Bari, a Vercelli torna l’incubo sintetico. Sui campi non naturali, biancorossi sempre sconfitti e con tante figuracce. La lezione sarà servita? In Piemonte la controprova

Dopo la gara contro il Novara che nonostante tanti tentativi e numerosi tiri in porta ha portato in saccoccia solo un pareggio, il Bari sarà di scena al “Silvio Piola” contro l’altra piemontese della cadetteria ossia la Pro Vercelli. 

I galletti non hanno vissuto una settimana facile con alcuni elementi che sono tornati malconci dalle nazionali (vedi Ivan che si è rifatto male con la sua Slovacchia) ma soprattutto dal lato “giudiziario”. Dopo la gara persa a Trapani, sono girate tanti voci sui social network principalmente che parlavano di spogliatoio rotto, litigi tra calciatori e soprattutto che questi ultimi si fossero addirittura venduti la gara. Ad “avvalorare” questa ipotesi (da cui prendiamo da sportivi le distanze) ci sarebbe una registrazione audio in cui una persona, non ben nota, afferma che i giocatori si sarebbero venduti la partita in Sicilia e che il tecnico Colantuono, saputo di ciò, si sarebbe dimesso con Sogliano a ricomporre il puzzle. La Fc Bari, con in testa il suo presidente Giancaspro, ha deciso di sporre denuncia contro ignoti per tutelare la società da qualsiasi calunnia nelle sedi opportune.

Tralasciando questo discorso, di cui si occuperanno gli organi competenti, la gara contro il Trapani ha lasciato un importante strascico ossia che sui terreni sintetici, il Bari non riesce proprio a giocare rimediano soltanto figuracce. Il problema è che anche al “Silvio Piola” di Vercelli, i galletti troveranno un manto erboso artificiale e cosa dobbiamo aspettarci? Una sconfitta sarebbe disastrosa per il morale e la classifica e l’alibi del terreno naturale o sintetico non sarebbe sufficiente. Con l’esperienza di molti calciatori in rosa, che hanno calcato anche terreni di Serie A ci si aspetta che il Bari sia conscio delle insidie di giocare in terreni sintetici e in impianti piccoli ma ciò nonostante a Chiavari, Cittadella e Trapani (solo per citare le ultime), i biancorossi hanno sempre steccato.

Colantuono che, per prendere più confidenza col manto erboso di Vercelli, ha deciso di far partire prima la squadra verso il Piemonte deve fare a meno ancora di diverse pedine. Il Giudice Sportivo ha fermato per un turno Tonucci e Fedele mentre gli infortuni terranno fuori ancora Ivan, Greco e Suagher con le buone notizie che arrivano da Moras e Morleo che sembrano arruolabili. Capitolo formazione: col modulo 4-3-3 è ipotizzabile vedere Micai in porta, in difesa Sabelli, Capradossi, Moras e Morleo. A centrocampo Romizi, Salzano e Macek (Basha è rientrato dopo aver giocato due partite da titolare con la sua Albania) mentre in attacco ci dovrebbero essere Galano, Floro Flores e Brienza. 

La Pro Vercelli del giovane tecnico Moreno Longo andrà a caccia di punti salvezza contro i biancorossi. I piemontesi dovrebbero schierarsi in campo con il 3-5-2: in porta Provedel, pacchetto difensivo con Luperto, Bani e Legati. Nel ricco centrocampo spazio a Germano, Emanuello, Palazzi, l’ex leccese Vives e Eguelfi con in avanti il tandem Bianchi-Aramu.

All’andata, il Bari di Stellone liquidò la pratica Pro Vercelli con il 2-0 firmato Maniero-Brienza mentre nella partita dello scorso anno, giocata in Piemonte, i biancorossi vinsero per 1-0 grazie al gol di Ionut Rada (ora alla Fidelis Andria).

Arbitrerà il match, il signor Pinzani di Empoli che ritrova il Bari dopo la pirotecnica vittoria 4-3 col Benevento.

ANTONIO GENCHI

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Marcatori Serie B, salgono Caputo e Ceravolo

26 le reti segnate nel trentaduesimo turno del campionato di Serie B.

Sale, segnando la sua quindicesima rete stagionale, Caputo della Virtus Entella.

Tredicesima marcatura per Ceravolo del Benevento.

Undicesimo centro per Ardemagni dell’Avellino e Ciofani del Frosinone.

Doppietta e salita a quota 10 per Coronado del Trapani, mentre sale a 10 anche Avenatti della Ternana.

Da segnalare anche il sesto gol stagionale di Catellani della Virtus Entella.

 

 

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CLASSIFICA MARCATORI dopo la giornata 32 (prime posizioni)

 

19 reti: Pazzini (Hellas Verona)

15 reti: Caputo (Virtus Entella)

13 reti: Ceravolo (Benevento), Coda (Salernitana) e Dionisi (Frosinone)

12 reti: Antenucci (Spal), Di Carmine (Perugia), Litteri (Cittadella)

11 reti: Ciofani (Frosinone), Ardemagni (Avelino), Lasagna (Carpi) e Andrea Caracciolo (Brescia)

10 reti: Avenatti (Ternana), Coronado (Trapani), Ciano (Cesana), Galabinov (Novara) e Granoche (Spezia)

9 reti: Cacia (Ascoli)

8 reti: Nicastro (Perugia), Zigoni (Spal) e La Mantia (Pro Vercelli)

 

 

 

 

ALESSANDRO POLICHETTI

 

 

 

Due pali, tanta stanchezza e un pizzico di sfortuna stoppano il Bari. Lo 0-0 col Novara ha il forte sapore del rimpianto

Il Bari di Stefano Colantuono era chiamato a dare un segnale alle rivali cancellando la vergognosa prova offerta a Trapani sabato scorso con un perentorio 4-0 a favore dei siciliani. Il compito riesce a metà con i galletti che giocano una buona partita nel complesso contro il Novara ma raccolgono il misero punticino, frutto dello 0-0 finale.

Tante le assenze per Colantuono col tecnico romano che, tra infortunati ed impegni delle nazionali, deve fare a meno di mezza squadra (Ivan, Macek, Raicevic, Greco, Suagher per citarne qualcuno). Il 3-4-3 visto, con alterne fortune, contro Frosinone e Trapani viene messo in soffitta a favore del collaudato 4-3-3. A centrocampo c’è il ritorno di Marco Romizi con Fedele e Salzano mentre le chiavi dell’attacco sono affidate a Floro Flores, sostenuto dalla classe e dalle giocate di Brienza e Galano. L’inizio è rabbioso con il Bari che si fionda subito all’attacco e mette alle corde il Novara: al 4° minuto, la prima occasione è di marca barese con Floro Flores che ha sui piedi la palla del vantaggio ma, sul più bello, tira troppo centralmente per impensierire Da Costa. Il Bari, versione casalinga, è padrone del campo e coglie due legni: il primo con Brienza che scocca un tiro a pelo d’erba che sbatte sul palo e un minuto dopo con uno schema su angolo che porta al tiro Fedele ma il tiro del mediano svizzero sbatte sulla base del palo. Il Novara si chiude e prova a contenere il Bari che però costruisce ancora una ghiotta azione con Floro Flores che ci prova in sforbiciata ma niente da fare. Al 29esimo episodio dubbio in area piemontese: Floro Flores entra in contatto con Mantovani ma l’arbitro Pasqua lascia correre. I tre davanti costruiscono ma mancano di cinismo: in chiusura di tempo è Floro Flores a saltare il portiere e mettere in mezzo ma Brienza spara alto. La ripresa si apre come era finito il primo tempo con il Bari a caccia del vantaggio: prima ci prova Salzano poi è Floro Flores ad avere il match ball ma a tu per tu col portiere mette fuori. Il Novara capisce l’andazzo e chiude ogni varco mandando il Bari in difficoltà: i biancorossi non riescono a trovare lo spunto giusto e in pieno recupero rischiano grosso su un tiro a giro di un attaccante novarese che si spegne di poco fuori. 0-0 e squadra che esce in un mix di applausi e fischi.

Bisognava cancellare l’apatia di Trapani e la missione può ritenersi compiuta. La squadra lotta, si impegna, costruisce tanto ma non finalizza. Quest’oggi è inutile negarlo ma i biancorossi avrebbero meritato la vittoria ma è stato bravo e fortunato il Novara a portar via questo prezioso 0-0. I rimpianti aumentano se si pensa alla classifica: con i tre punti, il Bari avrebbe scavalcato Perugia, Cittadella e Benevento in un colpo solo ma questo maxi-sorpasso resta solo un illusione. Come spiegare allora questo mancato successo? I punti salienti sono tre: 1) tante occasioni non sfruttate a dovere, 2) tanti giocatori che hanno finito la gara con i crampi e la stanchezza si sa è cattiva consigliera quando devi correre per andare a vincere una gara ed infine 3) il centrocampo visto oggi. Mancava Basha, impegnato con la sua Albania, e si è visto: l’ex toro è l’unico capace di prendere in mano la bacchetta da direttore d’orchestra e dirigere le operazioni. Contro una squadra che ha badato a coprirsi, tre “cagnacci” come Salzano, Fedele e Romizi sono troppi e mancavano piedi buoni. Quando Colantuono ha inserito Parigini e Maniero è mancato il reparto che fornisse loro i palloni con tantissimi fraseggi sterili. Da aggiungere, a tutto questo, anche il momento no di Floro Flores: la punta napoletana, dopo il suo arrivo dal Chievo, aveva una media realizzativa da killer ma sono diverse gare dove non segna e prova delle giocate troppo complicate che vengono bloccate dagli avversari. Sabato impegno a Vercelli contro un avversario abbordabile ma che gioca su un campo sintetico…Bari, hai imparato la lezione?

BARI: Micai, Sabelli, Tonucci, Capradossi, Daprelà, Romizi, Fedele, Salzano, Brienza, Galano, Floro Flores.

NOVARA: Da Costa, Lancini, Troest, Mantovani, Chiosa, Casarini, Cinelli, Orlandi, Kupisz, Macheda, Sansone.

ARBITRO: Pasqua di Tivoli

ANTONIO GENCHI 

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Bari, dopo l’umiliazione di Trapani serve rialzarsi. Col Novara servirà una prova da uomini, prima che da calciatori

La sconfitta per 4-0 rimediata a Trapani ha lasciato tanta amarezza in tifosi ed addetti ai lavori. Il Bari visto in Sicilia sembrava una squadra di scapoli e ammogliati presi e lanciati in campo. Il poker subito ad opera degli indiavolati avversari poteva essere anche più massiccio se non ci fossero stati degli interventi di Micai, l’unico che si è salvato nella disfatta del “Provinciale”.

La bella prova offerta col Frosinone è stata spazzata via da una prova indecente che ha fatto infuriare, in primis, gli oltre duecento tifosi che hanno sfidato autostrade dissestate, traghetti e una barca di chilometri per essere al fianco dei loro beniamini. Il calcio (per fortuna) non è come la vita e ti da l’occasione pochi giorni dopo di riscattarsi: domenica i biancorossi riceveranno al “San Nicola” il lanciato Novara di Boscaglia ed è l’occasione giusta per fare pace con una tifoseria che si sente presa in giro dopo aver dato tanto, forse troppo, amore.

Il presidente Giancaspro, in settimana, ha voluto come da lui stesso detto mettere acqua sul fuoco e tranquillizzare un ambiente uscito molto preoccupato dalla gara di Trapani. L’imprenditore molfettese ha voluto, in qualche modo, abbassare la pressione sulla squadra affermando che la promozione in Serie A non dev’essere un obbligo ma un obiettivo e che si sono lanciate le basi per tentare di arrivarci anche nei prossimi anni. Parole giuste, giustissime ma che devono essere recepite nel giusto modo dalla squadra: va bene non caricare di troppe pressioni i giocatori ma è giusto che Bari abbia una squadra all’altezza che lotti in casa e fuori senza rimediare delle figure cosi barbine contro avversari modesti. A chi spetta il compito di trasferire la voglia di lottare dei tifosi ai giocatori? Sicuramente a Stefano Colantuono. L’allenatore romano è stato preso proprio per il suo carattere e la sua grinta che però, fino a questo momento, si è vista solo in casa e nella gara di Benevento.

Domenica, nel posticipo delle 20.30, il Bari se la vedrà col Novara, giustiziere dei galletti ai playoff della passata stagione con quel rocambolesco 3-4. Da allora, è cambiato parecchio sia in casa Bari (presidente, allenatore e parte della squadra) cosi come in casa Novara con Baroni che ha lasciato spazio a Boscaglia. Tra infortunati ed impegni delle nazionali, saranno diversi i calciatori assenti nelle fila pugliesi con una formazione tutta da inventare. Plausibile il ritorno della difesa a 4 con il consueto 4-3-3: Micai in porta, difesa con Sabelli, Tonucci, Capradossi e Morleo. A centrocampo dovrebbe rivedersi Romizi con Fedele e forse Brienza. In attacco spazio al tridente Galano, Floro Flores e Parigini. 

ANTONIO GENCHI 

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Foggia – Lecce 3-0. Il racconto romanzato di una giornata incredibile

luigi-garofaloSono passate da poco le cinque del pomeriggio di domenica 19 Marzo quando io ed i miei compagni di viaggio Giuseppe e Roberto ci incamminiamo lungo viale Ofanto in cerca di qualcosa da mettere sotto i denti.  Il pranzo lo abbiamo saltato: niente panini o robe del genere. Così, mentre superiamo via Guido Dorso ed imbocchiamo Viale degli Aviatori, man mano che ci avviciniamo al posto prescelto per mangiare qualcosina, la fame aumenta.

Mi giro a destra, guardo il sole tramontare. Il cielo è limpido. Penso e dico a me stesso che è proprio un bella giornata. Probabilmente se quella di ieri fosse stata una qualsiasi domenica primaverile, non so se avrei fatto caso al tramonto. In realtà quello di ieri era ben diverso, perché con la sua serenità simbolicamente chiudeva una settimana piena di attesa, di tensione, di fermento per quel derby, per quel Foggia-Lecce che da tempo aspettavamo. Così in quel lento cammino post-partita accanto a noi vedo tanta gente soddisfatta che, nella tranquillità più assoluta, commenta la grande vittoria del Foggia. Dopo aver mangiato ci infiliamo in auto, in direzione Poggio Imperiale, luogo da cui siamo partiti. Nel tragitto riavvolgo ilnastro di questa giornata e di questa partita che, comunque andrà a finire questo campionato,ha rappresentato un’incredibile giornata di sport, da ricordare.

Ho pensato che questa domenica è stata un contenitore misto di emozioni e sensazioni diverse, che solo chi ha a cuore le sorti del Foggia può capire. In settimana abbiamo osservato la corsa frenetica ai biglietti, abbiamo apprezzato la Foggia-mania esplosa fin da martedì con la messa in vendita on-line dei tagliandi. Ilsold-out presto raggiunto ha contribuito ad accrescere la tensione. Foggia aveva risposto presente all’appuntamento contro la seconda in classifica. Era necessario che la squadra rispondesse a sua volta con una grande prestazione. E così è stato.

Sono le 8 di mattina quando Giuseppe mi scrive un messaggio chiedendomi: “Hai dormito?”. Allude alla sua tradizionale tensione pre-partita. Mi strappa una risata. Gli faccio gli auguri di buon onomastico, poi rifletto e penso: potrebbe essere il protagonista perfetto dell’inno dei Satanelli, quando recita  “Maledetta insonnia prima di ogni partita”. Insieme decidiamo di partire alle 11.30, senza optare per il pranzo, perché c’è da fare una fila in Tribuna Ovest inferiore (settore che  scaramanticamente- dato che ha spesso portato bene- abbiamo scelto da tempo per seguire le partite del Foggia). Nel viaggio c’è un sole incredibile. Altro che primavera, sembra quasi giugno. Dopo aver parcheggiato, di corsa  ci rechiamo all’ingresso. C’è tanta gente a fare la fila in Curva Sud al pre-filtraggio. In viale Ofanto, nel nostro settore, la fila è più scorrevole. Entriamo ad un’ora e mezza della gara. Ci accoglie un addetto che ci fornisce un volantino con il testo dell’Inno del Foggia, da cantare insieme. Gli rispondiamo che non ne avevamo bisogno. Lo conosciamo. Poi prendiamo posto. Ci accomodiamo a pochi passi dalla panchina avversaria. Giuseppe mi fa notare che è lo stesso posto di Foggia-Pisa e di quella brutta giornata. Per chi è scaramantico sarebbe stato un brutto presagio.

No, non poteva andare come quella volta. L’aria è diversa. Elettrica, ma diversa. La posta in gioco era alta, sportivamente parlando: una mini-fuga con vista promozione. Quel che balza subito ai nostri occhi è la cornice di pubblico: tutti i settori erano già pieni. Lo stadio avrebbe spinto la squadra, e questo era già un buon punto di partenza. Foggia e Lecce entrano in campo per il sopralluogo. Le prime scintille tra i giocatori ci sono fin da subito: del motivo e di come siano andate le cose lasciamo parlare ai giornalisti. Ci guardiamo negli occhi e pensiamo che sarebbero stati 90 minuti caldissimi quelli che di lì a poco stavano per iniziare. Da casa degli amici mi scrivono. Vogliono sapere atmosfera, ricevere come sempre qualche foto, leggere la formazione. Il momento della discesa in campo dei giocatori sembra non arrivare mai. Poi finalmente il riscaldamento. Notiamo i titolari: Guarna in porta; Loiacono, Coletti, Martinelli e Rubin in difesa; Agazzi, Vacca e Deli a Centrocampo. In attacco vediamo Mazzeo e Di Piazza, poi Chiricò.  Non vediamo Sarno. “Dov’è Sarno?”,  mi chiedono. Sarà in panchina? Poi arriva l’sms di conferma da casa, con le formazioni ufficiali. Chiricò ha vinto il ballottaggio con Vincenzino. Mentre la squadra si riscalda racconto ai miei amici dei complimenti che ho fatto sul gruppo Facebook “Forza Foggia!” a Tommaso Coletti, in occasione del suo rinnovo di contratto. Dico loro: “Vedrete, oggi segna”. Con un po’ di scetticismo mi guardano come per dire “Ma come ti viene in mente? Perché proprio lui?”. Prima della gara c’è il tempo di ammirare lo spettacolo di colori delle curve, sia locali che ospiti. Dopo aver cantato tutti insieme l’inno della nostra squadra, inizia la partita. Le prime due occasioni sono proprio due punizioni per il Coletti: una finisce di poco fuori, l’altra deviata in calcio d’angolo. E’ un Foggia pimpante, che surclassa gli avversari sulla corsa e sulla qualità. Il risultato sono le tante occasioni da gol. Poco dopo Mazzeo la sblocca. Lo Zaccheria impazzisce di gioia. Poi succede quello che avevo sperato e pronosticato: Coletti inventa un gol incredibile da una distanza siderale. La squadra corre ad abbracciarlo. Mi giro e dico a i  miei amici: “Ve l’avevo detto!”, non con aria di presunzione, ma con la soddisfazione di chi credeva che Tommaso un gol lo meritava. Nel girarmi però vedo uno dei due miei amici quasi commosso. Non gli chiedo se avessi visto bene, se erano vere lacrime. Credo che abbia scaricato così la tensione, come per dire: “oggi è andata bene”. A fine primo tempo c’è giusto il tempo di commentare quello che è stata la prima frazione di gioco, anche con chi non è potuto esserci, che già si ricomincia. Francesco Deli chiude la contesa con un’azione personale. E’ il 3 a 0.  Di lì in poi è solo accademia. I cambi ed il resto delle azioni fanno da cornice ad una giornata perfetta ed ad una piazza che, a detta di tutti i media, è da Serie A. Quando arriva il triplice fischio aspettiamo il passaggio della squadra per gli applausi ed i cori. Anche per Stroppa, perché sono meritati.

Soddisfatti ci incamminiamo verso l’uscita. Sentiamo i commenti della gente, guardiamo gli altri risultati. In questo momento quella tensione sportiva che c’era stata durante la settimana si stempera. La partita è finita.

Così mentre concludo ai miei occhi il flashback di questa interminabile, ma grandissima giornata, mi accorgo che sono arrivato a Poggio Imperiale. Accompagno i miei amici a casa e metto la macchina in garage. E’ buio e penso che tra poche ore anche questa giornata sarà conclusa. Così torno sulla Terra, dopo le emozioni della partita. La sera ed il buio mi fanno pensare che tutto volge al termine. Anche una domenica come quella di ieri, bella da non volerla lasciare. La cinica riflessione mi porta a pensare che il Lecce è ormai già passato. La prossima settimana e la partita con il Catania è alle porte. E’ il momento di resettare tutto.  Serve recuperare forza e concentrazione, stemperare l’eccessiva euforia in vista della prossima gara. Nulla di definitivo è compiuto. Occorre subito ripartire, per poter raggiungere un traguardo che questa città merita, che manca da troppo tempo e per poter continuare a respirare aria di vittoria. Esattamente come ieri.

Marcatori Serie B, in evidenza Dionisi con una tripletta

In attesa de posticipo di questa sera tra Virtus Entella e Salernitana, sono ben 29 le reti messe a segno nel trentunesimo turno del campionato di Serie B.

In grande evidenza con una tripletta realizzata c’è Dionisi del Frosinone, sono 13 ora le reti segnate dall’attaccante gialloblù.

Tutti a segno per la dodicesima volta in campionato, Antenucci della Spal, Di Carmine del Perugia, Ceravolo del Benevento e Litteri del Cittadella.

Undicesima rete per Kevin Lasagna del Carpi.

Decima marcatura per Ardemagni dell’Avellino.

Ottava marcatura per Coronado del Trapani, Nicastro del Perugia e Zigoni della Spal.

Da segnalare anche le doppiette di Floccari della Spal, arrivato a quota 7 e Jallow del Trapani, ora a 3 reti segnate.

 

 

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CLASSIFICA MARCATORI dopo la giornata 31 (prime posizioni)

 

19 reti: Pazzini (Hellas Verona)

14 reti: Caputo (Virtus Entella)

13 reti: Dionisi (Frosinone)

12 reti: Antenucci (Spal), Ceravolo (Benevento), Di Carmine (Perugia), Litteri (Cittadella) e Coda (Salernitana)

11 reti: Lasagna (Carpi) e Andrea Caracciolo (Brescia)

10 reti: Ardemagni (Avellino), Ciano (Cesana), Ciofani (Frosinone), Galabinov (Novara) e Granoche (Spezia)

9 reti: Avenatti (Ternana) e Cacia (Ascoli)

8 reti: Coronado (Trapani), Nicastro (Perugia), Zigoni (Spal) e La Mantia (Pro Vercelli)

 

 

ALESSANDRO POLICHETTI

Foggia-Lecce, 3-0 senza storia

Un Foggia autoritario supera 3-0 il Lecce e allunga in classifica a +4. Grandissima partita dei rossoneri che si aggiudicano il big-match di un intero campionato dimostrando che il destino della stagione è nelle proprie mani. Foggia superiore al Lecce in tutti i reparti e anche nella condizione fisica.

Le reti portano le firme di Mazzeo, Coletti e Deli.

Ecco la cronaca completa del match e il tabellino della stessa.

FOGGIA-LECCE 3-0

FOGGIA – Guarna; Loiacono, Coletti, Martinelli, Rubin; Vacca, Agazzi, Deli (57’ Gerbo); Chiricò (78’ Agnelli), Mazzeo, Di Piazza (72’ Sarno). A disp. Sanchez, Tucci, Figliomeni, Sainz-Maza, Sicurella, Dinielli, Pompilio, Pertosa, Faber. All. Giovanni Stroppa

LECCE – Perucchini; Ciancio, Giosa, Cosenza, Agostinone; Costa, Fiordilino (70’ Marconi), Tsonev (69’ Arrigoni); Pacilli (46’ Lepore), Caturano, Doumbia. A disp. Bleve, Chironi, Vitofrancesco, Mancosu, Drudi, Monaco, Muci, Maimone, Mengoli. All. Pasquale Padalino

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MARCATORI – 29’ Mazzeo (FG), 32’ Coletti (FG), 53’ Deli (FG),

AMMONITI – 54’ Ciancio (LE), 60’ Vacca (FG), 91’ Lepore (LE),

ESPULSI –

CALCI D’ANGOLO – 4-4

TIRI IN PORTA – 8-4

TIRI FUORI – 6-4

FUORIGIOCO – 2-2

ARBITRO – Antonio Giua di Olbia

ASSISTENTI – Marco Scatragli di Arezzo e Mattia Scarpa di Reggio Emilia

RECUPERO – 0’ – 3’

CRONACA – I due tecnici non optano per le sorprese e mandano in campo le due formazioni previste ampiamente alla vigilia. Tridente d’attacco con Caturano preferito a Marconi per Padalino, Agazzi a centrocampo al posto del capitano Agnelli la scelta di Stroppa. Scaramucce nel corso del riscaldamento tra giocatori delle due squadre a centrocampo. Situazione rientrata immediatamente anche grazie all’intervento dei responsabili steward in campo.

Quattro secondi di gioco. Mazzeo riceve palla al centrocampo dopo la battuta e tenta un dribbling su Costa che riesce a metà, prima che il portoghese tiri vistosamente la maglia del numero 19 rossonero. Il clima pre-gara non sembra essersi smorzato.

3’ Punizione di Coletti che termina di poco al lato. Subito Foggia vicinissimo al gol.

7’ Azione del Lecce con assist in profondità di Caturano per Pacilli che perde il tempo per il tiro ma guadagna il corner, poi sulla ripartenz Di Piazza lascia sul posto Ciancio e si invola verso la porta ma viene steso al limite dell’area, ma anche del regolamento, da Costa. Punizione ma nessun altro provvedimento.

13’ Tiro debole di Caturano su contropiede lanciato da un errore di Vacca a centrocampo.

14’ Chiricò prova dalla distanza ma trova una deviazione in angolo.

26’ Punizione di seconda di Martinelli che trova pronto a terra Perucchini. Sul tentativo di ripartenza del Lecce, palla recuperata da Deli, il cui tentativo di tiro è smorzato dalla difesa del Lecce.

29’ Foggia in vantaggio. Deli recupera palla e serve in profondità Mazzeo che mette a sedere Perucchini e insacca il gol del vantaggio. 1-0

32’ Grandissimo gol di Coletti. 2-0 del Foggia realizzato dal difensore rossonero che tira da oltre 30 metri e insacca sotto l’incrocio della porta difesa da Perucchini.

41’ Si accende il Lecce che abbozza la reazione. Costa Ferreira prova dalla distanza il contropiede ma Guarna para a terra.

42’ Chiricò sbaglia un contropiede in superiorità numerica. Tenta numerosi dribbling invece di passare ad un liberissimo Di Piazza, poi calcia debolmente e centrale.

45’ Contropiede di Di Piazza che fulmina in velocità Cosenza ma calcia di poco al lato il diagonale che avrebbe chiuso la partita.

Termina il primo tempo con il Foggia che avrebbe anche potuto arrotondare il punteggio. 2-0 per i rossoneri, con alcune occasioni sbagliate da Chiricò e Di Piazza negli ultimi minuti della prima frazione di gioco.

53’ Si aprono numerosi spazi per il Foggia che triplica le marcature con Deli, abile a partire prima del fuorigioco e ad insaccare alle spalle di Perucchini. 3-0

65’ Punizione di Mazzeo che termina sulla traversa. Il Lecce non riesce a reagire, il Foggia comanda il gioco.

73’ Si fa male Arrigoni che esce momentaneamente dal campo.

82’ Tiro debole di Sarno. Il Foggia mantiene il possesso e controlla la gara.

87’ Doumbia prova a calciare in porta ma la palla termina fuori. Azione iniziata da un errore di Vacca a centrocampo.

Alla fine del terzo minuto di recupero lo Zaccheria accoglie con un boato il triplice fischio finale. Rossoneri a +4 sul Lecce.

Fabio Lattuchella

 

 

 

Foggia-Lecce. Live

FOGGIA-LECCE 3-0

FOGGIA – Guarna; Loiacono, Coletti, Martinelli, Rubin; Vacca, Agazzi, Deli (57’ Gerbo); Chiricò (78’ Agnelli), Mazzeo, Di Piazza (72’ Sarno). A disp. Sanchez, Tucci, Figliomeni, Sainz-Maza, Sicurella, Dinielli, Pompilio, Pertosa, Faber. All. Giovanni Stroppa

LECCE – Perucchini; Ciancio, Giosa, Cosenza, Agostinone; Costa, Fiordilino (70’ Marconi), Tsonev (69’ Arrigoni); Pacilli (46’ Lepore), Caturano, Doumbia. A disp. Bleve, Chironi, Vitofrancesco, Mancosu, Drudi, Monaco, Muci, Maimone, Mengoli. All. Pasquale Padalino

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MARCATORI – 29’ Mazzeo (FG), 32’ Coletti (FG), 53’ Deli (FG),

AMMONITI – 54’ Ciancio (LE), 60’ Vacca (FG), 91’ Lepore (LE),

ESPULSI –

CALCI D’ANGOLO – 4-4

TIRI IN PORTA – 8-4

TIRI FUORI – 6-4

FUORIGIOCO – 2-2

ARBITRO – Antonio Giua di Olbia

ASSISTENTI – Marco Scatragli di Arezzo e Mattia Scarpa di Reggio Emilia

RECUPERO – 0’ – 3’

CRONACA – I due tecnici non optano per le sorprese e mandano in campo le due formazioni previste ampiamente alla vigilia. Tridente d’attacco con Caturano preferito a Marconi per Padalino, Agazzi a centrocampo al posto del capitano Agnelli la scelta di Stroppa. Scaramucce nel corso del riscaldamento tra giocatori delle due squadre a centrocampo. Situazione rientrata immediatamente anche grazie all’intervento dei responsabili steward in campo.

Quattro secondi di gioco. Mazzeo riceve palla al centrocampo dopo la battuta e tenta un dribbling su Costa che riesce a metà, prima che il portoghese tiri vistosamente la maglia del numero 19 rossonero. Il clima pre-gara non sembra essersi smorzato.

3’ Punizione di Coletti che termina di poco al lato. Subito Foggia vicinissimo al gol.

7’ Azione del Lecce con assist in profondità di Caturano per Pacilli che perde il tempo per il tiro ma guadagna il corner, poi sulla ripartenz Di Piazza lascia sul posto Ciancio e si invola verso la porta ma viene steso al limite dell’area, ma anche del regolamento, da Costa. Punizione ma nessun altro provvedimento.

13’ Tiro debole di Caturano su contropiede lanciato da un errore di Vacca a centrocampo.

14’ Chiricò prova dalla distanza ma trova una deviazione in angolo.

26’ Punizione di seconda di Martinelli che trova pronto a terra Perucchini. Sul tentativo di ripartenza del Lecce, palla recuperata da Deli, il cui tentativo di tiro è smorzato dalla difesa del Lecce.

29’ Foggia in vantaggio. Deli recupera palla e serve in profondità Mazzeo che mette a sedere Perucchini e insacca il gol del vantaggio. 1-0

32’ Grandissimo gol di Coletti. 2-0 del Foggia realizzato dal difensore rossonero che tira da oltre 30 metri e insacca sotto l’incrocio della porta difesa da Perucchini.

41’ Si accende il Lecce che abbozza la reazione. Costa Ferreira prova dalla distanza il contropiede ma Guarna para a terra.

42’ Chiricò sbaglia un contropiede in superiorità numerica. Tenta numerosi dribbling invece di passare ad un liberissimo Di Piazza, poi calcia debolmente e centrale.

45’ Contropiede di Di Piazza che fulmina in velocità Cosenza ma calcia di poco al lato il diagonale che avrebbe chiuso la partita.

Termina il primo tempo con il Foggia che avrebbe anche potuto arrotondare il punteggio. 2-0 per i rossoneri, con alcune occasioni sbagliate da Chiricò e Di Piazza negli ultimi minuti della prima frazione di gioco.

53’ Si aprono numerosi spazi per il Foggia che triplica le marcature con Deli, abile a partire prima del fuorigioco e ad insaccare alle spalle di Perucchini. 3-0

65’ Punizione di Mazzeo che termina sulla traversa. Il Lecce non riesce a reagire, il Foggia comanda il gioco.

73’ Si fa male Arrigoni che esce momentaneamente dal campo.

82’ Tiro debole di Sarno. Il Foggia mantiene il possesso e controlla la gara.

87’ Doumbia prova a calciare in porta ma la palla termina fuori. Azione iniziata da un errore di Vacca a centrocampo.

Alla fine del terzo minuto di recupero lo Zaccheria accoglie con un boato il triplice fischio finale. Rossoneri a +4 sul Lecce.

Fabio Lattuchella

Bari, a Trapani per ri-sfatare il tabù trasferta. Siciliani ultimi e contestati ma guai a sottovalutare l’impegno del Provinciale

Dopo la bella vittoria contro la capolista Frosinone, il Bari è chiamato a dare continuità nella trasferta siciliana di Trapani. I biancorossi, dopo aver espugnato Benevento, sembravano finalmente guariti da questo “mal di trasferta” che li attanagliava ma l’infausta gara di Entella ha fatto ricadere i galletti negli stessi errori visti mille volte lontano dal “San Nicola”.

Al “Provinciale”, il Bari troverà un avversario ultimo in classifica (a pari punti con la Ternana) e che viene da una pesante contestazione da parte dei propri tifosi. Un ambiente caldo anche dal punto di vista climatico con l’impianto siciliano che ospiterà il match in una giornata che dovrebbe essere tipicamente primaverile con una temperatura vicina ai 20°C. Al di là di tutto, però, i galletti di Stefano Colantuono non hanno alibi ed anche il terreno sintetico non sarebbe più una scusante dopo la disfatta di Chiavari.

In Sicilia, il tecnico romano ritroverà quel Sabelli squalificato contro il Frosinone e Morleo che sembra aver smaltito i problemi fisici che lo avevano tenuto fuori contro i ciociari. Sospiro di sollievo anche per il “corazziere” Suagher che era uscito anzitempo nella sfida contro il Frosinone ma è stato proprio l’ex Carpi a tranquillizzare tutti sui social network sulle condizioni del ginocchio. Le assenze, comunque, non saranno poche con Maniero, Moras, Greco e Salzano che rimarranno nel capoluogo pugliese a causa di problemi fisici. Dopo il 3-4-3, visto contro il Frosinone, Colantuono dovrebbe ritornare al 4-3-3 con Micai in porta, difesa con Sabelli, Tonucci, Capradossi e Morleo, a centrocampo spazio a Basha, Fedele e Brienza con il tridente Parigini, Furlan e Floro Flores in avanti. Per Galano si prospetta un turno di riposo dopo aver tirato la carretta dal suo ritorno a Bari.

Di contro, i galletti incontrano un Trapani che rappresenta la più grossa delusione del campionato. La squadra siciliana, nella scorsa stagione, arrivò a giocarsi l’approdo in Serie A nella finale playoff col Pescara mentre in questa stagione è stata quasi sempre la maglia nera della Serie B. Il condottiero Cosmi è stato sostituito da Calori e la squadra sta dando battaglia, nonostante i risultati spesso negativi. Sarebbe pericolosissimo, quindi, sottovalutare la gara del “Provinciale” e dare la vittoria già in saccoccia. La squadra di casa, che in classifica “vanta” 26 punti, non potrà contare per il match contro i biancorossi di uno dei suoi punti di forza ossia Citro, infortunatosi alla spalla in settimana e che dovrebbe stare un mesetto ai box. Calori dovrebbe disegnare cosi il suo Trapani: nel 4-3-1-2, Pigliacelli in porta, difesa con Rizzato, Kresic, capitan Pagliarulo e Fazio (giustiziere dei biancorossi lo scorso anno), a centrocampo spazio a Barillà, Colombatto e Maracchi con Rossi alle spalle di Jallow e Coronado. 

All’andata fu tutto semplice per i biancorossi che archiviarono la pratica con un comodo 3-0 firmato dalla doppietta di Monachello (ora alla Ternana) e Ivan che dovrebbe, finalmente, rientrare tra i convocati. Il match sarà diretto da Manganiello della sezione di Pinerolo.

ANTONIO GENCHI 

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LIVE: Monopoli-Foggia, termina la gara al ‘Veneziani’

Tra meno di quattro ore Monopoli e Foggia scenderanno sul rettangolo di gioco del “Vito Simone Veneziani” con in palio tre determinanti punti offerti dalla ventinovesima giornata del girone c di Lega Pro.

[sc name = “chimenti”]

LE PROBABILI FORMAZIONI:

MONOPOLI (3-5-2): Furlan, Cikos, Esposito, Ferrara; Ricucci, Franco, Nicolini, Sounas, Pinto; Gatto, Montini. All.: Bucaro

FOGGIA (4-3-3): Guarna; Loiacono, Martinelli, Coletti, Rubin; Agnelli, Agazzi, Deli; Sarno, Mazzeo, Di Piazza. All.:Stroppa

 

LE FORMAZIONI UFFICIALI:

Monopoli (3-5-2): Furlan; Cikos, Esposito, Mercadante; Ricucci, Nicolini, Cavagna, Sounas, Pinto; Montini, Genchi. All.:Bucaro

Foggia (4-3-3): Guarna; Loiacono, Martinelli, Coletti, Rubin; Gerbo, Agnelli, Agazzi; Chiricò, Mazzeo, Di Piazza. All.:Stroppa

 Ha inizio la gara

1′:  Prima conclusione del Monopoli con Montini, conclusione centrale facilmente bloccata da Guarna

4′:  Padroni di casa maggiormente aggressivi al cospetto della compagine satanella, alla ricerca  di spazi vuoti tali da poter ferire la retroguardia monopolitana.

10′: Foggia in vantaggio con Chiricò, abile a destreggiarsi nell’area di rigore avversaria per poi sferrare un sinistro fulminante e ben piazzato.

14′: Occasione per il Monopoli con Ricucci, conclusione sbilenca e mal calibrata.

21′: Montini tenta un cross sterile e poco problematico per l’ex estremo difensore del Bari.

27′: Rossoneri vicini al raddoppio, un bolide di Rubin scheggia il campo per poi terminare in fallo laterale.

29′: Gli uomini di Stroppa sembrano non voler rallentare la pressione offensiva mostrata nella complessiva mezz’ora di gioco, questa volta è Di Piazza a mancare la gioia del gol, la sua conclusione si infrange sul palo sinistro difeso dall’ex Lumezzane.

34′: Lo slovacco Cikos è il primo giocatore a finire nella lista dei ‘cattivi’ dell’arbitro Perotti.

40′: Raddoppio del Foggia con Mazzeo su dubbio calcio di rigore, momentaneamente parato da Furlan ma conseguentemente ribattuto a rete dall’ex Benevento. 

45′: Un solo minuto di recupero assegnato dalla terna arbitrale.

 

1′: Ha inizio la seconda frazione, nessuna sostituzione apportata dalle due compagini.

10′: Il Monopoli cerca di accorciare le distanze proponendo maggiori inserimenti nella trequarti avversaria, i risultati sono pressochè scadenti.

16: PRIMA SOSTITUZIONE PER IL MONOPOLI: MAVRETIC PRENDE IL POSTO DI CAVAGNA.

21′: Ci prova anche Pinto, tentativo nullo.

27′: SECONDA SOSTITUZIONE PER IL MONOPOLI:  VUTHAJ SUBENTRA A GENCHI.

30′: PRIMA SOSTITUZIONE PER IL FOGGIA: DELI COLMA IL TASSELLO VUOTO LASCIATO DA GERBO.

34′: SECONDA SOSTITUZIONE APPORTATA DAI ROSSONERI: AGNELI LASCI IL POSTO A SICURELLA.

38′: TERZA ED ULTIMA SOSTITUZIONE PER IL FOGGIA: FIGLIOMENI SUBENTRA A CHIRICO’.

41′: ULTIMA MODIFICA APPORTATA ANCHE DAI BIANCOVERDI: GATTO SOSTITUISCE CIKOS.

45′: QUATTRO MINUTI DI RECUPERO.

TERMINA LA GARA AL ‘VENEZIANI’ , IL FOGGIA CONQUISTA MONOPOLI GRAZIE ALLE RETI DI CHIRICO E MAZZEO. 

Bari, scacco matto alla capolista. Il Frosinone cede 1-0 al San Nicola col primo gol in biancorosso di Furlan

Il Bari si conferma un rullo compressore tra le mura amiche e a farne le spese e niente popò di meno che la capolista Frosinone. I galletti battono i ciociari per 1-0 grazie al primo gol col Bari di Federico Furlan che giustizia la banda di Pasquale Marino.

Problemi di formazione per Stefano Colantuono che, tra squalifiche ed infortuni, deve fare a meno di Sabelli, Cassani e Morleo e per questo disegna il suo Bari con un inedito 3-4-3. In difesa spazio al trio Tonucci, Suagher ed il rientrante Capradossi. Gli esterni sono Furlan e Daprelà con la coppia Basha-Fedele in mezzo. In avanti spazio al tridente Brienza, Galano e Floro Flores. Pasquale Marino, dopo aver triturato i galletti all’andata, si presenta in Puglia con un modulo similare con Soddimo dietro la temibile coppia Dionisi-Ciofani. L’inizio è tutto di marca ospite con Soddimo e Ciofani che spaventano Micai. Il Bari sembra ancora quello visto (o meglio non visto) ad Entella con i gialloblù che spingono sull’accelleratore: i ciociari si fanno ancora pericolosi con Dionisi e Sammarco che per poco non portano gli ospiti in vantaggio. Il Bari inizia a prendere le misure e si affaccia in avanti: al minuto 22, vibranti proteste per un fallo di Mazzotta in area su Furlan ma l’arbitro La Penna sorvola tra i fischi del San Nicola. Il Bari prende fiducia e potrebbe passare con Floro Flores che in area fa ammattire la difesa, fa sedere anche il portiere ma al momento della conclusione verso la porta ormai vuota decide di servire un compagno e la difesa gialloblù si salva. Il primo tempo si chiude ancora con un occasione biancorossa: pallone di Brienza col contagiri che pesca Floro Flores in area ma la zampata della punta napoletana è troppo centrale e Bardi si salva in corner. Il secondo tempo vede ancora una supremazia ospite: è Sammarco, dopo pochi minuti, a farsi vivo con un Micai che attento si salva. Il Frosinone gioca più di squadra mentre il Bari va a fiammate e si affida alle giocate del singolo: al 59esimo è Brienza che dai 25 metri ci prova con Bardi che deve volare per salvare la sua porta. La gara è combattuta ma il Bari passa: fuga di Daprelà sulla sinistra che mette in mezzo un pallone che trova sotto porta Furlan che di testa batte Bardi. 1-0 per il Bari che fa esplodere i 25mila del San Nicola e vede il primo gol dell’ex ternano in maglia biancorossa. La capolista, punta nell’orgoglio, si porta in avanti ma la difesa del Bari non cede un millimetro ed è anzi Fedele che ci prova. Colantuono rinforza gli ormeggi con Romizi che entra già ammonito (ammonito in panchina per proteste) e la squadra tiene. I quattro minuti di recupero anticipano il triplice fischio ed il boato di gioia del pubblico barese.

Vittoria importante per il Bari che in casa si conferma in formissima e colleziona la quarta vittoria di fila consecutiva al San Nicola. Un successo di prestigio contro il Frosinone capolista che fa agganciare quota 46 punti e avvicina il Bari alle prime posizioni. Il modulo visto quest’oggi sembra utile alla causa con Furlan e Daprelà che sulle fasce non fanno rimpiangere Sabelli. I biancorossi erano chiamati a cancellare la disastrosa prova di Chiavari e la missione si può ritenere compiuta. Sabato prossimo appuntamento in Sicilia contro il Trapani.

BARI: Micai, Tonucci, Suagher, Capradossi, Furlan, Basha, Fedele, Daprelà, Brienza, Floro Flores, Galano.

FROSINONE: Bardi, Krajnc, Terranova, Ariaudo, Fiammozzi, Soddimo, Sammarco, Maiello, Mazzotta, Dionisi, Ciofani.

ARBITRO: La Penna di Roma

RETI: 61′ Furlan

ANTONIO GENCHI 

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Bari, arriva il Frosinone e i galletti si affidano al fattore San Nicola. Colantuono ritrova Brienza per battere la capolista

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Frase non fu più azzeccata in questo momento topico della stagione. Il Bari nella trentesima giornata di Serie B ospita al “San Nicola”, la capolista di questo torneo cadetto ossia il Frosinone di Pasquale Marino. I biancorossi, dopo la deludente sconfitta di Chiavari contro l’Entella, tornano tra le accoglienti mura del “San Nicola” dove, i galletti, vengono da tre vittorie nelle ultime tre uscite (Vicenza, Ternana e Brescia). Stefano Colantuono si affiderà anche al pubblico barese che dovrebbe accorrere numeroso per la gara contro i ciociari e sfondare il record stagionale di spettatori (previsti in 25mila).

L’ex tecnico atalantino arriva alla gara contro i gialloblù con diverse assenze, specialmente nel reparto arretrato. Mancherà sicuramente Stefano Sabelli, appiedato per una giornata dal Giudice Sportivo ed anche Morleo difficilmente sarà del match. Recupero importante, invece, quello di Franco Brienza con il numero 20 che dovrebbe tornare a deliziare il pubblico biancorosso con le sue giocate. Mantenendo sempre come modulo il 4-3-3 (si era parlato anche di un 3-4-3 ma difficilmente realizzabile), in porta ci sarà Micai, difesa con Cassani, Suagher, Tonucci e Daprelà. Centrocampo con il trio Basha, Salzano, Macek ed in avanti Brienza, Galano e Floro Flores.

Il Frosinone scenderà in Puglia a caccia di punti per continuare la galoppata verso la Serie A. I ciociari, dopo la retrocessione della passata stagione con l’ex Stellone in panchina, ha subito preso il comando di questo campionato cadetto. L’avvento dell’ex Catania e Vicenza, Marino ha dato alla squadra quella mentalità giusta per la Serie B fatta di tanta corsa e grinta. Per la gara di domani mancherà sicuramente Mokulu con il tecnico siciliano che dovrebbe disegnare un 3-4-3: in porta spazio a Bardi, difesa Krajnc, Ariaudo e Terranova. Centrocampo con Fiamozzi, Sammarco, Maiello e Mazzotta mentre in avanti spazio a Ciofani, Dionisi e Soddimo. 

Polemiche per la designazione dell’arbitro che sarà il sig. Federico La Penna. Oltre ad una tradizione abbastanza negativa col fischietto romano, la designazione non ha fatto piacere ai tifosi biancorossi vista la vicinanza geografica tra Roma e Frosinone.

ANTONIO GENCHI 

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Monopoli-Foggia affidata a Perotti di Legnano

Il fischietto lombardo alla sua sesta designazione con il Foggia in campo. 

Sarà Pierantonio Perotti il direttore di gara  designato per Monopoli-Foggia, posticipo di lunedì 13 marzo del campionato di Lega Pro.

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Il fischietto lombardo è alla sua sesta partita con il Foggia in campo. L’esordio in D, Foggia-Gladiator 0-0, nel 2012-13, poi Foggia-Ischia 2-2  nel campionato di Seconda Divisione Lega Pro del 2013-14. Dopo un anno di pausa, altri due incontri, Foggia-Messina 2-0 in campionato e la finale di andata della Coppa Italia di Lega Pro, Foggia-Cittadella 4-1, nella scorsa stagione 2015-16.

L’ultima gara, invece, in questa stagione. Il 27 novembre scorso diresse Foggia-Casertana 1-1.

Gli assistenti di Perotti saranno Michele Nocenti di Padova e Gamal Mokhtar di Lecco.

Fabio Lattuchella

Lega Pro, le decisioni del Giudice Sportivo

Multa al Lecce, due giornate a Torromino, che salterà anche Foggia e inibizione al DS Meluso. Vacca salterà il derby Monopoli-Foggia.

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Ecco nel dettaglio le decisioni del Giudice Sportivo di Lega Pro che riguardano le società pugliesi:

SOCIETA’ – AMMENDA

€ 2.000,00 LECCE SPA perchè propri sostenitori, durante la gara, lanciavano nel recinto di gioco, in direzione della panchina aggiuntiva della squadra avversaria , alcune bottigliette vuote in plastica ed un bicchiere in plastica pieno di birra, il tutto senza conseguenze; perchè propri tesserati danneggiavano i servizi dello spogliatoio loro riservato (obbligo risarcimento danni, se richiesto).

DIRIGENTI INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA’ IN SENO ALLA F.I.G.C. A RICOPRIRE CARICHE FEDERALI ED A RAPPRESENTARE LA SOCIETA’ NELL’AMBITO FEDERALE A TUTTO IL 14 MARZO 2017

MELUSO MAURO (LECCE SPA) per atteggiamento irriguardoso verso l’arbitro durante la gara (espulso)

CALCIATORI ESPULSI – SQUALIFICA PER DUE GARE EFFETTIVE

TORROMINO GIUSEPPE (LECCE SPA) per atto di violenza verso un avversario con il pallone non a distanza di gioco (r.A.A.).

SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA PER DOPPIA AMMONIZIONE

ALESSANDRO DANILO (FRANCAVILLA CALCIO S.R.L.) per condotta non regolamentare e per condotta scorretta verso un avversario.

CALCIATORI NON ESPULSI – SQUALIFICA PER UNA GARA EFFETTIVA PER RECIDIVITA’ IN AMMONIZIONE (V INFR)

VACCA ANTONIO (FOGGIA CALCIO S.R.L.)

LO SICCO FABRIZIO (TARANTO F.C. 1927 S.R.L.)

AMMONIZIONE CON DIFFIDA (IX INFR)

COSENZA FRANCESCO (LECCE SPA)

AMMONIZIONE CON DIFFIDA (IV INFR)

CURCIO FELIPE (FIDELIS ANDRIA 1928 S.R.L)

AMMONIZIONE (VII INFR)

AYA RAMZI (FIDELIS ANDRIA 1928 S.R.L)

AMMONIZIONE (VI INFR)

NZOLA MBALA (FRANCAVILLA CALCIO S.R.L.)

AMMONIZIONE (III INFR)

GUARNA ENRICO (FOGGIA CALCIO S.R.L.)

PINO STEFANO (FRANCAVILLA CALCIO S.R.L.)

AMMONIZIONE (I INFR)

CIANCIO SIMONE (LECCE SPA)

CIKOS ERIK (MONOPOLI 1966 S.R.L.)

Fabio Lattuchella

 

Marcatori Serie B, super Di Carmine con una tripletta

In attesa del posticipo di questa sera tra Frosinone e Cittadella, sono 23 le reti messe a segno nel ventinovesimo turno del campionato di Serie B.

In evidenza Di Carmine del Perugia che mettendo a segno una tripletta, sale a quota 10 reti segnate.

Undicesima rete stagionale per Ceravolo del Benevento e Coda della Salernitana.

Decima marcatura per Antenucci della Spal, Ciano del Cesena e Galabinov del Novara.

Nona rete per Cacia dell’Ascoli.

Da segnalare anche il quarto gol in stagione per Mannini del Pisa e Di Gaudio del Carpi.

 

 

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CLASSIFICA MARCATORI dopo la giornata 29 (prime posizioni)

 

19 reti: Pazzini (Hellas Verona)

14 reti: Caputo (Virtus Entella)

11 reti: Ceravolo (Benevento), Coda (Salernitana) e Andrea Caracciolo (Brescia)

10 reti: Di Carmine (Perugia), Antenucci (Spal), Ciano (Cesena), Galabinov (Novara), Dionisi (Frosinone), Lasagna (Carpi) e Litteri (Cittadella)

9 reti: Cacia (Ascoli), Avenatti (Ternana), Ciofani (Frosinone) e Granoche (Spezia)

8 reti: Ardemagni (Avellino) e La Mantia (Pro Vercelli)

7 reti: Favilli (Ascoli), Masucci (Pisa), Nicastro (Perugia), Verde (Avellino) e Zigoni (Spal)

 

 

 

ALESSANDRO POLICHETTI

Stroppa: “Mai esultato così, ma ci voleva”

Il tecnico rossonero a fine partita ha “abbracciato” la squadra come non mai. Vacca: “Il Lecce? Il nostro avversario siamo noi”

Ecco le parole dei protagonisti al termine della gara tra Foggia e Juve Stabia.

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Giovanni Stroppa: “L’esultanza? Mai fatto così. Ma era così tanto sentita dopo questa partita che non mi sono controllato. Non è mio costume, però va bene così. Siamo primi, staremo attenti a non fare lo stesso errore di Taranto, ne sono certo. Quello era un episodio e non lo ripeteremo. Di Piazza? Corre tanto, ma lo sanno tutti che devono farlo. Chi non corre, non gioca. Oggi abbiamo giocato bene e sofferto il giusto, loro erano ben messi in campo e noi abbiamo tenuto il comando a lungo, poi era normale la loro reazione nel finale.

Gaetano Fontana: “Noi abbiamo dato tutto. Il cambio di modulo? Ho provato così e sono soddisfatto. Abbiamo messo in difficoltà il Foggia anche senza Marotta nella prima parte della gara. Ora continuiamo il nostro campionato fino alla fine”.

Antonio Vacca: “Il Lecce? Il nostro avversario siamo noi stessi. Dobbiamo continuare a giocare così e vinceremo il campionato. L’ammonizione (e conseguente squalifica per diffida) mi servirà per recuperare un pò di condizione per il finale di campionato”.

Di Piazza: “La mia condizione? Qui se non corri non giochi e io voglio giocare. Non mi interessa se gioco più lontano dalla porta. Va bene così, perchè l’obiettivo della squadra è più importante dell’obiettivo del singolo. Noi dobbiamo vincere il campionato”.

Fabio Lattuchella

Foggia-Juve Stabia 1-0, rossoneri in vetta

I rossoneri vincono e agguantano la vetta solitaria. Mazzeo decide su calcio di rigore al termine del primo tempo

Il Foggia batte la Juve Stabia 1-0 e si riprende la vetta della classifica del campionato di Lega Pro. 1-0 sofferto del Foggia soprattutto nel secondo tempo, quando i campani hanno provato in tutti i modi a dar fastidio alla truppa guidata da Giovanni Stroppa.

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Nella prima frazione di gioco i rossoneri hanno guidato il gioco anche se le azioni di rilievo sono state poche. Poi allo scadere, prima dell’intervallo, un fallo in area su Sarno ha mandato il Foggia dal dischetto. Mazzeo questa volta non sbaglia e porta avanti i rossoneri. Alla fine del primo tempo il Foggia è avanti e nella ripresa i campani ritornano in campo determinati. Marotta prova a dare velocità alla manovra offensiva e si rende pericoloso in un paio di occasioni, poi è Paponi a provarci ma Guarna è attento. Nel finale espulso Morero per doppia ammonizione dopo un fallo su Di Piazza che si era lanciato a rete con campo aperto. Gli ultimi istanti della gara, in sofferenza per il Foggia, vedono tutto lo stadio Zaccheria spingere i propri beniamini oltre l’ostacolo. Il Foggia batte la Juve Stabia ed è capolista.

Fabio Lattuchella

Ecco la cronaca dettagliata e il tabellino della gara:

FOGGIA-JUVE STABIA 1-0

FOGGIA – Guarna; Loiacono, Coletti, Martinelli, Rubin; Vacca, Agazzi, Deli (72’ Gerbo); Sarno (79’ Agnelli), Mazzeo (69’ Sainz Maza), Di Piazza. A disp. Sanchez, Tucci, Figliomeni, Chiricò, Empereur, Sicurella, Dinielli, Pompilio, Faber. All. Giovanni Stroppa

JUVE STABIA – Russo, Cancellotti, Morero, Santacroce (58’ Liviero), Atanasov, Lisi (78’ Cutolo); Izzillo, Capodaglio, Mastalli; Kanoute, Paponi. A disp. Bacci, Matute, Marotta, Manari, Giron, Salvi, Allievi, Esposito, Rosafio, Ripa. All. Gaetano Fontana

MARCATORI – 44’ Mazzeo (FG) rig.,

AMMONITI – 58’ Morero (JS), 74’ Vacca (FG), 75’ Marotta (JS), 86’ Guarna (FG), 87’ Kanoute (JS), 92’ Liviero (JS)

ESPULSI – 88’ Morero (JS)

CALCI D’ANGOLO – 6-1

TIRI IN PORTA – 3-3

TIRI FUORI – 6-5

FUORIGIOCO – 4-0

ARBITRO – Francesco Fourneau di Roma

ASSISTENTI – Matteo Benedettino di Bologna e Andrea Fusco di Torino

RECUPERO – 0’, 5’

CRONACA – Gli undici preventivati alla vigilia per il Foggia, con il ritorno di Rubin sulla corsia difensiva sinistra; tante novità in casa Juve Stabia, rispetto alle previsioni. In campo Santacroce e Atanasov in difesa, con Morero e Cancellotti, così come Mastalli a centrocampo e Kanoute in attacco. Insolito 5-3-2 per le vespe.

Al quarto minuto prima azione del Foggia con colpo di testa di Loiacono che termina alto.

6’ Paponi impegna Guarna a terra.

8’ Sarno recupera una palla a centrocampo e parte in contropiede, ma preferisce il tiro dalla distanza a pallonetto invece di servire Mazzeo che si smarcava a sinistra.

18’ Grande coast to coast di Di Piazza che arriva dalla propria area fino a quella avversaria dribblando due avversari, il tiro potentissimo è parato da Russo e sulla ribattuta ancora Di Piazza si libera e calcia debolmente con nuova parata del portiere stabiese.

29’ La Juve Stabia è tutta coperta all’indietro. Il Foggia ci prova ma non riesce a scardinare la difesa avversaria. Coletti calcia alto dalla distanza.

35’ Lancio per Mazzeo che si allarga a sinistra, tocco al centro per Agazzi che calcia con deviazione di Atanasov in angolo.

38’ Ancora Foggia in attacco. Agazzi recupera palla e tocca in avanti, Mazzeo prolunga per Di Piazza che calcia di poco alto.

43’ Sarno è travolto in area da Kanoute, calcio di rigore per il Foggia.

44’ Mazzeo trasforma il penalty e porta in vantaggio i rossoneri. 1-0.

Inizia la ripresa con gli stessi 22 del primo tempo.

47’ Kanoute approfitta di una disattenzione difensiva del Foggia ma calcia alto.

58’ Fuori Santacroce, dentro Liviero. Dentro anche Marotta al posto di Mastalli. Entra un attaccante al posto di un centrocampista.

64’ Si fa vedere anche la Juve Stabia. Lancio di Cancellotti, controllo a seguire di Marotta che fa fuori Rubin ed entra in area, ma il suo calcio è alto.

68’ Punizione di Liviero, da posizione defilata, direttamente in porta. Para bene Guarna.

69’ Si fa male Mazzeo, entra al suo posto Maza.

Il Foggia è calato. Sale la Juve Stabia.

72’ Dentro anche Gerbo per Deli.

74’ Ammonito Vacca, era diffidato, salterà Monopoli.

78’ La Juve Stabia tenta il tutto per tutto. Entra anche Cutolo per Lisi. Il Foggia risponde con l’ingresso in campo di Agnelli per Sarno.

80’ Azione di Marotta con assist di Paponi, ottima la parata, centrale, di Guarna che è bravo a non andare a terra.

83’ Su un rimpallo a centrocampo Marotta vede Guarna fuori dai pali e ci prova, ma la palla termina fuori.

86’ Tiro fuori di Cutolo. La Juve Stabia attacca in tutti i modi ma il Foggia resiste.

88’ Morero espulso per doppia ammonizione. Il difensore centrale stabiese ha fermato Di Piazza partito a campo aperto verso la porta. Juve Stabia in 10.

Nel finale Di Piazza prende applausi dallo Zaccheria. Lotta e corre su ogni palla, si prende l’espulsione di Morero, un giallo a Liviero con il centravanti fermato nella corsa a rete e prova un tiro in girata di prima col portiere fuori dai pali.

Termina con una grande sofferenza, ma con il Foggia vincitore sulla Juve Stabia e primo in classifica.

Fabio Lattuchella

 

 

 

Foggia-Juve Stabia. Live

Nel finale di primo tempo i rossoneri si portano in vantaggio. 1-0 ad opera di Mazzeo, che trasforma un rigore concesso dal direttore di gara per fallo di Kanoute su Sarno. Al 95esimo il Foggia mantiene il gol di vantaggio e si riprende la vetta della classifica.

FOGGIA-JUVE STABIA 1-0

FOGGIA – Guarna; Loiacono, Coletti, Martinelli, Rubin; Vacca, Agazzi, Deli (72’ Gerbo); Sarno (79’ Agnelli), Mazzeo (69’ Sainz Maza), Di Piazza. A disp. Sanchez, Tucci, Figliomeni, Chiricò, Empereur, Sicurella, Dinielli, Pompilio, Faber. All. Giovanni Stroppa

JUVE STABIA – Russo, Cancellotti, Morero, Santacroce (58’ Liviero), Atanasov, Lisi (78’ Cutolo); Izzillo, Capodaglio, Mastalli; Kanoute, Paponi. A disp. Bacci, Matute, Marotta, Manari, Giron, Salvi, Allievi, Esposito, Rosafio, Ripa. All. Gaetano Fontana

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MARCATORI – 44’ Mazzeo (FG) rig.,

AMMONITI – 58’ Morero (JS), 74’ Vacca (FG), 75’ Marotta (JS), 86’ Guarna (FG), 87’ Kanoute (JS), 92’ Liviero (JS)

ESPULSI – 88’ Morero (JS)

CALCI D’ANGOLO – 6-1

TIRI IN PORTA – 3-3

TIRI FUORI – 6-5

FUORIGIOCO – 4-0

ARBITRO – Francesco Fourneau di Roma

ASSISTENTI – Matteo Benedettino di Bologna e Andrea Fusco di Torino

RECUPERO – 0’, 5’

CRONACA – Gli undici preventivati alla vigilia per il Foggia, con il ritorno di Rubin sulla corsia difensiva sinistra; tante novità in casa Juve Stabia, rispetto alle previsioni. In campo Santacroce e Atanasov in difesa, con Morero e Cancellotti, così come Mastalli a centrocampo e Kanoute in attacco. Insolito 5-3-2 per le vespe.

Al quarto minuto prima azione del Foggia con colpo di testa di Loiacono che termina alto.

6’ Paponi impegna Guarna a terra.

8’ Sarno recupera una palla a centrocampo e parte in contropiede, ma preferisce il tiro dalla distanza a pallonetto invece di servire Mazzeo che si smarcava a sinistra.

18’ Grande coast to coast di Di Piazza che arriva dalla propria area fino a quella avversaria dribblando due avversari, il tiro potentissimo è parato da Russo e sulla ribattuta ancora Di Piazza si libera e calcia debolmente con nuova parata del portiere stabiese.

29’ La Juve Stabia è tutta coperta all’indietro. Il Foggia ci prova ma non riesce a scardinare la difesa avversaria. Coletti calcia alto dalla distanza.

35’ Lancio per Mazzeo che si allarga a sinistra, tocco al centro per Agazzi che calcia con deviazione di Atanasov in angolo.

38’ Ancora Foggia in attacco. Agazzi recupera palla e tocca in avanti, Mazzeo prolunga per Di Piazza che calcia di poco alto.

43’ Sarno è travolto in area da Kanoute, calcio di rigore per il Foggia.

44’ Mazzeo trasforma il penalty e porta in vantaggio i rossoneri. 1-0.

Inizia la ripresa con gli stessi 22 del primo tempo.

47’ Kanoute approfitta di una disattenzione difensiva del Foggia ma calcia alto.

58’ Fuori Santacroce, dentro Liviero. Dentro anche Marotta al posto di Mastalli. Entra un attaccante al posto di un centrocampista.

64’ Si fa vedere anche la Juve Stabia. Lancio di Cancellotti, controllo a seguire di Marotta che fa fuori Rubin ed entra in area, ma il suo calcio è alto.

68’ Punizione di Liviero, da posizione defilata, direttamente in porta. Para bene Guarna.

69’ Si fa male Mazzeo, entra al suo posto Maza.

Il Foggia è calato. Sale la Juve Stabia.

72’ Dentro anche Gerbo per Deli.

74’ Ammonito Vacca, era diffidato, salterà Monopoli.

78’ La Juve Stabia tenta il tutto per tutto. Entra anche Cutolo per Lisi. Il Foggia risponde con l’ingresso in campo di Agnelli per Sarno.

80’ Azione di Marotta con assist di Paponi, ottima la parata, centrale, di Guarna che è bravo a non andare a terra.

83’ Su un rimpallo a centrocampo Marotta vede Guarna fuori dai pali e ci prova, ma la palla termina fuori.

86’ Tiro fuori di Cutolo. La Juve Stabia attacca in tutti i modi ma il Foggia resiste.

88’ Morero espulso per doppia ammonizione. Il difensore centrale stabiese ha fermato Di Piazza partito a campo aperto verso la porta. Juve Stabia in 10.

Nel finale Di Piazza prende applausi dallo Zaccheria. Lotta e corre su ogni palla, si prende l’espulsione di Morero, un giallo a Liviero con il centravanti fermato nella corsa a rete e prova un tiro in girata di prima col portiere fuori dai pali.

Termina con una grande sofferenza, ma con il Foggia vincitore sulla Juve Stabia e primo in classifica.

Fabio Lattuchella

 

 

 

 

Foggia-Juve Stabia, le formazioni ufficiali

FOGGIA – Guarna; Loiacono, Coletti, Martinelli, Rubin; Vacca, Agazzi, Deli; Sarno, Mazzeo, Di Piazza. A disp. Sanchez, Tucci, Figliomeni, Agnelli, Chiricò, Sainz Maza, Empereur, Sicurella, Dinielli, Pompilio, Gerbo, Faber. All. Giovanni Stroppa

JUVE STABIA – Russo, Cancellotti, Morero, Santacroce, Atanasov; Izzillo, Capodaglio, Mastalli; Kanoute, Paponi, Lisi. A disp. Bacci, Liviero, Matute, Marotta, Manari, Giron, Salvi, Allievi, Esposito, Rosafio, Ripa, Cutolo. All. Gaetano Fontana

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Fabio Lattuchella

Bari, Chiavari ancora amara per i biancorossi. Ammari e Diaw stendono i galletti 2-0 e li riportano con i piedi per terra

Brutta sconfitta per il Bari che, a Chiavari contro l’Entella, rimedia un 2-0 al termine di una gara mal giocata, senza rendersi mai realmente pericolosi dalle parti del portiere avversario. Se in attacco le cose sono andate male in difesa, se possibile, si è fatto anche peggio con tantissime occasioni concesse agli avversari oltre ai due gol di Ammari e Diaw. 

Colantuono ripropone la difesa centrale vista contro il Brescia con il tandem Suagher-Moras. A sinistra non recupera Morleo con Cassani al suo posto mentre a centrocampo si rivede Macek con Basha e Salzano. In avanti tridente con Galano e Parigini a sostegno di Floro Flores. La Virtus Entella di Roberto Breda opta per il prevedibile 4-3-1-2 con la coppia Catellani e il grande ex Caputo a far paura. Si gioca con un campo sintetico reso scivolosissimo dalla copiosa pioggia caduta sulla zona e l’inizio del Bari è da incubo: passano pochi minuti e l’Entella coglie una traversa con Troiano e poco dopo ci prova con Ammari, Micai si salva in maniera poco elegante ma efficace. I padroni di casa sono protagonisti del match e stringono alle corde i galletti: Caputo serve a Palermo un pallone d’oro ma l’azione sfuma. Il gol è nell’aria e arriva al minuto 27: in contropiede, Caputo serve con un tacco Ammari che batte Micai da distanza ravvicinata. Il Bari è frastornato e chi si aspetta una reazione al ceffone subito resta deluso: è ancora Caputo, verso la mezz’ora, ad avere sui piedi la palla del 2-0 ma sbaglia da posizione favorevole. La difesa del Bari è in bambola con capitan Moras in giornata più che negativa con un Caputo che spadroneggia e costringe il greco alle maniere dure per fermarlo con ammonizione dell’ex bolognese. La ripresa si apre con l’ingresso di Raicevic al posto di Macek e soprattutto con la speranza di un Bari più pericoloso. Pugliesi che ci provano con Salzano ma la botta del mediano ex Crotone si spegne fuori. I galletti, seppur senza fare nulla di trascendentale, ci provano con Galano e Basha senza però inquadrare la porta dell’inoperoso Iacobucci. Il sigillo alla vittoria ligure lo mette Diaw (subentrato a Catellani) che manda al bar Moras (peggiore in campo) e batte Micai per il 2-0. Giornata nera per i galletti che neanche l’ingresso di Maniero riesce ad aggiustare. Al termine degli inspiegabili cinque minuti di recupero, l’arbitro Chiffi manda tutti negli spogliatoi con il tripliche fischio.

Il Bari, dopo le tre vittorie di fila, torna con i piedi sulla terra con un 2-0 sul groppone (stesso risultato del campionato scorso). Oltre al risultato, la cosa che balza all’occhio è la prova offerta dai biancorossi: dopo il blitz di Benevento, tifosi ed addetti ai lavori si aspettavano una squadra che in trasferta si era finalmente svegliata ma oggi abbiamo assistito ad una prova a tratti imbarazzante. Un discorso a parte lo meriterebbe il terreno da gioco di Chiavari, reso un pantano dalla pioggia, ma dare la colpa della sconfitta alle condizioni del manto erboso sarebbe riduttivo. La squadra di Colantuono si è consegnata dai primissimi minuti al suo avversario, senza tirare mai in porta e non dando mai l’impressione di poter rientrare in partita. Sconfitta pesante nell’ottica playoff e devastante per eventuali sogni di promozione diretta. Sabato, ospite al “San Nicola”, arriva il Frosinone e contro i ciociari servirà una prova diametralmente opposta a quella di oggi.

ENTELLA: Iacobucci, Belli, Benedetti, Ceccarelli, Baraye, Troiano, Moscati, Palermo, Ammari, Caputo, Catellani.

BARI: Micai, Sabelli, Moras, Suagher, Cassani, Basha, Macek, Salzano, Galano, Parigini, Floro Flores.

ARBITRO: Chiffi di Padova

RETI: 27′ Ammari, 84′ Diaw

ANTONIO GENCHI 

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Bari, dopo le tre vittorie di fila ecco la Virtus Entella dell’ex Caputo. Biancorossi a caccia del poker ma Colantuono avverte: “No ai cali di tensione”

Dopo aver messo in saccoccia i nove punti disponibili nelle ultime tre gare (Ternana, Benevento e Brescia), il Bari renderà visita alla Virtus Entella per la ventinovesima giornata di Serie B. Il match del “Comunale” è un crocevia importante per la squadra di mister Colantuono che in Liguria deve mostrare ulteriori passi in avanti.

La trasferta di Chiavari arriva al momento giusto. Le ultime vittorie, condite da prestazioni importanti, hanno dato rinnovata fiducia a tutto l’ambiente biancorosso che seguirà in massa Floro Flores e compagni anche nella lontana trasferta ligure (saranno circa cinquecento i tifosi del Bari). Di contro, il Bari troverà quel Roberto Breda più volte accostato proprio alla panchina del galletto e che fu giustiziere dei pugliesi nei playoff 2013/2014 con il suo Latina. Il tecnico ex Ternana ha guidato sin qui i liguri a ridosso della zona playoff con una squadra che, senza nascondersi troppo, ambisce ad entrare tra le prime otto a fine campionato. Guai, insomma, a sottovalutare la gara contro l’Entella con la gara in Liguria che nasconde tante insidie. Proprio in questa direzione, il tecnico Colantuono ha voluto mettere sull’attenti i suoi per evitare che, i buoni risultati ed i tanti complimenti, possano in qualche maniera abbassare la soglia di attenzione dei suoi.

Il tecnico romano, per la trasferta in Liguria, non potrà disporre ancora dei lungodegenti Ivan e Martinho a cui si aggiungono Tonucci e Brienza: il difensore è alle prese con problemi muscolari mentre il fantasista soffre di un fastidioso torcicollo. Le assenze, comunque pesanti, saranno colmate grazie all’organico importante a disposizione di Stefano Colantuono. In porta ci sarà il confermatissimo Micai, in difesa torna Sabelli con la coppia centrale che potrebbe essere nuovamente Moras e Suagher con Cassani a sinistra. A centrocampo spazio a Basha, Macek (al rientro) e il confermatissimo Salzano mentre in attacco dovrebbero esserci Floro Flores, Galano e Parigini. 

Roberto Breda, invece, si affida molto alla vena realizzativa dell’ex capitano biancorosso, Ciccio Caputo. La punta altamurana è ormai un leader della formazione ligure e quest’anno sta segnando con continuità diventando il vice-capocannoniere del torneo (alle spalle del marziano Pazzini). Il tecnico dovrebbe disegnare il suo Entella con il 4-3-1-2: in porta Iacobucci, pacchetto difensivo con Pecorini, Ceccarelli, Pellizzer (molto pericoloso sui calci piazzati) e Baraye. Moscati, Troiano e Palermo saranno i centrocampisti con Tremolada alle spalle della coppia Caputo-Catellani. 

All’andata finì 1-1 in un match stra-dominato dai biancorossi (allora allenati da Stellone). Il match sarà diretto dal padovano Chiffi.

ANTONIO GENCHI

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Bari, buona anche la terza. Parigini e Galano regalano la terza vittoria consecutiva ai galletti con un Micai para-rigori. Brescia ko 2-0

Non c’è due senza tre. Dopo le belle vittorie contro Ternana e Benevento, il Bari di Stefano Colantuono batte anche il Brescia con il punteggio di 2-0 grazie alle reti messe a segno da Parigini e Galano. Il risultato è stato messo poi al sicuro dal portiere Micai che ha parato un calcio di rigore di Mauri che poteva riaprire il match.

Colantuono opta per un massiccio turnover con ben sei cambi rispetto alla gara di Benevento: in difesa è titolare l’inedita coppia Moras-Suagher con Cassani a destra. A centrocampo prima maglia da titolare in biancorosso per Greco mentre in attacco l’unico “superstite” della gara di venerdì è Galano che completa il tridente con Maniero e Parigini. Il tecnico ospite Brocchi invece lascia in panchina Caracciolo e si affida al tridente Camarà, Bonazzoli e l’ex laziale Mauri. Davanti ai 20mila del “San Nicola”, il match inizia con una fase di studio che dura pochissimo: corre, infatti, il 9° minuto quando Parigini prende palla e con un bolide da fuori area batte Minelli per l’1-0 biancorosso. La risposta bresciana arriva al 20esimo con Sbrissa che ci prova, ma il suo tentativo si spegne di poco fuori. Il Bari controlla bene il match e con Maniero ha la chance di chiudere il match ma la punta campana dimostra di avere le polveri bagnate e Minelli salva. La ripresa si apre col tentativo di Moras che sfrutta un uscita bruttina di Minelli ma il suo lob si spegne di poco alto. Il Brescia non demorde e con Bonazzoli sfiora l’1-1. La gara è vivace con il Bari che ci prova con un tiro di Basha e poi con Galano che ha sul sinistro la palla del 2-0 ma manda di un soffio alto. La gioia per il calciatore foggiano è solamente rinviata di qualche minuto: Parigini serve un confetto allo stesso 11 biancorosso che manda la palla in buca sul secondo palo ed è 2-0. Tutto facile? Neanche per idea. Il Brescia torna in avanti e grazie ad un contatto dubbio tra Galano e Sbrissa guadagna un rigore che Mauri batte ma Micai intuisce e si tuffa alla sua sinistra. La gara si incanala verso i binari dei pugliesi con le rondinelle che restano anche in 10 per il doppio giallo nel giro di pochi secondi rimediato da Coly. I tre minuti di recupero fanno da antipasto al triplice fischio del signor Ghersini di Genova.

Quella ottenuta quest’oggi è, indubbiamente, la vittoria Stefano Colantuono. Il tecnico romano rischia con un ampio turnover ma i fatti, alla fine, gli danno ragione. La coppia Suagher-Moras regge molto bene la velocità degli avanti bresciani cosi come cresce di partita in partita Morleo. In avanti Parigini fa il Brienza di turno: l’ex perugino regala un gol ed un assist e vince la palma di migliore in campo. La vittoria consente al Bari di agguantare quota 43 punti e domani i biancorossi saranno spettatori interessati al turno di B che si andrà a completare. Prova tutto sommato positiva anche quella del Brescia che prova a mettere in difficoltà i galletti che però dimostrano di avere le spalle larghe.

BARI: Micai, Cassani, Moras, Suagher, Morleo, Basha, Salzano, Greco, Parigini, Maniero, Galano

BRESCIA: Minelli, Untersee, Coly, Blanchard, Romagna, Dell’Oglio, Sbrissa, Martinelli, Mauri, Bonazzoli, Camarà.

ARBITRO: Ghersini di Genova

RETI: 9° Parigini, 58° Galano

ANTONIO GENCHI 

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Bari, non c’è tempo per pensare troppo a Benevento. Stasera arriva il Brescia e al “San Nicola” sono previsti i 20mila

Poche ore per metabolizzare la splendida prova del “Vigorito” ed il Bari torna in campo per ospitare il Brescia. La Serie B non prevede pause di alcun tipo ed offre un turno infrasettimanale che si aprirà, proprio questa sera, con la sfida del “San Nicola” tra pugliesi e lombardi.

I galletti hanno ancora in mente il blitz di Benevento con quel 3-4 che a molti ha fatto ricordare Italia-Germania dei Mondiali del ’70. I “Boninsegna e Rivera” biancorossi portano il nome di Antonio Floro Flores e Cristian Galano, decisivi nel match contro i sanniti con la punta napoletana che ha segnato, ha fatto un assist ed ha procurato il rigore (poi segnato da Salzano) mentre il “Robben delle Puglie” è stato protagonista con una doppietta. Il calendario, però, non da la possibilità di godersi troppo il successo in Campania e oppone ai galletti un avversario decisamente meno blasonato come il Brescia di mister Brocchi. Impegno sulla carta agevole per i ragazzi di Colantuono ma sottovalutare Caracciolo e soci sarebbe delittuoso: una gara come quella di Benevento si prepara quasi da sè a livello di motivazioni mentre, in queste ore, il tecnico romano dovrà dare quella benzina psicologica per far scendere i suoi in campo con la cosiddetta “bava alla bocca” anche contro le rondinelle.

Le due vittorie raccolte contro Ternana e, appunto, Benevento hanno dato rinnovata fiducia e un balzo in classifica importante con il Bari che è salito in quinta posizione in classifica. La piazza ha recepito il momento favorevole di Tonucci e compagni e si è stretta attorno alla squadra: nella gara contro i lombardi previsti non meno di 20mila spettatori (sarebbe il record stagionale).

In casa biancorossa è possibile un turnover per dare un turno di riposo a tanti calciatori che stanno tirando la carretta da diverse gare e anche per dare la possibilità a chi è sceso poco in campo di mettersi in mostra. Il modulo sarà il collaudato 4-3-3 con Micai sicuro di difendere la porta del galletto (anche al Vigorito il portiere mantovano ha salvato i suoi in diverse circostanze), difesa con Sabelli e Morleo a presidiare le corsie esterne mentre al centro Capradossi potrebbe lasciare il posto a Suagher al fianco di Tonucci. A centrocampo sembrano sicuri Basha e Salzano con Fedele che potrebbe prendere il posto di Macek. In avanti difficile rinunciare a Floro Flores e Galano (già otto gol in due) con Parigini che potrebbe dare un turno di riposo allo stacanovista Brienza. Out ancora Raicevic.

Di contro, il Bari affronterà un Brescia che, nonostante la bella vittoria col Cittadella per 4-1, è scivolato a ridosso della zona playout. Dopo un inizio di stagione importante con diversi giovani messi in mostra (vedi Bisoli e Morosini ad esempio), la squadra dell’ex milanista Brocchi sembra essersi inceppata. L’ex mediano di Inter e Milan, dovrebbe schierare il suo Brescia con un 4-3-3 con tantissimi giovani in campo: in porta Minelli, difesa con Untersee, Coly, Blanchard e Romagna. A centrocampo spazio a Dell’Oglio, Sbrissa e Martinelli mentre in attacco l’airone Caracciolo verrà supportato da Bonazzoli e Camarà. 

ANTONIO GENCHI 

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Akragas-Foggia 0-1

I rossoneri espugnano nel finale Agrigento. Mazzeo sbaglia un rigore, poi decide Di Piazza

Il Foggia comanda il gioco ad Agrigento ma solo nel finale riesce a portare a casa l’intera posta in palio in terra siciliana, battendo 0-1 l’Akragas.

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Una vittoria difficile, lo si sapeva alla vigilia, che resta la cosa più importante anche in virtù del terreno di gioco “proibitivo” dell’Esseneto, già conosciuto dai rossoneri la scorsa stagione. Gioco prettamente comandato dal Foggia, dunque, che ha creato alcune occasioni con Sarno al sesto, ma il tiro è debole e ben preso da Addario e Di Piazza al 39esimo del primo tempo, con palla deviata in angolo.  Poi i rossoneri hanno accelerato nella ripresa andando con decisione a prendersi i 3 punti. Palo in mischia di Di Piazza al 26esimo, un rigore per fallo netto in area di rigore, ma Mazzeo calcia debolmente e Addario intuisce deviando il penalty e il gol dell’88esimo minuto con lo stesso Mazzeo che calcia in porta e colpisce la traversa, la sfera arriva dalle parti di Di Piazza che di testa opera il tap-in vincente. Dopo 5 minuti di recupero il direttore di gara fischia la fine del match. Il Foggia vince, il Lecce anche, crolla il Matera ed ora questo campionato sembra prendere sempre più la via della Puglia, in attesa della gara della Juve Stabia che potrebbe tornare al terzo posto.

Fabio Lattuchella

 

 

Bari, a Benevento una gara da stropicciarsi gli occhi. Gol ed emozioni nel 4-3 finale con Galano e Floro Flores sugli scudi e i sanniti crollano dopo due anni

Al “Vigorito” di Benevento, lo avevamo detto anche alla vigilia, serviva una prova gagliarda, di cuore per uscire con un risultato positivo e la prova tanto attesa è arrivata. Il Bari torna al dolce gusto della vittoria esterna in una gara incredibile con il 4-3 finale che condanna il Benevento alla sconfitta interna dopo più di due anni (pugliesi indigeste per i sanniti visto che l’ultima squadra a vincere in terra campana fu il Lecce nel 2014).

Il tecnico Colantuono, reduce dall’affermazione casalinga con la Ternana, ripropone la stessa formazione che aveva vinto contro gli umbri con l’unica eccezione di Morleo sulla corsia mancina al posto di Cassani. In avanti Floro Flores è supportato dalla classe di Galano e Brienza. Formazione confermata anche per i campani di Baroni che optano per il 4-2-3-1 con i trequartisti Falco, Ciciretti e Cissè dietro Ceravolo. La gara è subito vibrante con le due squadre che si sfidano come due schermidori in pedana. La prima stoccata vincente è, però, del Benevento che passa in vantaggio con Lopez: l’ex leccese si fa trovare pronto sul secondo palo e di testa batte Micai. Un altro Bari si sarebbe sciolto come neve al sole davanti al gol beneventano e un ambiente bollente come il “Vigorito” ma non è cosi: passa giusto un minuto e Floro Flores inbecca Galano che fredda Cragno, 1-1 e palla al centro. I galletti capiscono che il colpaccio è possibile e premono sull’accelleratore: Morleo (ottima la prova del terzino brindisino) mette in mezzo un pallone rasoterra che Floro Flores (sempre lui) trasforma nel 2-1 barese. Benevento alle corde e il Bari cala il tris: Floro Flores salta netto Chibsah che lo stende e l’arbitro Pinzani da il rigore che Salzano trasforma per il 3-1 (primo gol per l’ex centrocampista del Crotone). La squadra di casa, punta nell’orgoglio, preme e rientra in partita con Cissè bravo di testa a battere Micai su cross di Ceravolo. Si va negli spogliatoi sul 2-3 con un primo tempo da usare come spot per la Serie B. La ripresa si apre con il Benevento a caccia del pareggio che trova con Ceravolo bravo ad anticipare Tonucci e battere sul primo palo Micai. 3-3 tutto finito? Macchè. La giostra del gol premia ancora il Bari che con Cristian Galano trova l’incredibile 4-3 con un tiro di destro (non il suo piede preferito) che batte ancora Cragno e fa esplodere il settore ospiti. Il Benevento preme alla ricerca del nuovo pareggio ma prima Micai (su Ciciretti) e poi la traversa (su bordata di Falco) spengono ogni speranza di un nuovo pari per i sanniti. Colantuono decide di cambiare una pedina per reparto: esce un acciaccato Macek per Greco, uno stanchissimo Floro Flores lascia spazio a Maniero cosi come Galano lascia posto a Suagher (esordio per lui in maglia biancorossa). Gli ultimi minuti sono palpitanti con il Bari che lotta su ogni pallone ed anche i 5 minuti di recupero passano lisci e i “Colantuono Boys” portano a casa la vittoria con festa sotto i mille tifosi biancorossi giunti in Campania.

Vittoria fondamentale per i galletti che tornano a vincere in trasferta dopo il blitz di Perugia ad inizio campionato, battono una diretta concorrente per i playoff e fanno il primo filotto di vittorie (2) di questa stagione. I segnali positivi per Colantuono sono tantissimi: Micai, nonostante i tre gol presi, è una sicurezza in porta e salva i suoi ma le note più dolci arrivano dall’attacco che è diventato un arma letale. Galano, Floro Flores e Brienza stanno trascinando il Bari con le loro giocate con una classe sopraffina. Bene anche il centrocampo con Macek e Salzano che sono stati importanti mentre ha sofferto molto Tonucci ma una giornata “no” per il Jack Sparrow biancorosso la possiamo anche concedere. Appuntamento prossimo vicinissimo con il Bari che lunedì sera riceverà il Brescia, vincente 4-1 col Cittadella.

BENEVENTO: Cragno, Lopez, Pezzi, Camporese, Venuti, Viola, Chibsah, Ciciretti, Cissè, Falco, Ceravolo.

BARI: Micai, Sabelli, Capradossi, Tonucci, Morleo, Salzano, Basha, Macek, Brienza, Galano, Floro Flores.

ARBITRO: Pinzani di Empoli

RETI: 13° Lopez, 14° Galano, 23° Floro Flores, 39° Salzano rig. 43° Cissè, 49° Ceravolo, 55° Galano

ANTONIO GENCHI 

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Bari, è la notte dei desideri. A Benevento passa un importante treno playoff. Mille baresi al Vigorito

“Vedo stelle che cadono, è la notte dei desideri“. Canta cosi Lorenzo Jovanotti in una sua celebre canzone e lo pensano anche i tifosi del Bari in vista della notte di Benevento. I galletti, alle 20.30, saranno di scena sul manto erboso infuocato del “Vigorito” di Benevento contro i giallorossi di mister Baroni, matricola terribile di questo campionato di B.

In uno stadio che si preannuncia una bolgia (ci sarà il sold-out) e contro una formazione che in casa non perde dal novembre 2014 (quando i sanniti furono battuti 2-1 dal Lecce in Lega Pro), i biancorossi di Stefano Colantuono sono chiamati a dare una prova di classe e grinta. La vittoria contro la Ternana ha rinnovato la fiducia del popolo barese che seguirà in massa la squadra nella vicina trasferta nel Sannio con circa 1000 tifosi che hanno bruciato in pochissime ore i biglietti messi a disposizione dalla società campana. La vittoria contro gli umbri, oltre alla rinnovata fiducia però, deve dare conferme anche sul campo: i biancorossi in questa stagione non hanno mai vinto due partite di fila e non vincono in trasferta dal lontano blitz di Perugia ad inizio campionato.

Sul terreno campano, però, il Bari deve dimenticare queste statistiche ombrose e cercare di battere un avversario che sta facendo un ottimo campionato. Una vittoria in Campania darebbe una spinta importante alla squadra ed alla tifoseria in vista della battaglia playoff mentre una sconfitta chiuderebbe ogni minima chance per raggiugere le prime due posizioni.

Capitolo formazione: Bari che dovrebbe adottare la stessa formazione che è scesa in campo contro la Ternana. In porta Micai, in difesa Sabelli, Tonucci, Capradossi ed il rientrante Morleo (che prende il posto di Cassani), centrocampo a tre con Basha, Macek e Salzano ed in avanti il tridente tutto gol e fantasia con Galano, Brienza e Floro Flores. Ancora panchina per Maniero mentre Raicevic è rimasto a Bari per problemi fisici. Di contro, mister Baroni dovrebbe disegnare il suo Benevento col consueto 4-2-3-1: Cragno in porta, difesa con Venuti, Camporese, Pezzi e Lopez (mancherà lo squalificato Lucioni), a centrocampo la coppia Viola-Chibsah con i trequartisti Falco, Ciciretti e Cissè dietro la punta Ceravolo.

All’andata fu un pesante 0-4 a favore dei giallorossi con il Bari che fu in partita fino al 60esimo circa quando un ingenuo rigore procurato dal portiere Ichazo spianò la strada alla larga vittoria dei sanniti in Puglia. La sconfitta contro Ciciretti e soci fu l’ultima casalinga per il Bari che da allora ha reso il “San Nicola” un vero e proprio fortino.

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Ds Marco Milano: “Bari, grazie a Giancaspro e Sogliano. Benevento dirà molto. Su Lega Pro, Serie D, Eccellenza e Promozione dico che…”

Il mese di Febbraio anticipa la primavera ed è il trampolino di lancio per la volata finale in tutti i campionati. Se in Serie B e Lega Pro mancano ancora tante gare, in D, Eccellenza e Promozione siamo ormai al rush finale con le squadre a caccia dei vari obiettivi come la promozione, i playoff o la salvezza.

Per parlare a 360° gradi del calcio pugliese, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo sentito il diesse Marco Milano con cui abbiamo avuto modo di disquisire di diverse tematiche dalla Serie B con il Bari sino al campionato di Promozione. Milano avvocato e gran tifoso del Bari, nonostante la giovanissima età, vanta già una serie di esperienze importanti da Direttore Sportivo in società del territorio barese come BitontoCorato, Bitritto e Giovinazzo. 

Direttore Milano, nell’ultimo calciomercato invernale, il Bari è stato tra i protagonisti in cadetteria con una ventina di operazioni tra arrivi e partenze. Pensa che una rivoluzione cosi importante serviva a questa squadra e come giudichi il lavoro del diesse Sogliano?

Innanzitutto vorrei fare una premessa: ci tengo a ringraziare pubblicamente il presidente dott. Giancaspro per tutti i sacrifici compiuti finora. Questa estate stavamo per fallire un’altra volta, in modo assolutamente silenzioso. Se nel 2017 si può ancora parlare di Serie B a Bari, il merito è solo del presidente Giancaspro. Detto ciò, il Bari è stata sicuramente la regina del mercato della Serie B nella sessione invernale, con tantissime operazioni sia in entrata che in uscita. Sono arrivati calciatori importanti per la categoria come Floro Flores, Salzano e Galano, ed ora anche numericamente abbiamo un organico importante. Complimenti al direttore sportivo Sogliano perché ha dimostrato di sapersi muovere sul mercato con esperienza e disinvoltura, ponendo anche le basi per la prossima stagione (i prestiti dell’attaccante Montini e del portiere Furlan al Monopoli in Lega Pro ne sono l’esempio tangibile). Evidentemente, di comune accordo con il mister Colantuono, si è scelto di stravolgere la rosa di calciatori a disposizione per tentare di intraprendere, con nuovi nomi, la strada della continuità di risultati, evitando i tanti incidenti di percorso e gli inspiegabili blackout sia di risultati che di prestazioni, come ad esempio accaduto contro il Cittadella e nelle trasferte di Frosinone, Novara e Latina.

Alla luce dei nuovi arrivati, dove può arrivare oggettivamente questo Bari?

A dispetto di quello che può dire la classifica finora, io ho sempre avuto fiducia nel Bari quest’anno. Finalmente abbiamo un allenatore e un direttore sportivo esperti e preparati, potrebbe essere l’anno giusto per raccogliere soddisfazioni a fine campionato. Alla luce delle tante operazioni di mercato compiute nella sessione invernale, che hanno stravolto la rosa di calciatori a disposizione di Colantuono, non è vietato puntare anche alla Serie A diretta (prime due posizioni, distanti nove punti). Al momento dobbiamo pensare a raggiungere nel più breve tempo possibile la quinta posizione, occupata dal Perugia, che dista solo tre punti. Poi con un bel filotto di vittorie consecutive, cosa che è mancata finora alla squadra, potremmo insidiare anche le primissime posizioni della classifica. La partita di venerdì sera a Benevento dirà molto, può essere considerato un vero e proprio esame di maturità per la squadra, finora dal rendimento abbastanza insufficiente nelle gare in trasferta

Nel girone C di Lega Pro stiamo assistendo ad un derby a distanza tra Lecce e Foggia per la vittoria finale. Chi la spunterà tra le due o pensi in un ritorno di Matera e Juve Stabia?

Che bello vedere due squadre pugliesi contendersi un posto per la promozione diretta in Serie B ! Sia il Lecce che il Foggia dispongono di due ottimi organici e di due bravi allenatori, in più sono grandi piazze affamate del grande calcio finalmente. La Juve Stabia, dopo essere stata per qualche giornata capolista, ha dato segnali negativi perdendo tanti punti nelle gare del nuovo anno e pare tagliata fuori dalla corsa per il primo posto. Anche il Matera pare essersi messo alle spalle il periodo di forma migliore, lasciando strada a Foggia e Lecce nelle ultime giornate. In chiave playoff occhio alla rivelazione Virtus Francavilla, che oltre ad un buon organico dispone anche di una società serissima alle spalle e di un allenatore giovane e molto preparato, Antonio Calabro. Se il campionato fosse partito a novembre, adesso la Virtus insidierebbe il primato del Lecce e del Foggia.

In D, dopo una prima parte a livelli ottimi, il Gravina sta perdendo colpi ed è arrivato anche l’esonero di mister De Luca. Cosa succede all’ingranaggio murgiano che sembrava perfetto fino a pochi mesi fa?

In Serie D non accenna a fermarsi la corsa verso il professionismo della capolista Trastevere, insidiata solo dal Bisceglie e dalla Nocerina. Agli amici gravinesi voglio rivolgere due considerazioni personali: la Serie D è uno dei campionati nazionali più tosti, completamente diverso dai campionati regionali quali l’Eccellenza e la Promozione, per cui lo scotto della matricola si paga eccome! Inoltre dopo aver vinto negli ultimi due campionati tutto quello che era possibile, campionati e coppe, sia in Eccellenza che in Promozione, mi verrebbe da dire che…non si può vincere tutti gli anni. Questo primo campionato della storia in Serie D deve essere una annata di transizione, che serve per fare esperienza e prendere dimestichezza con la nuova categoria. I playoff non devono essere un’ossessione ma un qualcosa che se capita è positivo, per mettere le basi per la prossima stagione. A dicembre il reparto offensivo della squadra è stato completamente rivoluzionato, vista la atavica carenza di gol delle punte, con l’arrivo, tra gli altri, del bomber barese Picci. Dispiace per l’amico Claudio De Luca, allenatore giovane, serio e preparato.

Capitolo Eccellenza: chi vince il campionato tra le tre di testa e pensi che il Trani possa salvarsi anche senza playout?

Ho sempre sostenuto dall’inizio dell’anno che il Cerignola, da neopromossa, avrebbe vinto il campionato di Eccellenza. L’inizio di stagione non è stato dei più esaltanti, tanto che la società ha deciso di “cambiare progetto” in corsa, rivoluzionando lo staff tecnico e la rosa dei calciatori. E comunque i risultati si sono visti, la squadra ha conquistato subito il primo posto in classifica (che dura ormai da diverse giornate) e nelle partite che contano ha raccolto sempre punti (nelle difficili trasferte di Bitonto, Altamura e Casarano). Prevedo la loro vittoria finale, ed auguro alla Team Altamura di trionfare nella Coppa Italia nazionale, in modo da festeggiare due squadre pugliesi che fanno il salto in Serie D. Il Trani, in seguito alla rivoluzione sul mercato operata nella sessione invernale, attualmente dispone di un organico di tutto rispetto, al pari delle candidate ai playoff. Emblematici sono stati gli arrivi del bomber Tedesco e del capocannoniere del campionato, Pasquale Trotta, segno delle ambizioni della nuova società. A sette giornate dalla fine, non sono più ultimi in classifica e possono tranquillamente salvarsi senza disputare i playout, come organico sono un passo avanti rispetto alle altre candidate alla salvezza.

Chiusura sulla Promozione: ormai l’Omnia Bitonto sembra inarrivabile, chi sarà la squadra che potrebbe accompagnare i bitontini nel salto di categoria?

Si sapeva che sarebbe stato un dominio incontrastato dell’Omnia Bitonto in questa annata della Promozione, anzi la sorpresa più grande è stato l’arrivo della “concorrenza” nel girone di ritorno. Mi riferisco al Corato, che ha cambiato completamente volto nel calciomercato dicembrino e, con un bel filotto di vittorie, è arrivato a meno sei dalla capolista, vincendo anche il confronto diretto a Bitonto. Sicuramente il Corato è la squadra più accreditata per la vittoria dei playoff e per fare compagnia (probabilmente) all’Omnia il prossimo anno in Eccellenza. Per gli altri posti playoff se la giocheranno il Molfetta, la Fortis Altamura e lo Sporting Ordona, ricordando la famosa regola dei sette punti di distacco tra una posizione playoff e l’altra. In coda la Rutiglianese è ad un passo dalla retrocessione in Prima Categoria, mentre per evitare tutte le rimanenti squadre sono coinvolte per evitare i playout. Nessuno può stare tranquillo a sette giornate dal termine del campionato, tra la sesta in classifica e la quintultima ci sono solamente quattro punti di distacco!

ANTONIO GENCHI 

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