Archive 18/06/2014

UC Bisceglie, partecipazione al “Benevento Camp” per sette azzurrini

I giovani biscegliesi hanno preso parte alla manifestazione organizzata dal Benevento Calcio dal 9 al 12 giugno scorsi.

Esperienza indimenticabile per sette ragazzi dell’Unione Calcio, che nei giorni scorsi hanno preso parte al “Bene-Camp”, manifestazione organizzata dalla società giallorossa del Benevento Calcio.
Accompagnati dagli allenatori Antonio e Luca Rumma, benevantani doc e tifosi della squadra sannita, Bartolo Pellegrini, Stefano Favuzzi, Niki Ferrante, Claudio Valentini, Francesco Di Terlizzi, Federico e Lorenzo Bassi hanno avuto l’opportunità di passare quattro giorni all’insegna dello sport e del divertimento.
I nostri ragazzi hanno vissuto un’esperienza nuova ed indimenticabile – spiega Antonio Rumma . Hanno svolto gli allenamenti sotto la guida dello staff tecnico del settore giovanile sannita, la cui formazione dei Giovanissimi nazionali ha vinto il proprio girone in questa stagione. Gli stessi tecnici si sono complimentati con mister Luca Rumma per ciò che i ragazzi hanno dimostrato durante gli allenamenti. Un ringraziamento speciale, però, va ai genitori degli azzurrini, che hanno dato loro la disponibilità economica per partecipare a questa bella iniziativa nella città della strega”.

Addetto Stampa Unione Calcio Bisceglie – Valentina Sinigaglia

partecipazione al “Benevento Camp” per sette azzurrini

Galatone, il presidente De Leo scrive al sindaco

Dopo aver confermato Oscar Greco, il Galatone vuole risolvere la questione stadio. La dirigenza giallorossa, nella persona del presidente Massimiliano De Leo, ha inviato al sindaco Livio Nisi una lettera nella quale si chiede espressamente l’utilizzo gratuito del centro polisportivo sito in contrada San Luca, sul quale la società è intervenuta con lavori di ristrutturazione sul terreno di gioco, sulle porte e sugli spogliatoi, di modo da rendere possibile lo svolgimento delle attività del settore giovanile.

Inoltre, De Leo ha chiesto all’amministrazione comunale di dotare il campo “G. Rizzo” di erba sintetica, riconoscendo alla società un contributo che permetta di svolgere i lavori di sistemazione. Qualora ciò non avvenisse, De Leo potrebbe far giocare altrove la squadra, o addirittura, cedere il titolo sportivo, se le richieste non venissero accolte entro il 20 giugno.

La Gazzetta del Mezzogiorno

 

Novoli, il punto sulla questione stadio

Stasera si potrebbe decidere il futuro del Novoli, quando il presidente Giovanni Sebaste avrà un incontro con gli altri dirigenti rossoblu per decidere il da farsi. La società, promossa in Eccellenza, si è da subito messa a lavoro con l’Amministrazione comunale per ottenere garanzie circa la sistemazione dello stadio “Totò Cezzi“, in particolare del terreno di gioco, da trasformare da terra battuta in erba sintetica, visto l’obbligo imposto dalla Federazione alle società che partecipano al massimo torneo regionale.

La riunione servirà a capire il da farsi, visto che sino a oggi il Comune di Novoli non ha dato certezze e a capire la praticabilità di uno spostamento su un altro terreno di gioco, soluzione sicuramente tutt’altro che gradita ma forse, a questo punto, necessaria.

 La Gazzetta del Mezzogiorno

Ecco le 171 della prossima Serie D

E’ la Lombardia, con 19 società’, la regione con il maggio numero di squadre, segue con 17 squadre iscritte il Veneto. Con la promozione della Fidelis Andria salgono a 10 le pugliesi.

Abruzzo: Amiternina, Celano, Chieti, Giulianova e San Nicolò

Basilicata: Francavilla e Rossoblù Potenza

Calabria: Comprensorio Montalto, Hinterreggio, Nuova Gioiese, Rende, Roccella

Campania: Agropoli, Arzanese, Aversa Normanna, Battipagliese, Cavese, Gelbison, Mariano Keller, Neapolis Mugnano (Ex Turris), Nerostellati Frattese, Polisportiva Sarnese, Progreditur Marcianise, Pomigliano, Puteolana Internapoli, Sorrento, Torrecuso e Virtus Scafatese

Emilia Romagna: Bellaria, Correggese, Fidenza, Fiorenzuola, Formigine, Imolese, Mezzolara, Piacenza, Ribelle, Rimini, Romagna Centro e Virtus Castelfranco

Friuli Venezia Giulia: Fontanafredda, NK Kras Repen, Sacilese, Tamai e Unione Triestina

Lazio: Anziolavinio, Aprilia, Astrea, Cynthia, Flaminia Civita Castellana, Fondi, Giada Maccarese, Isola Liri, Lupa Castelli Romani, Ostia Mare, Palestrina, San Cesareo, Sora, Terracina e Viterbese.

Liguria: Argentina, Chiavari, Lavagnese, RapalloBogliasco, Sestri Levante e Vado

Lombardia: Atletico Montichiari, Aurora Seriate, Caravaggio, Caronnese, Castellana, Castiglione, Ciliverghe, Ciserano, Folgore Caratese, Inveruno, Lecco, MapelloBonate, Olginatese, OltrepoVoghera, Pergolettese, Pontisola, Pro Sesto, Sancolombano e Seregno

Marche: Alma Juventus Fano, Castelfidardo, Civitanovese, Fermana, Jesina, Maceratese, Matelica, Recanatese, Sambenedettese e Vis Pesaro

Molise: Campobasso, Olympia Agnonese e Termoli

Piemonte: Acqui, Asti, Borgomanero, Borgosesia, Bra, Chieri, Cuneo, Derthona, Novese, Pro Settimo & Eureka e Sporting Bellinzago

Puglia: Bisceglie, Brindisi, Fidelis Andria, Gallipoli, Grottaglie, Manfredonia, Martina Franca, Monopoli, San Severo e Taranto

Sardegna: Budoni, Olbia, Nuorese, Selargius e Torres

Sicilia: Akragas, Due Torri, Leonfortese, Noto, Orlandina e Tiger Brolo

Toscana: Arezzo, Fortis Juventus, Scandicci, Olimpia Colligiana, Sansepolcro, Jolly e Montemurlo, Poggibonsi, Gavorrano, Ponsacco, San Donato Tavarnelle, San Giovanni Valdarno, Massese, Pianese

Trentino Alto Adige: Dro, Mori Santo Stefano, Mezzocorona

Umbria: Bastia, Castel Rigone, Gualdo Casacastalda, Foligno, Trestina, Voluntas Spoleto e Villabiagio

Valle d’Aosta: Vallée d’Aoste

Veneto: Abano, ArzignanoChiampo, Belluno, Delta Porto Tolle, Este, Clodiense, Giorgione, Legnago, Marano, Montebelluna, San Paolo Padova, Thermal Abano Ceccato, Trissino Valdagno, Union Pro, Union Ripa La Fenadora, Villafranca Veronese e Virtus Vecomp Verona

La Fidelis Andria conquista la serie D

La pioggia non ferma la festa di tifosi. Una festa condizionata dalla pioggia, ma per nulla sotto tono quella che ha visto protagonista la Fidelis Andria, che conquista la serie D e celebra questo traguardo prima al “Degli Ulivi” e poi per le strade della città. Il servizio a cura di TeleSveva.

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Andria in D, ora sperano tutte le altre

Con la promozione della Fidelis tutte le altre squadre in lizza per i ripescaggi tornano a sperare.

Una Promozione importante, quella della Fidelis Andria in Serie D, con la parttia di ritorno persa con il punteggio di 0-1 (dopo la vittoria in Sicilia 1-3) contro il Parmonval. La squadra di Ragno centra il salto di categoria alla prima occasione, dopo il fallimento dalla Lega Pro al termine della scorsa stagione. Quella della Fidelis Andria sarà una promozione importante anche per le altre squadre, in categorie inferiori, per via dei posti liberi che lascia, con lo Sporting Altamura che su tutte può festeggiare la promozione in Eccellenza, ma con il Monte Sant’Angelo che continuerà a sperare nella mancata riforma dei campionati (la federazione vorrebbe riportare Eccellenza e Promozione a 16 squadre) per arrivare nel massimo campionato regionale. Stesso discorso, in Prima Categoria, per Vicarius Apricena e Reali Siti Stornarella, che puntano all’approdo in Promozione. E di li, a cascata, si può parlare similmente per tutte la altre categorie inferiori.

Fabio Lattuchella

Le 10 regole del calcio di strada

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo dato quattro calci ad un pallone per strada. E, si sa, la magia di quei quattro calci dati in strada non può eguagliare nessun campo in erba, nessuno stadio, nessuna luce della ribalta. E, quando si giocava per strada, c’erano poche regole, ma erano sacre ed inviolabili.

1) Il più grasso va in porta
La vita offre poche certezze. Ma una di queste è che, se a 12 anni pesi più di 70 chili e non superi il metro e mezzo, i tuoi pomeriggi sono destinati a trascorrere in mezzo a due cartelle o due pietre, e la tua schiena è destinata a piegarsi a raccogliere le vagonate di palloni che saranno passate in mezzo a quei due oggetti. Triste, ma è la vita, amici.

2) Chi porta il pallone decide chi gioca
Anche in questo caso, la democrazia non appartiene al calcio di strada. Chi gioca, compie le sue scelte e decide chi giocherà e, molto spesso, a sua discrezione sarà anche la composizione delle squadre. Misteriosamente, la squadra di quello col pallone potrà annoverare tra le sue fila l’unico portiere di professione e il fenomeno che con la palla tra i piedi fa quello che vuole. Ma, d’altronde, quello là ha il pallone e noi no.

3) I falli vengono fischiati solo se il giocatore infortunato bestemmia in maniera smodata
Se avete trascorso le vostre estati sull’asfalto a tirare calci ad un pallone, è anche molto probabile che oggi vi sia precluso l’ingresso in qualsivoglia Chiesa, Basilica, Duomo, Convento e qualsiasi altro luogo di aggregazione religiosa. Questo proprio a causa di questa regola. I falli erano un concetto aleatorio, e spesso, per ottenere una punizione, era necessario convincere il prossimo a suon di sonore bestemmie e imprecazioni.

4) La partita termina solo quando tutti sono sfiniti
Scordatevi i 90′ + recupero. La partitella pomeridiana estiva iniziava alle 16, sotto un sole da mandare all’ospedale chiunque tranne noi, e terminava alle 20.30-21, in genere con le mamme che urlavano disperate ai balconi e noi che cercavamo di combattere la disidratazione, la secchezza delle fauci e la paralisi che aveva colpito tutti gli arti del nostro corpo. Solitamente, quando veniva registrato l’ultimo decesso, si poteva andare tutti a casa. Per poi tornare il pomeriggio seguente.

5) Non importa il punteggio. Il vincitore della partita è stabilito solo ed esclusivamente dal “chi segna vince”
Anche in questo caso, nulla di tradizionale. Dopo l’intero pomeriggio di gioco, il punteggio era fissato, indicativamente sul 43-7. Ma, alle 20.45, con la cena pronta in tavola, qualcuno, solitamente ed inspiegabilmente un membro della squadra che stava sotto 43-7, urlava: “Chi segna questo vince!”. E, abitualmente, qualche scherzo del destino faceva finire in porta, con deviazione del vecchietto che passava di là per caso, un pallone nella porta di quelli che avevano dominato tutto il pomeriggio. Frequentemente, guarda i casi della vita, la cosa finiva a schiaffi.

6) No arbitro. Assolutamente
Altro motivo per cui gran parte dei pomeriggi terminavano a schiaffi e ad amicizie finite. Ma l’arbitro su un campo di calcio di strada è una cosa decisamente anticostutizionale, per cui andava benissimo così. In via del tutto eccezionale, potevano essere coinvolti passanti e vecchi stazionanti alle panchine antistanti per dirimere le questioni più spinose, tipo se quando Tizio ha asportato il menisco a Caio a un metro dalla porta era rigore oppure no. Altra questiona spinosa, la regolarità dei gol, questione solitamente risolta con l’assegnazione di un rigore a casaccio per riequilibrare il tutto. Piccola postilla: in genere, se la squadra che aveva subito il gol contestato proponeva un calcio di rigore come soluzione del misfatto, aveva la coscienza sporchissima ed il gol era ampiamente regolare.

7) In mancanza di un pallone, vanno bene anche lattine, bottiglie di plastica, stracci, polpacci degli amici
Tante volte, per motivi misteriosi, il pallone poteva andare perso, bucato, rapito, ucciso. E allora, per concludere la giornata, andava bene tutto pur di tirare qualche calcio e far arrivare l’ora di cena. In genere però, il giorno successivo qualcuno si sacrificava e comprava un pallone nuovo, perchè senza materia prima risultava tutto un po’ più complicato.

8) Se vieni scelto per ultimo, non hai nessuna speranza nemmeno nella vita
Crudele, triste, cattivo. Si, il calcio di strada sapeva essere già così. Spesso, essere scelti per ultimi era un marchio di infamia che avrebbe manifestato le sue ripercussioni negli anni successivi, quelli dell’adolescenza. Quello scelto per ultimo sarebbe diventato il secchione della classe alle medie, lo sfigato brufoloso alle superiori e quello che le donne non si filavano di pezza all’università. Poi, per misteriosi ragioni che solo il Karma sa spiegare, quello scelto per ultimo intorno ai 30 anni diventerà un genio dell’informatica, venderà la sua app a 10 miliardi di euro e farà ciao ciao con la manina a tutti noi. Ma sai che ce ne frega dei tuoi soldi se non sai giocare a pallone, LOSER?

9) Andare a recuperare il pallone incastrato sotto la macchina è l’esperienza più nefasta dell’intera esistenza
Esperienza mistica: il Super Santos incastrato sotto la marmitta della macchina, prenderlo a calci e pugni e non riuscire a tirarlo fuori. Solitamente l’esperienza si concludeva con ginocchia e mani nere, escoriazioni varie e Santi scesi giù a furia di essere invocati. Collateralmente, poteva accadere il fenomeno detto di “ovalizzazione del pallone”, il che rendeva il prosieguo della partita ancora più aleatorio e affidato alle leggi del Caos.

10) Quando il proprietario del pallone si incazza, tutti a casa
Unico altro caso oltre all’arrivo delle tenebre in cui la partita poteva finire, era quello dell’incazzatura del proprietario del pallone. Per tutti i motivi esposti finora, misteriosamente il proprietario del pallone era anche il più fumantino del gruppo, nonchè probabilmente il più scarso. Pur di non farlo incazzare, ogni sua richiesta o pazzia andava assecondata, per cui non era raro assistere all’assegnazione di rigori invisibili o alla nascita di gol che valgono triplo. Perchè non bisogna far incazzare quello che porta il pallone.

Valerio Nicastro per i delinquentidelpallone.eu

Cosa progetta la Nuova Lucera Calcio?

stemma nuova luceraSono iniziati i Mondiali, cioè la più grande abbuffata di calcio che ogni quattro anni monopolizza tutti i media, dalla televisione ai giornali, dalla radio a internet, con le bandiere tricolori già comparse ai balconi e alle finestre, e i tifosi locali, in attesa di attaccarsi al piccolo schermo per seguire le imprese della Nazionale, continuano ad avere un pensiero per la Nuova Lucera Calcio. Cercano di informarsi, ma c’è penuria di notizie riguardo a cosa si voglia fare. Si dice che tutto sia ancora il alto mare. La Società tace e questo alimenta l’incertezza tra i sostenitori, i quali si interrogano su quale futuro aspetti il club biancoceleste, retrocesso dopo decenni in Prima categoria. C’è stato, settimane fa, un annuncio secondo il quale l’obiettivo da perseguire sarebbe stato l’allestimento di una squadra competitiva per fare un campionato di vertice, però, in seguito, non si è appreso altro se non la presunta riconferma di Torre sulla panchina.
Siamo giunti al periodo in cui normalmente ci si attiva nei fatti per stabilire i punti cardini del programma e a Lucera la situazione ristagna. Non vorremmo fosse il segnale di sopravvenute difficoltà, le ennesime, che potrebbero mettere a rischio il ventilato progetto di riorganizzazione generale della Nuova Lucera Calcio.
Ci auguriamo che così non sia e che a breve si possano apprendere i particolari su quanto si abbia intenzione di mettere in cantiere.

sundayradio.it

Al via il Trofeo Zangardi Tour 2014 in collaborazione con la Asd Peschici Calcio.

Si terrà dal 17 al 21 giugno nello Stadio Michele Maggiano di Peschici. Di seguito il calendario delle partite dei piccoli atleti peschiciani guidati da Pino Bonsanto, presidente dell’Associazione dilettantistica.

Categoria Giovanissimi
17 giugno, ore 20: Asd Peschici Calcio-Csd F. Sannicandro
18 giugno, ore 20: Asd Peschici Calcio-As Bari Calcio
19 giugno, ore 17: Asd Peschici Calcio-Us Città di Palermo

Categoria Allievi
17 giugno, ore 21: Asd Peschici Calcio-Csd F.Sannicandro
18 giugno, ore 22: Asd Peschici Calcio-Asd S.Boscoreale
19 giugno, ore 22: Asd Peschici Calcio-Asd Laurentum

Fidelis Andria – Parmonval 0-1
Fidelis Andria in serie D

I siciliani si impongono 1-0 al “Degli Ulivi” ma devono lasciare strada agli avversari. Decisivo il 3-1 conquistato dai pugliesi nella sfida d’andata al “Pasqualino”. In gol Ike, espulsi l’andriese La Fortezza e il palermitano Lala.

La Parmonval vince 1-0 la finale di ritorno dei play off d’Eccellenza ma non basta. Gli ultimi novanta minuti di una stagione logorante, infatti, regalano la promozione in serie D alla Fidelis Andria. Decisivo il 3-1 conquistato dai pugliesi nel match d’andata al “Pasqualino” di Carini.

Cronaca. Al “Degli Ulivi” si gioca sotto una pioggia battente e il match ne risente. Pronti, via e Fidelis subito vicina al gol con Moscelli, che centra il palo. La Parmonval, decisamente meno timorosa rispetto all’andata, alza il baricentro e prova a favorire gli inserimenti dei propri attaccanti, Ike in primis, tuttavia Sansonna raramente viene impegnato. Al quarto d’ora ci prova Loseto, Versaci c’è. Dieci minuti più tardi Moscelli premia l’inserimento di Loseto, il cui destro va a stamparsi sul palo. Poi tocca a Lavopa impensierire l’estremo ospite. Mutolo capisce che qualcosa nel meccanismo della sua squadra non va e richiama Stassi in panchina: al suo posto Lala. Negli ultimi dieci minuti del tempo da segnalare solo l’intensificarsi della pioggia, che costringe il pubblico a cercare un riparo di fortuna.

Nella ripresa la Parmonval prova a giocarsi il tutto per tutto e al 57′ perviene al vantaggio con Ike, che fredda Sansonna su perfetta assistenza di Bognanni. L’Andria si innervosisce, sente la pressione del pubblico che teme una clamorosa rimonta. A farne le spese La Fortezza che commette un fallaccio ai danni di Serio e finisce anzitempo sotto la doccia. In superiorità numerica i siciliani profondono il massimo sforzo: Ike in un paio di circostanze prova a sfruttare la profondità ma viene ben stoppato dalla difesa pugliese. Negli ultimi minuti la Fidelis si limita al possesso palla, quanto basta per portare a casa un risultato che vale la serie D. Nel finale espulso Lala per somma di ammonizioni. Per la Parmonval impresa solo sfiorata, troppo pesante il passivo della gara d’andata. Fidelis Andria-Parmonval 0-1.

FIDELIS ANDRIA: Sansonna, Lavopa, Anglani, Colucci, Lafortezza, Campanella, Strambelli, Di Rito (85′ Albrizio), Lo Grieco, Loseto (68′ Riontino), Moscelli. All. Ragno

PARMONVAL: Versaci, Cavaliere, Pizzimenti (77′ Montesanto), Tarantino, Manfrè, Aletto, Serio, Bognanni, Stassi (30′ Lala), Ike, Minnone (63′ D’Ambra). All. Mutolo

ARBITRO: Davide Copat di Pordenone
RETI: 57′ Ike (P)
NOTE: Ammoniti – Lala e Alletto (P) – Espulsi: La Fortezza (F) al 68′ e Lala (P) all’87’

Gianluca Rubino per livesicilia.it

Atletico Corato, inaugurato il club dei tifosi neroverdi

Atletico Corato – Club Tifosi

I tifosi del Corato hanno una seconda casa. Dopo lo stadio naturalmente. Non lontano da lì, in via Tommaso Salvini (una traversa di Via Gravina ndr) ieri sera è stata inaugurato il Circolo Ricreativo Corato, punto di ritrovo per tutti coloro che portano i colori neroverdi nel cuore. A fare gli onori di casa il presidente, Carmine Teotino con il vicepresidente Aldo Cusanno. Il taglio del nastro  è stato affidato al neosindaco Massimo Mazzilli che si è intrattenuto a parlare con i tifosi, spronandoli ad essere compatti ed uniti.  Con lui anche Gaetano Nesta, Francesco Saverio Tota e Pippo Di Tria.

La festa per la costituzione dell’associazione ha il sopravvento tra cori, brindisi e sorrisi. Le pareti sono cariche di cimeli che ricordano la storia della squadra cittadina, dalle formazioni del passato fino al ciclo dei De Gennaro che ha portato a Corato anche tre trofei nel 2011, una finale playoff l’anno successivo. «Questo circolo – spiega Teotinosarà un punto di ritrovo per tutti i tifosi del Corato. L’obiettivo è quello di creare coesione e gruppo anche lontano dalla domenica calcistica». La crisi morde e anche il calcio non ne è immune. Dal fronte Atletico non ci sono novità di rilievo e il circolo è un brulicare di indiscrezioni, pensieri e paure. «Aspettiamo di avere novità dalla società – continua il presidente – ci auguriamo di fare un bel percorso, con una squadra all’altezza della città che rappresenta».

«Voglio ringraziare chi ci ha dato una grossa mano per realizzare tutto questo – conclude – Caffè Acapulco, Caseificio Maldera, Cozzoli Fiori e Piante, Lotito Francesco di Michele, Onoranze Funebri Michele Lotito, Bar Sislack’ 80 Cafè (dove sarà possibile, tesserandosi, prendere un cappuccino e un cornetto a 1.50 ndr), Meditrans, Black Slot & VLT».

Francesco De Marinis – lostradone.it

Vicarius: Ottimo campionato, ora si attende la bella novella

Stemma Vicarius ApricenaDopo la vittoria dei playoff, gli apricenesi attendono una buona notizia dalla FIGC

Un ottimo campionato. Questo in sintesi il resoconto della Vicarius Apricena nel campionato di Prima Categoria. La squadra dei marmi, costruita per piazzarsi nei primissimi posti in questo campionato appena terminato, si è costruita man mano una propria identità, anche grazie all’approdo del tecnico Pompilio. La vittoria dei playoff, direttamente in finale contro la Reali Siti Stornare, ne sono la controprova. Un campionato svolto diligentemente e, quando i punti sono arrivati a ripetizione, non si è lasciata sfuggire la chance di qualificarsi direttamente per l’ultimo atto contro gli stornarellesi. Autori di un’ottima stagione il bomber Lange e il suo compagno Catalano comunque resta un grandissimo organico per un possibile salto di categoria che potrebbe dare un grosso scossone ad un ambiente rinato a livello calcistico proprio grazie a questa realtà, inizialmente sovrapposta alla storica ASD Apricena, prima squadra della città fino a un paio di anni or sono. Ed è stata archiviata anche la polemica con la Federazione nel caso in cui non ci sia il possibile, e auspicato da tutti, ripescaggio. Insomma si sta già lavorando per allestire una squadra di tutto rispetto, per l’eventuale Promozione.

Fabio Lattuchella

Andria:90 minuti e sarà Serie D.

Per il secondo anno consecutivo una squadra pugliese potrebbe andare in Serie D attraverso i playoff. È la Fidelis Andria ad essere tanto vicina, in questo momento, al passo importante, ad un anno dal fallimento e la conseguente caduta negli inferi dei campionati regionali. Ora la possibilità di volare al livello nazionale, anche se sempre tra i dilettanti, all’indomani della vittoria in terra siciliana (1-3 a Carini in casa del Parmonval) in una Serie D che è ancora lontana dal restituire quanto tolto agli svevi una anno fa, ma che potrebbe rappresentare una bellissima soddisfazione ed un punto di partenza.

Fabio Lattuchella

Polisportiva Sammarco: Si freme in attesa del ripescaggio

La vittoria dei play off potrebbe non bastare ma arrivano segnali positivi dalla FIGC. Intanto nuovi soci e sponsor bussano alla porta del presidente La Porta

La Polisportiva Sammarco del Presidente La Porta, del DG Gaggiano, del duo in panchina Cursio-Radatti insieme a tutti i sui tifosi, freme aspettando che la Federazione ufficializzi il passaggio di categoria. La cosa sembrava lontana qualche settimana fa ma negli ultimi giorni, sembra che tutto si stia risolvendo in positivo per i garganici. La spasmodica attesa del ripescaggio, oltre che per la categoria stessa, è già tutta proiettata al possibile derby che il prossimo anno agonistico potrebbe riservare: quest’anno di stracittadine se ne sono viste quattro, in quelle di Coppa Puglia l’ASD San Marco ha vinto entrambe le gare, in campionato due spettacolari pareggi, tutti matches che hanno portato nel nuovo impianto sportivo in totale quasi diecimila spettatori, una follia per la Seconda e per altre blasonate categorie. Ecco perché quando in città si parla di calcio non si parla d’altro, i numeri che queste partite forniscono, in termini di spettatori, sono secondi in provincia solo al Foggia e forse al Manfredonia e al San Severo, parliamo comunque di Lega Pro e Serie D, di città con decine di migliaia di abitanti. Sotto l’aspetto tecnico, da quel poco che trapela, ed essendo la Prima Categoria non ancora certa, le società si starebbe già muovendo per allestire un organico competitivo per la prossima stagione, la Prima si sa non è la Seconda, si comincia a spostare nel barese, ci sono squadre attrezzate che scendono dalla Promozione e ci sono le cosiddette matricole terribili pronte a recitare il ruolo delle outsider e le due squadre di San Marco ne sono la testimonianza, con quattro promozioni negli ultimi due anni. Non resta quindi che aspettare la tanto attesa decisione della Federazione pugliese sul ripescaggio della Polisportiva, i tempi però potrebbero essere più lunghi del previsto, in quanto come anticipato, quest’anno c’è la riforma della Lega Pro e da lì dipenderà anche la formulazione e la composizione di tutti le Categorie, dalla Serie D appunto alla Terza Categoria, certo è che se il Sammarco venisse ripescato, tra qualche mese potremmo assistere a degli spettacoli di pubblico e di gioco davvero impensabili per il calcio dilettantistico non solo pugliese, ma italiano.

Felice LA RICCIA per Il Mattino di Foggia e Provincia

 

Coletti inaugura la mostra fotografica dedicata al Canosa Calcio.

È stata inaugurata la prima mostra fotografica permanente nei corridoi degli spogliatoi dello Stadio Comunale “S. Sabino” di Canosa di Puglia (BT), nell’ambito delle manifestazioni programmate per la “Settimana dello Sport – Le Canosiadi 9”, patrocinate dal Comune di Canosa di Puglia ed in concomitanza della Giornata Nazionale dello Sport, tra gli eventi che quest’anno celebrano la ricorrenza dei 100 anni di storia del Comitato Olimpico Nazionale Italiano(CONI), costituitosi nel 1914 per curare lo sviluppo e la promozione dello sport in Italia. Alla cerimonia sobria e semplice di domenica scorsa, dove non sono mancati momenti toccanti, hanno presenziato il sindaco Ernesto La Salvia, il vice sindaco Pietro Basile, l’assessore allo sport Sabino D’Aulisa, l’assessore alle politiche giovanili Giovanni Quinto, tra i fautori dell’iniziativa filo Barcellona, la dirigente comunale Rosanna Asselta, il professor Antonio Quarto, Salvatore Lufrano e Marilena Biscozzi della F.I.G.C. pugliese, il fiduciario CONI Riccardo Piccolo, gli ex dirigenti, allenatori, familiari e giocatori del Canosa, quelli ancora in attività tra i quali Felice Iacobone con il vice presidente Nicola Mancini e il direttore sportivo Angelo Piacenza, tifosi, sportivi e appassionati di calcio come Michele Di Ruggiero e Marino Pagano, fonti storiche viventi. Testimonial della manifestazione il centrocampista del Brescia Calcio Tommaso Coletti, figlio d’arte, suo padre Sabino ha giocato anche nel Canosa negli anni settanta, che ha salutato i presenti e tagliato il nastro della mostra fotografica stabile, quindici poster che ritraggono le squadre del Canosa, tratte dall’almanacco “Canosa nel Pallone. Frammenti di Storia” del 2009, con la prima degli anni trenta fino all’ultima della scorsa stagione agonistica che ha permesso la risalita in promozione; poi uno per la squadra femminile ed uno alla memoria dell’indimenticabile calciatore Mauro Lagrasta, ex Sassuolo, Foggia e Canosa, tra la commozione dei parenti e di tutti gli intervenuti.

Per l’occasione sono stati premiati: il dottor Giuseppe Boccaforno, medico sociale del Canosa per 10 anni; il dottor Michele Facondo attuale medico della squadra rossoblu; il massaggiatore Donato Diaferio(classe 1930) per oltre 20 anni al seguito della squadra; il giornalista Gianfranco Bilenchi, corrispondente de “La Gazzetta del Mezzogiorno” negli anni ottanta. Inoltre sono state consegnate targhe alla memoria di Beppuccio Matarrese, commentatore radio-televisivo e di Felice Di Nunno, massaggiatore sociale della squadra canosina negli anni settanta e ottanta. Sono state premiate figure importanti della squadra come il medico e il massaggiatore presenti a bordo campo e negli spogliatoi a prestare le prime cure e soccorsi ai giocatori come non da meno la funzione del giornalista nel divulgare e diffondere le notizie sulle imprese della squadra locale dilettantistica tramite i media e la carta stampata. Lunghi applausi per i premiati, emozionati come i partecipanti alla cerimonia di apertura della mostra fotografica in pianta stabile che ha visto la presenza di due giocatori, tra i più anziani del Canosa Calcio: il centrocampista Luca Pistilli(classe 1929) ed il centravanti Dino Santamaria(classe 1938). E’ intervenuto anche il centravanti barlettano Antonio Musti (classe 1954) che ha indossato per quattro stagioni la maglia rossoblu in serie D e promozione ed attualmente allena i giovani della Rossini Calcio Barletta. A rendere più solare la cerimonia il sorriso delle giocatrici che si sono ritrovate e incontrate domenica mattina: Maria Antonietta Palmieri(classe 1958), libero delle “Green Devils” tra il 1973 e 1975; Francesca Verderosa(classe 1959) centravanti; Annarita Fiordeo(classe 1957) mezzala; Luigia Palmieri, detta Gigia (classe 1960) terzino destro e Rosanna Todisco(classe 1960) portiere. Tra i poster in bianco e nero spiccano: la foto della squadra presieduta Bilenchi Poliuto, databile al 1933, con l’ospite d’eccezione Raffaele Costantino, giocatore del Bari e della Nazionale, di passaggio a Canosa e quella del 1980 con l’attore Lino Banfi, al campo sportivo “Sabino Marocchino”, che in questi giorni ha ricevuto il diploma di allenatore ad honorem per aver rappresentato da allenatore, chiamato Oronzo Canà, vizi e virtù del calcio italiano.
Al tecnico “Oronzo Canà” è stato consegnato il tesserino di allenatore, per aver interpretato nei film “L’allenatore nel pallone” e “L’allenatore nel pallone 2” il ruolo di trainer di una squadra di calcio, in modo ironico, passionale e divertente, sia come guida tecnica di una formazione calcistica sia come gestore di uomini e di stati d’animo. “Non tutti diventeranno campioni, ma sicuramente saranno uomini”, l’incipit a caratteri indelebili della mission condotta con zelo e passione dal memorabile Mauro Lagrasta, allenatore ed educatore di giovani che costituisce l’essenza degli insegnamenti rivolti agli aspiranti calciatori che sarà letta e riletta, meditata e memorizzata, tutte le volte all’ingresso dello Stadio Comunale “S. Sabino” di Canosa di Puglia, palestra di gioco e di vita, campo di crescita e formazione collettiva.

Bartolo Carbone

Manafredonia: Tuffo nel passato

Facciamo un tuffo nel passato. Correva l’anno 1995 ed il Manfredonia era reduce da una stagione disastrosa culminata con la retrocessione dal campionato di Eccellenza a quello di Promozione.
Eppure accadeva qualcosa di straordinario. Il presidente Cozzolini, coadiuvato dal direttore sportivo Facciorusso e dal segretario Pizzigallo, assicurava la continuità del calcio locale. Veniva allestita una squadra competitiva nonostante le poche risorse economiche a disposizione. La guida tecnica veniva affidata a Carmine Caravella, persona schiva e riservata. Ebbene anche i più scettici e sfiduciati si innamorarono presto di quel “giocattolo” che funzionava a meraviglia. Il Miramare tornò ad essere un campo proibito per gli avversari, la Fossa dei Leoni tornò a ruggire.
Il gioco espresso era spumeggiante ed improntato sulla velocità. Sulle fasce giganteggiavano Brigida e D’Arienzo, due terzini con spiccate attitudini offensive che possiamo inconfutabilmente annoverare tra i migliori di sempre. Le loro sovrapposizioni assicuravano cross di qualità e costringevano le difese avversarie ad “aprirsi”. Un’ottima tecnica di base permise loro di realizzare anche alcune marcature. La rosa era ristretta, appena 16 elementi con una panchina imbottita di ragazzi. Tra i pali la sorpresa Pici, autore di belle prestazioni, al centro della difesa lo specialista dei calci piazzati Di Bari ed il baluardo Basanisi. Quest’ultimo, forte nel gioco aereo e spietato nei contrasti, era anche afflitto da problemi fisici ad una gamba ma nonostante ciò era insostituibile. In mezzo al campo il fiorettista Forte assistito dal capitano Balzamo. Brigida venne anche spostato sulla linea di centrocampo con l’inserimento del generoso Miucci a destra della difesa. In avanti il tandem Silvestri-Vaccariello. Il talentuoso e sfortunato fantasista era imprendibile nell’uno contro uno e divenne presto il beniamino dei tifosi con le sue giocate estrose. Seppure orfana di una punta centrale di peso la squadra seppe produrre un gioco apprezzabile e prolifico. I lanci lunghi dalle retrovie divennero una rarità, la manovra era ben orchestrata da Forte che alternava cambi di gioco sulle corsie a precise verticalizzazioni per il duo d’attacco. Fu un testa a testa con il Rutigliano sino alla penultima giornata. La trasferta di Mola (3-3) ed il contemporaneo successo esterno dei baresi sul campo “amico” di Corato (vittoria su rigore a pochi minuti dal termine) sancirono il sorpasso in classifica.
Tra l’altro la gara di Corato iniziò in ritardo rispetto a Mola con il gol vittoria siglato successivamente al triplice fischio finale di Mola. Quindi una palese irregolarità. A nulla valse la vittoria casalinga (4-3) contro il Locorotondo nell’ultimo turno. Ma soprattutto risultò inutile la grande vittoria per 3-1 nel match con il Calimera, seconda dell’altro girone, in quanto non ci furono ripescaggi. Comunque la promozione arrivò puntuale l’anno successivo, a coronamento di due stagioni straordinarie. Il pubblico seguì con interesse la squadra, incitandola sempre in maniera appassionata e con un tifo “rumoroso” anche in trasferta. Si era ricreato il feeling con i tifosi che amavano nuovamente la propria squadra di calcio. Da non dimenticare due eventi eccezionali che avvennero in quella stagione. L’amichevole invernale con il quotato Foggia di Delio Rossi, che dovette arrendersi ai sipontini clamorosamente per 2-1. Di quel match si ricordano le strepitose parate di Pici nel finale che negarono il pari ai “cugini” rossoneri e la prima marcatura di Forte con un tiro al volo dai 16 metri. In primavera la dirigenza riuscì ad organizzare un’amichevole di grande fascino con la Nazionale Militare Italiana. Un evento sino ad oggi unico per la città di Manfredonia. Orfano di Del Piero, impegnato in Champion’s League, il team azzurro contava su elementi di spicco tra cui Pagotto, Pierini, Macellari, Cavallo, Galante, Flachi e Del Vecchio. Fu una giornata indimenticabile per Silvestri, autore di una fulminea doppietta dopo appena 11’. Sotto di due reti la nazionale azzurra iniziò a fare sul serio. Del Vecchio imitò Silvestri con una doppietta personale, poi ci pensò Flachi a fissare il punteggio sul definitivo 3-2. Un risultato di assoluto prestigio per il Donia al cospetto di circa 2000 tifosi. Era iniziata una nuova era, quella della rinascita del calcio a Manfredonia.

Stefano Favale

Nuova Molfetta con lo sguardo al futuro

Il presidente Saverio Bufi

La stagione calcistica 2013-2014 è da poco conclusa ma in casa Nuova Molfetta si lavora già per il futuro.

Se da un lato la dirigenza molfettese capeggiata dai presidenti Saverio Bufi e Giovanni di Benedetto sta cercando di iscrivere la prima squadra al campionato di Promozione e costruire una forte formazione da affidare alle sapienti mani del mister Nicola Catalano, dall’altro particolare attenzione è rivolta al settore giovanile.
L’allenatore Nicola De Candia e il suo vice Robert Amato hanno portato a termine una stagione positiva che rappresenta il vero anno zero per il settore giovanile molfettese. Con diverse difficoltà è stata messa su una rappresentativa di tutto rispetto che ha conquistato consensi e buoni risultati.
Proprio i due tecnici nella prossima stagione si divideranno con Nicola De Candia che dirigerà la formazione Under 18 e Robert Amato che guiderà gli Allievi.
Per la prossima stagione, oltre alla riconferma in toto dei ragazzi che hanno disputato lo scorso campionato, la società ha già contattato alcuni atleti. Oltre questi c’è il desiderio e l’interesse di aprire le porte ad altri ragazzi che vorranno aderire al progetto sociale e sportivo della Nuova Molfetta; questo proprio a testimonianza delle ambizioni e del desiderio di disputare i prossimi campionati giovanili con l’obiettivo di vincerli.
Tutti i ragazzi che vorranno partecipare ai provini in programma per i primi giorni di agosto potranno inviare un messaggio sulla pagina Facebook “Asd Nuova Molfetta” indicando età e ruolo e verranno ricontattati dallo staff tecnico o contattando direttamente il direttore sportivo Francesco Rapicavoli al numero 347-9663353.
Le rappresentative da completare per il prossimo campionato sono l’Under 18 (ragazzi nati negli anni 1995-96-97), gli Allievi provinciali (anni 1998-1999) e i Giovanissimi provinciali (nati negli anni 2000-2001).
Prosegue cosi il lavoro della Nuova Molfetta che crede fortemente nel settore giovanile come fucina di uomini e atleti da lanciare, nei tempi e modi più corretti per la crescita del ragazzo, in prima squadra.
Vi aspettiamo …il calcio molfettese Vi aspetta!

Adriano Nappi

San Severo, titolo al Cerignola?

La questione stadio continua a tenere banco a San Severo. Dopo un campionato giocato “in esilio” (sul sintetico di Lucera), il club giallogranata spera che il vecchio “Ricciardelli” possa essere rimodernato, anche se i costi per rimetterlo a nuovo sarebbero troppo onerosi per il Comune di San Severo.
E così, nelle ultime ore ha cominciato a prendere corpo la possibilità di trasferire il titolo sportivo a Cerignola.

Grande raduno di calcio giovanile ad Anzano di Puglia

Alla manifestazione saranno presenti un allenatore e un giocatore di calcio professionista

Domenica 15 Giugno si terrà ad Anzano di Puglia il 1° Raduno dedicato al calcio giovanile della nostra zona, dove parteciperanno tra ragazzi e accompagnatori più di 400 persone. La società A.S.D. Virtus Academy capitanata dal presidente Mirabella e dai mister Palatella-Sciarappa con il proprio staff, ha pensato di dedicare un intera giornata ai ragazzi delle categorie Giovanissimi(ragazzi nati negli anni 1999-2000), Esordienti (2001-2002) e Pulcini (dal 2003 al 2005). La Virtus Cup vedrà impegnate oltre alla società di casa, che schiererà per ogni categorie 2 squadre, altre 17 società, che elenchiamo qui di seguito: Stornara, Uniti per Cerignola, Punto Foggia, Sporting Apulia Foggia, Foggia Football Club, Leonardo Surro, Sturno, Herdonia, Troia, Bovino, US Acli “Pina Mariano”, Villanova del Battista, Eclanese, Melitese, Margherita di Savoia e l’A.S. Bari. La formula dei tornei è semplice, per le società impegnate con la categoria Giovanissimi, si giocherà in 7 più il portiere e le 10 squadre partecipanti saranno divise in 2 gironi da 5 squadre, con eventuali semifinali e finali. Per la categoria Esordienti si giocherà sempre in 8, e le 12 squadre saranno divise in 2 gironi da 6, con eventuali semifinali e finali. Per la categoria Pulcini, si giocherà in 5 più il portiere e le 18 squadre, saranno divise in 3 gironi da 6 squadre, con eventuali semifinali e finali. Ogni gara durerà un unico tempo da 15 minuti, tutte le gare saranno dirette da arbitri federali ACSI.

Il programma della giornata prevede:

ore 8.30: Arrivo società partecipanti e consegna dei calendari per ogni categoria

ore 9.00: Inizio Gare(Categorie Partecipanti: Giovanissimi a 8, Esordienti a 8, Pulcini a 6)

ore 13.00: Pausa pranzo (verranno allestiti punti ristoro dove sarà possibile acquistare bevande, panini e varie). IN ALTERNATIVA, PRANZO AL RISTORANTE “LA PILELLA”,(MENù TURISTICO), IN ALTERNATIVA BAR LE CASETTE

ore 15.30: Ripresa delle gare. Al termine delle gare avverrà la premiazione.

Giovanni Vivolo per Il Mattino di Foggia e Provincia

Scalda i motori la Gargano calcio.

Gargano Presidente Agostino Triggiani

Il Presidente Agostino Triggiani

Tanti incontri per programmare il futuro tra dirigenti ed altri sponsor

Possibile una svolta sul futuro della Gargano Calcio. Oltre ai dirigenti attuali, è pronto anche un gruppo di imprenditori che sembra essere pronto ad impegnarsi per dar vita ad un nuovo ciclo, al fine di continuare ad assicurare un futuro stabile a squadra e società.

A parlare di tale possibilità è il patron Agostino Triggiani. “ – dice -, in effetti nonostante la retrocessione c’è gente che vuole affiancarci, ben venga
Dunque, un intervento che potrebbe sbloccare la situazione in seno ai vertici della società dove, comunque, Mimmo Pizzarelli rimarrebbe sulla poltrona di presidente effettivo della Gargano calcio. L’idea di fondo è quella di dare alla luce una rinnovata dirigenza, senza che però venga disperso il patrimonio di competenza garantita da chi finora ha retto le sorti della Gargano calcio: “In considerazione del fatto che l’attuale dirigenza è dimissionaria, un gruppo di amici imprenditori ha chiesto la mia disponibilità per verificare la possibilità di creare una nuova componente dirigenziale – dice Triggiani. Ciò prevede il coinvolgimento di alcuni esponenti dell’attuale società, con il presidente che rimarrebbe al suo posto. L’obiettivo è dare corso ad un progetto serio, che dia stabilità alla società, come peraltro è stato fatto fino ad adesso e, a tal riguardo, è da sottolineare l’importante lavoro svolto dall’attuale dirigenza. Dal punto di vista tecnico, la strada è quella della valorizzazione del settore giovanile, tramite il coinvolgimento di calciatori provenienti dal nostro territorio e dal circondario”.
E a dimostrazione che il progetto poggia su basi concrete, vi sono in agenda appuntamenti con Triggiani e Pizzarelli, già al lavoro:  una squadra che sarebbe composta per la maggior parte da gente del territorio con quattro o cinque innesti di categoria superiore.

Bitonto: Festa del triplete

Si conclude (quasi) positivamente la due giorni di festeggiamenti neroverdi. Ricco il programma degli eventi, ma pochissima la gente presente.

L’avevano presentata come “festa del triplete”, il grande abbraccio che la città tutta doveva dare a una squadra, l’U.S. Bitonto, capace di occupare le pagine sportive dei quotidiani locali per i successi, le vittorie, e i tre trofei portati in bacheca: Coppa Italia, Campionato, Supercoppa.

Era anche la festa del calcio bitontino, vista anche la presenza delle scuole calcio della città (a proposito, complimenti all’Olimpia Torrione di mister Alessandro Barbone che ha fatto suo il mini torneo, monopolizzando la finale)

E invece, alla due giorni (divisa tra campo comunale, corso Vittorio Emanuele e Palazzo Gentile) hanno partecipato in pochi. C’erano i soliti supporters e gli ultras, che hanno incoraggato Modesto e compagni da Celle di San Vito fino a Mesagne. Gli addetti ai lavori e i rappresentanti delle società calcistiche bitontine. I vertici dell’U.S. Bitonto. Qualche curioso. Ma l’entusiasmo, l’abbraccio e la gioia della città sono rimasti a casa. Come anche (quasi) tutti gli imprenditori, ai quali ancora una volta è affidato il futuro del calcio cittadino, sperando che si affaccino veramente.

«Oggi è la festa dello sport cittadino e non solo dell’U.S. Bitonto – afferma l’assessore allo Sport Domenico Nacci – perchè dobbiamo anche dare onore e merito alle associazioni sportive cittadine, che spero un giorno diano vita a un unico settore giovanile bitontino che sia da fucina per il Bitonto, e dove si sono formati Vincenzo Modesto e Oronzo Bonasia. Dobbiamo soltanto ringraziare Francesco Paolo Noviello, Vincenzo Cariello e Francesco Morgese perché hanno fatto sì che Bitonto occupasse le pagine dei giornali per i successi sportivi».

Poi dapprima l’invito, ricordando che il Comune non può più elargire fondi per le società sportive. «E’ importante che i tifosi vadano allo stadio pagando il biglietto e che gli imprenditori si facciano vivi senza aspettare la lettera del sindaco». Poi l’auspicio. «Vorrei che finalmente prendesse vita la tessera (pagata) dello sportivo bitontino,che consenta ai cittadini di assistere a qualsiasi evento sportivo che si svolge in città».

Il patron neroverde, Francesco Paolo Noviello, ricorda che più o meno un anno fa (per certi versi drammatica conferenza stampa del 26 giugno 2013) nessuno credeva in questa cavalcata trionfale. «Invece è stata una stagione incredibile, ci siamo tolti qualche sassolino dalla scarpa ma adesso è fondamentale che si crei una nuova società perché altrimenti per il calcio bitontino è la fine».

Muzio di Venere (osannato e portato in giubilo dai tifosi neroverdi) ringrazia Cariello «per avermi permesso di portare avanti una stagione con tranquillità permettendomi di divertirmi. I ragazzi sono stati encomiabili e meritano questi trionfi». Bocche cucite, invece, sul suo futuro.

Poi via al video, targato “daBITONTO” che racconta l’epopea di una stagione, e la torta rigorosamente neroverde.

La stagione 2013 – 2014 va ufficialmente in archivio. Aspettiamo di avere qualche segnale sulla prossima…

Michele Cotugno Depalma – dabitonto.com

Galatone, lettera al sindaco da De Leo

Dopo aver confermato Oscar Greco, il Galatone vuole risolvere la questione stadio. La dirigenza giallorossa, nella persona del presidente Massimiliano De Leo, ha inviato al sindaco Livio Nisi una lettera nella quale si chiede espressamente l’utilizzo gratuito del centro polisportivo sito in contrada San Luca, sul quale la società è intervenuta con lavori di ristrutturazione sul terreno di gioco, sulle porte e sugli spogliatoi, di modo da rendere possibile lo svolgimento delle attività del settore giovanile.

Inoltre, De Leo ha chiesto all’amministrazione comunale di dotare il campo “G. Rizzo” di erba sintetica, riconoscendo alla società un contributo che permetta di svolgere i lavori di sistemazione. Qualora ciò non avvenisse, De Leo potrebbe far giocare altrove la squadra, o addirittura, cedere il titolo sportivo, se le richieste non venissero accolte entro il 20 giugno.

La Gazzetta del Mezzogiorno

Che anno straordinario per la Stornarella calcistica

Dopo l’inizio difficile e l’arrivo del DS Rossetti, è stato un anno in discesa per la Reali Siti

Tre vittorie consecutive in casa e altrettante sconfitte fuori, poi un piccolo crollo e, infine, l’arrivo di Michele Rossetti quale nuovo Direttore Sportivo del Reali Siti Stornarella. Rossetti che ha portato con lui una serie di ragazzi “fidati” che hanno arricchito una buona selezione già presente nella piccola realtà dei Reali Siti. Questo potrebbe essere il segreto di un’annata di successo per la compagine biancoblu perché, da li a poco, sarebbe cambiato lo scenario. Tredici vittorie e quattro pareggi in diciassette gare hanno reso Pelullo e compagni la terza forza del campionato, in una lotta fino all’ultimo respiro con la Vicarius per la seconda posizione. Lo stesso bomber ha conquistato la piazza d’onore, la seconda, nella classifica dei marcatori della Prima Categoria. In un campionato dominato dal Palo, resta l’amaro in bocca, per il presidente Fiordelisi, di non aver conosciuto prima Rossetti, reo di aver portato entusiasmo, efficacia e quel po’ di esperienza della categoria, maturata negli ultimi anni, tutti colmi di successi per il giovane direttore foggiano (basti ricordare gli anni importanti con la Nuova Daunia, con tanto di playoff per la Promozione e la Coppa Puglia vinta). Ora ci sarà da programmare il futuro, anche se nei dilettanti è difficile guardare molto oltre il proprio naso, ma resta la grande stagione vissuta, la voglia del presidente di restare tra le grandi (il sogno potrebbe essere addirittura il ripescaggio in Promozione)  e la determinazione di Michele Rossetti, pronto a stupire nuovamente tutto il palcoscenico calcistico di Capitanata.

Fabio Lattuchella

Palatella dopo 2 anni lascia lo Sporting Accadia

Lo Sporting Accadia e mister Romano Palatella si separano. A darne notizia è lo stesso tecnico che, dopo due stagioni condite da risultati importanti, ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni. “E’ stata una scelta non facile ma ben ponderata. Dopo due anni splendidi trascorsi nello Sporting Accadia ho pensato fosse terminato il mio ciclo qui. Ringrazio tutti i ragazzi che ho avuto il piacere e l’onore di allenare formando con loro un gruppo forte e coeso tanto da raggiungere risultati importanti specie in una realtà neonata calcisticamente. In due anni dalla nascita della società abbiamo conseguito due ottimi piazzamenti arrivando a sfiorare la promozione in Prima Categoria al primo colpo, al termine di una stagione che personalmente considero eccellente. Un risultato storico per la realtà di Accadia che, fino ad oggi, non aveva mai avuto una società in grado di lottare per traguardi così importanti e prestigiosi”. Il tecnico dei tanti successi conseguiti negli anni con Arpifoggia, Focus Foggia e Torremaggiore (solo per citarne alcuni) è soddisfatto del lavoro svolto con lo Sporting: “ Vado via con la consapevolezza di aver fatto il massimo per aiutare questa realtà a crescere e sono convinto che, grazie al della dirigenza tutta, lo Sporting potrà continuare a migliorarsi nel tempo. Senza voler essere ripetitivo, auguro di tutto cuore alla società, in special modo nella persona del Presidente De Rosa che considero persona straordinaria, di poter raggiungere nel minor tempo possibile quegli obiettivi prefissati. Alle parole di mister Palatella, fanno eco quelle del suo vice storico, Alessandro Sciarappa: “Insieme con mister Palatella ho vissuto da sempre stagioni esaltanti condite da grandi successi e l’avventura con lo Sporting Accadia è stata sicuramente tra le più stimolanti. Ringrazio la società per la fiducia accordatami e porterò semprecon me il ricordo di due anni meravigliosi. Ho avuto il piacere di guidare, insieme con mister Palatella, un gruppo fatto di uomini ancor prima che calciatori. Ragazzi straordinari capaci di grandi sacrifici e che ci hanno seguito in tutto e per tutto. Ringrazio il Presidente Michele De Rosa, persona che stimo enormemente insieme con la dirigenza tutta. Persone che hanno lavorato dietro le quinte come Michele Mirabella, Gerardo Basilico ed Enrico Bonito, capaci di far sentire il proprio sostegno in ogni situazione. Abbiamo vissuto tutti insieme due anni meravigliosi ed auguro allo Sporting di proseguire questo cammino ricco di successi ed ulteriori soddisfazioni”. Palatella e Sciarappa chiudono con un grido che ha caratterizzato queste due stagioni: “Sempre Forza Sporting Accadia!”

Giovanni Vivoloo per Il Mattino di Foggia e Provincia