Coppa Italia Eccellenza: Manfredonia- A.T. San Severo: 1-2

Nella gara d’andata del secondo turno della Coppa Italia di Eccellenza ko interno del Manfredonia battuto 2-1 dall’Alto Tavoliere San Severo. Le cose non sono andate benissimo, questa volta, per i ragazzi del mister Rufini. Decisiva è risultata l’espulsione di Ciuffreda per somma di ammonizioni. A qual punto in campo si è avvertito la mancanza di un uomo e ai giallorossi è stato più facile segnare le sue due reti. Il Donia, comunque, ha cercato di accorciare le distanze negli ultimi minuti ed è stata premiata dall’autorete di Anzalone.

Nella prima frazione di gico, nonostante in campo mancassero figure importanti per creare il gioco, come Cicerelli, e la forte imponenza della difesa del San Severo, il Donia cerca di attaccare il più possibile: già al 14′  De Nittis tentava la la via della rete, ma il tiro risultava troppo alto. Al 31′ Trotta prendeva una traversa clamorosa. Al 37′  Ciuffreda doveva  abbandonare il campo, lasciando i suoi compagni in dieci per somma di ammonizioni . Dopo vari tentativi da parte di entrambe le squadre, il primo tempo si concludeva sullo 0-0.

Nella ripresa al 49′ era D’Ambrosio a sbloccare la partita. Al 60′ anche il mister Crisciuolo veniva allontanato dalla panchina dopo uno screzio con il direttore di gara.  Il San Severo non si accontentava e raddoppiava con Nicodemo. Al 70′ anche Calvanico centrava la traversa. Al 78′ Trotta subiva un fallo e, tra le proteste del pubblico, della panchina e dei ragazzi in campo, il direttore di gara assegna solo una punizione dal limite, mentre tutti invocavano il rigore. La rete dei sipontini arrivava solo al 91′ per una sfortunata deviazione di Anzalone su un cross di Santos.

Dopo questa sconfitta, il Donia dovrà espugnare il terreno del San Severo nella gara di ritorno a novembre se vorrà passare il turno.

Ai microfoni si concede mister Crisciuolo, che commenta così la gara: “Innanzitutto abbiamo riscattato il 6-1 di domenica, contro il Barletta. Questo risultato ci ha scossi e non potevamo ricadere. Per questioni societarie, abbiamo dovuto investire sui più giovani e un loro punto di forza può essere la “fame” e l’impulso, però l’esperienza a volte aiuta. Non pretendiamo di vincere il campionato, però ritengo sia giusto non arrendersi e lottare nonostante le problematiche. Conosco questo campo, l’ho calcato quando giocavo in porta, in serie C con Cava dei Tirreni e sapevamo che dovevamo sudare per portare punti a casa. La nostra infermeria? Mancano alcuni “pezzi” importanti, come De Vivo e spero recuperino il prima possibile per dare più calibro al gruppo”.

Lascia dichiarazioni, sorridente e fiero della prestazione anche il giovane Lorenzo Nicodemo: “Segnare fa sempre piacere e sono felice che alcuni tifosi abbiano presenziato. Io sono romano, quindi sono venuto “solo” e sia la città che i compagni mi hanno accolto benissimo. Dopo la sconfitta di domenica in campionato, daremo il massimo per vincere contro il Mola e mi auguro di segnare (ride, ndr). Abbiamo saputo sfruttare alcune occasioni molto importanti e di certo siamo stati un po’ agevolati dalla superiorità numerica. Ho dedicato il gol, oltre che ai tifosi giallorossi, soprattutto alla sorella della mia ragazza, Angela, scomparsa quattro anni fa a causa di un incidente stradale.

Dopo l’attaccante, anche il portiere ospite (Antonio Merola) non si rifiuta di interloquire con la stampa “Questo è stato il mio esordio con questa maglia e sono più che soddisfatto di come siano andate le cose. In alcune situazioni pericolose, soprattutto dopo l’autogol del mio compagno, loro hanno forzato nel tentativo di raggiungere il pareggio e ritengo di aver difeso i pali abbastanza bene. L’errore? Non credo sia gravissimo, nell’ansia ed agonismo episodi del genere possono capitare. Molto spesso si dice che il portiere è colui che in campo si stanca di meno, in realtà tutta la tensione e l’adrenalina del resto del gruppo la viviamo ogni volta che la palla si avvicina, sperando che qualcuno la fermi prima del tuo intervento”.

Anzaloneparla della sfortunata autorete: “Ero posizionato male e ciò mi ha messo in difficoltà. Nonostante ciò, dobbiamo prendere esempio da questa gara. Mi capita di non giocare titolare e dover rimpiazzare qualcuno, non mi pesa molto: accetto e apprezzo le scelte del mister, so che ogni cosa la fa per migliorare il gioco e lui sa valutarci bene, anche perché i risultati sono evidenti in tutti i reparti”.

I prossimi impegni del campionato vedranno il Mola inpegnato a San Severo ed il Vieste attendere i sipontini in casa. Vedremo cosa succederà durante questo sentito derby garganico.

Michela Rinaldi

Mattia Coronese (Manfredonia Calcio): “È come stare a casa mia”

Dal suo viso si evince la serenità che questo posto gli trasmette. Così Mattia Coronese, diciannovenne tarantino, si presenta alla stampa.
“Posso dire di essere figlio d’arte, poiché anche mio padre giocava calcio. Ha giocato a Taranto, Grottaglie e in altre squadre, poi ha dovuto smettere a causa di alcuni infortuni. Lo considero un “privilegio”, visto che in questo modo posso essere facilmente compreso. Anche il mio fratellino, Niccolò, gioca e io tendo sempre ad insegnarli qualcosa, data la mia maggiore esperienza. Nonostante i nostri ruoli siano diversi, lui gioca a centrocampo, mi fa piacere aiutarlo e spero venga ricompensato perché merita tanto. Mi manca un po’ la mia famiglia e cerco di tornare appena posso, però si sa che per crescere nel calcio bisogna affrontare queste dinamiche. Ciò che però mi fa sentire a casa mia è l’atmosfera e forse anche la presenza del mare. Il lungomare di Manfredonia mi ricorda quello della mia città natale.”
È doveroso affermare che il Manfredonia Calcio ospita insieme cinque dei ragazzi in rosa e ciò fa sì che il rapporto si intensifichi, a tal proposito il giovane tarantino dichiara:
“Quando siamo in casa, passiamo tutto il tempo a ridere e scherzare, ad insegnare un po’ d’italiano e dialetto ad Emiliano (Santos è nato in Argentina), lui impazzisce (ride, ndr) perché comunque è risaputo che i dialetti, specie meridionali, sono molto differenti seppur a distanza di pochi chilometri e noi proveniamo da più città. Non ci fermiamo mai e spero che il vicinato non si lamenti (ride, ndr). Qualcuno che già conoscevo? D’Angelo, Leuci, Fantasia per me sono come fratelli”.
Riguardo la fede calcistica, non si nasconde dietro un dito e dice orgogliosamente:
“Sono juventino! E lo è tutta la mia famiglia! Solo mio nonno è milanista, ma gli voglio bene lo stesso (ride, ndr). Anche se in campo non sono un’individualista, mi piace il gioco del brasiliano Neymar Jr poiché è raro che non riesca a concludere ciò che aveva iniziato, in poche parole non lo ferma nessuno (ride, ndr)”.
Prima di iniziare il campionato le varie amichevoli sono state di ausilio ai ragazzi appena arrivati per conoscersi dal punto di vista tecnico e tattico. Coronese concorda su ciò:
“Ho aderito alle capacità tecniche della squadra fin da subito, dall’amichevole con l’Andria e mi sono accorto di sapermi sintonizzare perfettamente con Benny Cicerelli, poiché quando ho bisogno di “aiuto” in campo, lo trovo dappertutto e così riesco ad evitare che gli avversari recuperi. Ciò non toglie che mi senta a mio agio con tutti i ragazzi. Il giorno in cui ho saputo di questa possibilità? Sono stato chiamato mentre facevo una visita medica, dal mister Danilo Rufini per farmi sapere che aveva firmato e che le porte del Miramare per me erano aperte, non potevo rifiutare. Mi auguro di poter lasciare una buona impronta in questa città e che questo posto mi sa che rimani nel cuore, come finora sta facendo.”
La situazione in casa dei garganici risulta serena e lo conferma l’attaccante:
“Sia io che il resto dei ragazzi siamo fieri di ciò come affrontiamo le sfide, non tanto per il risultato, ma proprio per lo spirito e la carica investiti”.

Michela Rinaldi

Per il Manfredonia una vittoria sofferta sull’ U.C. Bisceglie

In un pomeriggio di metà ottobre, gli spalti del Miramare gli Ultras sipontini, poiché non èancora permesso a tutti di entrare si sono fatti sentire con uno striscione con su scritto “Assenti… aspettando un calcio migliore”.
I ragazzi del mister Rufini se la sono cavata, portando a casa una vittoria di misura con il punteggio di 1-0 sull’U.C. Bisceglie.

La sfida fin da subito ha assunto un carattere “stretto” da punto di vista difensivo da parte di entrambe le squadre.
Prima occasione per i padroni di casa con Trotta che ci provava all’8′. Al 39′ Morra dalla corta distanza non sfruttava un iniziativa di Trotta. Il primo tempo terminava sullo 0-0 dopo un minuto di recupero.

Nella ripresa al 53′ nuova occasione per il capitano che penetrava la difesa ospite, ma il suo tiro veniva respinto in extremis da Lullo. Dopo quattro minuti era lo stesso capitano Trotta che regalava una forte emozione ai pochi presenti: partito da centrocampo seminava gli avversari e batteva l’estremo difensore ospite portando in vantaggio i padroni di casa. I biscegliesi reagivano e con un tiro di Zinetti, impegnavano severamente Leuci che respingeva. Nel finale di gara, nonostante il sostanzioso recupero (sei minuti), gli ospiti non riuscivano a raggiungere il pareggio.

Un po’ teso per la sconfitta, Antonio Preziosa si lasciava andare ai microfoni:
“Una sconfitta fa sempre male a prescindere da quanto possa valere l’avversario. A parte l’impegno che richiede un campo di tale calibro, penso che a noi sia mancata la cattiveria giusta, quella che il Donia ha avuto in abbondanza. Comunque sia, ringrazio il mister per la titolarità e penso che si possa crescere anche da queste sconfitte”.
Neanche il mister ospite Luca Rumma si sottrae alle dichiarazioni:
“A prescindere dalla sconfitta, il risultato non ci rammarica tanto, poiché la differenza è stata minima. Sono contento per i ragazzi, credo che siano mancate delle componenti di poco conto, come un calo di attenzione e ci può stare, però faremo in modo che ciò non accada nuovamente. Questa settimana lavoreremo sodo in vista della prossima sfida a Ruvo. Spero si possa risolvere il problema di Compierchio (al 76′ ha avvertito forti dolori al flessore, tanto da dover ricorrere alla sostituzione di Binetti), visto che è un ingranaggio importantissimo della squadra”.
Anche il giovane Christian D’Alba, seppur dispiaciuto, riesce a dedicare un po’ di tempo alla stampa:
“Per la mia età i minuti sono importantissimi, per questo non reputo nessuna partita negativa, anche se ritengo sia un risultato ingiusto dal punto di vista agonistico. Ce l’abbiamo messa tutta, ma il Donia ha avuto quel pizzico di fame in più che non ci ha lasciato scampo. Ci riscatteremo di sicuro durante la prossima gara. Chi mi ha impressionato di più? Il capitano Trotta, poiché ha saputo renderci le cose difficili in parecchie occasioni, penso sia dovuto anche per la sua grande esperienza, però anche il nostro portiere (Lullo) ha più volte mostrato le sue capacità”.
Per i calciatori locali, si espone Damiano Partipilo:
“Dopo il faticoso pareggio di domenica scorsa, non potevamo permetterci di perdere in casa e per questo il lavoro durante la settimana è stato intensificato. Qualche anno fa venni qui come avversario, all’epoca giocavo nel Metapontino e ciò che mi impressionò di più fu il calore dei tifosi. Peccato che non me lo possa godere da tesserato biancoazzurro, a causa dell’emergenza sanitaria mondiale. A parte ciò, daremo il massimo giovedì contro il San Severo per la Coppa Italia, vedremo che succederà, per ora ci godiamo la vittoria”.

Michela Rinaldi

Il Manfredonia batte 2-1 l’Atletico Vieste e passa il turno

In un giovedì pomeriggio ancora soleggiato nonostante sia metà ottobre, sugli spalti continuano ad essere pochi coloro che assistono alle sfide casalinghe del Donia, per via delle regole restrittive causa Covid-19.
I viestani hanno dato filo da torcere ai sipontini e, in più di un’occasione, hanno tentato di pareggiare, per poter arrivare ai rigori nella speranza di vincere. Così non è stato.

Il tranquillo inizio è stato rotto da De Nittis, al 7′ che, grazie ad un assist proveniente dalla sinistra ha realizzato un goal dalla corta distanza. Gli ospiti non tardano a farsi “rispettare” e pareggiano all’11’ grazie al goal del più giovane titolare in questa gara Tantimonaco, realizzato da fuori aria con un tiro potente. Al 33’i padroni di casa si riportavano in vantaggio con Cicerelli, grazie all’assist di Coronese. Sul risultato di 2-1 terminava il primo tempo.

Nella ripresa il forcing degli ospiti produceva solo numerosi calci d’angolo, ma Stoppiello (al 77′ e al 79′) per ben due volte andava vicino a mettere al sicuro il risultato per i padroni di casa.
La gara terminava quindi con il punteggio di 2-1 che permetteva al Donia di passare al turno successivo.

Le dichiarazioni a fine gara dell’Atletico Vieste sono state rilasciate da Francesco Innangi, estremo difensore viestano:
“La partita è stata molto dura e le responsabilità per questa sconfitta non sono individuali. Il mio ruolo, come tutti sanno, è particolare poiché, anche se spesso non lo si ammette, grande percentuale della partita è nelle nostre mani e un po’ ci si sente in colpa. Ho giocato altre volte e qui e so quali sono le difficoltà che intercorrono quando ci si scontra con questa squadra e la storia che ha sulle spalle, ma non di certo questo ci ha intimiditi. Tra l’altro, sono reduce da un infortunio al ginocchio (per cui si è operato, n.d.r.) che mi ha costretto a stare fermo due anni. Da domani si chiuderà il capitolo “Coppa Italia” e si penserà al derby casalingo di domenica, con il San Marco in Lamis”.
Anche il mister Francesco Bonetti ha voluto dire la sua:
“Non penso ci siano stati errori di carattere tecnico tattico, penso che una serie di componenti molto spesso possa favorire una squadra piuttosto che un’altra è una di queste può essere la tensione e l’agonia. In gergo calcistico, molto spesso si usa l’espressione “avere fame di gol”, ecco, noi ne dovevamo avere di più ma ora siamo totalmente catapultati sulla partita di domenica”.
L’autore del goal, Emilio Tantimonaco, con un po’ d’emozione non si sottrae alla stampa:
“Sono molto giovane e, segnare per la squadra della città in cui sono nato e qui al Miramare, mi fa sentire onorato. So che il mister ha dovuto fare delle scelte un po’ forzate, visto che alcuni ragazzi si sono infortunati, ma sono veramente felice della fiducia riposta in me riguardo la mia titolarità. Il mio goal? Non l’ho realizzato solo io, il calcio è un sport di squadra e nulla avrei potuto se non fossimo stati coordinati”.
Per il Donia si è espresso Mario D’Angelo:
“Durante la settimana abbiamo lavorato duro e questo è stato il risultato, siamo felicissimi. Loro hanno saputo metterci difficoltà, anche se non sembrava, ma la difesa ha dovuto lavorare tanto per contrastarli e riuscire a farli giocare il meno possibile. Pure loro occasioni ci hanno quasi spaventati, però ce la siamo cavata e questo è l’importante. Ora bisogna pensare alla trasferta di domenica, San Severo, dove ho giocato e così sarà una doppia emozione”.

Michela Rinaldi

Emiliano Santos (Manfredonia): “Qui mi sento a casa mia”

Sarà un’esperienza diversa per Emiliano Santos, difensore argentino classe ‘98, che ai microfoni appare come un semplice ragazzo, sorridente ed entusiasta di cominciare la nuova avventura biancoazzurra:

“L’anno scorso ero a San Severo ed ero appena arrivato in Italia. Avevo un po’ di difficoltà con la lingua all’inizio, ma i ragazzi mi sono sembrati molto accoglienti anche dal punto di vista relazionale ed ora ho quasi dimenticato la mia lingua (ride, ndr)”.

È risaputo che in Sudamerica i bambini iniziano a giocare a calcio non appena imparano a camminare e la situazione per il giovane Santos non è differente:

“La prima volta che diedi un calcio ad un pallone è stato all’età di sei anni, a Rawson che si trova in Patagonia e da lì non lo lasciai più. Ricordo il mio primo numero di maglia, il 10. Il mio primo mister mi posizionò in attacco, ma poi si era rivelato non adatto alla mia tecnica ed ora opero in difesa”.

Essendo distante più di 10.000 dalla sua famiglia, non poteva risparmiare qualche parola per loro:

“Mi manca tantissimo l’aria di casa mia, però nella vita si fanno alcune scelte ed io ho scelto di vivermi appieno le mie esperienze ed il calcio, come lo sport in generale, ti porta davanti ad un bivio ed un vero professionista sa cosa fare. Ciò non toglie che senta tutti i giorni i miei genitori e mio fratello con cui ho uno splendido rapporto e fa il tifo per me con tutti gli altri, per informarmi anche sulla situazione della mia terra d’origine riguardo il Covid. Non sono terrorizzato, però il mondo ha accusato un duro colpo a causa della pandemia ed essere preoccupati e previdenti non è del tutto esagerato ”.

Il difensore sudamericano sembra molto affascinato dalla cittadina sipontina ed esprime la sua soddisfazione:

“Sto vivendo delle belle sensazioni, sia il pubblico che il campo mi fanno sentire a mio agio. I ragazzi con cui condivido l’abitazione sono fantastici e un po’ “scemi” (ride) e passiamo il tempo libero tra una risata e un’uscita per staccare un po’. Spero che questo bel contesta possa essere incorniciato bene dai risultati. La titolarità va guadagnata, poiché alla base di essa c’è la fiducia che ripone il tecnico nell’uomo, oltre la qualità di prestazione”.

Santos si è ben adattato al tenore sipontino e così parla un po’ di ciò che ha fatto:

“Manfredonia è una cittadina bellissima e ha anche il mare. Quest’estate ho approfittato di questa caratteristica e mi sono fatti diversi bagni, così mi è mancata di meno la mia calorosa Argentina”.

Di certo, questa piazza sarà senz’altro capace di lasciare un’impronta nel cuore del giovane sudamericano, con la speranza che anche da parte sua succeda lo stesso

Michela Rinaldi

p.s.  Nell’intervista in questione è stata usata la lingua spagnola , rispettando la lingua madre del protagonista e, alla domanda “Ti è piaciuta l’intervista?” ha risposto “Evoglia!”. Ormai è quasi più manfredoniano di chi è nato in questa terra…

Il Manfredonia inaugura il campionato con un poker al Mola

Appare stranissimo vedere il Miramare con pochissima gente e non sentire i cori di incoraggiamento provenire dalla gradinata, a causa del covid. Tuttavia i tifosi non hanno fatto sentire la loro assenza ai calciatori sipontini e hanno assistito alla gara dai cancelli. Il Mola ha incassato un duro colpo in casa del Manfredonia, che inizia a mostrare i frutti del duro lavoro e dei nuovi acquisti.
I sipontini attaccano fin da subito l’avversario, approfittando di ogni occasione per finalizzare l’azione. Al 18′ vanno in vantaggio grazie a Rubino, che approfitta dell’assist proveniente da destra del capitano per allungare il tiro. Il pareggio viene raggiunto, da parte dei baresi, grazie ad un rigore e l’assegnato al 22′: Portoghese calcia la sfera e vince il duello con Leuci. Il secondo gol dei padroni casa non tarda ad arrivare ed è Morra C (33′) a segnarlo a pochissima distanza dalla porta. Anche questa volta l’assist è provenuto dalla destra e l’ha fatto Trotta.
Il primo tempo ha mostrato un “fastidioso” Mola che non è impaurito, però, il Donia di mister Rufini.
La seconda frazione di gioco si apre con la forte cannonata di D’Angelo (51′): nulla ha potuto fare Ancona. Dopo una serie di giri ed azioni in concludenti da parte di entrambe le sfidanti, viene assegnato al 55′ un calcio di rigore in favore e Trotta la mette dentro fissando il punteggio su 4-1 finale.
Queste le dichiarazioni di Angelo Rubino, che commenta così questa partita “Sono contentissimo di aver segnato la prima giornata. Non la considero una soddisfazione personale poiché nel calcio sono poche le volte in cui bisogna parlare individualmente, visto che la cosa che conta di più è il gruppo. Devo essere sincero, non mi aspettavo un risultato così imponente, però ce lo siamo meritati e penso sia la giusta ricompensa per il lavoro che stiamo svolgendo e che continueremo a svolgere. La mia titolarità? Il mister mi conosce e penso che si fidi di me, mi fa veramente piacere. Sono in forma e questo mi permette di giocare al meglio e di segnare”.
Anche Coronese speso qualche parola: “Il risultato è incoraggiante è vero, penso di rispecchiare l’idea del gruppo. Il mister ci sta preparando al meglio, sia per la partita di coppa Apulia che si terrà in casa giovedì contro il Vieste, affrontato l’altra settimana. Faremo di tutto per riscattare lo scorso pareggio. Il mio ruolo? Mi trovo benissimo con il ruolo che mi è stato assegnato e penso giocare bene qui. Ora tutto il gruppo è concentrato sulla prossima sfida, dice non è concesso sbagliare.

MANFREDONIA-MOLA: 4-1
Reti: 18′ D’Angelo (Ma); 23′ Rana rig. (Mo) 33′ C. Morra (Ma), 51′ D’Aangelo (Ma) 55′ Trotta rig. (Ma)

MANFREDONIA CALCIO 1932: Leuci, Rubino, D’Angelo, Partipilo, Burgo, Colangione, Trotta (Stoppiello), Prota (Olivieri), Cicerelli, C. Morra (A. Morra) Coronese (Del Fuoco). A disp. Vitulano, Ciuffreda, Olivieri, Santos, De Filippo, De Nittis. All. Rufini
CITTA’ DI MOLA: Ancona, Daniele, Zonno, N. De Santis. Cantalice, Lo Russo (Grazioso), Diagnè, Lo Grieco (G. Loseto), Sguera, Rana, Portoghese. A disp. Cucumazzo, Carella, Perrino, C. De Santis, Navarra, Castiello, Sidella. All. Zinfolino

Recupero: pt. 1′; st. 5′.
Ammoniti: Cantalice (Mo), Lo Russo (Mo), Diagnè (Mo), D’Angelo (Ma), Partipilo (Ma).
Arbitro: Pinto di Foggia; Assistenti: Di Muzio di Foggia e Gorgoglione di Barletta

Michela Rinaldi

Danilo Rufini (Manfredonia), un tecnico blasonato

Il Donia quest’anno ha aperto le braccia a Danilo Rufini, mister calabrese con un grande passato e lo conferma anche lui, ridendo:
“Posso dire che, nel corso della mia carriera, ho raggiunto molto spesso i risultati sperati. Ho iniziato a giocare a calcio come tutti bambini, sono felice di aver conosciuto i tempi in cui ti divertivi anche a calciare una lattina, purtroppo sono solo vecchi ricordi, i tempi sono cambiati. Ero un centrocampista un po’ insidioso, anche caratterialmente (ride, ndr). A 15 anni mi ha chiamato il Cosenza e a 16 mi allenavo già con i “grandi”, per poi passare in prestito al Crotone, in serie C. Ho anche calcato il suolo lametino, vibonese, stabiese e siracusano. Ricordo bene l’esperienza a Cosenza in serie c1 e promossa successivamente in B, dove io ho collezionato quaranta panchine in tre anni e quando non giocavo con loro, indossavo la fascia nella Primavera. Quel periodo, e non solo, è stata segnato dalla perdita del grande Donato “Denis” Bergamini, un ragazzo d’oro dal punto di vista umano e dal punto di vista calcistico. Aveva importanti legami con la Fiorentina, tanto che avrebbe dovuto indossare la maglia viole con l’allora nostro allenatore Bruno Giorgi. La sera del 18 novembre 1989, come hanno raccontato le cronache in tutti questi anni, eravamo in ritiro poiché il giorno dopo avremmo dovuto affrontare, in casa, il Messina. Di solito, il pomeriggio, per passare il tempo ci si recava al Motel Agip e dopo essersi riposati nelle proprie camere, si raggiungeva il multisala Garden che si trovava a due chilometri dal luogo di pernottamento e per arrivarci usavamo le nostre auto. Ci accorgemmo della sua assenza a cena e così ci allarmammo. Anche se, essendo uno dei più piccoli, non avevo un rapporto strettissimo, sapevo anch’io che non avrebbe mai approfittato di un momento in cui il gruppo è riunito per allontanarsi e fare altro, soprattutto a novanta chilometri di distanza (Roseto Capo Spurio) e su un’autostrada, non conosceva quel posto. Amava l’armonia della squadra e non l’avrebbe fatto. Verso le 22.30 è arrivata la terribile notizia, tutti eravamo sotto choc ma la Lega non ha concesso la giornata di stop ed il il destino ha voluto che il giorno dopo, Michele Padovano, suo grande amico segnasse, con la maglia numero otto di Denis, i due gol che portarono i cosentini alla vittoria. Il clima in cui si è svolta la gara era surreale, il pubblico era attonito e piangeva al posto di esultare ai gol come faceva ogni domenica”.

In realtà alcune persone, nel corso degli anni, ha cercato di infangare la sua memoria ma i veri amanti del calcio sanno chi fosse. Dopo questo toccante momento, il mister ritorna a parlare della sua carriera:
“Ho allenato parecchie squadre e vinto tanti campionati. In nove anni posso vantare tre campionati, tre coppe e una Supercoppa. Appena arrivato a San Severo, ho vinto il campionato d’Eccellenza, con il Brindisi ho vinto un campionato e una coppa. Anche in Abruzzo ho trovato soddisfazioni, poiché quando firmai con il San Salvio, vinsi la Coppa Italia. In Sicilia, a Milazzo ho conquistato una Coppa Italia di Sicilia. Quando indossavo la maglia dello Juve Stabia, ho affrontato parecchie volte i biancazzurri e salimmo di categoria insieme per ben due volte, quindi questa città non mi era del tutto estranea” e proprio riguardo il suo arrivo dichiara: “Non voglio che i miei ragazzi mi vedano come un superiore, ma come un coadiutore e le mie scelte devono confermare ciò che il gruppo vuole ed è alla sua portata. Sono arrivato “a sorpresa” e penso di poter sfruttare bene quest’organico. Durante le amichevoli, ho visto le qualità singole, così da poter equilibrare così il gioco. Ho portato alcuni ragazzi da San Severo e c’è stato un buon feeling, sia tecnico che relazionale, con il resto dei ragazzi . Mi piace questa città e, nonostante io sia calabrese, qui in Puglia mi sento ormai a casa mia”.
La grande esperienza di Rufini aiuterà senz’altro questa piazza che da anni aspetta di tornare in una categoria più alta.

Il "Riccardo Spina" riapre al pubblico

Il Gruppo Sportivo dell’Atletico Vieste comunica che il derby del Gargano di Coppa Italia tra Atletico Vieste e Manfredonia si disputerà a porte aperte, nel pieno rispetto del protocollo e delle normative anti Covid.

Negli scorsi giorni la società ha provveduto a garantire sugli spalti la presenza di segnaposti, indispensabili per consentire la distanza di sicurezza agli spettatori. Si confida ovviamente nel buon senso e nel senso di responsabilità di tutti.
Nelle prossime ore verranno comunicati invece i costi dei tagliandi per assistere al match ed i punti in cui gli stessi saranno acquistabili in prevendita, nonché le particolari indicazioni per l’accesso all’impianto.

Iraldo Collicelli (Presidente Manfredonia): “Abbiamo fiducia nonostante gli ostacoli”

È da pochissimo presidente della società sportiva ma ha già le idee abbastanza chiare: Iraldo Collicelli,  già vicepresidente lo scorso anno, ha dichiarato ai microfoni.

“Mi hanno scelto per questo ruolo, dopo la rinuncia di De Nittis, e spero di poterlo ricoprire al meglio, sia per la città ed i tifosi che per la società stessa. Ci sono stati dei grossi cambiamenti soprattutto per quanto riguarda l’organico. Sono rimasti alcuni ragazzi che negli ultimi anni sono stati fedeli ai colori e alla città natale e in campo vedremo anche diversi ragazzi che hanno scelto di abbracciare il nostro progetto e ne siamo felici, anche se abbiamo dovuto salutare molti giovani. Noi in realtà crediamo molto nei giovani, però ognuno ha esigenze diverse e spesso a quell’età si entra in forte contrasto con le decisioni degli adulti e ciò può portare divergenze. Tutto sommato, sono felicissimo del lavoro finora svolto dal nuovo tecnico, che personalmente non conoscevo, ma non mi pento affatto di averlo fatto. Ha in cantiere un importante progetto tecnico e tattico da non sottovalutare”.

Anche il covid è diventato, purtroppo, un grande fattore d’influenza, non solo per il calcio ma per l’economia in generale e, a tal proposito, il neopresidente ha dichiarato:

“La situazione attuale è critica e il lockdown ha la maggior parte delle colpe. Fermare tutto il mondo per diverse settimane non ha fatto di certo bene all’economia mondiale e tutti ne risentiamo.  In realtà, non si sa neppure se sarà possibile disputare il prossimo campionato o se si farà, ma restando comunque a porte chiuse. La noncuranza della gente fa in modo che i casi aumentino di nuovo e ciò non è positivo, per questo gli eventi sportivi e non solo quest’anno saranno a forte rischio”.

Purtroppo le parole di Collicelli fanno da eco ai bollettini giornalieri che tendono a salire sempre più, anche a causa dei vari spostamenti estivi e delle norme trascurate. Collicelli, però, tende a precisare:

“Sono lietissimo del fatto che abbiano scelto me ed è per questo che voglio ripagare la città con tutte le mie forze. È un anno difficile, è un dovere affermarlo, non ci potremo permettere di <esagerare> in ambiti economici, però ciò che sarà necessario fare verrà eseguito. I tifosi? I ragazzi che sostengono il Donia da tantissimi anni meriterebbero di vedere la loro squadra in altre categorie e noi lotteremo per ciò, ma ci vuole pazienza e spero ci sia un po’ di comprensione, nel corso della stagione, nei confronti della squadra e della società. Non garantisco nulla, però la tenacia e la voglia di mettercela tutta è sempre stata, invece, una garanzia di questa piazza”.

La presidenza è ben coinvolta nel progetto e nelle aspettative degli spalti, e non resta che aspettare l’11 ottobre che sarà la domenica che darà inizio al campionato dilettantistico italiano (salvo variazioni per cause di forza maggiore riguardanti covid).

Michela Rinaldi

Fidelis Andria, vittoria 3-1 nell’amichevole contro il Manfredonia

Finisce 3 a 1 per la Fidelis Andria il secondo test amichevole disputato nel ritiro di San Giovanni Rotondo contro il Manfredonia.
Test decisamente più probante quello per la squadra del tecnico Panarelli contro una formazione che sarà ai nastri di partenza del prossimo torneo di Eccellenza. Sceglie tanta gioventù nella prima frazione di gioco il tecnico andriese con sette under in campo e Minincleri-Prinari alle spalle di Adusa per la fase offensiva. La squadra di Rufini però parte decisamente meglio e sigla il gol del vantaggio al 14’ su calcio di rigore conquistato e trasformato da Trotta. Poi sale di tono la Fidelis che al 27’ trova il pari con Minincleri ancora su calcio di rigore. Gara agonisticamente viva e nella ripresa Panarelli sceglie di cambiare completamente lo schieramento in campo con Cristaldi unica punta ed alle sue spalle il tandem Minacori-Tusiano. Ed è proprio il fantasista ex Orta Nova a siglare la doppietta decisiva a cavallo tra il 12’ ed il 16’ che fissa il risultato sul 3 a 1 finale. L’amichevole è arrivata nell’undicesimo giorno di lavoro nel ritiro di San Giovanni Rotondo.

Gianluca Di Trani, un giovanissimo per i “Giovanissimi”

Raccontare le sensazioni dei mister con una certa esperienza può essere considerato scontato, poiché non capita tutti i giorni di parlare con un allenatore di venti anni, Gianluca di Trani: “Ho scelto di accettare la gentile richiesta del mister Franco Grasso, che io stimo tantissimo. L’ho fatto perché non volevo fermarmi, dopo un anno calcisticamente un po’ travagliato per me, e in fin dei conti a me piace aver a che fare con i ragazzini. Non bisogna dimenticare che sono piccolini, ma li stiamo educando alla dedizione verso lo sport e al rispetto verso l’altro. Per me nulla ha senso se non è fatto col cuore”.
Riguardo ciò, parla con emozione di una metafora che usava un suo vecchio mister:”Il mio mister ci ricordava sempre, nello spogliatoio, che la passione è come una fiammetta che va alimentata con il costante allenamento ed il duro lavoro, poiché una volta spenta non avrebbe più senso entrare in campo. Anche se potrebbe sembrare una banale storiella, mi è rimasta impressa nella mente, mi ha insegnato tanto e grazie a questo non mi arrendo mai”.
In realtà, ci tiene a precisare che, quando era piccolino, non amava questo sport: “Fu mio padre a portarmi per la prima volta alla Salvemini, ricordo anche la data (26 settembre 2005), poiché ero un bimbo viziato. Non ho mai avuto un ruolo preciso, lo ho provati tutti, dal terzino alla mezzala e al mediano, sono stato addirittura in porta ma sono negato, e penso che questa mia diversa possibilità disposizione sia dipesa dal fatto che sono tecnicamente debole, però tatticamente intelligente e ricordo che il mio primo numero di maglia fu l’8. Il mio primo gol? L’ho segnato con i giovanissimi e lo dedicai a mia nonna, che mi ha sempre sostenuto e mi regalò il primo paio di parastinchi, che io in realtà ritenevo inutili, ma dopo averli usati non li ho più lasciati. L’ultimo invece, al mio padrino che è venuto a mancare un po’ di tempo fa”.
All’inizio Di Trani non aveva così tanta stima di sè, ma questo è cambiato grazie ad un evento in particolare “Avevo 17 anni quando il mister Varrecchia mi diede la fascia da capitano e questo accrebbe le mie responsabilità e così dovetti mostrare più personalità”.
Il giovane allenatore, non ha nascosto dall’inizio dell’intervista, la voglia di tornare a giocare e, ad una domanda “provocatoria” risponde così: “Giocare in prima squadra? Ho lasciato l’anno scorso il Manfredonia FC, con cui ho avuto delle divergenze ma non nascondo che vorrei tornare ad indossare la maglia del Donia e magari segnare al Miramare. Penso sia il sogno di ogni giovane promessa sipontina. Una precisazione però la vorrei fare: per me l’attaccamento alla maglia è importantissimo, e purtroppo molto spesso in alcuni ragazzi non lo vedo. Per alcuni è indifferente segnare o vincere col Donia o con un’altra squadra. Abbandonare le proprie radici per crescere è giustissimo, ma finché giochi nella squadra della tua città, devi avere il sangue agli occhi ad ogni vittoria o ad ogni gol, poiché non è una vittoria qualunque”.
Sembrerebbe che Gianluca di Trani abbia le idee chiare, e se la prossima sua intervista fosse al termine di una gara domenicale? Comunque sia, è giusto augurare a lui, ai ragazzi e al mister Grasso, un finale sorprendente, per concludere al meglio questa stagione.

Michela Rinaldi

Il Manfredonia espugna il D’Amuri di Grottaglie grazie ad una zampata di Albrizio

Risultato bugiardo che non premia gli sforzi di un ottimo Grottaglie che costringe per oltre mezz’ora la capolista nella propria metà campo e che capitola nell’ unica vera occasione costruita dai sipontini.
Nella ripresa il Manfredonia controlla agevolmente la gara senza rischiare nulla e sbaglia al 90′ un calcio di rigore con Laboragine. Mister Paradisi, all’esordio in campionato, schiera per dieci undicesimi lo stesso Grottaglie di Coppa ed il 4-2-3-1 già ammirato giovedi’ scorso risulta indigesto agli ospiti.
Si intuisce, già dalle prime battute, che oggi per la capolista non sarebbe stata una passeggiata ed infatti Gigantiello al 2′ conferma l’impressione andando a concludere velenosamente a due passi da Morgillo che respinge in calcio d’angolo.
Non molla la presa il Grottaglie e due minuti dopo Margarito ha la grande occasione per sbloccare il risultato quando, dopo aver messo a sedere De Filippo, si vede respingere la conclusione diagonale a botta sicura dall’estremo sipontino.
Il Manfredonia alleggerisce la pressione con una conclusione senza pretese di Trotta, ma è ancora l’ indomito Grottaglie a sfiorare la segnatura con un gran calcio di punizione di Lotito al 10′.
I locali sono incontenibili ed al 19′ Margarito fa esplodere di gioia il D’Amuri con il gol del vantaggio, tutto vanificato dal direttore di gara che annulla per un fuorigioco apparso inesistente.
La delusione non placa l’ardore agonistico del Grottaglie che continua a proporre interessanti trame offensive che mettono in costante apprensione la retroguardia ospite.
Il Manfredonia, non pervenuto sino al 35′, si accende improvvisamente e perviene al vantaggio grazie ad un’azione da manuale del calcio: Laboragine, dopo uno scambio stretto sulla trequarti con Cicerelli, apre sulla destra per l’accorrente Grumo che di prima intenzione centra in area di rigore dove irrompe Albrizio che realizza. Chapeau.

La rete del Manfredonia


La rete subita demoralizza il Grottaglie che, dopo aver speso tanto, non ha la forza di rialzarsi, ne approfittano gli ospiti che senza rischiare nulla congelano il risultato sino alla fine del tempo.
Nella seconda frazione il Manfredonia gioca da capolista amministrando il risultato e, pur senza strafare, andrà più volte vicino alla rete del due a zero.
Dopo una conclusione velleitaria di Roberto al 50′, che termina alta, è Trotta a mettere i brividi a Costantino colpendo la traversa con un gran tiro a giro dai sedici metri.
Il Manfredonia mantiene costantemente il pallino del gioco ma non affonda, il Grottaglie da par suo non dà mai l’impressione di poter riequilibrare l’incontro anche perchè con il passare dei minuti affiorano le fatiche di coppa.
Gli ospiti, seguiti da un cospicuo numero di tifosi, hanno il demerito di non chiudere l’incontro e sprecano addirittura un calcio di rigore con Laboragine al 90′ (calciato fuori), regalandosi un finale da brividi.
I cinque minuti di recupero sono tutti di marca Ars et Labor a cui il gran cuore non basta.

Un’istantanea della gara


L’ottima prestazione di oggi è stata una delle poche note lieti della travagliata settimana che ha coinvolto l’ ambiente. Si attendono buone notizie dall’infermeria in vista della difficile trasferta di Cerignola contro il Real Siti, sottolineando che oggi a disposizione di mister Paradisi vi erano ben otto under.
Commovente è stato l’abbraccio del D’Amuri alla famiglia della piccola Annamaria ed il ricordo tributatole nel toccante minuto di raccoglimento.
Il Sig. Cortese di Bologna, coadiuvato dagli assistenti Giordano (Molfetta) e Calabrese (Bari), ha diretto discretamente una partita corretta senza uscire mai il cartellino dal taschino.
TABELLINO
ARS ET LABOR GROTTAGLIE – MANFREDONIA 1932 0-1
Marcatori: Albrizio 35′ (M)
Ars et Labor Grottaglie (4-2-3-1): Costantino, D’ Ambrosio, Venneri (Raimondo 72′), Lotito (Cecere 55′), De Giorgi, Turco, Morelli, Fonzino, Gigantiello (55′ Comes), Napolitano, Margarito.
Panchina: Caliandro, Cervellera, Andriani, Messina, Quaranta, Sangermano.
Allenatore: Paradisi
Ammoniti: nessuno, Espulsi nessuno.
Manfredonia 1932 (4-3-3): Morgillo, De Filippo, Di Noia, Laboragine, Telera, Basta, Trotta (85′ Santoro), Cicerelli, Albrizio, Grumo (Mastropasqua 51′), Roberto (82′ Peres).
Panchina: Ferrazzano, Ciuffreda, Riccardo, Stoppiello, Prota, Olivieri.
Allenatore: Agnelli
Ammoniti: nessuno, Espulsi nessuno.

Nuova Spinazzola, onore al Manfredonia

Bisogna saper vincere nel calcio. Ed il Manfredonia è una squadra che sa come si fa. O meglio, ha giocatori capaci di leggere la scelta migliore quando capita il momento opportuno per avere la meglio su qualsiasi avversario. E sono sicuro che al termine del girone di andata saranno i bianco celesti ad essere in vetta alla classifica. All’Alen Fasciano questo pomeriggio è andata in scena una gara ‘contratta’ in cui le emozioni centellinate si sono concentrate per lo più nelle palle finite aldilà delle linee di porta. Riferimento quest’ultimo che provocatoriamente vuole mettere in risalto quello che è accaduto sul gol dell’1-1 di Abrizio che pareggiava i conti appena 5 minuti dopo il bel vantaggio dei biancoblu firmato Zocco-Ariani. Gol che non concede tutte le certezze sulla validità decisa dal giudice di linea, anche se le stesse immagini non chiariscono cosa sia effettivamente accaduto. Pareggio precocemente seguito dal vantaggio manfredoniano che con capitan Trotta si portava sul 1-2 che diveniva il definitivo 1-3 al 56′ grazie ad una conclusione di Mastropasqua dal limite dell’area. Un Manfredonia che dire cinico è più che azzeccato, capace di rischiare il minimo indispensabile dalle parti del proprio estremo difensore e che con i tre sigilli di oggi consolida la media di 4 gol per partita giocata. Venti reti in cinque partite. Una squadra che la scorsa stagione in prima categoria ne siglò 130 in 30 gare.
E la differenza oggi è stata per lo più li davanti. Perché le difese hanno fatto (quasi pienamente) il loro dovere sino al termine, nonostante su tutti e quattro i gol, c’è stata qualche piccola disattenzione e rivedendo le immagini capiremo il perché. Ma in attacco il Manfredonia ha concretizzato meglio quel poco costruito, grazie alle dovute distanze (più corte) che hanno permesso a chi di dovere di concludere con efficacia verso i tre pali di Lagreca, che ha davvero ricevuto quattro tiri, di cui come facile dedurre, tre terminati oltre la linea bianca (anche il primo?) e l’altro sul palo. Spinazzola che oltre al gol del vantaggio di Ariani, costruisce un’altra opportunità con Pensa, che trova il numero 1 avversario che gli blocca a terra la conclusione dal limite e con lo stesso numero 1 ospite che nel secondo tempo respinge prima una calcio di punizione battuto da Difrancesco, poi un sinistro angolato di Gilfone entrato al 25 della ripresa e prima ancora si salvava su una conclusione insidiosissima di Ariani finita di poco dal palo opposto che con 30-40 cm più in qua sarebbe significato quel 2-2 che invece poco dopo si è arreso al 3-1 degli ospiti. Ma nel complesso una gara abbastanza equilibrata, in cui lo Spinazzola avrebbe forse dovuto rischiare qualcosina in più nel gioco palla, nonostante gli spazi sembravano ancora più ristretti del solito nel rettangolo non ‘regolare’ del Fasciano. Cosa che aveva invece cominciato a fare più che bene da inizio ripresa fino all’11 minuto, quando arrivava il gol di Mastropasqua su cui Lagreca ci arrivava ma non quanto necessario, rendendo quasi impossibile una rimonta che oltretutto avrebbe necessitato di un pizzico e mezzo di fortuna che non c’è stata. Ma come si dice da un po’ di secoli a questa parte, la fortuna aiuta gli audaci. Ed il Manfredonia visto oggi a Spinazzola, quell’audacia l’ha dimostrata e come.

Leonardo de Filippo al Manfredonia

Il forte difensore manfredoniano con esperienza in serie D con la Fidelis Andria, va a completare il reparto difensivo.

Il T. Manager Giovanni Manzella: “Dopo l’arrivo di Christian Albrizio nel reparto offensivo, abbiamo deciso di puntellare la linea difensiva con un altro innesto, e la scelta è ricaduta su Leonardo de Filippo, ragazzo classe 1999 che può ricoprire sia il ruolo di difensore centrale che di terzino sinistro. Leonardo si va ad aggiungere alla folta schiera di ragazzi di Manfredonia già presenti in rosa e sicuramente ci darà una grossa mano nel corso della stagione“.

Leonardo de Filippo: “Dopo la parentesi nel settore giovanile del Manfredonia, la Primavera del Foggia Calcio e l’esperienza in serie D con la Fidelis Andria, ho deciso di tornare nella mia città dove sono cresciuto come calciatore e uomo. I miei obiettivi sono sicuramente cambiati ma l’opportunità di tornare a casa non potevo rifiutarla. Gli obiettivi del Manfredonia sono ambiziosi e spero di dare il mio contributo per raggiungerli.

Il Manfredonia giocherà al Miramar e anche nella stagione 2019/2020

“Comunico alla comunità che ho l’onore di rappresentare, in questa fase complessa e delicata, che è stata accolta la mia richiesta di utilizzare,in deroga, in via eccezionale ancora una volta, l’impianto sportivo “Miramare”, per lo svolgimento delle partite del prossimo Campionato di Calcio.

In data 24 luglio,infatti, è pervenuta formale autorizzazione da parte dei competenti organi all’ utilizzo del campo per tutta la stagione sportiva 2019/2020.

Rinnovo il mio impegno a porre in essere tutte le attività finalizzate alla completa soluzione dell’annosa questione relativa alla gestione dell’impianto sportivo, affinché sia garantita pienamente la possibilità di fruire di un impianto sportivo, diventato, negli anni,un importante punto di riferimento per tutte le associazioni sportive della Città che mediante la pratica dello sport più popolare e conosciuto, promuovono il valore sociale della pratica sportiva”.

Il Commissario Prefettizio

Dott. Vittorio Piscitelli

Lo Sport Lucera poco ha potuto contro un forte Manfredonia Calcio

La trasferta in riva all’Adriatico era di quelle difficili, contro avversari che, affamati di punti, viaggiano in scia alla United Sly, la straripante capolista. Il Manfredonia Calcio ha conseguito una vittoria meritata, che è stata costruita con grande vigore e brillante organizzazione di gioco, fino alla fine, in uno stadio Miramare gremito. Lo Sport Lucera, che ormai ha poco da chiedere alla sua stagione, ha mostrato spezzoni di buon calcio, spunti di orgoglio e, quando è stato necessario, rabbia agonistica, nonostante le non buone condizioni fisiche di più di un elemento.

I padroni di casa scendono in campo con tutta l’artiglieria pesante e l’azione è subito tambureggiante; così, al 15′, un tiro lungo di Trotta perfora per la prima volta la barriera difensiva ospite, rompendo l’equilibrio della gara. Lo Sport Lucera accusa il colpo e si piega ancora, al 21′, quando, in mischia, Santoro marca il raddoppio con un beffardo colpo di tacco.
Gli ospiti cercano di stare a galla, mostrano i denti e, al 34′, Balletta, dal limite, sfiora il palo. Il Manfredonia Calcio, però, quando punta la porta difesa da Valente, mette i brividi e trova i legni a respingere il pallone. Infatti, al 45′, Stoppiello, con una palombella corta, manda la sfera sulla faccia superiore della traversa; e un minuto dopo è ancora la sbarra a negargli la rete. Sport Lucera in affanno.

Nella ripresa, al 4′, ancora una traversa colta dai sipontini con Simone; mentre, Valente si supera, all’11’, su tiro ravvicinato di Laboragine. La gara è veloce e maschia; al 14′, Acquaviva cade in area avversaria e l’arbitro gli dice di rialzarsi. Il Manfredonia, spinto dal costante incitamento dei sui tifosi, non si concede pause e, al 22′, passa ancora con Trotta sugli sviluppi di una pregevole punizione ragionata, battuta dalla corsia di destra.
Il triplo vantaggio non spegne l’ardore degli uomini di mister Agnelli, che continuano a tenere altro il ritmo del confronto e a impensierire Valente. Al 29′, un diagonale di Grumo sfiora il palo; al quale risponde un indomito Ricci, al 30′, la palla sibila a pochissimo dallo specchio della porta. Anche Lauriola, da poco mandato in campo da Agnelli, cerca gloria e, al 32′, una sua conclusione si perde di poco a lato.
Nell’ultimo tratto di gara, al 37′, Ricci coglie la traversa, finalizzando una rapida ripartenza; e il palo dice no anche a Lauriola, al 44′.
Il Manfredonia Calcio ha chiuso la partita in piena accelerazione, perché la United Sly possa continuare a sentire il suo fiato sul collo.
Domenica, 17 marzo, al Comunale di Lucera arriva il Foggia Incedit.

Reti: Trotta, 15’pt; Santoro, 21’pt; Trotta, 22’st.

SPORT LUCERA Valente, Pompetti, Tadili (1’st Pilone), Pipoli (5’st De Blasio), Acquaviva, Favilla (28’st Rotondo), Rizzi (27’st Capotosto), Stramaglia, Ricci, Balletta, Bortone (32’st Villani). All. Bertozzi. A disp. Mucelli, Conticelli.

Cuore Sly, al “Miramare” termina 1-1

La Sly United esce indenne dal ‘Miramare’ e difende il primato del Girone A di Prima Categoria: termina 1-1 dopo una sfida difficile e piena di insidie per i biancorossi. Gli uomini di mister Quarto mantengono il +3 proprio sui sipontini e continuano nella striscia di imbattibilità che dura da inizio stagione.

La cronaca del match:

PRIMO TEMPO – Mister Quarto schiera la formazione-tipo con il consueto 4-3-1-2. Loliva tra i pali, Ancona-Lorusso-Clementini-Loseto a comporre la linea difensiva; Colella-De Vezze-Diagnè a centrocampo e Zotti a supporto della coppia Lacarra-Manzari. Il Manfredonia risponde con il consueto 4-3-3 ma cambiando qualche interprete rispetto al solito. Al posto di Lauriola nel tridente offensivo c’è Cicerelli, a centrocampo Mastropasqua agisce da play e Laboragine da mezz’ala. Passano 15’ di gioco e i sipontini si portano già avanti: Tristano vince un contrasto e davanti a Loliva non sbaglia, è 1-0. Sembra più in palla nella prima frazione la formazione di casa che con ordine difende il vantaggio senza rischiare praticamente nulla, se non con una conclusione di De Vezze ma parata agevolmente da Ciribe.

SECONDO TEMPO – Nella seconda frazione entra con un altro piglio la Sly United, che però rischia con il contatto Loseto-Grumo, contestato dalla formazione di Agnelli. Sul capovolgimento di fronte, Lacarrra imbecca Salvati che, davanti a Ciribe, viene steso da Sementino e l’arbitro indica il dischetto. Si presenta dagli undici metri Piero Zotti che non sbaglia: con un dolce cucchiaio fa esultare gli oltre 100 tifosi giunti da Bari. Da segnalare anche l’espulsione di Daniel Ola che dopo un contrasto troppo veemente Salvati, finisce la sua partita anzitempo. Il clima è teso e le occasioni da gol scarseggiano: l’occasione per il vantaggio del Manfredonia è al 95’ su uno degli assalti finali, ma Colella sulla linea salva e fa esultare i suoi compagni per un pareggio che vale come una vittoria. Finisce 1-1 al ‘Miramare’ dopo una partita non tra le migliori tecnicamente, ma sicuramente intensa e maschia.

Il prossimo impegno dei biancorossi sarà mercoledì alle ore 17.00 tra le mura amiche per la gara di andata dei quarti di finale di Coppa Puglia contro il Foggia Incedit. Mentre domenica, sempre con la formazione foggiana, si disputerà il 21esimo turno di campionato, ancora una volta allo Sly Stadium. Doppio confronto per le due formazioni nel giro di tre giorni.

Tabellino del match:
Manfredonia-Sly United 1-1 (15’ Tristano, 69’ Zotti)

Manfredonia (4-3-3): Ciribe, Monaco, Ola, Sementino, Tristano; Laboragine, Mastropasqua, Stoppiello; Cicerelli, Grumo (65’ Lauriola), Trotta (89’ Santoro). A disp: Pipoli, Simone, Granatiero, Rubino, Lupoli, Roberto, Pelosi. All. Agnelli.

Sly United (4-3-1-2): Loliva, Ancona (57’ Salvati), Lorusso, Clementini, Loseto I.; Colella, De Vezze, Diagnè; Zotti; Manzari, Lacarra. A disposizione: Franco, Azzariti, Martino, Turitto, Taal, Loseto F., Amoruso. All. Quarto.

Ammoniti: Ancona (S), Lorusso (S), Clementini (S), Sementino (M), Ciribe (M), Monaco (M).
Espulsi: Ola (M)
Note: Circa 3500 spettatori (150 ospiti).

Prova di forza della Sly: 3-1 nello scontro al vertice contro il Manfredonia

3-1, quinta vittoria consecutiva, primato legittimato e scontro diretto portato a casa:questa è la sintesi di una domenica perfetta in casa Sly United. La società del pre-sidente Quarto nel big match della quinta giornata di campionato batte il Manfredo-nia e si conferma regina del Girone A, insieme al Canosa.

PRIMO TEMPO – Mister Quarto sceglie il consueto 4-3-1-2. Tra i pali Loliva, in dife-sa Ancona, Azzariti, Clementini e Ivan Loseto. A centrocampo il trio formato da DeVezze, Colella e Faliero mentre in avanti è Zotti ad agire dietro la coppia Lacarra-Salvati. Il Manfredonia risponde con il 4-3-3, affidandosi al tridente Trotta-Lannun-ziata-Recchia. Passano pochi giri di lancetta e la formazione di casa deve subitorinunciare a Domenico Azzariti che esce per un problema alle spalle, al suo postoMartino. Il primo tempo è di studio per le due squadre che preferiscono non affon-dare il colpo. Il Manfredonia prova a costruire da dietro, mentre i biancorossi tenta-no la giocata in verticale verso le due punte. Poche emozioni nella prima frazionesino al minuto 40’, quando Gianni Colella, centrocampista della Sly, si inventa uneurogol dai 30 metri che si insacca alle spalle del portiere argentino Ciribe, ultimoarrivato in casa sipontina. Si va al riposo sul risultato di 1-0.

SECONDO TEMPO – Nei secondi 45’ ci si aspetta una reazione veemente degliospiti ma è la Sly United che continua a fare la gara. Non passano neanche dieciminuti della seconda frazione e Pepè Lacarra si inventa il gol della domenica: daposizione defilata trova un bolide sul palo lontano e fa esplodere lo Sly Stadium,stracolmo per la gara di cartello del quinto turno. Gli uomini di mister Quarto non siaccontentano e premono ancora sull’acceleratore: Lacarra impegna Ciribe con unaconclusione volante e sulla ribattuta si fionda Piero Zotti, più lesto di tutti a ribatterein porta il 3-0. È tripudio biancorosso e partita virtualmente chiusa a metà del se-condo tempo. Agnelli prova a scuotere i suoi inserendo Santoro e Granatiero, men-tre Quarto risponde con Loseto, Turitto e Amoruso. Il Manfredonia riesce a bucare ilmuro biancorosso soltanto nell’extra-time. Durante il recupero Trotta si guadagna efinalizza il gol della bandiera per i sipontini.
Termina 3-1 allo Sly Stadium che si tinge di biancorosso e festeggia gli eroi delladomenica. La società del patron Quarto continua la sua marcia inarrestabile e lan-cia un segnale importante al campionato.

Tabellino del match:
Sly United-Manfredonia 3-1
Reti: Colella (S), Lacarra, (S), Zotti (S), Trotta (M).

Sly United: Loliva, Ancona, Clementini, Azzariti (Martino), Loseto, De Vezze, Falie-ro (Amoruso), Colella, Zotti, Lacarra (Loseto F.), Salvati (Turitto). A disp: Franco, Vi-saggio, De Virgilio, Armenise, Rossini. All: Quarto Nicola.

Manfredonia: Ciribe, Monaco (Granatiero), Sementino, Ola, Simone, Stoppiello(Santoro), Laboragione, Cicerelli, Trotta, Recchia, Lannunziata. A disp: Pipoli, Ru-bino, Di Lauro, Conticelli, Pipoli, Ese Lupoli. All. Luigi Agnelli.

Ammoniti: Cicerelli (M), Salvati (S), Clementini (S)

Sly United, scontro al vertice, arriva il Manfredonia

Una delle settimane più importanti della stagione per Sly United, seppur sia soltanto la quinta giornata del campionato di Prima Categoria. Dopo il pareggio in Coppa Puglia contro l’Ideale Bari per 2-2 alla prima giornata della competizione, la squadra di mister Quarto ospita il Manfredonia.

I NUMERI DELLE DUE – Quattro vittorie a testa per biancorosso e sipontini, punteggio pieno e primato condiviso. Da un lato la Sly United con 23 gol fatti e due subito, dall’altro invece il Manfredonia di mister Agnelli che ha messo a segno 21 reti subendone soltanto una. Numeri straordinari per le due squadre che domenica si scontreranno in uno scontro al vertice di ben altra categoria. Saranno tanti i calciatori di assoluta esperienza. Da Lacarra a Trotta, passando per De Vezze ed Ola,
senza dimenticare Loseto e Laboragine. Una sfida tra due società ambiziose e organizzate, pronte a lottare sino all’ultimo per il primato in un girone che si preannuncia scoppiettante. Arbitra il signor Montanaro della Sezione di Taranto.
L’appuntamento é domenica 21 ottobre alle ore 17.00 allo Sly Stadium, Stadio San Pio nel quartiere Enziteto. La società biancorossa ha predisposto, come per ogni gara di campionato, una diretta Tv (sul canale 299) e una diretta streaming.

Sport Lucera, a Manfredonia la seconda sconfitta esterna

Lo Sport Lucera subisce la seconda sconfitta della stagione, perdendo, 2-0, sul sintetico dello stadio Miramare, nella trasferta contro il Manfredonia Football Club, per la quarta giornata del Campionato di Prima Categoria, girone A. Le reti sono giunte a inizio ripresa con Castigliego e nell’ultimo tratto di gara con De Filippo.
Mister D’Angelo ha dovuto schierare ancora una volta una formazione senza diversi titolari, anche se, in attacco, ha potuto mandare in campo Ungaro, reduce da due turni di squalifica.

E’ un torneo difficile in cui la compagine biancoceleste è costretta a barcamenarsi tra avversari molto agguerriti e lo sforzo di raggiungere, nonostante i tanti infortuni, un equilibrio utile per esprimere tutto il potenziale della rosa, senza dimenticare che le gare interne si sono giocate, sin qui, ad Apricena.

Domenica, 21 ottobre, Tadili e compagni affronteranno il Calcio Palo che, come il Foggia Incedit, in classifica è ancora fermo a quota zero. Un confronto che lo Sport Lucera deve vincere in qualsiasi condizione, sperando nella disponibilità del Comunale. Giovedì prossimo, invece, esordio nella Coppa Puglia con il Foggia Incedit nella prima partita del triangolare eliminatorio.

L’appello dei tifosi: comprate il Manfredonia. In 200 davanti al “Miramare”

Che le acque in cui naviga il Manfredonia, fresco di retrocessione nel campionato di Eccellenza 2018/2019, siano torbide è un eufemismo.

Il presidente dimissionario Sdanga, nei giorni scorsi aveva annunciato alla Gazzetta del Mezzogiorno la volontà di chiudere definitivamente l’esperienza calcistica, non avendo alcuna intenzione di proseguire dopo aver rimesso il proprio mandato al sindaco della città di Manfredonia.

[sc name=”garofalo”]

“Questa città ha fame di calcio. Comprate il Manfredonia”: è questo l’appello dei tifosi del sodalizio biancoceleste, riunitisi nella giornata di Lunedì 9 Luglio davanti la sede della squadra, in via San Giovanni Bosco, all’ingresso del Miramare. Duecento persone si sono riunite per dimostrare il proprio affetto e la sete di calcio, a qualunque livello, presente nella città del golfo.

Quale futuro per il Manfredonia. La scadenza del 26 Luglio per l’iscrizione ai campionati è imminente. Mancano due settimane: 15 giorni in cui gli interessati devono far percepire l’offerta di acquisto all’attuale proprietà, per farsi carico degli impegni di una società in estrema difficoltà.

Luigi Garofalo

Sdanga libera il Manfredonia

Il solito silenzio intorno al Manfredonia Calcio caratterizza l’ estate in riva al golfo.

La situazione in cui naviga il nostro Manfredonia e’ DISASTROSA, questa è una delle poche certezze che abbiamo. Oltre alla pioggia di vertenze dei vari calciatori che continuano ad arrivare come “se non ci fosse un domani”, dobbiamo aggiungerci il preuccupante silenzio che non fa ben sperare.
Le “voci di corridoio” dicono che Antonio Sdanga stia facendo di tutto per continuare la sua “avventura” da “presidente”, magari raccimolando aiuti o consensi per farci passare un altra stagione fallimentare!
Siamo stanchi e schifati dalla sua gestione , il Manfredonia calcio non può dipendere da una persona che ormai tutti sanno di non essere più in grado digarantirci un degno futuro!
È bene che il sig. Sdanga sappia che non appoggeremo in alcun modo ogni suo tentativo di restare alla guida del Manfredonia Calcio. Egli non rappresenta più questa città ma solo se stesso. Al contempo chiediamo ai soggetti interessati a proseguire con il calcio a Manfredonia, di farsi avanti.
QUESTA CITTA’ HA “FAME” DI CALCIO!

Lunedì 9 Luglio dalle ore 20:00 alle ore 21:00 ci raduneremo simbolicamente davanti la sede del Manfredonia Calcio in Via San Giovanni Bosco(ingresso tribuna) per mettere in chiaro ancora una volta la nostra posizione a riguardo.
Invitiamo tutti i Tifosi del Manfredonia ad essere presenti e unirci ancora una volta per dimostrare a tutti che questa città merita di più!
Quel giorno Indossiamo orgogliosi i nostri colori e sventoliamo fieri le nostre bandiere!
Il Donia siamo noi!

33esima di Serie D: POTENZA, la C è tua! In coda vincono tutti.

Le copertine di giornata sono tutte per il Potenza. Non poteva essere altrimenti: i Lucani, dopo una cavalcata trionfale, che li ha visti in vetta del girone H di Serie D per quasi tutto il campionato, conquistano con una giornata d’anticipo la promozione in Serie C. Il ritorno in serie C è sancito dalla vittoria per 3 a 1 sul Taranto, con la firma del bomber França, di Guaita e Russo. Grande festa al Viviani per il traguardo raggiunto dagli uomini del patron Caiata.

[sc name=”garofalo”]

Svaniscono definitivamente i sogni di gloria della Cavese, vincente per 5 a 1 al Miramare di Manfredonia, con quel che resta dei sipontini. Turno agevole anche per l’Altamura, che batte 3 a 1 in casa la già retrocessa Molfetta. I baresi mantengono un punto di distanza dal Taranto. La terza piazza verrà dunque assegnata nell’ultimo turno di campionato. Pericoloso black out dell’Audace Cerignola, che pareggia 3 a 3 tra le mura amiche con il Gravina. Gli ofantini sono definitivamente quinti in classifica e dovranno vedersela con la Cavese agli spareggi promozione.

Turno scoppiettante in zona play out. Il San Severo ha una marcia in più grazie alla cura del nuovo mister Di Domenico. L’Alto Tavoliere centra la seconda vittoria dall’arrivo del nuovo tecnico, battendo in trasferta la Frattese con un netto 3 a 1, in uno scontro bollente in chiave salvezza. Cade in casa l’Aversa Normanna, superata per 3 a 2 da un vivo Nardò, squadra arcigna pur senza obiettivi in campionato. La Sarnese batte un Picerno, ormai pago della sua posizione in classifica, con un perentorio 3 a 0. Vince anche il Pomigliano con il Francavilla, già salvo: 4-3 il punteggio per i campani. Completa il turno la vittoria del Gragnano con la Turris (0-1). In coda la classifica recita: Aversa 29 punti (già certa dei play out), Frattese a quota 32, San Severo a 33 punti e Pomigliano a 34, con Sarnese (35 p.ti) e Turris (36 p.ti) per ora fuori dalla zona calda.

L’ultima giornata, dunque, e emetterà due importanti verdetti: la terza classificata e la griglia play-out. Ultimi 90′ da seguire, per un campionato avvincente fino alla fine.

Luigi Garofalo

SERIE D, 33° turno. Si prospetta una giornata “infuocata” in chiave play off e salvezza

Sarà una giornata infuocata, la  16esima di ritorno del campionato di Serie D, girone H. Di certo, o non solo, per le temperature che offrono a squadre e tifosi un insolito antipasto di estate ad Aprile; tante sfide in testa ed in coda possono emettere verdetti importanti in chiave promozione e play out.

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LE GARE DELLE PUGLIESI

Al Potenza basta un punto in casa con il Taranto  per festeggiare il ritorno nei professionisti. La promozione matematica sta tardando ad arrivare, dopo un lungo campionato passato a dominare in vetta alla classifica. Se non fosse per gli scontri diretti, che vedono il Potenza in vantaggio sulla Cavese, si potrebbe dire che il campionato, con i lucani primi a +5 sui campani, sarebbe, per un piccolo spiraglio, ancora aperto. Al “Viviani” la capolista avrà di fronte un Taranto alla ricerca dello scatto decisivo per la conquista del terzo posto, a discapito di Altamura ed Audace Cerignola.  La Cavese coltiva le ultime speranze di campionato in Capitanata, con il già retrocesso Manfredonia. Occorre sperare in una clamorosa debacle dei lucani nelle due ultime giornate: in casa Cava è ragionevole pensare già ai play off.  Il Team Altamura, quarto in classifica, sarà di scena tra le mura amiche con il Molfetta, squadra da tempo retrocessa. Il Cerignola ospiterà il Gravina, tra le  inseguitrici degli ofantini, ma lontana di  10 punti ed ormai fuori da ogni discorso play-off. In coda, tra le pugliesi, il San Severo, rinvigorito dalla cura Di Domenico e dal prezioso successo in casa con la Sarnese, sfidera la Frattese in Campania. Tra le due squadre ci sono solo 2 punti: la sfida sarà un vero e proprio match-ball per la salvezza, con la Frattese che occupa l’ultima posizione utile per la salvezza diretta. E’ prevista una mobilitazione da San Severo, con un pullman messo a disposizione dei tifosi dalla società. I salentini del Nardò, privi dell’infortunato Agodirin, faranno visita all’Aversa Normanna, squadra alla disperata ricerca di punti in chiave salvezza

LE ALTRE GARE

Sarnese-Picerno è una gara importante soltanto per i campani, attualmente 13esimi ed in zona play out. I campani devono cercare la vittoria e conseguentemente sperare in un pareggio tra San Severo e Frattese, per candidarsi seriamente alla salvezza diretta. Lo stesso discorso vale per il Pomigliano, impegnato in casa con i lucani del Francavilla, e distante solo un punto da Frattese e Sarnese, al 15 esimo posto. Completa il turno la sfida tra Gragnano e Turris.

 Luigi Garofalo

Serie D, turno di Pasqua. Testa-coda Potenza-San Severo e Taranto-Molfetta. Il Manfredonia dice addio alla D?

Giovedì Santo di Campionato in Serie D: un incontro alle 14.30, poi tutte le gare alle 15, con eccezione della sfida del “Viviani” di Potenza tra la capolista e il San Severo dell’ex Giacomarro (squalificato), che si disputerà in notturna alle 20.30.

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LE GARE DI OGGI

Dopo la sconfitta casalinga con l’Altamura, condita dalle aspre polemiche sfociate in una protesta ufficiale alla LND, il San Severo si trova di fronte alla capolista Potenza, per provare fino all’ultimo a centrare la salvezza diretta. I padroni di casa, però, sono reduci dalla sconfitta nel derby con il Francavilla, che ha visto assottigliare il distacco dalla Cavese (2° in classifica a 5 punti). Lecito attendersi un Potenza agguerrito: servirà una grande gara per il San Severo, che dovrà fare a meno degli squalificati Buonapitacola e Spinelli. Turno casalingo per il Team Altamura: tra le mura amiche arriva il Pomigliano, invischiato nella lotta per non retrocedere. I baresi vogliono consolidare la terza piazza, aumentando i due punti che li separano dall’Audace Cerignola. Quest’ultimi saranno di scena al “Monterisi” con la Frattese: per il Cerignola l’imperativo categorico è fare bottino pieno, per poi sperare in un passo falso dell’Altamura. All’incontro di Cerignola guarda con molta attenzione anche il Manfredonia: i sipontini giocheranno in casa contro l’ostico Picerno, reduce da un turno forzato di riposo a causa del maltempo. Se il Manfredonia dovesse perdere, un’eventuale vittoria della Frattese a Cerignola determinerebbe l’aritmetica retrocessione dei foggiani in Eccellenza, con lo spettro fallimento all’orizzonte. Altro testa-coda quello che andrà in scena a Taranto: allo “Iacovone” arriva il Molfetta, squadra di fatto retrocessa, che aspetta la matematica condanna. Difficile pensare ad un Taranto che possa incontrare difficoltà nel far bottino pieno. Il Nardò di Agodirin e soci, che naviga in acque tranquille e che non ha più nulla da chiedere al campionato, farà visita al Gragnano: i campani vogliono compiere il passo decisivo per evitare di essere risucchiati nella lotta per la salvezza. Tra le altre pugliesi, il Gravina farà visita alla seconda della classe, la Cavese: i campani sperano ancora nel miracolo promozione diretta. Il Gravina fuori casa è un avversario ostico: ha perso solo 2 gare su 14 disputate lontano dalle mura amiche.
Completano il turno le gare tra Aversa-Sarnese e Turris-Francavilla.

Luigi Garofalo

Preview Serie D, 28° giornata. Tutto il menù della domenica delle Palme

Quella di oggi sarà una domenica delle Palme importante sia in chiave play-off che nella bagarre per evitare gli spareggi retrocessioni. La 28esima giornata del campionato di Serie D, girone H, offre tante gare interessanti, dall’esito tutt’altro che scontato. Le gerarchie del campionato, sono ormai delineate.  La classifica è da qualche giornata spezzata in quattro tronconi: Potenza primo;  il gruppo degli inseguitori fino alla quinta piazza a giocarsi i play off; Gravina, Picerno e Nardò che probabilmente non hanno più nulla da chiedere al campionato; 8 squadre impegnate nella lotta play out, dal Pomigliano alla Frattese; Manfredonia e Molfetta a chiudere la classica).Il campionato offre, dunque, altrettanti mini-tornei rispetto ai diversi obiettivi,  da qui alla fine della regular season.

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Il Potenza, ormai in fuga, sarà ospite del Francavilla, in un derby che vede i favori del pronostico chiaramente dalla parte dei potentini, ma che, complice l’esigenza di far punti in chiave salvezza dei padroni di casa, non può dirsi scontato. La Cavese sarà di scena a Nardò. La speranza per i campani è che il derby lucano possa intralciare la corsa del Potenza e rosicchiare qualche punto alla prima della classe. In Salento non sarà facile: il Nardò fa parte di quel gruppo di squadre a centro classifica, già salve, ma che probabilmente non possono aspirare ad un posto play-off. Il Nardò in casa è una squadra ostica: ha perso solo 2 incontri su 13, peraltro ad inizio stagione.  Trasferta insidiosa anche per l’Altamura, che sarà di scena al Ricciardelli di San Severo, contro i padroni di casa dell’Alto Tavoliere. I foggiani sono finora impeccabile fuori casa dall’arrivo di Giacomarro, appaiono più in difficoltà tra le mura amiche: il tentativo di ripartire anche in casa potrebbe rendere l’incontro molto equilibrato.  E’ quasi un testa-coda quello in scena a Frattamaggiore: la Frattese, terzultima, cerca punti casalinghi importanti, per salire posizioni nella griglia play-out; il Taranto, vuole guadagnarsi la terza piazza, più utile per gli spareggi. A Molfetta la sfida tra i padroni di casa ed il Gragnano può offrire la possibilità ai campani di fare punti importanti per staccare la zona play-out ed ambire ad un campionato tranquillo nelle ultime giornate. A Pomigliano il derby tra i padroni di casa e l’Aversa Normanna è una sfida delicata in chiave salvezza. Tra le squadre ci sono 6 punti: l’obiettivo dell’Aversa è accorciare ulteriormente la classifica, che vede 7 squadre in sei punti. Trasferta a Sarno per il Cerignola. Obiettivi diametralmente opposti per le due squadre: la Sarnese spera di staccare Francavilla e San Severo per conquistare la salvezza diretta; l’Audace fa parte di quel terzetto a 53 punti in zona play off che si giocheranno la miglior posizione possibile nella griglia degli spareggi. Completa il quadro Gravina-Manfredonia: il pronostico direbbe Gravina; i sipontini sono reduci dalla rimonta cocente nel derby con il San Severo.

Rinviata per le nevicate degli scorsi giorni la gara tra Picerno e Turris.

 

Luigi Garofalo

Manfredonia-San Severo 2-2. La gara vista con gli occhi dei giallogranata

Stesso risultato dell’andata, 2-2, stesso copione ma con protagonisti diversi: i padroni di casa vanno in vantaggio di 2 reti nel primo tempo e poi vengono raggiunti dagli ospiti nella ripresa.

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Questa la sintesi dei 180’ del derby di capitanata tra Manfredonia e Alto Tavoliere San Severo che al “Miramare”, nel match valevole per la 27^ Giornata del Campionato di serie D girone H, vede i sipontini rimontati da Palumbo e Kameni dopo essere andati in vantaggio con La Porta e La Forgia. Nell’occasione Mister Giacomarro, al suo posto a comandare le operazioni l’allenatore in 2^ Pompilio, ordina una mini-rivoluzione rispetto all’ultima uscita riproponendo titolari i vari Longobardi, Cappelli, Formuso ,Ligorio (pienamente recuperato dall’infortunio) e capitan Florio che mancava dagli undici iniziali ormai da diversi mesi. Sull’altro fronte il debuttante mister Mancano recupera dalla squalifica Esposito, Amendola e Mazzei. Dopo pochi secondi di gara Manfredonia già al tiro con Amendola; Longobardi risponde presente. Al 5’ Palumbo spara alto da ottima posizione, mentre al 14’ Basso viene fermato alla disperata dalla difesa di casa dopo un’ottima combinazione con Vaccaro. 2’ dopo i padroni di casa passano in vantaggio: La Porta entra in area da sinistra bruciando la difesa avversaria e depositando alle spalle di Longobardi il pallone dell’1-0. I giallogranata accusano il colpo e al 21’ ne approfitta la Forgia siglando la rete del raddoppio. Seconda marcatura sipontina che finalmente scuote gli ospiti con Florio che prima al 22’ chiama agli straordinari Grasso e poi al 26’ coglie la traversa in entrambe le circostanze su calcio piazzato. Al 34’ un cross velenoso di Romito fa vedere i sorci verdi a Longobardi poi fino al fischio finale della prima frazione squadre che si danno battaglia senza occasioni di rilievo da segnalare. Nella seconda frazione è tutta un’altra musica. La compagine sanseverese si riversa nella metà campo avversaria andando vicino alla marcatura con Spinelli (48’) e Formuso (53’). Al 57’ l’Alto Tavoliere rientra in corsa. Filtrante resoterra in orizzontale di Kameni al centro dell’area di rigore per Palumbo che tocca il pallone quel tanto che basta a mandare fuori tempo Grasso. Il bomber napoletano con questa rete raggiunge la doppia cifra con la maglia foggiana. Ancora il centrocampista camerunense protagonista al 64’. Azione tambureggiante del San Severo pallone che giunge a Kameni che con il piattone destro (non il suo piede preferito) manda la sfera nell’angolino alto alla sinistra di Grasso. 2-2 e gara che da questo momento diventa entusiasmante e ricca di colpi di scena. 66’, Amendola si invola a tu per tu con Longobardi. L’estremo difensore ,ex della sfida, va incontro al calciatore manfredoniano rimanendo freddo fino all’ultimo istante e inducendo all’errore il numero 7 di casa. Al 71’ Florio manda al lato dalla distanza, mentre al 78’ Grasso devia in corner con la punta delle dita una conclusione dai 20 metri di Vaccaro. Girandola di cambi: tra gli altri entrano Tommasini nel San Severo e Kebbeh nel Manfredonia. Entrambi i calciatori assumono il ruolo di attori principali all’84: l’attaccante gambiano, favorito da un rimpallo, s’invola solitario verso la porta di Longobardi. Tommasini lo affronta ,i due vengono a contatto e per il direttore di gara è fallo da ultimo uomo. Sfortunato il difensore campano la cui partita dura soltanto 5’. Ma i giallogranata non accusano l’inferiorità numerica e in pieno recupero due sortite offensive di Rossi (anch’egli entrato a partita in corsa) per poco non vengono realizzati in rete da un altro neoentrato Fulvi (92’) e Palumbo (93’). Il triplice fischio sancirà il 2-2 finale degno di ciò che un derby possa rappresentare al meglio:ossia goal ed emozioni. Per gli uomini di mister Giacomarro il rammarico di aver lasciato un tempo, il primo, all’avversario per poi uscirne nel secondo alla distanza rischiando anche il ribaltone nel finale di gara. Un secondo tempo da cui bisognerà ripartire e farne tesoro in vista della prossima sfida casalinga che opporrà all’Alto Tavoliere San Severo la Team Altamura 3^ in classifica generale.

MANFREDONIA: Grasso, Granatiero (dal 59’ Orlando), Vatiero, Romito (dal 74’ Diamande), Esposito, Mazzei, Amendola (dal 92’ Rinaldi), Martino, La Forgia (dal 52’ Kebbeh), Stoppiello (dall’84’ Abbate), La Porta. A Disp.: Simone, Tristano, Rubino, Russo). All.: Mancano.

SAN SEVERO: Longobardi, Cappelli (dal 65’ Fulvi), Spinelli, Vaccaro, Ligorio (dal 79’ Tommasini), Silletti, Basso, Florio (dal 74’ Rossi) ,Formuso (dal 79’ Cioffi, dall’89’Ianniciello), Palumbo, Kameni. A Disp.: Patania ,Bonabitacola, Menicozzo, Ruggieri. All.: Pompiliio (Giacomarro squalificato).

Arbitro: Vingo di Pisa. Assistenti: Fresa d Battipaglia, Russo di Torre Annunziata.

RETI: 16’ La Porta (M), 21’ La Forgia (M); 57’ Palumbo (S), 64’ Kameni (S).

AMMONITI: Esposito (M), Amendola (M). ESPULSI: 84’ Tommasini(S) per falloo da ultimo uomo.

NOTE: Giornata nuvolosa con temperatura di stagione. Spettatori 300 circa di cui una quarantina da San Severo. Al 70’ allontanato dalla panchina il preparatore atletico Pesolo (S). Recupero: 2’ e 5’. Angoli 7-2 per il San Severo.

FONTE:

Alfonso Tartaglia (Ufficio Stampa Alto Tavoliere San Severo)

Serie D, l’analisi degli anticipi. Vince il San Severo. Colpo dell’Aversa a Manfredonia

Arrivano importanti verdetti dai due anticipi della 23esima giornata del girone H di Serie D: vince il San Severo che inguaia la già difficile posizione dello Sporting Fulgor Molfetta; colpo esterno dell’Aversa Normanna che conquista tre punti fondamentali in chiave salvezza al Miramare di Manfredonia contro i sipontini. Per Molfetta e Manfredonia la situazione di classifica si fa veramente complicata.

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Continua il buon momento di forma del San Severo che liquida con una rete per tempo la pratica Molfetta. Nella prima frazione di gioco è un’autorete di Pastore, propiziata da un’azione personale del capitano del San Severo Ianniciello a sbloccare la gara. Nella seconda frazione di gioco, dopo otto minuti, gli uomini di Giacomarro chiudono la gara con un gol di Palumbo. Per l’attaccante del San Severo si tratta dell’11esima rete da quando è arrivato in Puglia nel mercato di Dicembre: un vero e proprio fattore per l’Alto Tavoliere, che sale a quota 22 punti, uscendo momentaneamente dalla zona play out.

A Manfredonia colpo dell’Aversa Normanna che, con una doppietta di Giacobbe nel secondo tempo, batte i Sipotini di mr. Baratto. L’Aversa Normanna agguanta la Turris a quota 20 punti e tiene il passo del San Severo in una lotta per non retrocedere molto equilibrata. Per il Manfredonia la zona play out dista solo 3 punti, che potrebbero restare tali se domani la Frattese (terzultima) non farà risultato in casa della capolista Potenza, come prevedibile.

Momento decisamente no, dunque, per Manfredonia e Molfetta. A destare preoccupazione non è tanto la situazione di classifica delle due squadre, quanto lo stato di forma delle concorrenti, due su tutte: il San Severo è  in condizione più che positiva, l’Aversa è alla terza vittoria in 5 gare (1 pari ed 1 sconfitta nelle altre due).  E’ proprio il momento di forma della già citata Frattese, che per ora occupa l’ultima posizione valida per i play off, a tenere accese le speranze di salvezza sia del Manfredonia che del Molfetta: i campani di Frattamaggiore non vincono infatti da Novembre. Non può bastare alle due pugliesi. Serve un cambio di marcia per non buttar via, prima del tempo, una stagione dalle mille difficoltà.

Luigi Garofalo

Fonte Foto: Alto Tavoliere Calcio San Severo (Pagina Facebook)