Vincenzo Genchi, un nuovo e speciale medico sociale per la Virtus Molfetta

Vincenzo Genchi, un nuovo e speciale medico sociale per la Virtus Molfetta

Già giocatore della Molfetta Sportiva dal 1966 al 1972. «A Molfetta ho lieti trascorsi, sportivi, affettivi e politici. È una città che mi è rimasta nel cuore, della quale conservo ricordi indelebili».

Una scelta di cuore. Può essere così definita quella compiuta dal dottor Vincenzo Genchi, primario ospedaliero specializzato in radiologia, pediatria e medicina sportiva: entrare a far parte della Virtus Molfetta come nuovo medico sociale.

Il sessantanovenne radiologo barese ci ha fornito le principali motivazioni che hanno orientato la sua decisione: «Mi guardo intorno e assisto al progressivo degrado del calcio professionistico. Un calcio colpito da un’epidemia da cui sembrano immuni soltanto le categorie “minori”. Ormai ritengo che soltanto all’interno di queste ultime si possano trovare gli originali, sostanziali valori di questo sport: l’entusiasmo, la passione,la voglia di stupire».

Il dottor Genchi farà parte di una società di Prima Categoria, alla quale offrirà gratuitamente le sue eccellenti competenze, unite a doti umane straordinarie. La Virtus Molfetta del presidente Spadavecchia avrà nel suo staff una figura di enorme prestigio. Parliamo del medico sportivo ufficiale della Figc Puglia, incaricato di seguire al livello nazionale tutte le rappresentative ragionali. Un uomo che per dieci anni è stato radiologo del Bari, e che quindi conosce il calcio in maniera completa e trasversale: «La mia esperienza nel calcio professionistico costituisce certamente un motivo d’orgoglio. Tuttavia mi sono trovato a constatare quanto sia erronea, nelle grandi società, la concezione del medico sportivo. L’importanza di quest’ultimo viene spesso sminuita; la considerazione di cui gode non corrisponde alle enormi responsabilità che su di lui gravano. Si pensa al medico sportivo come ad una figura che si limita a sedersi in panchina nelle gare ufficiali, senza che le sia richiesta la massima competenza. Il mio modo d’interpretare questa funzione societaria è diverso: io credo che il medico di una squadra abbia un’importanza almeno pari a quella dei calciatori, dello staff tecnico e di quello dirigenziale. Purtroppo non sempre sono stato messo nelle condizioni ideali per esercitare questo ruolo così come lo intendo: garantendo cioè alla squadra un impegno costante, quotidiano, non semplicemente saltuario e “domenicale”».

Un ulteriore fattore determinante per la scelta del dottor Genchi è stato il forte legame con la città molfettese. «A Molfetta ho lieti trascorsi, sportivi, affettivi e politici. È una città che mi è rimasta nel cuore, della quale conservo ricordi indelebili». Il medico barese ha infatti militato come calciatore, dal 1966 al 1972, nella Molfetta Sportiva di patron Belgiovine. Nel ruolo di ala, è stato assoluto protagonista nella serie D nazionale, in una squadra le cui gesta sportive sono spesso state avvolte da un ingiusto oblio.

A Molfetta il dottor Genchi si reca in tutti i fine-settimana per far visita ai suoi figli, lì residenti, e ai suoi nipoti. Impossibile sperare di trovarlo libero e disponibile per il sabato pomeriggio. In questo giorno, ormai da ventisette anni a questa parte, c’è un appuntamento fisso, un autentico rito: la partitella settimanale, sul campo del seminario regionale, con i vecchi amici della città molfettese.

Una città nella quale l’eclettico medico barese è stato anche attivo politicamente, ricoprendo la carica di consigliere comunale, sotto la giunta Minervini, dal 1994 al 1998. «Non vedo l’ora di cominciare una nuova avventura con la Virtus Molfetta. Essendo un primario con ben tre specializzazioni e con studi privati, non ho necessità di guadagnarmi da vivere tramite il calcio. Non avendo pretese economiche, ho potuto compiere una scelta disinteressata per la prosecuzione della mia attività medico-sportiva. Ormai voglio soltanto che lo sport sia per me fonte di emozioni, risorsa di gioia e di positività vitale. La Virtus è l’ambiente perfetto per realizzare questo mio desiderio». Competenza, passione, entusiasmo: è il trinomio calcistico-professionale alla base della carriera del dottor Genchi.

La Virtus Molfetta, nel suo piccolo, è stato ritenuto il contesto ideale perché questi valori possano continuare a coesistere, preservando contemporaneamente la loro integrità.
Intanto la squadra allenata da Mininni continua a prepararsi per il prossimo campionato di Prima Categoria, il cui inizio è stato fissato per il 4 ottobre. Nella stessa data inizierà la Seconda Categoria, che vedrà impegnata la Borgorosso di Patruno.

LUIGI CAPUTI – molfettalive

laquis

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