Sconfitta di rigore per il Minervino a San Marco

Sconfitta di rigore per il Minervino a San Marco

Una battuta d’arresto che, comunque, non fa male.
La partita, per lunghi tratti “gagliarda” ed equilibrata, ha visto le contendenti affrontarsi a viso aperto e scevre da qualsivoglia alchimia tattica

In sede di presentazione della gara si era paventata la possibilità che i dauni, con l’acqua alla gola in quanto impelagati in una posizione di classifica non certo edificante, l’avrebbero potuta affrontare ed interpretare, eufemisticamente, con un eccesso di foga e determinazione. Ad onor del vero questa ipotesi ha trovato solo parzialmente riscontro nella realtà.La partita, infatti,  per lunghi tratti “gagliarda” ed equilibrata, ha visto le contendenti affrontarsi a viso aperto e scevre da qualsivoglia alchimia tattica.
Il taccuino, pertanto, annovera numerosi episodi degni di nota.
Paki Verderosa, al 6’ e Gianluca  D’angella all’8’  con le loro conclusioni esaltavano le doti dell’estremo difensore dei padroni di casa. Al 36’ rigore quanto mai dubbio per il Sammarco (trasformato).Questo per quanto concerne la prima frazione.
Nella ripresa il Minervino cercava di ristabilire la parità ma il guardiano Sammarchese, in giornata di grazia, rendeva vane le conclusioni di Lino Schiavo (veramente ghiotta l’occasione) al 12’, di D’amelio su calcio piazzato al 20’ e Sanluca al 25’. Il tutto inframezzato da un grandissimo intervento di Leo Amoruso che faceva strozzare in gola la gioia del raddoppio dei dauni.In sede di “analisi”, pur ritenendo che il risultato di parità sarebbe stato più giusto, è doveroso convenire che i Sammarchesi, nell’odierna sfida, ci hanno messo un po’ più di cattiveria (agonistica, beninteso) la quale, associata ad una condotta (giustificabile?) ostruzionistica, hanno consentito loro,  seppur su calcio di rigore concesso da un direttore di gara, nella circostanza, di manica larga, di conquistare l’intera posta.
Avevamo, in sede di presentazione della gara, auspicato che, in “formazione” trovasse spazio qualche nostro “prodotto”. Tale auspicio ha trovato riscontro dal momento che Giovanni e Nicolino Spineto sono stati della partita.
C’è da registrare, infine, un increscioso ed inqualificabile episodio del quale si rendeva protagonista un energumeno della tifoseria di casa  il quale, con ingiustificabile “ferocia”, aggrediva il Dirigente accompagnatore del Minervino, il tutto tra l’omertoso disinteresse della restante parte del pubblico.

ANTONIO GALLUCCI – minervinolive.it

laquis

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