Archive 24/03/2016

Marcatori Seconda categoria A: Lange si prende la vetta solitaria

Ben ventuno le reti realizzate nel ventunesimo e penultimo turno del campionato di Seconda categoria pugliese girone A.
Segna il suo quattordicesimo gol stagionale e si prende la vetta solitaria, Lange dello Sporting Apricena.
Salgono a quota tredici, Nico Mangiacotti dell’Herdonia con una tripletta e Gianpiero La Torre del Matinum con una doppietta (in settimana aveva rifilato un poker nel recupero contro la Squadra del cuore di Rodi Garganico).
Doppietta e salita a quota undici per Capuano del Troia.
Doppietta anche per Orfeo del Cagnano Varano che sale a quota dieci.
Sesta rete in stagione per Lupardi dello Sporting Apricena.
Rete n. 5 in campionato per Daniele Tucci del Troia.
Quarta rete per Sciarra del Matinum e Tadili della Carapellese.
Izzo e Tudisco dell’Herdonia, a segno per la seconda volta in campionato.
Prima rete per i vari Ciavarella, Fiore, D’Augelli e Stoico.

CLASSIFICA MARCATORI dopo la giornata 21 (prime posizioni)

14. Lange (Sporting Apricena)
13. Gianpiero La Torre (Matinum), Davide La Torre (Squadra del cuore Rodi G.). Nico Mangiacotti e Melino (Herdonia)
12. Di Sipio (San Nicandro G.)
11. Capuano (Troia)
10. Orfeo (Cagnano Varano)
7. Michele Ardore e Paolo Pellegrino (Sport Lucera), Bruno (San Giovanni Rotondo), Flaminio (Squdra del cuore Rodi G.) e Paciello (Atletico Foggia)
6. Cannizzo (Sport Lucera), Faiella e Lupardi (Sporting Apricena)

Alessandro Polichetti

L’oasi felice del Cerignola in mezzo ad un oceano tempestoso

La crisi che attanaglia il calcio dilettantistico è cosa risaputa, e forse in tanti dovrebbero ammirare il “modello” Cerignola che, risorto dalle ceneri, sta facendo incetta di campionati vinti con ragazzi indigeni ed una valorizzazione importante del vivaio, la reale fonte di sostentamento di una società di calcio. Il calcio è rinato e la gente si è riavvicinata in maniera sensibile allo stadio, spinta da un ritrovato senso di appartenza alla propria città.
Ma questa è un’oasi felice ed isolata, circondata dall’oceano tempestoso delle difficoltà economiche, della mancata programmazione, delle mediocri competenze tecniche, del perduto feeling con la propria tifoseria ed altro ancora.
Una cosa è certa: chi, nonostante reclami giustamente le gratifiche pattuite e non corrisposte, decide di scendere in campo deve essere consapevole di assumersi una grossa responsabilità, ovvero quella di onorare la maglia comunque. In caso contrario è un’offesa alla gente che va allo stadio e di riflesso ai colori della città che rappresentano, questo il coro unanime dei tifosi al quale ci associamo.

Stefano Favale

ESCLUSIVA – Castellaneta, Lippolis: “La retrocessione? Gruppo giovane e abbiamo perso sicurezza. In coda tanta bagarre e….”

Ad inizio stagione, quando si chiacchiera sotto l’ombrellone e si fanno i classici pronostici d’estate, il Castellaneta era tra quelle formazioni indiziate a dover sudare la salvezza sino all’ultima giornata nel campionato di Eccellenza.

La squadra è giovane e il girone è difficile con tantissime squadre ben attrezzate. I biancorossi, allenati da mister Lippolis iniziano la stagione soffrendo ma stando sempre sul pezzo (come si dice in termini calcistici). La squadra alterna sconfitte, pareggi e vittorie fino ad arrivare al mercato dicembrino. La dirigenza, per far fronte al mercato, inserisce una figura importante per la categoria ossia Alfredo Piarulli ex ds del Mola e conoscitore della categoria. Arrivano tanti giocatori, quasi tutti giovanotti di belle speranze ma all’uscita dai box del mercato il Castellaneta, inspiegabilmente, spegne la luce. La formazione tarantina inanella una serie impressionante di sconfitte che portano alle dimissioni del Dg Guardascione e del Ds Piarulli. Il culmine di tutto questo è la sconfitta interna con il Vieste (la tredicesima di fila) che porta la matematica retrocessione nel torneo di Promozione.

In tutto questo caos (come abbiamo più volte scritto nei nostri precedenti articoli), l’unico che è rimasto al timone della squadra è stato il tecnico Walter Lippolis, che sta traghettando la squadra dall’inizio della stagione. In esclusiva ai microfoni di calciowebdilettanti.it, abbiamo ascoltato proprio le parole del tecnico tarantino che ha commentato questo deludente periodo e in generale la “disastrosa” stagione del Castellaneta.

Mister, con la sconfitta di domenica è arrivata anche la retrocessione. Fino ad un paio di mesi fa, la squadra sembrava potesse lottare almeno per i playout e di colpo la luce si è spenta sino ad oggi. Cosa è successo?

E’ successo che a dicembre è stata cambiata totalmente la squadra ed è stata molto ringiovanita per problemi di budget. Abbiamo cercato in tutti i modi di fare il meglio ma le altre squadre a dicembre hanno operato ma in modo pesante basta vedere tutte quelle che stanno lì in fondo annoverano, chi più chi meno, gente di spessore e alla lunga abbiamo pagato questa cosa. Quando i risultati sono venuti a mancare, essendo un gruppo di molti giovani hanno perso sicurezza e man mano che andavano le cose, diventava tutto più difficile.

Dopo gli addii di Guardascione e Piarulli, molti si aspettavano anche un suo addio. Cosa l’ha spinta a rimanere sulla panchina di una squadra alla deriva?

Dopo gli addii di Guardascione ed Alfredo (Piarulli ndr), anche io avevo manifestato le mie dimissioni però la società non le ha accettate. Dopo aver condiviso molte gioie stando da tanti anni a Castellaneta, prendendo la squadra dalla Prima Categoria e portandola in Eccellenza, loro non se la sono sentita di mandarmi via e non hanno accettato le mie dimissioni. Quando ho visto il loro manifestare di volermi tenere, la cosa mi ha fatto molto piacere, anche perchè nei momenti di difficoltà la società mi ha sempre tutelato e ho accettato di rimanere. Sono rimasto, pur sapendo, che la situazione era difficile perchè continuavamo a lavorare con molti giovani. Non a caso, nelle ultime settimane stiamo giocando sempre con 5-6 under e molti del 1997 e 1998.

Discorso salvezza: qual’è, secondo lei, la squadra che rischia di più tra quelle impegnate nella bagarre playout?

E’ veramente una bagarre. A parte noi ed il Grottaglie che è un altra squadra che mi stupisce, vedendo la rosa, che sia potuta scendere cosi in basso se la giocano tutti alla pari. C’è l’Hellas Taranto che ha un potenziale buono che ha mostrato in Coppa Italia, c’è il Mesagne che è una squadra rognosa ossia la classica squadra per la salvezza che mette tutta la grinta e la voglia di emergere. Poi ci sono Otranto, Leverano e altre squadre ben attrezzate, direi anche da centro-classifica, che però si sono ritrovate lì e qualcuna deve retrocedere per forza. Fino ai 37 punti sono tutte in bilico e se la giocano tutte sino all’ultimo minuto dell’ultima giornata.

ANTONIO GENCHI

Serie D Girone H: il giudice sportivo del 23.03.2016

Serie D Girone H:
Allenatori:
1 gara Venturi (Aprilia) Zeppetella (Aprilia)
Calciatori:
3 gare Tulimieri (Potenza Calcio)
2 gare Galizia (Calcio Pomigliano) Calandra (Fondi Calcio) Carbone (Gallipoli Football 1909) Riccio (Virtus Francavilla Calcio)
1 gara Pisani (Az Picerno) Aprile (Bisceglie 1913 Don Uva) Difino (Gallipoli Football 1909) Gentile (Manfredonia Calcio) Di Maio (Torrecuso Calcio) Zerillo (Torrecuso Calcio) Somma (Turris Calcio)

“La testa nel pallone”, iniziata la distribuzione

Da questa mattina è in vendita presso la Libreria Mondadori di Foggia (presso il centro commerciale “Mongolfiera”, Viale degli Aviatori, 126, Foggia), il libro “La Testa nel pallone” ad un prezzo di copertina di 11,5 euro. Edito da “Cdp service” rievoca i trionfi dell’Usd San Severo calcio sotto la presidenza Dino Marino (2009-2014) fino all’ascesa in serie D.

È possibile, inoltre, acquistare il libro a San Severo, presso “Caffè tra le righe” (Via De Cesare, 13), libreria “Orsa Minore” (via Soccorso, 123), edicola “De Marco” (Piazza Incoronazione), edicola “Villa Comunale” (via Teresa Masselli-inizio via Umberto Fraccacreta). Nei prossimi giorni saranno resi noti gli altri punti vendita. Il ricavato sarà devoluto a favore dell’Usd San Severo calcio e dell’associazione “La cura”. Di seguito la lista dei primi cinque punti vendita:

 

Foggia:

Mondadori  (presso Centro Commerciale “Mongolfiera” Viale degli Aviatori, 126)

San Severo:

“Caffè tra le Righe” (Via De Cesare, 13)

Libreria “Orsa Minore” (via Soccorso, 123)

Edicola “De Marco” (Piazza Incoronazione)

Edicola “Villa Comunale” (via Teresa Masselli-inizio via Umberto Fraccacreta).

Taranto, Ancora: “Promozione? Crediamoci!”

Un ritorno in riva allo Ionio condito da un solo gol per Cristiano Ancora, attaccante del Taranto che ha rimesso piede allo “Iacovone” dopo la sua prima esperienza in maglia rossoblu nel 2013. Ingaggiato a dicembre, Ancora non è riuscito a conquistare un posto da titolare, ma la sua presenza in campo ha contribuito alla rimonta messa in atto dal Taranto nei confronti della Virtus Francavilla. Questa sera, l’attaccante tarantino, è stato ospite a “100 Sport Magazine“, una trasmissione calcistica ionica.

GRANDE GRUPPO – “Quando giochi in una squadra forte capita di stare fuori. Non è semplice giocare poco e farsi trovare pronti, ma deve essere così per raggiungere l’obiettivo, soprattutto in questo momento delicato. Siamo un grande gruppo, ogni domenica corriamo e lottiamo l’uno per l’altro”.

PROMOZIONE – “Contro l’Aprilia è stata una vittoria importantissima, anche per come è arrivata. Abbiamo deciso di non pensare agli altri, andiamo avanti per la nostra strada, cercando di vincerle tutte. Qualche settimana fa la promozione sembrava impossibile, ora ci crediamo”.

APRILIA – “Nel primo tempo non abbiamo giocato con il solito ritmo, ma nella ripresa abbiamo spinto creando varie occasioni. La vittoria al 90′ non nega il nostro dominio”.

IL TIFO – “Chi viene a giocare a Taranto sa che deve essere pronto a subire le pressioni da parte di tanta gente. La paura di sbagliare e deludere i tifosi? Non deve esistere”.

IL CAMPIONATO – “Non bisogna staccare la spina durante la sosta. Dobbiamo preparare una partita importantissima come quella di domenica a Gallipoli. Non ci sono partite facili, né per Nardò e Virtus, né per noi. Vanno giocate tutte entrando in campo con la testa giusta. Non ci interessano le parole di Calabro (tecnico della Virtus Francavilla, dubbioso sulla regolarità del campionato, ndr), guardiamo solo in casa nostra”.

TARANTO – “Sto bene a Taranto, ho fatto tanto per indossare di nuovo questa maglia. Sono contento e spero di restare qui a lungo. I complimenti mi danno ancora più stimoli, ho tanta voglia e spero di essere utile in questo finale di stagione. Mi sento un privilegiato a giocare per il Taranto, ci sono poche piazze come questa. Per un calciatore, giocare qui è il massimo, ho questa opportunità e me la tengo stretta”.

Alessandro Mazzarino

Si chiude ufficialmente la stagione per la Squadra del Cuore Rodi

Si chiude ufficialmente la stagione 2015/2016 per la Squadra del Cuore Rodi con un’intervista a Mister Galullo che coglie l’occasione innanzitutto per ringraziare i tifosi per il calore dimostrato al Teodoro Moretti , alla societa’ e ai dirigenti per la passione con cui hanno seguito il dietro le quinte, i giocatori per l’impegno in campo e l’ attaccamento alla maglia e le istituzioni.

Una stagione “strana” quella del Rodi. Un inizio scoppiettante e poi tante difficoltà. Si pensava al secondo posto , si pensava  ai play-off e poi é arrivato il momentaneo 5° posto, in attesa del verdetto del San Nicandro.

Cosa non ha funzionato?
Per due mesi, che oserei definire spettacolari, a prescindere dalle sconfitte esterne ,avevamo identità di gioco e personalità, imponevamo il nostro gioco sia in casa che fuori e siamo stati l’unica squadra a bloccare sul 1-1 la leader del campionato, l’ Herdonia.

Tutti i giocatori che hanno giocato hanno dato tutto quello che potevano per far si che il Rodi facesse divertire i propri tifosi, con il T. Moretti sempre gremito, raggiungendo risultati importanti .

Nella seconda parte del campionato qualcosa negli spogliatoi non ha funzionato ben ed in campo purtroppo tutto quello di buono che si era visto nella prima parte è andato in parte perso.

Una stagione é finita e già ci si deve organizzare per la nuova. Con che spirito e con quali progetti ci si appresta ad affrontare la nuova sfida?

Non nascondo la  delusione per gli ultimi risultati negativi col Mattinata , la Carapellese e l’ Apricena , complicandoci ulteriormente il finale di campionato con le pesanti squalifiche a giocatori importanti per la mia squadra perdendo a poche giornate il secondo posto in classifica  , ma è stata la normale conseguenza degli errori commessi, dobbiamo imparare da questi per continuare al meglio;

una cosa già fatta è quello di non confermare quei giocatori che ad un certo punto del campionato hanno “vivacchiato” pensando di raggiungere gli obbiettivi prefissati facendo scendere in campo solo il nome e non mettendoci lo stesso impegno profuso nella prima parte della stagione.

Il risultato finale dice che, nonostante l’enorme impegno offerto come mister, 2014-2015 secondo posto e 2015-2016 mancato secondo posto ma non e’ detto ancora un finale a sorpresa per i play off.

I progetti per la prossima stagione ?

Purtroppo dobbiamo adeguarci alle disponibilità finanziarie che avremo a disposizione, comunque tra non molto faremo una riunione per decidere sul futuro della squadra e di alcuni giocatori in partenza e sui giovani in arrivo.

Real Noci, ennesima sconfitta

Domenica nera per il Real Noci che, tra le mura amiche del De Luca Resta, si arrende per 2-0 al Canosa. Buon avvio di gara per l’undici biancoverde che mostra carattere, scendendo in campo con il piglio giusto. La prima azione della partita è di Salatino che riceve palla da D’Onghia e prova la conclusione che l’estremo difensore canosino para senza troppi affanni. Al 20’ è ancora il Noci in avanti con un’azione solitaria di Recchia D. che spreca mettendo fuori di un soffio. Passano pochi minuti ed è ancora D’Onghia a scendere sulla sinistra e a servire Recchia che arpiona la sfera e calcia, costringendo Camerino a respingere in angolo. Alla mezz’ora, l’episodio che cambia il match: Recchia F. commette un fallo da tergo ai danni di Iacobone che gli costa il rosso diretto. Il Real Noci in dieci uomini e in evidente difficoltà, passa il pallino del gioco al Canosa che, al 42’, trova la via del gol: Lannunziata entra in area, beffa due difensori e, da distanza ravvicinata, batte Parchitelli siglando la rete del vantaggio. Negli ultimi minuti del primo tempo, gli ospiti vanno vicini al raddoppio in due occasioni: prima con Lannunziata, ma è bravo il diciassettenne portiere biancoverde di casa a parare con i piedi, e poi con Pensa che costringe Parchitelli a respingere a mani unite in angolo. Il primo tempo si chiude con il Real Noci in balia del gioco avversario.

Nella ripresa la musica non cambia, con il Canosa che si fa subito pericoloso su calcio piazzato ma Parchitelli toglie dall’incrocio dei pali la velenosa punizione di Iacobone. Il gol è nell’aria e, all’8’, Caputo crossa per Coppola che, approfittando di un’incertezza del portiere, si aggiusta il pallone e calcia sul secondo palo siglando il raddoppio rossoblu. I padroni di casa tentano la reazione. Sugli sviluppi di un corner, l’inzuccata di Genco finisce di poco oltre la traversa. Al 43’ l’ultima azione dei biancoverdi è di Salatino che entra in area, salta un avversario ma viene anticipato da Nesta che spedisce in angolo. La partita si chiude con un sconfitta pesante per il Real Noci di Mister Michele Perillo che porta i biancoverdi in piena zona playout, scavalcati dalla Polimnia Calcio che ha vinto 6-3 con il Giovinazzo.

Il prossimo 3 aprile, l’undici nocese sarà impegnato sul versante foggiano, ospite del Madre Pietra Apricena in lotta per i playoff, e dovrà portare a casa punti se vuole rimanere in corsa per la salvezza.

Noci (Ba), stadio comunale “De Luca Resta” – Domenica 20/03/2016, ore 15.00
Campionato Promozione gir. A 2015/16 – 27ª giornata

REAL NOCI – CANOSA: 0-2

Reti: 42’pt. Lannunziata, 8’st. Coppola

Real Noci: Parchitelli, Cino (5’st. Lippolis F.), Genco, Intini, Pascullo, Recchia F., Lippolis T. (11’st. Matarrese), D’Onghia, Salatino, Lucia (36’st. Sansonetti), Recchia. A disposizione: Mangini, Recchia A., Tisci. All. Perillo

Canosa: Camerino, Abruzzese V., Lombardi, Abruzzese A., Cafagna, Nesta, Coppola (36’st. Erminio), Cellamaro, Lannunziata (20’st. Ardito), Iacobone (27’pt. Caputo), Pensa. A disposizione: Conte, Lamanna, Sipone, Somma. All. Scaringella

Arbitro: Francesco Minerva (Lecce)
Assistenti: Piergiorgio Battista (Lecce) – Vito Marra (Casarano)
Ammoniti: Intini, Lippolis F. (RN) – Cafagna, Coppola, Caputo, Ardito (C)
Espulsi: 30’ pt. Recchia F. (RN)

nocigazzettino.it

Vittoria del Manduria sul blasonato Avetrana

Vittoria del Manduria sul blasonato Avetrana, vittoria con la quale mira ancora alla ricerdfa di punti che garantiscano la zona play off. Bella la   coreografia allestita sugli spalti e nei posti pubblici. L’incontro, si è aperto subito con il goal di Gennari, mentre l’Avetrana ha cercato con ogni modo per cercare di tornare al pareggio.Un vero è proprio boato si è udito allorchè i mandurini hanno realizzato il goal partita, osannati dal pubblico e dalle note della banda musicale Città di Maruggio. Tra gli episodi salienti dell’incontro: risultato che si sblocca già al primo minuto, Genari viene tranciato in area di rigore dal portiere avversario, cartellino rosso diretto per fallo da ultimi uomo, espulso il portiere Scardino ed Avetrana in 10. A nulla sono serviti i moteplici tentativi dei giocatori avetranesi di cercare di riportare in parità il risultato, affidandosi alle conclusioni dei Cimino, ma non c’è stato nulla da fare poiché il Manduria è riuscito a mettere in cassaforte l’uno a zero aggiudicandosi la posta piena.

Manduria – Avetrana 1-0

Manduria: Raimondo, De Valerio, Olivieri, Erario, Calò, Mancuso (6’ s.t. Mero), Riezzo, De Nitto (34’ s.t. De Pascalis), Scarciglia, Gennari (10’ s.t. Arcadio), Greco. A disp.: D’Adamo, Dautaj, Jabarateh, Quaranta. All. Cosma

Avetrana: Scardino, Trisciuzzi, Cimino F., Arcadio, Amaddio, Manacaluso (21’ s.t. Leo), Buccoliero (21’ s.t. Rito), Gioia (3’ s.t. Lamarina), Vasco, Cimino V., Eleni. A disp.: Iaia, Gatto, Marullo, Saracino. All. Pellegrino

Arbitro: Tagliente di Brindisi

Marcatore: 3’ p.t. Gennari (Rig.)

Note: Ammoniti: De Valerio, OLivieri, Erario, Mancuso, Gennari, Arcadio, Trisciuzzi, Cimino F., Macaluso, Vasco. Espulsi: Scardino e Greco. Angoli: 4 a 2 per l’Avetrana. Recuperi: 3 ‘ e 5

G.Cer. – lavocedimanduria.it

Altamura, comunicato ufficiale: “Nostri sostenitori assaliti da facinorosi tifosi. Decisioni arbitrali? A tutto c’è un limite”

A quarantotto ore dal termine della gara tra Barletta ed Altamura e terminata 1-1 con un rigore trasformato nel finale dal barlettano Moscelli, la società del Team Altamura ha affidato al proprio sito ufficiale la risposta.

La società murgiana, attraverso un comunicato ufficiale, ha commentato gli errori che a loro dire la squadra sta subendo nelle ultime giornate. Oltre alla questione arbitrale, la società biancorossa ha voluto ribadire il proprio concetto sugli scontri avvenuti fuori al “San Sabino” di Canosa tra tifosi barlettani ed altamurani.

Ecco il comunicato ufficiale: “Sono ormai passati due giorni dalla partita di Domenica contro il Barletta che tanto sta facendo discutere e di cui tuttora si sta continuando a parlare e sparlare, noi come società non possiamo rimanere inermi ai fatti accaduti ed è giunto ora il momento di prendere una posizione. Partiamo innanzitutto dal dopo gara, tali episodi mettono in secondo piano gli aspetti agonistici della partita poiché assolutamente vili e lesivi del nostro modo di fare e vedere il calcio, ma soprattutto lo sport in generale. Nel dopo gara i nostri sostenitori sono stati letteralmente assaliti da facinorosi “tifosi”, se così si possono definire, del Barletta che hanno scagliato pietre e oggetti vari all’indirizzo dei nostri concittadini, non curanti della numerosa presenza di donne, bambini e ragazze presenti che sono rimasti enormemente spaventati e traumatizzati da questo gesto ignobile e meschino, fuori da ogni tipo di raziocinio e forma di buon costume civile. Non è assolutamente questo lo spot che vogliamo far passare ai nostri sostenitori che dopo tanto tempo si sono riavvicinati al calcio della nostra città grazie al nostro operare non soltanto nello sport ma anche nel sociale visto il progetto che guida questa compagine societaria, ma che purtroppo si vedono minacciati da questi comportamenti “animaleschi”, che per fortuna non riguardano tutti i sostenitori barlettani fra le cui file militano amici e persone per bene degne della rispettabilità di una città come Barletta. Detto ciò lasciamo ora il compito agli organi di giustizia, che sicuramente potevano far più attenzione al defluire dei tifosi al termine dell’incontro ed evitare alcuni atti che ormai, purtroppo, sono accaduti e ci ritroviamo ora a commentare e condannare, ma al contempo con fiducia ci affidiamo alle indagini che si stanno svolgendo e hanno già portato a cinque arresti e proposte di DASPO.

Passiamo ora all’incontro: siamo stufi di ricevere costantemente torti e ingiustizie che ci costringono ad andare contro alle nostre abitudini sui commenti delle decisioni arbitrali, il che non appartiene al nostro stile, come il nostro percorso può confermare, ma a tutto c’è un limite ed è giunto il momento di dire basta e denunciare ciò che sta accadendo. Non è certo la storia di una società o un’altra a poter condizionare il buon esito di un campionato, ma esclusivamente ciò che il campo mette in luce e, in oggettività, se a qualcuno non sta bene che l’Altamura continui il suo percorso possiamo benissimo farci da parte, perché questo mondo non ci appartiene: trasparenza, lealtà e fair-play sono parole che ci sono sempre appartenute e che abbiamo sempre profuso. Non è corretto e giusto che i sacrifici che tutti quanti noi stiamo compiendo da Agosto a questa parte siano compromessi da discutibili episodi arbitrali che inevitabilmente ci costringono ad alzare la voce e denunciare. Ci aspettiamo al più presto un cambiamento di rotta e un più equo trattamento nei nostri confronti e in quelli dei nostri avversari, affinché questo campionato non sia sbugiardato e condizionato da episodi che pregiudicano poi il torneo.
UFFICIO STAMPA ASD TEAM ALTAMURA” 

Salento Football Leverano supera il Fasano e blinda il prezioso terzo

Il Salento Football Leverano supera il Fasano e blinda il prezioso terzo posto in ottica playoff, attestandosi a sole quattro lunghezze di distanza dalla capolista Avetrana. “A darmi grande convinzione – afferma il tecnico Luigi Colagiorgioè la maniera con la quale il gruppo si allena da quando sono approdato alla guida della squadra. Il campo ha confermato che non mi sbagliavo, in quanto i ragazzi si sono espressi ancora una volta ad eccellenti livelli“.

“Abbiamo messo in cantiere tre punti preziosi – aggiunge Colagiorgioper la conquista del terzo posto ma, per completare l’opera, si tratta di aggiudicarci anche il prossimo derby interno con il Tricase“.

  La Gazzetta del Mezzogiorno

Torna alla vittoria il Maglie nel derby casalingo col Racale

Torna alla vittoria il Maglie nel derby casalingo col Racale. “Gli obiettivi di partenza erano ben altri – rimarca il direttore generale giallorosso, Sandro Santesema la nostra stagione è stata ricca di vicissitudini spesso negative. A questo punto del campionato, pertanto, contava solo metterci del tutto al sicuro dalle brutte sorprese e conquistare lasalvezza, traguardo che oramai è stato raggiunto. Ci sarà tempo nelle prossime settimane per valutare che cosa non è andato per il verso giusto ed in che cosa, invece, abbiamo sbagliato”.

“Ho ammirato finalmente un Maglie in palla – prosegue il diggì della Toma – capace di esprimersi su buoni livelli contro avversari motivati, in quanto in lotta per la conqusta della permanenza. Il tandem d’attacco composto da Iunco e Disantantonio ha spesso imperversato nella metà campo rivale, sfiorando il raddoppio Abbiamo meritato – conclude Santese – di imporci”.

La Gazzetta del Mezzogiorno

Roboante vittoria del Corato. Contro la Nuova Andria finisce 0-6

Sul campo sportivo “Fidelis”, i coratini sconfiggono i padroni di casa addirittura per 6-0. Reti di Lops, Uva, Losappio, Terrone, Uva e Civita

Vittoria roboante per l’Usd Corato calcio sul campo della Nuova Andria. Sul campo sportivo “Fidelis”, i coratini hanno sconfitto i padroni di casa addirittura per 6-0.La cronaca. I neroverdi passano in vantaggio già all’8° minuto. Dopo un’azione insistita in cui la palla finisce sul palo per ben tre volte, Lops scarica il suo mancino dai 25 metri e il tiro si infila all’angolino basso. Il raddoppio è servito al 25° con bomber Uva, bravo a tagliare l’area avversaria e infilare con freddezza.

Timida la reazione della Nuova Andria, che al 31° subisce la rete del 0-3 in seguito a una caparbia iniziativa di Losappio, che batte a rete con il destro. Il poker è in tavola prima dello scadere della ripresa: Terrone supera due avversari e si procura il penalty, che andrà lui stesso a battere con un sinistro che spiazzerà l’estremo difensore avversario.

La ripresa comincia nello stesso modo in cui era terminata la prima frazione di gioco: Uva di sinistro imbuca il subentrato Crisantemo, così la “manita” coratina è servita. Il pesantissimo gol dello 0-6 arriva dal rapido Civita che con un potente diagonale destro infila rasoterra sul palo opposto.

Per il Corato la vittoria porta un sapore ancora più dolce, dal momento che la Nuova Spinazzola cade nel derby murgiano a Minervino.

coratolive.it

Massimo Merico, direttore sportivo dell’Uggiano, sfoga il suo rammarico

Massimo Merico, direttore sportivo dell’Uggiano, sfoga il suo rammarico a margine della sconfitta subita a Galatone: “Uno stop quello maturato al cospetto del team di mister Cimarelli figlio della disastrosa prova arbitrale di domenica scorsa contro il Fasano e delle conseguenti decisioni del Giudice sportivo, contro le quali abbiamo propostoricorso. Scesi in campo con una rosa ridotto all’osso, abbiamo chiuso la partita consette under sul terreno di gioco. Nonostante tutto, abbiamo disputato un buon primo tempo e solo il raddoppio del Galatone ad inizio ripresa ci ha fatto male”.

Con il Real San Giogio, nel prossimo turno, gli uomini di Portaluri avranno l’occasione del riscatto: “Con l’obiettivo della permanenza – prosegue Merico – ormai virtualmente raggiunto, abbiamo l’obbligo di chiudere bene la stagione, nonostante tutte le avversità dell’ultimo periodo”.

 La Gazzetta del Mezzogiorno

Atl. Tricase – Branà non cerca alibi: “Con l’Ostuni la nostra peggiore prova della stagione”

L’Ostuni beneficia della doppietta di Masi per espugnare Tricase. I rossoblù, quindi, cedono il quarto posto al Manduria, uscito vittorioso dal derby tarantino con l’Avetrana. “Abbiamo lasciato negli spogliatoi – afferma l’allenatore Giuseppe Branàquella fame di bel gioco e di volontà di vincere la gara che sono state le armi migliori in tutto questo campionato. Inutile nascondersi la verità: quella contro l’Ostuni è stata lapeggiore partita che abbiamo giocato quest’anno. Quando poi riusciamo a sbagliare anche i rigori o a farci espellere, allora significa che è inutile cercare i perché di una debacle”.

  La Gazzetta del Mezzogiorno

Il Galatina rosicchia ancora punti alla capolista Avetrana

Il Galatina rosicchia ancora punti alla capolista Avetrana e ora vede da vicino la vetta, a tre giornate dal termine del campionato di Promozione. “Il destino è ancora nelle mani dell’Avetrana – esordisce il tecnico biancostellato Beppe Moscase i tarantini vinceranno le prossime tre gare per la Pro Italia non esisterà alcuna possibilità di farcela. Ecco perché noi dobbiamo guardare in casa nostra ed avere l’obiettivo di provare a mettere in cassaforte nove punti su nove, sia per approfittare dell’eventuale rallentamento della capolista che per conservare la seconda piazza, nel caso in cui il complesso guidato da Pellegrino dovesse fare l’en plein. Alle nostre spalle, infatti, incombe il Salento Football Leverano che sta marciando come un treno”.

“Abbiamo centrato il successo – prosegue l’ex allenatore di Nardò e Copertino in riferimento alla vittoria di San Vito dei Normanni – su un campo difficile, contro uno schieramento assetato di punti, che si giocava le residue chance di continuare a sperare nella permanenza diretta. Non era per nulla facile spuntarla e noi, invece, ci siamo riusciti in maniera convincente. Oltre a segnare il gol che ha deciso la sfida, infatti, ne abbiamo sfiorati diversi altri”.

La sosta per le festività pasquali case a pennello. “Si tratta di una sosta – analizza Moscache giunge al momento propizio. Sono approdato sulla panchina del Galatina da circa un mese e sfrutterò lo stop del torneo per lavorare su alcuni aspetti che vanno sistemati in vista della volata conclusiva. Solo allenamento dopo allenamento, infatti, è possibile migliorare le nostre prestazioni”.

La Gazzetta del Mezzogiorno

Convincente successo interno per il Galatone

Convincente successo interno per il Galatone che liquida la pratica Uggiano con un netto 3-0. Il tecnico giallorosso, Cristian Cimarelli: “Contava conquistare il bottino pieno. Noi ci siamo riusciti anche grazie ad una prova convincente. La sfida con l’Uggiano non ha avuto storia, in quanto abbiamo dominato dall’inizio alla fine, esprimendo un buon calcio, creando diverse ghiotte opportunità e realizzando tre reti. Una domenica estremamente positiva, importante ai fini della domenica, ma utile anche perché ci ha dato una iniezione di fiducia in vista delle ultime tre gare in calendario, nelle quali andrà conquistata lasalvezza“.

“La graduatoria è cortissima – aggiunge Cimarelli – negli ultimi 180′ sono in cartellone numerosi scontri diretti. Nessuno potrà permettersi il lusso di rilassarsi prima della conclusione del torneo. Potrebbero rivelarsi determinanti gli ultimi 90′. Dobbiamo prepararci bene alla prossima trasferta che ci vedrà impegnati a Racale, contro un’altra formazione che sgomita per restare in Promozione”.

La Gazzetta del Mezzogiorno

Taranto, Pambianchi: “Fondamentali lucidità e cattiveria”

Il difensore rossoblu esprime il suo desiderio: “Voglio tornare tra i professionisti con il Taranto”. Poi carica i suoi compagni: “Consapevoli della nostra forza, dobbiamo giocare con cattiveria”

Ieri sera, la trasmissione sportiva tarantina “Lo sport a modo mio” ha ospitato Francesco Pambianchi, il difensore centrale del Taranto. Dopo un inizio di stagione altalenante, il giocatore rossoblu è tornato ad essere uno dei punti forti della retroguardia ionica e sta lottando, insieme ai suoi compagni, per raggiungere la promozione in Lega Pro. Durante la trasmissione, Pambianchi ha analizzato la vittoria interna contro l’Aprilia, ma non solo…ecco le dichiarazioni.

LA VITTORIA – ”La rete al novantesimo è stata una gioia immensa. Anche nei momenti difficili assieme ai compagni di squadra abbiamo sempre creduto alla vittoria. E’ stato un gol paragonabile ad una vittoria di finale. La Curva Nord e tutto lo stadio si sono fatti sentire dandoci una spinta fondamentale e spero di vedere sempre più gente tra i gradoni. Se riesco a giocare bene il merito è di tutta la squadra, oltre a mister Cazzarò che sta lavorando benissimo trasmettendoci tranquillità”.

APRILIA DOCET – “La gara contro l’Aprilia ci vale da esempio per le prossime sfide. Siamo consapevoli di affrontare squadre che puntano a strappare anche un punto contro il Taranto e spesso pensano solo a difendersi e ripartire. Fondamentale è rimanere sempre lucidi, consapevoli della nostra forza giocando con una elevata cattiveria sportiva. Nardò e Virtus Francavilla sono due avversarie che continuano a far bene, ma dobbiamo pensare solo a noi”.

IL SOGNO – “Questo momento magico è merito anche della Società che ci è sempre vicina. Siamo come una famiglia consapevoli di fare sacrifici per raggiungere il nostro obiettivo. Sono molto felice di essere un giocatore del Taranto e spero di ritornare tra i professionisti con questa maglia. Sarebbe un sogno. Qui la gente si merita altri palcoscenici rispetto la serie D. Restiamo umili e con i piedi per terra. Continuiamo ad allenarci con la solita intensità. La sosta di Pasqua è una maniera per ricaricare le energie mentali e fisiche in vista delle ultime decisive partite“.

Alessandro Mazzarino

 

Il Giovinazzo vede rosso a Polignano: quattro espulsi e sconfitta

I biancoverdi, in vantaggio 1-3, cadono 6-3. Espulsi i due Mongelli, Roselli e Facchini

Il Giovinazzo perde e, a tre giornate dall’epilogo, si ritrova con più di un piede in Prima Categoria. I biancoverdi, in vantaggio grazie ad un tris di Giovannielli, crollano a Polignano, contro la Polimnia, col risultato di 6-3: una sconfitta, la quattordicesima stagionale, la terza di fila, che affossa ulteriormente le pur minime speranze di salvezza.

A rendere la partita più difficile per gli uomini del tecnico Gianni De Bellis, privo dello squalificato Marolla, le severe decisioni dell’arbitro Barile di Foggia. Che ha usato una linea intransigente con gialli al primo fallo poi trasformatisi in rossi per i malcapitati Mongelli (Antonio), Roselli, Facchini e Mongelli (Michele). Il successo dei padroni di casa, balzati a quota 34 punti, una lunghezza sopra la zona play-out, e che condanna i giovinazzesi alla probabile retrocessione, arriva in rimonta.

Sì perché dopo il vantaggio di Giovannielli al 10′ è lo stesso ex attaccante di Castellaneta, Francavilla Fontana in Eccellenza e Putignano, Molfetta, Casamassima e Real Noci in Promozione, un minuto dopo, a raddoppiare bruciando l’estremo difensore Serrano. Al 17′ Faccitondo accorcia il divario (1-2), ma al 30′ è ancora Giovannielli (al decimo centro stagionale, insieme a Piscopo, Amoruso e Ardito) a ristabilire le distanze: 1-3.

Al 37′ il Giovinazzo resta in dieci per il cartellino rosso a Mongelli, che ferma irregolarmente Caruso lanciato a rete: espulsione per il portiere biancoverde e calcio di rigore per la Polimnia, trasformato daCesario (non può nulla il neo-entrato Capriati, ndr). E al 41′, con gli ospiti in inferiorità numerica, ecco che i padroni di casa riescono a riequilibrare la gara, centrando l’insperato 3-3, prima del riposo, col gol di Antonicelli, mentre gli ospiti finiscono il primo tempo in 9 uomini, per l’espulsione di Roselli.

Si va al riposo con un risultato di parità (3-3) che viene immediatamente modificato dal veemente avvio di ripresa dei locali: al 48′ Pellegrini effettua il sorpasso, mentre dalla panchina biancoverde si alzano Cissè e De Cristofaro. Ma è tutto inutile di fronte ad una Polimnia che al 75′ sigla la cinquina conFaccitondo (il gol che annichilisce le speranze ospiti) e chiude i conti all’81’ col definitivo 6-3 di Carusocontro un Giovinazzo rimasto addirittura in 7 uomini, per i rossi comminati a Facchini e Mongelli (Michele).

Il club dei presidenti Corrado Azzollini e Fiorello Folino Gallo resta a quota 23 punti. Ora i punti di svantaggio dalla salvezza diretta sono 11 (34 sono quelli della Polimnia, sestultima), ma quel che più pesa è che la forbice dal Real Noci (quintultimo) è di 10 punti, svantaggio che impedirebbe al Giovinazzo di giocarsi la permanenza ai play-out. In soli 270 minuti bisognerà tentare di invertire la rotta.

Dopo la sosta pasquale, c’è la seconda trasferta di fila in casa della Quartieri Uniti Bari, poi l’ultima al San Pio (divenuta la casa-rifugio di una squadra che ha perso nuovamente il De Pergola, ndr) con l’Ascoli Satriano e quindi la conclusione a Canosa.

 NICOLA MICCIONE – giovinazzoviva

Otranto, lo sfogo della società dopo la Sudest: “Tanta rabbia. Arbitraggio insufficiente, penalizzante e….”

Sconfitta pesante per l’Otranto di Salvadore che perde il match-salvezza contro la Sudest. A far male, alla formazione salentina, non è stata la sconfitta maturata con i gol di Loseto e Clementini ma l’arbitraggio ritenuto non all’altezza. La società, tramite la propria pagina facebook, ha diramato una sorta di “report” con tutti gli episodi accaduti al “Viale Olimpia”.

Ecco il comunicato ufficiale: “Si torna da Locorotondo con 0 punti, con due gol subiti, un cartellino rosso, un nostro calciatore Manneh con una frattura al piede (senza che gli sia stata data la punizione!) ma soprattutto con tanta, tanta, tantissima rabbia e delusione per l’ennesimo arbitraggio insufficiente, penalizzante e non all’altezza. Poche note:  -in occasione del primo gol del Locorotondo, da prima Malerba subisce un fallo non rilevato, l’azione prosegue Sepe cerca di difendere palla, l’attaccante gli arriva addosso e l’arbitro fischia rigore ed espulsione per il difensore otrantino. -a centrocampo un giocatore biancoazzurro arriva per primo sul pallone, subisce fallo ma l’arbitro assegna la punizione ai locali e dal cross scaturisce il secondo gol. – nel corso del primo tempo, tutti i contrasti un pò dubbi, sono stati sistematicamente assegnati al Locorotondo. -due calci d’angolo clamorosi e senza alcun dubbio da assegnare all’Otranto, sono invece stati assegnanti come rimessa dal fondo ai baresi. -fallaccio a centrocampo ai danni di Manneh, non fischiato, il ragazzo è dovuto uscire dal campo accompagnato, ha riportato una frattura ed ora si trova ricoverato in ospedale -nel secondo tempo con i locali in vantaggio di 2 gol (anche se poi in un paio di occasioni Caroppo ha evitato il terzo gol) l’arbitro fischiava quasi ogni fallo dubbio, spezzettando il gioco e ritardando la ripresa concedendo perdite di tempo continue. -il calciatore del Locorotondo Chimenti, non certo distintosi per correttezza ed educazione, già ammonito, si rivolgeva verso il pubblico otrantino presente in gradinata ripetutamente e platealmente con gestacci e parole poco “eleganti”, tutto ciò sotto gli occhi dell’arbitro che non ha preso nessun provvedimento. -sia l’arbitro che l’assistente più volte si rivolgevano ai nostri calciatori in maniera minacciosa ed irriguardosa invitandoli a stare zitti altrimenti li avrebbe mandati tutti negli spogliatoi. Mah!!! Purtroppo per una piccola società come la nostra, che rappresenta il comune più piccolo della categoria, e che fa tantissimi sacrifici a livello economico per poter mantenere la squadra nella massima serie regionale, purtroppo simili arbitraggi ci penalizzano e creano danni importanti”. 

 ANTONIO GENCHI 

Un Minervino impeccabile non lascia scampo alla Nuova Spinazzola

L’intero arco della gara ha visto, sin dalle battute iniziali e senza soluzione di continuità, il predominio territoriale di un Minervino dal piglio deciso, determinato e, soprattutto, pronto a giocarsela senza alcun timore riverenziale

In sede di presentazione del sentito derby  Minervino – Nuova Spinazzola, in programma sul manto del comunale minervinese nella giornata delle Palme, si auspicava che gli uomini guidati sapientemente da mister Tonio Luisi, dopo aver già confezionato una regale torta (la raggiunta salvezza con parecchie giornate di anticipo) avrebbero avuto, nell’odierna giornata ed al cospetto di cotanto avversario, l’opportunità di impreziosire il “dolce” con la classica ciliegina: una bella prestazione e, perché no,  magari con vittoria.Mai profezia avrebbe potuto trovare più felice riscontro.
L’intero arco della gara ha visto, sin dalle battute iniziali e senza soluzione di continuità,  il predominio territoriale di un  Minervino dal piglio deciso,  determinato e, soprattutto, pronto a giocarsela senza alcun timore riverenziale.E’ stata, l’odierna, una di quelle circostanze nella quale ha trovato calzante applicazione il “dettame” di
Luisi-ana teoria, che recita: “ogni partita, qualunque sia l’avversario, inizia sempre undici contro undici e col risultato di zero a zero”.
Ad onor del vero, nella prima frazione, di azioni degne di note se ne registravano col contagocce; quelle poche, però, erano comunque di “marca”  minervinese. La seconda vedeva  il Minervino ancor più “padrone” e deciso a conquistare l’intera posta.Gli spinazzolesi, apparsi nell’occasione boriosi, superficiali e presuntuosi,   entravano in campo con l’atteggiamento di chi crede di poter disporre dell’avversario a proprio piacimento ma, contro l’odierno Minervino, ben presto si son dovuti ricredere.
Colpevolmente, avevano fatto i conti senza interpellare l’oste.
Le loro certezze, quindi, con l’incedere dei minuti, crollavano miseramente  come il più precario e fragile dei castelli di sabbia se è vero come è vero che, nell’intero arco dell’incontro, Leo Amoruso (guardiano della porta minervinese) non ha letteralmente toccato palla!

In definitiva, un Minervino sicuramente sugli scudi e giusto vincitore della sfida nella quale ogni giocatore impiegato ha dato quanto e meglio potuto. D’altronde, non si ottiene un risultato di simile portata se a questo non si concorre con l’unisono ausilio di tutti gli “interpreti”: tecnici, atleti, pubblico, collaboratori e società alla quale va dato merito di aver traghettato la barca con maestria e sapienza pur in presenza di un mare non proprio cheto.

La cronaca
Al 6’, direttamente da rinvio di Amoruso, la palla giungeva a Nicola Specchio che, nei pressi dell’area spinazzolese, veniva atterrato a Rotunno con il direttore di gara, lontano dall’azione, che decideva di non intervenire.
Al 10’, ancora Minervino. Su calcio d’angolo battuto da D’Amelio, Nicola Landolfi, di testa, non inquadrava la porta.
In pratica, erano queste le uniche occasioni confezionate.
Alla ripresa delle ostilità la gara appariva, sin da subito, di un altro tenore. La musica era, comunque, suonata sempre dagli orchestrali minervinesi.
Al 6’ con Lino Schiavo che dai sedici metri, su calcio piazzato, tentava di sorprendere l’estremo spinazzolese che, però, era bravo a smanacciare in angolo.
Al 10’ la perla (ciliegina) che avrebbe impreziosite giornata ed annata. Palla da D’Amelio a Valentino che, di prima, imbeccava Federico Volpe il quale stoppava la sfera di petto per poi, al volo, scaraventarla alle spalle dell’inerme portiere della Nuova Spinazzola tra il tripudio del calorosissimo e festante pubblico oggi accorso al comunale.
Al 18’ gli ospiti avevano il tempo di imprecare per un fallo di mani (Tricarico) nell’area minervinese chiedendo timidamente un calcio di rigore che l’arbitro, ben appostato, non riteneva tale.
Al 30’ Pasquale Verderosa, subentrato ad un esausto Specchio, si involava sulla corsia di destra, entrava in area ma nel momento di concludere lo faceva in maniera maldestra.
Al 36’ azione fotocopia con Raffaele Sanluca, subentrato a Lino Schiavo,  che non riusciva ad ottimizzare un’altra ottima ripartenza.
Dopo questa vittoria che vede il Minervino attestarsi al 5° posto in classifica, ci saranno due settimane di vacanza. Quella programmata per le festività pasquali e l’altra perché il calendario prevedeva, per i minervinesi, la trasferta contro lo Sportmania Cerignola, ritiratosi dal campionato. Quindi si riprende il 10 aprile quando al comunale sarà di scena il Corato.

Minervino
Amoruso, Lepore, Forenza Fabio, Russo, Landolfi, D’Amelio, Volpe (Sanluca), Valentino, Specchio (Verderosa), Schiavo (D’Angella), Tricarico.
A Disp. Frondini, Falcone, Quacquarelli, Cerasole Roberto.
All. Antonio Luisi

Nuova Spinazzola
Lagreca, Messina (Pasculli), Palumbo F., Ziri, Rotunno, Antonicelli, Dascoli, Minervino (Blasi M.), Diviccaro, Quattromini (Arborea), Capocefalo.
A Disp. Forlastro, Buccomino, Palumbo R., Blasi R.
All. Giuseppe Schiavone

Arbitro: Sig. Porcelluzzi della sezione di Barletta

ANTONIO GALLUCCI – minervinolive.it

Eccellenza, il Gravina in versione carro armato. Bitonto tennistico. Male Casarano. Ecco i promossi ed i bocciati della trentunesima giornata

Nella giornata che offriva il big match tra Barletta ed Altamura si è verificato il proverbio: tra i due litiganti il terzo gode. Il terzo, in questo caso, è il Gravina di Gennaro Di Maio che affonda con sette gol il Novoli e si avvicina notevolmente alla promozione in Serie D. Nei piani alti, bella vittoria del Vieste che tiene vivi i playoff mentre delude ancora il Casarano che dall’addio di Toma non riesce a dare continuità. Ecco i promossi ed i bocciati della trentunesima giornata:

PROMOSSI

GRAVINA – Era la giornata dove i gialloblù dovevano riscattare l’eliminazione dalla Coppa e la risposta è stata ottima. I gialloblù travolgono come una slavina il povero Novoli di Schipa. Ieri si è vista la forza del gruppo a disposizione del tecnico campano che non poteva contare su Rana ma ha trovato i gol di Albano, Ladogana (in foto) e Scaringella senza dimenticare i centrocampisti-goleador come Montemurro e Fiorentino. Giovedi, in casa col Bitonto potrebbe esserci il +8 sul Barletta e a tre giornate dalla fine sarebbe il timbro di ceralacca per la vittoria del campionato.

BITONTO – Quando si gioca il secondo set? Al termine del 6-1 della formazione neroverde sul Grottaglie molti si sono fatti questa domanda pensando di essere a Wimbledon ed assistere ad un match tra Djokovic e Federer. Scherzi a parte, il Bitonto conquista tre punti facili facili con un attacco stellare se l’obiettivo è la salvezza. Manzari, Tedesco, Terrone e Modesto sono giocatori importanti e la gara di ieri lo ha dimostrato ancora una volta.

MOLFETTA – La compagine biancorossa torna da Mesagne con tre punti in tasca e, cosa più importante, con la salvezza. Il 3-0 ai brindisini consente alla formazione di Lanza di superare quota 40 punti e assicurarsi la salvezza in Eccellenza. Un obiettivo non impossibile da raggiungere però Vitale e soci hanno evitato patemi d’animo nel finale di stagione.

BOCCIATI

CASARANO – Ennesima occasione sprecata in una stagione che poteva essere molto più ricca. I salentini dopo aver acciuffato il pareggio all’ultimo minuto in quel di Altamura, vengono bloccati nel fortino del “Capozza” dal meno blasonato Unione Calcio Bisceglie. L’addio di Antonio Toma sembra aver tolto un pò di sicurezze a questa squadra che sembra incapace di vincere. Nella giornata del pareggio tra Altamura e Barletta, i rossoblù non ne approfittano ed anzi devono guardarsi dal rientro prepotente del Vieste.

GROTTAGLIE/CASTELLANETA – Una fine ingloriosa per una stagione balorda. Le due tarantine perdono in malomodo le loro gare e salutano il torneo di Eccellenza. I ragazzi di Passariello incassano sei gol dal Bitonto ma almeno possono avere l’onore delle armi. I grottagliesi hanno vissuto una stagione difficile ma nelle ultime giornate hanno cercato almeno di dare uno scossone ma tutto è risultato vano. Indifendibile invece è la condotta del Castellaneta: i biancorossi erano sino a due mesi fa in piena lotta playout ma hanno deciso, inspiegabilmente, di spegnere il respiratore. Gli addii di Piarulli e Guardascione hanno lasciato una squadra alla deriva con il povero Lippolis lasciato solo in balia delle onde.

ANTONIO GENCHI