GiovinazzoViva

Corato a secco, solo un pari con lo Spinazzola

Al Corato manca Corrado Uva e si sente. Cinque reti su sette realizzate dal Corato in campionato portano la firma del Cobra. Oggi solo un vero e proprio tiro in porta, quello del giovane Spiridione alla prima apparizione stagionale. Nel complesso, quella tra Corato e Spinazzola è stata una gara bruttina che ha vissuto solo di sprazzi (pochi), terminata con uno 0 a 0 giusto. Eppure Leonino schiera una squadra votata all’attacco. Davanti a Campana, alla linea difensiva composta da Messina (sostituiva Abbasciano), Asselti, Cafagna e Quacquarelli, al duo di centrocampo D’Angelo e D’Ambrosio, ben tre mezzepunte, Gallo, Lomonte e Cialdella ed una punta, Spiridione. Uva guarda dalla panchina. Spinazzola rattoppato. Mancano Di Noia, Rotunno , Scilimato, Diviccaro e Fiorella. Schiavone (squalificato), sceglie come terminale offensivo il piccolo ma rapido Bove assieme a Vassalli che esce dopo 25 minuti. Senza altre soluzioni.

LA GARA – Gara noiosa, alleggerita da poche occasioni pericolose. Spinazzola vicino al gol con Bove, Quacquarelli apre troppo il gas davanti a Lagreca, Spiridione spara una cannonata che sfiora il palo. Nel finale di tempo i murgiani salgono in cattedra. Al 41’ Dascoli (ex come Roselli), s’inventa una serpentina incredibile nel cuore della difesa neroverde e infila Campana. Cialdella salva sulla linea. Al 44’ Arborea non calibra il pallonetto su assist al contagiri di Quattromini. Nella ripresa D’Ambrosio e compagni hanno difficoltà ad arrivare anche al tiro. Tra i pali De Santis sostituisce Campana (malore senza conseguenze nello spogliatoio), poi entra Zagaria per provare a vivacizzare la manovra che rimane statica. Gli ospiti pungono ancora con Bove, Leonino si gioca la carta Amorese. Nulla di nulla, la gara rimane inchiodata sullo 0 a 0 e si chiude in dieci per entrambe. Scaramuccia Dascoli-Cialdella, puniti col rosso.

LE ALTRE – Il Bitonto continua a macinare punti. Vittima il Minervino battuto a domicilio con un poker (doppietta di Petruzzella). Al terzo posto accorcia il Barium. Abbinante regala la vittoria a Molfetta. Il Bitetto entra in zona playoff battendo gli Ultrattivi per 2 a 0. Bella vittoria del Celle sullo Sportmania e brutto ko del Terlizzi in casa del Real Bat. La classifica marcatori vede in testa, solitario, Falcone. Il bomber del Celle ne ha fatti sei nelle ultime tre giornate. Secondo Petruzzella, terzo Uva.

IL TABELLINO

CORATO: Campana (1’st De Santis), Messina, Quacquarelli, D’Ambrosio, Asselti, Cafagna, Lomonte, D’Angelo, Spiridione (32’st Amorese), Gallo (9’st Zagaria), Cialdella. Allenatore Mimmo Leonino. A disposizione La Tegola, De Corato, Maggio, Uva.

SPINAZZOLA: Lagreca, Ungaro, Pasculli (41’st Palumbo R.), Ziri, Vassalli (24’pt Antonicelli), Roselli, Dascoli, Arborea, Minervino, Quattromini, Bove (47’st Blasi). Allenatore Michele Schiavone. A disposizione Carbone, Messina, Palumbo F., Vinetti.

ARBITRO: Salvatore Montanaro di Taranto
NOTE: Ammoniti Quacquarelli, D’Ambrosio, Spiridione, Cafagna (C); Ziri, Minervino, Quattromini, Bove (S). Espulsi Cialdella (C) e Dascoli (S)

Francesco De Marinis – lostradone.it

Un grande Tricase castiga il Galatina

Decide il solito Ruberto

Dopo due sconfitte consecutive tra campionato e Coppa Italia (rispettivamente con Real San Giorgio e Maglie), il Tricase torna a vincere e lo fa in una gara, considerata tra le più difficili per non dire proibitive, almeno sulla carta.

Al “Via Olimpica” nel pomeriggio di oggi era infatti di scena la sfida con la Pro Italia Galatinacapolista del campionato, munita di tanti ex rossoblù, compreso il neo tecnico Simone Greco che ha vestito la maglia del Tricase tra il 2009 e il 2010. Greco che ha preso il posto di un altro ex come  Rocco Errico che ha ricoperto l’incarico di allenatore sulla panchina dei biancostellati fino a qualche settimana fa, per poi dimettersi dopo la partita di Fasano, ufficialmente per motivi legati ad impegni lavorativi.

Ma oltre al tecnico, vi erano Urso, Francesco Greco, Striano, Villani, D’Amico, Piccinonno e Capasa e  il preparatore dei portieri Vinicio Longo, tutti con un passato tra le fila del Tricase. Dall’altra sponda vi era mister Branà, ex biancostellato.

Quella che sta per concludersi, non è stata una settimana tranquilla in casa delle due compagini, in quanto un provvedimento della Prefettura di Lecce, per motivi di sicurezza ha vietato l’accesso allo stadio di Tricase oltre che ai tifosi del Galatina anche a tutti coloro i quali non fossero in possesso della residenza nel comune tricasino. Un provvedimento ritenuto dalle Società, dai tifosi e in particolar modo dai membri del tifo organizzato del Tricase,  ingiusto, in quanto dannoso per Società, squadra e tifoseria ed ha portato questi ultimi alla decisione di scioperare disertando completamente il proprio settore per l’intera durata della partita, dove sulla rete di recinzione era stato allestito uno striscione che recitava “o tutti o nessuno”.

Insomma una gara, tanto sentita, attesissima che doveva regalare una cornice di pubblico importante, si è trasformata in una partita per pochi intimi, in un’atmosfera che dava l’idea di un’amichevole estiva anziché di un “match clou” della giornata quale effettivamente era.

La partita è stata giocata con grinta e soprattutto con tanto cuore dai padroni di casa, scesi in campo con la “nuova” maglia verde con tanto di  strisce rossoblù che ricorda la divisa utilizzata dalla prima formazione del Tricase, nel lontano 1931.

Capitan Ruberto e compagni sfoderano sin da subito una prestazione condita da forza e determinazione, preoccupando non poco un Galatina apparso invece sottotono, complice forse anche l’assenza dei fratelli De Razza che in questa stagione hanno finora dimostrato di fare in ogni caso la differenza.

Eppure nei primi venti minuti di gioco, la gara è tutt’altro che bella e a farla da padrona è la noia: non si registra nemmeno un’azione degna di nota né da una parte né dall’altra.

Al 21′ però arriva il guizzo di Ruberto che porta in vantaggio il Tricase e cambia il verso della gara. Il capitano, riceve in area un pallone derivante da un cross dalla sinistra e scatta sul filo del fuorigioco insaccando con un tiro rasoterra alle spalle di Pompignano. Per il numero undici tricasino è il sesto gol in campionato, l’ottavo stagionale se si considerano i due gol messi a segno in Coppa Italia.

Il Galatina prova a reagire, ma dimostra di aver poca brillantezza nel tentativo di impostare le varie manovre e le azioni si fermano spesso nei pressi del limite dell’area del Tricase.

Di conseguenza, il team di Simone Greco, prova a cambiare strategia ed inizia a effettuare lanci lunghi indirizzati nei pressi del limite dell’area tricasina, ma Moretto, Desiderato e Romano fanno buona guardia, magari per non rischiare concedono qualche corner di troppo, ma l’importante è tenere lontani gli ospiti dalla propria area.

Nella ripresa, ci si aspettava una concreta reazione del Galatina, ma invece è il Tricase che continua a farsi vedere nella metà campo ospite. Pur non riuscendo a concretizzare, l’undici tricasino dimostra di voler vincere la gara e colleziona una serie di incursioni fermate da continui contrasti con il muro difensivo del Galatina.

Ma al 54′ è il Galatina ad andare vicinissimo al gol con l’ex Villani, che tutto solo si accentra nei pressi della trequarti del Tricase e lascia partire un bel tiro a giro che si stampa sul palo sinistro della porta di Baglivo oramai battuto.

Passato questo brivido, fino alla fine la gara è completamente nelle mani del Tricase e la strada pare in discesa dopo che il Galatina rimane in dieci per l’espulsione per somma di ammonizioni diFrancesco Greco al 69′, ma due minuti più tardi, la gara torna in parità numerica in quanto si fa espellere per un fallo ingenuo anche il tricasino Trotta.

Nel corso della gara, i due mister inseriscono in campo forze fresche per la fase finale: nel Tricase escono Tenesaca e Causio ed entrano rispettivamente Martella e Mele, mentre nel Galatina esce prima Striano per un problema muscolare che lascia il posto a Capasa e poi Rizzo per Dimitri.

Al 80′ Desiderato sfiora il raddoppio:  il giovanissimo centrocampista del Tricase, salta come birilli un paio di avversari e da circa venticinque metri lascia partire un bolide che ha una strana traiettoria e fa gridare al gol il pubblico, ma Pompignano si supera e con una grande parata devia in corner.

Nel finale il direttore di gara assegna cinque minuti di recupero e il Galatina prova a spingere, ma il Tricase controlla molto bene la gara e ai biancostellati non basta nemmeno l’ingresso di  Gattoal posto di D’Amico per trovare il disperato gol del pari.

Dopo il triplice fischio, inizia la festa, con gli ultras del Tricase che raggiungono la gradinata est ed insieme alla squadra festeggiano una vittoria preziosissima contro una delle grandi rivali di sempre come il Galatina.

Una vittoria che porta il Tricase a 14 punti in classifica, a meno cinque proprio dal Galatina che resta capolista seppur con una distanza ridotta rispetto alla seconda della classe Avetrana che a Fasano pareggia per 0-0.

Il prossimo turno vede il Tricase impegnato in trasferta sul campo del Carovigno, mentre il Galatina se la vedrà in casa contro il Manduria.

TRICASE – Baglivo, Cazzato, Moretto, Trotta, Amadu, Romano, Tenesaca (55’ Martella), Desiderato, Causio (72’ Mele), Patera, Ruberto. A disposizione: Gentile, Carbone, De Francesco, Remigi, Cosi. Allenatore: Branà.

GALATINA – Pompignano, De Giorgi, Urso, Conte, Greco Francesco, Colletta, Striano (52’ Capasa), Patruno, Rizzo (78’ Dimitri), Villani, D’Amico (87’ Gatto). A disposizione: De Marco, Cornacchia, Greco Antonio, Piccinonno. Allenatore: Greco

Arbitro: De Vincentis di Taranto
Rete: 21’ Ruberto.
Note. Espulsi: al 69’ Greco Francesco, al 71’ Trotta.

ilgallo.it

Due rigori contro ed una espulsione, il Sauri e Borrelli non ci stanno

Borrelli: “Se va avanti così ritiriamo la squadra”

Una gara con una direzione arbitrale sfavorevole ci può stare, così come un torto arbitrale può essere subito durante una partita, ma se questo diventa ormai una consuetudine anche una società seria ed attenta al comportamento dei propri calciatori come il Sauri, decide di mettere la parola fine sui torti subiti. Già perché di questo bisognerebbe parlare al termine della gara pareggiata dai gialloneri al Campo dei Sauri contro l’Audace Barletta, con la direzione arbitrale del Sig. Antonello Giordano di Molfetta, che ha lasciato davvero a desiderare, con due calci di rigore assegnati agli ospiti e l’espulsione al portiere Paolo Lamanna che ha lasciato la formazione giallonera in dieci uomini negli ultimi venti minuti di partita. Una gara in cui la formazione di Mr. Nicola Borrelli si era portata in vantaggio per ben due volte grazie a Daniele Sacchitelli e a Gianfranco Ceglia, ma due regali del direttore di gara hanno permesso per ben due volte a Porcelluzzi di andare a segno, il primo rigore con Kofie che finisce a terra con una contusione al viso, e il secondo con Di Vito che tocca con la coscia, così come dimostrano le immagini, e con il direttore di gara che inspiegabilmente assegna il secondo penalty di giornata, mandando su tutte le furie i tifosi di casa.

A fine partita l’amaro sfogo del tecnico Borrelli: “Se andiamo avanti così chiederò alla società di ritirare la squadra dal torneo, cerco di infondere nei miei lo spirito di lealtà e rispetto nei confronti degli avversarie e degli arbitri, ma se questi non rispettano noi allora non vale più la pena andare avanti”. Uno sfogo che arriva dopo il contestatissimo arbitraggio della gara persa in casa contro il Barium, ora un episodio ancora più grave con il direttore di gara che nel finale addirittura anticipa il triplice fischio di due minuti rispetto al recupero segnalato, una situazione paradossale che la Federazione farebbe bene a chiarire, per evitare che piccole società come il Sauri non vengano tutelate quanto meritano.

Luca Caporale

Lo Sporting Ordona sbatte contro il muro Real Siti

E’ finito senza reti l’attesissimo derby della nona giornata del campionato di Promozione, al comunale di Ordona la sfida tra la Sporting Ordona e la Real Siti è finita in parità, con i rossoblu di Mr. Celestino Ricucci che hanno fatto la partita, e gli ospiti che hanno badato maggiormente a non prenderle.
Una gara in cui nella prima frazione sono state davvero poche le occasioni da rete, nella ripresa la maggior intraprendenza della formazione del presidente Mariano Tarantino, ha vivacizzato la sfida, poi con l’uscita dal campo di Salvatore Bruno il baricentro della formazione ospite si è abbassato notevolmente, con la Sporting Ordona che ha finito per schierare quattro attaccanti con l’ingresso in campo di Michele Ciccone, ma questo non è bastato a sbloccare una gara in cui la formazione di Mr. Ricucci ha dimostrato comunque il suo valore, mentre la vice capolista ha mostrato ancora una volta la sua solidità difensiva.
Soddisfatto a fine match il tecnico Ricucci che auspica maggiore continuità nei suoi uomini, raccogliendo comunque a fine gara i complimenti degli avversari. Un derby che ha comunque mostrato le potenzialità delle due formazioni dei Reali Siti, che potrebbero davvero candidarsi ad un ruolo da protagoniste dietro l’ormai imprendibile Audace Cerignola.

Luca Caporale

Manfredonia corsaro a Picerno, ci pensa La Porta

Quarto risultato utile consecutivo e primo “squillo” in trasferta che porta le firme di Coccia e La Porta, per quest’ultimo già 2 reti in altrettante gare disputate.
Il fattore ambientale non è sereno, i supporters locali contestano duramente società, allenatore e squadra. Vadacca rivoluziona l’11 titolare ma ancora una volta il risultato finale gli dà ragione.
Nel primo tempo la rete di apertura di Coccia, che raccoglie un cross che “buca” l’intera retroguardia rossoblu. Ad inizio ripresa, come spesso avviene, i sipontini approcciano male e si lasciano sorprendere da un assolo di Gerardi. Il Picerno potrebbe addirittura portarsi in vantaggio ma l’attento De Gennaro salva la porta. Ma i fantasmi di una rimonta completa vengono scacciati dall’espulsione di Tarascio, il Donia riprende coraggio e torna in vantaggio con un tiro a dire il vero per nulla irresistibile che l’estremo difensore Lamarra non riesce ad intercettare. Il Picerno fa di tutto per agevolare il compito del Donia, concludendo il match in 9 uomini. C’è tempo anche per assistere all’errore dal dischetto di La Porta, ma i tre punti sono ormai in cassaforte.

Stefano Favale

Marcatori Prima categoria A: balza in testa Falcone

Sesta giornata del girone A di Prima categoria che va in archivio con 19 reti segnate.
Doppietta e arrivo in testa alla classifica marcatori a quota 7 per Falcone del Celle San Vito.
Insegue Petruzzella dell’Omnia Bitonto. Doppietta per lui che sale a 6.
Alfredo Tenzone segna e sale a quota 5 raggiungendo il fratello e compagno di squadra nell’Omnia Bitonto, Francesco.
Doppiette e salita a 3 per Spadaro del Real Bat e Riccardo Tesse della Nuova Andria.
Raggiungono quota 3 anche Castro dello Sportmania Cerignola e Martinelli del Città dei fiori Terlizzi.
Doppietta e prime due reti stagionali per Porcelluzzi dell’Audace Barletta. Quota 2 toccata anche da Abbinante del Barium, Sacchitelli del Sauri e Savoia del Bitetto.
Prima rete in stagione per Ceglia del Sauri e Iasparro del Bitetto.

CLASSIFICA MARCATORI dopo la giornata 6 (prime posizioni)

7. Falcone (Celle San Vito)
6. Petruzzella (Omnia Bitonto)
5. Alfredo e Francesco Tenzone (Omnia Bitonto) e Uva (Corato)
4. Curci (Audace Barletta)
3. Basile (Ultrattivi), Capocefalo (Minervino Murge). Gerundini (Real Bat), Castro (Sportmania), Martinelli (Città dei fiori Terlizzi), Spadaro (Real Bat) e Tesse (Nuova Andria)

Alessandro Polichetti

Marcatori Promozione A: Salvati nuovo leader

23 le reti realizzate nel nono turno del campionato di Promozione girone A.
Nuovo leader della classifica marcatori è Salvati del Real Noci che con una doppietta raggiunge quota 7.
Salgono a quota 6: Bozzi della Virtus Bitritto, Caggianelli dell’Ascoli Satriano e Lupoli del Monte Sant’Angelo.
Doppietta e salita a quota 5 per Lasalandra dell’Audace Cerignola.
Salgono a 4: Ardino della Fortis Altamura, Gianni Colella del Real Noci e Zonno della Virtus Bitritto.
Terza rete stagionale per Palmitessa del Canosa e Daniele Recchia del Real Noci.
Secondo gol per Barbone e Ramunno entrambi del San Marco.
Prima rete stagionale per i vari Cesario, Haka, Lovergine, Lovreglio, Proggi, Solimini e Manzella.

CLASSIFICA MARCATORI dopo la giornata 9 (prime posizioni)

7. Salvati (Real Noci)
6. Bozzi (Virtus Bitritto), Caggianelli (Ascoli Satriano) e Lupoli (Monte Sant’Angelo)
5. Dipasquale, Lasalandra e Morra (Audace Cerignola), D’Introno (Sporting Ordona) e Marolla (Giovinazzo)

Alessandro Polichetti

Atletico Tricase: battuto il Galatina 1-0

Questa volta l’hanno fatta proprio grossa. La “banda degli under ‘98” di mister Giuseppe Branà ha inflitto la prima sconfitta stagionale alla capolista Galatina che schierava gli ex Striano, Urso, D’Amico, Villani e Francesco Greco, e in panchina il tecnico, ex giocatore del Tricase anche lui, Greco. Il Tricase sigilla con una rete del suo capitano Maurizio Ruberto, al 21’ del primo tempo, una prestazione fatta di cuore e lotta degli uomini in campo, e di intelligente gestione dalla panchina del suo allenatore Giuseppe Branà. I padroni di casa sono scesi in campo, per la prima volta, con la storica maglia del Tricase del 1931, verde con banda rosso-blu.

Del Galatina una sola azione gol, al 51’, con Villani, che colpiva l’incrocio dei pali della porta difesa magistralmente da Baglivo. Per il Tricase applausi per tutti, ma con dedica speciale all’under ’98 Pierpaolo Desiderato che, all’88’, da fuori area, lasciava partire un autentico bolide, rinviato in extremis in angolo da Pompignano.

Commenti del dopogara:

“E con una dedica speciale: una partita ed una vittoria che noi, tutti noi, nessun escluso, dedichiamo alle centinaia di tifosi che sono rimasti fuori dai cancelli del “San Vito” ed hanno urlato, per 90’, il loro sostegno, perché noi lo recepissimo in campo”: è stata la prima dichiarazione di Giuseppe Branà al termine della gara.

L’ingresso al campo non era stato interdetto ai tifosi tricasini, ma l’ordinanza prefettizia aveva stabilito che allo stadio potessero accedere solo “i residenti a Tricase”. E, allora, i tifosi, per solidarietà con tutti igli amici dei paesi limitrofi che, pur non risiedendo a Tricase, ogni domenica sono presenti sugli spalti dello stadio comunale, hanno ammainato bandiere e striscioni, affidando ad un lunghissimo drappo bianco il messaggio di protesta: “O tutti o nessuno”. E tutti sono rimasti fuori dallo stadio, salvo poi farvi ingresso, a fine gara, per essere raggiunti in gradinata dalla squadra e festeggiare così insieme la vittoria sul Galatina.
“La vittoria – ha sottolineato ancora Branà – l’abbiamo conseguita ai danni di una formazione che, fino ad oggi, non aveva mai perso e che non nasconde di voler puntare decisamente alla vittoria finale del campionato. Va dato merito a tutti i miei giocatori di aver trovato sufficientio energie mentali per avere ragione di un’ottima formazione. Impeccabili. Unici. Da parte mia: grazie, ragazzi, per questa prova di maturità tecnica offerta ai nostri tifosi. Orgoglioso di voi”.

“La mia rete rende felice certamente il sottoscritto, ma senza la grande squadra che abbiamo dimostrato di essere, mai potrei proiettarmi a rete. Siamo ritornati ad essere la squadra che fatica con gioia che ci ha contraddistinti in avvio di campionato. Ed ecco il grande risultato sul campo”: la dichiarazione di capitan Maurizio Ruberto.

TRICASE – Baglivo, Cazzato, Moretto, Trotta, Amadu, Romano, Tenesaca (55’ Martella), Desiderato, Causio (72’ Mele), Patera, Ruberto. A disposizione: Gentile, Carbone, De Francesco, Remigi, Cosi. Allenatore: Branà.

GALATINA – Pompignano, De Giorgi, Urso, Conte, Greco Francesco, Colletta, Striano (52’ Capasa), Patruno, Rizzo (78’ Dimitri), Villani, D’Amico (87’ Gatto). A disposizione: De Marco, Cornacchia, Greco Antonio, Piccinonno. Allenatore: Greco

Arbitro: De Vincentis di Taranto

Rete: 21’ Ruberto.

Note. Espulsi: al 69’ Greco Francesco, al 71’ Trotta.

tricasenews

Marcatori Eccellenza: sale Rana

23 le reti realizzate nel decimo turno del campionato di Eccellenza pugliese.
Restano a secco il capo cannoniere Tedesco e il suo inseguitore Cesareo, sale Rana del Gravina.
Doppietta e salita a quota 7 per lui.
Doppietta anche per Di Pinto dell’Uc Bisceglie che sale a quota 5 reti segnate.
Sale a 5 anche Ladogana del Barletta.
Salgono a quota 3: Loiodice della Molfetta Sportiva, Loseto dell’Atletico Mola e Sindaco dell’Otranto.
Seconda marcatura stagionale per Beltrame dell’Hellas Taranto, Corrias dell’Otranto, Quaresimale della Vigor Trani, Puglia del Casarano e Logrieco (doppietta) del Team Altamura.
Prima gioia personale stagionale per i vari Paolo Augelli, Michele Cannone, Carlucci, Cocciolo, Rizzi, Allegretti, Abbrescia, Mianulli e Sepe.

CLASSIFICA MARCATORI dopo la giornata 10 (prime posizioni)

10. Tedesco (Casarano)
8. Cesareo (Vigor Trani)
7. Rana (Gravina)
6. Giorgetti (Novoli) e Rocco Augelli (Atletico Vieste)
5. Di Pinto (Uc Bisceglie), Ladogana (Barletta) e Montemurro (Gravina)

Alessandro Polichetti

Nel silenzio del “V. Curlo” termina 0-0 tra Fasano e Avetrana

Una partita senza pubblico e senza reti quella tra U.S. Città di Fasano e Avetrana. Il match di alta classifica del girone B di Promozione Pugliese termina 0-0.
In uno stadio deserto la partita è povera di emozioni. Avetrana mai realmente pericoloso e Us Fasano ancora a caccia dei tre punti .
I biancoazzurri di mister Laterza partono bene con Laguardia che dopo due minuti tenta la conclusione a giro: la palla viene facilmente bloccata dal numero 1 Lamarina.
Partita dura e nervosa che a conclusione del primo tempo avrà già scritti 5 ammoniti sul taccuino dell’arbitro.
Al minuto 26 prima e unica conclusione degli ospiti che sugli sviluppi di una punizione: tiro di Arcadio forte e teso ma con il pallone che termina poco fuori.
Al minuto 38 tiro di Amodio che non spaventa però il portiere. Termina così il primo tempo.
Il secondo tempo regala il primo sussulto al 49esimo: punizione di N. Ancona ma la sua conclusione supera abbondantemente la traversa. Al minuto 62 timide proteste dei biancoazzurri che chiedono un calcio di rigore per tocco di mano. Rigore che arbitro e assistenti non concedono.
66esimo minuto Amodio, su retropassaggio al portiere, va in pressione su Lamarina che con non poca difficoltà si libera della palla. Il pallone giunge sui piedi di Ancona Nicola che a porta vuota tenta il cross al centro: pallone ben spazzato via dalla difesa biancoarancione.
Gli ultimi venti minuti il Fasano ha la possibilità di sfruttare la superiorità numerica: Macaluso viene mandato anticipatamente sotto la doccia dal direttore di gara per somma di ammonizioni. Il Fasano non sfrutta l’occasione anche grazie alla disposizione difensiva attuata da mister Pellegrino che con l’uomo in meno sostituisce la punta Gatto con il giovane difensore Vantaggiato.
La partita regala ancora ben poco negli ultimi minuti. Il Fasano cerca di spingere sull’acceleratore ma servirà a poco per i fini del risultati. Secondo pareggio consecutivo e Fasano che non sfrutta l’occasione di agganciare l’Avetrana in classifica.

U.S. Città di Fasano – Avetrana 0-0

Us Fasano: Lacirignola A, Laguardia, Pistoia, Ancona M., Telesca, Pugliese (80’ Mastronardi), Quaranta, Speciale (58’Leggiero), Longo, Amodio, Ancona N. A disp.: Lacirignola L., Galizia, Giannandrea, Olive, Ciatta. All. Giuseppe Laterza

Avetrana: Lamarina, Trisciuzzi, Eleni, Arcadio, Amaddio, Macaluso, Pigliego (64’Leo), Gioia, Vasco (83’ Rito), Cimino, Gatto (70’ Vantaggiato). A disp.: Scardino, Cazzolla, Pulpito, Donadei. All.: Claudio Pellegrino

Note: espulso al 71’ Macaluso (A) per doppia ammonizione; ammoniti Lamarina (A), Eleni (A), Gioia (A), Cimino (A), Ancona M. (F), Amodio (F), Ancona N. (F), Leggiero (F)

Marcatori Serie D: anomalia con poche reti

Undicesima giornata del campionato di Serie D girone H che va in archivio con 15 reti realizzate.
Un’anomalia, considerato che nelle altre giornate si erano registrate molte più marcature.
A secco il capo cannoniere Meloni e il suo più immediato inseguitore Lattanzio, va a segno Evacuo del San Severo che raggiunge quota 7 reti segnate.
Pastore del Torrecuso raggiunge quota 6.
Doppietta e salita a quota 5 per Tarallo della Turris.
Segna e raggiunge quota 4, Volpicelli del Bisceglie, mentre raggiunge quota 3, Franzese del Gallipoli.
Doppietta e prime due reti stagionali per Florio del San Severo. Quota 2 toccata da Coccia e La Porta del Manfredonia, Bartoli della Virtus Francavilla e Paruzza dell’Aprilia.
Prima rete in stagione per i vari Gerardi, Quatrana e Ilari.

CLASSIFICA MARCATORI dopo la giornata 11 (prime posizioni)

15. Meloni (Fondi)
9. Lattanzio (Nardò)
7. Galizia (Pomigliano) e Evacuo (San Severo)
6. Aleksic (Francavilla in Sinni), Genchi (Taranto), Pastore e Zerillo (Torrecuso), Rossi (San Severo) e Tiscione (Fondi)
5. Giglio (Isola Liri), Montaldi (Virtus Francavilla), Palmisano (Nardò), Sekkoum (Francavilla in Sinni), Simeri (Potenza) e Tarallo (Turris)

Alessandro Polichetti

ASD Sport Lucera – ancora una sconfitta. un punto nelle ultime tre partite

L’Asd Sport Lucera perde ancora in trasferta, a Ordona, contro una Carapellese, che ha incassato la prima vittoria di campionato e lasciato al Cagnano Varano l’ultimo posto in classifica. Continua, quindi, il momento difficile per il club celeste (un solo punto nelle ultime tre partite), impossibilitato a schierare la formazione che mister Perna ha in mente. Senza Pellegrino Paolo e Ardore Michele, cioè gli attaccanti più prolifici, ma con il rientro dalla squalifica diArdore Benito e di Russo e Pappano, seppure in condizioni fisiche non al meglio, la squadra non ha espresso quanto le circostanze richiedevano, soprattutto in termini di incisività.

E’ stata una partita combattuta, giocata con accortezza dai padroni di casa, mentre lo Sport Lucera ha evidenziato qualche magagna a centrocampo. Pellegrino Nico, al 24′, ha fallito un’occasione più che favorevole davanti alla porta di casa e, un minuto dopo, la Carapellese è passata in vantaggio con un’azione che è sembrata viziata da un fuorigioco.

Nella ripresa, gli ospiti hanno avuto la possibilità di pareggiare grazie a un calcio di rigore, all’8′, assegnato per un fallo di mano in area, durante l’esecuzione di una punizione dal limite, ma Russolillo ha fallito dagli undici metri. Sulla successiva ripartenza, la Carapellese ha raddoppiato ed è arretrata per difendere il risultato, che, però, è cambiato al 18′, quando Simonetti ha accorciato le distanze. Per il resto del tempo, lo Sport Lucera ha tentato di riequilibrare l’incontro, tuttavia senza riuscire ad incidere più di tanto nello schieramento difensivo avversario.

“Andiamo avanti per la nostra strada – ha dichiarato il direttore sportivo, Eligio Casiere, a fine gara -. Siamo convinti di avere una buona squadra e il tempo ci darà ragione”.

Intanto, domenica 15 novembre, da Rodi Garganico, arriva al Comunale la Squadra del Cuore, che oggi, ha rosicchiato due punti alla capolista Herdonia, costretta al pareggio dall’Atletico Foggia.

SundayRadio

Doppio Spadaro: il Real Bat suona la prima

Battuto il Terlizzi per 2-1, ottima prestazione

Il Real Bat suona la prima e trova una gran meritata vittoria a discapito del Terlizzi, compagine a inizio anno quotata come tra le favorite del torneo. Grande prestazione tutta cuore ed impeto per gli uomini di Tanzi che non si sono risparmiati dominando l’incontro con il passivo che poteva anche essere più largo, tante le palle goal create e non concretizzate ma il pallino del gioco è sempre stato nelle mani della squadra di casa.
Al 9′ Real Bat in vantaggio con una gran invenzione di Diterlizzi F. che pesca Spadaro il quale lascia rimbalzare la sfera ed entra in area di rigore scagliando la stessa sul secondo palo. I primi minuti di gioco di fatto sono un monologo della giovane punta che al 21′ fallisce il raddoppio ben imbeccato da Lamberti tutto solo, quindi due minuti dopo azione fotocopia e traversa da fuori area che ha dell’incredibile.
Al 29′ ennesima occasione del raddoppio fallita da Diterlizzi F. che accorre dalla destra servito da Piccolo ma il suo piazzato termina a lato di poco.
La prima azione degna di nota della squadra ospite arriva al 1′ della ripresa con Amendolagine che stacca sugli sviluppi di corner con Pinto che interviene in due tempi, quindi al 59′ l’arbitro ravvede una trattenuta di Capuano nell’area piccola a seguito di un calcio di punizione, è rigore: dal dischetto Martinelli ristabilisce la parità.
Al 69′ ecco però la rete che fa esplodere il Manzi-Chiapulin con il protagonista indiscusso Spadaro che servito in verticale da Lamberti in due tempi dribbla De Chirico e deposita la sfera in rete per il definitivo e meritato sorpasso.
Real Bat che sale a quattro in classifica portando in dote, nella prossima trasferta di domenica alle 12 a S.Spirito con il Bitonto, una gran dose di fiducia in ottica futura grazie alla tanto agognata e inseguita prima vittoria stagionale.

REAL BAT – CITTA’ DEI FIORI TERLIZZI 2-1

REAL BAT: Pinto, Filannino P, Piccolo (73′ Cassatella), Impera, Capuano, Laluce, Diterlizzi F., Cafagna (92′ Piazzolla), Spadaro, Lamberti, Patimo. A disp: Simone, Di Tria, Filannino G. All: Tanzi

C.DEI FIORI TERLIZZI: De Chirico, Petrone S., Amendolagine, Baldassarre, Dello Russo, Angelico, Corcelli, Pulito (83′ Tempesta), De Manna (72′ Barile), Martinelli, Desimine (46′ Petrone M.). A disp: Santeramo, Colasanto F., Colasanto A., Tesoro. All: Tricarico

Note: reti di Spadaro (R) al 9′ e 69′, Martinelli rig. (T) al 60′. Amm: Pinto, Piccolo, Cassatella, Capuano, Diterlizzi F. (R), Angelico, Desimine (T)

Contestualmente il Real Bat comunica il tesseramento del portiere Nicola Pinto classe 1983 e Geremia Filannino classe 1991, entrambi svincolati.

Ruggiero Rutigliano

Celle San Vito – ASD Sportmania Cerignola 2-1

Grande sfortuna da parte dei nostri campioni

“Dobbiamo guardare partita dopo partita. Siamo una neo promossa e per questo non possiamo abbassare la guardia altrimenti ci puniscono”. Cosi si esprimeva il mister ofantino M. Schiavone alla vigilia della partita con il Terlizzi Calcio. Mai parole furono cosi azzeccate per analizzare il dopo partita contro il Celle San Vito. Una partita giocata benissimo da parte dei nostri campioni ma un pizzico di disattenzione e un rigore concesso troppo generosamente hanno permesso a Celle San Vito di strappare i punti contro gli ofantini. Partiamo dall’inizio. Mr Schiavone schiera il modulo 3-5-2, con la sola aggiunta di Marino al posto del capitano D.Carudcci( infortunato la scorsa partita ) in difesa . Quindi, in porta A. Lodia , in difesa da destra a sinistra : Marino, G.Compierchio e Di Pilato o a centrocampo. Invece, da destra a sinistra Aucello , Giuliano , Guglielmi , Curci e D’ Ercole. Infine, in attacco la coppia Castro e Compierchio. La partita inizia subito forte per i ragazzi del nostro Mr Schiavone, che già al 15 del primo tempo con un bel tiro di Castro che respinge di mano il piede avversario e quasi all’altezza del dischetto di rigore con il piede destro insacca la rete e porta il vantaggio per i gialloblù. Già dal gol si vede l’andamento della partita. Infatti , gli ofantini al 35′ del primo tempo altra azione con un Gugliemi che poco fuori dall’area grande sfodera un tiro che esce di poco al lato .
Al 40′ altra iniziativa di Castro , che cerca di farsi largo nelle maglie blu della difesa avversaria ma non riesce a trovare la conclusione. Al 45′ del primo tempo( la decisione fin troppo generosa a nostro parere ) dell’arbitro. Un’ uscita del nostro portiere Lodia che cerca di fermare un cross sporco del Celle e l’arbitro fischia un rigore per la squadra foggiana . Si nota grande tensione sugli spalti, ma il numero 16 foggiano non si fa intimorire e porta il pareggio per i suoi . L’ arbitro dopo due minuti fischia il primo tempo e manda tutti negli spogliatoi. Doppio Lavoro per il Mister Ofantino che deve caricare le batterie dei suoi dopo questo rigore inaspettato . Rientro in campo per entrambe le squadre. Sembra un film già visto. Grandi azioni da parte dello Sportmania Cerignola ma sono inconcludenti sotto porta . Azioni di nota da segnalare, una punizione di P.Compierchio al 15′ del secondo tempo al limite dell’area ma tiro debole . Un cross di Leo Di Pilato al 30 ” del secondo tempo in mezzo all’area dove trova D.Sciscio ( appena entrato al posto di Dercole, passando a tre in attacco ) in mezzo all’area e lascia partire un tiro debolissimo. Al 40, altra punizione per i gialloblu a limite dell’area grande un po’ defilata batte il bomber Guglielmi che lascia partire un tiro che non inquadra la porta.
Quando sembrava che dovesse finire la partita, con un pareggio da parte di entrambe le squadre e la molta sfortuna sotto porta degli uomini del Mister Schiavone succede l’ impensabile. Siamo al 42 del secondo tempo un contrasto a centrocampo da parte delle squadre dove va a finire sulle piedi dell’attaccante foggiano che si scarta due giocatori da parte dell’attaccante foggiano che trova al limite dell’area grande e lancia un tiro all’angolo dove il nostro Lodia non ci arriva . Cala un’ atmosfera irreale sugli spalti e sul campo cercat . Grandissima sfortuna da parte dei nostri però siamo sicuri che la ruota girerà quindi ora più che mai .

Il Canosa conquista un pareggio in nove

Ancora un arbitraggio insufficiente

Al Campo Sportivo Comunale “Sigismondo Palmiotta” di  Modugno(BA), si è disputata la IX gara del campionato di  promozione pugliese – Girone A, tra la Nuova Molfetta 1983 ed il Canosa.Una partita iniziata con il gran gol di Solimini appena dopo il fischio di inizio che ha portato in vantaggio i padroni di casa. Il Canosa risponde subito con Cellamaro che ha la possibilità di pareggiare ma la sua sventola non sorprende il portiere, bravo a rispondere in angolo. Un bell’inizio che lascia presagire una gara a livelli alti con due squadre ben messe in campo a caccia della vittoria. Poche novità di rilievo per la formazione rossoblu priva dello squalificato Iacobone e di Guacci  in fase di recupero. Per l’occasione  mister Scaringella ha schierato: Camerino in porta, Abruzzese Antonio e Polichetti al centro della  difesa,  il rientrante Dattoli e Zitoli esterni, Losito con la fascia di capitano, Cellamaro, Coppola  e Lombardi a centrocampo, Palmitessa  e Ardito in attacco. Anche la Nuova Molfetta sotto la guida tecnica di Ciccio Mongelli non ha modificato l’assetto della formazione precedente ad eccezione dell’assenza del forte centrocampista Iurlo Nicola appiedato dal giudice sportivo. I bianco-celesti vanno vicino al raddoppio con un colpo di testa del difensore Piergiovanni ma Camerino para. Il Canosa comincia a prendere le redini del gioco in mano con manovre offensive ficcanti  che superano la difesa avversaria, spesso in difficoltà,  fallosa e non punita con il cartellino giallo come avviene nei confronti dei rossoblu, ancora una volta alle prese con un arbitraggio insufficiente, a senso unico. Al 28’ è Palmitessa a puntare il difensore Zaccheo, tanto da soffiargli la palla e calciare a rete, battendo l’estremo difensore della Nuova Molfetta. Dopo il pareggio il Canosa rimane in dieci per l’espulsione del libero Abruzzese Antonio al secondo giallo per un fallo commesso a centrocampo. Allo scadere del primo tempo è ancora Solimini a rendersi pericoloso ma questa volta Camerino risponde da par suo.

Nella ripresa il Canosa tenta il raddoppio con un colpo di testa di Coppola parato da Colagrande, il  capitano della Nuova Molfetta. I rossoblu perdono un’altra pedina fondamentale della squadra  restando in nove per il rosso diretto al capitano Losito che ha sorpreso tutti i presenti mentre il Canosa era in attacco. Comincia la girandola delle sostituzioni con mister Scaringella che corre ai ripari per cercare di tamponare l’inferiorità numerica inserendo atleti “freschi”, si è fatto sentire anche il caldo dell’estate di S.Martino. I suoi uomini danno il massimo e portano a casa un punto importante per il morale e la classifica, alla luce di quanto successo in campo. Una partita movimentata ma non cattiva, le espulsioni e qualche cartellino giallo di troppo nei confronti dei rossoblu, l’arbitro Salvo di Taranto se li poteva risparmiare prestando maggiore oculatezza. Nel prossimo turno il Canosa giocherà in casa contro il San Marco, terza forza del campionato, mentre la Nuova Molfetta affronterà in trasferta il Giovinazzo, in profonda crisi di risultati, nonostante il cambio dell’allenatore. Da segnalare una gradita sorpresa per i tifosi del Canosa, sempre numerosi in trasferta, che in tribuna hanno salutato un beniamino rossoblu degli anni settanta-inizi ottanta, l’ala destra Peppino Portoghese (classe 1949) sorridente ed emozionato per la manifestazione di affetto e stima ricevuta e l’immancabile selfie.
Bartolo Carbone

Nuova Molfetta 1983 – A.S.D.Canosa      1-1

Nuova Molfetta 1983: Colagrande, Piergiovanni, Petruzzelli, Favia, Zaccheo(dal 4’ s.t. Costanza), Solimini, Belcore(dal 33’s.t.Tarantino), Foggetti, Pizzuto(dal 44’s.t. Zaccaro), Romito, Balenzano. A disposizione:Caravelli, Fariello, Iurlo L., Ruggiero. Allenatore: Ciccio Mongelli

A.S.D. Canosa: Camerino, Dattoli,  Zitoli, Abruzzese A., Losito,  Polichetti, Coppola(dal 12’s.t. Abruzzese V.), Cellamaro, Ardito(dal 22’ s.t. Caputo), Lombardi, Palmitessa (dal 33’ s.t. Nesta). A disposizione:De Blasio, Curci, Fusiello, Volpe. Allenatore : Giuseppe Scaringella

Arbitro: Alessandro Salvo della Sezione di Taranto, coadiuvato dagli assistenti Valentino Palazzo e Francesco De Pace della Sezione di Lecce
Reti: 1’Solimini, 28’ Palmitessa
Ammoniti: Camerino, Dattoli, Abruzzese A.,Zaccheo, Polichetti, Pizzuto,Lombardi

Espulsi: 36’ p.t.Abruzzese A., 11’s.t. Losito, 38’s.t.Tarantino

Marcatori Lega Pro: poche reti e Iemmello sempre in testa

Soltanto 14 le reti segnate nel decimo turno del campionato di Lega Pro girone C.
A secco il capo cannoniere Iemmello e il suo immediato inseguitore Caccavallo, si fanno avanti segnando il loro quarto gol in questo torneo, Cocuzza del Messina e Negro della Casertana.
Terza rete per Mancino dell’Ischia e Sarno del Foggia.
Toccano quota 2: Arrighini e Criaco del Cosenza, Barraco del Messina, Mancosu della Casertana e Zibert dell’Akragas.
Prima marcatura stagionale per i vari Doumbia, Giampà, Mattera e Plasmati.

CLASSIFICA MARCATORI dopo la giornata 10 (prime posizioni)

6. Iemmello (Foggia)
5. Caccavallo (Paganese)
4. Baclet (Martina Franca), Cocuzza (Messina), Negro (Casertana) e Strambelli (Fidelis Andria)

Alessandro Polichetti

San Vito – Carovigno 0-1: Derby emozionante al “Citiolo” di San Vito

Pizzolla regala ai rossoblù carovignesi la vittoria nel derby contro i cugini del San Vito.

Contro i rivali di sempre del San Vito, il Carovigno di mister Giovanni Monna non sbaglia, portando a casa, per la seconda volta in stagione, l´intera posta in palio.
Le due formazioni si fronteggiano con alcune defezioni: ai padroni di casa sono assenti per squalifica Costantini e Camposeo, mentre gli ospiti devono fare a meno di Cisternino e di Diagnè, potendo comunque contare però sul recupero lampo degli acciaccati Turrisi, Evangelista e Capitan Carlucci. Il match, nonostante tutto, sarà combattutissimo.
Due minuti dopo il fischio d´inizio Russo scalda le mani a D´Agnano con una punizione dai 30 metri, poi, cinque minuti più tardi, è lo stesso numero 1 locale a sventare un cross insidioso dalla destra di Prodi. Il vantaggio carovignese arriva al 28´ con un´azione rocambolesca: prima l´ex Savino Schena salva sulla linea un colpo di testa di Emanuele Pizzolla, poi lo stesso attaccante segna infilando in rete la girata volante di Carlucci. Il goal è una grande liberazione per il numero 11 rossoblu, e la sua esultanza festosa sotto i tanti tifosi ospiti presenti ne è la prova. Poco prima della fine del primo tempo, il Carovigno prova a raddoppiare con un tiro al volo di Arcangelo Russo, finito però abbondantemente a lato.
In campo, nella prima frazione di gioco, sembrano esserci stati dunque solo i giocatori guidati da Monna. E il secondo tempo continua su questo andazzo.
Al 46´ Pierfedele Prodi calcia a botta sicura, ma D´Agnano si fa trovare pronto più di Giancarlo Rini, che non sfrutta la ribattuta che ne sussegue calciando alto il pallone; al 50´ goal annullato a Prodi per sospetto fuorigioco. Poco dopo si vede per la prima volta anche il San Vito, con la bella conclusione di D´Erriquez respinta in angolo dall´intervento plastico di Laghezza; al 66´ Schena non riesce a deviare in porta un pallone vagante nell´area piccola, poi ancora Antonio Laghezza nega la gioia del pareggio a Crupi, con un grandissimo intervento da portiere di categoria ben superiore. Il Carovigno, a questo punto, non può far altro che difendersi, e l´inserimento di Lorenzo Costantino serve proprio a questo. Cosi facendo, il San Vito non riesce a creare più pericoli degni di nota dalle parti di Laghezza, anzi, sono ancora gli ospiti ad esaltare i riflessi di D´Agnano con due punizioni velenose calciate da Prodi.
Il Carovigno, dunque, batte di misura i cugini del San Vito, guadagnando tre punti importantissimi ai fini della classifica.SAN VITO CAROVIGNO 0-1
Reti: 28´ Pizzolla

SAN VITO: D´Agnano, Mastrogiacomo (Abatelillo), Zippo, Stabile, Schena, Cavallo, D´Erriquez, Marinosci (Petrarolo), Crupi, De Carlo, Lanzilotti (D´Agnano R.).
A disp. di mister Sabatelli: Petrarolo M., Mastrogiacomo G., Picciolo, Narducci.
CAROVIGNO: Laghezza, Lanzilotti, Liuzzi, Evangelista, Turrisi, Raffaello, Prodi, Carlucci, Rini (Costantino), Russo, Pizzolla.
A disp. di mister Monna: Angelini, Cardone, D´Agnano, Marrazzo, Gavin, Maldarella.

ARBITRO: Altomare di Barletta
ASSISTENTE 1: Pronat di Brindisi; ASSISTENTE 2:
Catanzaro di Brindisi

NOTE
Ammoniti: Mastrogiacomo, Zippo, De Carlo, Schena, Abatelillo (SVI) – Lanzilotti, Pizzolla (CAR).
Espulsi: mister Giovanni Monna e il dirigente Semeraro per proteste (CAR)

Antonello Gioia