Davide Radicchio: “Quest’anno staro’ attento a fare la scelta giusta”

‘Spero che il Grottaglie torni nelle categorie che merita’
Intervista al bomber di San Giorgio Jonico(a cura di Marco Strusi)

Caro Davide, bentornato nel nostro abituale salotto virtuale delle interviste per porti qualche domanda. L’ultima stagione calcistica divisa tra Hellas Taranto ed Ars et Labor Grottaglie immaginiamo sia stata un po’ difficile, giusto per usare un eufemismo. Come giudichi complessivamente la stagione 2015/16 in Eccellenza pugliese, dal punto di vista personale e di squadra?

Ciao Marco, beh che dire forse è stata la stagione meno rosea di tutta la mia carriera calcistica. Per quanto riguarda l’Hellas Taranto meglio non parlarne, ho preferito andare via per alcuni motivi che onestamente non mi va di elencare. A dicembre avevo l’opportunità di andare a giocare nel Metaponto che come sappiamo è arrivato alla finale play-off per approdare in serie D, però ho preferito non allontanarmi ed ho scelto Grottaglie ma non me ne pento assolutamente. Purtroppo la situazione al mio arrivo era molto critica in quanto la classifica era molto deficitaria; abbiamo tentato in tutti i modi di rialzarci ma non ce l’abbiamo fatta sia per demeriti nostri che di altri: in ogni caso mi prendo assolutamente le mie responsabilità come ho sempre fatto.

Come detto, una stagione complicata che però non ha rinnegato la tua fama di bomber: le cinque reti a partire dal tuo arrivo al Grottaglie nel mese di dicembre lasciavano intravedere una flebile speranza di una salvezza poi purtroppo non conquistata. Quale gol dello scorso campionato ritieni il più importante? Di positivo cosa salveresti in questa tribolata annata?

Dei 5 gol sicuramente quello più importante è stato il gol vittoria a Trani che ci ha fatto sperare nel raggiungimento dei play-out e successivamente quello con l’Altamura che ci ha portati in vantaggio, anche se poi sono stato costretto ad uscire per infortunio. Di positivo posso solo dire che a Grottaglie ho trovato un gruppo di compagni eccezionali: il mister Passariello che, oltre ad essere un ottimo allenatore, è una persona fantastica a livello umano e ovviamente mister Piroscia grande uomo al quale auguro di fare strada come allenatore.

Calciomercato-Time. Dopo una vita in Serie D e le ultime stagioni in Eccellenza, qual è la priorità di Davide Radicchio? Cosa bolle in pentola nel tuo prossimo futuro?

Per quanto riguarda il mio futuro ho un paio di richieste: sicuramente starò molto attento a non fare l’errore dello scorso torneo poichè ha compromesso purtroppo tutta l’annata.

Una chiacchierata sulla tua ultima società in ordine temporale: l’Ars et Labor Grottaglie. Dopo la mal digerita retrocessione in Promozione Pugliese, la squadra biancoazzurra sembra un cantiere aperto dove l’unica notizia certa, al momento, è l’iscrizione al prossimo campionato. Qualora ci presentassero le condizioni giuste saresti disposto a scendere di categoria continuando la tua avventura nella Città delle ceramiche?

Per quanto riguarda l’Ars et Labor apprendo dai giornali che ci sono degli acquirenti tra cui Carmelo La Volpe che, tra l’altro, è del mio paese: posso dire soltanto che è una persona seria e che rispetta sempre gli impegni presi e sicuramente con l’aiuto dei tifosi grottagliesi se acquisterà il Grottaglie farà di tutto per portarlo nelle categorie che contano. Se la trattativa non andrà in porto spero comunque che il Grottaglie, chiunque vada, ritorni nelle categorie che merita. Ritornerei a Grottaglie per tanti motivi: uno di questi è sicuramente la voglia spacciata di riportare in Eccellenza questa città e soprattutto di riportare l’entusiasmo alla tifoseria grottagliese che è alla base di tutto!

Grazie della tua collaborazione Davide, sperando di portarti fortuna ti auguriamo di vivere una stagione positiva e come sempre ricca di gol con la tua prossima squadra, qualunque essa sia.

Primo rinforzo di mercato per il Manduria

Primo rinforzo di mercato per il Manduria del presidente Pinuccio Spadavecchia. La società si assicura l’esperto portiere bbb, classe 1973, già in passato con la casacca biancoverde dei messapici.

Non è escluso che Negro possa anche agire da preparatore atletico.

Negro, in passato, ha giocato con le maglie di Tricase, Casarano, Nardò, Orlandina,Casarano, Leonzio, Taranto e Gallipoli, con cui vinse il campionato di Serie C2 e la Coppa Italia di Serie C.

ManduriaOggi

Manduria: non calerà il sipario

Il Manduria è salvo. La questione stadio, con i mancati interventi di adeguamento della capienza del “Dimitri”, avevano spinto la società a fare un passo indietro. Nelle ultime ore, però, Spadavecchia ha deciso, con un gesto di responsabilità, di non far calare il sipario sul calcio messapico. “Un gruppo di simpatizzanti – racconta il massimo dirigente – ci ha chiesto, negli ultimi giorni, di non far morire il calcio nella nostra città. Con il nostro disimpegno, si stava rischiando di far scomparire decenni di storia biancoverde, vanificando anche i sacrifici da noi compiuti negli ultimi due anni”.
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Spadavecchia si è già portato avanti nella programmazione, scegliendo il tecnico che guiderà il Manduria nel prossimo torneo di Promozione: si tratta di una vecchia conoscenza per i messapici, quel Beppe Passariello che nel giugno 2012 condusse i biancoverdi alla vittoria dei playoff ed alla promozione in Eccellenza. “In questi giorni valuterà la rosa che avevamo a disposizione lo scorso anno – sottolinea il presidente – e deciderà chi può rientrare nei programmi per la prossima stagione”.

La Gazzetta del Mezzogiorno

Manduria, il rammarico del DS Antonio Modeo

Così come già riportato dalla nostra testata, la dirigenza dell’UG Manduria Sport ha consegnato la squadra nelle mani del sindaco. Le motivazioni e il rammarico del DS Antonio Modeo ai nostri microfoni: “Stiamo vivendo un momento assolutamente poco felice per i colori della nostra squadra cittadina. La dirigenza, con a capo il nostro Presidente, ha consegnato il titolo sportivo nelle mani del Sindaco. Un gesto che non deve essere considerato una minaccia o una forzatura ma la naturale conseguenza della poca attenzione, da parte dell’amministrazione, nei confronti della nostra società. Il calcio a Manduria stava scomparendo del tutto e noi lo abbiam preso per i capelli per amore dello sport d’altronde l’UG Manduria Sport è una delle società di calcio più longeve di Italia, ha la matricola 100 dell FIGC e 90 anni di vita sulle spalle, una tradizione e una storia. Questa dirigenza si è fatta in quattro per rimettere tutto sui giusti binari e finalmente, dopo esserci riuscita, ha cercato di far capire all’amministrazione quanto importante sia la completa agibilità del nostro amato “Dimitri”. L’aiuto e l’attenzione chieste all’amministrazione sono cadute sistematicamente nel nulla, negli ultimi anni non si è fatto niente così come è caduta nel vuoto la promessa che, alla data del 31 maggio, avrebbero dovuto emanare il bando per iniziare i lavori di adeguamento dell’impianto.

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Nello stadio possono entrare, dal dicembre 2014, appena 200 spettatori compresi i tifosi ospiti, una cifra irrisoria e povera considerando che il nostro impianto può accogliere oltre le 1000 unità. La riduzione drastica del numero degli spettatori e i conseguenti incassi ridotti gravano notevolmente sui bilanci societari. Gli incassi domenicali sono ossigeno per la gestione sia logistica che tecnica della squadra, non possiamo farne a meno. Mi rendo conto che le risorse economiche devono essere distribuite in funzione di determinate priorità ma non è possibile che nella maggior parte dei comuni della provincia ci sia una sottrazione sistematica dei fondi destinati alle strutture sportive, evidentemente c’è poco interesse? Con l’altra società diManduria, il Don Bosco, abbiamo collaborato per rimettere in ordine il secondo impianto di Calcio a dimostrazione che da parte nostra la volontà di fare sport in città esiste ed è concreta. Noi in questi ultimi anni a Manduria siamo stati in grado di dare vita ad un progetto ambizioso e complicato, mettere i colori sociali dell’UG Manduria Sport sulle spalle di atleti manduriani, un lavoro certosino e lungo cercando di soddisfare le esigenze tecniche e qualitative dei mister che si sono succeduti sulla panchina biancoverde. Abbiamo ottenuto risultati importanti riducendo le uscite all’osso, siamo andati avanti con l’aiuto degli sponsor e tanti sacrifici mentre i ragazzi in campo hanno ottenuto una gran bella salvezza nel campionato 2014/15 (45 punti in classifica) e hanno sfiorato i Play-Off nella stagione appena conclusa. Sono risultati da non trascurare che, in questi ultimi giorni, rischiano di andare a finire nella spazzatura. La fine della UG Manduria Sport comporterebbe anche la perdita di tutto il parco giocatori, un ulteriore danno. Il nostro, il nostro splendido “Dimitri” resterà deserto, assorto nel silenzio, i 90 anni di storia della matricola 100sembrano destinati al capolinea, sono amareggiato, ho tatuati addosso i colori biancoverdi e questa vicenda mi affligge.”

Fabrizio Izzo – tuttosporttaranto.com

La società del Manduria calcio si dimette e consegna la squadra al sindaco

«Egregio signor sindaco, siamo reduci da circa tre anni dell’indifferenza più totale dell’amministrazione comunale da lei diretta, incapace di mantenere le promesse fatte ogni anno in merito alla riqualificazione dello stadio Nino Dimitri». Inizia così la lettera protocollata ieri con cui la dirigenza della società sportiva del Manduria calcio, U.G. Manduria Sport, comunica le proprie dimissioni e consegna nelle mani del primo cittadino la squadra. Ricordando i mancato impegni presi un anno fa dalla giunta Massafra in merito ai lavori che avrebbero consentito un aumento della capienza del pubblico nello stadio comunale, la società lamenta «il grave alone di incertezza che aleggia sull’impianto sportivo che penalizza qualsivoglia sforzo economico che la società volesse nuovamente avviare per il prossimo campionato».

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La decisione odierna di mollare tutto, è la conseguenza di un incontro avuto lo scorso 31 maggio con il sindaco Roberto Massafra e con gli assessori Massimiliano Rossano, Amleto Della Rocca e Cosimo Lariccia. In quell’occasione gli amministratori locali promettevano che a giorni si sarebbe riunita la giunta comunale per rendere esecutivo il progetto riguardante i lavori di adeguamento dello stadio che può ospitare solo 200 spettatori. Avendo preso coscienza dell’ennesima presa in giro, i dirigenti Spadavecchia e Renna, rispettivamente presidente e vicepresidente della società U.G. Manduria, hanno così deciso di ufficializzare la propria rinuncia.

«A nostro parere, ad oggi – conclude la lettera -, nessuno sforzo è stato fatto da questa amministrazione per il raggiungimento dell’obiettivo della consegna dello stadio. Ora siamo arrivati al capolinea e non vogliamo vedere distrutto un giocattolo sportivo che ancora riesce ad appassionar un buon numero di tifosi».

Eccellenza, Gravina 10 e lode. Male le tarantine. Ecco il pagellone della Premier League pugliese

Con l’uscita di scena dell’Altamura per mano del Real Metapontino, termina ufficialmente l’Eccellenza pugliese. Un girone mai come quest’anno ricco di piazze blasonate, nuovi progetti, squadre che hanno stupito e altre invece che hanno deluso tifosi e addetti ai lavori. Ecco il nostro pagellone: 

ARS ET LABOR GROTTAGLIE voto 4: Pericoloso doppio salto all’indietro per i tarantini. Passare in due anni dalla Serie D alla Promozione è davvero qualcosa di delittuoso e se non si farà ordine all’interno della società tarantina le cose, sicuramente, non miglioreranno. La squadra è sempre stata ultima e non è mai riuscita a dare l’impressione di poter raggiungere i playout.

ATLETICO MOLA voto 6.5: Se fino a dicembre la squadra aveva fatto anche bene, dopo c’è stato il vero miracolo. Quando sono andati via i vari Spadavecchia, Del Core ecc… si sentiva aria di smobilitazione in casa molese ma lì è scattata l’impresa di Castelletti. Con un gruppo giovanissimo, il tecnico è riuscito a portare la squadra in porto con una salvezza raggiunta con ampio margine. Ora la parola passa al vulcanico presidente Divella che dovrà decidere se mantenere il titolo sportivo in riva all’Adriatico oppure spostarsi.

ATLETICO VIESTE voto 7: Un piccolo miracolo costruito da Franco Cinque e il suo staff. Con un organico decisamente inferiore alle altre contendenti, i foggiani hanno battagliato sino all’ultime giornate per ottenere un posto nei playoff svanito per la non vittoria di Trani. La squadra ha potuto contare su solide basi come il portiere Bua e i fratelli Augelli, ancora una volta trascinatori del collettivo dauno.

BARLETTA voto 7.5: Davvero complimenti alla banda di Massimo Pizzulli (a cui diamo un 8). La stagione era iniziata malissimo con la retrocessione dalla Lega Pro e una squadra inesistente. Il lavoro certosino di Pizzulli ha costruito un organico che se l’è giocata fino all’ultimo per arrivare ai playoff nazionali. La questione stadio ha reso, il tutto, ancora più difficoltoso ma ha reso questa stagione ancora più importante. Il futuro prossimo sicuramente non si chiamerà “Puttilli”, forse “Manzi” ma la società e i tifosi meritano più rispetto.

BITONTO voto 5.5: Per come si era messa, ad un certo punto, la stagione la salvezza acquisita dev’essere accolta con entusiasmo. L’avvento di mister Pettinicchio salva capra e cavoli e consente di mantenere la categoria. Tutto bene si ma un pizzico di amarezza ce lo consentirete: se in avanti hai gente del calibro di Tedesco, Manzari e Terrone si poteva ambire a qualcosa di ben più ambizioso.

CASARANO voto 6.5: Arrivare ai playoff è senza dubbio un traguardo che merita i complimenti ma per la rosa a disposizione dei salentini, non essere riusciti ad andare avanti è un mezzo fallimento. La confusione a livello dirigenziale e anche a livello tecnico con Oliva, Toma e poi di nuovo Oliva che si sono alternati in panchina non ha aiutato. Gli innesti di dicembre, escludendo Nicolas Dirito, non ha portato quella marcia in più ai rossoblù con Jeda e Carminati che non hanno inciso più di tanto.

CASTELLANETA voto 4: Come smettere di giocare il proprio campionato da febbraio? Chiedete al Castellaneta. Sino agli inizi del nuovo anno, la squadra biancorossa era si impelagata in zona salvezza ma dava l’impressione di potersela giocare. La diaspora a livello dirigenziale, con gli addii di Guardascione e Piarulli erano il campanello d’allarme che la nave stava affondando e cosi è stato.

GRAVINA voto 10: Quando le cose vengono fatte con criterio, sembra tutto facile. I gialloblù, da neopromossi, vincono (o meglio stravincono) un campionato che li proietta dritti dritti in D. Tutto ha funzionato, dall’allenatore ai giocatori al mercato dicembrino. L’unico rammarico, forse, è la mancata corsa nella coppa nazionale che poteva essere alla portata di Rana e compagni ma va bene cosi…

LEVERANO voto 6.5: Sufficienza piena per Schito e compagnia. I bianconeri portano a casa l’obiettivo stagionale ossia la permanenza in categoria senza tantissimi affanni. Gennari è la punta diamante di un collettivo capace di lottare contro le avversità. Avanti cosi.

MESAGNE voto 4.5: Una retrocessione che dispiace anche perchè il collettivo brindisino poteva fare di meglio. Le attenuanti sono senza dubbio il fatto di essere una neo-promossa e una squadra molto giovane senza grosse stelle.

MOLFETTA voto 5: Una piazza come quella molfettese non può essere considerata il giardino personale del presidente Lanza. L’avvento di Fumai era stato accolto con entusiasmo, visto il lavoro fatto a Mola, ma il vulcanico presidente lo manda via in quattro e quattro otto. Il nuovo tecnico è….Mauro Lanza, si proprio lui. Durante l’anno guida la squadra e si mette contro tutti: giornalisti, associazione degli allenatori e una buona fetta di tifoseria. La salvezza era alla portata e viene raggiunta tranquillamente.

NOVOLI 6.5: Onore a mister Schipa per il lavoro svolto. Lo scorso anno i meriti (giustamente) se li era presi Sasà Scarcella, capocannoniere del torneo mentre quest’anno i complimenti vanno al mister. Al “Cezzi” vanno tutti in difficoltà ed è il fortino dei rossoblù.

OTRANTO voto 6+: Salvezza ottenuta per la truppa di Salvadore che da neo-promosso guadagna la permanenza in un torneo di leoni. La squadra inizia alla grandissima poi, complice l’inesperienza, cade e si gioca la permanenza col Mesagne. L’avvento del “volpone” Villa non incide tantissimo nei gol fatti dall’ex Gallipoli e Virtus Francavilla ma da al collettivo quella malizia necessaria per salvarsi.

HELLAS TARANTO: voto 6.5: Una stagione davvero positiva per la squadra ionica. In campionato arriva una salvezza ottenuta con pieno merito mentre in coppa arriva un incredibile finale col Gravina, poi vincitore. L’Hellas Arena, è un fortino inespugnabile e ne fanno le spese grossi club come, ad esempio, il Barletta.

SUDEST voto 6: Nella stagione, forse, più turbolenta arriva il miglior posizionamento in classifica della storia della Sudest. A dicembre la squadra perde pezzi pregiati ma onore al capitano D’Ermilio di aver condotto la squadra in salvo. Gli addii dello stesso mister, del ds De Lorenzis e del presidente gettano ombre sul futuro della Sudest a Locorotondo.

ALTAMURA voto 7: Un bel voto che poteva essere sicuramente ancora migliore. I playoff nazionali portano una cocente delusione ma la squadra biancorossa ha fatto davvero un ottimo campionato. Nonostante il caos allenatore (4 tecnici in una stazione con Longo, Columbo, Fino e Panarelli), la squadra arriva seconda e si gioca le sue carte. Il punto cruciale, a nostro avviso, è l’avvento di Danilo Dammacco come ds che porta diversi fedelissimi da Mola.

UC BISCEGLIE voto 6-: Buona la prima per l’Unione che nel suo primo campionato di Eccellenza non sfigura. Si poteva fare qualcosa di più vista la capacità e l’esperienza della società e del presidente Pedone ma come primo impatto ci siamo. L’avvento di Bitetto in panchina non cambia molto rispetto all’era Di Corato.

TRANI voto 6.5: In un annata che si prospettava anonima, il Trani per poco non centra i playoff. Il tecnico Zinfollino viene contestato amaramente dai tifosi ma va avanti e conduce la squadra ad una rimonta che poteva avere dell’incredibile. Il mercato di dicembre da una marcia in più ai biancazzurri che possono essere contenti del sesto posto conseguito in classifica.

ANTONIO GENCHI 

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Manduria ad un passo dai Play-Off

Il Manduria, nonostante la presenza nel girone squadre con rose più attrezzate, ha chiuso il Campionato al quinto posto, nella griglia Play-Off. Spareggi non giocati per via della legge dei 7 punti (la quinta in classifica avrebbe dovuto disputare i Play-Offcontro la seconda solo se la differenza fosse stata inferiore ai 7 punti), un risultato oggettivamente positivo. Il cambio d’allenatore in corsa, Cosma al posto di Zella dalla settima di andata, ha necessitato, per la squadra, di un periodo di assestamento fisiologico dove sono stati persi punti importanti. Il Manduria, in alcuni frangenti, ha espresso il miglior gioco del girone “B”, un calcio che ha raccolto complimenti ed applausi anche dagli avversari. Nel girone di andata i biancoverdi hanno pareggiato un po’ troppe partite mentre nel girone di ritorno la marcia è stata più spedita, più vittorie e una striscia di 8 risultatiutili consecutivi con un calo sensibile nel finale (ultime quattro trasferte perse). I messapici hanno fatto registrare questi numeri:13 vittorie, 9 sconfitte e 8 pareggi, 35 goal fatti (miglior marcatore Scarciglia) e 34 subiti, quasi in equilibrio le sconfitte e i pareggi così come i goal subiti e quelli fatti, numeri indubbiamente da migliorare per poter emergere. Insomma per chiudere, a prescindere dalle vicissitudini societarie, dai numeri e via discorrendo il quinto posto, della matricola 100, deve essere considerato più un punto di partenza per la prossima stagione che altro.

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Queste le parole del Direttore Sportivo Antonio Modeo:
Sinceramente potevamo fare di più, non sono completamente soddisfatto. Si è vero abbiamo chiuso al quinto posto che, senza la regola dei sette punti, ci avrebbe consentito di giocarci i Play-Off ma avevamo i mezzi per fare meglio. La squadra era competitiva, mi sarei aspettato qualcosa in più. Il programma stilato ad inizio stagione mi sembrava idoneo per disputare un Campionato importante, oggi sono convinto che lo stesso programma, con qualche miglioria, ci possa far fare ancora meglio. Di questa stagione cancellerei una partita in particolare: la trasferta di Fasano alla terz’ultima giornata. Una gara persa, giocata malissimo dal mio Manduria, una partita dove siamo stati capaci di scendere in campo e di non essere presenti. Abbiamo avuto un gruppo di giocatori solido, coeso e tutti hanno fatto bene. Una nota particolare vorrei farla in favore di Olivieri (anno 99), un ragazzo che ha fatto un bel Campionato ed è cresciuto tanto, Raimondo, portiere (anno 96), molto bravo che ha contribuito fattivamente alla causa. A livello societario siamo già proiettati nella nuova stagione, devono essere discussi alcuni piccoli particolari ma siamo fondamentalmente pronti a ripartire per migliorarci. Il quinto posto, quindi, come punto di partenza, mi aspetto un gruppo di giocatori sempre compatto ma che dia più di ciò che ha dato quest’anno, stessa cosa mi aspetto da tutto lo staff. Unica problematica che potrebbe intralciare i nostri programmi è la questione stadio. Purtroppo, per motivi di agibilità, non possiamo usufruire di tutta la capienza del “Dimitri”. Possono assistere alle gare solo 200 spettatori compresi gli ospiti, un numero nettamente inferiore alle potenzialità dell’impianto. L’amministrazione comunale pare si stia muovendo per risolvere il problema e consentire alla società di usufruire degli incassi domenicali che faclitano il sostentamento del Manduria. Vedremo come si svilupperà la situazione.”

Fabrizio Izzo – tuttosporttaranto.com

Rinascita Rutiglianese :un sesto posto più che meritato.

Domenica scorsa, intorno alle 18.00, è calato il sipario sul campionato di promozione per la stagione 2015 – 2016. Un campionato, che ha visto tra le protagoniste anche la Rinascita Rutiglianese soprattutto per l’eccellente girone di ritorno disputato. Infatti, la squadra del Presidente Saffi ha chiuso la stagione al sesto posto con 45 punti. La vittoria nell’ultima gara di campionato contro il San Marco ha posto il sigillo ad un percorso positivo iniziato con l’arrivo in panchina del tecnico Muzio Di Venere, del suo vice Angelo Coscia e del preparatore dei portieri, Filippo Di Bartolomeo. La seconda sconfitta del girone di ritorno, Il terz’ultimo posto in classifica a soli 18 punti, avevano messo in fibrillazione l’intero gruppo granata, “ costringendo” i massimi dirigenti al cambio della guida tecnica. Con la vittoria esterna di Giovinazzo, del 17 gennaio scorso, prendeva il via la “ remuntade”, che si è conclusa, come dicevamo, domenica scorsa al “ Comunale”,  con il successo a spese del San Marco per 3 a 2, tra il tripudio dei tanti tifosi ritornati allo stadio dopo tanto tempo.

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Un ruolino di marcia di tutto rispetto, 27 punti conquistati, 8 vittorie, 3 pareggi e due sconfitte, queste ultime subite dalle prime della classe: Ordona in trasferta e Cerignola in casa, partita quest’ultima, che forse sarebbe potuta finire con un risultato diverso. Un mix di giocatori di esperienza e di under, questi ultimi ben undici in organico, ben guidati dal tecnico,  Muzio Di Venere,  hanno reso possibile alla Rutiglianese di conquistare una posizione in classifica di tutto rispetto, la prima delle compagini baresi, ad un passo dalla zona play off. A tutto questo, vanno ad aggiungersi, il lavoro meticoloso e professionale del medico sociale, Dr. Vito Ungaro, di Fortunato Moccia, addetto al recupero degli infortunati e del direttore sportivo. Gianni Sanapo, il cui coordinamento tra squadra e società, in primis  con il Presidente Giovanni Saffi, è servito a dare tranquillità a tutto l’ambiente. La ciliegina sulla torta a questo appassionante campionato l’ha messa , proprio nell’ultima partita di campionato, Antonello Lovreglio, che ha siglato la rete del successo con una magistrale punizione calciata da circa trenta metri, un“ missile” terra – aria che non ha dato scampo al pur bravo portiere del San Marco.

Mimmo De Gregorio x Calciowebdilettanti

Manduria – Uggiano 4 – 1

Chiude in bellezza la stagione calcistica del Manduria che vede la squadra in campo scesa a testa bassa e decisa a fare bella figura nell’ultima partita di campionato, regalando bel gioco e quattro goal del bomber Scarciglia agli spettatori. I giochi si aprono sin dal secondo minuto, allorchè Riezzo si inventa un cross per la testa di Scarciglia che in tuffo pone in rete la palla dell’1 a 0. Doccia fredda che gli ospiti non riescono a metabolizzare per una decina di minuti, quando Alessandrì tenta di ingannare il portiere Raimondo con un pallonetto, ma il numero 1 manduriano devia prontamente in angolo. Immediata la replica del Manduria al 20’ con una bella conclusione di De Nitto che costringe Stefano a rifugiarsi in angolo, dalla bandierina Gennari cross al centro ma nessuno è pronto al guizzo finale.

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Rete annullata al 23’ agli ospiti, per fuorigioco di Martina che in scivolata aveva posto la palla in rete ma il segnalinee aveva già alzato la bandierina. Appena due minuti dopo sono i biancoverdi ad andare a rete: Gennari bene appostato fa partire un cross al’indirizzo di Quaranta che sbaglia il tiro e la palla rimbalza verso Scarciglia che con la massima concentrazione infila per la seconda volta la rete difesa da Stefano. L’Uggiano incassa il colpo e il Manduria si fa più volitivo, tant’è che al 36’ Scarciglia, letteralmente scatenato, segna la terza rete su suggerimento di Riezzo. Al 45’ Scarciglia compone il Poker approfittando di una mischia in area, riesce a trovare l’attimo giusto per la zampata finale in rete. Nella seconda parte della gara è l’Uggiano a prendere l’iniziativa ma riesce a segnare il goal della bandiera prima dello scadere del tempo regolamentare con Afrune da poco subentrato a Bianco. Il Manduria chiude tra gli applausi del pubblico e subito dopo la squadra e lasocietà festeggiano con un buffet con tre torte, di cui una recante la foto della squadra bincoverde e le altre due il logo del Manduria e dell’Uggiano.

Manduria: Raimondo, Massari (45’ p.t. Tripaldi), OLivieri, Erario (9’ s.t. Arcadio), De Valerio, Mero ( 19’ s.t. De Pascalis), Riezzo, De Nitto, Scarciglia, Gennari, Quaranta. A disp.: Buelli, Dautaj, Doria, Greco. All. Mazza

Uggiano: Stefano, Piccinno (21’ p.t. De Marianis), Merico, Magnolo, Gazzi (19’ s.t. Salentino), Longo, Bianco (32’ s.t. Afrune), Garrapa, Setreanu, Alessandrì, Martina. A disp.: Potenza, Strelicchio, De Mitri, Piccinno C. : All. Portaluri

Arbitro: Cristiana Laraspata
Reti: 2’ p.t., 25’ p.t., 36’ p.t., 45’ p.t. Scarciglia, 45 s.t. Afrune.
Note: Ammoniti: Garrapa, Bianco, Tripaldi, Salentino, Alessandrì. Angoli: 3 a 2 per il Manduria.

lavocedimanduria.it

Eccellenza, ultimi verdetti stagionali. Altamura vola in finale, Vieste fuori dai playoff. Hellas Taranto salvo, playout per Otranto e Mesagne

(in foto l’altamurano Del Core, ancora una volta decisivo con una doppietta)

In una domenica con un caldo torrido fra gente che ne ha approfittato per i primi bagni a mare e chi è andato a votare per il referendum c’è stato qualcuno che ha raggiunto lo stadio per seguire la propria squadra del cuore.

Oggi si è disputata la trentaquattresima giornata, l’ultima della stagione regolare che ha emesso le sue sentenze. Sentenze abbastanza prevedibili in una giornata con cinque vittorie casalinghe, due pareggi, due vittorie esterne in un turno prolifico di gol con ben trenta reti siglate sui vari campi.

Il Gravina di Gennaro Di Maio conclude la sua memorabile stagione con un pareggio a Molfetta. In una giornata che segnala la contestazione dei tifosi molfettesi per il caro biglietti e una sorta di gemellaggio tra molfettesi e gravinesi che hanno seguito la gara fuori dallo stadio, i gialloblù non sono andati oltre il 2-2 finale. Il tecnico campano ha applicato parecchio turnover per dare la possibilità a chi ha giocato poco di esprimersi: vantaggio ospite con Fiorentino. Pari molfettese con Senè e raddoppio di Stefanini. Nel finale è il giovane Gentilesca ad evitare la sconfitta siglando il gol del definitivo pareggio.

Vittoria doveva essere e vittoria è stata per l’Altamura che piega la resistenza del Trani al “D’Angelo”. I biancorossi di Panarelli vincono 2-1 contro i ragazzi di Zinfollino e volano direttamente alla finale playoff. Contro i biancazzurri, va a segno ancora una volta Umberto Del Core, autore di una doppietta mentre per gli adriatici il gol è stato siglato da Turitto.

Servono ben ottantuno minuti di gioco al Casarano per avere la meglio del coriaceo Novoli. Al “Cezzi”, i rossoblù ospiti di Oliva sbloccano il match solo nel finale con una zampata dell’argentino Dirito. Zampata che consegna matematicamente la terza posizione ai salentini che evitano, cosi, il sorpasso del Barletta. I biancorossi di Pizzulli espugnano il terreno del Vieste per 1-0 grazie al gol di Loiodice che estromette definitivamente (con la contemporanea vittoria dell’Altamura non sarebbe bastata neanche la vittoria) il Vieste dai playoff. Il distacco tra i foggiani e l’Altamura è salito a dieci punti e il regolamento lancia i murgiani direttamente in finale mentre Moscelli e compagni si giocheranno le proprie chances al “Capozza” contro il Casarano.

Nella bagarre salvezza, vittoria e obiettivo raggiunto per l‘Hellas Taranto che fa valere ancora la legge di Faggiano. Nel fortino di casa, i ragazzi di Renna hanno la meglio del Mola che entra in campo molle e subisce nei primi dieci minuti tre gol con Gjonaj, Beltrame e Manzella. I baresi, presi i tre ceffoni, si svegliano e segnano con Salvi e Longo. Sul 3-2 è Cellamare a segnare per i tarantini prima del definitivo 4-3 siglato da Serri nel finale. Salvezza che ottiene anche il Bitonto: ai neroverdi bastava un punticino contro la già retrocessa Castellaneta ma i baresi dilagano al “Città degli Ulivi” con un rotondissimo 5-0: mattatori del match i punteri Manzari e Terrone (autori di una doppietta ciascuno) con Roselli a rendere il pomeriggio bitontino da favola.

Otranto e Mesagne si sono incontrate oggi e si sono date appuntamento per i playout. La gara in terra salentina si è conclusa 1-1: vantaggio ospite con Pascual ma nel finale è l’idruntino Corrias a firmare il gol. Nella post-season, per determinare la squadra che accompagnerà Grottaglie e Castellaneta in Promozione si giocherà gara unica in casa dell’Otranto.

Sonora vittoria (e non poteva essere diversamente) per l’Unione Calcio Bisceglie che al “Ventura” strapazza il malcapitato Grottaglie. La squadra di Bitetto straripa con la doppietta di Dipinto, il gol di De Mango e quello di Fata che chiudono una stagione disastrosa per i tarantini che salutano tutti e cadono nel baratro della Promozione.

Si congeda dai suoi tifosi con una vittoria, la Sudest di D’Ermilio che al “Viale Olimpia” batte 2-1 il già salvo Leverano. Vantaggio locale con Martino, pari leccese con Di Silvestro e definitivo vantaggio barese con Ventura che danno i titoli di coda sulla stagione dei padroni di casa e su quella della squadra di Schito.

CLASSIFICA FINALE: Gravina 72, Altamura 68, Casarano 67, Barletta 65, Vieste 58, Trani 54, Sudest 47, Uc Bisceglie 44, Bitonto 43, Novoli, Leverano e Mola 42, Hellas Taranto 40, Otranto 38, Mesagne 35, Grottaglie 20, Castellaneta 19.

ANTONIO GENCHI 

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Cosma lascia il Manduria: «ciao mister, meriteresti l’applauso del Dimitri»

Succede che in un mercoledì pomeriggio milanese primaverile mi arrivi un messaggio sul cellulare: “Ma che stanno combinando a Manduria?”. Ignaro del reale valore del contenuto delle parole chiamo l’interlocutore per chiedere spiegazioni: “Cosma ha lasciato il Manduria”. Così, secondo la regola del giornalista, ho iniziato a chiamare a qualcuno per capire bene la situazione. Che purtroppo, è davvero questa: Gianluca Cosma ha lasciato il Manduria e domenica non sarà presente in panchina nell’ultima partita del campionato contro l’Uggiano al Dimitri.

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Premessa doverosa: chi scrive non ha mai mangiato a casa del mister (invito esplicito caro mister), ma si è innamorato calcisticamente e umanamente (in primis) di un allenatore di grandi valori umani e tecnici. Ho avuto il piacere di vederlo lavorare sul campo, di scambiarci tante chiacchiere nei post-partita. Nell’ultimo match, quello perso tre a zero a Tricase, gli ho detto: “Mister, davvero, hai fatto un miracolo a lottare fino all’ultimo per i playoff”. Non me ne voglia nessuno in società, ma questa squadra non ha le qualità per lottare per i primi posti. L’exploit lo ha fatto con Gianluca Cosma, allenatore pronto per categorie superiori, vero top player del Manduria. E mi permetto di consigliare i massimi dirigenti biancoverdi di convincere il mister (sarà difficile) a tornare per continuare il progetto di due anni in cui sono arrivati risultati importanti con una salvezza incredibile con cinque giornate di anticipo ed un posto playoff sfiorato contro squadre ben più apprezzate da tutti i punti di vista.

Però caro mister, almeno per domenica, ripensaci. Non per altro, c’è un Dimitri che doverosamente dovrà dedicarti una standing ovation da brivi. Per l’uomo prima, per l’allenatore poi.

Claudio Ruggieri – lavocedimanduria

Eccellenza, bandiera a scacchi per il campionato. Nell’ultima giornata interesse per la zona playoff e playout

(in foto il tecnico altamurano Gigi Panarelli)

Con la giornata numero trentaquattro arriva la campanella di chiusura del torneo di Eccellenza. La stagione regolare vivrà il suo ultimo respiro domenica con fischio d’avvio alle ore 16 per poi lasciare spazio all’appendice di playoff e playout.

Il Gravina, vincitore del campionato e già sicuro del salto in D, chiude il proprio trionfante torneo al “Poli” di Molfetta contro i biancorossi di Lanza. All’impianto molfettese ci sarà un clima di festa con tantissimi tifosi gialloblù che vorranno tributare un ultimo ringraziamento ai propri beniamini mentre i padroni di casa possono festeggiare una salvezza arrivata diverse settimane fa.

Clima ben diverso si respira in zona playoff: a 90 minuti dal termine della stagione, per il secondo posto è in pole position l’Altamura di Panarelli che vincendo in casa col tranquillo Trani potrebbe blindare la propria posizione e addirittura passare direttamente alla finalissima regionale. Chi rischia di rimanere fuori dal giro playoff è il Vieste di Cinque che riceve in casa allo “Spina” il Barletta di Pizzulli che invece è gia sicuro di disputare la post season (resta da capire in che posizione). A meno di sorprese, il terzo posto sarà ad appannaggio del Casarano: i rossoblù di Mimmo Oliva disputeranno il derby a Novoli che potrebbe lasciare strada ai “cugini” salentini.

Spareggio salvezza vero e proprio ad Otranto tra i ragazzi di Salvadore e il Mesagne. I leccesi sono al momento a 37 punti con un più 3 sul Mesagne stesso. Il destino degli idruntini, però, non dipende solo da sè stessi: anche vincendo contro la squadra di Ribezzi e con una contemporanea vittoria dell’Hellas Taranto a Faggiano contro il già salvo Mola, Villa e soci sarebbero comunque condannati ai playout per via degli scontri diretti, favorevoli ai rossoblù. Playout che dovrebbe evitare il Bitonto: i neroverdi di Pettinicchio chiudono il proprio campionato in casa ospitando l’ormai retrocesso Castellaneta. Per Terrone e compagni basterà conquistare un punticino per guadagnarsi la permanenza anche l’anno prossimo in Eccellenza.

Sudest-Leverano e Unione Calcio Bisceglie-Grottaglie completano il programma e sono due sfide che non possono dire più nulla in termini di classifica.

ANTONIO GENCHI 

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Bellissima e importantissima vittoria in chiave play off per l’Atletico Tricase

Bellissima e importantissima vittoria in chiave play off per l’Atletico Tricase che batte il Manduria con un secco 3 – 0 e lo sorpassa in classifica portandosi al quarto posto insieme al Fasano a quota 46 punti. Fasano che ospitera’ i rossoblu nel prossimo incontro.

Partita dai due volti con il Tricase attento nel primo tempo e scatenato nel secondo.

Pronti via al 1’ con un tiro di Martella che si perde di poco fuori alla destra di D’Adamo. Replica il Manduria al 13’ su calcio di punizione da 30 metri, alla battuta Riezzo che spedisce la sfera di poco alto sulla traversa.

Episodio da moviola al 17’ Riezzo viene atterrato in area ma per l’arbitro è simulazione e punisce il giocatore con il cartellino giallo. Manduriani ancora protagonisti, al 28’ Arcadio cede la palla a Riezzo il cui tiro viene respinto da Esposito.

Al 46’ viene annullato un goal al Tricase per fuorigioco di Pedone. Il Manduria cerca di centrare il bersaglio con Arcadio che si produce in un tiro dalla trequarti ma senza successo. Al 49’ padroni di casa in vantaggio con Causio che approfitta di una indecisione difensiva dei biancoverdi. Al 77’ il Tricase raddoppia con Causio il quale, anche in questo caso, trova la difesa manduriana imbambolata e pone la palla nel sacco. All’88’ sempre Riezzo impegna il portiere Esposito che blocca. L’incontro si chiude al 94’ con la terza segnatura per il Tricase ad opera di Caputo su assist di Pedone.

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E’ stata la partita del cuore. “Quattro under ’98 sempre in campo, e un primo tempo nel corso del quale abbiamo anche prendere le giuste contromisure ad un Manduria venuto in casa nostra con la dichiarata volontà di fare un sol boccone del risultato massimo, nel secondo tempo abbiamo gettato nella mischia la nostra voglia di continuare a far bene, nonostante fossimo in emergenza, vista la forzata assenza di capitan Ruberto e Moretto, squalificati, e con Romano e Petrachi in panchina perché infortunati. Ma – sottolinea mister Giuseppe Branà il secondo tempo lo abbiamo firmato a nostro vantaggio col cuore. Ad iniziare da Petrachi che, nonostante fosse infortunato e acciaccato, ha voluto scendere in campo. Ed è stata la frazione di gioco in cui abbiamo costruito tanto ed abbiamo trovato un grandissimo finalizzatore in Causio. Orgoglioso di questi ragazzi”.

Partita del cuore “perché questa vittoria è dedicata al nostro magazziniere Antonio Scarascia – aggiunge Branà –perché nella sua umiltà e dedizione alla squadra abbiamo sempre riscontrato il valore più autentico della storia del Tricase”.

Ed infine, la partita della memoria: per Goffredo Ciullo, presidente del Tricase dal 1978 al 1981, e Andrea Morciano, “il fotografo” del Tricase per oltre cinquant’anni, scomparsi nei giorni scorsi.

Tricase: Esposito, Cazzato, Rizzo, Desiderato, Citto, Di Seclì ( 1’ s.t. Petrachi), Pedone, Amadu ( 13’ s.t. Panico F.), Causio, Martella ( 13’ s.t. Caputo), Tenesaca. A disp: Panico, Carbone, Riso, Romano. all. Branà

Manduria: D’Adamo, Olivieri, Massari, Erario, De Valerio, Mero (20’ s.t. Mancuso), Riezzo, Greco, Scarciglia, Arcadio ( 20’ s.t. Gennari), De Nitto. A disp.: Raimondo, Quaranta, Dautaj, De Pascalis, Jobartheh. All. Cosma

Arbitro: Lopez di Bari
Reti: 49’ s.t. e 77’ s.t. Causio; 94’ Caputo
Note: 86’ espulsi Tenesaca e Mancuso.

tricasenews.it

Il Manduria tira i remi in barca e subisce 3 reti

Brutta sconfitta per il Manduria sul campo del Tricase. Infatti, i biancoverdi hanno disputato un buon incontro per tutto il primo tempo, mentre nella ripresa si è verificato un calo di concentrazione e ne hanno approfittato gli avversari che sono andati a rete per ben tre volte ottenendo così il punteggio pieno e il sorpasso in classifica.

Come abbiamo riportato altre volte, giocare bene non basta poiché le partite si vincono per i goal segnati. La contesa si apre al 1’ con un tiro di Martella che si perde di poco fuori alla destra di D’Adamo. Replica il Manduria al 13’ su calcio di punizione dia 30 metri, alla battuta Riezzo che spedisce la sfera di poco alto sulla traversa. Episodio da moviola al 17’ Riezzo viene atterrato in area ma per l’arbitro è simulazione e punisce il giocatore con il cartellino giallo. Manduriani ancora al timone del gioco, al 28’ Arcadio cede la palla a Riezzo il cui tiro viene respinto da Esposito, ma Greco non sa approfittare del rimbalzo.
Al secondo minuto di recupero i padroni di casa si fanno vivi con Pedone, il quale vede fuori dai pali D’Adamo e prova il pallonetto ma la sfera finisce fuori. Al 46’ viene annullato un goal al Tricase per fuorigioco di Pedone. Il Manduria cerca di centrare il bersaglio con Arcadio che si produce in un tiro dalla trequarti ma senza successo. Al 49’ padroni di casa in vantaggio con Causio che approfitta di una indecisione difensiva dei biancoverdi. Al 77’ il Tricase raddoppia con Causio il quale, anche in questo caso, trova la difesa manduriana imbambolata e pone la palla nel sacco. Altro rigore negato al Manduria all’81’, per atterramento netto di Riezzo in area. All’88’ lo stesso Riezzo impegna il portiere Esposito che blocca. L’incontro si chiude al 94’ con la terza segnatura per il Tricase ad opera di Caputo su assist di Pedone.

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ATLETICO TRICASE – MANDURIA 3-0

Tricase: Esposito, Cazzato, Rizzo, Desiderato, Citto, Di Seclì ( 1’ s.t. Petrachi), Pedone, Amadu ( 13’ s.t. Panico F.), Causio, Martella ( 13’ s.t. Caputo), Tenesaca. A disp: Panico, Carbone, Riso, Romano. all. Branà

Manduria: D’Adamo, Olivieri, Massari, Erario, De Valerio, Mero (20’ s.t. Mancuso), Riezzo, Greco, Scarciglia, Arcadio ( 20’ s.t. Gennari), De Nitto. A disp.: Raimondo, Quaranta, Dautaj, De Pascalis, Jobartheh. All. Cosma

Arbitro: Lopez di Bari
Reti: 49’ s.t. e 77’ s.t. Causio; 94’ Caputo

Gian. Cer. – lavocedimanduria.it

Per il Fasano un pareggio dal sapore amaro contro il San Vito

Il Fasano regala sessanta minuti al San Vito e non va oltre un pareggio sul campo dei biancoverdi. La squadra di mister Laterza ha avuto il merito di recuperare il doppio svantaggio e pareggiare la sfida del “Citiolo” per 2-2.
Prima del match applausi per il tifoso fasanese Teo Furleo omaggiato con una sciarpa e un gagliardetto dalla società del San Vito.

Il Fasano scende in campo con l’obbligo di vincere per non allargare il distacco dal Salento Football Leverano, distante prima della partita di sei punti, e lasciar svanire l’obiettivo play off.
La partita per i biancazzurri poteva mettersi già in salita al minuto 11, quando il direttore di gara concede un rigore ai padroni di casa che De Carlo manda fuori alla destra del giovane portiere Antonio Lacirignola.
L’errore, però, non demoralizza i giocatori di mister Tasco che al 16’ hanno sul piede di Pizzola la seconda occasione per passare in vantaggio: il diagonale dell’attaccante biancoverde è respinto con il piede da Lacirignola. Il Fasano da questo momento sembra riuscir a contenere le incursioni dei padroni di casa. Sono proprio i biancazzurri a far maggior possesso palla ma a non creare grossi pericoli se non con Quaranta e Leggiero dalla distanza; conclusioni che non impensieriscono l’estremo difensore sanvitese C. D’Agnano.
Quando la prima frazione sembra non regalare più grosse emozioni è il San Vito, su un’azione viziata da un fuorigioco, a trovare il goal del vantaggio con Pizzolla servito tutto solo al centro area da D’Erriquez.
Si va, dunque, al riposo con il risultato di 1-0.
Al rientro in campo dagli spogliatoi mister Laterza modifica il tridente d’attacco inserendo Chiatante e Mastronardi.
La reazione biancazzurra passa dai piedi di Amodio che al 48’ dopo una bella discesa personale serve un buon pallone al centro dell’area, dove, però, nessuno dei suoi compagni si fa trovare per concludere in porta.
Passano pochi minuti ed è lo stesso Amodio a non colpire in maniera precisa di testa su un cross dalla destra di Patronelli.
La poca cattiveria sotto porta biancazzurra viene punita al minuto 58’: pallone perso a centrocampo e D’Erriquez che dalla fascia serve il suo secondo assist di giornata per Iaia che in area di rigore biancazzurra di testa realizza il 2-0.
Il secondo goal sveglia i biancazzurri che accorciano le distanze al 65’: punizione di Amodio e Pistoia in area con un colpo di testa realizza il suo primo goal in questo campionato.
Il San Vito subisce la reazione dei biancazzurri e non passa nemmeno un giro di orologio quando Pistoia ha sui piedi la possibilità di realizzare la sua doppietta personale e pareggiare la somma dei goal; il suo tiro potente al volo in piena area di rigore esce poco fuori dallo specchio della porta di D’Agnano.
Nel tentativo di pareggiare la partita il Fasano concede qualche spazio ai padroni di casa; è il minuto 78’ quando Pizzolla dalla distanza impegna Lacirignola con un tiro che costringe il portiere biancazzurro alla parata in due tempi.
Il Fasano continua la caccia al goal del pareggio che arriva con Laguardia prima dell’assegnazione dei minuti di recupero.
Il goal del pareggio biancazzurro innervosisce gli avversari che giocano gli ultimi minuti in inferiorità numerica a causa del rosso diretto che il direttore di gara mostra a Marinosci.
Il risultato non cambia e play off che sfuggono dalle mani dei biancazzurri costretti a vincere domenica prossima contro il Tricase (entrambe le squadre quarte in classifica con 46 punti) e a sperare in un passo falso del Salento Football Leverano contro il San Vito.

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Tabellino San Vito – Us Città di Fasano 2-2
Reti: 39′ Pizzolla (SV), 58′ Iaia (SV), 65′ Pistoia (F), 89′ Laguardia (F)

San Vito: C. D’Agnano, Marinosci, Zippo, Taurisano, Vantaggiato, Lopetuso, De Carlo (82′ Schena), Iaia, D’Erriquez (88′ L. Petrarolo) Raffaello, Pizzolla. A disp.: M. Petrarolo, Mastrogiacomo, Cavallo, Lanzillotti, R. D’Agnano. All. Tasco

Us Città di Fasano: A. Lacirignola, Venere (82′ Pugliese), Pistoia, M. Ancona, Patronelli, Pace, Leggiero (46′ Chiatante), Speciale (46′ Mastronardi), Quaranta, Amodio, Laguardia. A disp.: L. Lacirignola, Galizia, Gaveglia, Musa. All. Giuseppe Laterza

Arbitro: Allegretta di Molfetta
Note: all’11’ De Carlo fallisce un calcio di rigore; 90′ espulso Marinosci per gioco falloso; ammoniti Pace (F), M. Ancona (F), Raffaello (SV)

Donato Miccoli

Eccellenza, il Gravina “festeggia” con l’Otranto. 0-0 al Vicino. Del Core trascina l’Altamura. Rallenta ancora il Barletta. Ecco i risultati della trentatreesima giornata

(in foto Umberto Del Core, mattatore oggi con una doppietta)

Dica “trentatre”. Clonando la celebre frase della medicina, il torneo di Eccellenza ha visto disputare la giornata numero trentatre della stagione regolare.

Nel penultimo turno, prima dell’appendice post-season con playoff e playout, si sono registrate tre vittorie casalinghe, tre pareggi, tre blitz esterni con ventiquattro gol segnati sui vari campi della Premier League regionale.

Non si è segnato a Gravina ma i tifosi gialloblù hanno avuto, comunque, di che festeggiare. I murgiani non sono andati oltre lo 0-0 con l’Otranto che porta via un punto utilissimo nella volata salvezza. Rana e compagni sono stati osannati per la vittoria del campionato da una folla oceanica (si parla di 6-7000 persone oggi all’impianto gravinese) e, forse, sono stati distratti al cospetto dell’avversario salentino a caccia di punti. Al termine della gara, contro i ragazzi di Salvadore, il Gravina e i suoi tifosi si sono trasferiti nella zona Fiera per festeggiare tutti insieme con tanta musica e allegria per un avvenimento storico per la cittadina murgiana.

Vola e ipoteca la seconda posizione in classifica l’Altamura di Panarelli. A differenza della gara di Gravina, la gara tra i biancorossi e il Mola è stata ricca di gol. Sul campo di Rutigliano, il match è finito 4-2 per gli altamurani che consolidano il posto d’onore in vista dei playoff. Vantaggio ospite con Angelo Logrieco in apertura di match prima del momentaneo 1-1 firmato da D’Ambruoso. L’Altamura continua e passa con l’argentino Di Senso ma è ancora il Mola a pareggiare con Serri. Sul 2-2 si scatena l’ex dell’incontro ossia quel Umberto Del Core che fino a dicembre aveva vestito la maglia molese. L’ex punta di Catania e Foggia realizza una doppietta ai suoi ex compagni e fissa il punteggio sul 4-2 finale.

Alle spalle di Del Core e soci, non c’è più il Barletta ma bensì il Casarano. I salentini battono, col minimo sindacale, il Molfetta. L’1-0 del “Capozza” è firmato da Nicolas Dirito che proietta la compagine di Oliva al terzo posto della graduatoria.

Terzo posto che perde un Barletta in quasi caduta libera. I biancorossi, reduci dalla bruciante sconfitta di Faggiano, non sono andati oltre il 2-2 interno contro un Bitonto già salvo. La gara si mette subito bene per i padroni di casa con Moscelli che porta in vantaggio i suoi. Lo stesso ex Andria viene espulso poco dopo lasciando i suoi in dieci uomini. Nella ripresa, arriva un 1-2 che tramortirebbe chiunque: il Bitonto prima pareggia con Campanella e poi, addirittura, si porta in vantaggio con Manzari. A pareggiare i conti ci pensa Sguera che fissa il punteggio sul 2-2 finale.

Sconfitta che può risultare fatale per il Vieste di Cinque. I garganici perdono 2-1 al “Comunale” di Trani: vantaggio foggiano con Milella ma prima Fumai e poi De Palma ribaltano il risultato a favore della squadra di Zinfollino. Onore alla Vigor Trani che, pur non avendo nulla da chiedere al torneo sta giocando fino alla fine. Playoff a rischio, ora, per il Vieste: i punti di distacco dall’Altamura sono saliti a sette e nell’ultima giornata c’è la sfida col Barletta che potrebbe essere lo spartiacque della stagione.

Nella zona calda della classifica, detto del punto conquistato dall’Otranto a Gravina c’è da segnalare il bel successo della Sudest a Mesagne. I baresi, allenati da D’Ermilio, passano nel finale al “Guarini” grazie ad un gol di Palasciano che da la salvezza ai suoi mentre manda nel baratro i gialloblù di Ribezzi.

Salvezza che conquista anche l’Unione Calcio Bisceglie che, da pronostico, travolge un Castellaneta che ha staccato la spina da mesi. Gli azzurri di Bitetto vincono al “De Bellis” per 4-0 grazie alle reti di Quercia, Anglani e alla doppietta di Dipinto che strapazzano i tarantini di Lippolis.

Traguardo salvezza che taglia anche il Leverano di Schito. I bianconeri vincono 1-0 contro l’Hellas Taranto grazie ad un gol di Macchia nel primo tempo. Una vittoria che fa volare i leccesi verso la salvezza mentre inguaia, e non poco, gli ionici di Renna che dovranno sudare sino alla fine per archiviare la riconferma in Eccellenza.

Conclude il programma, il pareggio (un pò a sorpresa) tra Grottaglie e Novoli per 2-2 con le due formazioni già sicure del proprio destino.

CLASSIFICA: Gravina 71, Altamura 65, Casarano 64, Barletta 62, Vieste 58, Trani 54, Sudest 44, Novoli, Mola, Molfetta e Leverano 42, Uc Bisceglie 41, Bitonto 40, Hellas Taranto ed Otranto 37, Mesagne 34, Grottaglie 20, Castellaneta 19.

Gravina già vincitore del Campionato. Grottaglie e Castellaneta retrocedono in Promozione. 

ANTONIO GENCHI 

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Eccellenza – Gravina, con l’Otranto festa promozione. Altamura facile col Mola. Impegni interni per Barletta e Casarano. Ecco il quadro completo della trentatreesima giornata

Meno uno alla fine. Le squadre del torneo di Eccellenza pugliese scendono in campo domenica per disputare la trentatreesima giornata, la penultima della stagione regolare. Se molte squadre sono già in vacanza, con la mente sgombra per l’obiettivo raggiunto, altre invece cercano in questi ultimi due turni i punti necessari o alla salvezza o al raggiungimento dei playoff.

Missione compiuta e obiettivo raggiunto per il Gravina. I gialloblù di Gennaro Di Maio si sono laureati campioni la settimana scorsa e possono affrontare la gara con l’Otranto nella più totale tranquillità. Al “Vicino” ci sarà sicuramente il pubblico delle grandi occasioni per festeggiare con la squadra una promozione più che meritata. In terra murgiana arriva un Otranto, invece, tutt’altro che in vacanza. I salentini di Salvadore cercano punti salvezza sperando di trovare una squadra distratta. All’andata terminò 4-1 per i salentini, che inflissero la sconfitta stagionale più pesante a Rana e soci.

Alle spalle dei gialloblù, c’è l’Altamura. I biancorossi hanno guadagnato il secondo posto, a discapito del Barletta, grazie alla larga vittoria interna ottenuta contro il Castellaneta. I ragazzi di Panarelli sono ospiti del Mola; ospiti per modo di dire visto che la gara non si giocherà al “Caduti di Superga” ma nella vicina Rutigliano. Contro i baresi, già salvi, Del Core e compagnia cercheranno i punti per blindare la piazza d’onore, utilissima nella griglia playoff.

Cancellare Faggiano. Questo l’obiettivo del Barletta di Pizzulli che ritrova, da ex, il Bitonto. La squadra barlettana viene dalla pesante sconfitta di Faggiano contro l’Hellas Taranto che in un solo colpo ha negato la possibilità di raggiungere la vetta, ha fatto scavalcare l’Altamura al secondo posto e ha portato in dote una raffica di squalifiche, tra cui quella di cinque giornate a Peppe Lacarra. I neroverdi di Pettinicchio sono virtualmente salvi considerando anche il fatto che nell’ultima giornata ricevono un Castellaneta già da tempo in vacanza.

Tutto facile, sulla carta almeno, per il Casarano di Mimmo Oliva. I salentini sono tornati a ruggire nell’ultima gara contro il Bitonto e ricevono al “Capozza” il salvo Molfetta. Per i rossoblù un occasione d’oro per mettere in cascina altri tre punti e continuare la bagarre playoff.

Bagarre playoff che vuole mantenere il Vieste di Cinque. I garganici sono impegnati nella trasferta di Trani contro la squadra che viene subito dopo in classifica. La Vigor di Zinfollino ha raggiunto ampiamente la salvezza ed è troppo distante proprio dai foggiani quindi sono bloccati nel limbo di chi ha chiuso anticipatamente la propria stagione.

Ultima occasione per sbloccare la situazione salvezza quella che si presenta per il Mesagne. Al “Guarini” arriva ospite la Sudest che al momento è salva e con cinque punti di vantaggio può dormire sonni abbastanza tranquilli. I gialloblù di Ribezzi, al momento, sono terzultimi e sarebbero condannati a disputare i playout in casa dell’Otranto.

Dopo la bella vittoria col Barletta, l’Hellas Taranto di Renna è ospite a Leverano per sfidare i salentini di Schito. I tarantini vogliono proseguire nel momento di forma (anche se devono fare a meno di Colucci squalificato) anche se il cliente di turno, ossia i bianconeri, non sono proprio tranquillissimi e potrebbe nascere una gara molto accesa.

Match-point per la salvezza che non può assolutamente fallire l’Unione Calcio Bisceglie. Dopo il pari col Gravina, i biancazzurri di Bitetto sono ospiti del Castellaneta, fanalino di coda. I biancorossi di Lippolis sono diventati, da qualche settimana a sta parte, il bancomat di punti per tantissime squadre che hanno banchettato su una formazione in difficoltà. Con il Castellaneta domenica e il Grottaglie all’ultima, Dipinto e soci possono chiudere il discorso salvezza.

Chiude il programma la gara del “D’Amuri” tra Grottaglie e Novoli. Una gara senza troppo significato tra due formazioni che hanno chiuso il loro torneo. I salentini di Schipa con una salvezza soltanto da formalizzare mentre il Grottaglie saluterà i suoi tifosi al termine di una stagione sciagurata con la retrocessione in Promozione.

ANTONIO GENCHI 

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Calcio Manduria, il miracolo «Cosma» non si vede ma c’è

Diciamoci la verità, dopo la vittoria contro la capolista Avetrana, due settimane dopo la vittoria contro il Galatina seconda forza del campionato, un po’ tutti noi abbiamo perso il senso della realtà. Che per il Manduria appare fin troppo evidente.

La banda di mister Cosma ha perso a Fasano una partita sicuramente importante ma la classifica recita comunque in questo modo: Manduria al quinto posto in classifica, posizione da playoff se non fosse per i punti di distacco dal Galatina secondo. Al gong finale mancano due giornate, c’è la trasferta di Tricase (a tal proposito c’è da registrare il problema fisico di Calò che potrebbe saltare la partita) che è sicuramente importante e bisognerà continuare a vincere e sperare in qualche passo falso da parte di altre squadre per cullare il sogno chiamato Eccellenza. Ma a questo Manduria bisognerebbe solo fare grossi applausi visto che la squadra è andata anche ben oltre le reali possibilità.

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Un budget economico striminzito rispetto a tutti quei club che lottano per la promozione in Eccellenza, ma il lavoro encomiabile della società, con il presidente-operaio in grado di guidare la barca assieme ai suoi collaboratori, ha permesso ad un Paese intero di sognare. E poi c’è lui, l’allenatore, Gianluca Cosma: assieme al suo staff con il fedelissimo e prezioso Mastrovito, ha plasmato una squadra presa in corsa che ha fatto tremare tutti.
Le emozioni regalate nei due match del Dimitri contro Galatina ed Avetrana sono sicuramente il miglior quadro di questa stagione; una buona squadra, non di altissimo livello, che spingendosi anche oltre le proprie possibilità può riuscire a battere due compagini qualitativamente superiori. Eppure questo non basta in una piazza che ha storto al naso dopo la sconfitta contro il Fasano sul neutro di Mesagne. Come se il quinto posto diventasse ad un tratto troppo stretto per qualche tifoso biancoverde.
A due giornate dal termine bisognerebbe invece applaudire a prescindere una squadra che ha lottato fino alla fine per volare in alto. Il miracolo di mister Cosma è sotto gli occhi di tutti, un allenatore che meriterebbe altre categorie e che il Manduria dovrà blindare per ripartire con un progetto ancora più grande nella prossima stagione. L’importante è non ripetere lo stesso errore fatto ad inizio anno con la mancata conferma di Cosma. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico!

Claudio Ruggieri – lavocedimanduria.it

Rinascita Rutiglianese – Audace Cerignola 1-2

In apertura di “ pezzo”  ci piace rimarcare quanto riportato, in un comunicato stampa,  dal gruppo Ultras della “ Nuova Guardia Rutigliano” al termine della gara : “ Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta”. E’ la frase che racchiude al meglio quello che oggi abbiamo vissuto al “ Comunale”. Undici Grifoni che hanno saputo tenera testa ad una squadra di un’altra categoria, una squadra che non perde da due anni. Felici per la prestazione della nostra squadra e per la tanta gente riportata allo stadio dopo parecchio tempo. Questa la dimostrazione che Rutigliano, se vuole, è ancora una piazza che conta”. Un pensiero, un concetto condivisibile da tutti coloro che hanno assistito alla gara. Una bella partita, una giornata di vero sport onorata da tutte e due le squadre.
Il Cerignola ha centrato il suo 28esimo risultato utile consecutivo condito da 25 vittorie e tre pareggi, confermandosi, ove ce ne fosse stato bisogno, di essere squadra completa e solida in ogni reparto e lo dimostrano i 78 gol realizzati e le poche reti subite, appena dieci. La squadra dell’ex Gigi Di Pasquale ha trovato però sulla sua strada una superba Rutiglianese. Pellegrino è compagni hanno messo nel match tutto quello che è stato possibile: carattere, determinazione e tanta voglia di far bene. Ed è stato, tutto questo messo insieme, che ha scatenato l’entusiasmo del folto pubblico presente. Certo, ha vinto il Cerignola, ma alla fine ad uscire dal verde terreno del “ Comunale” con la consapevolezza di aver dato tutto sono  stati anche gli atleti di casa, nelle cui fila Mister Di Venere ha fatto debuttare, anche se solo nel finale di gara, il giovanissimo attaccante Giuseppe Franco, rutiglianese doc, classe 99. Certo, prendere il gol della sconfitta a solo sette minuti dalla fine, dopo aver assaporato per circa settanta minuti la gioia di un pari, ha portato un po’ di delusione, ma alla fine i complimenti sinceri degli avversari e l’abbraccio dei propri tifosi hanno contribuito a rendere meno amara la sconfitta. Il gol del vantaggio del Cerignola e il pari della Rutiglianese nel giro di sei minuti : al 17’ Greco per gli ospiti, al 23’ Colella per i padroni di casa. Il gol vittoria, infine, al 38’ della ripresa con Russo su angolo battuto da Borrelli.

Le formazioni.

Rutiglianese : Lattaruli, Pellegrino ( 48’ st. Franco),D’Addiego, Rubino, Piarulli, Vittorio, Liturri ( 42’ st. Cepparano), Catalano, Sciangalepore, Pinto ( 29’ st. Miccoli), Colella. A disposizione : Girolamo, Passeri, Ferro V., Valenzano. All. Di Venere.

Cerignola : Marinaro, Cappellari, Borrelli ( 39’ st. Colucci), Ciano, Colangione, Grieco ( 43’ st. Matera), Russo, Conte, Di Pasquale, Lasalandra, F. Amoruso. A disposizione : Vurchio, Coppola, Grimaldi, Casale. All. Gallo.

Arbitro : Sig. Salvatore Montanaro di Taranto.
Assistenti : Sigg.ri Francesco Festa e Francesco Daddato di Barletta.

Mimmo De Gregorio x Calciowebdilettanti.

Prova di forza del Fasano contro il Manduria

Sul neutro di Mesagne l’U.S. Città di Fasano batte il Manduria 2-0 e torna a respirare aria di play off.

Una partita dalle mille insidie quella di quest’oggi (3 aprile). Mister Laterza alla vigilia chiedeva una reazione e il gruppo, privo di alcuni giocatori, ha saputo rispondere all’invito del mister.
Una bella partita contro una squadra in piena lotta play off. La paura di una sconfitta che avrebbe allontanato l’obiettivo finale era dietro l’angolo ma il Fasano quest’oggi è stato superiore a tutto questo.
Al primo tentativo il Fasano trova subito il goal. È il minuto 12 quando Quaranta con una serpentina personale ha sul destro il pallone giusto da calciare verso la porta difesa da Raimondo: il tiro da fuori area è potente e preciso e porta i biancazzurri sull’1-0.





I messapici tentanto una timida reazione senza, però, impensierire più di tanto Lacirignola.
Sono del Fasano le azioni più pericolose: prima con Chiatante e poi con Quaranta; non trovando, però, il raddoppio.
Il primo pericolo Manduria arriva a 5 minuti dal termine della prima frazione: tiro dalla distanza di Gennari che Lacirignola a mano aperta devia in angolo alla sua destra.
I primi 45 minuti si concludono con un tiro dalla distanza di Pugliese che non impensierisce l’estremo difensore biancoverde.
Non passano nemmeno due minuti dall’inizio della seconda frazione e il Fasano raddoppia con Leggiero che approfitta di un cross dalla destra di Laguardia. Primo goal in questa stagione per il centrocampista fasanese e doppio vantaggio biancazzurro.
Il Manduria subisce il colpo e non riesce a reagire al colpo del 2-0.
Mister Cosma cambia le pedine sulla scacchiera ma a nulla servono gli inserimenti di forze fresche in attacco. Mister Laterza inserisce forze fresche tra centrocampo e attacco, riuscendo, così, ad amministrare il vantaggio.
Ottima prova dei biancazzurri che, grazie al successo, superano in classifica Tricase e Manduria. Mister Laterza predica calma sapendo che gli ultimi due impegni saranno due finali da giocare con la stessa voglia e lo stesso carattere visto in campo quest’oggi.
Prossimo impegno in trasferta sul campo del San Vito.

Donato Miccoli

VIDEO SINTESI – Avetrana – San Vito 1-0

Penultima partita casalinga dell’Avetrana che affronta il San Vito in cerca di punti salvezza. I biancorossi partono subito forte e già al 20′ sono in vantaggio grazie ad un gol di pregevole fattura di Buccolieri. L’Avetrana preme alla ricerca del secondo gol, ma spreca molto con Cimino V. e Gioia. La partita rimane, così, aperta sino alla fine, ma il risultato non cambierà.
I giochi in alto in classifica sono tutti aperti: resta il punto di vantaggio sul Galatina. Sarà devisiva la prossima sfida a Maglie, domenica prossima.




Brutta sconfitta contro il Fasano, ma il Manduria si è visto poco in campo

Un Manduria irriconoscibile sul neutro a porte chiuse di Mesagne, permette al Fasano di aggiudicarsi la posta piena con solo due tiri in porta. Infatti, i padroni di casa hanno mostrato cinismo e determinazione nel saper concretizzare le occasioni da rete, mentre i biancoverdi, con le idee annebbiate e con un timore reverenziale nei confronti dell’avversario che francamente non si riesce a comprendere, sono stati quasi sempre bloccati a centro campo e raramente hanno superato la trequarti senza però imbastire un’azione degna di tale nome. Poche le azioni di rilievo da segnalare. Al 5’ il Manduria tenta una sortita in avanti, Scarciglia riceve un pallone dalla sinistra e fa sponda per Riezzo che va al tiro con la sfera che termina alta sulla traversa. Al 10’ il Fasano va in vantaggio ad opera di Quaranta che si libera di due avversari e riesce a tirare da fuori area mandando il pallone ad infilarsi alla destra di Raimondo.
Al 30’ i biancoverdi affidano a Gennari un’azione offensiva, il quale prova col destro costringendo Lacirignola a rifugiarsi in angolo. Nella ripresa i padroni di casa raddoppiano e mettono al sicuro il risultato dopo appena 2 minuti. Dalla destra Laguardia supera Oliveri e di controballzo serve Leggiero che di destro insacca. Dopo questa sconfitta, francamente meritata dal Manduria che praticamente non si è visto in campo, l’allenatore farebbe forse bene a rivedere qualcosa, tra cui l’approccio alla partita tirando fuori gli attributi e scrollandosi di dosso il timore reverenziale anche quando si tratta di avversari di rango, così come è accaduto con il Galatina e l’Avetrana.




Fasano: Lacirignola, Venere, Pistoia, Ancona, Patronelli, Pace, Pugliese, Leggiero (19’ s.t. Speciale ), Chiatante ( 19’ s.t. Ancona), Quaranta, Laguardia (24’ s..t. Zizzi). A disp.: Mizzi, Galizia, Gaveglia, Musa. All. Laterza

Manduria: Raimondo, Massari, Olivieri, Erario (19’ s.t. De Pascalis) , Calò, Mero, Riezzo, Arcadio (19’ s.t. De Nitto), Scarciglia, Gennari, Quaranta. A disp.: Dadamo, Piccione, Dautaj, De Valerio, Mariggiò. All. Cosma

Arbitro: Tomasi di Lecce
Marcatori: 10’ p.t. Quaranta, 2’ s.t. Leggiero.
Note: Ammoniti: Ancona, Pugliese, Chiatante, Riezzo, Scarciglia. Angoli: 5 a 3 per il Fasano. Recuperi: 4’ s.t.

lavocedimanduria.it

Avetrana: Un gol di Buccolieri per conservare il primato.

Avetrana, Campo Comunale: A 270 minuti dalla fine del Campionato di Promozione ancora tutto aperto nei piani alti della classifica. Il Galatina impegnato nel derby contro il Maglie insegue sotto di una sola lunghezza la capolista Avetrana che deve fare i conti con il San Vito di Tasco che lotta per uscire dalla zona playout. Due scontri differenti per le prime due della classe che sanno entrambe di non poter sbagliare. Occhi puntati dunque sul Valentino Mazzola di Avetrana e orecchie tese verso Galatina. Padroni di casa che devono fare a meno degli squalificati Macaluso e Scardino persi nel derby contro il Manduria. Dopo un minuto di silenzio per la morte del ct Maldini si apre l’incontro diretto dal Signor. Daddato di Barletta. Pronti via e i padroni di casa impegnano i brindisini. Azione show di Marullo con Buccolieri e la conclusione di Cimino esce di poco a lato. All’11’ lo stesso Cimino F. illude i suoi su punizione, il tiro potente sfiora l’incrocio dei pali. Il San Vito si sveglia e prova a rispondere ai biancorossi. Si riversa nella metà campo avetranese ma si infrange sul muro difensivo dei padroni di casa fino all’occasionissima di D’Erriquez che si divora praticamente un gol già fatto. La palla termina a fil di palo. Come si sa nel calcio al gol sbagliato segue il gol fatto e l’Avetrana non tradisce le aspettative. E’ il 20′, stupenda palla filtrante di gioia, marullo stoppa e la pogia dietro per l’accorrente buccolieri che tira e la piazza sul secondo palo. 1-0 Avetrana. I biancorossi possono giocare come prediligono, campo aperto e grandi ripartenze. Ci provano più volte a chiudere la gara con Gioia e ancora con Buccolieri che dopo uno stretto scambio con Marullo spara in porta ma Petrarolo respinge. Dopo poco è Leo a beccare in pieno il palo. Il San Vito è ormai alle corde ma Petrarolo chiude lo specchio sul potente tiro di F.Cimino. Nella ripresa il copione non cambia, Avetrana che attacca a testa bassa e San Vito che tenta di chiudere le scorribande biancorosse. Ci prova anche il neo entrato Vasco ma manca di poco il tapin su invito di Gioia. Continua intanto il confronto personale tra Cimino F. e Petrarolo che sembra insuperabile. Il San Vito appare stanco, non riesce a reagire e si fa schiacciare nella propria metà campo. Ormai è un continuo provarci di Cimino ma la sua conclusione quasi allo scadere del match termina di poco a lato. Dopo 3′ di extra time è game over al Valentino Mazzola, Avetrana ancora prima con un solo punto di vantaggio sull’inseguitrice Galatina a 180′ dalla fine di uno splendido campionato di Promozione.




U.S.D. AVETRANA – SAN VITO: 1 – 0 (20′ pt Buccolieri)

Arbitro: E. Daddato di Barletta
Assistenti:T. Spano e S.Rampino di Lecce

Avetrana: Lamarina, Trisciuzzi, Cimino F.(45’st Eleni)Arcadio, Indirli, Amaddio, Leo (29’st Cazzolla), Gioia, Marullo (23’st Vasco), Cimino V, Buccolieri
Panchina: Iazzi, Iaia, Gatto, Rito
Allenatore: Pellegrino

San Vito: Petrarolo M., Vantaggiato (27’pt Mastrogiacomo)(22’st Petrarolo L.), Scaiena, Marinosci (34’st Cavallo), Lopetuso, Zippo, D’Alnano, Raffaello, Pizzolla, D’Erriquez
Panchina: Daggiano, Taurisano, Iaia, Gaeta
Allenatore: Tasco

Eccellenza, Gravina nella storia. E’ Serie D!!!!!! Barletta cade a Faggiano. Altamura, Casarano e Vieste ne approfittano. Ecco i risultati della trentaduesima giornata

Primo match point per la vittoria finale ed il Gravina non si fa pregare. I gialloblù conquistano meritatamente la vittoria del campionato di Eccellenza con due giornate di anticipo. La vittoria, arrivata oggi, è il frutto di un lavoro ottimo fatto dalla dirigenza gialloblù sin dall’estate. La giornata che sancisce il salto di categoria del Gravina ha visto tre vittorie casalinghe, quattro pareggi, due vittorie esterne con venti reti siglate sui vari campi.

Complimenti alla compagine murgiana, dicevamo, che conquista la matematica promozione in Serie D. Una promozione arrivata ma non come molti si aspettavano. Il Gravina era impegnato a Bisceglie contro l’Unione Calcio di Francesco Bitetto. Sotto un sole, più che primaverile, i gialloblù non vanno oltre lo 0-0 contro gli adriatici che si avvicinano notevolmente alla salvezza. Dopo il risultato ad occhiali, maturato al “Ventura” tutti i tifosi gialloblù hanno focalizzato la loro attenzione alla radioline e agli smartphone in attesa di ricevere notizie confortanti da Faggiano, dov’era impegnato il Barletta. Notizie che sono arrivate con la vittoria, a sorpresa, dell’Hellas Taranto per 2-1 contro i biancorossi di Pizzulli. Gli adriatici erano chiamati a vincere per cercare di mantenere vivo questo campionato e sembrano anche riuscirci grazie al gol di Loiodice nel finale di primo tempo. Nella ripresa però i tarantini prima pareggiano con Collocola e poi raddoppiano con Cellamare. Tre punti preziosisssimi in chiave salvezza per gli uomini di Renna mentre una brutta battuta d’arresto per i ragazzi di Pizzulli che dicono addio ad ogni sogno di vittoria finale. Vittoria finale che sfuma ma occhio anche ai playoff perchè sia Altamura che Casarano vincono le proprie sfide: i murgiani di Panarelli travolgono il già retrocesso Castellaneta 5-0 grazie ad un super Berardi (doppietta per lui) e le altre reti messe a segno da Visconti, Disenso e Lenoci. Vince, dicevamo, anche il Casarano di Oliva che espugna 1-0 Toritto contro il Bitonto: squillo decisivo di Carminati nel primo tempo. Alle spalle di Altamura e Casarano vince anche il Vieste che archivia facilmente la gara col Grottaglie: 3-1 per i ragazzi di Cinque firmato da Gallo, Triggiani e Silvestri mentre per i tarantini gol della bandiera di Marinelli. Blitz esterno per il Trani di Zinfollino che asfalta un Mola ormai tranquillo: gli adriatici vincono al “Caduti di Superga” per 3-0 firmato da Bianchino. Prechiazzi e Abbrescia. In coda da segnalare i pareggi tra Otranto e Leverano (0-0) e tra Novoli e Mesagne (1-1 con i gol di Pignataro e Denisi). Pareggio nella gara senza grosse preoccupazioni tra Molfetta e Sudest: la gara del “Poli” finisce 1-1 con il vantaggio biancorosso di Sanè e il pareggio ospite di Ventura.

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CLASSIFICAGRAVINA 70, Altamura 62, Barletta e Casarano 61, Vieste 58, Trani 51, Mola e Molfetta 42, Sudest e Novoli 41, Bitonto e Leverano 39, Uc Bisceglie 38, H.Taranto 37, Otranto 36, Mesagne 34, Grottaglie e Castellaneta 19.

ANTONIO GENCHI 

Eccellenza, Gravina se vinci è fatta. Barletta a Faggiano per provare a rinviare la festa gialloblù. Tutto facile per l’Altamura. Ecco il programma della trentaduesima giornata

Dopo la pausa dovuta alla Pasqua, il torneo di Eccellenza riscalda i motori e torna in pista. Le squadre impegnate nel massimo campionato regionale affrontano la trentaduesima giornata, la terzultima della stagione regolare.

Dopo la vittoria nel recupero contro il Bitonto per 2-0, il Gravina di Gennaro Di Maio ha il primo match-point del campionato. I gialloblù murgiani, infatti, hanno un confortante +8 sul Barletta secondo e con una vittoria in casa dell’Unione Calcio Bisceglie possono chiudere il discorso vittoria finale. Sicuramente ci sarà un invasione di tifosi gialloblù che seguiranno la squadra al “Ventura” per quella che, senza dubbio, sarebbe una promozione storica per la città gravinese. Di contro, l’Unione Calcio di Bitetto proverà a rovinare la festa a Rana e soci ben consci, però, che in caso di sconfitta la classifica non avrebbe un grosso danno. Dipinto e compagnia, infatti, nelle ultime due giornate sono impegnati contro Grottaglie e Castellaneta che potrebbero regalare sei punti, essendo già retrocesse.

Parlavamo del Barletta, secondo in classifica. I biancorossi di Pizzulli sono di scena a Faggiano contro l’Hellas Taranto. Impegno ostico per gli adriatici che in terra tarantina non troveranno sicuramente un avversario già in vacanza. Gli ionici di Renna sono in piena lotta playout e cercheranno di conquistare la posta in palio per allontanarsi dalla zona paludosa di classifica. Moscelli e compagni, invece, hanno bisogno dei tre punti per due motivi: il primo per continuare una rincorsa (che appare difficile) sul Gravina e secondo per mantenere la seconda posizione in vista dei playoff.

Seconda posizione che cercheranno di insidiare Altamura e Casarano: i biancorossi di Panarelli (terzi a quota 59 punti) hanno un turno agevole ospitano la “cenerentola” del torneo, Castellaneta. La gara del “D’Angelo” vedrà sicuramente il ricordo di Domenico Martimucci, il giocatore altamurano del Castellaneta ucciso lo scorso anno. I salentini, ritornati sotto la guida tecnica di Oliva, cercano una vittoria per cambiare rotta. Dirito e soci sono ospiti sul difficile manto erboso di Bitonto contro la banda di Pettinicchio. I neroverdi sono abbastanza lontani dalla zona playout ma in casa hanno venduto cara la pelle a chiunque.

Obiettivo tenere in vita i playoff per il Vieste di Cinque. I garganici devono mantenere una distanza non siderale dal Barletta, secondo, e il Grottaglie è il cliente ideale. I tarantini sono retrocessi in promozione e affronteranno la trasferta di Vieste molto delusi dall’andamento del torneo. Occhio però che questa delusione potrebbe trasformarsi in una formazione sbarazzina che si giocherà la partita come chi non ha nulla da perdere.

Turno casalingo per cercare di avvicinare la salvezza per l’Otranto. Impegno interno per i ragazzi di Salvadore che affrontano il derby con il Leverano. In casa gli adriatici hanno costruito gran parte dei loro punti e la sfida contro i bianconeri non deve far eccezione. I ragazzi di Schito, invece, sono al momento fuori dal discorso playout ma una sconfitta potrebbe complicare i piani di Gennari e soci.

Rischia, e anche tanto, un altra pericolante come il Mesagne. I gialloblù di Ribezzi sono ospiti del Novoli al “Cezzi” che, si, non ha molto da chiedere a questo torneo ma ha fatto della terra battuta un vero e proprio fortino.

Chiudono il programma le sfide tra Mola e Trani e tra Molfetta e Sudest. Queste due sfide si possono classificare come i “derby della tranquillità” tra quattro formazioni che hanno raggiunto l’obiettivo salvezza. Ritroveremo, quindi, quattro compagini con la testa sgombra da ogni preoccupazione e potremmo assistere a due sfide ricche di gol.

ANTONIO GENCHI 

 

Altamura, la gara contro il Castellaneta nel ricordo di Domenico Martimucci. Uno Zidane sfortunato

Quando due piazze molto diverse si uniscono in un unico abbraccio. E’ il caso di Altamura e Castellaneta che si uniscono nel ricordo di Domenico Martimucci, il calciatore altamurano tragicamente morto nell’agosto 2015.

Domenica, sul manto erboso del “Tonino D’Angelo” si giocherà la partita tra Altamura e Castellaneta. Due squadre separate da tantissimi punti in classifica ma accomunate nel ricordo di questo ragazzo, andato via troppo presto.

Domenico Martimucci è un giocatore del Castellaneta. Uno dei tanti ragazzi che per qualche centinaia di euro al mese si allena e gioca per dar vita alla propria passione: il calcio. Domenico è un calciatore di talento, indossa la maglia numero 10 ed è soprannominato affettuosamente dai compagni lo “Zidane” altamurano per le sue movenze che ricordano l’asso francese ex Juve e Real Madrid. 

Tutto procede per il meglio fino a quel tragico 5 marzo. Domenico è ad Altamura (sua città natale) con alcuni amici in una sala giochi che viene fatta bersaglio di un attacco dinamitardo da parte di alcuni balordi. Domenico riporta la peggio e viene ricoverato d’urgenza al Policlinico di Bari. Tutto il mondo del calcio pugliese, e non, si stringe attorno a questo ragazzo che non lotta più per un gol e un bel passaggio ma lotta tra la vita e la morte. A livello regionale il più presente è il suo grande amico nonchè capitano del Bari, Francesco “Ciccio” Caputo che si muove subito per esprimere tutta la sua vicinanza allo sfortunato amico e collega. Lo stesso fanno a catena diversi esponenti del calcio come gli juventini Chiellini, Marchisio e Storari che mandano un video-messaggio per spingere Domi a non mollare. Messaggi di sostegno arrivano dall’Italia intera: anche i napoletani Inler, Higuain ed il tecnico Benitez mandano un selfie di vicinanza. Ma l’affetto maggiore e puro, e non potrebbe essere diversamente, arriva dalle due città e dalle due tifoserie che maggiormente avevano conosciuto, ed apprezzato, il ragazzo ossia Altamura e Castellaneta.

Ma dopo diversi mesi di agonia e il trasferimento in una clinica austriaca, Martimucci muore. Ad Altamura, in cinquemila tributano l’ultimo saluto al “piccolo Zidane” con il Sindaco di Altamura che proclama il lutto cittadino.

Domenica, insomma, non sarà una partita come tutte le altre. Siamo sicuri che le due società onoreranno, ognuna a proprio modo, la memoria di questo ragazzo, strappato troppo presto dalla sua voglia di vivere e di rincorrere un pallone.

ANTONIO GENCHI 

ESCLUSIVA – Castellaneta, Lippolis: “La retrocessione? Gruppo giovane e abbiamo perso sicurezza. In coda tanta bagarre e….”

Ad inizio stagione, quando si chiacchiera sotto l’ombrellone e si fanno i classici pronostici d’estate, il Castellaneta era tra quelle formazioni indiziate a dover sudare la salvezza sino all’ultima giornata nel campionato di Eccellenza.

La squadra è giovane e il girone è difficile con tantissime squadre ben attrezzate. I biancorossi, allenati da mister Lippolis iniziano la stagione soffrendo ma stando sempre sul pezzo (come si dice in termini calcistici). La squadra alterna sconfitte, pareggi e vittorie fino ad arrivare al mercato dicembrino. La dirigenza, per far fronte al mercato, inserisce una figura importante per la categoria ossia Alfredo Piarulli ex ds del Mola e conoscitore della categoria. Arrivano tanti giocatori, quasi tutti giovanotti di belle speranze ma all’uscita dai box del mercato il Castellaneta, inspiegabilmente, spegne la luce. La formazione tarantina inanella una serie impressionante di sconfitte che portano alle dimissioni del Dg Guardascione e del Ds Piarulli. Il culmine di tutto questo è la sconfitta interna con il Vieste (la tredicesima di fila) che porta la matematica retrocessione nel torneo di Promozione.

In tutto questo caos (come abbiamo più volte scritto nei nostri precedenti articoli), l’unico che è rimasto al timone della squadra è stato il tecnico Walter Lippolis, che sta traghettando la squadra dall’inizio della stagione. In esclusiva ai microfoni di calciowebdilettanti.it, abbiamo ascoltato proprio le parole del tecnico tarantino che ha commentato questo deludente periodo e in generale la “disastrosa” stagione del Castellaneta.

Mister, con la sconfitta di domenica è arrivata anche la retrocessione. Fino ad un paio di mesi fa, la squadra sembrava potesse lottare almeno per i playout e di colpo la luce si è spenta sino ad oggi. Cosa è successo?

E’ successo che a dicembre è stata cambiata totalmente la squadra ed è stata molto ringiovanita per problemi di budget. Abbiamo cercato in tutti i modi di fare il meglio ma le altre squadre a dicembre hanno operato ma in modo pesante basta vedere tutte quelle che stanno lì in fondo annoverano, chi più chi meno, gente di spessore e alla lunga abbiamo pagato questa cosa. Quando i risultati sono venuti a mancare, essendo un gruppo di molti giovani hanno perso sicurezza e man mano che andavano le cose, diventava tutto più difficile.

Dopo gli addii di Guardascione e Piarulli, molti si aspettavano anche un suo addio. Cosa l’ha spinta a rimanere sulla panchina di una squadra alla deriva?

Dopo gli addii di Guardascione ed Alfredo (Piarulli ndr), anche io avevo manifestato le mie dimissioni però la società non le ha accettate. Dopo aver condiviso molte gioie stando da tanti anni a Castellaneta, prendendo la squadra dalla Prima Categoria e portandola in Eccellenza, loro non se la sono sentita di mandarmi via e non hanno accettato le mie dimissioni. Quando ho visto il loro manifestare di volermi tenere, la cosa mi ha fatto molto piacere, anche perchè nei momenti di difficoltà la società mi ha sempre tutelato e ho accettato di rimanere. Sono rimasto, pur sapendo, che la situazione era difficile perchè continuavamo a lavorare con molti giovani. Non a caso, nelle ultime settimane stiamo giocando sempre con 5-6 under e molti del 1997 e 1998.

Discorso salvezza: qual’è, secondo lei, la squadra che rischia di più tra quelle impegnate nella bagarre playout?

E’ veramente una bagarre. A parte noi ed il Grottaglie che è un altra squadra che mi stupisce, vedendo la rosa, che sia potuta scendere cosi in basso se la giocano tutti alla pari. C’è l’Hellas Taranto che ha un potenziale buono che ha mostrato in Coppa Italia, c’è il Mesagne che è una squadra rognosa ossia la classica squadra per la salvezza che mette tutta la grinta e la voglia di emergere. Poi ci sono Otranto, Leverano e altre squadre ben attrezzate, direi anche da centro-classifica, che però si sono ritrovate lì e qualcuna deve retrocedere per forza. Fino ai 37 punti sono tutte in bilico e se la giocano tutte sino all’ultimo minuto dell’ultima giornata.

ANTONIO GENCHI

Vittoria del Manduria sul blasonato Avetrana

Vittoria del Manduria sul blasonato Avetrana, vittoria con la quale mira ancora alla ricerdfa di punti che garantiscano la zona play off. Bella la   coreografia allestita sugli spalti e nei posti pubblici. L’incontro, si è aperto subito con il goal di Gennari, mentre l’Avetrana ha cercato con ogni modo per cercare di tornare al pareggio.Un vero è proprio boato si è udito allorchè i mandurini hanno realizzato il goal partita, osannati dal pubblico e dalle note della banda musicale Città di Maruggio. Tra gli episodi salienti dell’incontro: risultato che si sblocca già al primo minuto, Genari viene tranciato in area di rigore dal portiere avversario, cartellino rosso diretto per fallo da ultimi uomo, espulso il portiere Scardino ed Avetrana in 10. A nulla sono serviti i moteplici tentativi dei giocatori avetranesi di cercare di riportare in parità il risultato, affidandosi alle conclusioni dei Cimino, ma non c’è stato nulla da fare poiché il Manduria è riuscito a mettere in cassaforte l’uno a zero aggiudicandosi la posta piena.

Manduria – Avetrana 1-0

Manduria: Raimondo, De Valerio, Olivieri, Erario, Calò, Mancuso (6’ s.t. Mero), Riezzo, De Nitto (34’ s.t. De Pascalis), Scarciglia, Gennari (10’ s.t. Arcadio), Greco. A disp.: D’Adamo, Dautaj, Jabarateh, Quaranta. All. Cosma

Avetrana: Scardino, Trisciuzzi, Cimino F., Arcadio, Amaddio, Manacaluso (21’ s.t. Leo), Buccoliero (21’ s.t. Rito), Gioia (3’ s.t. Lamarina), Vasco, Cimino V., Eleni. A disp.: Iaia, Gatto, Marullo, Saracino. All. Pellegrino

Arbitro: Tagliente di Brindisi

Marcatore: 3’ p.t. Gennari (Rig.)

Note: Ammoniti: De Valerio, OLivieri, Erario, Mancuso, Gennari, Arcadio, Trisciuzzi, Cimino F., Macaluso, Vasco. Espulsi: Scardino e Greco. Angoli: 4 a 2 per l’Avetrana. Recuperi: 3 ‘ e 5

G.Cer. – lavocedimanduria.it