Continua il momento positivo del Ginosa

Continua il momento positivo del Ginosa

Continua il momento positivo del Ginosa che colleziona il sesto risultato utile consecutivo: al “Miani” superato di misura il Don Uva Bisceglie che consente di guadagnare la settima vittoria stagionale, balzando al terzo posto in classifica. Il risultato, comunque, poteva essere più ampio se i biancazzurri avessero finalizzato le diverse occasioni da rete create, tra cui un calcio di rigore fallito da Musa.
Esordio dal primo minuto, tra le fila ginosine, del neo acquistoDavid Pignatale, classe 2000, scuola Taranto, ex Avetrana (Eccellenza pugliese), che si è ben distinto, mentre l’altro under in entrata Giacinto Passarelli, classe 2000, ex Ferrandina (Eccellenza lucana) è subentrato nella ripresa. Ai box per infortunio, invece, lo juniores Donno e la punta Difonzo. Prima frazione ben giocata dai padroni di casa. Partenza decisa dei biancazzurri che al 7′ sbloccano il risultato: punizione battuta a sorpresa da Carlucci e scatto fulmineo del bomber Musa che brucia il portiere in uscita ed insacca. Al 21′ altra palla-gol per il Ginosa con il solito Musa che approfitta di una distrazione difensiva ospite e scatta verso la porta dove dribbla R. Troilo in uscita ma non inquadra lo specchio della porta da posizione defilata, peccando di egoismo ignorando Cellamare meglio posizionato in area. La replica biscegliese giunge al 27′ quando B. Sallustio, su cross dalla destra, incorna sottomisura chiamando Giampetruzzi ad un intervento da applausi. Al 33′ Cellamare, dall’out destro, taglia l’area con un traversone velenoso sul quale interviene sottoporta Graziadei che alza di poco la mira. Sul finire della prima frazione (44′) ancora Giampetruzzi sugli scudi che si supera sulla conclusione maligna dal limite di Porcelli. La ripresa vede un Ginosa ancora propositivo che raddoppia subito ma sciupa diverse occasioni da rete per chiudere il match. Passa un giro di lancette ed i biancazzurri raddoppiano: su una respinta corta della difesa ospite, il baby Russo (classe 99) si coordina al limite ed al volo fulmina R. Troilo. Lippolis e compagni premono ed all’8′ Camara, sugli sviluppi di un angolo, inzucca sottomisura con la sfera che si stampa sulla traversa e, sul tap-in, Ciardo insacca ma l’arbitro annulla per un dubbio offside. Al 16′ azione travolgente sulla fascia destra di Cellamare che entra in area e viene steso dal suo diretto avversario, inducendo il direttore di gara ad assegnare il penalty: dal dischetto il bomber Musa si fa ipnotizzare dal portiere che neutralizza il rigore. Passano due minuti e Giampetruzzi compie un’autentica prodezza sul tiro dal limite di Preziosa, difendendo il doppio vantaggio. Al 40′ gli ospiti, però, riaprono il match grazie ad un rigore concesso dall’arbitro per un fallo in mischia in area di Lippolis su B. Sallustio: dal dischetto Amoroso trasforma per il 2-1. Gli ultimi minuti risultano vibranti ma il Ginosa controlla con ordine e porta a casa tre punti preziosi in chiave play-off. Domenica ultima di andata con la trasferta proibitiva in quel di San Marco contro la capolista indiscussa del girone A, con l’obiettivo di portare a casa il massimo risultato utile, senza timore, per continuare a sognare in grande.

GINOSA-DON UVA BISCEGLIE 2-1
RETI: 7′ Musa (G); 46’ Russo (G), 85’ rigore Amoroso (B).

GINOSA: Giampetruzzi, Pignatale (90’+2’ Bozza), Carlucci, Camara, Lippolis, Ciardo, Cellamare, Romeo, Musa, Graziadei (87’ Vannella), Russo (64’ Passarelli). Panchina: Larocca, D’Angelo, Dragone, Balestra, Egitto, Novario. All. Pettinicchio (squalificato)

DON UVA BISCEGLIE: Troilo, Sasso, Grosso, De Cillis, Tommasi, D. Troilo, M. Sallustio (61’ Amoroso), Porcelli, B. Sallustio, Preziosa (75’ Ismael), Trawally. Panchina: Cassanelli, Serino, Torchetti, Amoruso, D’Addato, Berardi, Abruzzese. All. Carlucci.

Arbitro: Matteo Marcello Minerba di Lecce. Assistenti: Stefano Sibilio di Brindisi e Pierpaolo Tanisi di Lecce.
Ammoniti: Cellamare, Passarelli (G), Grosso, Tommasi, Porcelli, Amoroso (B).
Note: Al 16′ st Musa (G) si fa parare un calcio di rigore.

DI DOMENICO RANALDO

laquis

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