ESCLUSIVA – Uc Bisceglie, Zinfollino: “Preoccupato dal mercato. Molti nostri richiesti da grandi squadre”

Quando Davide batte Golia. Nella maggior parte dei casi, il più grande batte il più piccolo ma non è cosi in casa Unione Calcio Bisceglie. La formazione biscegliese si sta scrollando di dosso l’etichetta di “seconda squadra” o squadra B” della città adriatica ritagliandosi uno spazio importante nel calcio pugliese.

La società presieduta dal presidente Enzo Pedone sono già diversi anni che affronta le stagioni con la giusta serietà e la giusta competenza. Il campionato di Eccellenza è stato raggiunto lo scorso anno ed ora la squadra si sta togliendo belle soddisfazioni diventando una formazione di riferimento della Premier League pugliese. L’apice è stato raggiunto giovedì, quando Moscelli e soci hanno eliminato il gigante Barletta e sono approdati nella finale regionale di Coppa Italia di Eccellenza, dove sfideranno il Team Altamura. Uno degli artefici principali di questo inizio di stagione alla grande è, indubbiamente, il tecnico Gino Zinfollino che abbiamo ascoltato in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia. Con il tecnico andriese abbiamo parlato della finalissima raggiunta con un doveroso occhio di riguardo al mercato, che aprirà i battenti giovedi 1 dicembre.

Mister Zinfollino, nell’ultima giornata è arrivato un pareggio abbastanza deludente contro il Novoli. Quanto ha pesato sulla squadra, soprattutto a livello nervoso ma anche fisico, la sfida di giovedì contro il Barletta?

Bisogna innanzitutto individuare la realtà che siamo. Non possiamo gestire due competizioni ed è normale che se sprechi tante energie in una partita importante, come quella di giovedì, paghi dazio. Non abbiamo una rosa di 23 elementi di cui 20 allo stesso livello ma abbiamo 22 giocatori con 13-14 elementi con cui puoi competere. Serve, oltre alle qualità, anche la mentalità e questo lo abbiamo pagato domenica. La gara? Come approccio è stato anche buono e in una gara dove c’era bisogno di attenzione come giovedi o anche più abbiamo pagato qualche disattenzione. Se analizzo la gara, c’è stata una buona partenza da parte nostra, poi c’è stato un errore e gli avversari si sono caricate. Abbiamo avuto diverse occasioni che se fossimo stati più cattivi avremmo vinto la partita. In questo momento non siamo pronti per competere in due occasioni come Campionato e Coppa. 

A proposito della Coppa. Innanzitutto complimenti per la finale che avete raggiunto, tra l’altro eliminando due corazzate come Bitonto e Barletta. Le volevo chiedere, per una società come l’Unione Calcio questo trofeo è importante solo per il blasone di averlo vinto o è più importante per il dopo, per la strada che la Coppa può dare verso la D?

Essendo una realtà di seconda fascia, arrivare in finale ci da la possibilità di migliorare. La sfida è proibitiva perchè affrontiamo un avversario forte come l’Altamura e non sappiamo che tipo di mercato farà. Se punti a vincere la Coppa per il blasone e la visibilità è normale fare un pensierino alla strada che per noi sarebbe verso il paradiso come la Serie D. Il mercato farà capire tante cose.

Giovedi si aprirà questa sessione invernale. Alcune squadre come ad esempio Cerignola e Barletta stanno facendo già alcune operazioni. Che mercato dobbiamo aspettarci da voi? 

Doveva essere un mercato oculato con la possibilità di migliorarci in base alle nostre forze economiche. Una cosa che da una parte mi fa piacere e dall’altra un pò meno è che diversi nostri calciatori sono stati richiesti e la paura è perdere elementi importanti della rosa. Le sirene delle piazze importanti stanno chiamando diversi elementi chiave della nostra rosa e la cosa ci metterebbe in difficoltà perchè non è facile andarli a rimpiazzare. Il nostro mercato è di attesa sperando di mantenere questo gruppo di calciatori che, nonostante la mancanza di pubblico e di tifosi, sta facendo molto bene. 

Un ruolo fondamentale nel successo dell’Unione Calcio Bisceglie c’è l’ha la società che anche nei momenti difficili l’ha sostenuta. Quanto è importante avere una società vicina che la sostiene anche quando le cose non vanno bene?

La fiducia della società ti rafforza nello spogliatoio e ti da autostima per andare avanti. Ho la fortuna di avere una dirigenza sempre presente al campo e vede il lavoro svolto. Quando i risultati non venivano, anche dopo buone prestazioni, loro valutavano il buon lavoro fatto durante la settimana e la mia passione nel progetto. Li devo ringraziare per la fiducia che mi hanno dato ad inizio stagione ma anche dopo i risultati negativi e questa fiducia ha dato il là alla svolta che si è avuta con la vittoria di Bitonto in Coppa. Stiamo raccogliendo un pò meno ma sono comunque soddisfatto e ringrazio ancora una società attenta che sta vicina al lavoro quotidiano.

Prossima sfida molto difficile al “D’Angelo” di Altamura. Che partità si aspetta in terra murgiana?

Partita difficilissima sulla carta ma abbiamo sempre reagito bene e questo ci deve dare la forza domenica di prepararla bene. Dobbiamo staccarci dal mercato e ricompattarci perchè ci sono calciatori che hanno le batterie scariche e abbiamo due calciatori importanti squalificati come Pinto e Moscelli. Devo tentare di recuperare qualche giocatore che è agli sgoccioli da problemi fisici ma ho paura che possa accadere qualcosa giovedi in sede di mercato.

Siamo quasi alla fine del girone di andata e tra coppa e campionato le avete affrontate quasi tutte. Qual’è, secondo lei, la squadra che ha qualcosa in più delle altre e può vincere questo campionato?

A livello di potenzialità generale, il Cerignola ha qualcosa in più delle altre in quanto può contare su una società importante, una tifoseria che ti può trascinare ma al momento chi sta esprimendo il miglior calcio è il Bitonto. Poi c’è l’Altamura che sulla carta è la squadra con i calciatori più importanti della categoria. Chi sarà bravo in sede di mercato a puntellare sarà la squadra che vincerà. 

Giovedi avete vinto ed eliminato il Barletta, forse la più grossa delusione fin qui. Avendola vista da vicino, come giudica la situazione a Barletta? Cosa non funziona?

La garanzia era ed è il direttore sportivo De Santis che conosce bene la categoria. L’ambiente di Barletta, dove ho lavorato nel settore giovanile, è un pò particolare in quanto vive molto di alti e bassi. Magari, all’inizio, la squadra non ha inanellato i primi 3-4 risultati pieni e questo ha tolto certezze dando all’ambiente il pessimismo. Questo si è riversato sui calciatori che magari non hanno avuto la personalità per uscirne. Il direttore, forse, non ha trovato ancora la chiave di lettura ma da quello che ho letto stanno cercando di ricostruire una grande squadra a dimostrazione di quanto ci tiene la società. 

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Francesco Morga: “Fiorenzuola, ecco cosa è successo. Mi sto allenando con la Berretti del Monopoli grazie a mister Caricola e sul futuro…”

Quando un cavillo burocratico o un ritardo di pochi giorni ti costringono ad alcuni mesi di inattività. E’ quello che è successo a Francesco Morga, attaccante di Monopoli che ha vestito tantissime maglie tra la vecchia Serie C e l’attuale Lega Pro. Dall’approdo al Genoa di Enrico Preziosi che ripartiva dalla C dopo il caos  della gara Genoa-Venezia sino a vestire maglie importanti per la categoria come Juve Stabia, Giulianova, Rimini, Alessandria, Arezzo e infine Fiorenzuola. Ed è proprio alla fine della stagione disputata con gli emiliani in Serie D, che sono iniziati i problemi “burocratici” per Morga che lui stesso, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, ci ha spiegato.

Francesco, abbiamo letto del mancato trasferimento al Messina per problematiche burocratiche con il tuo vecchio club ossia il Fiorenzuola. Ci puoi spiegare cosa è successo?

Rispetto alle società professionistiche, che quando un calciatore gli scade il contratto c’è lo svincolo automatico, in Serie D funziona che ci sono delle date prefissate. Dal 1 al 15 luglio devi mettere in svincolo i giocatori dell’annata passata ed è successo che il Fiorenzuola, ci tengo a precisare in buona fede, ha fatto questo svincolo qualche giorno dopo dei tempi previsti. Sia io che loro eravamo convinti che il mio svincolo era andato a buon fine e anchio ero sicuro di essere svincolato. A saperlo, mi sarei organizzato nei tempi giusti per trovare squadra ossia il 31 agosto per la Lega Pro e il 16 settembre per la Serie D. Io, convinto di essere svincolato, il 18-20 settembre avevo trovato l’accordo con il Messina ma il mio trasferimento non è stato accettato in quanto risultavo bloccato in questa squadra. La mia situazione attuale? Devo aspettare il 1 dicembre per fare un trasferimento nelle società dilettantistiche oppure il 16 dicembre ed entro in regime di svincolo e posso accasarmi anche in Lega Pro. 

Per fortuna, questo tuo “calvario” dovrebbe finire tra qualche giorno con la riapertura del mercato. Bolle già qualcosa in pentola?

Sinceramente non voglio aspettare gennaio perchè è troppo lunga e non vedo l’ora di ritornare. Sto prendendo in considerazione l’idea di andare in Serie D e non ti nascondo che qualche squadra del girone H mi ha cercato. Se c’è qualche progetto buono è giusto prenderlo in considerazione. 

Nella tua carriera, hai vestito tantissime maglie soprattutto al centro-nord. Alla soglia dei trent’anni, come spieghi il fatto di non aver mai giocato in una pugliese? E’ un problema di “nessuno è profeta in patria”?

Diciamo che, per fortuna, ho avuto sempre un buon mercato di squadre di Lega Pro che in Puglia in passato non c’erano. Il Monopoli sono un paio di anni che è salito ma prima c’era poca roba. Per fortuna ho girato piazze come Genoa, Alessandria, Juve Stabia, Giulianova ma non è che non ho mai preso in considerazione di giocare in Puglia. A Rimini avevo tre anni di contratto e quando hai contratti di 2, 3 o 4 anni fai fatica a prendere in considerazione altre ipotesi.

Per tenerti in forma, in attesa di rientrare, ti stai allenando con la Berretti del Monopoli. Oltre a questo, sei monopolitano e credo ti tieni informato sull’andamento della formazione biancoverde. Come giudichi questo campionato dei gabbiani?

Innanzitutto ci tengo a ringraziare il mister Mimmo Caricola in quanto mi ha dato la possibilità di allenarmi con loro. Ho imparato molto da lui e anche se allena i ragazzini è un tecnico molto preparato. Ringrazio anche il presidente del settore giovanile Laricchia che mi sta dando l’occasione di stare con loro. Mi sto allenando con loro in quanto si allenano in modo molto professionale con il preparatore atletico Gianni per farmi trovare pronto. Il Monopoli? La Lega Pro è un campionato molto equilibrato e molto tosto anche come calore dei campi. La squadra sta pagando un ultimo mese un pò negativo ma sta rispettando gli obiettivi che si erano prestabiliti all’inizio. L’obiettivo loro è quello di raggiungere una salvezza tranquilla e credo ce la faranno con dei calciatori all’altezza della situazione. 

Nella tua carriera hai vestito tante maglie e hai giocato con tantissimi giocatori. Qual’è quello più forte con cui hai avuto modo di giocare? 

Quello che mi ha lasciato un segno e un ottimo ricordo è sicuramente Nicola Caccia. Io ero il suo pupillo quando eravamo al Genoa e mi ha fatto imparare molte cose in campo ma soprattutto fuori come professionalità in allenamento. Inoltre, lui dopo due anni ha smesso e quando è andato ad allenare la Biellese il primo giocatore che prese sono stato io. 

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Gianluca Tavellin: “Mio padre ha giocato nel Bari, la vecchia stella del Sud. Verona? A volte sembra il Foggia di Zeman e sul Bari attuale…”

Messe in archivio le gare interne contro Spezia e Carpi, il Bari deve affrontare quello che, finora, è stato un pò il tallone d’achille della formazione biancorossa ossia le trasferte. La prossima, inoltre, non sarà una trasferta semplicissima con il Bari di Colantuono che renderà visita alla capolista Hellas Verona. Gli scaligeri, allenati da Fabio Pecchia, sono la formazione più forte del torneo anche se, nelle ultime due uscite, sono arrivate due figuracce contro Novara e Cittadella che hanno banchettato sulla difesa gialloblù siglando, in tutto, nove gol.

Per conoscere meglio la squadra gialloblù abbiamo ascoltato, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, il giornalista veronese Gianluca Tavellin. Con lui abbiamo avuto modo di conoscere meglio il momento attuale della squadra veneta ma non è mancato un piccolo salto nel passato, a tinte biancorosse. Il papà di Tavellin, Guido Tavellin ha infatti vestito la maglia del Bari nell’immediato dopoguerra con sessanta gettoni raccolti in Serie A nelle stagioni 46-47 e 47-48: “Mio papà ha giocato nel Bari con Tondonati, Maestrelli, Costagliola ed io ho il Bari nel cuore anche se, quando ha giocato lui, io non ero ancora nato. Era l’epoca di quando il Bari riuscì a battere il grande Torino. Ricordo, con piacere, una foto con quella formazione all’ingresso della sala stampa del San Nicola e fu la formazione che, se non sbaglio, fece il record con il settimo posto in Serie A. Il Bari del mio papà lo chiamavano la “Vecchia Stella Del Sud” perchè aveva battuto il Napoli ed altre squadre blasonate”. 

Dopo questo salto nel passato e aver ricordato Guido Tavellin con la maglia biancorossa, torniamo al presente. Domenica c’è Hellas Verona-Bari, con gli scaligeri che vengono da nove gol incassati nelle ultime due uscite. Cosa succede a questa squadra?

Il tecnico Pecchia deve trovare delle contromisure. Lui non ha modificato la sua mentalità, una mentalità quasi totalmente offensiva simile a Zeman ma con qualche differenza: Zeman cercava la velocità sulle ali mentre Pecchia preferisce il gioco palla a terra con scambi veloci. La caratteristica principale erano questi tre di metà campo con Fossati centromediano con Romulo e Bessa che giravano sempre non dando punti di riferimento. Inoltre, c’era Pazzini che ogni pallone che toccava o era gol o era rigore e con 12 gol ha fatto un buon bottino. Il Verona ha pagato, come molte squadre tra A e B, la mancanza di difensori degni di nota con Moras, ad esempio, che è stato lasciato andar via. La società ha preferito prendere Caracciolo che è un buon difensore che a Cittadella è mancato e la sua assenza si è sentita cosi come mancava anche Cherubin; Pecchia ha preferito, anzichè inserire un difensore giovane ma di ruolo, spostare al centro Pisano con Romulo in difesa e la mossa non ha pagato avendo sconquassato la squadra. Il Verona anche quando vinceva concedeva sempre occasioni e gol e fa male la fase difensiva. Contro il Cittadella, il portiere ha fatto la frittata completa con tre errori ma è la squadra poco quadrata che forse ha ricevuto troppi complimenti. Il Verona è una buona squadra ma non è il Cagliari dell’anno scorso e, dopo questi nove gol, c’è da vedere di che pasta è fatto il mister. 

Parlavamo poco fa di mister Pecchia, che ha fatto il secondo di Rafa Benitez nelle sue avventure al Napoli, al Real Madrid ed al Newcastle. Il tecnico spagnolo adottava il suo famoso 4-2-3-1. Pecchia invece che moduli adotta? E’ rimasto fedele al suo maestro oppure ha una sua identità?

Lui parte con un 4-3-3 ma solo in fase difensiva. Escludendo i difensori è una sorta di casino organizzato con tutta gente che sa giocare a calcio. I difensori che sono più bravi ad impostare che non a difendere mentre da metà campo in su ci sono tanti giocatori bravi tecnicamente, danno del tu al pallone come Romulo, Bessa, Siligardi, Luppi, Valoti e sono andati tutti in rete dando al Verona il primo attacco della Serie B. A volte, sembra il classico Foggia di Zeman che vince 5-0 e poi prende 5 gol in casa nella giornata no. 

Dopo queste due batoste, come si è mossa la società?

La società adesso è intervenuta. Ad esempio, Pecchia in casa aveva abolito il ritiro mentre prima di Bari credo ci andranno. Dopo Spezia, che ha vinto 4-1, ha dato due giorni di riposo mentre dopo Cittadella gli ha tolto un giorno. Si allenavano solo la mattina, come le grandi squadre, mentre adesso si allenano anche il pomeriggio. Hanno accusato il colpo in quanto quello che è successo è stato abbastanza clamoroso, col Verona che era partito come un treno dall’estate e ha preso nove gol in due partite.

Capitolo ambiente: sappiamo tutti che lo stadio “Bentegodi” è sempre caldo con tanti tifosi a spingere l’Hellas. Che situazione troverà il Bari dopo queste due sconfitte? Solito calore o la tifoseria ha accusato il colpo?

Il Bari troverà il solito ambiente in quanto sono molto attaccati alla squadra. I tempi, comunque, sono cambiati e i tifosi si compiacciono con se stessi coi social, coi video ecc.. L’anno scorso, nonostante la retrocessione a gennaio, hanno incitato sino all’ultimo e anche domenica daranno un grande sostegno.

Prima, hai citato un grande ex come Moras che ha militato tanti anni nel Verona. Tra gli ex dell’incontro ci sarà anche Sean Sogliano, diventato quest’anno Ds del Bari. Che ricordo avete di lui come persona e come direttore sportivo?

Di Sogliano abbiamo un ricordo positivo e una persona di poche parole, molto interventista che con Mandorlini era sempre lì. Ha portato la squadra dalla B alla A e ha fatto due campionati di A dopo forse si è rotto qualcosa col presidente Setti. Sogliano ha portato Luca Toni a Verona; ci avevano provato a portarlo anche in B però lui ha preferito rimanere a Firenze.

Chiudiamo con un tuo giudizio, da persona esterna, sul Bari. Come vedi la squadra biancorossa e il campionato fin qui fatto dai galletti?

Onestamente non mi aspettavo queste difficoltà ma ci sta. Colantuono è un allenatore molto fisico, molto stimato da Sogliano cosa che magari non era con Stellone. E’ una squadra costruita per salire in A cosi come Novara, Spal e Perugia. 

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Corrado Colombo: “Stasera sfida combattuta. Colantuono ottimo tecnico. Seguo sempre il Bari e il mio ricordo più bello…”

La quattordicesima giornata di Serie B si chiuderà stasera con la sfida del “San Nicola” tra il Bari e lo Spezia. Una sfida delicata per entrambe le compagini, separate da un solo punto in classifica, che vogliono dare un senso al loro campionato.

In vista del match di questa sera, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo ascoltato un importante doppio ex ossia Corrado Colombo. Colombo, professione attaccante, ha vestito i colori dello Spezia nella stagione 2007/2008 per poi approdare alla corte del Bari targato Conte-Perinetti e centrare l’obiettivo promozione in Serie A. Per Colombo, che ora milita nella Pistoiese, sedici presenze in biancorosso condite da tre reti (uno di questi di pregevole fattura con una rovesciata ad Avellino). Con lui abbiamo avuto modo di parlare del presente di Bari e Spezia ma anche di un recente passato in Puglia con in panchina un certo Antonio Conte.

Corrado Colombo, ex attaccante tra le altre di Bari e Spezia. Stasera biancorossi e bianconeri si sfidano al San Nicola.Che partita dobbiamo aspettarci tra queste due formazioni?

Sarà una partita combattuta. Due squadre che vorranno rifarsi dalle ultime partite che non sono andate molto bene con lo Spezia ha perso in casa 4-1 col Verona e il Bari 2-1 a Latina con l’esonero di Stellone. Il Bari, sicuramente, ci metterà qualcosa in più per dimostrare quello che non ha dimostrato sinora.

Col Bari hai ottenuto una bella promozione in Serie A. Segui ancora le vicende della squadra biancorossa e se si, come giudichi la stagione biancorossa con il recentissimo esonero di Stellone e l’avvento di Colantuono?

Si, seguo sempre le vicende del Bari. Guardo sempre il risultato il sabato e qualche commento su facebook. Pensavo che l’avvento di Stellone potesse aprire un ciclo ma non è stato cosi. E’ un peccato ma hanno preso un ottimo tecnico come Colantuono, quindi credo possa far bene, rialzarsi e disputare un ottimo campionato da qui alla fine.

Quel Bari era allenato da un certo Antonio Conte, poi alla Juve, all’Italia e ora al Chelsea. Ti aspettavi questo suo successo e com’erano i rapporti tra voi due?

Si, si vedeva quotidianamente che aveva qualcosa di più di altri allenatori. Mi aspettavo che potesse fare una carriera. I nostri rapporti, negli ultimi tempi a Bari, non erano buoni ma dopo un annetto ci siamo risentiti quando lui andò all’Atalanta e da allora i nostri rapporti sono ottimi.

Il primo ricordo che ti viene in mente pensando alla piazza biancorossa? (aneddoti, episodi)

L’aneddoto più bello di quell’anno fu sicuramente il ritorno da Piacenza. Mi ricordo sia che si guardava la partita in albergo a Piacenza quando il Livorno perse con la Triestina e festeggiammo in albergo. Il secondo ricordo è il giro in pullman per la città e fu fantastico e ricordo con piacere l’affetto dei baresi nei miei confronti.

Dando il Verona come logica favorita, quale sarà l’altra promossa in A direttamente secondo te?

Non so chi può andare su col Verona. Ogni anno c’è sempre la sorpresa, quest’anno c’è il Cittadella ma il campionato di Serie B è molto lungo e si deciderà tutto verso marzo. 

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Matteo Mongelli (TuttoAtalanta): “Colantuono? Grintoso. A Bergamo giocava con un 4-4-1-1. L’accoglienza dei baresi? Penso che…”

Dopo l’esonero di Roberto Stellone, è iniziato ufficialmente il corso biancorosso di Stefano Colantuono. Il tecnico romano arriva a Bari con un contratto fino al prossimo giugno ma saranno i risultati (come sempre) a stabilire il suo futuro sulla panchina del galletto.

Colantuono è un tecnico affermato e molto conosciuto che ha avuto modo di allenare per tanti anni in Serie A. Nella sua carriera ha guidato Sambenedettese, Catania, Perugia, Torino, Palermo e soprattutto Atalanta prima della parentesi a Udine. Con i bergamaschi, il tecnico laziale, ha ottenuto due promozioni in Serie A e ha guidato gli orobici a salvezze tranquille nella massima serie. In esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo ascoltato Matteo Mongelli del sito tuttoatalanta.com che ha avuto modo di conoscere il nuovo mister biancorosso nei tanti anni alla guida della Dea.

Michele, a Bergamo Stefano Colantuono lo conoscete molto bene avendolo avuto come allenatore per tante stagioni. Oltre al discorso tecnico, che personaggio è Colantuono?

Se dovessi scegliere un aggettivo per descriverlo è indubbiamente “grintoso”. Sembra, quasi quasi, che accompagni lui il gioco dei suoi ragazzi ed è uno molto incline agli obiettivi: se l’obiettivo è andare in Serie A come quando allenava l’Atalanta in B lui cerca di vincere tutte le partite mentre se è la salvezza gioca per quello; si rispecchia molto nell’obiettivo da raggiungere. Studia molto la tattica, l’avversario e in alcuni casi riesce ad azzeccare la partita mentre in altri ha delle pecche ma come un pò tutti gli allenatori. Qui ha lasciato sicuramente un bel ricordo quando è stato esonerato era finito un ciclo. Il rapporto verso i giornalisti? Lui si fa molto prendere dalla partita e, se la partita va male, ha un attimo di nervosismo e se il giornalista gli fa una domanda sbagliata lui si arrabbia. E’ un tipo molto focoso quando allena ma anche fuori nelle conferenze stampa. Bari? La scossa motivazionale la da, non sono mai mancate alle sue squadre le motivazioni che lui da poi da qui a dire che porterà il Bari in Serie A ce ne passa. Dipenderà dagli uomini e la classifica che troverà; un allenatore che subentra ha pochissimo tempo.

Dopo aver conosciuto meglio l’uomo, capiamo un pò meglio l’allenatore. Che moduli, di solito, adotta Colantuono per le sue squadre?

A Bergamo giocava in un modo per i giocatori che aveva a disposizione. C’era una punta fissa come Denis e dietro un trequartista Maxi Moralez con un centrocampo e difesa a quattro. In partenza era, quindi, un 4-4-1-1 ma in fase d’attacco diventava un 4-3-3. Colantuono è sicuramente uno pragmatico ossia, in base alla rosa che ha a disposizione, trova la tattica e non viceversa come, magari, ha fatto Gasperini quest’anno con la sua idea di calcio. 

Hai parlato di trequartista e mi viene in mente subito Brienza, che lui ha già avuto nella sua avventura bergamasca. Ripartirà da lui?

Si, secondo me si. Può farlo partire dalla trequarti e Brienza è un giocatore che Colantuono ha sempre fatto giocare a sorpresa. Avendo dei buoni piedi può sicuramente partire dalla trequarti.

Dopo l’avventura a Bergamo, Colantuono è stato allenatore dell’Udinese con risultati non proprio eccellenti. Cosa non ha funzionato li in Friuli per lui?

Colantuono è uno che ha bisogno di tempo. A Bergamo ha avuto il tempo per fare bene e confermarsi tra alti e bassi mentre ad Udine, forse, al primo basso l’hanno mandato via. A Bergamo ha preso la squadra in Serie B ed ha avuto il giusto tempo di riorganizzare e fare bene.

Ieri primo allenato del tecnico alla presenza di circa 200 sostenitori biancorossi che hanno dato il loro saluto al nuovo allenatore. Conoscendo un po il personaggio, è un accoglienza positiva o è un tipo che magari cerca la tranquillità nel lavoro?

Secondo me l’ha accolta molto positivamente. Più l’ambiente è caldo più lui è invogliato a far bene. Ha bisogno di calore e spinta del pubblico, non a caso, a Bergamo incitava il pubblico. Come ogni allenatore, quando arriva in una nuova città fa piacere sentire il calore del pubblico. 

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Antonio Bertizzolo (LatinaOggi): “Bari pubblico da Champions League. Sabato mi aspetto un Latina che non attende e su Stellone…”

Dopo aver archiviato la pratica Pro Vercelli, il Bari di Roberto Stellone sarà di scena al “Francioni” contro il Latina di mister Vivarini. Una gara delicata, quella per i galletti, che devono riscattare le ultime uscite di Frosinone e Novara dove hanno raccolto soltanto critiche.

Nello stadio che fu il The End dei sogni promozione del Bari nell’anno della stagione fallimentare, i biancorossi troveranno un avversario che boccheggia nei bassifondi della classifica. Per conoscere meglio il Latina abbiamo sentito, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia.it, il giornalista pontino Antonio Bertizzolo, giornalista di latinaoggi.it. Con lui abbiamo analizzato la situazione della squadra nerazzurra con un ricordo, doveroso, dei playoff giocati nella stagione 2013/2014 con il Latina di Breda che eliminò la squadra pugliese, allora allenata dal duo Alberti-Zavettieri.

Antonio, sabato c’è Latina-Bari. Il Latina, classifica alla mano, non naviga in ottime acque. Che partita dobbiamo aspettarci dalla squadra di mister Vivarini?

Non mi aspetto una partita di attesa da parte del Latina, che dovrà dettare i tempi e i ritmi cercando la vittoria. Mi aspetto una partita dove cercherà il gol con una squadra che sta attraversando una fase delicata con problemi a centrocampo e difesa. Il Latina ha la seconda peggior difesa del campionato con un problema anche mentale senza avere una grossa identità e senza leader. Il Bari è costruito per cercare di arrivare in Serie A, con un organico di grandissimo rispetto con Maniero, Micai con un allenatore molto esperto che ha fatto grandissime cose a Frosinone. Su Roberto Stellone, se devo dare la mia spiegazione al momento altalenante del Bari, dico che in un ambiente come Frosinone senza grosse pressioni ha fatto buone cose mentre a Bari avverte molto la pressione dell’ambiente. A Frosinone veniva trattato come un Re, è entrato nella loro storia e, per me, è un allenatore che può far bene in una piccola squadra. 

Cerchiamo di conoscere un pò meglio questo Latina: che modulo e che formazione ti aspetti da mister Vivarini?

Vivarini adotta solitamente un 3-5-2 che può diventare 3-4-1-2. I titolari sono Dellafiore, Brosco che però sarà infortunato, Bruscagin, a centrocampo Mariga, De Vitis, Di Matteo, Rocca. In attacco c’è Paponi che assomiglia un pò a Maniero con Acosty e Boakye che sinora è stato un oggetto misterioso.

A proposito dell’ex attaccante del Sassuolo è confermato che non ci sarà? E poi è stato un pò una delusione. Come lo giudichi?

Si, ti confermo che col Bari non c’è. Boakye è il fantasma del calciatore di qualche anno fa: dopo il suo arrivo, fece benissimo all’esordio, poi sbagliò un calcio di rigore e si è perso un pò. Sembra un giocatore normale che non fa la differenza e che dovrebbe fare visto anche quant’è stato pagato. I giocatori fanno la differenza in base all’ambiente e all’allenatore. 

Parlando di Bari e di Latina, il ricordo va subito alla doppia sfida playoff.

Ho avuto il piacere di essere al “San Nicola” in occasione della vittoria rubata del Latina firmata da Bruno. Uno dei ricordi più belli, da quando seguo il Latina, è sicuramente il gol di Ristovski al 92esimo davanti ad una cornice di pubblico che il Latina, difficilmente, rivedrà. Il Bari mi è sempre stato simpatico dai tempi di Imparato, Loseto, Iorio, Bolchi, Fascetti. Il Bari è un club che deve fare stabilmente la Serie A con un pubblico da Champions League. L’anno in cui vi mettemmo i bastoni tra le ruote avete fatto un capolavoro, senza società. Rispetto a quella gara sono rimasti Brosco, Bruscagin e Milani che è diventato collaboratore di Vivarini. Fu una doppia sfida dai nervi tesi e ho un ricordo, nella gara di ritorno, di Paparesta che era molto teso. Per il Bari centrare la finale sarebbe stato il coronamento di un capolavoro sportivo e umano con un popolo incredibile: ricordo a Latina vennero 1500 spettatori che è ancora il record. Ho visto su youtube le immagini dei tifosi del Bari che seguirono la gara in piazza e fu emozionante.

Ti faccio un ultima domanda in chiusura: ogni anno si parla del Bari come una delle protagoniste ma, puntualmente, le attese vengono deluse. Da spettatore esterno al mondo Bari, cosa manca secondo te al galletto per fare quel salto di qualità?

Al di là degli allenatori, il salto di qualità lo si fa se dietro c’è una società solida, forte e con un identità. Il Bari sta pagando, per certi punti di vista, quel terremoto vissuto tre anni fa con un cambio societario. Il discorso è fondamentalmente di società perchè se hai una società forte, un allenatore forte le cose vengono naturalmente. Le pressioni? Credo a Bari sia naturale che ci siano e vanno messe in conto. Serve una società forte, un allenatore che va d’accordo con la società ed anche un pò di pazienza. La Serie B è un campionato, comunque, molto lungo quindi può essere che a marzo-aprile vi andate a fare i playoff.

ANTONIO GENCHI

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ESCLUSIVA – Noicattaro, Alfredo Tenzone: “Molfetta? Contento per il gol e vittoria meritata. Noicattaro campionato medio-alto e sulla vittoria finale…”

A 39 anni suonati, Alfredo Tenzone da Bari continua a divertirsi e a far divertire i tifosi della propria squadra. Una carriera ventennale che lo ha visto vestire le maglie di tantissime squadre di Serie D ed Eccellenza: Fasano, Trani, Noicattaro, Barletta, Bitonto, Nardò, Ostuni, Terlizzi, Molfetta, Mola sono alcune delle tappe della carriera di uno dei giocatori più forti e talentuosi della nostra regione.

Dopo un estate tribolata, con il Mola che ha chiuso battenti e si è trasferito a Noicattaro, Tenzone ha deciso di seguire il presidente Divella nell’avventura noiana con tantissimi ex di quel Mola che fece molto bene come il portiere Sansonna ed il centrocampista Schirone. Domenica, in casa del Molfetta, è arrivata anche la prima gioia stagionale con il gol che ha aperto il 3-0 rifilato ai biancorossi e ha consegnato la prima vittoria in trasferta. In esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo sentito proprio Alfredo Tenzone per capire la gara del “Poli” e per decifrare questo Noicattaro, partito tra lo scetticismo di molti ma che sta facendo molto bene.

Alfredo, domenica a Molfetta primo gol stagionale con il Noicattaro. Che partita è stata?

Per il mio gol sono contento ma sono più contento per la prestazione della squadra. E’ stata una partita interpretata bene, la vittoria è stata ampiamente meritata.

Dopo aver raccolto punti soltanto in casa, domenica primi punti anche lontano dal Comunale. Dove può arrivare questo Noicattaro?

Il Noicattaro può fare, secondo il mio parere, un campionato medio-alto.

In estate c’è stato il trasferimento del titolo da Mola a Noicattaro con tutte le problematiche del caso…come avete vissuto questa situazione?

Per quanto riguarda il trasferimento a Noicattaro, sicuramente, c’è stato un pò di dispiacere per i tifosi del Mola ma noi dobbiamo fare i giocatori.

Sei uno dei veterani di questa categoria per presenze e gol…secondo te chi vince il campionato?

Per la vittoria del campionato ci sono 3-4 squadre che possono giocarsi il campionato ossia Cerignola, Barletta, Altamura e Bitonto.

L’ultima domanda ti riguarda direttamente: hai fatto una carriera, comunque buona, tra Serie D ed Eccellenza. Cosa ti è mancato per fare il grande salto e giocare nei professionisti?

Un pò la testa. Nel momento in cui potevo fare il salto ci sono stati sempre infortuni e poi, come si dice, bisogna trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

ANTONIO GENCHI

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ESCLUSIVA – Savino Daleno: “Bei ricordi col Barletta? Un gol a Brindisi ed il ripescaggio. Dirito farà almeno 15 gol e sul Manzi…”

Il campionato di Eccellenza pugliese annovera, tra le sue protagoniste, il Barletta. La società biancorossa è una delle candidate più accreditate al salto di categoria ma l’inizio di stagione non è stato dei più esaltanti. In Coppa Italia di categoria la squadra di Francesco Bitetto ha superato con qualche difficoltà il turno con il Vieste mentre in campionato Sguera e compagni sono leggermente attardati rispetto alle primissime posizioni.

All’indomani del pareggio ottenuto in casa contro il Team Altamura, abbiamo voluto sentire uno che conosce il Barletta e l’ambiente barlettano come le sue tasche ossia Savino Daleno. In esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo sentito l’ex capitano biancorosso in merito all’andamento e ai problemi che sta attraversando il “suo” Barletta cercando di capire eventuali soluzioni.

Il Barletta di La Cava prima e poi di Bitetto è partito col chiaro intento di vincere questo campionato di Eccellenza. I biancorossi, però, sono attardati di qualche punto rispetto alle primissime: dove può arrivare questo Barletta? Può vincere il torneo o vedi squadre più attrezzate?

Sicuramente il Barletta è attrezzato per poter vincere il campionato. E’ ovvio che, insieme biancorossi, ci sono Altamura, Cerignola, Casarano e Bitonto che lotteranno per le prime posizioni. E’ chiaro, inoltre, che da barlettano mi auguro che alla fine sia proprio la squadra della mia città a spuntarla.

Hai giocato tanti anni nel Barletta, la squadra della tua città. Se ti chiedessi un ricordo, il primo che ti viene in mente o magari quello a cui sei più legato?

I ricordi sono tanti, legati ad una maglia che ho sempre ritenuto una seconda pelle. Credo che ai primi posti metterei la rete realizzata a Brindisi sotto ad una curva stracolma di tifosi barlettani. Un altro bel momento è stato il ripescaggio nei professionisti dopo tanti anni di inferno nei campionati dilettantistici.

Torniamo al Barletta attuale. La squadra, da esterno, sembra fatta di tanti buoni giocatori ma non sembra avere il trascinatore, il giocatore che nei momenti di difficoltà carica gli altri e li porta alla vittoria. Come giudichi questa mancanza di un vero e proprio leader?

E’ una domanda alla quale è difficile dare una risposta. Non faccio parte della squadra, non vivo lo spogliatoio e quindi non ho elementi per rispondere razionalmente. Credo, però, che giocatori come Ola, Di Giorgio e Mignogna hanno tutte le caratteristiche per ricoprire questo ruolo.

Uno dei possibili giocatori che potrebbero prendere questo ruolo è Nicolas Dirito ma l’attaccante argentino non sta segnando come i tifosi si aspettano. Oltre ai limiti del “delantero” barlettano, sbaglio se dico che la squadra non lo supporta a dovere e magari è circondato da “solisti” come possono essere magari Loiodice e Mignogna?

Dirito è uno dei migliori attaccanti della categoria e non solo. Statene certi che anche quest’anno riuscirà a mettere a segno almeno 15 reti. Non credo che non venga supportato dai compagni; stiamo parlando di gente come Pellecchia, Loiodice, Sguera e Mignogna elementi al fianco dei quali qualsiasi attaccante vorrebbe giocare. Vedrete, con il tempo, che Dirito e la squadra daranno i frutti che tutti sì aspettano.

Come giudichi Francesco Bitetto e il lavoro sin qui svolto dall’ex allenatore dell’Unione Calcio Bisceglie?

Conosco Bitetto con il quale ho anche giocato e credo che stia lavorando piuttosto bene. Non dimentichiamoci che ha preso una squadra non costruita da lui. Con il tempo, le cose si aggiusteranno anche se il tempo non è un buon alleato per il tecnico in questo sport. A qualsiasi livello se non arrivano i risultati le cose si complicano ma sono sicuro che il Barletta sarà protagonista fino al termine della stagione.

Chiusura doverosa sulla situazione stadio: ti sei espresso sul fatto che il Manzi è inadeguato ad ospitare una squadra come il Barletta. Con lo scorrere delle giornate, sei rimasto della stessa idea o no?

Sul Manzi c’è poco da aggiungere. Una città come Barletta non può avere un impianto del genere; è vergognoso per i cittadini e per chi vuole fare calcio. Il mio augurio è che questa situazione si risolva in fretta e che non faccia passare la voglia e la passione a questa società e a chi vorrà in futuro fare calcio in questa città.

ANTONIO GENCHI 

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Galatina, Mosca: “Barletta? Se avessimo vinto nessuno scandalo. Cerignola, club attrezzato per vincere il campionato”

Beppe Mosca (nella foto) allenatore del Galatina in eccellenza e ex calciatore anche tra i professionisti ha bloccato il Barletta sette giorni fa e ha modo di recriminare per un risultato che invece di pareggio poteva essere un bottino pieno e il trainer salentino non usa mezze frasi per esprimere il proprio intendimento in merito: ” Abbiamo pareggiato con il Barletta un risultato che se avessimo dovuto decidere a tavolino a gioco fermo io stesso avrei subito sottoscritto. Ma se poi devo guardare a quello che ha espresso il campo bisogna ammettere che se avessimo vinto nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo. Loro hanno fatto gol grazie ad una autentica invenzione di Loiodice che con un tiro pregevole che assomigliava molto ad un colpo da biliardo ha messo la palla in fondo al sacco. Noi invece pur creando diverse occasioni da rete abbiamo realizzato una sola marcatura, ma sono soddisfatto per l’applicazione tattica, la grande voglia dei ragazzi di correre di raddoppiare di inserirsi negli spazi, davvero complimenti ai ragazzi. Quanto disputi partite di questo spessore non puoi fare altro che ottenere punti. Oggi ci aspetta un altro bruttissimo cliente come il Cerignola, club attrezzato per vincere il campionato. Abbiamo studiato in settimana diverse contromisure per poter contrastare nel migliore modo possibile i loro punti di forza, proveremo a dare il massimo per tentare di realizzare una nuova bella impresa”.

Redazione

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ESCLUSIVA – Marchigiani (Il Secolo XIX): “Stellone uno dei migliori in Serie B. Per domenica Bari favorito e su Caputo…

Negli anni ’80, Albano e Romina cantavano la celebre “Nostalgia canaglia”, quella nostalgia che molti tifosi del Bari e addetti ai lavori proveranno con il ritorno della gara dei galletti alla domenica. La domenica è il giorno del calcio per antonomasia e per tutti i nostalgici che avevano giusto il tempo di finire le “brasciole” o la pasta al forno prima di volare allo stadio col Bari, magari, in Serie A. Purtroppo l’impegno domenicale è solamente una casualità con la gara della Nazionale che ha fatto traslare la Serie B alla domenica.

I biancorossi di Roberto Stellone, reduci dal pareggio ottenuto a Brescia, ricevono la visita della Virtus Entella che, a proposito di nostalgia canaglia, annovera tra le proprie fila quel Ciccio Caputo, capitano del Bari fino a qualche anno fa. In vista della gara contro i liguri, abbiamo ascoltato in esclusiva per calciowebpuglia, il giornalista Domenico Marchigiani del quotidiano genovese “Il Secolo XIX”. Con lui abbiamo voluto un pò conoscere meglio la realtà dell’Entella e come arriva la formazione di Breda al match del “San Nicola”.

Domenico, domenica ci sarà Bari-Entella. Come arriva la squadra ligure a questo appuntamento e cosa dobbiamo aspettarci dall’undici di Breda?

Indubbiamente è una squadra che ci arriva bene con una classifica abbastanza tranquillizzante e ci arriva con la voglia di fare qualcosa di meglio in trasferta visto che sugli 11 punti in classifica, 10 li ha fatti in casa. Per una squadra che si deve salvare 11 punti, comunque, sono un buon bottino.

Sulla panchina della Virtus c’è Roberto Breda, un tecnico molto esperto in Serie B e che a Bari ben conosciamo (Bari-Latina dei playoff ndr). Che tipo di formazione vedremo all’opera e, magari, se ci puoi abbozzare una probabile formazione titolare.

Il modulo è sempre quello ossia un 4-3-1-2 che Breda ha ereditato da Aglietti. Ha un paio di dubbi al momento che sono Palermo (influenza), Belli (affaticamento muscolare) e anche Masucci (botta al costato rimediata col Vicenza). In porta dovrebbe esserci Iacobucci, in difesa coppia centrale Pellizzer-Ceccarelli con Iacoponi a destra e a sinistra ballottaggio Sini-Keità, al rientro. A centrocampo Belli a destra, Troiano perno centrale con Palermo centro-sinistra, in avanti Tremolada agirà alle spalle della coppia Cutolo e Ciccio Caputo.

A proposito di Ciccio Caputo, che hai citato in formazione e che guiderà l’attacco contro il Bari, dopo l’esperienza barese si è rilanciato in quel di Chiavari. Finalmente ha trovato la sua dimensione li in Liguria?

Sicuramente si. Il bacino d’utenza di Chiavari non è minimamente paragonabile a quello di Bari cosi come le pressioni. Ciccio qua ha trovato il suo habitat, una piazza dove può esprimersi e la sua dimensione. Una città a misura di uomo, dove puoi passeggiare tranquillamente e in più è difficile essere profeti in patria. La società ha fatto un grosso sacrificio quest’estate per prenderne il cartellino e lui sta ripagando con diciassette gol lo scorso anno e già cinque quest’anno.

Parlavi, giustamente, di differenze di pressioni tra una piazza come Bari ed una come Chiavari. Andando a vedere la classifica notiamo molte medio-piccole li in alto mentre piazze grosse come Bari o Salernitana più indietro. E’ sempre più la B delle piccole in quanto magari è più facile esprimersi?

Indubbiamente ci sono meno pressioni. La popolazione di Chiavari, ad esempio, non raggiunge forse neanche un quartiere di Bari e questo da un parametro di come vivere una piazza del genere. La tranquillità aiuta, anche se, la troppa tranquillità ad alcuni calciatori non li stimola. Dipende tutto dal calciatore, c’è quello che vuole stare tranquillo e quello che vuole avere pressioni per caricarsi. 

Segui l’Entella che ogni anno dice di voler raggiungere la salvezza compreso quest’anno. Nelle prime giornate la squadra di Breda ha fatto molto bene e ti chiedo: sempre la solita solfa della salvezza oppure la squadra ligure può ambire a qualcosa di più prestigioso come un posto nei playoff?

La solfa della salvezza è giusta per una società piccola come l’Entella ma se andiamo a vedere il parco giocatori con giocatori che la Serie B l’hanno frequentata come Iacobucci, Ceccarelli, Pellizzer, Troiano, Caputo, Cutolo, Masucci. Oltre a questi ci sono i giovani: l’Entella negli ultimi due anni ha fatto esordire nove ragazzi provenienti dalla Primavera con un lavoro sotto che tanti non conoscono. La Primavera è seconda in classifica, ha vinto a Roma con la Roma campione d’Italia e ha giocatori come Francesco Puntoriere che lo voleva la Juventus. C’è un movimento di una società seria ed organizzata che guarda al futuro, con l’obiettivo di costruire giocatori in casa come ad esempio Zampano che ora gioca in Serie A col Pescara. La società fa un ottimo lavoro di scouting con l’obiettivo di valorizzare giovani e venderli. I giovani qui hanno la possibilità di giocare e crescere con tranquillità ed è un grande vantaggio per un giovane senza avere grosse pressioni.

Torniamo un momento al Bari. Ci puoi dire la tua impressione, da esterno, sulla squadra biancorossa? Cosa pensi della squadra di Stellone e dove può arrivare, secondo te, questo Bari?

Il Bari, per me, è una delle squadre più forti della Serie B. Non vedo tantissime squadre più forti del Bari, forse il Verona. A me due squadre che intrigano molto sono il Bari e lo Spezia che è una squadra molto solida, ha risolto la questione croata, con un tecnico come Di Carlo che farà parlare di sè come il Bari. Stellone? Per me è uno dei migliori allenatori in assoluto in categoria. Chiaro che poi non è facile, la Serie B come sai è una maratona molto logorante ma del Bari ne sentiremo parlare. Il Bari deve fare del “San Nicola” un fortino. Ho visto il Bari impegnato a Brescia e mi ha fatto una buona impressione, è stato molto sfortunato ma posso dire che meritava di vincere.

Chiudiamo con un pronostico: come pensi che finirà Bari-Entella?

Il Bari, sulla carta, è favorito ma l’Entella ha pochissimo da perdere e tutto da guadagnare. Deve scrollarsi quei fantasmi da trasferta anche se ha perso due volte fuori casa: a Frosinone frutto di episodi mentre a Carpi fu penalizzata da una decisione arbitrale. Punti di forza dell’Entella? La tranquillità.

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Manzari si prende il Bitonto a suon di gol: “Spero di non fermarmi. Bitonto? Mix giusto per far bene. Dopo Altamura…”

Gennaro Manzari si prende di prepotenza il Bitonto e lo fa nel solo modo che un attaccante conosce: fare gol. La punta neroverde sta letteralmente trascinando la compagine barese in questo inizio di stagione.

Dopo una stagione abbastanza tribolata, con una salvezza arrivata nel finale, il Bitonto ha deciso di fare le cose in grande ingaggiando calciatori importanti come il centrocampista Cantatore dal Barletta, la punta Turitto dal Trani e l’eterno Pierino Zotti con la conferma degli elementi più importanti dello scorso campionato tra cui proprio Manzari.

Mossa non fu più giusta con l’attaccante ex Trani che ha ripagato la fiducia della società siglando ben sei gol in cinque gare: gol nell’andata contro il Noicattaro e tripletta ancora contro la formazione rossonera, gol decisivo al 93° che ha permesso ai suoi di sbancare Novoli ed infine la rete che ha aperto il 2-0 contro il Molfetta. Insomma un Manzari in versione Re Mida in un momento dove ogni pallone che tocca diventa oro. In esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo ascoltato proprio la punta bitontina per capire meglio il suo magic moment:

Cinque gol nel giro di dieci giorni. Hai iniziato alla grande questa stagione?  

Si, posso dire che è stato un inizio di campionato molto buono dal punto di vista realizzativo però non devo sentirmi appagato perché così facendo farei un errore madornale. Per un attaccante fare goal è tutto e spero di non fermarmi e di continuare a fare goal per dare gioie alla mia squadra.

Dopo la batosta con l’Altamura il bitonto si è ripreso. Cosa vi siete detti nello spogliatoio dopo quella sconfitta?

Dopo la sconfitta di Altamura dove, secondo me abbiamo fatto un ottima gara, ci siamo riuniti tutti quanti con molta tranquillità e abbiamo preso gli aspetti positivi di quella partita che ce ne sono stati tanti ed abbiamo esaminato quelli negativi cercando di nn ripeterli più. Fino a questo momento credo che ci siamo riusciti facendo ottime gare con Novoli e Molfetta raccogliendo 6 punti molto importanti.

Quest’anno il Bitonto è ricco di talento con gente come Terrone, Zotti, Roselli, Cantatore ecc…obiettivo vittoria del campionato?

Quest’anno a differenza dell’anno scorso abbiamo gente di qualità, vedi Roselli, Zotti, Turitto, Cantatore ed è rimasta gente del calibro di Bonasia, Modesto e De Santis. Un mix giusto per fare davvero bene in questo campionato molto difficile. L’obiettivo di quest’anno é fare bene. Ti ripeto abbiamo gente navigata per questa categoria e l’obiettivo è fare un ottimo campionato. Noi sicuramente ci metteremo massimo impegno e sacrificio in ogni partita per vincerle.

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Christian Schipani (BeneventoCalcio.it): “Al San Nicola ci sarà entusiasmo. Serie B campionato strano e bisogna fare squadra”

Importante, quanto interessante, la sfida di sabato alle ore 15.00 tra il Bari di Stellone e il Benevento di Marco Baroni. Una sfida che si può definire, tranquillamente, di alta classifica visto che le due compagini si affrontano appaiate in classifica a quota otto punti (il Benevento ha totalizzato nove punti ma ha subito una penalizzazione di un punto in classifica).

Questo “derby del Sud” vedrà due formazioni molto diverse tra loro: i biancorossi sono una delle formazioni storiche della cadetteria e, anche quest’anno, è stato costruito per tentare quantomeno l’approdo ai playoff mentre gli stregoni beneventani sono alla prima stagione in Serie B e hanno dalla loro l’entusiasmo di una matricola. Per capire meglio come arriva la formazione sannita all’impegno in Puglia, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia.it, abbiamo sentito il giornalista beneventano Christian Schipani, collaboratore del sito BeneventoCalcio.it.

Christian, sabato sfida di “alta classifica” tra Bari e Benevento. Come ci arrivano gli stregoni a questa gara?

Gli stregoni arrivano a questa partita con la mentalità di chi è consapevole del proprio potenziale e soprattutto con zero sconfitte, un dato che sta a significare la solidità del Benevento. E soprattutto al San Nicola , seppur con una squadra cambiata in gran parte, ci sarà ancora l’entusiasmo dovuto alla promozione e questa è un’arma in più per una squadra che ha degli obiettivi.

Che tipo di formazione adotta Baroni e quale potrebbe essere la probabile formazione?

Il Benevento è tutt’ora un cantiere aperto, le formazioni sono state diverse, ma solitamente Baroni predilige un centrocampo a tre e il trequartista dietro la punta, direi un 4-3-1-2, ma tende ad adattarsi a seconda degli uomini che ha a disposizione.

Nei giallorossi militano due calciatori che hanno giocato a Bari l’anno scorso senza convincere ossia Jakimovski e Puscas. come sta andando la loro avventura nel Sannio?

Puscas ha iniziato subito bene segnando un gol, poi ha avuto l’infortunio alla mano durante l’impegno con la Nazionale e quindi è stato fermo ai box, ma il piede di partenza è stato ottimo. Jakimovski è ancora tutto da valutare, ma vale il discorso fatto per il rumeno: le premesse sono buone e, tra l’altro, il gol del 2-0 contro il Verona è partito proprio dai suoi piedi.

Benevento, Cittadella, Spal…tutte stanno andando bene da neopromosse. E’ sempre più la B delle piccole?

Più che la B delle piccole, è la B di chi sa fare squadra, di chi riesce ad avere un gruppo compatto. Non serve avere il nome grande in squadra per essere forte e imbattibile. La Serie B è un campionato difficile e strano. Il Benevento contro il Verona, almeno sulla carta e sulle statistiche doveva già perdere in partenza e invece ha vinto due a zero. Cosa vuol dire? Vuol dire che bisogna fare squadra, giocare in undici e non puntare sui singoli o affidarsi ai nomi che vengono dalle big della Serie A. Se il Cittadella ha fatto en plein lo deve alla sua solidità in campo.

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Mattia Mazzocoli (CesenaToday): “Bari test impegnativo. Mancherà Rodriguez e quasi certamente anche Ciano. Sulla gara alle 19 dico che…”

(foto: ilrestodelcarlino.it)

Il quarto turno di Serie B si aprirà venerdì sera alle ore 19 con la gara tra Bari e Cesena. Sfida davvero interessante, quella del “San Nicola”, tra due formazioni che si approcciano a questo campionato con ambiziose velleità.

Le squadre di Stellone e Drago hanno l’obiettivo minimo di raggiungere i playoff dopo averli ottenuti anche nella scorsa stagione con entrambe le squadre poi eliminate ai preliminari rispettivamente da Novara e Spezia. L’antipasto del campionato cadetto metterà di fronte due formazioni appaiate a quattro punti anche se, per onore di cronaca, il Cesena ha giocato soltanto due gare (entrambe al “Manuzzi” con il pareggio contro il Perugia e la vittoria contro il Carpi) e dovrà recuperare il 27 settembre la partita non disputata contro l’Ascoli alla prima uscita.

Per capire come arriva la formazione romagnola all’impegno in Puglia, abbiamo contattato in esclusiva per calciowebpuglia.it, il social media manager, Mattia Mazzocoli che ha fatto un pò il punto della situazione in casa bianconera.

Venerdì importante sfida tra Bari e Cesena. Come arriva il Cesena a questo incontro?

Dopo il pareggio interno in rimonta con il Perugia, la vittoria con il Carpi ha dato morale alla squadra di Drago. Gli acciacchi però ci sono, sopratutto in attacco dove è scontata l’assenza di Rodriguez e molto probabile quella di Camillo Ciano, a causa del fastidio ad un adduttore. In dubbio pure Balzano, che ha subito una contusione al ginocchio.

Mister Drago è al secondo anno alla guida dei romagnoli. Cosa ci dobbiamo aspettare dall’ex tecnico del Crotone e il suo Cesena?

Quello di Bari sarà un test impegnativo per entrambe: il San Nicola è un campo storicamente difficile per il Cesena, ma negli ultimi anni molti sono stati i pareggi e quindi c’è da aspettarsi una gara molto equilibrata.

Probabile formazione?

Drago non si è mai sbilanciato troppo sulla formazione, sopratutto a diversi giorni dal match. E’ comunque probabile una conferma della formazione che ha steso il Carpi, sopratutto in attacco dove viste le pesanti assenze, non c’è molto margine di scelta.

Nei giorni scorsi i tifosi del Cesena hanno polemizzato per via dell’orario della gara. Come giudica questa polemica contro la scelta di giocare alle ore 19?

I diritti televisivi, anche in serie B, ormai la fanno da padrone a discapito dei tifosi che vorrebbero seguire la propria squadra anche in trasferta. Il pubblico di Cesena è tra i più numerosi e caldi della serie B, per questo bisognerebbe dare ai tifosi la possibilità fisica di poter seguire il Cavalluccio anche in una trasferta di 5 ore e mezza d’auto come quella pugliese. Giocare alle 19 ‘taglia le gambe’ anche a chi voleva prendersi mezza giornata di ferie al pomeriggio, Giocare alle 21 non sarebbe stato comunque il massimo della comodità, ma certamente sarebbe stato più agevole.

Nel corso del calciomercato estivo il Cesena ha perso tanti pezzi da novanta tra cui Ragusa, Sensi e sopratutto Kessiè che tanto sta facendo bene in Serie A. Dove può e vuole arrivare questo Cesena?

Il Cesena, come del resto tutte le squadre di non primissima fascia, è purtroppo ormai abituato a dar via i pezzi da ’90’: difficile fare diversamente. Kessie sta dimostrando che l’Atalanta ha fatto una scelta giusta, Sensi e Ragusa certamente non si discutono. Ma la dirigenza ha comunque fatto un discreto mercato: il campionato di serie B è lungo e difficile, ma i playoff sono certamente alla portata dei bianconeri di Romagna.

ANTONIO GENCHI 

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V.Trani – Dammacco analizza la sconfitta contro il Barletta: “niente drammi, credo in questo gruppo!”

 

Trani – Ad analizzare la sconfitta delle Vigor Trani  per 3-0 contro il Barletta calcio nel primo turno di Coppa Italia di Eccellenza è il dg Danilo Dammaco. Un volto visibilmente disciaciuto e rammaricato per la non prestazione dei suoi ragazzi, nonostante ci fossero ben altre aspettative è stato proprio il dirigente tranese, senza scuse e senza giri di parole a commentare nel post gara:  “la sconfitta contro i biancorossi è meritata non ho visto una gran prestazione dei miei ragazzi – ammette lo stesso Dammacco – puo’ esser dovuto da carichi di lavoro in fase di preparazione appena terminati ed anche il caldo, hanno potuto penalizzare le prestazioni.

Una gara sotto tono – prosegue – merito comunque al Barletta ad aver saputo spingere la palla dentro. Non è questo il Trani che ho visto io durante la fase di precampionato – dichiara – Il Trani è una squadra piena di voglia, piena di carattere e sarà pronto ad inserire la 5a marcia per l’inizio del campionato.”

 

[sc name:”chicco”]

 

E’ un fiume in piena, il Dg. Dammaco non ha freno,  nelle sue parole la consapevolezza di aver steccato, rammarico e  delusione, non solo nel risultato ma nel come è giunta la sconfitta, ma ad essa fa eco la consapevolezza nelle potenzialità di ogni giocatore e di tutta la squdra: “ niente drammi e nessun campanello d’allarme, la sconfitta contro i biancorossi potrebbe esser utile alla squadra come scossa positiva – continua lo stesso Dammacco – non vi saranno ulteriori innesti, la nostra campagna acquisti è chiusa, – afferma ulteriormente  – ho piena fiducia nei miei ragazzi, e so cosa posso dare”.

Intanto, la squadra archiviata la gara di domenica scorsa ha ripreso gli allenementi calandosi nel clima campionato che la vedrà ospitare domenica 11 settembre, sempre sul neutro del “San Diomede” di Bari, inizio ore 15.30,   i salentini del Novoli con la speranza che sia l’inizio di tutt’altra storia.

 

ENZO CHICCO

Team Altamura, Di Senso: ”La squadra è molto competitiva”

Tecnica, qualità, potenza, precisione e dribbling per non parlare del suo mancino chirurgico stiamo ovviamente parlando di Sebastian Di Senso giocatore che con questa categoria ha dimostrato già la passata stagione con la maglia biancorossa di centrarci ben poco, l’esterno offensivo di Potenza è entrato nel cuore dei tifosi con le sue giocate e le sue prestazioni che nella passata stagione l’hanno portato a diventare un autentico trascinatore della squadra, anche nella prossima annata vestirà la maglia altamurana, ecco le sue dichiarazioni rilasciate al nostro ufficio stampa.

Sebastian, quali sono le ragioni che ti hanno spinto a rimanere per un altro anno ad Altamura?

“Sono rimasto ad Altamura innanzitutto perché ho a che fare con persone serie ed oggi non se ne trovano, poi perché la gente di Altamura mi ha trattato con rispetto sempre ed io non posso che esserne riconoscente”.

La società ha fatto domanda di ripescaggio per la D, dunque ancora non è certa la categoria, se sarà D o Eccellenza, dove pensi può arrivare questa squadra, nelle rispettive categorie?

 “La squadra è molto competitiva e può fare bene anche in D, in Eccellenza abbiamo il dovere di provare a vincere, mentre in D sicuramente ce la giocheremo con tutti”.

Nella passata stagione sei stato impiegato sia mezz’ala sia esterno nel tridente d’attacco, quale è il ruolo che ti è più congeniale?

“Per quanto riguarda la posizione penso che da esterno a piede invertito sia per me la posizione congeniale, ma mi piace molto anche fare la mezz’ala”.

Infine, quali sono i tuoi obiettivi personali per questa stagione?

“Per i risultati vorrei migliorarmi e magari fare qualche gol in più”.

UFFICIO STAMPA ASD TEAM ALTAMURA

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Team Altamura, Del Core: ”Il mio segreto? Quando gioco mi diverto”

E’ stato il capocannoniere della passata stagione del Team Altamura e il secondo marcatore più prolifico del campionato, parliamo di Umberto Del Core, il bomber di Barivecchia è uno dei pilastri su cui la società è voluta ripartire anche per questa stagione, ecco le sue dichiarazioni rilasciate al nostro ufficio stampa.

Umberto quali sono le ragioni che ti hanno spinto a rimanere un’altra stagione ad Altamura?

“Il presidente mi ha convinto a rimanere qui, la scorsa stagione ad Altamura sono stato veramente bene, io credo di aver ricambiato la fiducia che lui aveva riposto in me e viceversa lui ha ricambiato la mia di fiducia, mi ha fortemente voluto qui anche quest’anno soprattutto per l’uomo che sono aldilà del calciatore, in quanto uno può essere bravo o meno bravo, ma lui mi ha apprezzato molto in quanto uomo, oltre che calciatore”.

Alla bellezza di 36 anni la passata stagione hai messo a segno ben 17 reti e sei stato il secondo giocatore più prolifico del campionato, quale è il tuo segreto?

“Sono sempre stato un attaccante con il fiuto del gol, in campo non mollo mai, mi alleno sempre al massimo e cerco di dare il meglio di me stesso, poi quando scendo in campo cerco di divertirmi, in quanto il calcio è la mia passione”.

Come già chiesto a Rana, poniamo anche a te la stessa domanda, tu e Gigi in attacco potreste comporre una coppia da sogno, siete compatibili secondo te?

“Certo, possiamo tranquillamente giocare insieme, Gigi è un grandissimo attaccante, lui è uno che attacca molto la profondità e ha caratteristiche complementari alle mie”.

La società ha fatto domanda di ripescaggio in serie D, questa squadra secondo te è pronta al campionato interregionale?

“Sì è una squadra pronta per la D, in quanto il presidente ha preso tutti giocatori validi, giocatori che hanno molta fame, poi è normale che bisognerà inserire qualche altro elemento visto che comunque è un campionato impegnativo, ma la base c’è”.

Infine, obiettivo e programmi per questa stagione?

“Molto dipende dalla categoria che faremo, se rimaniamo in Eccellenza sicuramente di vincere, se invece sarà serie D cercheremo di dare il massimo per fare un buon campionato e perché no puntare ai play off, a livello personale spero di ripetermi, quindi fare altri gol e dare soddisfazione agli altamurani”.

UFFICIO STAMPA ASD TEAM ALTAMURA 

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Team Altamura, Cannito: ”Felice e onorato di rimanere qui”.

E’ uno dei pilastri da cui la dirigenza e lo staff tecnico è voluta ripartire, Salvatore Cannito, roccioso e granitico difensore originario di Toritto, che nello scorso anno ha indossato al braccio con orgoglio e grinta la fascia da capitano, per lui il prossimo campionato sarà il terzo di fila ad Altamura, il nostro ufficio stampa ha raccolto le sue dichiarazioni.

Sasà, non c’è due senza tre, e infatti è il tuo terzo anno qui ad Altamura.

“Sono contentissimo e questo non può che rendermi onorato”.

L’anno scorso hai portato la fascia da capitano al braccio, cosa servirà quest’anno per fare meglio rispetto a quello passato?

“Sono sicuro che con la massima umiltà e la compattezza del gruppo possiamo continuare il buon lavoro che abbiamo già nella scorsa stagione avviato, sarà sicuramente un gruppo diverso quello di quest’anno ricordo che l’anno scorso a certa gente dovevi quasi darli del lei”.

Si attende il responso della domanda di ripescaggio per la D, se sarà quest’ultimo il campionato del Team Altamura, pensi che la squadra sia idonea al salto di categoria?

“Su questo aspetto so dirti poco, però se pensiamo che sia il Francavilla che il Nardo nello scorso campionato di serie D con buona parte dell’organico che il precedente anno avevo consentito il salto di categoria dall’Eccellenza, hanno disputato un gran campionato anche in D. Noi invece siamo un gruppo molto ben assemblato, diversi confermati della passata stagione più diversi elementi che hanno vinto a Gravina, componiamo un giusto mix, quindi penso positivo e credo che potremo far bene anche in D”.

Nel reparto difensivo sono tornati Montrone e Dibenedetto, hai giocato con entrambi, come la vedi una eventuale difesa a tre con loro due?

“Sicuramente molto bene, tutti e tre con caratteristiche differenti quindi possiamo solo che coesistere, ci sarà da divertirsi”.

Infine obiettivi e aspirazioni per questa stagione?

“Intanto finché non c’è l’ufficialità del ripescaggio bisognerà pensare all’Eccellenza e concentrarsi sul traguardo promozione. In caso di D, sarà molto entusiasmante perché personalmente mi piace migliorarmi sempre più e raggiungere traguardi importanti, poi sicuramente Altamura in serie D sarebbe veramente tanta roba”.

UFFICIO STAMPA ASD TEAM ALTAMURA

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Team Altamura, Logrieco: “Ad Altamura sto benissimo, qui per fare bene”

Qualità, tecnica, forza e tanta classe sono sicuramente qualità che si identificano in Angelo Logrieco, fantasista bitontino che nello scorso anno ha deliziato la piazza di Altamura con le sue giocate da categoria superiore e che ha fatto innamorare la piazza biancorossa, di un giocatore come lui che si è dimostrato sempre leale e corretto, la società ha deciso di ripartire con lui, insieme ad altri elementi della scorsa stagione, il nostro ufficio stampa ha raccolto le sue dichiarazioni.

Angelo, cosa ti ha spinto a indossare ancora per un anno la maglia del Team Altamura?

“Ciò che mi ha spinto ad indossare ancora la maglia dell’Altamura è sostanzialmente per due ragioni in primis perché sono stato benissimo qui e sono stato trattato alla grandissima e due perché ho ancora un conto in sospeso nel portare l’Altamura nelle categorie che gli appartengono visto che l’anno scorso ci siamo quasi arrivati”.

Leggendo siti e giornali l’Altamura è sicuramente la squadra che fra serie D ed Eccellenza in Puglia ha praticamente già metà rosa fatta, è un vantaggio questo?

“Da quello che si dice e si legge l’Altamura si sta muovendo prima delle altre squadre, sicuramente è un vantaggio perché se si vuol fare qualcosa di importante si deve partire e organizzarsi prima”.

Sei stato uno dei maggiori trascinatori della passata stagione, cosa servirà quest’anno per fare ancora meglio?

“Bisogna lottare partita dopo partita se si vuole centrare l’obiettivo e penso che l’anno scorso lo abbiamo fatto, solo che non siamo arrivati fino in fondo e questo ci deve far riflettere che non bisogna mollare mai e raddoppiare le forze”.

La guida tecnica è stata affidata a Gennaro Di Maio, dove potrai collocarti nei suoi schemi di gioco?

“Il mister di Maio non l’ho mai avuto ma penso che sappia che tipo di giocatore sono e che posso giocare o in mezzo al campo o più avanzato”.

Infine, quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?

“I miei obiettivi sono di fare bene e di portare l’Altamura più in alto possibile perché è una città e una piazza che lo merita”.

UFFICIO STAMPA ASD TEAM ALTAMURA

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Team Altamura, Montrone:”Con Dibenedetto e Cannito una difesa affamata”

E’ un cavallo di ritorno, parliamo di Gianni Montrone, granitico e grintoso difensore centrale che già si è fatto conoscere in maglia biancorossa nella prima parte di stagione dello scorso anno, il nostro ufficio stampa ha raccolto le sue prime dichiarazioni.

Gianni, dopo l’esperienza dello scorso anno, torni ad Altamura, puoi spiegarci le ragioni di questo ritorno.

“Appunto il fatto di esserci stato solo metà stagione, le cose a metà non piacciono a nessuno, quindi è una sfida che ho accettato ben volentieri”.

La società ha dichiarato di fare domanda di ripescaggio in serie D, se ci sarà il salto di categoria secondo te la rosa è pronto alla massima categoria dilettantistica?

“E’ una rosa anche competitiva per la D, però non neghiamo che qualche altro rinforzo ci vorrà, anche perché se non erro in D c’è un under in più, quindi vanno viste alcune cose, ma sicuramente siamo competitivi per entrambe le categorie”.

Il tecnico Gennaro Di Maio nella scorsa stagione a Gravina ha utilizzato una difesa a tre, se ciò dovesse ripetersi, come vedresti una difesa composta da te, Dibenedetto e Cannito?

“Sicuramente una difesa che ha fame, con Sasà ho avuto la fortuna di averci giocato insieme ed è un ottimo giocatore, con Nicola non ho mai giocato insieme ma sempre da avversario e mi ha impressionato molto, siamo tutti e tre simili sotto l’aspetto agonistico e credo che questo fa molto, se ci sarà sintonia sarà una gran bella difesa”.

Conosci diversi degli elementi che stanno componendo l’attuale rosa, dove pensi può arrivare questa squadra?

“Ci riallacciamo al discorso di prima, bisogna capire la categoria, in Eccellenza è inutile nasconderci che puntiamo a vincere, in D possiamo fare un buon campionato con questa rosa, poi è normale che se la società farà nuovi acquisti si potrà puntare a qualcosa di più importante”.

Infine, i tuoi obiettivi per questa stagione?

“Migliorarsi rispetto all’anno scorso e dare soddisfazione alla piazza di Altamura, che soprattutto nell’ultima parte di stagione aveva tanto entusiasmo, i risultati portano sempre a maggior entusiasmo ovviamente, personalmente invece spero di far subire meno gol possibili, ma credo che questo sia l’obiettivo di ogni difensore”.

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Team Altamura, Rana:”O Eccellenza o Serie D possiamo comunque far bene”.

E’ sicuramente uno degli attaccanti più prolifici del calcio pugliese, stiamo parlando di Gigi Rana, il bomber barese è uno dei volti nuovi del Team Altamura, il nostro ufficio stampa ha raccolto le sue prime dichiarazioni da giocatore dell’Altamura.

Ciao Gigi, quali sono le ragioni che ti hanno spinto a sposare il progetto Team Altamura?

“Sicuramente la scelta da parte della società di Mister Di Maio, è stato uno dei fattori principali, visto che lo stimo molto e so che è una persona affidabile, un ottimo allenatore, una persona con cui si può andare d’accordo e abbiamo creato un ottimo feeling che stiamo portando avanti, poi sicuramente la piazza, visto che Altamura e Gravina sono molto vicini e lo scorso anno abbiamo seguito molto la realtà altamurana, abbiamo visto sempre tanta gente allo stadio e un pubblico caloroso, è inutile nascondere che ci piacciono le piazze calde”.

La società ha dichiarato di presentare domanda di ripescaggio, secondo te la rosa di giocatori che si sta componendo è idonea anche a una eventuale serie D?

“E’ sicuramente una rosa importante, con elementi di spicco del calcio pugliese e con gente che ha vinto tanti campionati in queste categorie, penso che stanno creando una corazzata, bisogna capire se sarà serie D o Eccellenza, ma ad esempio la Virtus Francavilla con quasi gli 8/11 della squadra che il precedente anno vinse l’Eccellenza, quest’anno ha vinto la serie D, ciò vuol dire che la differenza non è tantissima, è chiaro che ci saranno squadre più organizzate ma sapremo dire sicuramente la nostra”.

Ritroverai ad Altamura mister Di Maio e parecchi tuoi compagni con cui hai vinto a Gravina, può essere un vantaggio secondo te?

“Certo, già ci conosciamo, sappiamo quali sono i nostri punti deboli e i nostri punti di forza, cercheremo di integrarci il meglio possibile con il resto della squadra e di fare una annata da protagonisti”.

In attacco potresti fare coppia con Umberto Del Core, entrambi baresi doc, potreste comporre un tandem da sogno, secondo te siete compatibili e potreste trovare la giusta alchimia?

“Siamo sicuramente due attaccanti diversi, quindi possiamo trovare la giusta alchimia, l’importante è lavorare sodo e conoscerci, il resto verrà da sé”.

Nella scorsa stagione fra andata e ritorno hai segnato ben tre marcature all’Altamura, ora indosserai questa maglia, che sensazione ti fa?

“La passata stagione ho affrontato tutte le mie avversarie nello stesso modo, è stata una coincidenza, noi attaccanti scendiamo in campo per fare gol, è il nostro pane quotidiano, lo scorso anno ne ho fatti tre all’Altamura, quest’anno cercherò di farli con questa maglia alle nostre avversarie, nella passata stagione lavoravo per un’altra squadra e automaticamente tutto ciò che mi circondava non mi interessava più di tanto”.

Infine obiettivo per questa stagione?

“L’obiettivo è ben chiaro, perché la società sta allestendo una formazione di prim’ordine, quindi dobbiamo fare bene, ci aspetterà una annata difficile e ogni campionato è diverso, daremo sicuramente il massimo per raggiungere i nostri obiettivi”.

Ecco alcuni del gol di Gigi Rana lo scorso anno a Gravina:

https://www.youtube.com/watch?v=axa

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Team Altamura, Di Maio:”E’ un onore tornare ad Altamura”

E’ Gennaro Di Maio il tecnico designato per questa stagione a guidare il Team Altamura, la piazza biancorossa non è nuova per l’allenatore casertano che ad Altamura ha già allenato e ha già vinto, mentre nella passata stagione è stato l’indiscusso allenatore dell’anno per i dilettanti pugliesi visto che con il suo Gravina ha vinto campionato e Coppa, sentiamo le prime parole di Di Maio da neo tecnico del Team Altamura, intervista realizzata dal nostro ufficio stampa.

Mister partiamo dalle ragioni che ti hanno portato a sposare il progetto del Team Altamura.

“Sicuramente l’entusiasmo del presidente, è bastato un incontro e qualche minuto per parlare, il progetto è ambizioso e importante, non è finalizzato soltanto a una stagione ma nel lungo periodo, in quanto c’è voglia di arrivare nel calcio che conta e per me questa è una grande sfida, dunque non ho esitato a pensarci neanche un secondo”.

Inoltre lavorerà con lei uno staff di sicuro affidamento con gente preparata e professionale che ha già avuto con lei a Gravina, quanto può aiutarla questo fattore?

“Per me questo è un fattore determinante, l’ho provato sulla mia pelle l’anno scorso, ho avuto dei collaboratori fantastici, non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto dal punto di vista umano, ci sono stati momenti in cui abbiamo avuto difficoltà nella gestione di determinate cose e grazie al loro aiuto le abbiamo superate, soprattutto grazie a due miei collaboratori che sono più grandi di me e mi hanno aiutato a ragionare su determinate situazioni, dunque per me lo staff non è solo importante per aspetti tecnici ma anche per alti aspetti, noi abbiamo un colloquio giornaliero, ci fermiamo anche dopo gli allenamenti e dallo scorso anno abbiamo deciso di inserire anche una nutrizionista, in quanto ci piace lavorare in un certo modo e per raggiungere determinati obiettivi è importante avere un gruppo professionale, insieme a noi sarà determinate lo staff medico che riveste un ruolo fondamentale”.

Come si suole dire avvolte ritornano, si sente un po’ emozionato a riprendere per mano quella squadra che lei stesso ha riportato in Eccellenza e che è stata la sua prima esperienza nella carriera da allenatore?

“Io sarò sempre riconoscente a questa città, perché è l’Altamura che mi ha dato la possibilità di allenare, in particolare il direttore generale Martelli, che all’epoca ha creduto in me e riportammo insieme questa squadra in Eccellenza, quando si è ripresentata l’opportunità di tornarci, come dicevo prima, non ho esitato un attimo ad accettare, soprattutto perché ho avuto sempre un rapporto trasparente e schietto con la tifoseria, anche se lo scorso anno c’è stata qualche piccola incomprensione, che poi tra persone mature abbiamo chiarito e dunque non è successo assolutamente niente, questa stagione hanno avuto la capacità di riaccendere un entusiasmo in città che forse si stava spegnendo, quindi per me è soltanto un onore allenare una società con un blasone e una tifoseria pazzesca e quindi mi auguro di ripagare la fiducia che hanno avuto nei miei confronti”.

La società presenterà domanda di ripescaggio, quanto secondo lei sono concrete le possibilità di accedere al massimo torneo dilettantistico nazionale?

“Sono una persona molto realistica e concreta, dunque sono molto concentrato su quello che può essere il campionato attuale e dunque sull’Eccellenza, altresì ti dico che il presidente e il direttore Martelli, mi hanno dato garanzie importanti e ho fiducia in loro, quindi se ci saranno i presupposti e si libereranno dei posti, l’Altamura ha tutte le carte in regola per la serie D, noi ci auguriamo che sia cosi, poiché questa piazza merita almeno quella categoria, se invece non sarà così ci metteremo a lavoro con tanta umiltà e cercheremo di portare Altamura nelle categorie che merita”.

Sono già stati svelati i primi nomi che comporranno l’organico, avete deciso di mantenere l’ossatura della passata stagione, più alcuni nuovi elementi di categoria, che tipo di impronta vuole dare alla squadra?

“Parto dal presupposto di un concetto che ribadisco sempre, preferisco avere nella mia squadra degli uomini, e poi dei giocatori, con dei valori importanti che sposino il progetto che ho sposato io e fino a quando indosseranno questa maglia deve essere la loro seconda pelle, devono sudarsela e meritarsela, su questi elementi sono basate le mie scelte poi è ovvio che cerco un gruppo di giocatori che si conosce, ha lavorato già insieme in modo tale che i concetti arrivano prima, gente che è da un paio di anni che vince campionati altri invece hanno voglia di rimettersi in discussione, in particolare gente con tanto spirito di sacrifico, lavoro ma soprattutto tanta umiltà e disponibilità”.

Infine a cosa ambisce Di Maio per il futuro di questa squadra?

“Mi auguro che sia un futuro roseo, spero che sia l’inizio di una grande avventura e di un grande rapporto che possa portare tutti quanti noi insieme a obiettivi e categorie prestigiose che una città grande e importane come Altamura merita, ma soprattutto una società solida, cosi come l’ho è quella attuale, che possa permettere che succeda tutto ciò”.

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Virtus Francavilla,intervista a calabro

La Virtus Francavilla è la grande favorita del torneo di Eccellenza ormai alle porte. Il tecnico Antonio Calabro, reduce dalla promozione in Serie D col Gallipoli, non nasconde le ambizioni del club ed esalta lo spessore del campionato: “Con la ristrutturazione della Lega Pro e l’eliminazione della C/2 e con la scelta di riportare il numero di team partecipanti all’Eccellenza da 18 a 16, il livello del torneo sarà certamente superiore rispetto al recente passato. Inoltre, non dovrebbero esserci squadre materasso ed è presumibile che si registri un equilibrio verso l’alto. Per quanto riguarda la Virtus Francavilla che alleno, non ci nascondiamo. La società ha fatto sacrifici importanti e, di conseguenza, l’obiettivo è quello di essere protagonisti. Ma ci sono altri cinque complessi molto forti che hanno i mezzi per cullare ambizioni di gloria”.

“Su tutti -prosegue il tecnico di Melendugno- il Nardò che ha costruito un organico sontuoso. Poi Mola, Molfetta, Trani e Vieste. Insomma, sei compagini si contenderanno il primato e la conseguente promozione diretta in D, oltre ai quattro posti utili per disputare i playoff. Per la mia conoscenza del’ambiente, per la bravura del collega Gabriele Geretto e per la rosa allestita, la vera mina vagante potrebbe essere il Casarano. Mister Dario Levanto ha fatto un buon lavoro a Galatina nel 2013/14 e ora i biancostellati stanno proseguendo il progetto in maniera coerente, non mi meraviglierei se facessero meglio della passata stagione. Per quel che riguarda il Novoli, che è neopromosso, so che la piazza ha grande entusiasmo e si stringerà con orgoglio intorno a Luca Potì e compagni, spingendo loro verso la permanenza. Soprattutto nei match interni -conclude- i rossoblu saranno un brutto cliente per chiunque”.

La Gazzetta del Mezzogiorno 

Galatina – Novoli 2-1, mister Schippa fiducioso nonostante la sconfitta

Un Novoli battuto ma non abbattuto. È questo, in estrema sintesi, il pensiero del tecnico rossoblu Simone Schipa (privo di molte pedine importanti) a margine della sconfitta dei suoi contro la Pro Italia Galatina“Non sarebbe giusto soffermarsi su chi non c’era in quanto chi è sceso in campo si è comportato bene. Purtroppo, come in occasione della sconfitta per 1-0 rimediata all’andata, mi devo ripetere sottolineando che il risultato più equo per quello che è stato fatto dai due team nell’arco del 90′ sarebbe stato ilpareggio. Nelle due gare con la Pro Italia non siamo stati certo fortunati. Del resto, ieri la qualificazione è stata in bilico sino a 2′ dalla conclusione del secondo tempo. Al 41‘ abbiamo sciupato di poco una ghiotta occasione per portarci sul 2-1, sugli sviluppi di una punizione calciata magistralmente da Salvatore Scarcella. E un minuto dopo abbiamo incassato la seconda rete del Galatina, un incredibile eurogol da quaranta metri firmato da Pierandrea Fanigliulo. Se si aggiunge che il primo centro dei biancostellati si è incassato all’incrocio allora il quadro è completo”.

La Gazzetta del Mezzogiorno

Novoli, intervista a Alessandrì

Emanuele Alessandrì riabbraccia il Salento. Dopo una carriera zeppa di soddisfazioni, l’ex Casarano e Copertino ha deciso di sposare il progetto Novoli:  “In carriera, per vent’anni -afferma il centravanti nato a Galatina- ho girovagato tanto per tutta Italia, ho militato tra i professionisti in C/2 e per tanti anni in D. Dopo avere affrontato da avversario mio fratello Alessandro molte volte, ci tenevo a giocare al suo fianco almeno per una stagione e ci sono riuscito in Sardegna, alla Nuorese, nel 2013/14. Con la compagine isolana ho dimostrato di essere ancora capace di fare la mia parte dopo la brutta stagione vissuta a Copertino, nel 2012/13. Intendevo quindi tornare a difendere i colori di un sodalizio del Salento, per rientrare dalle mie parti, a due mesi dal matrimonio con mia moglie Irene”.

“Avrei potuto continuare -prosegue Alessandrì la mia avventura alla Nuorese, dove mi sono trovato benissimo. E lo avrei fatto se non avessi ricevuto la proposta da un club serio come quello rossoblu, che mi ha cercato con insistenza convincendomi della bontà del progetto. Le idee dei dirigenti sono chiare e nei tre giorni che mi sono allenato con il gruppo ho notato che c’è il giusto clima per fare bene e raggiungere quella salvezza che costituisce il traguardo stagionale. Lo staff tecnico sa il fatto suo, mentre l’organico può contare sullo zoccolo duro che ha vinto la Promozione, irrobustito con innesti mirati. Ci sarà da lottare e soffrire in quanto l’Eccellenza è abitualmente un campionato estremamentre difficile, ma sono convinto che l’obiettivo della permanenza -conclude il classe75 sia alla nostra portata”.

La Gazzetta del Mezzogiorno

Nuovi acquisti in casa Nardò

Jacopo Mancarella e Alessandro Caporale: corsa e freschezza del Toro. Il primo, terzino classe ’96 di Campi Salentina, traccia un mini bilancio di questo primo scorcio di avventura granata: “Allenamento dopo allenamento ho iniziato a fare bene e la fiducia del mister non può che rendermi felice e spronarmi a continuare ad impegnarmi. Mi sto trovando bene anche grazie ai compagni più grandi che sono sempre pronti ad aiutarci, mettendo a disposizione la loro esperienza. Col Casarano non siamo riusciti a chiudere il discorso qualificazione in casa, ma lotteremo al Capozza per non vanificare la vittoria di domenica scorsa”. “Faccio parte di un ottimo reparto under – dichiara invece l’esterno alto leccese Caporale, classe ’95 -. Ce la giochiamo ad armi pari ed è stato molto bello essere tra gli undici schierati in campo. Ho avuto mister Mosca come allenatore a Copertino e lo stimo molto. Mi piace anche la squadra, siamo un gran gruppo. Non ci conoscevamo ma, a partire dal ritiro, ci siamo uniti sempre di più. Proprio la nostra compattezza mi ha impressionato, l’essere riusciti a creare un gruppo così unito. Il ritorno di Coppa Italia sarà una partita dura. La gara in casa ha dimostrato che il Casarano c’è. Andreamo lì per un’altra battaglia”.

La Gazzetta del Mezzogiorno

Pol. Sammarco: Roberto Cursio annuncia il suo rinnovo e non solo

“Voglio fare la storia del Sammarco”

Il fantasista Granata si concede alle nostre telecamere e nella breve intervista sul mare affronta diversi temi tra cui quello principale, legato al suo rinnovo con la Polisportiva. Cursio dice anche che questo potrebbe essere il suo ultimo anno di attività e poi si sbilancia su un pronostico su chi conquisterà il primato tra le due squadre sammarchesi.

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Riezzo: “Quanti problemi a San Severo!”…

E’ considerato uno dei giovani più promettenti del calcio locale ma, nonostante le premesse, l’anno scorso non è stata la stagione della consacrazione. Contrattato dal Chievo Verona, Nanni Riezzo è stato mandato in prestito in Serie D, a San Severo, a farsi le ossa. Purtroppo la nuova avventura si è rivelata complessa sin da subito: “Effettivamente – esordisce Nanni – ci sono stati diversi problemi, soprattutto di natura logistica. La struttura per gli allenamenti era molto approssimativa e il resto non era da meno. Molti giocatori hanno abbandonato il ritiro da subito. Io ho chiesto di essere prestato ad un’altra società. In un primo momento mi fu assicurato il trasferimento, salvo poi fare retromarcia, appellandosi a presunti problemi burocratici”.

In poche parole, Nanni Riezzo è rimasto fermo ai box fino a dicembre e ha potuto valutare le offerte di tante squadre sulle sue tracce, tra cui Taranto, Gallipoli e CasaranoA dicembre – continua – potevo cambiare casacca e giocare in una di queste squadre. Non essendo titolare del mio cartellino nessuno ha voluto farsi avanti in maniera definitiva. Fortunatamente è arrivato il Manduria. Grazie al presidente Spadavecchia sono tornato a giocare nella seconda metà della stagione”.

Il campionato si è chiuso con la retrocessione e con tanti problemi in terra messapica: “Ho giocato cinque mesi e non è stata una stagione esaltante. A livello personale, comunque, la considero positiva perchè, sebbene abbia solo venti anni, quanto accaduto da luglio a dicembre mi ha fatto crescere e acquisire la maturità e l’esperienza di un quarantenne”.

Riezzo, dallo scorso 30 giugno, è di nuovo titolare del suo cartellino e può scegliere in autonomia il proprio futuro. E le richieste non mancanoI contatti ci sono, in Serie D (si vocifera di due neopromosse, ndr, in Eccellenza e in Promozione. Non mi affretto nella scelta, valutando tante cose. Al momento opportuno comunichero la mia scelta”.

Umberto Nardella SalentoSport