Al Manfredonia Calcio 1932 il derby di Coppa Italia

Il giorno di Ognissanti si è disputato l’inedito derby di Coppa Italia tra Manfredonia Football Club e Manfredonia Calcio 1932, con la vittoria di questi ultimi per 3-1. Nel tabellino dei marcatori Simone al 34′, Trotta al 52′ e 60′, Lupoli al 92′) e il risultato conferma la superiorità dei ragazzi di Mister Agnelli, costruita per vincere il campionato. Ai microfoni Benito Cicerelli, centrocampista biancoazzurro, ha dichiarato di non essere soddisfatto della prestazione della squadra nel primo tempo, dove hanno trovato avversari più combattivi. Per il secondo tempo invece, ha dichiarato questo: “L’ho vissuto da protagonista perchè sono entrato dopo e il nostro approccio mi è piaciuto. Che effetto fa giocare contro un’altra sq​uadra di Manfredonia? Conosco alcuni di loro, anche se non ci ho mai giocato in squadra, l’importante è il rispetto che penso che fra noi atleti non debba mai mancare”. Per quanto riguarda il campionato ha dichiarato: “Sono sicuro che possiamo recuperare la sconfitta suubita nell’altra sfida e noi andiamo avanti perchè ci crediamo tutti, tifosi, società e soprattutto noi. Tutti i tifosi sono con loro e sperano in una prossima promozione, ma il campionato è lungo e bisogna ancora lavorare sodo.

Michela Rinaldi

Manfredonia 1932-Borgorosso Molfetta 2-0

Terza vittoria consecutiva in questo campionato per i sipontini. Agnelli schiera il 4-3-3, risponde Leonini con il 4-2-3-1.

Buon avvio dei padroni di casa, con la prima conclusione in porta di Stoppiello all’8′, seguita da quella di Recchia al 25′. In entrambe le occasioni è attento Castagno, che però nulla può al 35′: Recchia confeziona un assist per Stoppiello, che non perdona.

La rete subìta scuote gli ospiti, che nella ripresa appaiono più intraprendenti. Al 3′ D’Ambrosio sfiora il bersaglio da posizione favorevole, sugli sviluppi di un corner.

La gara offre pochi spunti degni di nota, i biancorossi sono alla ricerca del pari ma capitolano al 92′ con il 2-0 definitivo di Trotta.

Gara tecnicamente povera, ma quel che conta è la vittoria. Prossimo turno sul campo dell’Incedit Foggia, vietato abbassare la guardia.

Il Donia resta al comando, con lo United Sly Bari, a punteggio pieno in attesa dello scontro diretto.

Michela Rinaldi

Manfredonia 1932-Real Sannicandro 8-1

Il nuovo Donia gioca parte bene, travolgendo 8-1 il Sannicandro, totalmente assente durante la sfida.
All’8′ il Donia passa in vantaggio grazie a Sementino che nell’area di rigore avversaria trova il guizzo vincente. Dopo un contrasto tra Petruzzelli del Sannicandro e Trotta del Donia, viene assegnato anche un rigore ai sipontini, battuto da Trotta che non sbaglia (10′). Al 12′ di nuovo Trotta in gol. Il primo gol del Sannicandro arriva al 36′, grazie a Scaraggi: la difesa del Donia è completamente scomposta.
Nella ripresa gli ospiti non riescono ad arginare i sipontini, che fanno poker al 62′ con Monaco. Anche Pipoli G., appena entrato al posto di Recchia, riesce a segnare al 66′. Lannunziata, centrocampista biancoceleste, sfrutta un’occasione perfetta grazie all’assist di Trotta, al 72′ a pochi centimetri dalla rete e la cosa si ripete al 77′, davanti la difesa impotente del Sannicandro. La goleada la completa Trotta verso la fine del match.
I tifosi simpontini non vedevano un Donia così combattivo da mesi ormai ed è veramente un ottimo inizio. La stagione continuerà così?
Michela Rinaldi

Clamoroso! Lapolla vuole portare il Molfetta in Serie C

E’ lo stesso ex Ds della Molfetta Sportiva, Ing. Domenico Lapolla, a rivelarci la clamorosa notizia.
E’ solo un’ipotesi, il presunto titolo sportivo in vendita potrebbe essere quello del Bisceglie Calcio.
Il Presidente Canonico sarebbe attratto dalle sirene di un club di Serie B, oltre al fatto che è in scadenza il prossimo 30 giugno la deroga per dotare lo stadio di Bisceglie di sediolini in gradinata e potenziare l’impianto di illuminazione, e quindi potrebbe considerare l’eventualità di cedere le quote societarie del club nerostellato.
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L’Ing. Lapolla ci aveva provato già nell’estate del 2014 nel portare a Lanza Mauro il titolo del Bisceglie di serie D in quanto per normative federali sia nei dilettanti che nei professionisti una società può effettuare il cambio di denominazione e di sede in un comune confinante. Ora lo stadio di Molfetta è interessato da lavori di ristrutturazione e sarà per settembre un vero gioiello di ingegneria con sediolini ubicati sia in tribuna che in gradinata.
Si attendono sviluppi, staremo a vedere se è solo fantacalcio.

Stefano Favale

Manfredonia: il calcio dei Supermarket regala l’Eccellenza, sarà derby?

La notizia è di quelle che farà a lungo riflettere, la scorciatoia che il calcio moderno offre con l’acquisto di un titolo sportivo, e che consentirebbe a ben due squadre sipontine di partecipare al prossimo Campionato di Eccellenza.

Lungo le sponde dell’Adriatico sale più a nord la Sporting Fulgor Molfetta, esattamente in riva al golfo di Manfredonia!

Il titolo sportivo sarebbe in fase di acquisto da parte di alcuni noti personaggi locali, ad una cifra particolarmente elevata per il Campionato di Eccellenza.
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Per due stagioni calcistiche la denominazione resterà molfettese, si giocherà al Miramare da subito con le divise sipontine (di quale colore?).

E il Manfredonia Calcio? quello vero ormai abbandonato a sè stesso anche da chi lo aveva finanziato ultimamente, potrebbe dichiarare il fallimento o forse riservarci una clamorosa sorpresa.

L’unica certezza è l’entusiasmo dei tifosi, pari allo zero in questo momento.

Basteranno un titolo sportivo e un’ipotetica stracittadina a risollevare gli umori? staremo a vedere.

Stefano Favale

CineDonia, chi riavvolge il nastro ora?

La peggiore stagione della storia del Manfredonia Calcio volge finalmente al termine, tra il disinteresse generale.

E’ giunto il momento di riavvolgere il nastro di una pellicola destinata a rimanere per sempre in archivio, in attesa che il tempo lentamente ne cancelli la memoria.

Tutto inizia ad agosto con la solita interferenza che interrompe, ancor prima di iniziare, l’avventura di mister Chiarella. Quindi è il turno di Vitaglione e Baratto, il primo dimessosi e il secondo esonerato e poi richiamato ed infine nuovamente esonerato.
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In mezzo la figuraccia mondiale della linea di fondo vistosamente irregolare, in barba alle più elementari regole geometriche.

Cos’altro aggiungere?

Sarà lo stesso regista cinematografico a riavvolgere il nastro ora?

Saranno gli stessi produttori cinematografici a finanziare il nuovo film?

Oppure assisteremo ad un nuovo casting, con un nuovo regista ed una nuova trama?

Stefano Favale

Donia, ultimo atto di una stagione indecorosa

Il 5-1 inflitto al Donia dalla Cavese è la fotografia di un’intera stagione, tra le peggiori della storia biancoceleste.

Inutile raccontare la cronaca, match senza storia e motivazioni.
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È da lodare l’atteggiamento dei tifosi presenti che hanno cantato dal primo all’ultimo minuto mettendo l’orgoglio da parte e seguendo il proprio cuore. Si può dire ,dunque, che la parte più bella di questa devastante stagione sipontina sia stata la tifoseria che non intende abbandonare la propria squadra neanche di fronte ad un probabile fallimento. Come dice lo striscione che hanno affisso in curva “QUESTA GENTE NON RETROCEDE”.

Cosa accadrà ora? staremo a vedere.

Michela Rinaldi

Donia, la ricetta per rinascere

Il triste epilogo di una stagione calcistica fortemente condizionata dagli errori tecnici e gestionali dell’ultimo quadriennio, diventa una reale opportunità per voltare pagina.

Ecco le due opzioni suggerite:

Il modello Cerignola: è il più drastico e doloroso, ma un azzeramento consentirebbe di riprogrammare con serenità e senza fretta un nuovo ciclo. Una nuova società di imprenditori locali, un nuovo staff tecnico che dedichi le proprie attenzioni esclusivamente ai settori giovanili, che sia in grado di dialogare con la tifoseria, che non abbia timore a mostrarsi a tutta la città con orgoglio.

In questo modo, se passione e competenze si incontreranno, tornerà entusiasmo e inizierà un nuovo ciclo foriero di successi. Perché non conta la categoria, ma un progetto tecnico che anteponga i valori sportivi e morali a tutto il resto.
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Il modello ’95: all’indomani della retrocessione dal Campionato di Eccellenza a quello di Promozione. Cozzolini, Facciorusso, Pizzigallo e Caravella riescono a ridare entusiasmo ad una piazza demoralizzata, nonostante i pochi mezzi disponibili ed una rosa ridotta ai minimi termini. Un gioco spumeggiante, gli spalti gremiti, l’amichevole di lusso con la Nazionale Militare e il Foggia di Delio Rossi tra i meriti straordinari ed irripetibili della migliore gestione della storia del calcio sipontino.

L’anticamera del professionismo, che si materializzerà 8 anni più tardi, prima di sgretolarsi e dare il via ad un nuovo ciclo che vanterà una fantastica promozione attraverso i playoff, poi nulla più sino all’attuale capolinea.

Trattasi dunque di due modelli che richiedono un irrisorio o modesto investimento economico, ma gente nuova con tantissima passione, conoscenza del calcio e senso di appartenenza alla città.

Rinascere si può, si deve.

Stefano Favale

Manfredonia-Nardò 1-1 bye bye Serie D

L’aritmetica condanna i sipontini alla retrocessione diretta, inutile il pari casalingo con il Nardò.
Pochi intimi presenti sugli spalti, spunta uno striscione di protesta assai eloquente nei confronti della società.
Per la cronaca, Grasso è bravo a sventare un paio di minacce nel primo tempo. Per il Donia una sola conclusione del solito La Porta, alta sulla traversa.
Nella ripresa, come al solito, gli ospiti passano in apertura con Agodirin.
Immediato il pari del bravo Rinaldi, poi occasioni da una parte e dall’altra ma il risultato non cambia.
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Una stagione incolore da resettare al più presto, con la speranza che inizi un nuovo corso.
La piazza e la tifoseria meritano ben altro.

Michela Rinaldi

Manfredonia-Picerno 0-1 tra l’indifferenza generale

Ormai, dopo l’ultima sconfitta, i tifosi presenti sono veramente pochi. Al loro posto uno striscione esposto in curva “La nostra assenza, il nostro disprezzo”.

All’8′ Picerno pericoloso con Cosentino, ma è in fuorigioco. Il Donia risponde con Amendola al 13′, il suo tiro è però impreciso. Al 40′ anche La Forgia vuole riscattarsi ma il suo colpo di testa non inquadra lo specchio.

Prima frazione di gara scialba e senza emozioni.

Ad inizio ripresa gli ospiti passano. Al 47′, dopo aver saltato come birilli tutti i difensori locali, la mette dentro Esposito Roberto e porta la sua squadra in vantaggio.
Sulla lista dei cattivi,per primo,finisce Ioime,difensore estremo ospite per una scorrettezza riscontrata al 72′.
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De Giosa,all’84’, dopo aver recuperato la sfera la tira rasoterra facendola terminare direttamente sul fondo.

C’è tempo anche per un rigore, assegnato in pieno recupero agli ospiti. Esposito dal dischetto realizza, ma il direttore di gara fa ripetere e questa volta Grasso evita lo 0-2.

Nonostante le occasioni avute il Donia non ha saputo tener testa a questa squadra. Un po’ sfortunata, anche, in quanto le occasioni non sono mancate. Che ne sarà del Donia?

Michela Rinaldi

Donia-San Severo 2-2 un pari inutile

Non c’è da stupirsi se gli spalti sono semivuoti. Spicca la presenza di uno striscione chiaro ed evidente con su scritto “LA NOSTRA ASSENZA È UN GESTO DI DIGNITÁ CONTRO CHI HA DISTRUTTO LA NOSTRA SOCIETÀ”. È evidente in questo messaggio la delusione dei sipontini.

Il calcio d’inizio è del San Severo. Il Donia passa subito in vantaggio al 16^ con La Porta e, pochi minuti dopo, raddoppia con La Forgia. In tutti e due i casi, Longobardi nulla può.

Dopo tante azioni non finalizzate, finisce il primo tempo con due minuti di recupero assegnati.

Buona prima frazione del Donia con Mancano in panchina, carattere e voglia di vincere prevalgono su un avversario molle e remissivo.
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Ma il “copione” dell’intera stagione si ripete: il San Severo nella ripresa dimezza subito lo svantaggio con Palumbo. La difesa del Donia da quel momento inizia a scricchiolare. Per proteste, il tecnico giallorosso viene “invitato” ad abbandonare il suolo di gioco.

Anche Mbounga segna, facendo pareggiare il San Severo.

Il Donia potrebbe riportarsi in vantaggio, prima con Amendola e poi con Kebbeh, ma la mira è sbagliata.

Termina dunque 2-2 il derby foggiano tra Donia e San Severo, un punto inutile per entrambi.

Michela Rinaldi

Quattro chiacchiere al bar con Luigi Agnelli

Un incontro cordiale tra amici accomunati dalla stessa passione, il calcio. E così ci ritroviamo in un bar seduti a tavolino, tra un drink e due stuzzichini, a chiacchierare con Luigi Agnelli ex allenatore in seconda del Manfredonia.

Luigi vanta già un’esperienza decennale da allenatore nei settori giovanili, dalla terza categoria alla Juniores regionale, da allenatore in seconda della Berretti del Foggia con l’allora allenatore Codispoti alle tante esperienze con i Giovanissimi regionali e nazionali del Foggia. Ha avuto modo di conoscere da vicino De Zerbi ed imparare tanto da lui, infine nella passata stagione ha allenato gli Allievi nazionali del Foggia prima dell’avventura a Manfredonia.

Gli chiediamo a quale modello calcistico si ispira…

La mia concezione del calcio è propositiva e non speculativa, un calcio votato all’ottimizzazione del bel gioco e dell’attacco. Una squadra insomma capace di imporre il proprio gioco agli avversari, con l’applicazione di determinati concetti.“.

Con Baratto, Vitaglione e Schinco compone lo staff tecnico del Donia ai nastri di partenza, è il vice Baratto sino all’esonero di quest’ultimo.

La prima squadra viene affidata a lui…

Mi venne affidata la prima squadra nel momento in cui fu esonerato Baratto (dopo Turris-Manfredonia), allenai i ragazzi per tutta la settimana per poi esordire al Miramare con la Frattese (2-2). I ragazzi disputarono una buona gara in quella circostanza, seppur beffati nel finale ma comunque ad oggi quello è l’ultimo risultato positivo della stagione in corso”.

Ma poi cosa accadde?

Il mio incarico durò una sola settimana, successivamente fu riaffidato a Baratto prima della breve parentesi La Cava. A questo punto la società mi ricontattò chiedendomi nuovamente la disponibilità, su invito dei ragazzi molto legati a me, e riservandosi di comunicarmi una decisione definitiva in tempi brevi. Ma ciò non accadde, anzi nel momento in cui la sollecitai nessuno fu in grado di darmi alcuna risposta.
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E’ dunque ragionevole un pizzico di delusione, ma non manca anche un velato rammarico…

Mi spiace davvero per i ragazzi, sarebbe bastato poco per ridare loro fiducia e nuovi stimoli ma era persino complicato comunicare all’interno della società, tra ruoli non ben definiti e assenteismo. Sono convinto che la stagione avrebbe potuto essere salvata, ci sono buone individualità tecniche e valori umani. Ora, salvo miracoli, il Donia sembra purtroppo rassegnato alla retrocessione.”

Come dare torto al mister, del resto è palpabile il disinteresse totale della tifoseria ormai avvilita da una gestione societaria molto approssimativa, figlia dell’ultimo quadriennio all’insegna del disordine e della mancata progettualità. In questi casi è auspicabile l’azzeramento totale e la ripartenza con un ritrovato entusiasmo. Il Cerignola insegna…

Ringraziamo Agnelli della disponibilità nei nostri confronti e gli auguriamo grandi soddisfazioni personali, per lui interessamenti dalla Serie C del Campionato di calcio svizzero.

Stefano Favale

Daunia – Sarnese altra dura sconfitta per i sipontini

In questo freddo pomeriggio di fine febbraio, i presenti erano veramente pochi. Nulla ha a che fare con il clima, l’entusiasmo è ai minimi storici complici le ripetute sconfitte. Le speranze dei tifosi affogano nel possibile definitivo fallimento.

É la Sarnese ad attaccare per prima. Elefante alza di poco sulla traversa(3′). Al 14^ sulla lista dei cattivi ci va Esposito per un fallo. Al 17^ gli ospiti trovano la rete. Approfittando della difficoltà del portiere, Calemme la mette dentro con facilità. Anche Amendola viene ammonito al 26^. Il calciatore biancoceleste aveva protestato. Altri guai per il Donia. Joof, centrocampista,si fa male e dopo essere uscito momentaneamente, verrà sostituito con Abbate (37^). La Sarnese raddoppia al 38^ con Manfrellotti. Il bomber dei campani approfitta di un’altra situazione di incertezza di Simone e la mette dentro per ben due volte a distanza di due minuti.
Non ci sono minuti di recupero.

Un primo tempo da dimenticare per i manfredoniani. È duro essere sotto di tre reti già nei primi 45 minuti. Totalmente assente la squadra locale e la Sarnese ha fatto “solo” il suo dovere.

Tortora viene ammonito (48^). Il Donia inizia a vedere un po’ di luce con Vatiero. Il giovane attaccante segna con un tuffo di testa grazie alla palla ricevuta in mischia (53^). Simone, per agguantare la sfera colpisce Elefante, centravanti granata,e il terzo uomo assegna il rigore, segnato poi rasoterra.

Il Donia,già in enorme difficoltà,sarà destinata a finire questa partita in 10. Esposito va sotto la doccia per somma di ammonizioni a causa di un contrasto troppo violento contro un avversario.
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Appena entrato Stoppiello riesce a regalare un’emozione ai suoi tifosi. Segna anche lui in tuffo dopo aver recuperato la palla (73^). Anche Amendola trova il suo momento grazie all’assist dalla destra di La Porta (80^).

Negli ultimi minuti succede veramente di tutto. Talia, della Sarnese,segna dopo aver ripreso la palla (87^) e Rinaldi, riserva sipontina,la mette dentro con la porta avversaria sguarnita.

Il Donia ha saputo in parte riscattarsi in questi 45+6 minuti. È stata evidente la voglia di recuperare ed anche il leggero calo degli avversari. Peccato per il rigore che era senza dubbio evitabile. Un’altra sconfitta per il Donia che sembra aver perso le speranze, in particolare i tifosi che non hanno perso occasione durante la sfida disputata di mostrare il loro disappunto contro gli atleti che rappresentano i loro colori.

Michela Rinaldi

L’AVERSA METTE IN SERIA DIFFICOLTÀ IL DONIA (0-2)

Gli spalti incominciano a riempirsi solo dopo qualche minuto dal fischio d’inizio, in questo pomeriggio ventilato ed eccezionalmente di sabato.

Il Donia ci prova subito sia con Esposito, che di punizione non centra lo specchio, sia con Amendola che anticipando i difensori avversari trova un ostacolo, però, con il portiere che lo ferma (6’^). Il secondo biancoceleste a cercare la via del gol è La Forgia (16′) che però si fa anticipare facilmente da Maiellaro.

Ci prova anche La Porta al 17′ ma senza alcun esito. Per l’Aversa ci prova invece Giacobbe. L’attaccante,al 20′, prova a mettere in difficoltà Simone che invece blocca il suo tiro. Amendola ci riprova poi di testa al 27′, troppo debole. Al 36′ viene ammonito Diomande. Il centrocampista biancoceleste è stato ripreso per una scorrettezza.

In questo primo tempo nessuna delle due squadre è riuscita ad imporsi per aggiudicarsi il vantaggio. Si può dire però che i locali hanno numericamente fatto più tiri in porta rispetto agli ospiti.

Nella ripresa il solito “crack”. Al 61′ infatti Giacobbe porta in vantaggio gli ospiti con facilità.
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Al 71^ viene assegnata una punizione dai 30 metri ai campani. Dopo che Simone l’aveva deviata alcune volte pur non riuscendo a farla andare oltre l’area locale, Giacobbe riesce a trovare la sua occasione e di nuovo da molto vicino l’appoggia in porta.

In questa fase il Donia è nettamente poco lucido e commette errori senza dubbio evitabili. Il nervosismo ha fatto sì che Kebbeh venisse espulso per aver discusso con un calciatore della panchina avversaria, Moretta (73′).

Il Donia,così,oltre ad essere con due reti di svantaggio è costretta a giocare in 10 . Anche Quehajaj, attaccante campano, viene ammonito per un’evidente simulazione. L’ultimo tiro in porta del Donia viene effettuato da Esposito,all’83^,ma il suo destro è troppo alto.

Anche per la fine del secondo tempo i minuti assegnati sono 5
Inutili però il “possibile” recupero del Donia

Il Donia ha saputo mostrare in questi 45 minuti il suo lato peggiore, quello del nervosismo e dell’insicurezza. L’Aversa ha saputo cogliere le frequenti ingenuità del Donia,soprattutto difensive,riuscendo a segnare davanti al pubblico avversario ben due volte. Si può dire che i campani hanno messo in seria difficoltà i biancocelesti, iniziando a mettere cosi in crisi la loro tanto agognata matematica salvezza.

Michela Rinaldi

Il Donia accarezza l’impresa, il Potenza gioisce

Brucia ancora il risultato dell’andata (7-0) ma questa volta il Donia se la gioca fino in fondo. Gli spalti degli avversari pullulano di tifosi pronti a farsi sentire in coro per la propria squadra.
Batte il Donia. Subito attacca con Amendola che non riesce ad ingannare Breza. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo calciato da Romito, Amendola riesce a metterla dentro con un destro potente al 5^, portando fin da subito la sua squadra in vantaggio. Da questo momento ci alternano diverse occasioni da rete per entrambe le squadre, ma il risultato non cambia. Al 33^ si fa male Panico e gli ospiti momentaneamente rimangono in dieci.

Pronti e via ad inizio ripresa: il Donia recupera subito la palla e La Forgia la mette dentro facilmente, grazie all’assist servito sul piatto d’argento di Martino (52^)
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Ma, come spesso accade, i sipontini accusano un vistoso calo atletico ed ecco che il Potenza ne approfitta. Al 63^ Siclari sa sfruttare un errore clamoroso del portiere di casa e gonfia la rete facendo sperare la sua squadra. In campo si accendono gli animi e dopo la punizione battuta dal Potenza,segna anche Di Somma,grazie anche al disordine presente nella barriera biancoceleste (66^). Viene anche annullato un gol al Potenza al 70^ per fallo sul portiere.

Quando la gara sembra indirizzata sul 2-2, ecco che la capolista mette in archivio il match con Guadalupi all’89’, complice la difesa locale. I sette minuti di recupero non sono serviti al Donia per pareggiare la sfida e al 91^ viene espulso Joof che non era stato prima ammonito,movente disciplinare

Il Potenza consolida il primato in classifica, non senza patemi, il Donia resta fermo in penultima posizione e domenica prossima c’è il derby a Cerignola.

Michela Rinaldi

Donia, un pari inutile tra pochi intimi

Fin da subito gli spalti sembrano contare pochi presenti. La notizia dell’addio di Baratto ha veramente diviso la tifoseria garganica e lo testimonia anche lo striscione esposto in curva, semplice ma diretto: “RIDATECI BARATTO”.

Il calcio d’inizio è del Donia e fin da subito gli ospiti non perdono occasione di attaccare. La prima palla buona per loro arriva al 5^, quando Poziello tira con un destro preciso ma va dritta nelle braccia di Simone. Dopo una serie di palle giocate, per il Donia arriva un buon momento con La Forgia tutto solo davanti alla porta ma che fallisce di poco il bersaglio. Al 28^, inaspettatamente, con l’assist perfetto di Romito, Amendola porta in vantaggio i sipontini. Il Donia acquisisce una grande spinta dal vantaggio e dà poco spazio all’avversario. Al 31^ sulla lista di Sparatu finisce Esposito, per proteste e al 43^ ci finisce anche Tristano. Gli ammoniti arrivano anche per la Frattese. Odierna abbatte Mazzei e al 45^ arriva il giallo per lui. Sembrava superfluo il minuto concesso di recupero, fino a quando non ha segnato, per la squadra locale La Forgia il quale grazie al cross di La Porta realizza un gran gol.
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Ad inizio ripresa i campani mostrano voglia di recuperare. Poziello mette in difficoltà Simone, ma la sfera non entra di pochissimo. Sulla lista dei cattivi finisce anche Romito, anche lui per fallo (62^).
Anche a Granatiero arriva l’ammonizione per fallo in contropiede (68^)
Approfittandosi della difesa sguarnita e di un errore del portiere, al 70^,segnano anche i campani . Odierna la fa entrare con facilità. Dopo aver ricevuto il cartellino giallo, Romito viene espulso per somma di ammonizioni. Il calciatore, secondo il giudice di gara, ha simulato in area rigore. Quindi il Donia rimane con un uomo in meno.

Anche Martino viene ammonito,all’84^,a causa di una scorrettezza. Questa assidua presenza di cartellini gialli per il Donia non può che far dedurre lo stato di tensione degli atleti sipontini.

Concessi 5 minuti di recupero.

l campani non si arrendono e, con Falco al 92^,di poco non trovano il gol e poi invece,al 95^, riescono ad esultare per un gol, grazie ad Esposito F., che ha saputo sfruttare una palla non facilissima da giocare

I manfredoniani,dal primo minuto della seconda fazione di tempo,hanno mostrato segni di sofferenza per la ripresa dell’avversario. In questo secondo tempo la difesa non è stata solida e la Frattese è stata brava a saper sfruttare le occasioni in cui i ragazzi di Agnelli erano in difficoltà. Questo pareggio lo si può considerare una “vittoria strappata” ai sipontini per le circostanze in cui è maturato.

Michela Rinaldi

Baratto esonerato, c’è stupore a Manfredonia

Non desta clamore la notizia dell’esonero di Baratto, poichè fa parte di un copione già scritto che prevederebbe ora l’annuncio del ritorno di Vadacca, salvo imprevisti.
Dopo l’allontanamento di Chiarella e Sante in estate, ora anche Vitaglione e Baratto nel segno di un apparente rinnovamento, che in realtà nasconde la totale mancanza di progettualità da parte della società.
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A Baratto va il sentito ringraziamento da parte della sportiva tifoseria sipontina, ben consapevole dell’ottimo lavoro svolto tra mille difficoltà.
L’incomprensibile esonero, salvo l’ingaggio di un allenatore di “categoria” ed una massiccia campagna acquisti, fa riflettere ancora una volta tutti sulla necessità di conservare a tutti i costi la Serie D anzichè fare tabula rasa, sul modello Cerignola.
Ora si attende l’annuncio del nuovo allenatore, vedremo…

Stefano Favale

Manfredonia-Gragnano 1-1 accade tutto nel finale

Gli spalti delle curve e delle tribune, complice anche la pioggia, si presentano quasi vuoti. Il Donia è reduce da una vittoria tanto importante quanto inaspettata in casa della capolista Cavese.

Il primo tiro in porta è del Gragnano, all’8^, di Napolitano. Il suo destro potente, però, non intimorisce Grasso, estremo difensore del Donia. Per i biancocelesti, invece, la grande occasione arriva con Esposito che appoggia alla sua destra per l’accorrente Amendola, che non ci arriva per poco. A causa di una discussione sorta nell’area locale tra Esposito e Cioffi, al 12^, finiscono entrambi nella lista dei cattivi di Arace. L’attaccante ospite aveva infastidito il difensore del Donia,facendolo reagire. Al 23^ Amendola ci riprova con un forte sinistro, ma Giordano rigetta facilmente la palla in gioco con i pugni. Al 35^, viene anche annullata una rete dei gialloneri, a seguito una punizione battuta da Napolitano, che aveva anche segnato. Nella mischia un uomo della terna aveva avvistato un fallo di mano. Al 43^ arrivano problemi fisici per il centrocampista giallonero Gatto, che esce momentaneamente, poi definitamente. A sostituirlo sarà La Monica. Dopo un minuto di recupero concesso, termina la prima parte di gioco
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Con una splendida rovesciata, La Monica,al 50^, quasi porta in vantaggio il Gragnano. La palla non entra in porta di poco. Al 51^, Cioffi,già ammonito, viene spedito dal direttore di gara sotto la doccia, in quanto riceve il secondo cartellino giallo. Questa volta, l’attaccante,aveva simulato un presunto fallo in area da parte di Esposito. I gialloneri ora giocano in 10. Anche Mazzei viene ammonito al 56^ per un pressing avanzato.

Al 74^ il gol di La Forgia illude il Donia, forte anche della superiorità numerica.

Dieci minuti più tardi, infatti, Gassama riesce a trovare la rete del pareggio sfruttando un errore del portiere Grasso.

I minuti concessi sono tre. Nessuna delle due sfidanti riesce ad aggiudicarsi il vantaggio definitivo in questo lasso di tempo. La partita termina 1-1.

Un secondo tempo molto differente dal primo. La poca voglia con cui hanno giocato nella precedente fazione di gara, sembra essersi trasformata in voglia di vincere quest’ultima partita di andata. Il Donia ha saputo sfruttare appieno le occasioni avute, trovando anche il vantaggio al 74^ con il gol di La Forgia. Quasi al termine della gara anche l’avversaria ha trovato il suo momento di gloria,con il gol di Gassama, complice l’errore del portiere biancoceleste. Questo pareggio lo si può considerare poco appagante, in quanto il Donia aveva una gran voglia di vincere.

Michela Rinaldi

Cuore Donia, 2-2 al fotofinish col Taranto

Pochi minuti prima del calcio d’inizio, gli spalti dei tifosi biancocelesti si presentano quasi vuoti e la situazione non cambia all’inizio del match. Ai tifosi del Donia tocca mandar giù un altro boccone amaro, ovvero la partenza di Romano e Trotta, due menti importantissime calcisticamente parlando per la società. In ogni caso, è bene ricordare che in questa partita c’è stato il ritorno di due idoli della società sipontina. Dopo mesi di attesa, Romito e La Porta sono tornati a giocare con la maglia del Donia. Per concludere, c’è stata anche un’altra sorpresa non di poco conto. Grazie all’adesione della società calcistica sipontina a favore dell’iniziativa contro la violenza sulle donne,prima d’iniziare, infatti un gruppo di donne ha sfilato in campo, tra l’applauso anche degli atleti, con uno striscione con su scritto “Io i calci li dò solo al pallone”,riferito a tanti “uomini” che invece preferiscono tirarli alle compagne o donne in generale. È importante che anche su questi aspetti così attuali il calcio dia la sua voce

Per un errore certamente evitabile del portiere del Donia, Grasso, al 2^ trova il gol Aleksic,con un tiro destro raso terra senza impedimenti. Anche il Donia ci prova con Amendola al 4^,però il suo tiro è debole da finire tra le braccia di Pellegrino. Altre occasioni per il Donia ci sono anche al 12^, con Pozziello che la manda dritta in porta con però poca potenza e Pellegrino la prende senza problemi, un’altra con protagonista Gianvincenzo. Al 18^,il difensore biancoceleste la spinge di molto oltre la traversa . Al 22^, quando tutti esultano,compreso i calciatori per il gol di La Forgia,un uomo della terna arbitrale alza la bandierina e lo stadio va in tumulto. Dopo tanti tentativi da parte del Donia per pareggiare, il primo tempo finisce senza minuti di recupero assegnati.

Fin da subito le due squadre hanno mostrato agonismo e tensione. Il primo gol “fortunato” del Taranto non intimorisce un Manfredonia che continua a lottare.

Il Donia inizia il secondo tempo con grinta e coraggio. Difatti, Esposito azzarda al 46^ con una secco destro, però troppo impreciso. Al 48^ viene ammonito Corso,difensore tarantino, a causa di un fallo ai danni dell’attaccante locale La Forgia. Al 50^,con un calcio d’angolo a favore del Donia,battuto da la Porta,nella mischia viene colpito Russo da un avversario e il direttore di gara assegna il rigore,battuto dallo stesso La Porta e nulla può Pellegrino,che non riesce a bloccarla. I malumori per il rigore dato portano ad uno scontro tra Palumbo,centrocampista ospite, e Vatiero, locale. Palumbo gli sferra un pugno e l’arbitro lo manda sotto la doccia. Il Taranto da questo momento giocherà in dieci. Anche La Forgia finisce nella lista dei cattivi,in quanto viene ammonito per simulazione. Al 62^ arriva il secondo gol per gli ospiti. Con un calcio di punizione battuto da Pera, segna Crucitti,il quale aveva intuito tutto.
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Il Donia segna di nuovo,65^,grazie a La Forgia,che approfitta dell’errore del portiere rivale il quale gli scivola il pallone dalle mani, ma di nuovo viene segnalato il fuorigioco a Esposito,tra l’altro,viene ammonito per proteste. Il gioco ripartirà solo dopo alcuni minuti di discussione.

Al 91^, dopo i tanti tentativi da parte del Donia di portare a casa almeno un pareggio De Giosa,il capitano, la tira dritta nello specchio, rendendo le cose difficili al portiere salentino,che in effetti non riesce ad evitare il gol

La partita si conclude con un pareggio, il Taranto sin da subito ha dovuto fare i conti con un Donia “indispettivo” dal vantaggio avversario e che in zona Cesarini, ha trovato il suo momento perfetto. Quindi, si può dire che i gol annullati all’attaccante da poco titolare, La Forgia,hanno compromesso in piccola parte l’umore dei sipontini,che poi hanno ottenuto questa sofferta situazione di parità.

Michela Rinaldi

Manfredonia-Sporting Molfetta 3-2

Il Donia finalmente festeggia la sua prima vittoria nello scontro diretto con lo Sporting Molfetta, un giusto premio ai ragazzi di Baratto.

I tifosi del Miramare,all’inizio, non sono tantissimi e di certo di questo ne è complice non solo “l’assenza” della società,ma anche l’umiliazione subita due settimane fa per la questione della regolarità di gioco subentrata in occasione della sfida Donia-Gravina.

In ricordo di un grandissimo tifoso del Donia Peppino Gentile,scomparso qualche giorno fa, poco prima di iniziare,il capitano De Giosa posa tra gli applausi del pubblico sportivo, una corbeille di fiori a bordo campo,per dimostrare la gratitudine da parte di tutto il Donia, per gli anni di assoluta fedeltà calcistica.

Gli ospiti fin da subito si mostrano aggressivi, infatti, Stefanini la manda subito alta, facendo il primo tiro in porta. Anche il Donia mostra di avere voglia di vincere e,tra l’incredulità di tutti,segna De Giosa già al 2^ minuto,con un destro perfetto dopo il primo calcio d’angolo della partita battuto da Vatieri.

Al 7^ minuto a centrocampo doppio infortunio per il Donia. Romano e il capitano si scontrano involontariamente per prendere di testa un pallone,ma incrociandosi cadono per terra e solo l’intervento dei sanitari li fanno rialzare e dopo un po’,anche continuare a giocare. Al 10^ Vatiero, attaccante bianceleste viene ammonito per simulazione in area avversaria. Il centravanti sipontino Romano,perde una delle sue tante occasioni gol al 19^,facendosi raggiungere dal difensore avversario, come Poziello al 26^ che la manda di gran lunga fuori.
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Sulla lista dei cattivi finisce anche Dell’Aquila,centrocampista molfettese ,a causa di un intervento ai danni di un avversario, reputato falloso dal giudice di gara. Dopo tante azioni poco conclusive,finisce la prima fazione di gioco e l’arbitro concede 3 minuti di recupero. Arriva al 46^ il gol di Romano,annullato però dal guardalinee che alza la bandierina.

Questo è senz’altro il Donia che tutti i sipontini vogliono ammirare. È stato un primo tempo dove i padroni di casa hanno dominato. Il Molfetta ha mostrato poco carattere e altrettanta scaltrezza, rendendo così le cose meno difficili alla sfidante.

I molfettesi cercano di mettere in difficoltà Bagnara, con Petitti che però non centra bene lo specchio e il portiere di casa la para senza troppi pensieri. Al 60^, gli ospiti pareggiano con un calcio d’angolo che ha permesso a Savasta di segnare,nella confusione della mischia.

Non appena il gioco riparte, il Molfetta trova il vantaggio con Petitti che sfrutta un errore di Bagnara.
Anche Martino,appena entrato prende un giallo per gioco falloso.
Dopo una serie di occasioni favorevoli al Donia,i sipontini pareggiano con un sinistro magnifico di Amendola, dopo aver ricevuto il pallone da centrocampo.

I tentativi di vincere sono più evidenti da parte del Donia,che trova la sua occasione ,a pochissimi secondi dal triplice fischio, e la coglie anche, con La Forgia, che realizza con un destro al volo da fuori area avversaria, grazie all’assist di Trotta.

La Forgia, inoltre, viene espulso dopo il gol per somma di ammonizioni, prima per non essersi fermato dopo l’avviso del terzo uomo e poi, per aver esultato togliendosi la maglia. Il calciatore non protesta minimamente per la decisione presa e se ne va tra l’applauso dei tifosi.

Un secondo tempo pieno di emozioni da parte di tutt’e due le squadre. Per il Donia è arrivata finalmente la prima ,meritata e sofferta vittoria,anche se la prossima partita Baratto non potrà contare più sulla presenza sostitutiva di La Forgia,in quanto è stato espulso. Si può dire,comunque,che questo Donia inizia a sorridere…

Michela Rinaldi

Manfredonia-Gravina non disputata

Un bel pomeriggio di novembre, al Miramare avrebbe dovuto disputarsi la gara Manfredonia-Gravina. Tutto era pronto, mancava solo il fischio iniziale del direttore di gara, ma poco prima il preparatore atletico dei portieri ospiti denuncia problemi riguardanti le rispettive aree. I problemi riguardano le misure dell’area piccola della porta alle spalle della Curva Nord. Dopo parecchi minuti, tra il giustificato clamore dei tifosi per l’inusuale situazione, era sempre più evidente che non si sarebbe disputata la gara.
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Quando ormai lo stadio si era svuotato per la delusione e soprattutto per la voglia di veder giocare la propria squadra, l’addetto stampa del Donia annunciava che la terna arbitraria aveva deciso di rinviare la partita, al termine delle rilevazioni tecniche, e che il rimborso per gli spettatori era assicurato. Manca allora, solo la nuova data di questa gara che però sembra essere destinata a non farsi.

Michela Rinaldi

Salvemini Manfredonia, orgoglio cittadino

Pronostico rispettato per i ragazzi di Michelino Rinaldi, a valanga sui pari età del Carpino (8-1) in un match evidentemente senza storie.

Dieci punti in quattro giornate, il secondo posto è servito alle spalle del favoritissimo Lucera. E’ il fascino dell’attuale campionato di 2^ Categoria, che ridà finalmente lustro alla nostra città con un campionato di vertice.
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Simone & C. hanno vita facile al cospetto del malcapitato Carpino, le prime 2 reti in soli 7′ di gioco confermano la netta supremazia dei sipontini.

Per la cronaca le marcature dei locali portano la firma di Santoro (4), Manzella, Simone, Prencipe e Gravinese.

Domenica prossima la Salvemini osserverà un turno di riposo, quindi la trasferta a San Giovanni Rotondo e il big match casalingo con il capolista Lucera.

Stefano Favale

Manfredonia-Francavilla in Sinni 2-2

Nonostante le tante delusioni, gli spalti degli ultras del Donia sono pieni, in questa domenica soleggiata ma ventilata di fine ottobre. Questo è segno di grande forza e fede nei confronti della squadra, nonostante l’infelice momento. A sorpresa è ritornato, dopo essere stato allontanato a settembre dalla rosa biancoceleste, Esposito,che però è in panchina. Non bisogna invece dimenticare che, a causa degli sfottò antisemiti da parte dei laziali nei confronti dei romanisti, mettendo vigliaccamente in mezzo Anna Frank, tristemente famosa per la vicenda nazista, dai microfoni sono state pronunciate parole di solidarietà per ricordare a tutti qual è il “calcio pulito” e che questi atteggiamenti sono del tutto sbagliati.

Calcio d’avvio affidato al Donia, ma il recupero del Francavilla è rapido, con Bellante che al 1* minuto ci prova, calciando però troppo forte. Il primo calcio d’angolo della partita, al 4′, lo batte Masini del Francavilla, ma la retroguardia locale si salva. Per un fallo ai danni di un centrocampista biancoceleste, arriva il giallo a Cassata al 10′.

Il Donia ha un gran possesso palla, facendo anche molti tentativi ma senza trovare il gol, fino al 17′, quando con un preciso tiro complice l’assist di Romano, segna Trotta, facendo passare in vantaggio la squadra locale. Al 26′ finisce sulla lista del direttore di gara Pellegatti,il centrocampista Gassam per un evidente fallo su Trotta. Il secondo calcio d’angolo, al 33′, è di nuovo a favore del Francavilla, battuto e poi respinto da Granatiero. Mannarini, difensore locale, esce momentaneamente per alcuni fastidi avvertiti al ginocchio, per poi rientrare. Un’occasione irripetibile, per il Donia,arriva al 38′. Trotta, tutto solo nell’area avversaria, la manda oltre la traversa. I minuti di recupero per la fine del primo tempo sono 2 e vedono protagonista Romano, che con un’ottima giocata non riesce comunque a trovare la seconda rete.
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In questo primo tempo c’è un Donia protagonista, quello che tutti i sipontini vorrebbero vedere, e un Francavilla poco incisivo ma molto attivo in difesa, motivo per cui si può dare più valore al gol del vantaggio locale.

Ad inizio ripresa il micidiale uno-due degli ospiti con un destro perfetto di Del Prete al 50′,che spiazza completamente Bagnara, il portiere biancoceleste. Al 54′ arriva anche il secondo gol che designa il vantaggio, segnato da Pagano, dopo pochissimi minuti dal primo, ribaltando così il risultato. Al 61′ anche il difensore biancoceleste, Cicerelli, viene ammonito per un pressing ai danni di un attaccante avversario.

Al 69′ l’ingenuo fallo di mano di un calciatore ospite e l’arbitro assegna il calcio di rigore, battuto e segnato da Trotta.

Prima dei minuti di recupero, all’87’, Trotta ha un’ottima palla fra i piedi, sprecata però con un tiro troppo azzardato.

Ancora Trotta, al 93′, sbaglia clamorosamente tra l’incredulità e il rammarico dei tifosi, davanti al portiere avversario il possibile 3-2.

Il secondo tempo ha messo in evidenza molto di più le qualità del Francavilla che erano state poco trasparenti nel primo. I lucani, sin dai primi minuti della seconda fazione agonistica, hanno mostrato grande tenacia trovando fin da subito il primo gol e poco dopo il secondo, complice anche qualche distrazione da parte dei sipontini. Anche il Donia non ha mollato, anche se ha perso tante ottime occasioni, ma è riuscito a portare almeno un punto a casa, il quarto consecutivo.

Michela Rinaldi

Donia, si dimette il Presidente Sdanga

La decisione del Presidente, in serata, dopo la gara contro il Francavilla è arrivata inaspettata.
Dopo sette anni al vertice del Manfredonia Calcio il massimo dirigente del sodalizio sipontino si dimette dall’incarico.
Un fulmine a ciel sereno dopo una settimana in cui, per due giorni la squadra non si è allenata.
Il Manfredonia sconta un avvio travagliato e difficile; infatti già dallo scorso anno sia l’ex Direttore Sportivo Elio Di Toro che il Presidente Antonio Sdanga avevano chiesto la collaborazione di tutti per portare avanti il progetto calcistico bianco-azzurro.
Poi con l’avvio della stagione 2017/18 a campionato in corso, e i problemi di assetto organizzativo e tecnico, hanno portato a trovare una soluzione del punto di vista societario.
In settimana si conosceranno i nomi della nuova componente della compagine associativa della SSD Manfredonia Calcio.

INTERVISTA AL PRESIDENTE SDANGA
Dopo le dimissioni del numero uno di Via San Giovanni Bosco, abbiamo chiesto ad Antonio Sdanga i motivi della sua iniziativa inaspettata.
Presidente come mai questa decisione?
“Credo che dopo sette anni è arrivato il momento di fare delle riflessioni che devono essere ben ponderate per il bene della squadra e della società.
Personalmente ritengo che in questi anni abbiamo valorizzato calciatori, raggiunto risultati straordinari dal punto di vista del settore giovanile. Abbiamo vinto per diversi anni di seguito la speciale classifica Giovani D valore. Abbiamo ceduto elementi validi a squadre blasonate di serie A, B e C.
Se dovessi guardare indietro devo dire che è stato fatto tantissimo in poco tempo e ciò mi riempie d’orgoglio”.

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C’è una punta di polemica nelle sue parole?
“Non c’è nessun rancore, anzi sono soddisfatto di quello che è stato realizzato. Siamo partiti salvandoci in extremis nella stagione 2010-11 e abbiamo vinto un campionato di Eccellenza difficilissimo come quello del 2012-13. Poi quattro salvezze consecutive che valgono quanto una promozione, conquistate con pochissimi mezzi economici salvando il gioco del calcio a Manfredonia ed il blasone di una squadra e di una città. Ditemi se si poteva fare di più!”.
Quale sarà il futuro di questa società?
“Se mi sono dimesso è perché bisogna fare chiarezza su quelli che saranno le nuove prospettive della squadra. Credo che da solo era impossibile portare aventi questa passione che mi coinvolge sin da piccolo, quindi era giusto condividere con altri appassionati questa esperienza.
E per il bene del Manfredonia Calcio che dobbiamo partire con nuovi traguardi, e con una nuova voglia di lavorare e conseguire risultati positivi.
Spero che la mia decisione sia essere un momento di riflessione per tutti le componenti della squadra e della società perché a questo punto siamo tutti in discussione e tutti dobbiamo sentirci responsabili di come le cose sono andate fino adesso; e quindi anche per l’allenatore saranno decisive le prossime due partite contro il San Severo e Gravina per la sua conferma alla guida del Manfredonia”.

NOTA STAMPA SSD MANFREDONIA CALCIO

Michela Rinaldi

Vitaglione sollevato dall’incarico di Ds del Donia

L’ex centravanti biancoazzurro, artefice della promozione in C2 nella stagione 2003/04, e fino ad oggi Direttore Sportivo della SSD Manfredonia Calcio, è stato sollevato dall’incarico che ha ricoperto dal 24 agosto u.s.
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Il Manfredonia Calcio ringrazia Francesco Vitaglione per il difficile e delicato lavoro effettuato in questi sessanta giorni, ed augura allo stesso i migliori successi professionali per la sua carriera di manager sportivo.

NOTA STAMPA SSD MANFREDONIA CALCIO

Michela Rinaldi

Donia, il comunicato della tifoseria sipontina alla Società

La pazienza è finita e di conseguenza è arrivato il momento di farsi sentire.
Sono giorni particolari per il calcio sipontino.

Siamo ad Ottobre e come tutti sappiamo, 85 anni fà fu fondata l’As Manfredonia, squadra che da allora rappresenta la nostra città a livello calcistico.
85 anni di gioie e di dolori, 85 anni di tradizione e passione, 85 anni che hanno unito varie generazioni.
Ora si spera che tutto questo non finisca.

Ormai da qualche anno a questa parte siamo costretti a subire frustrazioni e umiliazioni che non auguriamo a nessun tifoso al mondo.
Anche quest’anno il presidente si è lamentato di non farcela, di essere solo e di essere stato abbandonato dalla politica e dagli imprenditori locali, ma adesso che siamo sul punto di non ritorno a chi dobbiamo chiedere spiegazioni?!? Chi deve dirci perché si è partiti senza una vera programmazione? Chi sono i “dirigenti” che devono metterci la faccia?
Ci sono dirigenti?

Dopo 5 sconfitte consecutive pareggiamo con Aversa e Pomigliano e lasciamo l’ultimo posto in classifica. Non siamo più’ gli ultimi della classe o forse si!?!
Noi ci riteniamo ancora tali, anche se ai ragazzi che scendono in campo va tutto il nostro rispetto, nonostante i limiti fisici e tecnici ci stanno mettendo anima e cuore.
Siamo ancora ultimi perchè non abbiamo una VERA SOCIETA’ che dopo due pareggi consecutivi dovrebbe rassicurare l’ambiente e il proprio staff tecnico.
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Siamo ancora ultimi perché dopo il pareggio interno di Domenica, tutto ancora tace, anzi le parole post-gara del Direttore Sportivo sono molto preoccupanti e non fanno ben sperare.
Il copione sembra ormai simile a quello degli ultimi 5 anni con la differenza che quest’anno la classifica è demoralizzante, cosa che credevamo difficile con l’arrivo di pedine dal nome rassicurante arrivate in riva al golfo non certo per opera dell’attuale società capitanata da Antonio Sdanga. Infatti in virtù di questa indefinibile situazione, questa Società è costretta a dipendere ormai da anni dalle promesse della politica. Promesse che non vengono mantenute, forse perché non conviene? Non si vuole? Non si deve? Questo non è dato saperlo, fatto sta che gli imprenditori del posto sembrano aver dimenticato la squadra della loro città, di cui si vantano di sostenere.

Il risultato è che un’intera tifoseria vede da anni mortificata la sua legittima voglia di esser fiera della propria squadra. Viene meno ormai qualsiasi aspettativa che possa accendere quell’entusiasmo che questa piazza merita. Sta così morendo lentamente l’ultimo baluardo dell’aggregazione sociale cittadina, muore così quel sentimento di appartenenza, anche tra i più giovani, che solo il calcio sa dare. Muore, sotto lo sguardo impassibile di chi ha la possibilità e non fa nulla, un pezzo di storia della città. Noi chiediamo normalità, Noi chiediamo una vera Società un vero progetto calcistico.
Siamo stanchi dei silenzi,delle mezze verità, vogliamo chiarezza!

NON SCHERZATE CON 85 ANNI DI STORIA.

FIRMATO QUELLI SEMPRE PRESENTI IN CASA E IN TRASFERTA

Stefano Favale

Salvemini-Foggia Incedit 1-0 decide Santoro

A fine gara scroscianti applausi ai ragazzi di Michelino Rinaldi, vittoriosi e autori di una bella prestazione.

La festa dello sport è qui, presso gli Impianti Sportivi Salvemini, dall’accoglienza al dopo partita in un clima sereno e di cordialità.

Il Presidente Gaetano Salvemini esprime così la propria soddisfazione per l’esordio vincente: “Sono davvero soddisfatto della vittoria e della prestazione, siamo tornati a casa nostra e questo sarà il nostro fortino
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Per la cronaca il gol vittoria lo sigla Santoro al 68′ con un preciso colpo di testa sul secondo palo, sugli sviluppi di un calcio di punizione.

Gara maschia, spigolosa ma mai scorretta. Buone alcune individualità da entrambe le parti, con Simone faro del centrocampo con le sue geometrie e la sua personalità.

Successo legittimato da una mole superiore di gioco sviluppato e dalle occasioni da rete clamorosamente fallite per un pizzico di frenesia oppure per bravura del portiere ospite.

C’è da migliorare nella fase di non possesso, nel fraseggio un pò frenetico, e nella gestione dei minuti finali.

Buona la presenza del pubblico, che siamo certi aumenterà al prossimo turno casalingo.

Stefano Favale

Donia, un punto di speranza nel finale

Nella sfida Manfredonia-Pomigliano gli spalti presentano molti vuoti. Infatti la curva del Donia non vantava così tanti tifosi sipontini come nelle altre sfide casalinghe. È rimasta un po’ di amarezza nel cuore dei tifosi per i pochi punti raccolti finora?

Il calcio d’inizio lo batte il Pomigliano e fin da subito i locali si mostrano aggressivi, come al secondo minuto, con Romano che insidia la retroguardia ospite. Già da subito ci sono problemi fisici per Konate, che esce lasciando momentaneamente in 10 la sia squadra. Anche il Pomigliano trova le sue occasioni già dal 4^ minuto, quando Vitiello ci prova con un destro, facendo andare la palla oltre la porta difesa dal portiere avversario. Il primo calcio d’angolo di partita è per il Pomigliano, al 4^,con Labriola, ma il pallone viene allontanato dalla difesa del Donia. Il secondo calcio d’angolo,invece, è per il Donia,con Pozziello che però non trova la sua occasione. Dopo un intervento rischioso su Cicerelli, finisce per primo nella lista dell’arbitro Vitiello, al 6^. Per una decina di minuti è il Donia a dominare la partita, costringendo l’avversario a chiudersi in difesa. Un’altra occasione per i granata avviene al 21^con una parata straordinaria di Bagnara,estremo difensore biancoceleste. Al 26^, poi,tutto lo stadio chiede il rigore al Donia per un presunto tocco di mano da parte di Thioune, ma l’arbitro fa continuare il gioco. Joof,con una deviazione finita sul fondo, fa guadagnare un calcio d’angolo agli avversari battuto da Guidelli,rivelatosi poi decisivo (31^)in quanto trova la rete Alfano,di tacco,con l’assist di colpo di testa di Labriola e porta così in vantaggio la sua squadra. Il primo tempo,poi,finisce con l’ammonizione di Avella per un fallo ai danni di Joof.

Il Donia effettua un doppio cambio ad inizio ripresa, con gli inserimenti di Trotta e La Forgia.

Appena entrato, La Forgia, cerca la conclusione, ma termina sul fondo. Al 52^ viene ammonito per fallo Guidelli.
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Ammonito Marotta per fallo ai danni dell’attaccante locale La Forgia,65^. Un’altra grande occasione per il Donia c’è con il calcio d’angolo,battuto da Trotta,ma il pallone viene recuperato dagli avversari.

Alla ripresa del gioco ci prova Joof da lontano ma il suo tiro è troppo debole. Alcolino lo para senza troppi problemi

Un’occasione sprecata, è quella di Granatiero, all’85^, ma all’87^ il Donia trova il pari con Russo che realizza a pochi metri dal portiere.

Il secondo tempo è stato molto intenso,con il Donia che voleva recuperare e il Pomigliano che voleva proteggere il vantaggio. Chi ha avuto la meglio è stato il Donia, pareggiando con Russo quasi alla fine e portando a casa quel punto così faticato e meritato. Una cosa è certa. I locali hanno mostrato di aver superato i “famosi” problemi di squadra e non, mostrando forza e coraggio in entrambe le frazioni di tempo, scontrandosi anche con il Pomigliano, squadra di grande spessore.Riuscirà anche nella prossima sfida contro la Sarnese,fuori casa,a tenere questa grande grinta di oggi?

Michela Rinaldi

Manfredonia-Cerignola 1-2 i gialloblù implacabili

Clima rovente e appassionato al Miramare, con una buona partecipazione del pubblico locale ad incitare i ragazzi del Donia e “beccare” i tifosi ospiti con ripetuti sfottò.

Ma alla fine a festeggiare, come da pronostico, sono proprio gli ofantini che dimostrano di saper soffrire e piazzare i colpi vincenti al momento giusto.

Discreta la direzione di gara di Carina Susana Vitulano di Firenze, tanta curiosità intorno a lei.

Pronti e via e sugli sviluppi di un calcio d’angolo il Cerignola passa già al 4^ con Longo. Protestano i sipontini nella circostanza per un sospetto intervento falloso dello stesso su Martino, costretto ad abbandonare momentaneamente il campo.

Molto importante è l’azione di Cicerelli, sulla fascia sinistra, deviata provvidenzialmente dall’ex Pollidori(9^). Anche Russo, al 10′, cade giù dopo uno scontro fortuito con Longo ed esce fuori provvisoriamente con il Donia di nuovo con un uomo in meno.

Arriva il primo spiraglio di luce per i sipontini al 22^, con la rete ma a parer dell’arbitro in fuorigioco, di Romano, dopo un bell’assist di Joof, con la conseguente prima ammonizione per quest’ultimo, causa proteste. Ancora al 24^ Romano ci prova ma il suo tiro termina alto.

Dopo però, anche il Cerignola ci prova, con la punizione di Vicedomini al 39^ finita fuori di poco. Si scalda il clima in campo e arriva l’ammonizione per lo stesso Vicedomini per aver spintonato Romano. Finisce il primo tempo e i 2 minuti di recupero non regalano molte emozioni.
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Ad inizio ripresa il Donia raggiunge il pari con Joof su assist di Pozziello e la gara si infiamma.

Il Cerignola però non molla la presa,con Cappellari che di punizione la manda fuori di tanto e subito dopo Gamberino che la fa invece terminare sul fondo.

Il Cerignola, molto aggressivo trova la rete del definitivo vantaggio al 68^, con un destro di Gambino che sfrutta al meglio l’assist di testa di Montaldi e nonostante questo reagisce bene il Donia,con Trotta che va nell’area avversaria ma viene fischiato il fuorigioco e per proteste,finisce anche lui sulla lista di Vitulano.

Anche Joof è costretto ha lasciare questa volta definitivamente il campo,tra gli applausi di riconoscimento ed incoraggiamento da parte dei tifosi locali ,all’81’, per problemi al ginocchio e fa posto in campo a Imbriani.

I minuti di recupero sono sei, con qualche azione degli ospiti ed alcune occasione per il Donia come la punizione di Trotta.

Sfortunato il Donia in questo secondo tempo, che fa in un primo momento sognare i sipontini tutti con il gol di Joof per poi prendersi un’altra rete dal Cerignola. Nonostante tutto,si può dire che ha saputo reagire bene e che la sconfitta sia stata determinata anche da altri fattori. C’è anche da fare i complimenti a Bagnara, il portiere, che ha saputo più volte salvare il punteggio in favore dei suoi, soprattutto sulle palle inattive.

Michele Rinaldi

Baratto: “Deluso ma fiducioso”

Dopo la pesantissima sconfitta rimediata a Potenza il Donia è pronto a ricominciare, infatti le parole del Mister fanno pensare ad una vera e propria rinascita.

“Sapevamo della forza dell’avversario ma soprattutto dell’obiettivo assai diverso dal nostro, ovvero di vincere, obiettivo che per ora per quanto ci riguarda dobbiamo mettere un po’ da parte. La sconfitta tosta deriva non solo dai problemi tecnici, ma anche dalla mentalità della scorsa giornata. Questa non è stata una settimana molto bella, ci siamo allenati pochissimo e, tra le altre cose, tre nostri calciatori (La Forgia,Lombardi ed Esposito)sono stati “esonerati” dalla società per comportanti inidonei alla maglia che indossano e quando ne ho preso visione sono rimasto molto colpito visto e considerato che sono il mister. Detto ciò, non sono molto preoccupato,anche perché in settimana è arrivato qualcuno nuovo e punto su questo. Perdere è giusto,ma bisogna farlo con dignità e non mi è piaciuto quel che è successo l’altra settimana ma sono fiducioso nel futuro e la scelta di allenare questa squadra la rifarei perché non faccio le cose per poi pentirmene immediatamente”.
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Alle parole cariche di rabbia del mister si accodano quelle del portiere, Simone, piene di amarezza soprattutto per questa sconfitta a quanto pare tanto sentita dai calciatori e la società tutta :”È una perdita che fa male perché comunque sia ci sono modi e modi di perdere e noi non l’abbiamo fatto con dignità. Ora più che mai con le unghie e con i denti dobbiamo lottare, anche per i tifosi che di certo meritano di più. La questione dei tre calciatori “esonerati”? Succedono cose spiacevoli del genere nelle società e mi dispiace molto perché abbiamo perso tre mentalità importanti e di certo al gruppo non fa bene e spero che la situazione non si complichi ulteriormente. L’unica cosa che ora mi importa è la sfida di domani e io ed i miei compagni siamo pronti e speriamo di farcela,questa volta” Ce l’avranno fatta i biancocelesti a superare tutti i problemi? Domani lo scopriremo.

Michela Rinaldi