Mihajlovic, il Bologna e il mese in ospedale

Mihajlovic, il Bologna e il mese in ospedale

Le cure, la sofferenza e le emozioni dell’allenatore serbo, tra presente e futuro: il duro mese da solo in ospedale ma con un il rapporto speciale con la squadra

Andrea Di Caro

“Stasera finalmente lo vedo sorridere”. È da poco finita Bologna-Inter e la dottoressa Francesca Bonifazi, che ha in cura Mihajlovic al programma di terapie cellulari avanzate dell’ospedale Sant’Orsola, è di guardia notturna e si gode il momento di gioia e serenità che restituisce a Sinisa il sorriso e il timbro di voce dei momenti migliori. “Stasera per dormire mi ci vuole il Lexotan, ho l’adrenalina ancora addosso. Ho fatto anche spostare l’orario di una sacca di medicinali per non avere rotture di palle durante la partita”, ruggisce Miha. Potere di una vittoria che lo ha inorgoglito e commosso, regalandogli un nuovo pieno di energia e spazzando via per un po’ quel comprensibilissimo malumore di chi sta contando i giorni e non ce la fa più a guardare le quattro mura…

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