Lavoro, programmazione e cura dei dettagli. La UTD Sly Trani in queste ore sta gettando le basi per un roseo futuro, dal punto di vista tecnico e strutturale. Il presidente biancazzurro Danilo Quarto ha voluto spiegare attraverso una diretta Facebook il silenzio di questi giorni: «Il silenzio non deve spaventare nessuno. Se non stiamo parlando tanto in questi giorni, è perché stiamo lavorando sodo per far tornare a splendere il sole in questa meravigliosa città. Stiamo scegliendo la via del silenzio perché dobbiamo limitare questo meraviglioso entusiasmo che c’è, a causa delle restrizioni che speriamo diventino presto un triste ricordo. Vorremmo la folla e gli abbracci che purtroppo in questi giorni non possiamo avere».
Poi il numero uno della Sly Trani ha precisato: «Arriviamo a fatti più seri. Qualcuno parlava di qualche ostacolo riscontrato dal nostro progetto, voglio assolutamente smentire. Ribadisco, se non stiamo parlando troppo pubblicamente, è perché lavoriamo sodo, 24 ore su 24. Scegliamo di lavorare a fari spenti, ma intanto programmiamo una squadra fortissima dal punto di vista tecnico. Ci stiamo incontrando già con giocatori top per la categoria e siamo in piena sintonia, invece, con l’amministrazione comunale per quanto riguarda la questione stadio. I lavori cominceranno prossimamente ma dobbiamo aspettare i tempi che la burocrazia impone. Ribadisco che non c’è alcun tipo di impedimento dal Comune ma soltanto dei tempi che sono obbligatori, tutto ciò che è stato detto verrà mantenuto. Sia da parte nostra che da parte dell’amministrazione comunale».
La conclusione è affidata a una dedica alla città: «Rimaniamo tranquilli perché tra qualche settimana incominceremo a divertirci. Stiamo studiando ogni minimo dettaglio. Sponsor tecnico? È già praticamente tutto definito con un importante marchio, che verrà svelato dai nostri canali ufficiali. Quello che chiedo a tutti è di starci vicino perché questo sarà il nostro anno».
Molfetta Calcio in D
Le parole di alcuni dei protagonisti di questa promozione storica: i biancorossi ritornano in un torneo interregionale dopo ben 24 anni
La dirigenza composta dal Presidente Ennio Cormio, il Presidente Onorario Salvatore D’alesio, il Responsabile del Settore Giovanile Paolo De Gennaro e il Direttore Generale Saverio Bufi: “Questa è la vittoria di una città, dei tifosi, della società, dei giocatori, dell’organizzazione, della sicurezza, dei tanti collaboratori, di ognuno di noi in rodine sparso. Nessuno ha ricoperto il ruolo del presidente “proprietario” che decide tutto autonomamente facendo il bello ed il cattivo tempo. Ognuna delle persone citate sopra si è sentita parte integrante e tassello importante per questo risultato storico. È una vittoria di un modo di essere e di pensare al calcio in modo diverso: non occorre necessariamente spendere tantissimo per vincere, non occorrono inutili protagonismi. È una vittoria di un modo di vedere il calcio che non comprende mercenari, superficialità, presappochismo. Noi con la voglia e con la passione abbiamo battuto tutto questa “bruttezza” e continueremo a proporre questa bella visione anche in serie D”.
Il DS Gianluca Frascati: “Abbiamo ottenuto un traguardo importante. Sono molto contento per i ragazzi, lo staff e i presidenti che non ci hanno mai fatto mancare nulla nel lavoro quotidiano. Vedere lacrime e tanta emozione nei loro occhi e in quelli di tanti tifosi mi riempie di gioia e soprattutto dà grande soddisfazione. La bellezza del calcio è proprio questa. La vittoria è il giusto premio per il lavoro svolto da un gruppo di ragazzi speciale, giocatori seri e professionisti, disponibili al sacrificio. Una vittoria che, allo stesso tempo, è stata resa possibile da uno staff tecnico capace di andare oltre i limiti dettati da budget e dalle previsioni iniziali che non ci vedevano tra le favorite alla vittoria finale. Un lavoro tecnico basato sulla regola delle 3 C: competenza, conoscenza, caparbietà. In questo spicca il lavoro del mister Bartoli, un predestinato secondo me in questo ruolo, che ha confermato quanto di buono aveva fatta vedere a tutta la dirigenza durante la preparazione ad inizio anno. Una vittoria basata su un metodo di lavoro differente: ciascun componente dello staff tecnico ha potuto dire la propria e contribuire attivamente a questo successo. E in questo è stata fondamentale la maturità e l’umiltà di ciascuno di loro. Unica nota stonata l’impossibilità di festeggiare subito appieno questo traguardo storico. Lo dico in primis per quei giocatori che per la prima volta in carriera hanno ottenuto un traguardo del genere o vinto un campionato. Ci rifaremo il prima possibile”.
Il mister Renato Bartoli: “Stagione straordinaria. All’inizio della stagione avevo le idee molto chiare su come formare la squadra insieme al Ds Frascati ed ero convinto sin dal primo giorno di poter centrare l’obiettivo stagionale prefissato dalla società: rientrare nelle prime cinque classificate. Ho basato ogni mia scelta sull’aspetto mentale che reputo sia il fattore determinante, ho cercato sin da subito di entrare nella testa di tutti, trasmettere la mia voglia incredibile di far bene e la convinzione che ho che la forza del gruppo può sopperire a tutto il resto. Il rispetto del gruppo e ragionare in funzione di un obiettivo per il bene comune e non individuale sono le armi migliori. Chi ragiona individualmente non rientra nel mio modo di vivere un gruppo di lavoro. Ringrazio in primis tutti i calciatori: uomini veri e ottimi atleti, la società rappresentata da Ennio Cormio, Saverio Bufi Titti D’alesio e Paolo De Gennaro che con i loro grandi sforzi economici sono riusciti ad ottenere questa serie D, il direttore Frascati per la fiducia nei miei confronti, il collaboratore Dammacco, il Magazziniere Dino, il Tifo straordinario sempre al nostro fianco e il mio Staff straordinario composto da Martino Traversa, Nicolas Annoscia e Ciccio Musacco.. Dedico questa vittoria a mia moglie Ester e i miei bambini Andrea e Martina che sono i primi tifosi del Molfetta, con una nota speciale per il Presidente Onorario D’alesio che con la sua positività, il suo sorriso e i suoi modi di fare si rende sempre più esclusivo nel mondo del calcio. Una persona stupenda e con un cuore grande, in questo momento dotato di grande forza, caratteristica che lo accompagnerà per sempre”.
Se la Serie B non riparte pronta la media punti ponderata: ecco come cambierebbe la classifica
La Serie B, a meno di risvolti non preventivabili ora, ripartirà ed emetterà i propri verdetti sul campo. C’è, però, un Piano B che subentrerebbe in caso di emergenza. Stando a quanto riferito dal Corriere dello Sport, infatti, la graduatoria finale verrà stilata utilizzando il metodo della media punti ponderata che tiene conto dei risultati in casa ed in trasferta. Ecco, di seguito, come cambierebbe la classifica.
LA CLASSIFICA REALE ALLA 28^ GIORNATA
Benevento 69
Crotone 49
Frosinone 47
Pordenone 45
Spezia 44
Cittadella 43
Salernitana 42
Chievo Verona 41
Empoli 40
Virtus Entella 38
Pisa 36
Perugia 36
Juve Stabia 36
Pescara 35
Ascoli 32*
Venezia 32
Cremonese 30*
Trapani 25
Cosenza 24
Livorno 18
* una gara da recuperare
LA PRIOIEZIONE ALLA 28^ GIORNATA
Benevento 93,25
Crotone 66,50
Frosinone 63,79
Pordenone 61,07
Spezia 59,71
Cittadella 59, 14
Salernitana 58,66
Chievo Verona 55,64
Empoli 53,59
Virtus Entella 51,57
Ascoli 48,13
Pisa 48,13
Perugia 47,94
Juve Stabia 47,55
Pescara 47,50
Venezia 43,43
Cremonese 42,70
Trapani 34,49
Cosenza 32,35
Livorno 24,94
Landella a Telefoggia: “pronto a ritirare il titolo sportivo del Foggia, nessuno pensi di fare cassetta con la nostra storia”
Sulla questione del Calcio Foggia 1920, interviene il sindaco di Foggia, Franco Landella. Il sindaco – sentito telefonicamente – ha rilasciato alla nostra emittente una nota sulle vicende di questi giorni del club rossonero.
“Che nessuno pensi di fare cassetta con il blasone del Foggia e con il titolo sportivo che – sia chiaro – appartiene alla città.
Follieri nella scorsa estate era tra coloro i quali ambivano al titolo sportivo del Foggia. La sua proposta all’epoca non fu accolta dal tavolo tecnico. Non vorrei che qualcuno oggi decidesse di far entrare dalla finestra chi è stato accompagnato alla porta.
Chiarisco di non avere alcun pregiudizio o preconcetto nei confronti di Follieri ma questa situazione necessita di chiarezza a 360 gradi.
Condivido la preoccupazione dei tifosi e ritengo che sia giunto il momento di relazionare in maniera dettagliata sulla situazione societaria del Calcio Foggia 1920 e sul progetto futuro.
A tal fine convocherò in settimana a palazzo di città i soci Pelusi, Felleca e Pintus perché se si dovesse continuare in questa maniera, il titolo sportivo verrebbe ritirato dal comune di Foggia.
Qualsiasi operazione societaria dovrà avere la condivisione e la verifica di tutti gli atti così come previsto nella convenzione che Felleca firmò dinanzi al sottoscritto ma soprattutto dinanzi all’intera città e ai tifosi.
Se qualcuno pensa di fare cassetta con la storia del Calcio di Foggia, a questo qualcuno, lo ripeto, dico che fin quando ci sarà il sindaco Landella sbatterà contro un muro”.
USD Sfinge Celle di San Vito, anno eccezionale nonostante il penultimo posto
Era nell’aria già da tempo, mancava solo l’ufficialità, che puntualmente è arrivata. La stagione 2019/2020 è terminata.
Concludiamo il nostro primo Campionato al penultimo posto, per qualcuno sarà un fallimento, ma per noi invece è tanta roba. Già proprio così, riportare il pallone in un Paese di 160 anime non è stato affatto semplice, riportare l’entusiasmo domenicale nel nostro stupendo Borgo Francoprovenzale è stato magnifico ma allo stesso tempo faticoso e intricato.
Vogliamo ringraziare innanzitutto i nostri sponsor che a scatola chiusa hanno creduto in questo progetto, tutti i nostri tesserati, la gente che è accorsa numerosa al campo, più di quello che ci saremmo aspettati. A nome di tutta la nostra Società che è una vera e propria famiglia ringraziamo tutti.
L’ultimo pensiero va a i nostri avversari, quasi tutte le Società ci hanno trattato davvero bene, su altre abbiamo qualche riserva, ci è fortemente dispiaciuto non poter rendere omaggio con la nostra splendida accoglienza a squadre che hanno trattato i nostri tesserati in maniera esemplare. Chiudiamo con il dire che il nostro motto è quello della sportività e del pallone pulito, in campo ci può stare il calcetto, la parola di più, cose normali, dopo il fischio finale ci piace invece bere una birra ghiacciata con i nostri avversari, quelli che salutiamo sempre con un abbraccio quando partono per tornare a casa, perché la parte più bella dello sport e del calcio è proprio questa.
Un arrivederci al prossimo anno.
Vogliamo rassicurare tutti con il dire che siamo già a lavoro per trovare nuove partnership e per programmare la stagione 2020/2021.
A presto!!!!
U.S.D. SFINGE CELLE DI SAN VITO.
Continuerà la favola ASD San Marco?
Riportiamo di seguito un comunicato della dirigenza indirizzato al popolo celeste granata
Popolo celeste granata da otto anni un gruppo di amici si è attivato per portare in auge il calcio locale.
I risultati sono stati lodevoli da tutti i punti di vista.
Abbiamo vissuto otto indimenticabili stagioni portando in giro per la Puglia i valori dello sport.
Sia con la prima squadra che con tutto il settore giovanile è stata registrata una crescita continua e costante rispettando alla lettera le varie programmazioni.
Negli anni tutti gli istruttori hanno conseguito i titoli necessari per poter guidare i ragazzi nel loro percorso di crescita, investendo parecchio in termini economici e di tempo per la formazione e l’aggiornamento.
Abbiamo reso il nostro impianto sportivo “Tonino Parisi” teatro di spettacoli meravigliosi da vivere con l’intera famiglia.
Il primo storico campionato d’Eccellenza, purtroppo non si è concluso sul campo.
Un’emergenza sanitaria mondiale ha messo in ginocchio tutti e ora ogni Società sportiva dilettantistica ha rilevanti problemi economici.
Tutto si deciderà a tavolino e le domande sorgono spontanee.
Come si può retrocedere una squadra in piena lotta salvezza a cinque giornate dal termine?
Quale criterio potrebbe trovare approvazione se si sottrae un titolo acquisito sul campo in questo modo?
Come reagiremo se ci vedremo catapultati in Promozione?
Per ripartire sarà già difficile a prescindere dalla categoria, ma se prevarrà il buon senso, e ne siamo certi, ci rialzeremo e ripartiremo dall’Eccellenza per continuare a scrivere pagine indelebili della favola Asd San Marco.
Non ci resta che attendere il verdetto.
CONTINUERÀ LA FAVOLA ASD?
QUESTO LO SAPREMO NEI PROSSIMI GIORNI.
Brindisi, calciatori sul piede di guerra: pronte le vertenze
I calciatori del Brindisi sul piede di guerra e contro la società. Come riportato dal Canale 85, infatti, questi sono pronti ad una vertenza sulle spettanze riguardanti la stagione 2019/20: dopo i confronti, si passa alle vie di fatto.
Le richieste dovrebbero partite telematicamente, per poi essere esaminate dagli organi competenti. Con casi che varierebbero da calciatore a calciatore. Senza dimenticare la querelle ancora in atto con mister Olivieri. Ciò che accadrà nelle prossime settimane potrebbe essere decisivo per il futuro della prossima stagione.
Brindisi, Marino traccia il bilancio della stagione
Intervistato dai colleghi di tuttosporttaranto.com, il capitano del Brindisi Dino Marino ha tracciato un bilancio della stagione dei biancazzurri, parlando anche dell’attuale classifica del girone H della Serie D.
“Per noi terminare così il campionato andrebbe benissimo. Abbiamo compiuto un miracolo visti i pochi calciatori in rosa avuti in un periodo. Il gruppo è stato sempre compatto con il tecnico Ciullo che ha fatto un buon lavoro. Con Olivieri eravamo partiti benissimo: nessuno si aspettava, da parte nostra, un girone d’andata così importante al cospetto di corazzate e di squadre potenti economicamente. Il campionato? La classifica è giusta. Ce l’abbiamo messa tutta per salvarci. Il campionato lo avrebbe vinto il Bitonto per via della grande compattezza”.
Sul futuro, Marino si esprime così: “Ancora non si sa niente ma vorrei restare a Brindisi: questa piazza mi fa star bene. Amo la gente e la tifoseria. Poi, tutto dipenderà dalla società. Sono molto legato alla maglia”.
Audace Cerignola, il TAR rigetta il ricorso contro la FIGC
Il TAR del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso della FIGC contro l’Audace Cerignola, in merito al ripescaggio degli ofantini in Serie C:
“Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Prima Ter)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 10606 del 2019, proposto da
Federazione Italiana Giuoco Calcio, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Letizia Mazzarelli, Luigi Medugno, Giancarlo Viglione, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Giancarlo Viglione in Roma, Lungotevere dei Mellini 17;
contro
S.S. Audace Cerignola S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Cesare Di Cintio, Federica Ferrari, Rosario Marino e Rosa Mennuni, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
nei confronti
Lega Italiana Calcio Professionistico (Lega Pro), in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Astolfo Di Amato, Giorgio Pierantoni, Federica Fucito, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
CONI, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Alberto Angeletti, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
per l’annullamento
previa sospensione dell’efficacia
delle decisioni del Collegio di Garanzia dello Sport, sezione controversie di ammissione ed esclusione dalle competizioni professionistiche, n. 56/2019 e n. 64/2019;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della S.S. Audace Cerignola S.r.l., della Lega Italiana Calcio Professionistico (Lega Pro) e del CONI;
Visti gli artt. 35, co. 1, lett. c, e 85, co. 9, cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 11 febbraio 2020 la dott.ssa Francesca Romano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Considerato che:
a) con il presente ricorso la F.I.G.C. ha chiesto l’annullamento:
– della decisione del Collegio di Garanzia n. 56 del 24 luglio 2019, con la quale è stato accolto il ricorso della società Audace Cerignola “con annullamento del provvedimento emesso dal Consiglio Federale della FIGC, di cui al C.U. n. 18/A del 12 luglio 2019, con il quale la ricorrente S.S. Audace Cerignola S.R.L. è stata esclusa dai ripescaggi in Lega Pro per la s.s. 2019/2020, ferma restando la competenza della FIGC e dei relativi organi di procedere alla verifica della attuale sussistenza dei requisiti infrastrutturali relativi alle caratteristiche del terreno di gioco ed all’impianto di illuminazione, indicati come criteri “A”, di cui al punto 2) ed al punto 8) dell’allegato a), Titolo II, del C.U. n. 101/A del 17 aprile 2019”;
– della decisione del Collegio di Garanzia n. 64 del 5 agosto 2019 con la quale è stato nuovamente accolto il ricorso della società Audace Cerignola avverso il provvedimento (C.U. n. 37/A del 25 luglio 2019) con cui la FIGC, deliberava “di respingere la domanda di integrazione dell’organico al Campionato di Serie C 2019/2020 proposta dalla Società Audace Cerignola S.r.l.” sul presupposto che “a seguito del sopralluogo effettuato dalla Lega Pro in data 24 luglio 2019 presso lo stadio Monterisi di Cerignola, come comunicato alla FIGC con la nota di pari data a firma del Presidente della Lega Pro, la “verifica dell’attuale sussistenza dei requisiti infrastrutturali relativi alle caratteristiche del terreno di gioco” ha avuto esito negativo”;
b) all’esito della camera di consiglio del 9 settembre 2019 è stata accolta la domanda cautelare proposta con conseguente sospensione dell’efficacia delle gravate decisioni;
c) in data 25 gennaio 2020, la controinteressata società Audace Cerignola ha depositato in atti dichiarazione con la quale il legale rappresentante ha rinunciato agli effetti, in proprio favore, delle gravate decisioni sopra richiamate;
d) alla pubblica udienza dell’11 febbraio 2020, parte ricorrente, preso atto della rinuncia agli effetti delle decisioni del Collegio di Garanzia da parte della società Audace Cerignola, ha dichiarato a verbale di rinunciare alle spese di lite;
Ritenuto, pertanto, essendo venuto meno l’interesse al ricorso da parte della ricorrente F.I.G.C., di dichiarare il ricorso improcedibile ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.;
Ritenuto, infine, stante la concorde volontà manifestata dalle parti in causa, ricorrere giusti motivi per compensare integralmente le spese di lite tra le parti;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 11 febbraio 2020 con l’intervento dei magistrati:
Francesco Arzillo, Presidente
Francesca Petrucciani, Consigliere
Francesca Romano, Primo Referendario, Estensore”.
L'ASD Sava punta sui giovani
L’ ASD Sava, nella persona del presidente Giuseppe Vinci, è lieta di comunicare l’assorbimento delle due scuole calcio Neos e Real Sava, dando luogo così ad un’unica ‘academy’ con ben 350 giovani atleti. “Un traguardo importante nonché unico nella storia calcistica savese“, questo il pensiero del presidente, che auspica altresì un radioso futuro per i giovani inglobati in questo nuovo progetto e che possano, perché no, rappresentare la prima squadra in un futuro prossimo.Lo stesso, pertanto, ringrazia sentitamente la Neos e il Real Sava per la fiducia riposta.
“Orta Nova è la nostra casa!” Tarantino e Grieco smentiscono un addio alla città: “Pronti ad incontrare l’amministrazione per programmare il futuro”
“Orta Nova è la nostra casa e non abbiamo alcuna voglia di interrompere un progetto che per la prima volta ha portato l’Eccellenza in città, e per la quale vogliamo assicurare un futuro degno di una città che in Puglia vuole confrontarsi con le comunità più importanti del panorama calcistico nazionale“, con queste parole il Presidente del Team Orta Nova, Mariano Tarantino ed il Vice Presidente Devis Grieco smentiscono categoricamente un articolo apparso negli scorsi giorni su La Gazzetta del Mezzogiorno e su SpazioDilettanti.it. “Nessuna dichiarazione è stata rilasciata dalla società a tal riguardo, anzi è nostro volere incontrare l’amministrazione nei prossimi giorni, per discutere programmi e progetti futuri – rilancia il duo al vertice della società – i lavori di adeguamento della struttura dimostrano che ci sia la voglia di programmare il futuro, ma è altrettanto indispensabile approfondire anche il problema campo, che ci ha costretti, nostro malgrado, a trasferirci per alcune gare nella vicina Cerignola, un danno economico e di immagine per la nostra società, ma che con pochi interventi potrebbe essere al più presto dimenticato“. Pensando al futuro Tarantino e Grieco lanciano poi un’idea: “La crisi che stiamo vivendo ha complicato sicuramente anche il panorama calcistico, ma il campionato di Eccellenza potrebbe assicurare una vetrina importante per le aziende del nostro territorio, è nostra volontà offrire loro la possibilità di potersi esporre in un contesto dove si affacciano diverse città importanti del panorama regionale, abbiamo intenzione di strutturare una campagna di marketing che abbini le eccellenze imprenditoriali locali con l’Eccellenza del calcio regionale, potrebbe essere l’opportunità per un rilancio e per dimenticare i giorni della crisi che ci lasciamo alle spalle“. Un ultimo appello la società lo rivolge poi ai tifosi: “Abbiamo bisogno del vostro supporto, essere costretti ad andare via per alcune gare si è dimostrata una scelta che il campo ha premiato, ma il sostegno dei tifosi è per noi fondamentale, vogliamo un Fanelli gremito di gente, i lavori alla tribuna permetteranno anche di accedere più facilmente alla struttura, un motivo in più per sostenere i nostri colori“.
Team Altamura, Gambuzza: "Mi dispiace non aver affrontato il Foggia…"
“Ho passato questo periodo sia ad Altamura che in Sicilia. Mi sono allenato 6 giorni a settimana grazie anche a una struttura presente nei pressi della mia abitazione ma vi assicuro che non è la stessa cosa, dal momento in cui noi siamo abituati a ben altro”. Così Raffaele Gambuzza, fantasista del Team Altamura il quale è intervenuto nella trasmissione di Canale 85 “La Puglia nel pallone” nel corso della serata di ieri. Esso poi continua a parlare della piazza: “I tifosi dell’Altamura sono meravigliosi e non lasciano mai soli i calciatori e la squadra. Ho trovato una squadra importante e una società seria, la quale aveva l’obiettivo di salvarsi. Mi dispiace non aver affrontato il Foggia, una squadra nella quale mi rispecchio molto a livello di grinta e tenacia. Se non si applica – conclude parlando della questione sanitaria e degli stipendi – il protocollo sanitario e non si hanno le giuste strutture è difficile che il calcio possa riprendere. Pensare a una ripresa è molto complicato. Speriamo che si possa riprendere a giocare, perchè il calcio è vita per tutti noi. Paghiamo sia noi che le società, perchè chi vive solo di calcio viene penalizzato a livello economico”.
Fasano, Ganci: "Per noi questo è un lavoro e non ci sentiamo tutelati"
Facundo Ganci, centrocampista del Città di Fasano, nella serata di ieri è intervenuto nel corso della trasmissione di Canale 85 “La Puglia nel pallone”. Esso ha voluto parlare della mancata disputa della finale di Coppa Italia e non solo, le sue dichiarazioni: “Eravamo davvero entusiasti per aver raggiunto questa finale storica per il club e per i tifosi. Speriamo che si possa risolvere questo problema per poter giocarla sul campo. Giocarla a settembre o nel mese di ottobre non sarebbe la stessa cosa, perchè noi calciatori non siamo certi di rimanere qui anche il prossimo anno. Al momento non si sa con chi dovremmo giocare, perciò questo è un vero problema. Per me il – conclude parlando della questione stipendi in questo periodo – calcio è vita e lavoro, quindi è un periodo difficile anche a causa di queste mancanze. Per noi questo è un lavoro e non ci sentiamo tutelati. Io ho due figli e non prendo i soldi da gennaio. Seppur il nostro sia un ottimo presidente, anche lui ha le sue ragioni per non pagarci. Dovremmo essere tutelati dalle federazioni, non dalle società in questo momento”.
Casarano, Morleo: "Nessuno ha pensato a noi calciatori"
Il difensore del Casarano, Archimede Morleo, intervenuto in diretta nella trasmissione La Puglia nel Pallone, in onda tutti i giovedì sera su Canale 85, ha parlato dell’impatto dell’emergenza sanitaria per il Coronavirus nel mondo del calcio dilettantistico: “In questa situazione ci abbiamo perso tutti. Purtroppo nessuno ha pensato a noi calciatori. Specialmente nelle categorie dilettantistiche siamo lavoratori come altri. Molti di noi hanno una famiglia da mantenere e questa situazione è certamente un danno. Non ci sono molte soluzioni: o qualcuno ci aiuta oppure dobbiamo ripartire, seppur con le dovute cautele, cercando di finire questo campionato; anche senza tifosi“.
Gianluca Sansone alla Gazzetta del Mezzogiorno: "Ho rifiutato offerte dalla B e dalla C…"
“Mi dispiace non aver avuta la possibilità di disputare le ultime 8 gare, eravamo pronti a giocarci il tutto nel finale. Nell’ultimo periodo avevo intuito che bastavano due vittorie per esaltare l’ambiente, oppure un pareggio o una sconfitta per far sì che si avviasse una contestazione. Noi ad ogni modo abbiam fatto di tutto per accorciare sulle prime in classifica”. Così Gianluca Sansone, esterno dell’Audace Cerignola sulle colonne della Gazzetta del Mezzogiorno, riguardo al blocco del campionato di Serie D e non solo. Esso poi continua a parlare spiegando il perchè della sua scelta di scendere in Serie D dopo annate tra Serie B e Serie A: “Ho rifiutato offerte dalla B e dalla C perchè questa esperienza mi stuzzicava tanto e mi stuzzica tutt’ora. Qui si vive di calcio, ad ogni angolo del paese senti parlare della squadra. Avendo giocato tutte le categorie, la differenza non vi è tra la categoria, bensì tra gli ambienti e i valori. Qui ho riscoperto valori umani e calcistici, che nelle massime categorie si perdono”.
Fasano, Corvino: "Scelta della Lega Pro? La reputo giusta. E sul futuro…"
Vincenzo Corvino è stato uno degli attaccanti che si è meglio distinto nella scorsa stagione in Serie D/H con la maglia del Fasano. Il Taranto aveva messo gli occhi su di lui già nel mercato invernale ed è uno dei calciatori che piace ed anche tanto al presidente rossoblu Giove. I colleghi di giornalerossoblu lo hanno intervistato per comprendere come sta vivendo questa situazione legata alla pandemia e magari capire di più sul suo futuro.
Come stai vivendo questa fase 2?
“Sto bene, sono a casa e mi sto allenando ogni giorno, cercando di mantenermi in forma. Speriamo di uscire presto da questa situazione”.
È di queste ore la decisione da parte della Serie C di concludere qui i campionati, scelta che potrebbe coinvolgere anche la Serie D. In virtù anche della vostra finale di Coppa Italia, non ancora disputata, secondo una tua opinione, è stato giusto procedere in questa maniera?
“Il protocollo sanitario in C è complicato per le varie società. Secondo me é stata presa la giusta decisione, ora è importante cercare di ripartire al meglio per la prossima stagione. Ovviamente dispiace per la nostra finale di Coppa. Abbiamo lottato in ogni match e siamo arrivati fino in fondo, raggiungendo un traguardo storico, che purtroppo, molto probabilmente, non potrà essere portato a termine”.
Come giudichi il tuo campionato, sia a livello di squadra che di gruppo?
“Abbiamo fatto un bel campionato, è stata una stagione molto positiva. Per quanto riguarda la mia annata personale, diciamo che mancavano ancora un bel po’ di partite e potevo dire ancora la mia. Sono arrivato in doppia cifra, ed è stata una bella soddisfazione”.
Vorresti rimanere ancora in biancoazzurro, hai già parlato con la società?
“Con la società ancora non ho parlato, è ancora presto. Il mio contratto scade il 30 Giugno, poi vedremo sul da farsi. Sperando che la situazione sia più chiara di quello che è oggi”.
A Taranto si inizia a fare il tuo nome, quanto c’è di vero?
“Vestire la maglia del Taranto per un giocatore di Serie D, ma anche di C è tanta roba. Le voci che mi affiancano alla società rossoblù mi fanno piacere, ma come dicevo prima ancora è molto presto. Ad oggi nessuno ha intrapreso dei contatti veri e propri”.
Bitonto, il presidente Rossiello alla Repubblica: "La struttura è il nostro tallone d'Achille…"
Il presidente Francesco Rossiello, intervistato dai colleghi della Repubblica di Bari, ha fatto il punto della situazione in casa Bitonto.
Queste le sue dichiarazioni: “La struttura è stata per anni il nostro tallone d’Achille, va adeguata. Sono però certo che tutti nell’amministrazione comunale ora sapranno rispondere presente. Abbiamo uno spettacolo tanto atteso da tutta la città da gustare e non dobbiamo farci trovare impreparati. Siamo pronti ad intervenire ma, ovviamente, gli sono degli iter che l’amministrazione deve perseguire per ottenere le autorizzazioni necessarie, sono stati presi degli impegni e ora dettare i tempi giusti spetta a loro. Noi attendiamo con fiducia. Bitonto è pronta per il primo storico campionato di C, e non vorremmo recitare un ruolo da comprimari“.
Brindisi, si pensa già alla prossima stagione. Si parte da tre conferme?
In casa Brindisi ci si interroga sul futuro e sulle strategie da adottare, sia sul fronte societario che sul mercato.
Fa il punto generale della situazione Canale 85. Il presidente Vangone prosegue gli incontri telematici con dirigenti e non, per capire chi vorrà proseguire col progetto biancazzurro. Il presidente vorrebbe un campionato di vertice, ed una società con una sola anima, senza divisioni in tronconi. Si proverà soprattutto a ripartire dagli under, soprattutto da profili come Dario, Escu e Maglie, che già si erano comportati bene.
Taranto, Goretta: "Se si terminasse la stagione ci classificheremmo più in alto"
Sul momento del suo recupero e quando stava iniziando a giocare più spesso il campionato di serie D/H è stato sospeso per via del Coronavirus: stiamo parlando dell’attaccante Gustavo Actis Goretta che, a Tutto Sport Taranto parla di questa sfortunata stagione: “La prima fase è stata dura e strana visto che abbiamo dovuto fare dei sacrifici per rallentare il virus. Abito in un appartamento in cui allenarsi è difficile: si può fare solo qualcosa. Adesso, con la fase due, almeno si potrà correre e ovviamente capire quale sarà definitivamente la situazione tra qualche giorno”.
LA SOLUZIONE: “Sarebbe una cosa strana chiudere i campionati in questo modo visto che in palio ci sono ancora tanti punti. E’ una situazione difficile visto che tante compagini hanno speso molto per provare a vincere. Molte, inoltre, sono attaccate alla vetta. Non so come potranno andare le cose…”.
L’ARRIVO A TARANTO: “Sono arrivato a Taranto a dicembre e non ero al top della condizione visto che venivo da un infortunio. Stavamo facendo bene e sono convinto che continuando a giocare, alla fine del campionato, ci saremmo piazzati più in alto in classifica”.
GORETTA: “La mia stagione personale non la ritengo buona. A Taranto sono stato solo tre mesi giocando cinque gare da titolare. Quando stavo trovando continuità è stato stoppato tutto…”.
SERIE D/H: “Giocandolo ho appreso che è un bel girone, molto tosto, duro e difficile. Però, questi campionati sono il bello del calcio visto che ti permettono di allenare meglio facendoti restare sempre concentrato: al minimo errore rischi di perdere la gara. Mi piace molto”.
CONTESTAZIONE: “Spesso ci hanno fischiato ma non prendo ciò con negatività. Ci fanno capire che stiamo sbagliando spronandoci a fare meglio e a non rilassarci”.
GLI OBIETTIVI: “E’ quasi impossibile che il campionato riprenda ma se si dovesse scendere in campo vogliamo conquistare i play off. Personalmente, invece, voglio riprendere a giocare nel modo in cui l’ho fatto nelle ultime due, tre gare in cui stavo bene”.
FUTURO: “Mi piacerebbe restare a Taranto: è un bel posto, una bella città oltre che un’ottima società”.
Cerignola, Grieco rassicura la piazza: "Manteniamo sempre la parole date, i tifosi siano sereni"
“Voglio rassicurare tutti i tifosi per tutto quello che può accadere in futuro: resto e resteremo come gruppo alla guida dell’Audace Cerignola“. Nicola Grieco, presidente dei gialloblu, non molla ed intente completare il suo sogno: portare l’Audace Cerignola in Serie C. “Manteniamo sempre la parola data – rilancia il massimo dirigente dell’Audace -, i tifosi e i nostri simpatizzanti devono stare sereni qualunque sarà il campionato che disputeremo quando e se si ripartirà: noi saremo al fianco dell’Audace anche in futuro“.
Il Cerignola, comunque, resta alla finestra in attesa degli eventi anche se il sogno sarebbe quello di un ripescaggio in C. “Ci atterremo a quelle che saranno le regole – puntualizza Nicola Grieco -. Con il presidente Ghirelli abbiamo un ottimo rapporto che intendiamo rispettare, il presidente è sempre stato cordiale con me chiamandomi anche in occasione della morte di mia zia“.
Il Coronavirus ha fermato l’ascesa della sua squadra: con 8 gare da giocare e la vetta a soli 6 punti, tutto poteva ancora succedere. “Mi sembrerebbe inutile non affermare che questa situazione ci ha penalizzato molto – spiega ancora il presidente dell’Audace -, perchè tutti noi siamo a conoscenza di quello che è accaduto in estate. Abbiamo finito di completare la rosa a ottobre, ottenendo 11 punti in altrettante gare. Poi per fortuna siamo stati protagonisti di una grande cavalcata con il tecnico Feola, ma anche grazie all’aggiunta di qualche innesto. Siamo tutti coscienti del fatto che le squadre di Serie D e C solitamente si costruiscono tra giugno e luglio. Ribadisco, tale blocco ci ha penalizzati perchè eravamo a sei punti di distanza dalla capolista e in più ci mancava lo scontro diretto con la stessa. Non dico che avremmo vinto il campionato, però avremmo detto la nostra. Noi tutti credevamo a questa rincorsa“.
L’Audace Cerignola è stata una delle prime società che ha deciso di cautelare non solo i calciatori ma anche tutti i suoi tesserati. La società del presidente Nicola Grieco ha applicando le norme per come esse esistono e accettarne il responso con responsabilità e sensibilità. Poi sul mancato ripescaggio in Serie C dell’estate scorsa. “Non attribuisco – conclude – le colpe a nessuno, se non che a noi. Abbiamo creduto in una promozione che poi non è avvenuta, e ciò ci ha condizionati. Io non penso sia colpa di nessuno e tanto meno del presidente Ghirelli”. Audace Cerignola che attende l’evolversi degli eventi, ma un fatto ora è certo: Nicola Grieco resta e resterà saldamento al comando dell’Audace Cerignola.
Taranto, è lotta a due per la carica di ds: Liguori supera Degli Esposti?
La rosa per il ruolo di direttore sportivo del Taranto dopo l’addio di De Santis si è ristretta a due nomi, ovvero l’ex Cerignola Degli Esposti e Vincenzo De Liguori ex calciatore non solo ionico ma anche di Benevento e Nocerina.
Se molti media danno il primo per favorino, nella realtà è il secondo aldilà di alcune smentite a nutrire i maggiori favori dei pronostici per motivi molto ovvi.
De Liguori ha fame e voglia di far bene, conosce in modo eccellente la piazza di Taranto, ma soprattutto vanta un rapporto egregio con il presidente Massimo Giove che cercherà un appuntamento nei prossimi giorni.
Anche il nome di Degli Esposti ha da sempre stuzzicato il patron ionico, che ha già avuto più di un colloquio con l’ex dirigente del Cerignola. Da scartare l’ipotesi Pagni che sembra vicino ad un nuovo ingaggio.
Taranto, Allegrini al CdS: "Il nostro obiettivo era quello di vincere il campionato…"
Intervistato dal Corriere dello Sport, Giacinto Allegrini, difensore del Taranto, ha parlato di diversi argomenti, tra cui la stagione attuale, non del tutto in linea con le aspettative iniziali.
“Il nostro obiettivo era quello di vincere il campionato ma, alle prime difficoltà, tuttavia, ci siamo smarriti, nonostante il gruppo abbia al suo interno atleti di qualità e dall’elevato tasso tecnico. Ripenso, ad esempio, all’inizio di stagione: in diverse circostanze siamo stati sfortunati, ma la sorte prima o poi gira e non è raro, soprattutto in D, assistere a clamorosi ribaltoni in vetta”.
“È stata una delle peggiori stagioni della mia carriera. Questo per me è stato un anno complicato caratterizzato, purtroppo, da qualche infortunio di troppo, oltre che da una discontinuità a livello di prestazioni che, probabilmente, ha contribuito a destabilizzarmi: il mio rammarico più grande è quello di non aver potuto dimostrare qui a Taranto il mio reale valore, mentre altrove ci sono quasi sempre riuscito. Taranto è una piazza esigente, alla quale sento di dover chiedere scusa per aver deluso le aspettative. Mi piacerebbe rimanere, seppur a determinate condizioni, per potermi riscattare”.