Quattro chiacchiere con Nazario Nardella, capitano dell’ASL San Marco

Quattro chiacchiere con Nazario Nardella, capitano dell’ASL San Marco

– Ciao Nazario e grazie per questa intervista. Dopo 5 brillanti stagioni con l’Asd San Marco, di cui sei stato uno dei primi a sposarne il progetto, sei diventato capitano. Quali sensazioni provi?
Ciao a tutti e grazie a voi. Essere stato nominato capitano è stato un grande onore e sono entusiasta che il gruppo abbia scelto proprio me. Tuttavia oltre all’onore si aggiunge anche una grande responsabilità nei confronti della squadra e quindi una motivazione maggiore a fare sempre meglio. Essere stato scelto capitano di questa squadra è per me un’esperienza di crescita molto forte.

– Quali qualità deve avere un calciatore per essere un buon capitano?
Un capitano deve essere sempre a disposizione del gruppo, deve rendere conto alla squadra nelle vittorie, ma soprattutto nelle sconfitte e dopo una brutta prestazione. Deve mantenere il controllo nelle situazioni di pressione ed essere il modello per i compagni.

– Tu sei uno dei più veterani della squadra, come si stanno comportando i più giovani?
Tanti sono i giovani che quest’anno si sono uniti alla nostra squadra. Era importante farli sentire da subito parte integrante di un gruppo già di per sé affiatato. Stanno lavorando molto bene e i risultati iniziano a vedersi, anche se si può e si deve fare sempre di più! 

– L’Asd San Marco è la rivelazione di questo inizio di campionato. Il vostro segreto? E dove pensi possa arrivare?
Il segreto di questa squadra sta nelle piccole cose: tanto lavoro svolto con costanza e umiltà, allenamenti sempre col sorriso e conditi da pane e pomodoro e da persone speciali che ci coccolano e ci fanno sentire speciali! Vorremmo essere la favola quest’anno e scrivere un’altra pagina indimenticabile della nostra storia e del nostro paese!

– Cosa vuol dire per te far parte della grande famiglia Asd San Marco?
Per me l’Asd San Marco è una “seconda casa”, una famiglia con la quale ho vissuto e vivo momenti unici e indimenticabili. Vuol dire essere sempre presente! 

– Un pensiero ai tifosi. In ogni partita casalinga di questi 5 anni i vostri tifosi non hanno mai fatto mancare il loro sostegno e il loro calore alla squadra. C’è un ringraziamento, da capitano, che vorresti fare?
Vorrei dedicare ad ognuno di loro un caloroso abbraccio per ogni singolo gesto e tutto l’affetto dimostrato nei nostri confronti in questi anni, sempre, soprattutto nei momenti di difficoltà. Siete la nostra forza! 

– Concludiamo l’intervista con una citazione o un motto…
“Se puoi sognarlo, puoi farlo”… Io ci credo, nonostante la sconfitta!

laquis

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